30 dicembre 2007

Superclassifica Show

Ma come siamo messi nelle hit parade per blogger ora che l'anno sta per finire? Il mio blog principale è 4006° su BlogItalia e 2944° su BlogBabel, gli altri miei blog non sono segnalati... E i blog a cui sono linkato?

David Guetta non è segnalato né qua né là...
Cecenia SOS non è segnalato su BlogItalia, su BlogBabel è 2480°.
Roundhouse Kicks non è segnalato su BlogItalia, su BlogBabel è 247°.
Frasi storiche è 2205° su BlogItalia e 2309° su BlogBabel.
Democrazia è Partecipazione non è nelle classifiche.
La pagina in più neanche...
Francesca's corner è 19264° su BlogItalia e assente su BlogBabel.
Io sul palco dell'Ariston è assente dalle classifiche.
Pensieri e sorrisi pure...
Poetando idem...
365 albe 365 tramonti è 166° su BlogItalia e 124° su BlogBabel.
Acme del pensiero è 125° su Blogitalia e 205° su Blogbabel.
Agloco è 419° su BlogItalia e 1580° su BlogBabel.
Antani's game non è classificato.
Con-tatto! è 5393° su BlogItalia e assente su BlogBabel.
Costozero è 5222° su BlogItalia e 4579° su BlogBabel.
E un pacchetto di Lucky Strike è 4931° su BlogItalia e 3013° su BlogBabel.
Etica e Politica... è 569° su BlogItalia e 2546° su BlogBabel.
Il Confine tra il Reale e l'Assurdo è 1446° su BlogItalia e 1287° su BlogBabel.
Killo è 894° su BlogItalia e 4270° su BlogBabel.
La vita leggera è fuori dalle classifiche.
Drake pure...
Madrigopolis è assente su BlogItalia e 2223° su BlogBabel.
Malgari non viene considerato.
Massim. Weblog è 974° su BlogItalia e 1122° su BlogBabel.
Pablog è assente.
Parlo io è 500° su BlogItalia e 239° su BlogBabel.
Pensieri... parole... senza omissioni è 93° su BlogItalia e 1055° su BlogBabel.
Rosadimaggio non rientra nelle statistiche.
Un post al Web è 135° su BlogItalia e 952° su BlogBabel.
Un vicolo contromano è 1694° su BlogItalia e 6382° su BlogBabel.

Come vanno interpretati questi dati? Fate voi. Per me sono pure curiosità...

29 dicembre 2007

El Caganer

Fonte: http://www.ciutatoci.com/festes/images/i06/caganer_r250.jpg

Il Caganer è una figura tipica dei presepi della Catalogna, della Comunità Valenciana e di Andorra. Può apparire sgradevole ai nostri occhi, ma è un pezzo di folklore assai caro al popolo di quelle terre. E la chiesa locale non ha mai avuto nulla da ridire? No, anzi è presente nei presepi di tutte le chiese (in posizione defilata, ma d'altronde per espletare i bisogni corporali è normale defilarsi)... Ma perché c'è una figura del genere nel presepe? Si dice che sia un simbolo della fertilità. O un esempio di umorismo popolare che rappresenta l'atto che mette sullo stesso piano il nobile e il pezzente (un po' come la livella di Totò). Ma forse il Caganer è semplicemente l'Uomo, l'essere umano, intento a compiere un'azione tanto "bassa" quanto indispensabile ("perché cacare soprattutto è cosa umana", canta l'eterodosso - ma non miscredente - mio conterraneo Roberto Benigni) e lì lo coglie la nascita del Figlio dell'Uomo...

Anna Politkovskaja e il Clown

Anja[1] e il Clown

Di cosa si occupavano i sospetti del caso Politkovskaja. Un episodio

Inizialmente il Clown andò con questa storia da uno di quei bei giornali patinati, voleva fare un regalo alla sua bella e intelligente moglie, è una fotomodella, ne ha bisogno. Là lo ascoltarono e gli dissero: “Ganzo! Ora andiamo a fotografare tua moglie. Dicci solo unaltra cosa, chi è Anna Politkovskaja?”. Il Clown concluse che con loro non c’era nulla da fare e lasciò un messaggio alla segreteria telefonica della “Novaja gazeta”.

Il soprannome Clown glielo aveva appiccicato un maggiore dell’FSB[2] che lo aveva costretto a firmare un documento secondo cui acconsentiva a diventare un loro agente. I poliziotti, anche se erano del tutto ottusi, risero molto. Gli sono rimasti ancora dei gonfiori rossi sui polsi – per via delle manette, l’esame l’ha confermato. In realtà si chiama Èduard. Ama scherzare e a volte sembra un po’ strano, ma irradia mitezza. Del maggiore dell’FSB non si può dire che manchi di artistica precisione: è veramente un clown. Lo picchiano in testa con una mazza di gomma e sorride stupidamente. Solo che nel suo caso invece di un bastone da teatro c’era la gamba di una sedia. Dopo due ore quello che chiamavano Serëga, premendogli la testa con il gomito, lo colpiva e proferiva: “Domani ti passerà tutto, ma tra un anno perderai la testa, ora ti colpisco in questo punto”…

Al cinema, secondo le leggi del montaggio, questi potrebbero essere alcuni episodi momentanei. Inizialmente tentano di uccidere l’eroe, poi deve succedere qualcos’altro, poi lo picchiano di nuovo, poi tenta di scappare, lo picchiano, irrompe qualcuno e lo salva. Ma quando semplicemente picchiano tre volte di seguito, non è una trama, è paranoia. Lavorando alla “Novaja gazeta”, di sentire storie del genere capita spesso…

Se il Clown fosse andato con questa storia da Anna Politkovskaja, questa si sarebbe subito gettata nella mischia, senza guardare la mancanza di prospettive. Per Anja questo era qualcosa di istintivo – farsi scudo. Non ce ne sono più così. Questa, forse, è l’ultima cosa in ordine di tempo che, senza neanche sospettarlo, è riuscita a fare: difendere il Clown con la propria morte e ottenere giustizia. Perché adesso, dopo cinque anni, a causa della morte di Anja queste bestie non hanno dove nascondersi.

Alle 11 del mattino del 31 luglio 2002 “una persona dolce, incantevole, pacifica”, come Ponikarov definisce se stesso, si trovava abbastanza casualmente nell’ufficio dell’agenzia turistica “Jumnaji-travel”. E che razza di ufficio c’era là – una stanzetta nel sottosuolo. Ma l’affare gli sembrava interessante e il Clown si guardava intorno, chiedendosi se non valesse la pena di comprarlo. Il proprietario, “con il muso rosso, ma molto creativo”, ci sapeva davvero fare in Africa. Talvolta andavano a bere una vodka da lui dei veri agenti del GRU[3]. Parlavano di Africa, di guerra, di affari, di turismo. Era ganzo e il Clown si era messo a pensare se non avesse potuto entrare in questo progetto.

In generale irradia mitezza a tal punto da sembrare un peluche e immaginarselo in uniforme è impossibile. Non di meno come prima specializzazione era proprio un interprete militare dal finlandese. Ce n’erano pochi, a qualcuno comunque servono, in Finlandia i militati sono due o tre in tutto. Ma una volta il Clown fece da interprete all’incontro del ministro della Difesa finlandese con il nostro ministro della Difesa Pavel Gračëv[4] e poi disse loro che sarebbe stato bene addestrare i nostri ufficiali a fare gli osservatori dell’ONU. Il ministro finlandese colse l’idea al volo e Gračëv non poté sottrarsi. Alcuni ufficiali, e il Clown fra questi, si addestrarono in Finlandia a fare gli osservatori dell’ONU nei punti caldi e in particolare a come comportarsi quando si viene presi prigionieri. Nel 2002 questo venne molto utile, secondo il Clown, anche se a quel tempo aveva già smesso di lavorare in ambito militare e si occupava di altri “progetti”.

Ponikarov cominciò a fare affari con un’impresa di costruzioni congiunta russo-finlandese. Tutto andava ottimamente, ma nell’agosto 1998 la crisi economica colpì e tutti i soldi in cinque banche andarono bruciati. In seguito Ponikarov si occupò di acquisti di maionese dalla Finlandia, ma nel settembre 1999, quando a Mosca furono fatti esplodere due condomini, il GAI[5] fermò i furgoni che trasportavano maionese dalla Finlandia e questa andò a male. Per di più a quel tempo a Èduard e a sua moglie, la fotomodella Olja[6], nacque il primo bambino e subito dopo il secondo. Quando la moglie andava in tournée, il Clown portava a spasso i bambini a Krasnogorsk[7] e faceva piani.

E così alle 11 del mattino sedeva nell’ufficio della “Jumanji-travel”, aspettava il proprietario, quello, evidentemente, stava bevendo da qualche parte, quando irruppero là alcune persone in borghese. Fino a luglio di quest’anno il Clown riteneva che fossero dieci, ma l’inchiesta ha chiarito che erano solo sei.

Fatto sta che, mentre alcuni rovistavano tutto da cima a fondo nella stanzetta sotterranea, altri gli misero le manette e lo picchiarono. Ai corsi per osservatori dell’ONU avevano insegnato al Clown che, se ti fanno prigioniero, bisogna tentare di parlare coi terroristi e cercare un qualche contatto. Ma ora questo era difficile, perché non si capiva cosa volessero, non chiedevano niente e i loro occhi erano inespressivi come quelli dei pesci. Alla fine capì dalle conversazioni che cercavano il passaporto di un azero, questi era una sorta di cliente del proprietario dal muso rosso, ma di dove fosse questo passaporto non aveva idea e anche questi ragazzi, a quanto pareva, avevano già capito che non c’entrava assolutamente niente.

Poiché il Clown non lottava, fece calare la loro vigilanza e questi lo lasciarono andare al bagno in manette. Agendo come gli avevano insegnato ai corsi per osservatori dell’ONU, si lanciò per le scale e irruppe in un vicolo; per attrarre l’attenzione, corse in manette da un poliziotto che era di guardia nei pressi di un’ambasciata. Quelli lo raggiunsero e mostrarono al poliziotto nella guardiola il distintivo dell’UBOP[8]. Lì il Clown capì che non erano banditi. Lo riportarono nel sotterraneo e allora presero a picchiarlo con crudeltà. Infieriva in particolare uno, che gli altri chiamavano Serëga[9]. Picchiava con un’allegra cattiveria sadica così particolare, che il Clown si rattristò del tutto. Ma, evidentemente, sorse loro qualche problema che non erano in grado di risolvere da soli e dopo un po’ di tempo alla “Jumanji-travel” comparvero altri due, che si presentarono come ufficiali dell’FSB. Ricordiamolo. Al sadico Serëga e ai suoi colleghi – poliziotti della Direzione per la lotta con la criminalità organizzata – si aggiunsero due cekisti[10].

Questi erano più intelligenti, presero una qualche decisione, anche se il senso è ancora incomprensibile. Mandarono a prendere una vodka, lo costrinsero a berne metà e a bagnarsi con il resto. Poi gli ordinarono di firmare un documento per la collaborazione con l’FSB con il nome in codice Clown. “Reggi bene, – dissero. – Scherzi e ridi, quando ti picchiano”. Ah-ah-ah. “Bene, – dice – adesso sono dei vostri, toglietemi le manette, non mi picchiate”. Ma nessuno intendeva lasciarlo libero

Probabilmente pensavano comunque che fosse molto ricco e che a casa sua dovessero esserci dei soldi. Dette il numero di telefono e quelli telefonarono per assicurarsi che in casa non ci fosse nessuno. A Krasnogorsk, stretto sul sedile posteriore di una Mercedes coi vetri anneriti, lo portarono Serëga e uno dell’FSB, che tra loro chiamavano Paša[11]. Il guidatore non aveva preso parte a tutto questo, si aveva l’impressione che questo non gli piacesse molto, anche se non era la prima volta. Il Clown pensò di colpire alla schiena il guidatore per causare un incidente davanti alla postazione del GAI all’uscita da Mosca, ma gli bloccarono le braccia dietro la schiena con le manette. Erano già quasi le due quando la macchina si fermò all’ingresso del loro condominio di 14 piani. Paša restò a tenerlo fermo in macchina e Serëga andò a guardare nei cortili che la moglie del Clown non fosse nelle vicinanze, doveva essere in giro da qualche parte con i bambini. Dalla macchina coi vetri anneriti il Clown vide che la moglie con la sorella e i due bambini stava entrando dall’ingresso. Seguendo le istruzioni dell’ONU, aspettò il momento in cui sarebbe riuscito ad attrarre l’attenzione e chiamare aiuto, non si poteva affrettare, bisognava che ci fosse l’occasione.

Gli serrarono di nuovo le manette in avanti e gli gettarono una camicia sulle braccia, entrarono tutti insieme dall’ingresso, salirono e aprirono l’appartamento con le sue chiavi. Là il Clown si mise finalmente a gridare, tentando di avvicinarsi al balcone, anche la moglie, la sorella della moglie e i bambini si misero a gridare. Continuarono a picchiarlo davanti alla moglie e ai figli.

Capì che niente li avrebbe fermati. Ma era comunque nel suo appartamento! Con le ultime forze chiese il mandato di perquisizione della sua abitazione. In risposta con un colpo terribile alla testa gli spaccarono un sopracciglio, il sangue scorse dappertutto, i bambini gridavano, lo trascinarono di nuovo in strada, in macchina. Olja gli corse dietro. Il guidatore accese il motore, la fotomodella Olja si aggrappò alla portiera. “Vai!” – gridò Paša, il guidatore dette gas, Olja fu sbalzata di lato, ma riuscì a ricordare il numero di targa della macchina che aveva portato via suo marito. I vicini già guardavano stupiti dalle finestre.

Adesso il Clown giaceva sotto il sedile posteriore e Serëga lo premeva da sopra, tutta la macchina era piena di sangue e questi scava con un dito nella ferita sanguinosa sopra il sopracciglio, cercando di fare in modo che il Clown perdesse conoscenza per il dolore.

…Presero a correre per le strade, senza capire che fare. Pensavano a come liberarsi di lui, ma per la strada non c’era neanche un bosco dove avrebbero potuto farlo. La macchina si portò fino a Tušino[12], poi in qualche modo tornarono indietro a Krasnogorsk. Serëga disse ad alta voce, che là da lui aveva dei suoi banditi, che lo avrebbero aiutato a risolvere il problema. Alla fine, quando passarono per la terza volta davanti alla postazione del GAI, un ispettore che sospettava qualcosa di brutto fermò la macchina.

Dall’ispettore andò inizialmente il guidatore, ma poiché non tornava, uscì anche Paša, tirando fuori per la strada il distintivo dell’FSB. Poi lo tirarono fuori dalla macchina e lo gettarono insanguinato dietro il vetro della postazione del GAI. La giornata di luglio volgeva a sera, intorno passava un flusso continuo di macchine, ma a causa del vetro nessuno fece attenzione a lui. Il Clown saltò a terra, cosa che chi l’aveva fatto prigioniero non si aspettava e corse a tagliare il flusso di macchine, ma gli erano rimaste poche forze, Serëga lo raggiunse. Paša spiegò qualcosa con calma all’ispettore, il guidatore guardava di lato scuro in volto. Il Clown pensò che adesso era giunta la sua fine. All’improvviso una macchina si avvicinò alla postazione: era arrivato il procuratore da Krasnogorsk.

Il Clown non sa comunque rispondere con certezza alla domanda, quale fosse in realtà la causa delle sue sventure. Con certezza si può dire solo che lo salvò la moglie, che si ricordò il numero di targa della macchina (“Ero felice che fosse stata così coraggiosa e intelligente, è così coraggiosa e bella ”) e, certamente, l’ispettore del GAI, che pensò, senza temere Paša e Serëga, di chiamare il procuratore dalla postazione. Quando ad agosto di quest’anno gli inquirenti sono andati a questa postazione con Ponikarov, là stava di guardia lo stesso ispettore che l’aveva salvato cinque anni fa. Ricordava bene tutta la storia: a memoria sua non gli era mai accaduto nulla di simile.

Su questa parte delle sue deposizioni non abbiamo certezza, perché anche dopo la comparsa del procuratore, la chiamata al pronto soccorso e il trasporto del Clown all’ospedale, dove furono registrate tutte le lesioni fisiche, nessuno pensò di arrestare Paša e Serëga, eppure non sono gli unici del genere nelle “forze dell’ordine”.

E adesso la cosa principale. Il Clown non voleva essere una vittima. Non si sentiva colpevole di nulla. Non voleva perdonare i maltrattamenti subiti. Nel 2002 Èduard Ponikarov fece il giro di tutti: dal plenipotenziario per i diritti umani lo portarono per mano fino alla Procura Generale, su loro richiesta scrisse una denuncia all’FSB e al servizio per la sicurezza personale del ministero degli Interrni della Federazione Russa. Ma nessuno fece nulla: alla fine dell’anno il procedimento penale fu bloccato in riferimento al fatto che là venivano poste in atto delle “misure di ricerca”, e lui, così risultava, c’era semplicemente caduto dentro.

Il Clown dice (dal punto di vista di un osservatore dell’ONU): “Io non avrei protestato neanche contro un simile comportamento nei miei confronti, se fossi un terrorista. Ma io non sono un terrorista. Anche gli sbirri per fregare la gente fanno così: se sei stupido, allora vieni fregato, ma se sei intelligente, lasciano perdere. Ma qui era già tutto chiaro e mi hanno picchiato comunque! Solo contusioni, ma questo è pericoloso. Gli ho detto che presto o tardi anche loro cadranno”.
Sono caduti abbastanza tardi, cinque anni dopo. Cos’altro sono riusciti a combinare in questo tempo, si chiarisce ora…

Nel 2002 il Clown e sua moglie-fotomodella sono andati a vivere più lontano, le cose sono andate bene, si sono trasferiti a Mosca e hanno dato l’appartamento a Krasnogorsk in affitto a dei conoscenti.

A luglio 2007 una nonnina chiamò Èduard da quell’appartamento e disse che il “procuratore generale” lo stava cercando e lasciò un numero di telefono. Il Clown chiamò: lo convocavano davvero alla Procura Generale.

Stavolta le persone che lo interrogavano gli piacquero – erano perfino molto intelligenti e “positive”. Ma per due settimane non riuscì a capire perché improvvisamente si era messo in moto con tale forza un caso vecchio di cinque anni: “Pensavo che fosse semplicemente caduto da un armadio”.

I cognomi di “Serëga” e “Paša” li era già venuti a sapere durante le indagini condotte con la sua collaborazione: Chadžikurbanov del ministero degli Interni e Rjaguzov dell’FSB. In un qualche momento alla fine di agosto erano a casa, guardavano la televisione e là d’un tratto parlano di Chadžikurbanov e Rjaguzov che sono stati arrestati per il caso Politkovskaja e per qualcosa tipo “abuso di potere” e chissà perché. Ma il Clown capì subito perché. Gli aveva proprio detto: comunque cadrete.

Ecco proprio tutto. Il Clown non ama dare giudizi, ma dice che “vorrebbe trarne una conclusione politica”.

Il senso di quello che dice è semplice.

E’ passato per tutte le istanze. E nessuno ha agito di conseguenza! E’ il sistema… Se avessero incarcerato questi due nel 2002, forse Anna Politkovskaja sarebbe viva.

Leonid Nikitinskij
osservatore della “Novaja gazeta”

“Novaja gazeta”, 8/10/2007, http://www.novayagazeta.ru/data/2007/77/01.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)



[1] Diminutivo di Anna.

[2] Federal’naja Služba Besopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), i servizi segreti russi.

[3] Glavnoe Razvedyvatel’noe Upravlenie (Direzione Generale dell’Intelligence).

[4] Pavel Sergeevič Gračëv, ministro della Difesa russo dal 1992 al 1996.

[5] Gosudarstvennaja Avtomobil’naja Inspekcija (Ispettorato Automobilistico Statale), la polizia stradale russa.

[6] Diminutivo di Ol’ga.

[7] Cittadina alla periferia di Mosca.

[8] Upravlenie po Bor’be s Organizovannoj Prestupnost’ju (Direzione per la Lotta con la Criminalità Organizzata).

[9] Diminutivo di Sergej.

[10] Cekisti erano detti i membri della ČK – pronunciata če-ka – (Črezvyčajnaja Komissija po bor’be s kontrrevoljucej i sabotažem – Commissione Straordinaria per la lotta con la controrivoluzione e il sabotaggio), cioè la prima polizia politica sovietica e per estensione sono chiamati così gli agenti segreti.

[11] Diminutivo di Pavel.

[12] Città alla periferia di Mosca.

28 dicembre 2007

Scandicci is burning

Volgare, offensivo, politicamente scorrettissimo... Però esprime molto bene come il giovane scandiccese medio vede la sua città...

26 dicembre 2007

Ma cos'è questa crisi?

Un tempo c'era la censura per davvero e si faceva satira...

C'era la crisi per davvero e ci si rideva su...

Non voglio dire che si stava meglio quando si stava peggio, però...

http://www.youtube.com/watch?v=HGIaJz35rW0

25 dicembre 2007

Chiavi di ricerca di novembre del mio blog-CV

social skills cv: capacità sociali cv

technical skills cv:
capacità tecniche cv

"acquired by working":
acquisito/a/i/e lavorando

"matteo mazzoni:
"sono io (e non sopporto che si aprano virgolette o parentesi senza poi chiuderle

"matteo mazzoni" e-mail:
vedi qui

artistic abilities cv:
abilità artistiche cv

curriculum sono polacca voto good:
sei polacca e voti good?

curriculum vitae level of interaction, in multicultural environments,:
curriculum vitae livello di interazione, in ambienti multiculturali

cv "personal skills":
cv capacità personali

cv additional information:
cv informazione aggiuntiva

cv european:
cv europeo

cv organisational skills:
cv capacità organizzative

diploma maturità linguistica cv english:
cioè?

expertise di modigliani:
vedi qui

fiabe comiche scuola media:
fiabe comiche nella scuola media?

organisational skills:
capacità organizzative

personal skills and competences aquired:
capacità personali e competenze acquisite

skills windows cv:
capacità finestre cv

Sarkozy a S. Giovanni in Laterano

Ricevo da D.N. e pubblico (con le sue sottolineature):


"Avvenire", 21/12/2007

Al capo dell’Eliseo un titolo onorario. Il primo a riceverlo fu Enrico IV nel 1604.

Ora anche Nikolas Sarkozy è canonico onorario della Basilica Lateranense, titolo dei re di Francia dal 1604 e dei presidenti De Gaulle, Giscard d’Estaing e Chirac, mentre Coty e Pompidou lo hanno rifiutato, e Mitterand non lo ha né voluto né rifiutato. Il titolo spetta all’inquilino dell’Eliseo proprio in quanto successore del re di Francia, «figlia maggiore della Chiesa». Il legame tra l’arcibasilica papale, «madre e capo di tutte le Chiese», viene ricordato ogni anno nel giorno di Santa Lucia, con una Messa celebrata dal cardinale vicario, che ha come specifica intenzione «la felicità e prosperità della Francia» («pro felici ac prospero statu Galliae»). Il canonicato onorario è, infatti, un privilegio che risale al re Enrico IV, che aveva ereditato un regno profondamente diviso tra cattolici e protestanti e aveva adottato all’inizio la confessione calvinista, tornando poi definitivamente al cattolicesimo, con l’assoluzione del Papa. Alla conversione di Enrico IV fece seguito nel 1598 l’editto di Nantes, che concedeva ampia libertà religiosa ai protestanti. Per manifestare la propria riconoscenza alla Chiesa cattolica, il cui perdono aveva permesso la pacificazione, il re fece nel 1604 una generosa donazione al Capitolo del Laterano, ponendo come condizione la celebrazione il 13 dicembre, suo compleanno, della Messa per la Francia.

La laicità si coniuga con la fede religiosa

Da Sarkozy manifesto di una nuova visione dello Stato

Pubblichiamo il discorso pronunciato dal presidente francese Sarkozy nella basilica di San Giovanni in Laterano, dove ha ricevuto dal cardinale Ruini il titolo di canonico onorario.

Signori cardinali, signore e signori, cari amici, consentitemi di rivolgere le prime parole al cardinale Ruini, per ringraziarlo molto calorosamente della cerimonia che ha appena presieduto. Mi hanno toccato le preghiere che ha voluto offrire per la Francia e la felicità del suo popolo. Voglio ringraziarlo anche per l’accoglienza che mi ha riservato in questa cattedrale di Roma, in mezzo al suo capitolo.
Le sarei parimenti riconoscente, Eminenza, di voler trasmettere a Sua Santità Benedetto XVI i miei sinceri ringraziamenti per l’apertura del suo palazzo pontificio che ci permette di ritrovarci questa sera. L’udienza che il Santo Padre mi ha concesso stamani è stata per me un momento emozionante e di grande interesse. Rinnovo al Santo Padre il mio attaccamento al progetto di un suo viaggio in Francia nel secondo semestre del 2008. In quanto presidente di tutti i francesi, mi faccio portatore delle speranze che tale prospettiva suscita nei miei concittadini cattolici e in numerose diocesi. Qualunque siano le tappe del suo viaggio, Benedetto XVI sarà il benvenuto in Francia.
Nel recarmi stasera in San Giovanni in Laterano, accettando il titolo di canonico onorario di questa basilica, che fu conferito per la prima volta a Enrico IV e che da allora è stato trasmesso a quasi tutti i capi di Stato francesi, assumo pienamente su di me il passato della Francia e il legame particolare che ha unito così a lungo la nostra nazione alla Chiesa.
Con il battesimo di Clodoveo la Francia è diventata Figlia maggiore della chiesa. È un fatto. Facendo di Clodoveo il primo sovrano cristiano, quell’evento ha avuto conseguenze importanti sul destino della Francia e sulla cristianizzazione dell’Europa. In seguito, a più riprese, nel corso della storia, i sovrani francesi hanno avuto l’occasione di manifestare quanto fosse profondo l’attaccamento che li legava alla Chiesa e ai successori di Pietro. (...) Al di là dei fatti storici, è soprattutto perché la fede cristiana è penetrata in profondità nella società francese, nella sua cultura, nei suoi paesaggi, nel suo modo di vivere, nella sua architettura, nella sua letteratura, che la Francia ha con la sede apostolica una relazione così particolare. Le radici della Francia sono essenzialmente cristiane. E la Francia ha dato all’irradiamento del cristianesimo un contributo eccezionale. Contributo spirituale e morale tramite un’abbondanza di santi e di sante di portata universale: san Bernardo di Chiaravalle, san Luigi, san Vincenzo de’ Paoli, santa Bernadette di Lourdes, santa Teresa di Lisieux, san Jean-Marie Vianney, Frédéric Ozanam, Charles de Foucauld... Contributo letterario e artistico: da Couperin a Péguy, da Claudel a Bernanos, Vierne, Poulenc, Duruflé, Mauriac o ancora Messiaen. Contributo intellettuale, tanto caro a Benedetto XVI, che si tratti di Blaise Pascal, Jacques Bénigne Bossuet, Jacques Maritain, Emmanuel Mounier, Henri de Lubac, Yves Congar, René Girard... Mi sia consentito citare anche l’apporto determinante della Francia all’archeologia biblica ed ecclesiale, qui a Roma, ma anche in Terra Santa, così come all’esegesi biblica, in particolare con la Scuola biblica e archeologica francese di Gerusalemme.
Voglio inoltre rievocare tra voi questa sera la figura del cardinale Jean-Marie Lustiger che ci ha lasciati la scorsa estate. Il suo irraggiamento e la sua influenza hanno anch’essi di gran lunga oltrepassato le frontiere della Francia. Ho tenuto a partecipare alle sue esequie, perché nessun francese è rimasto indifferente alla testimonianza della sua vita, alla forza dei suoi scritti, al mistero della sua conversione. Per tutti i cattolici la sua scomparsa ha rappresentato un grande dolore. (...) Quanto profondamente il cristianesimo sia iscritto nella nostra storia e nella nostra cultura è visibile qui a Roma nella presenza mai interrotta di francesi all’interno della Curia, con le più alte responsabilità. Voglio salutare stasera il cardinale Etchegaray, il cardinale Poupard, il cardinale Tauran, monsignor Mamberti, il cui operato onora la Francia.
Le
radici cristiane della Francia sono visibili anche in simboli quali i Pii Istituti, la messa annuale di Santa Lucia e quella della cappella di Santa Petronilla. E poi c’è ovviamente la tradizione che fa del presidente della Repubblica francese il canonico onorario di San Giovanni in Laterano. San Giovanni in Laterano, niente di meno. È la cattedrale del Papa, è la 'testa e la madre di tutte le chiese di Roma e del mondo', è una chiesa cara al cuore dei romani. Che la Francia sia legata alla Chiesa cattolica da questo titolo simbolico è la traccia di una storia comune in cui il cristianesimo ha contato molto per la Francia e la Francia ha contato molto per il cristianesimo. È dunque con la massima naturalezza, come il Generale de Gaulle, come Valéry Giscard d’Estaing, e più recentemente come il presidente Chirac, che sono venuto a iscrivermi in questa tradizione.
Come il battesimo di Clodoveo, anche la laicità è un fatto nel nostro Paese. Conosco le sofferenze che la sua applicazione ha provocato in Francia nei cattolici, nei sacerdoti, nelle congregazioni, prima e dopo il 1905. So che l’interpretazione della legge del 1905 come un testo di libertà, di tolleranza, di neutralità è in parte una ricostruzione retrospettiva del passato. È soprattutto attraverso il loro sacrificio nelle trincee della Grande guerra, attraverso la condivisione delle sofferenze dei loro concittadini, che i sacerdoti e i religiosi di Francia hanno disarmato l’anticlericalismo; ed è la loro comune intelligenza che ha consentito alla Francia e alla Santa Sede di superare i loro dissidi e ristabilire le relazioni.
Tuttavia nessuno più contesta che il regime francese della laicità sia oggi una libertà: libertà di credere o non credere, libertà di praticare una religione e libertà di cambiarla, libertà di non venire offesi nella propria sensibilità da pratiche ostentatrici, libertà per i genitori di far impartire ai figli un’educazione conforme alle loro convinzioni, libertà di non essere discriminati dall’amministrazione in funzione del proprio credo.
Il nostro Paese è cambiato molto. I cittadini francesi hanno convinzioni più varie di un tempo. Perciò la laicità si afferma come necessità e opportunità. È diventata una condizione della pace civile. Ed è per questo che il popolo francese è stato tanto pronto a difendere la libertà scolastica quanto a voler vietare i segni di ostentazione nella scuola.
Stando così le cose, la laicità non potrebbe essere negazione del passato. Non ha il potere di tagliare alla Francia le sue radici cristiane. Ha cercato di farlo. Non avrebbe dovuto. Come Benedetto XVI, ritengo che una nazione che ignori l’eredità etica, spirituale, religiosa della propria storia commetta un crimine contro la propria cultura, contro quel miscuglio di storia, di patrimonio, d’arte e di tradizioni popolari che impregna profondamente il nostro modo di vivere e di pensare. Strappare le radici vuol dire perdere il significato, vuol dire indebolire il cemento dell’identità nazionale e inaridire ulteriormente i rapporti sociali che tanto hanno bisogno di simboli di memoria.
Per questo dobbiamo tenere insieme i due capi della corda: accettare le radici cristiane della Francia, e anche valorizzarle, continuando a difendere la laicità giunta a maturità. Ecco il senso del passo che ho voluto compiere stasera in San Giovanni in Laterano.
È giunto il momento che, in uno stesso spirito, le religioni, in particolare la religione cattolica che è la nostra religione maggioritaria, e tutte le forze vive della nazione guardino insieme alla posta in gioco del futuro e non più solo alle ferite del passato.
Condivido l’opinione di Benedetto XVI quando ritiene, nella sua ultima enciclica, che la speranza sia una delle questioni più importanti del nostro tempo. Dal secolo dei Lumi, l’Europa ha sperimentato molte ideologie. Di volta in volta ha riposto le speranze nell’emancipazione degli individui, nella democrazia, nel progresso tecnico, nel miglioramento delle condizioni economiche e sociali, nella morale laica. Ha deragliato nel comunismo e nel nazismo. Nessuna di quelle diverse prospettive – che chiaramente non metto sullo stesso piano – è stata in grado di rispondere al bisogno profondo degli uomini e delle donne di trovare un senso all’esistenza.
Certo, fondare una famiglia, contribuire alla ricerca scientifica o alle scienze umane e sociali, insegnare, lottare per le proprie idee, in particolare quelle della dignità umana, guidare un Paese, possono dare senso a una vita. Sono queste piccole e grandi speranze 'che, giorno per giorno, ci mantengono in cammino' per riprendere le parole dell’enciclica del Santo Padre. Non rispondono però alle domande fondamentali dell’essere umano sul senso della vita, sul mistero della morte. Non sanno spiegare cosa accada prima della vita e dopo la morte.
Tali domande appartengono a tutte le civiltà e a tutte le epoche. Non hanno perso nulla della loro pertinenza. Al contrario. Gli agi materiali sempre maggiori nei Paesi sviluppati, la frenesia del consumo, l’accumulo di beni sottolineano ogni giorno di più la profonda aspirazione degli uomini e delle donne a una dimensione che li superi, perché la soddisfano meno che mai.
'Quando le speranze si realizzano, prosegue Benedetto XVI, appare con chiarezza che ciò non era, in realtà, il tutto. Si rende evidente che l’uomo ha bisogno di una speranza che vada oltre. Si rende evidente che può bastargli solo qualcosa di infinito, qualcosa che sarà sempre più di ciò che egli possa mai raggiungere [...] Se non possiamo sperare più di quanto è effettivamente raggiungibile, né più di quanto si possa sperare dalle autorità politiche ed economiche, la nostra vita si riduce a essere privata di speranza'. O ancora, come scrisse Eraclito: 'Se non si spera l’insperabile, non lo si riconoscerà mai'. La mia profonda convinzione, che ho espresso in particolare nel libro di interviste che ho pubblicato sulla Repubblica, le religioni e la speranza, è che la frontiera tra fede e non-credenza non passi tra quanti credono e quanti non credono, ma attraversi ciascuno di noi. Anche chi sostiene di non credere non può dire di non interrogarsi sull’essenzialità. Il fatto spirituale è la tendenza naturale di tutti gli uomini a cercare una trascendenza. Il fatto religioso è la risposta delle religioni a tale aspirazione fondamentale.
Per tanto tempo la Repubblica laica ha sottostimato l’importanza dell’aspirazione spirituale. Perfino dopo il restauro delle relazioni diplomatiche tra la Francia e la Santa Sede, essa si è mostrata più diffidente che benevola di fronte ai culti. Ogni volta che ha fatto un passo verso le religioni, che si tratti del riconoscimento delle associazioni diocesane o della questione scolastica o delle congregazioni, ha dato l’impressione che agiva perché non poteva fare altrimenti. È solo nel 2002 che ha accettato il principio di un dialogo istituzionale regolare con la Chiesa cattolica. Mi sia permesso ugualmente di ricordare le virulenti critiche di cui sono stato oggetto al momento della creazione del Consiglio francese per il culto musulmano. Ancora oggi, la Repubblica mantiene le congregazioni sotto una forma di tutela, rifiuta di riconoscere un carattere di culto all’azione caritativa o ai mezzi di comunicazione delle Chiese, le ripugna riconoscere il valore dei diplomi rilasciati dalle istituzioni di istruzione superiore cattolica mentre la Convenzione di Bologna lo prevede, non accorda nessun valore ai diplomi di teologia, considera che non deve interessarsi alla formazione dei ministri del culto.
Penso che questa situazione sia dannosa per il nostro Paese. Certamente, coloro che non credono devono essere protetti da ogni forma di intolleranza e di proselitismo. Ma un uomo che crede è un uomo che spera. E l’interesse della Repubblica è che ci siano molti uomini e donne che nutrono speranza. La disaffezione progressiva delle parrocchie rurali, il deserto spirituale delle periferie, la scomparsa dei patronati e la penuria dei sacerdoti non hanno reso i francesi più felici. Questa è un’evidenza.
Vorrei anche dire che, se esiste incontestabilmente una morale umana indipendente dalla morale religiosa, la Repubblica ha interesse a che esista anche una riflessione morale ispirata alle convinzioni religiose. Anzitutto perché la morale laica rischia sempre di esaurirsi o di trasformarsi in fanatismo quando non è appoggiata a una speranza che colma l’aspirazione all’infinito. Poi e soprattutto perché una morale sprovvista di legami con il trascendente è maggiormente esposta alle contingenze storiche e in definitiva all’arrendevolezza. Come scriveva Joseph Ratzinger nella sua opera sull’Europa nella crisi delle culture, 'il principio riconosciuto oggi è che la capacità dell’uomo sia la misura della sua azione. Ciò che sappiamo fare, possiamo anche farlo'. A un certo punto, il pericolo è che il criterio dell’etica non sia più quello di cercare di fare ciò che dobbiamo fare, ma di fare ciò che possiamo fare.
Nella Repubblica laica, l’uomo politico che io sono non deve decidere in funzione di considerazioni religiose. Ma importa che la sua riflessione e la sua coscienza siano illuminate specialmente dai pareri che fanno referenza a norme e convinzioni libere dalle contingenze immediate. Tutte le intelligenze, tutte le spiritualità che esistono nel nostro Paese devono farne parte. Noi saremo più saggi se coniughiamo la ricchezza delle nostre differenti tradizioni. È per questo che mi auguro profondamente l’avvento di una laicità positiva, cioè una laicità che, pur vegliando alla libertà di pensare, a quella di credere o non credere, non considera che le religioni sono un pericolo, ma piuttosto un punto a favore. Non si tratta di modificare i grandi equilibri della legge del 1905. I francesi non lo auspicano e le religioni non lo chiedono. Si tratta, in compenso, di cercare il dialogo con le grandi religioni di Francia e di avere come principio quello di agevolare la vita quotidiana delle grandi correnti spirituali piuttosto che di cercare di complicarla a loro.
(...) Vorrei rivolgermi a coloro che tra voi sono impegnati nelle congregazioni, presso la Curia, nel sacerdozio e l’episcopato e a coloro che in questo momento si stanno formando da seminaristi.
(...) Mi rendo conto dei sacrifici che rappresenta una vita intera consacrata a Dio e agli altri. So che il vostro quotidiano è e sarà attraversato talvolta dallo scoraggiamento, dalla solitudine, e certamente anche dal dubbio. So anche che la qualità della vostra formazione, il sostegno delle vostre comunità, la fedeltà ai sacramenti, la lettura della Bibbia e la preghiera, vi permettono di superare queste prove.
Sappiate che abbiamo almeno una cosa in comune: quella di avere una vocazione. Non si è prete a metà, lo si è in tutte le dimensioni della propria vita. Credetemi che non si è neanche presidente a metà. Capisco che vi siete sentiti chiamati da una forza incontenibile che veniva da dentro, perché io stesso non mi sono mai seduto per chiedermi se avrei fatto politica, l’ho fatto. Capisco i sacrifici che fate per rispondere alla vostra vocazione perché anch’io conosco quelli che ho fatto per realizzare la mia.
(...) È grande il vostro contributo all’azione caritativa, alla difesa dei diritti dell’uomo e della dignità umana, al dialogo interreligioso, alla formazione delle menti e dei cuori, alla riflessione etica e filosofica. Lo vediamo radicato nella profondità della società francese, con una varietà di modi spesso insospettata, così come si dispiega attraverso il mondo. (...) Offrendo in Francia e nel mondo la testimonianza di una vita donata agli altri e riempita dall’esperienza di Dio, voi create speranza e sviluppate sentimenti nobili. È un’opportunità per il nostro Paese e da Presidente la considero con molta attenzione. Nella trasmissione dei valori e nell’apprendimento graduale della differenza tra bene e male, l’insegnante non potrà mai rimpiazzare il parroco o il pastore, anche se è importante che egli si accosti ad essi, perché gli mancherà sempre la radicalità del sacrificio della propria vita e il carisma di un impegno sostenuto dalla speranza.
Voglio inoltre evocare con voi la memoria dei monaci di Tibhérine e di monsignor Pierre Claverie, il cui sacrificio porterà un giorno frutti di pace: ne sono convinto. L’Europa ha troppo girato le spalle al Mediterraneo, anche se una parte delle sue radici vi affondano e se i Paesi rivieraschi di questo mare sono all’incrocio di un gran numero di sfide del mondo contemporaneo. Ho voluto che la Francia prenda l’iniziativa di un’Unione del Mediterraneo. La sua collocazione geografica, così come il suo passato e la sua cultura ve la conducono naturalmente. In questa parte del mondo in cui le religioni e le tradizioni culturali esasperano spesso le passioni, in cui lo scontro delle civiltà può rimanere allo stato di fantasma o rovesciarsi nella realtà, noi dobbiamo coniugare i nostri sforzi per raggiungere una coesistenza pacifica, rispettosa di ciascuno, senza rinnegare le nostre convinzioni profonde, in una zona di pace e di prosperità. Questa prospettiva incontra, mi sembra, l’interesse della Santa Sede.
Ma ciò che mi sta a cuore dirvi è che in questo mondo paradossale, ossessionato dal benessere materiale, ma sempre più in cerca di senso e di identità, la Francia ha bisogno di cattolici convinti che non temano di affermare ciò che sono e ciò in cui credono. (...) Come ha scritto Henri de Lubac, grande amico di Benedetto XVI, 'la vita attira, come la gioia'. E’ per questo che la Francia ha bisogno di cattolici felici che testimonino la loro speranza.
Da sempre la Francia è nota nel mondo per generosità e intelligenza. E’ per questo che essa ha bisogno di cattolici pienamente cristiani e di cristiani pienamente attivi.
La Francia ha bisogno di credere di nuovo che non deve subire l’avvenire, ma costruirlo. E’ per questo che ha bisogno della testimonianza di quanti, condotti da una speranza che li sorpassa, ogni giorno si rimettono per strada per costruire un mondo più giusto e più generoso. Stamattina ho donato al Santo Padre due edizioni originali di Bernanos. Permettetemi di concludere con lui: 'L’avvenire è qualcosa che si domina. Non si subisce l’avvenire, lo si fa (…) L’ottimismo è una falsa speranza ad uso dei vili (…). La speranza è una virtù, una determinazione eroica dell’anima. La forma più alta di speranza è la disperazione dominata'.
Ovunque agirete, nelle periferie, nelle istituzioni, accanto ai giovani, nel dialogo interreligioso, nelle università, io vi sosterrò. La Francia ha bisogno della vostra generosità, del vostro coraggio, della vostra speranza.
( Traduzione redazionale)

24 dicembre 2007

Chiavi di ricerca di novembre dell'altro mio blog

ciancimino gas gazprom: vedi qui

fsb force speciale russe
: l'FSB è l'erede del KGB...

massimo ciancimino gas:
vedi ciancimino gas gazprom

revne
: vedi ciancimino gas gazprom

romano tronci
: vedi ciancimino gas gazprom

"chiesa di cristo salvatore" mosca
: vedi qui

"maksim ševčenko"
: vedi qui

aquila bicipite bmp:
l'aquila bicipite è il simbolo della Russia, quanto alla BMP, vedi qui

aresti montenegro mafia 2002:
non so nulla di arresti di mafiosi in Montenegro...

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non ne conosco...

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cartographie de gazprom
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: che può testimoniare un cecchino sulla Russia?

che disgrazia ingegno griboedov
: Griboedov anche qui...

ciancimino e il gas:
vedi ciancimino gas gazprom

ciancimino gas:
vedi ciancimino gas gazprom

ciancimino gas naturale
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ciancimino gazprom
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ciancimino massimo 2005:
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ciancimino romania
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: ne ho già parlato...

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: la difesa del personale dei corpi speciali russi?

distintivi reparti speciali russi:
non ne ho...

dove si trova gazprom:
in Russia, ma non solo...

dugin 2007:
che avrà fatto Aleksandr Gel’evič Dugin nel 2007? Danni, credo... Vedi qui

elchotovo russia:
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vedi ciancimino gas gazprom

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francia italia anela:
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Kalashnikov è un cognome noto in tutto il mondo...

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il fatto che la mafia
andava combattuta con durezza...

quanti abitanti russia unita:
Unita o no, ne ha 142.000.000. Vedi qui

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certo, la mafia russa ricicla denaro sporco anche in Italia...

sacco palermo ciancimino licenze:
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non lo trovo...

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non sono un granché...

titoli nobiliari russi:
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non conosco traduttrici in Udmurtia...

tutto su ciancimino:
tutto?

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vympel
: "stendardo" in russo...

gruppo fingas-sirco:
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sirco e gas spa:
vedi ciancimino gas gazprom

22 dicembre 2007

Selezione delle chiavi di ricerca di novembre

Presento solo un'ampia scelta delle chiavi di ricerca di novembre. Ormai una pubblicazione integrale non è più possibile...

frasi auguri inaugurazione: sempre alla ricerca di una frase per ogni occasione...

auguri per sacerdozio: vedi frasi auguri inaugurazione

caldaia ariston modula: vedi qui

convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale: non si parla di queste cose qui...

frasi per inaugurazioni: vedi frasi auguri inaugurazione

kalinka traduzione: in Rete pare che si trovi solo la traduzione inglese...

video de la chechi tedesco: porcelloni!

biglietti ringraziamento funerale: vedi frasi auguri inaugurazione

canti catecumeni: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

catechesi inizio corso 2007 kiko: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

chuck norris facts: un classico online...

coro west ham hooligans: ancora col West Ham???

destinazione paradiso interpretazione: ma "Destinazione paradiso" è una cosa da interpretare?

frasi augurali per pensionati: vedi frasi auguri inaugurazione

kiko arguello mp3: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

nord sud ovest est: vedi qui

reparti speciali russi: mi vengono in mente Dubrovka e Beslan...

significato canzone destinazione paradiso: vedi destinazione paradiso interpretazione

sposarsi in ucraina: ma dove precisamente?

youtube kiko arguello: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

"canti cammino neocatecumenale": vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

"enzo bianchi"+"mp3": ci sono mp3 di Enzo Biannchi?

"frasi don giussani": vedi frasi auguri inaugurazione

"memorie di un italiano cardinale£: vedi qui

"paolo ballarin psicologo": vedi qui

a canti del camino catecumenale: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

accordi canti agorà: non si trovano in Rete...

aneddoto: vedi qui

anniversario di sacerdozio frasi: vedi frasi auguri inaugurazione

approvazione definitiva statuto neocatecumenale settembre: a settembre no di sicuro...

auguri inaugurazione attività commerciale: vedi frasi auguri inaugurazione

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blowing bubble west ham: vedi coro west ham hooligans

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colonello risi: bentornato tra le mie chiavi di ricerca, colonnello...

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dott brayda marco: un altro "presenzialista" delle mie chiavi di ricerca...

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popov cardiochirurgia firenze: un altro ospite fisso...

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stipendi kiev: credo che a Kiev gli stipendi siano bassi...

testi canti agora': vedi qui

testimonianze post morte: chi può testimoniare dopo la morte?

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ultime novità approvazione definitiva cammino neocatecumenale agosto 2007: ad agosto no...

vanessa ferrari: vedi qui

vendita mezzi militari usati: io non ho mezzi militari da vendere...

walker texas ranger bibbia nelle scuole: vedi qui

west ham inno bubbles: vedi coro west ham hooligans

www.camminoneocatecumenale portogallo: indirizzo non valido...

" auguri sacerdoti": vedi frasi auguri inaugurazione

""gesù cristo è re ""kiko arguello: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

""le visioni migliori""ultima catechesi""kiko arguello": vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

"alberto leoni" todi: vedi qui

"ambasciata birmania": è a Roma...

"approvato lo statuto del cammino neocatecumenale settembre 2007": vedi approvazione definitiva statuto neocatecumenale settembre

"armi leggere moderne" "esercito italiano": non ne so praticamente nulla...

"associazione la cometa" + "como": vedi qui

"auschwitz raccontato a mia figlia": spiegato, non "raccontato". Vedi qui

"barzellette russe": un esempio: C'è un'assemblea in un kolchoz. Ordine del giorno: punto 1 - riparazione del capanno degli attrezzi, punto 2 - i compiti della gioventù nell'edificazione del comunismo. Il presidente: "Le assi non ci sono. Passiamo al punto 2".

"caldaia ariston": che posso dire sulle caldaie Ariston?

"canti loreto" accordi: vedi accordi canti agorà

"catechesi kiko loreto 2007": vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

"ci vuole un fiore" analisi testo endrigo: non so chi abbia fatto questa analisi...

"corso di cresima" programma economia: che c'entra l'economia con la Cresima?

"croce rossa in russia": vedi qui

"destinazione paradiso" accordi: non trovati...

"domos mia": Domo mia... Vedi qui

"donna de paradiso" significato: vedi qui

"fine lavoro pensione": in teoria alla fine del lavoro dovrebbe esserci la pensione...

"franco voltaggio " kiko arguello: fratelli nell'evangelizzazzione...

"frasi auguri 50 anni": vedi frasi auguri inaugurazione

"giampiero cantini": scomparso e ritrovato...

"i'm forever blowing bubbles traduzione: vedi coro west ham hooligans

"il confine tra il reale & l'assurdo": è uno dei miei link...

"imparare dal vento": è una canzone di cui mi sono occupato...

"kapustin 12": vedi qui

"kiko arguello" canto 2007: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

"la satira politica in italia": vedi qui

"luce di verità" accordi chitarra: nisba...

"manuela caffi": vedi qui

"margherita belgioioso: vedi qui

"matteo mazzoni" e-mail regista: non conosco l'e-mail del regista mio omonimo...

"mazzoni matteo" regista: non sono io, si sa...

"moschea+empoli": c'è una moschea a Empoli?

"neocatecumenal" approvazione: bisogna aspettare...

"neocatecumeni" gravidanza interruzione figli: cioè?

"orfanotrofi russia": la Russia è piena di orfanotrofi. In Italia non ci sono più...

"paolo angioni": un altro ospite quasi fisso...

"preghiera" "50 anni di matrimonio": vedi frasi auguri inaugurazione

"programma per la localizzazione dei cellulari": vedi qui

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"stipendio medio" traduttore italiano: non lo so, ma io sono sicuramente sotto la media...

"testo dell'inno" + "della lazio": dopo il West Ham, la Lazio...

"una donna" "quella gente" kiko: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

"vadim glusker": giornalista televisivo russo

"verità sui neocatecumenali": quid est veritas?

'frasi augurali per suora': vedi frasi auguri inaugurazione

'i'm forever blowing bubbles' traduzione: vedi coro west ham hooligans

'kinesiterapista peru': che si può dire dei kinesiterapisti peruviani?

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50 rubli a quanti euro equivalgono: a 1,39 euro. Vedi qui

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calendario da tavolo 2008 vendita frasi vangelo: se vieni dove lavoro io, lo trovi...

cambio lavoro biglietti auguri: vedi frasi auguri inaugurazione

camino neocatecumenale mp3: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

camion esercito russo usati in afghanistan: perché ti interessano?

cammino canti kiko: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

camminoneocatecumenale +"corso 2007: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

cantante denis russo: forse volevi dire Demis Roussos?

canti agora' loreto mp3: cerca su Emule...

cantico novo em loreto de kiko: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

canto dei numeri di kiko: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

cantos kiko mp3: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

canzoncine per bambini frutta: canzoncine alla frutta?

canzone kalinka mp3: vedi Emule...

canzoni accordi e testi neocatecumenali: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

canzoni e cori del west ham: vedi coro west ham hooligans

canzoni kiko arguello: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

capita quando capita e aggiungi altro nome alla lista: pezzi del testo di "Capita quando capita" dei Pooh...

capo villaggio nella russia zarista: starosta

carcere di lefortovo: luogo tristemente noto alle vittime del regime sovietico...

cardiochirurghi+firenze: sì, a Firenze ci sono anche cardiochirurghi...

cardiochirurgo firenze: chi?

cardiologia popov: Popov, un altro eroe delle mie chiavi di ricerca...

carlo buora curriculum vitae: vedi qui

carlos teves sito: Tevez!!!

caroline kaka organizzazione eventi: vedi qui

carri armati musei: i musei coi carri armati sono in Russia e ci si può anche servire...

carriera chuck norris: film e telefilm d'azione e tanti bei calci rotanti...

carro armato vendo: ma io non lo compro...

cartoline augurali per anniversario di sacerdozio: vedi frasi auguri inaugurazione

casa del bambino nella città' di niznij novgorod: "orfanotrofio", cioè... Vedi qui

castita' neocatecumenale: che significa?

catechesi 2007 di kiko ai catecumeni: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

cecenia + museo militare: ci sono musei militari in Cecenia?

centri aikido bologna: vedi qui

centro neocatecumenale scandicci: vedi qui

cerca canto di loreto: quale canto?

cerca chiavi: di ricerca o di casa?

cerca neocatecumeni: uno è qui...

che disgrazia ingegno griboedov: neanche Griboedov manca mai...

chechi tedesco viedo porno: oltre a essere maiali non sanno manco scrivere...

chi crede nel paradiso:
molti, tra cui io...

chiesa cattolica gmg 2007 loreto testo canti:
vedi testi canti agora'

chuck and gena norris:
vedi qui

chuck norris approvato:
chi non approva Chuck Norris viene preso a calci rotanti...

chun kuk do chuck norris:
vedi qui

ci vuole un fiore tradotto in inglese
: tradotto in inglese???

ciaula scopre la luna sintesi:
non ho il dono di questa sintesi...

cinema germania est:
non ne so molto...

citta della russia centrale
: citta, cioè ragazza in vernacolo livornese?

clan destino zoom:
vedi qui

claudia cotti:
Zelati?

cogniomi:
l'ortografia, questa sconosciuta...

cognome popov origine:
Popov deriva da pop, cioè "pope"...

cognomi russi più usati
: Ivanov, Smirnov, Pavlov...

collaboratori di carlo scoccianti:
vedi qui

colonnello risi michele:
vedi colonello risi

come ci si può ridurre a fare film porno?
: se non si ha alcun tipo di ritegno...

come creare un progetto sui senza tetto:
vedi qui

come cucinare arista di maiale:
come fiorentino dovrei saperlo, invece...

come si trovano le chiavi di ricerca:
io le trovo su Google Analytics...

come vivono i bambini negli orfanatrofi russi
: male...

compagnia danza weltanshaung
: non mi pare che esistano compagnie di danza con questo nome...

compleanno giussani
: non lo festeggia più... Dov'è ora è come se fosse sempre il suo compleanno...

comunione e liberazione canti russi
: ci sono canti di CL in russo?

comunita kiko canti
: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

comunità neocatecumenali:
quali?

congestione alcolica
: vedi qui

contattare "liliana pannella"
: non saprei proprio come contattarla...

contrasti dottrinali
: ce ne sono sempre stati tanti...

contratto di "daniel carvalho"
: oneroso assai, immagino...

convivenza 2007 comunità catecumenale:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

convivenze di inizio corso
: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

copiare dvd a san marino è illegale?: credo di sì...

cori nel film hooligans
: vedi coro west ham hooligans

corniola chiesa simone giuda:
vedi qui

coro cattolico s btr: ma che coro è?

corpi speciali esercito russo:
ne ho già parlato...

corso prematrimoniale a todi 2008
: a Todi?

cos'e verita:
che c'è un senso...

cosa augurare anniversario sacerdozio: vedi frasi auguri inaugurazione

cose assurde dal mondo:
tante...

costituzione della cecenia:
vedi qui

critiche al cammino catecumenale:
se ne fanno...

critici su sergio endrigo cantautore
: mi pare che Endrigo fosse apprezzato anche dalla critica...

cronaca nera bologna+incidente corticella:
di che si tratta?

cronache di aprilia-matteo tedeschi:
del povero Matteo Tedeschi ho già parlato...

cska polisportiva armata rossa:
vedi qui

cthulhu russia:
vedi qui

cuffie da poligono:
non ne ho...

curriculum maria latynina:
ho solo il mio di curriculum...

custode giudiziario:
vedi qui

cântico novo kiko arguello
: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

darms badia a settimo
: vedi qui

database comunità neocatecumenali:
una cosa di cui ignoro l'esistenza...

david guetta indirizzo di posta elettronica:
conosco solo l'indirizzo del suo blog...

delitto di madleine mccann(informazioni):
che si può dire?

demil chiavetta crack:
la chiavetta si è rotta?

deripaska oleg+ebreo:
Deripaska è ebreo. E allora?

destinazine paradiso significato:
vedi destinazione paradiso interpretazione

destinazione paradiso da mettere nel blog:
vedi qui

diacono auguri:
vedi frasi auguri inaugurazione

diagnosi microcefalia fetale:
vedi qui

dialoghi in cattedrale ravasi ferrara:
vedi qui

didjeridoo massaggio:
ancora?

digital television di paolo berlusconi:
vedi qui

dimissioni frasi auguri:
vedi frasi auguri inaugurazione

dimostrazione video di porno film gratis donne che fanno sesso con cani e cavalli:
alla faccia delle perversioni...

discorso di kiko a loreto:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

distanza in km mosca vladikavkaz:
ignota...

distintivi reparti speciali russi:
non so dove si trovino...

distribuzione farmaci in russia:
vedi qui

dmitrij rumjancev:
vedi qui

dobner ebrea:
Cristiana Dobner è ebrea?

documento word auguri cresima:
vedi frasi auguri inaugurazione

doku umarov 2007:
vedi qui

domus galilaeae kiko arguello foto:
vedi qui

don francesco voltaggio:
vedi qui

doppia cittadinanza in kirghizistan:
vedi qui

dostoevskij fucilazione:
di nuovo la falsa fucilazione di Dostoevskij?

dott.brayda bruno:
vedi dott brayda marco

dottor marco brayda bruno:
vedi dott brayda marco

dove comprare croce neocatecumenale:
dove lavoro io!

dove si trova il caucaso?:
vedi qui

download canto camino neocatecumenale
: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

download whisky il ragnetto .mp3
: forse su Emule?

elenco cardiochirurgo milano:
che elenco?

elicottero gazelle vendita:
non so dove li vendano...

emule carabine:
Walter's carabine su Emule?

endrigo blogspot
: vedi qui

epatite c risarcimento gelli:
non so chi sia questo Gelli...

eric norris il figlio di chuck norris
: vedi qui

esame di coscienza sui novissimi
: l'esame di coscienza si fa sui Novissimi???

esecuzioni:
moratoria!

esempio biglietto ringraziamento pensione:
vedi frasi auguri inaugurazione

esercizi cl rimini 2008:
nel 2008 si vedrà...

esercizi di vanessa ferrari:
Vanessa Ferrari si deve esercitare parecchio...

esistono jufo:
jufo? Volevi dire "gli UFO" in romanesco?

esplosivi artigianali:
non mi diletto in tali forme di artigianato...

esto i'm forever blowing bubbles:
vedi coro west ham hooligans

euro-burma.be:
vedi qui

ex mezzi militari in vendita come i carroarmati:
non faccio questo tipo di mercato... Anzi, qui non si vende nulla..

farmaci russi:
non li uso...

fax simile lettera da darem al condominio per lavori ristrutturazione:
da darem?

ferrari campionessa italiana di atletica:
no, di ginnastica...

festival popoli migranti blogspot:
vedi qui

fiat 124 da salvare:
chi ha una 124 da salvare?

figlio di chuck norris:
vedi qui

film cecchino san pietroburgo:
"Il nemico alle porte"...

film in cui compare la malattia spn:
quali sono? Quanto all'SPN, vedi qui

film sui gulag:
non ne conosco... E' una pecca grave...

filmati neocatecumeni:
qui non ne ho...

filmato orfanotrofi bulgaria:
in filmati del genere si potrebbe vederne delle belle...

filmi russkie.ru:
ma che filmi sono?

finanziamenti dalla comunita' europea per golden dessert ltd:
?

fino ache anno si può chiedere il risarcimento sulla epatite c:
non ne ho idea..

finta fucilazione dostoevskij:
vedi dostoevskij fucilazione

forever blowin bubbles ita:
vedi coro west ham hooligans

fortune's always hiding, i've looked everywhere traduzione: vedi coro west ham hooligans

forum persone omsk: sono in altri forum...

foto coppa serie c mazzoni doccia nudi:
Mazzoni nudi in serie C?

francesca's empoli:
no, Scandicci...

francesco giordano bernardini de pace:
vedi qui

frase 50 anni sacerdozio:
vedi frasi auguri inaugurazione

frasi "anniversario sacerdozio":
vedi frasi auguri inaugurazione

frasi storiche capoeira:
una capoeira storica?

frasi tratte dai vangeli per auguru:
auguru!

frasiper il 50 anniversario matrimonio
: vedi frasi auguri inaugurazione

fratelli chuck norris: vedi qui

fucili da cecchino moderne
: non me intendo...

fucili non letali:
vedi qui

funerali di franco voltaggio:
ci sono già stati...

gasdotti russia:
decine di migliaia di chilometri...

gaz 66 etna:
che significa?

gazelle caldaie assistenza zona padova:
non capisco...

gazeta uficiale quote moldavia 2007:
mah...

gazprom ciancimino:
vedi qui

gazzella gaz furgone
: "Gazzelle" sono detti i furgoni della GAZ...

gens analgesico:
non mi risultano analgesici con questo nome...

giaccheferru vivo a:
ma che gli importa a Giaccheferru di dove vivi...

giaccheferru wikipedia
: Giaccheferru su Wikipedia non c'è...

gianluca grignani "26 novembre 2007" roma
: in concerto? Non so...

gianni carolla:
sconosciuto...

gibdd pjatigorsk:
anche a Pjatigorsk c'è la polizia stradale...

giocatore russo juventus:
non dico più niente...

giornalisti trovati uccisi oligarchi:
sono gli oligarchi a uccidere i giornalisti?

giovanni verga-tentazione riassunto:
non ho il riassunto, ho il testo intero. Vedi qui

giradischi presa usb corriere della sera:
giradischi e prese USB?

giudice "rado paolo":
vedi qui

giudizio novissimi:
tra i Novissimi ci sono anche morte, inferno e paradiso...

giuliano giornalista:
Giubilei?

giuramento di ippocrate sanzioni:
che sanzioni ci sono per chi viola il giuramento? La radiazione?

giuseppe noia medico roma:
un altro ritorno...

giussani meeting kiko:
Kiko e Giussani si sono incontrati al Meeting?

giusta russia:
"Russia Giusta", partito filoputiniano...

gli sparano nei genitali:
a chi?

gogliardia torino:
goliardia, forse...

griboedov che guaio l'ingegno:
vedi che disgrazia ingegno griboedov

grignani destinazione paradiso significato
: vedi destinazione paradiso interpretazione

grillo andrea gela:
Andrea Grillo a Gela?

guadagna manager import
: guadagna, guadagna...

guardie ecozoofile in sicilia catania anpana:
l'Anpana si occupa di questo...

hi5 vladimir cani:
non c'è alcun Vladimir Cani su Hi5...

hockey stefano coco:
vedi qui

hooligans film testo coro:
vedi coro west ham hooligans

hotmail matteo:
sono anche su Hotmail...

i am forever blowing bubbles mp3:
vedi coro west ham hooligans

i calciatori che dicono le parole dell inno italiano:
adesso tutti, più o meno, meglio o peggio...

i sensitivi che cercano con la polizia maddie mccann:
che dire?

idillio agreste wikipedia:
Wiki idilliaca...

igor kesaev:
vedi kesaev

il cammino neocatecumenale:
un cammino di fede...

il film che fa pensare
: qual è?

il mio blog marco masini
: Masini ha un blog?

il movimento neonazista in russia nel 2007
: molto forte, purtroppo...

immagine auguri pensione:
vedi frasi auguri inaugurazione

immagini di aikido:
vedi qui

immagini di orfanotrofio russo:
vedi qui

immagini maltrattamento cani in bulgaria:
non so dove se ne trovino...

immagini strage teatro dubrovka
: vedi qui

impossibile lasciare commento su hi5:
non mi pare che sia impossibile...

in quale lingua ha scritto i suoi diari matteo ripa
: in italiano?

incomplete blog matteo
: il mio blog è incompleto?

incontro genitori con mons. comastri:
non so che dire in proposito...

indirizzo ministero degli affari interni nella federazione russa:
vedi qui

indovinello astronauti:
che razza di indovinello è?

informazioni sul prof. marco brayda:
vedi dott brayda marco

infortunio sul lavoro come lo stipendio:
a volte gli infortuni sono più certi degli stipendi...

inizio corso 2007 camino neocatecumenale:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

inni e canti terzo reich mp3:
non hai di meglio da cercare?

inno calcio west ham
: vedi coro west ham hooligans

inno elicotteristi esercito:
inno ignoto...

intelligente onesto e comunista:
vedi qui

interviste a tiago cardoso mendes:
vedi qui

inviti cresima:
vedi frasi auguri inaugurazione

ipocrisia e massoneria:
le due cose sono legate?

irina aleksandrovna:
vedi qui

irina gianni sicilia alessandria russia:
parole in libertà?

ismailov calciatore:
un altro sconosciuto...

isotopi radioattivi velenosi:
credo che tutti gli isotopi radioattivi siano velenosi...

istituto moda indeci perù:
altre "libere associazioni"?

jiujitsu firenze:
vedi qui

julia latynina giornalista e scrittore:
esatto...

jusupova nobel 2007:
non hanno dato il Nobel alla Jusupova...

kalinka accordi:
ma se non so suonare neanche il campanello!

kaluga video kike molina 2007
: vedi qui

katia gaydamak:
altra tizia sconosciuta...

kašpirovskij:
vedi anatolij kaspirovskij

kesaev + monaco:
Kesaev con un monaco?

kharkiv orfanatrofio:
vedi qui

kico a loreto:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

kiko a loreto:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

kozjul'ka:
che roba è?

kuban bank via xx settembre roma:
non c'è alcuna Kuban Bank a Roma a quanto so...

kuk norris:
Chuck...

kursk+minoli
: Minoli ha una sua interessante ipotesi sul caso del Kursk...

kuznecov, aleksandr vasil'evic:
vedi qui

l'appassionata beethoven luigi giussani:
Beethoven piaceva a Don Giussani...

la caldaia ariston funziona bene:
mi fa piacere...

la santa cresima di don giussani
: don Giussani fu cresimato negli anni '30...

la storia di un uomo molto importante (matteo ripa ) eboli:
vedi qui

la verticale del potere e la democrazia sovrana nella russia di putin:
dittatura ben mascherata?

lamentele manifestazione apuane 2007:
fatti che ignoro...

lavasecco e denuncie:
chi denuncia i lavasecco?

le armi russe su wikipedia
: vedi qui

leggende sui lupi mannari 1965 in sardegna:
nel 1965 c'erano i lupi mannari in Sardegna? O solo le leggende?

lele meotti:
un'altro ignoto...

lema dagalaev:
vedi qui

lesi grazia:
vedi qui

lettera di una madrina a una cresimanda
: di che lettera si tratta?

lettere ricerche lavoro pazze:
a cercare lavoro oggi si impazzisce davvero...

lettore chiavette demil:
ma cosa sono queste chiavette?

lettura integrale gratis tolstoj:
e chi legge Tolstoj gratis?

lfrasi su pensione di vecchiaia:
vedi frasi auguri inaugurazione

libretto frasi x cresima:
vedi frasi auguri inaugurazione

lista di cognomi in omsk:
dove sono liste così?

lista di film sulle monache di clausura:
non ho mai compilato liste del genere...

liste massoneria deviata gela:
magari si trovassero liste di questo tipo...

lo stipendio annuo di montezemolo:
stratosferico...

locali in thailandia si pratica sesso e massaggi erotici:
quanti maiali stavolta...

loreto canto kiko:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

luigi enzo mattei bologna:
vedi qui

luomo postsovietico ucraino:
sta in Ucraina...

lyrics gmg 2008: devono ancora essere scritte o perlomeno pubblicate...

macchina per compilare in busta prodotti alimentari:
come si fa a compilare i prodotti alimentari?

madaev abu foto
: foto di qualcuno che non si sa chi sia?

maddie mccann e i sensitivi:
vedi i sensitivi che cercano con la polizia maddie mccann

madrina cresima biglietto:
vedi frasi auguri inaugurazione

manifestazione nazi anniversario:
l'anniversario di una manifestazione nazista???

manuela caffi:
vedi "manuela caffi"

marco burini il foglio i poveri
: vedi qui e qui

marco masini iettatore:
tale è considerato, poveraccio...

marco masini virtuale:
vedi qui

maria pccola maria kiko arguello testo:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

marija sittel:
Sittel'... Vedi qui

marino massimo de caro renova:
vedi qui

mark knopfler droga:
Mark Knopfler ha detto di essersi fatto qualche canna da giovane, ma ora non fuma più neanche le sigarette e beve tè sul palco...

masine per plastica torino:
che sono le masine?

mass media russi:
tutti controllati da...

massacro di novočerkassk:
vedi qui

massoneria pena di morte:
la massoneria è favorevole o contraria?

matrimonio - frasi im italiano:
vedi frasi auguri inaugurazione

matteo come kakā
: grazie per il complimento, ma gioco a calcio leggermente peggio di Kakà...

max processo salvatore riina:
Maxiprocesso, casomai...

mazzone incidente stradale:
Carlo Mazzone ha avuto un incidente?

mazzoni matteo karate:
non faccio karate... E non faccio un sacco di altre cose...

medici lavoro proposte possibilità:
sei un medico disoccupato?

medie san giuseppe rivoli:
vedi qui

membri della duma:
sono tanti...

meme foto
: vedi qui

messaggi augurali per pensionamento
: vedi frasi auguri inaugurazione

michael bubl i segreti del fabbro:
cercano di nuovo il fabbro scrittore...

michail aris,marito di aung san suu kyi:
Michael... Vedi qui

michele ricchetti:
vedi qui

min interno- stipendio agente semplice:
cosa si intende per "agente semplice" del Ministero dell'Interno?

ministero dell'interno deripaska interpol:
Deripaska interessa sia agli Interni sia all'Interpol?

mitkova tat:
Mitkova Tat'jana? Vedi qui

modula caldaia ariston:
vedi caldaia ariston modula

moglie aaron norris:
???

moskovskaja strachovaja kompanija:
Compagnia Assicurativa Moscovita

motivo chitarra sigla annozero:
c'è una chitarra nella sigla di "Annozero"?

mp3 canti di prima comunione
: su Emule ci saranno?

museo carri armati:
vedi carri armati musei

musica inno terzo reich:
ma c'è un inno specifico del Terzo Reich?

natalija rostova:
eroina di "Guerra e Pace"...

nazionalisti russi:
una vera minaccia...

negozi sportivi con tuta west ham:
vedi coro west ham hooligans

negozio ke vendono tute del west ham a roma:
vedi coro west ham hooligans

neo catecumenale canzoni
: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

neocatecumenale +"inizio corso 2007:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

neocatecumenali convivenza di loreto:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

neocatecumenato convivenza inizio corso 2007:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

neocatecumeni agenzia matrimoniale:
un'agenzia matrimoniale per neocatecumeni?!?

noa auditorium spazio reale:
vedi qui

nomi e cognomi della scquadra ginnastica artistica mondiale:
una gran bella scquadra...

nomina sunt conseguentia rerum
: vedi qui

non fate come me non fate come me non fate come me:
vedi qui

nord sud est ovest:
vedi qui

norris nato:
un bel giorno Chuck Norris è nato. E poco dopo dava già calci rotanti!

novissimi morte, giudizio, inferno, purgatorio, paradiso wikipedia:
non ci sono i Novissimi nella Wiki!

novita sui neocatecumeni:
che novità?

novità kiko arguello:
quali novità?

nuova canzone ke ha cantato kiko a loreto:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

nuovo canto convivenza inizio corso 2007:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

o amor de povertate jacopone analisi:
analisi non trovata...

offerte lavoro pizzighettone:
vedi qui

oggetti sacri catecumenali comprasi:
e chi li vende?

olimpionici bolognesi:
vedi qui

oman animali uccisi per pellicce:
vedi qui

oppositori di putin:
ce ne sono alcuni ancora in vita...

orfanotrofi bambini russi della città stavropol:
vedi qui

orfanotrofio a kaluga:
vedi qui

organisational skills and competences:
capacità e competenze organizzative

ospedale ''loreto mare'' muore quarantenne:
vedi qui

ostpolitik vaticana wikipedia:
vedi qui

otrjad mčs:
reparto del Ministero per le Situazioni di Emergenza (Russia)

pablo dobner porno:
sì, Pablo Dobner è un pornoattore...

padre nostro neocatecumenale canto testo:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

palestina "case tipiche":
vedi qui

paolo ballarin psicologo:
vedi "paolo ballarin psicologo"

parco acquatico acqua drin:
il parco fantasma...

parole "inno lazio":
vedi "testo dell'inno" + "della lazio"

paroles et air de i'am forever blowing bubbles:
vedi coro west ham hooligans

passaggi cammino neocatecumenale:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

pastore bavarese a latina:
se era satira, avrebbe dovuto dire "a Roma"...

patto della camilluccia wikiedia:
Wikipedia... Vedi qui

pavel kulaev judo:
vedi qui

pene bambino nel bicchiere:
ancora questa storia?

pensieri anniversario 25 anni sacerdozio:
vedi frasi auguri inaugurazione

pensiero per kaka:
vedi frasi auguri inaugurazione

pensionamento+frasi di ringraziamento:
vedi frasi auguri inaugurazione

pensione biglietto auguri:
vedi frasi auguri inaugurazione

per me cos'è la verita?:
il senso della vita...

perchè trasgredire la legge:
già, perché?

perché fossimo vigilanti, ritenendo ognuno che il fatto può accadere ai suoi giorni" , efrem:
vedi qui

peso e altezza di vanessa ferrari:
vedi qui

petardi carro armato:
un carro armato coi petardi?

photos loreto kiko:
vedi qui

pianista filosofo comunista vergine barzelletta:
e che barzelletta è?

poesia per un anniversario di sacerdote:
vedi frasi auguri inaugurazione

poesie divertenti per neo pensionati:
vedi frasi auguri inaugurazione

pontassieve photo:
vedi qui

porno con ragazze congolesi:
maiali a tutto andare...

posti belli italia nord:
Venezia, per esempio...

prandelli mistico stigmatizzato:
non credo che l'allenatore della Fiorentina sia un mistico stigmatizzato...

prato arresto marocchino droga 17 novebre:
notizie ignote...

prescrizione estradizione:
a chi è prescritta l'estradizione?

presidente "senato russo":
vedi qui

prestiti taeg 5%: non faccio prestiti...

prima guerra cecena:
1994-1996

problema piedi caldi cause
: la circolazione?

prof giuseppe noia:
anch'egli non manca mai...

prof. giuseppe noia:
vedi prof giuseppe noia

professore giuseppe noia:
vedi prof giuseppe noia

proiezioni regia mamadou dioume
: vedi qui

proposte di lavoro assurde:
vedi qui

prostitute nigeriane filmate amatorialmente:
che pervertiti...

prostituzione via stendhal bologna:
non sono informato in materia...

protek com russia:
vedi qui

punkt naznacenija 3
: cioè "Final Destination 3"...

punti vendita nichel free grosseto:
punti non noti...

punto critico:
vedi punto-critico.it -site:punto-critico.it

purgatorio inferno paradiso locale bologna:
tutto questo in un locale a Bologna?

putin carroarmato con due cannoni russo:
Putin sale sui carri armati?

quando capita 29 febbraio?
: ogni quattro anni, ma non negli anni secolari non divisibili per 400 (il 1900 e il 2100 per esempio)...

quanti anni chelo kiko arguello:
quanti anni chelo...

quanto dura il corso per catecumeni:
dipende...

querela modello minaccie telefoniche:
cioè quereli un modello che ti minaccia telefonicamente?

quotidiano nezavisimaja gazeta wikipeda:
Wikipedia! Vedi qui

racolta canti del cammino catecumenali
: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

radice di tannis
: vedi qui

ragazze siberiane youtube
: che roba è?

recensione di articoli di giornali su madeleine:
non ho recensito queste cose...

reclami lavasecco:
reclamate pure...

regni attuali:
Inghilterra, Spagna, Norvegia...

riassunto "auschwitz spiegato a mia figlia":
non riassumo qui...

ricerca di canzoni russe:
cerca, cerca...

riderà quando sarà sposo.:
si dice dalle mie parti a un bimbo che piange per ripicca o per capriccio...

riflessioni ciaula:
vedi qui

rima cresima
: quaresima?

rime di agosto: posto, mosto, arrosto...

rimini 2008 esercizi comunione e liberazione:
vedi esercizi cl rimini 2008

ringraziamenti a madrina:
vedi frasi auguri inaugurazione

ringraziamento e auguri al parroco:
vedi frasi auguri inaugurazione

ringraziare il padrino della cresima
: vedi frasi auguri inaugurazione

risarcimento danni lavasecco:
non è affar mio...

risultati di ieri sera di pallacanestro fra pol murcia e real madrd:
risultato che non so...

robot umanoide 4000 euro:
vedi qui

roma fare beneficenza orfanotrofi caritas ecc.: se po' fa'...


roman parrucchieri a rho: basta!


rufina stazione firenze s.m.n.:
vedi qui

rus nazi:
nazisti russi?

russkoe radio ascolto direto:
vuoi ascoltare diretamente la radio russa?

salario medio operaio ucraina:
basso...

san tommaso "nulla ci conduce talmente ad amare qualcuno:
vedi qui

sant agostino porfir:
un santo ignoto?

santa vittoria cristiana:
la vittoria di Lepanto?

satira politica sinistra:
la satira politica italiana è principalmente di sinistra...

sbirri san giovanni in persiceto:
e che ci fanno lì gli sbirri?

sbloccare il copyright videocassette:
non so come si faccia ed è meglio che non lo sappia...

scandali riguardanti la città di eboli:
quello della scuola "Matteo Ripa"?

scarica canti agorà loreto 2007 mp3:
Emule...

scaricare canti di kiko:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

schema atto citazione sangue infetto:
uno schema utile, ma non ce l'ho...

schema' passaggio cammino neocatecumenale:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

scott il cuore di midlothian altro nome:
l'ho già detto...

scrittore bulgaro kharkov
: non credo che ci siano scrittori bulgari con questo nome...

seconda guerra cecena:
1999-?

sensei john kreese
: vedi qui

sentenza 19 marzo 2007 epatite roma 2007:
vedi qui

sentenze lavasecco:
che sentenze saranno mai?

separato immigrazione georgia:
un immigrato georgiano separato?

sequestri roma via del corso ragazze saudi arabia:
da Roma all'Arabia Saudita? Storie già sentite...

sequestro avtomobili milano
: avtomobili, certo...

serafino di sarov:
vedi qui

servi della gleba russi:
la Russia ha avuto la servitù della gleba fino al 1861...

servizi segreti addestramento:
gli agenti segreti si addestrano...

sesso incontri bologna centergross
: gli incontri del Centergross...

sigla anno zero mp3
: Emule, Emule, Emule...

significato canzone "destinazione paradiso":
vedi destinazione paradiso interpretazione

situazione orfanotrofi in ucraina:
triste...

socci antonio neocatecumenali
: vedi qui

soci mar nero
: sì, Soči è sul Mar Nero...

società civile in russia:
c'è, ma non si vede?

sofia loren "era lui":
Sophia Loren interpretò a suo tempo "Era lui... sì, sì!"

software per lavasecco
: programmi per lavare?

sono una donna disponibile:
buono a sapersi...

soprannome calciatori sindaco:
Marco Osio era detto "sindaco" perché era politicamente impegnato. Vedi qui

soprannomi calciatori "il generale":
ma chi è il calciatore-"generale"?

sparatorie cecenia novembre 2007:
ce ne sono state...

spartiti canti bambini neocatecumenali:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

spartito chiave di violino il padrino:
la musica del "Padrino" avrà di certo uno spartito con una chiave di violino...

spedizioniere ucraina centergross:
cosa porta lo spedizioniere ucraino al Centergross?

spiegare il magnificat della madonna ai giovani del 2007
: è difficile...

spn nei film:
vedi film in cui compare la malattia spn

squadre di calcio europa sponsor volkswagen su maglie:
vedi qui

stadio west ham:
vedi coro west ham hooligans

stato forze armate russe 2007: difficile...


statuti cammino "novembre 2007:
no, neanche a novembre...

statuto neo catecumenali non è approvato:
sì, ma quello vecchio è prorogato...

stella kasaeva:
vedi qui

stemma gazprom schalke:
Gazprom e Schalke, che accoppiata...

stipendi nikolaev:
Nikolaev ha più di uno stipendio?

stipendio "operaio tedesco"
: lo stipendio dell'operaio tedesco è molto più alto di quello dell'operaio italiano...

storia del ministero degli interni:
vedi qui

storie della cecenia:
ne ho tradotte tante...

strage a beslana:
a Beslan...

strugackij dio:
vedi qui

su repubblica, il carlino e corriere della sera di bologna risalto dato al lancio di una iniziativa trasversale di 40 x:
vedi qui

sud nord ovest est dove si trovano:
a sud, a nord, ad ovest e ad est...

sultano turco che subì la disfatta di lepanto:
vedi il sultano turco che subì la disfatta di lepanto

suor cristiana:
Dobner?

suora carita nazi:
una suora ha fatto la carità a un nazista?

superotto a dvd
: come fare DVD dai superotto? Ci sono dei programmi per questo, ma non li conosco...

susana alves david copperfield:
che rapporto c'è tra i due?

tang su do chuck norris:
vedi qui

tatto fotos blogspot:
che è?

teatro dubrovka testimonianze
: ne ho tradotte di terribili...

telegrammi a massa di somma:
vedi qui

televisione sovietica:
al servizio del potere. Mentre adesso...

temi svolti italiano maturità 2007 antichi mestieri:
non fornisco temi svolti...

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vedi testi canti agora'

testimonianze aborto padri:
i figli sono anche dei padri...

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vedi coro west ham hooligans

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vedi qui

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rottami in Toscana? Ci sono...

traduci blowing italian:
vedi coro west ham hooligans

tradutore mineralogia italiano-inglese: non faccio il tradutore di mineralogia...

traduzione blowing bubbles:
vedi coro west ham hooligans

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: vedi qui

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arresti di cui non so alcunché...

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: vedi coro west ham hooligans

ucraina 1987 cecenia:
Ucraina o Cecenia?

ucraino parole inno:
vedi qui

ulster articoli di giornale sulla situazione attuale
: non ne ho letti...

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ultime notizie dei neocatecumeni:
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vanessa ferrari campionessa del mondo di ginnastica il suo curriculum:
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vegliate egli di nuovo verrà sant'efrem:
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il video del camino...

vigilia kiko-loreto 2007:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

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vladimir n. abramov sovintersport:
vedi qui

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il vngelo, già...

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Chuck Norris e dintorni...

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yuotube gela: i filmati di Yuotube...

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vedi frasi auguri inaugurazione

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vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

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vedi "ci vuole un fiore" analisi testo endrigo

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vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

"donna de paradiso" analisi del testo:
vedi "donna de paradiso" significato

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"frasi auguri diaconato":
vedi frasi auguri inaugurazione

"reclamo lavasecco"
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*lettera madrina per figlioccia:
vedi frasi auguri inaugurazione

2375872664:
vedi qui

accordi canti kiko loreto:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

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gli aggettivi sono invariabili in inglese...

attrice gena o'kelly"foto"
: foto introvabile...

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: vedi pene bambino nel bicchiere

barzellette neocatecumenali:
le migliori barzellette sui neocatecumenali le raccontano i neocatecumenali...

biglietti augurali per anniversario sacerdozio
: vedi frasi auguri inaugurazione

biglietto auguri per ordinazione sacerdotale:
vedi frasi auguri inaugurazione

calciatore soprannome 'il cavaliere':
vedi soprannome calciatore il cavaliere

camino neocatecumenale mp3 in mezzo
: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

cammino neocatecumenale "inizio corso" 2007:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

cantante dennis russo:
vedi cantante denis russo

canti cammino neocatecumenale loreto 2007 testo e accordi:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

canto kiko + 2007
: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

cartoline augurali per anniversari:
vedi frasi auguri inaugurazione

catechesi di inizio corso 2007 kiko:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

convivenza inizio corso 2007-2008 cammino catecumenale:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

cori west ham united bubble
: vedi coro west ham hooligans

coro inno west ham
: vedi coro west ham hooligans

curriculum julia latynina:
non ho curriculum altrui...

dal «commento sul diatèssaron » di sant'efrem, diacono. vegliate: egli di nuovo verrà. (cap. 18, 15-17; vers. armena del del csco, t. 2, 188-190): vedi qui

diaconato + frasi * biglietti di auguri:
vedi qui

dove si puo comprare la tuta del west ham a roma:
vedi coro west ham hooligans

foto kiko loreto:
vedi qui

frase auguri ordinazione suora
: vedi frasi auguri inaugurazione

frasi augurali "sacerdozio":
vedi frasi auguri inaugurazione

gena o'kelly:
vedi qui

giaccheferru immagini:
vedi qui

incontro kiko arguello a palermo:
non so nulla in proposito...

kalinka,testo cirillico:
vedi qui

kiko arguello loreto canto novo:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

kuban bank italy: ancora 'sta Kuban Bank!!!


lyrics inno gmg 2008
: non c'è ancora quest'inno...

madrina battesimo frasi auguri
: vedi frasi auguri inaugurazione

neocatecumenali testi canti
: vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

nuovo canto kiko arguello loreto:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

orfanotrofi bambini russi della città krasnojarsk:
vedi qui

organizzazione sovietica cremino cos'è?:
il cremino è un cioccolatino...

origine cognome russo popov:
vedi cognome popov origine

parole dell' inno della lazio:
vedi "testo dell'inno" + "della lazio"

parrocchie mantova cammino neocatecumenale:
sì, il Cammino è anche a Mantova...

prof popov cardiochirurgo firenze:
vedi popov cardiochirurgia firenze

ringraziamento+funerale:
vedi frasi auguri inaugurazione

sant'efrem, perché fossimo vigilanti, ritenendo ognuno che il fatto può accadere ai suoi giorni: vedi qui

santagostino porfir
: vedi sant agostino porfir

site:matteobloggato.blogspot.com kharkiv orfanotrofio:
sì, ho parlato di orfanotrofi, le chiavi di ricerca mi ci costringono...

soprannome calciatore 'il cavaliere':
vedi soprannome calciatore il cavaliere

sovintersport abramov
: vedi vladimir n. abramov sovintersport

spirito santo frasi ringraziamento padrini:
vedi frasi auguri inaugurazione

testo cori west ham film hooligans:
vedi coro west ham hooligans

titolo nuovo canto cammino neocatecumenale di loreto:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

traduzione di kalinka:
vedi qui

ufficio roma kuban bank:
vedi kuban bank italy

ultimo canto neocatecumenale:
vedi convivenza di inizio corso 2007 cammino neocatecumenale

vendita piccoli aerei a elica:
chi li vende?

video porno de la chechi tedesco:
vedi video de la chechi tedesco

west ham testo inno e traduzione
: vedi coro west ham hooligans

wieland norris:
vedi qui

www foto orfanotrofi russia mosca:
vedi www orfanotrofi russia mosca

youtube frasi augurali per suore in sacerdozio:
vedi frasi auguri inaugurazione

21 dicembre 2007

Contro gli abusi sessuali sui minori


Aderisco anch'io alla campagna di DanieleMD contro un crimine tra i più mostruosi: l'abuso sessuale sui minori. Fermiamo l'orrore!

Ancora sulla "Bussola d'oro"

Riflessioni per i genitori su “La bussola d’oro”

Intervista a Pete Vere e Sandra Miesel

INDIANAPOLIS (Indiana), mercoledì, 19 novembre 2007 (ZENIT.org).- Il film “La bussola d’oro” non è semplicemente una favola magica, ma è una storia che sfrutta l’immaginario delle opere di Lewis e Tolkien, distorcendolo, per minare la fede dei giovani in Dio e nella Chiesa, afferma Pete Vere, scrittore cattolico.

In questa intervista rilasciata a ZENIT, Vere e Sandra Miesel parlano dell’adattamento dei romanzi scritti da Philip Pullman. Il film, il cui cast comprende Nicole Kidman e Daniel Craig è uscito nei cinema a dicembre.

Vere e Miesel sono co-autori del libro “Pied Piper of Atheism: Philip Pullman and Children’s Fantasy”, pubblicato da Ignatius Press a dicembre sul tema del film “La bussola d’oro”.

E' uscito recentemente nei cinema il primo film della trilogia de “La bussola d’oro”. Per coloro che non conoscono la serie, di che tipo di libri si tratta e a chi sono destinati?

Vere: Innanzitutto, i libri sono scritti per i ragazzi tra i 9 e i 12 anni, come il resto della letteratura fantasy per i giovani che si rifà alla tradizione di J.R.R. Tolkien, C.S. Lewis, e J.K. Rowling. “Se sei un fan del “Signore degli anelli”, di “Narnia” o di “Harry Potter”, affermano i critici, “ti piacerà Pullman”.

Personalmente non riesco proprio a immaginarmi un ragazzo che sceglie da solo questi libri per leggerli. Li vedo più come libri che gli adulti danno da leggere ai ragazzi.

Detto questo, “La bussola d’oro” (1995) è il primo libro della trilogia di Pullman. Il secondo è intitolato “La lama sottile” (1997) ed è seguito da “Il cannocchiale d’ambra” (2000).

La trilogia nel suo insieme è nota come “Queste oscure materie”, dalla frase di “Paradiso perduto” di John Milton. È un titolo a mio avviso molto appropriato, considerato che ciascun libro diventa progressivamente sempre più oscuro, sia nell’intensità con cui Pullman attacca la Chiesa cattolica e il concetto giudaico-cristiano di Dio, sia nel modo in cui promuove l’ateismo.

Per esempio, uno dei personaggi principali, la dottoressa Mary Malone, è un’ex suora cattolica che ha abbandonato la vocazione per dedicarsi al sesso e alla scienza. Il lettore non la incontra se non nel secondo libro, ovvero in una fase di pieno coinvolgimento nella lettura. Arrivati al terzo libro, la dottoressa Malone appare coinvolta in pratiche di occultismo al fine di indurre i due protagonisti, un ragazzo e una ragazza di 12 anni, a dormire nello stesso letto e a baciarsi - come minimo - in modo passionale. Questo sarebbe il modo in cui essi rinnovano gli universi paralleli creati da Pullman.

Un altro esempio è il ritratto del Dio giudaico-cristiano. Pullman parla di un’entità che chiama “l’Autorità”, chiarendo in numerosi passaggi che si riferisce al Dio della Bibbia. L’Autorità è menzognero ed un semplice angelo; nel terzo libro lo scopriamo anche con caratteristiche senili. Egli sarebbe stato intrappolato in una sorta di gioiello e tenuto prigioniero dal patriarca Enoch, che viene chiamato Metatron, e che governa nel nome dell’Autorità. Quando i giovani protagonisti scoprono il gioiello e casualmente liberano l’Autorità, questa si sfascia e muore.

Inoltre, Pullman usa l’immaginario delle “Cronache di Narnia” di C.S. Lewis. Le sue “oscure materie” si aprono infatti con la giovane protagonista intrappolata in un guardaroba, appartenente ad un giovane professore, mentre parla ad un animale e scopre mondi paralleli. Quindi il giovane lettore viene coinvolto da subito in questa atmosfera familiare di Lewis.

Tuttavia, l’opera di Pullman non si limita ad usare la magia delle favole per raccontare una storia, ma promuove apertamente l’ateismo, distorcendo l’immaginario proprio dei libri di Lewis e Tolkien per minare la fede dei giovani in Dio e nella Chiesa.

Molti cattolici, tra cui William Donohue della Catholic League, si sono pronunciati contro questo film. Cosa dovrebbero sapere i genitori prima di dare il permesso ai figli di vederlo?

Vere: Non raccomando a nessun genitore di consentire ai propri figli di andare a vedere il film. Sebbene si affermi che il film sarebbe stato ripulito dei suoi elementi più anticristiani e antireligiosi, esso sicuramente sollecita la curiosità dei giovani nei confronti dei libri da cui è stato tratto. Io stesso sono un genitore; i miei figli mi riterrebbero un ipocrita se gli dessi il permesso di vedere il film ma non di leggere i libri. E avrebbero ragione.

Non va bene per i ragazzi – impressionabili come sono – leggere storie la cui trama ruota attorno ad una grande affermazione blasfema, ovvero che Dio è un mentitore e un mortale. Non è opportuno che i giovani leggano libri in cui l’eroe è un adultero e un omicida; in cui i preti agiscono come dei killer professionisti, che torturano e autorizzano sperimentazioni occulte sui giovani; in cui una ex suora si dà alle pratiche di occultismo e a comportamenti promiscui, e ne parla apertamente con dei dodicenni; in cui gli angeli che si ribellano a Dio sono buoni, mentre quelli che lottano accanto a Dio sono malvagi. Questo è sbagliato. E sebbene tutto ciò sia stato edulcorato nel film – o almeno questo è ciò che apprendiamo da Hollywood – nei libri è rimasto intonso.

Miesel: Inoltre, i libri sono piuttosto cruenti e sanguinolenti. Non solo battaglie, ma assassini, sadismo, mutilazioni, suicidi, eutanasia e persino cannibalismo. Vi sono anche passaggi di forte sensualità e di angeli omosessuali dipinti come “amanti platonici”.

Concordo con Pete. Bisogna evitare sia il film che i libri. Sarebbe meglio che la gente non facesse manifestazioni o non sollevasse polveroni sul tema, perché sarebbe solo come fargli pubblicità gratuita. Se il film si rivelerà un flop, gli altri libri non saranno trasferti su pellicola.

L’autore, Philip Pullman, è un ateo dichiarato. Questo elemento emerge nei libri e nel film più come secolarismo o come anticattolicesimo?

Vere: Entrambe le forme coesistono. Ciò che inizia come una ribellione contro la Chiesa si tramuta in una ribellione contro Dio. Questo poi porta all’idea che Dio - e il Cristianesimo - siano un’invenzione.

I dodicenni protagonisti - Lyra e Bill - scoprono che l’anima non è immortale che non esistono il paradiso e l’inferno. Tutto ciò che ci aspetterebbe nell’aldilà è un tetro oltretomba in cui l’anima attende di essere completamente dissolta. Pullman quindi usa l’anticattolicesimo come terreno per promuovere l’ateismo.

Questa trilogia viene paragonata a “Harry Potter” e al “Signore degli anelli”. Esistono similitudini fra loro?

Vere: Da un punto di vista superficiale, sì. Ci sono maghi, eroi, creature strane, mondi diversi, ecc., anche se per i motivi già citati, il riferimento maggiore - sebbene in un contesto invertito - si ha con le “Cronache di Narnia” di C.S. Lewis. Pullman, che ha definito il “Signore degli anelli” come un’opera “infantile”, ha un disprezzo particolare per Lewis e “Narnia”. E questo emerge anche dal fatto che egli prende gli elementi letterari di Lewis per capovolgerli e usarli per attaccare il Cristianesimo e promuovere l’ateismo.

Come ha detto lo stesso Pullman in un articolo pubblicato nel 1998 sul Guardian: “A Lewis non piacevano le donne in generale, né gli piaceva la sessualità, per lo meno nella fase della sua vita in cui ha scritto i libri su Narnia. Era spaventato e inorridito dall’idea di voler crescere. Susan, che invece voleva crescere e che avrebbe potuto essere il personaggio più interessante dell’intera collana, è una Cenerentola in una storia in cui le sorellastre hanno la meglio”.

Miesel: Questa frase è palesemente infondata su entrambi i punti. Lewis iniziò a scriversi con la sua futura moglie nel 1950, l’anno in cui uscì il primo libro della serie di Narnia e si sposò nel 1956, l’anno in cui uscì l’ultimo della stessa serie. Il problema di Susan non è di “crescere”, ma di evitare di diventare sciocchina e presuntuosa. Ne “L’ultima battaglia” Susan non appare neanche, e tanto meno viene mandata all’inferno.

Vere: Pertanto, ciò che abbiamo qui è più un contrasto e una distorsione che una similitudine. Inoltre, le opere di Tolkien, Lewis e Rowling sono promosse principalmente dagli stessi lettori che comprano i libri, li leggono e li rendono celebri.

Per contro, il lavoro di Pullman sembra trovare spazio grazie alle critiche. Le uniche persone che conosco che raccomandano i libri di Pullman sono laureati in lettere e professori universitari. Non conosco un singolo elettricista, parrucchiere o ragioniere che raccomandi i lavori di Pullman. I suoi libri quindi non hanno avuto quella diffusione tra la gente comune come è avvenuto per il “Signore degli anelli”, “Narnia” e “Harry Potter”.

Nicole Kidman, che recita nel film e dice di essere cattolica, ha affermato che non avrebbe mai accettato la parte se avesse ritenuto che fosse un film anticattolico. Cosa pensa di questa affermazione?

Vere: Cristo ha domandato espressamente nei Vangeli: può un albero buono dare frutti cattivi? Il film è frutto dei libri e dell’opera di Pullman e questi sono profondamente ateistici. Come è possibile eliminare questo dal film senza estromettere del tutto lo stesso Pullman dalla sua storia?

Durante un’intervista, diversi mesi fa, ho chiesto alla sceneggiatrice di Hollywood, Barbara Nicolosi, se fosse possibile rendere innocui gli elementi anticristiani nel girare il film. Nicolosi è presidente di Act One, un’organizzazione cristiana che offre aiuto e guida agli esordienti di Hollywood.

La questione l’aveva già affrontata, perché qualche anno fa una sua amica - una cristiana evangelica - aveva ricevuto la richiesta di scrivere la sceneggiatura cinematografica della “Bussola d’oro”.

“Abbiamo letto [il libro], ma non vi era proprio modo di poter fare qualcosa”, mi ha detto Nicolosi. “L’universo fantastico di Pullman è nichilista e strutturato sul caso. Non è possibile aggiustare questo in una sceneggiatura senza cambiare la storia che Pullman cerca di raccontare, che è una storia ateistica, gonfia d'astio e talvolta polemica”.

Allora perché promuovere un film che nella migliore delle ipotesi rischia di generare nei ragazzi, giovani e spesso impressionabili, solo un maggiore interesse per quei libri?

Per i genitori cristiani, il film non può che essere considerato come un veleno spirituale per i figli, perché esso è frutto del libro da cui è tratto.

20 dicembre 2007

Feliz Navidad?

Il Natale si avvicina... Ma cosa si festeggia? Arriva Babbo Natale o qualcun altro? Qui si parla della Spagna, ma non solo: http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiUno-Asuaimmagine^17^47082,00.
html

18 dicembre 2007

Influenza

Cliccalavoro mi ricorda che anche l'influenza è al lavoro:

Le feste si avvicinano, hai programmato ogni dettaglio e l’agenda sembra già esplodere di impegni. Cena con i colleghi, shopping natalizio, brindisi di fine anno…

Ma se con le feste arriva anche l’influenza? Dove trovare utili informazioni e un valido aiuto per conoscerla e preparasi ad affrontarla nel migliore dei modi?

Sul sito www.passalinfluenza.it troverai tutto quello che ti serve sapere per prevenirla e trattarla in modo adeguato.

Con un semplice click potrai conoscere tutti i dettagli sulla natura del virus, le modalità di contagio, i sintomi e le possibili complicanze. Potrai scaricare un utile opuscolo informativo, giocare con un divertente puzzle e accedere a contenuti multimediali.

Sul sito troverai ad accoglierti il simpatico DOTTOR I, che risponderà alle tue domande e ti aiuterà con i suoi consigli a prevenire e combattere l’influenza stagionale.

VAI A VISITARE WWW.PASSALINFLUENZA.IT


Si può andare a vedere "Vero o falso?" e capire quanto ne sappiamo dell'influenza. Io l'ho presa varie volte, ma ho imparato poco e ho dato 6 risposte esatte su 10. Miei cari lettori, provate a rispondere: non è un meme, ma può essere interessante...


13 dicembre 2007

Liberi di vivere

“LIBERI DI VIVERE”
Appello al Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano

La malattia, la sofferenza e la morte sono inevitabilmente parte della vita di ogni essere umano.

Poiché nessuna condizione di salute toglie dignità alla vita umana, in una società davvero libera, solidale e democratica, malattia e sofferenza non possono e non devono diventare motivo di solitudine, abbandono, emarginazione e discriminazione sociale del malato e della sua famiglia, come è indicato negli articoli 3 e 32 della nostra Costituzione e in molte altre Dichiarazioni e Convenzioni internazionali, ultima delle quali la Convenzione dei diritti delle persone con disabilità, promulgata dall’assemblea generale dell’ONU il 13 dicembre 2006 e firmata dall’Italia il 30 marzo 2007.

Pur nei limiti imposti dalla loro condizione, i malati e loro famiglie vogliono poter continuare la loro vita con dignità e in libertà. Essi non sono un peso per la società, ma sono per tutti un esempio di coraggio e di capacità di vivere, che le istituzioni a ogni livello, nazionale e locale, devono sostenere e promuovere.

Per questo motivo, chiediamo al Presidente della Repubblica di esercitare l’autorevolezza che gli deriva dall’essere il Capo dello Stato e il garante di tutti i cittadini affinché le istituzioni tutte, a ogni livello:

1. Pratichino un riconoscimento concreto, tramite investimenti di tipo economico e di promozione culturale, della dignità dell'esistenza di ogni malato, con particolare attenzione ai malati di sclerosi laterale amiotrofica.

2. Intervengano con adeguate misure legislative e regolamentative per dare ogni cura e sostegno adeguato per combattere il dolore e garantire che ognuno possa ricevere ogni cura sostegno adeguati.

3. Sostengano le associazioni di malati e più in generale le organizzazioni che si impegnano nello stare accanto ai malati e alle loro famiglie.

In questi ultimi anni il dibattito pubblico e la richiesta alle istituzioni si è incentrata sulla richiesta della libertà di poter morire. Ciò che noi chiediamo alle istituzioni è che i malati e le loro famiglie siano finalmente messi nelle condizioni di essere liberi di vivere.


http://www.liberidivivere.it/

Uhm...

SIGNIS sconsiglia di far vedere ai bambini "La bussola
dorata"

Anche
se il film camuffa molte delle allusioni alla Chiesa contenute nel libro

MADRID, lunedì, 10 dicembre 2007 (ZENIT.org).-
L'associazione cattolica per la comunicazione in Spagna, SIGNIS, ritiene
sensato che i genitori cattolici preferiscano che i loro figli non vedano il
film "La bussola dorata".

Lo si apprende da un
comunicato emesso dalla Giunta direttiva dell'istituzione dopo aver consultato
i Vescovi della Commissione per i Mezzi di Comunicazione della Conferenza
Episcopale Spagnola, secondo quanto ha comunicato il suo presidente, Juan
Orellana.

Di fronte alle reazioni
suscitate dal film in vari ambiti per il suo presunto
"anticattolicesimo", SIGNIS Spagna ha compiuto un'analisi centrata
esclusivamente sul film e non sul romanzo originale di Philip Pullman, noto per
la sua promozione militante dell'ateismo.

Secondo i comunicatori
cattolici, "l'elemento più importante che può essere interpretato come
un'allusione alla Chiesa cattolica è il 'Magisterium', un'istituzione tirannica
che esercita il potere da secoli, soprattuto sui bambini - anime innocenti - e
contro i progressi scientifici".

"Ci sono altri elementi
la cui interpretazione simbolica anticattolica è chiaramente possibile, anche
se sicuramente - senza essere ingenui - possono non essere letti in questa
chiave", prosegue SIGNIS.

Il comunicato si
riferisce, ad esempio, "all'abbigliamento dei membri del Magisterium con
alcuni attributi che sembrano episcopali; al fatto che uno dei cattivi si
chiami Fra, come se si trattasse dell'appellativo che precede il nome di molti
religiosi; a un paio di dipinti che appaiono negli edifici del Magisterium e
che evocano rappresentazioni iconografiche cristiane o al palazzo del
Magisterium che si potrebbe vedere come allegoria del Vaticano".

Secondo SIGNIS,
"anche se nessuno dubita della militanza antireligiosa di certi romanzi di
Philip Pullman, nel film quasi tutte queste allusioni camuffate alla Chiesa
passeranno inosservate alla maggior parte del pubblico ignaro della polemica
che ha preceduto la proiezione del film".

"Come filosofia di
fondo - spiega -, il film propone un mondo in cui niente e nessuno ha autorità
- anche se nel film si parla a volte della 'verità' -, un mondo in cui l'ultima
parola cosmologica sembra averla il materialismo".

Per questo motivo, ai
comunicatori cattolici "sembra molto sensato che i genitori cattolici
preferiscano che i loro figli non vedano questo film, per le ragioni
menzionate".

"Crediamo anche -
riconoscono - che il camuffamento delle analogie anticattoliche faccia sì che
la sua presunta efficacia sia sufficientemente diminuita e irriconoscibile da
parte del pubblico giovane".

SIGNIS si rivolge ai
genitori di fronte alla constatazione che il film può invitare alla lettura dei
romanzi di Pullman.


Ringrazio A.N. per questo contributo

12 dicembre 2007

Che spettacolo!


Come già aveva anticipato qui, Gabriele mi ha inviato il volantino dello spettacolo del 6 gennaio. Lo pubblico ben volentieri e non solo perché è una cosa che mi coinvolge in prima persona... Invito tutti i miei lettori ad assistere a questo spettacolo e a tentare di indovinare: quale di questi brutti tipi effigiati sopra è Gabriele?

11 dicembre 2007

UFO

COMUNICATO STAMPA

Una buona parte degli avvistamenti ufologici è causata da fenomeni naturali non ben individuati o non conosciuti dai testimoni. La rimanente parte della casistica, diciamo un buon 10%, è costituita da ciò che viene definito “l’osso duro”, in quanto al di fuori da qualsiasi schema interpretativo.

La seria disciplina ufologica si occupa in particolar modo di questa piccola percentuale di fenomeni, cercando di acquisire tutti i dati testimoniali, effettuare una trascrizione casistica temporale e classificatrice, cercare di confrontare casi simili e, dove possibile, dare un’ulteriore risposta interpretativa.

La S.U.F., Sezione Ufologica Fiorentina, nata nel 1966 quale gruppo di studio del Movimento Culturale Umanistico di Firenze, è riuscita a documentarsi su una grande quantità di fenomeni ufologici, avvenuti nel territorio italiano dall’inizio del XX secolo fino ai nostri giorni e contenuti in un vasto Archivio formato da circa 11.000 casi.

L’andamento della casistica ufologica italiana, dal 1947 fino ai nostri giorni, mostra alcuni picchi che vengono definiti “ondate”, ossia dei periodi in cui il numero degli avvistamenti è notevolmente superiore alla media. Una di queste ondate, per la precisione la maggiore in senso assoluto, allunga il suo vertice verso la fine del 1978.

Il gruppo di studio della S.U.F. ha estratto dal proprio Archivio una selezione di ben 272 casi segnalati nel periodo che va dal 1977 al 1980 riportando dati, disegni e fotografie in un volume di 464 pagine dal titolo “Ufo in Italia 1977-1980. La grande ondata”, stampato dalla Corrado Tedeschi Editore in Firenze e in vendita dal 1 dicembre 2007 presso le edicole (o direttamente presso la Casa Editrice, tel. 055-495213).

Gli anni presi in considerazione dal presente volume furono pieni di grandi cambiamenti per il fenomeno ufologico: dalle aperture delle Istituzioni come la nascita in Francia del Gepan (Gruppo per lo Studio di Fenomeni Aerospaziali Non identificati), i contatti tra lo Stato Maggiore italiano dell’Aeronautica ed il CUN (Centro Ufologico Nazionale), fino al tentativo di disciplinare la materia in seno all’ONU. Notevole poi è stata l’importanza dei singoli eventi ufologici in Italia come gli avvistamenti del 1977 in Sardegna, il caso del metronotte genovese Zanfretta, l’”ondata dell’Adriatico” sempre del 1978 e l’incontro ravvicinato del barbiere di Torrita di Siena; questi per citare solo alcuni fra i principali casi avvenuti in un periodo in cui la filmografia rilanciava un notevole eco mediatico in tutto il mondo (pensiamo al famoso film Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg).

Il libro “Ufo in Italia 1977-1980 La grande ondata” di Solas Boncompagni, Franco Mari, Mauro Panzera, Franco Marcucci, Lucio Artori ed Enrico Baccarini, con la prefazione dello studioso di fama internazionale Roberto Pinotti (presidente del Centro Ufologico Nazionale) oltre a descrivere la principale casistica del periodo si occupa di alcune importanti tematiche.

Un capitolo prende in esame i principali progetti governativi o scientifici sugli UFO successivi al Rapporto Condon negli USA del 1969; pensiamo alla Francia con la nascita del Gepan all’interno del CNES (Centro Nazionale di Studi Spaziali) e agli USA con i lavori della Commissione Sturrock nel 1997. In entrambi i casi si pongono le basi per l’avvio di un’ufologia “di Stato” (in Francia) o di un approccio scientifico indipendente (negli USA).

Viene poi fatta un’analisi della casistica ufologica in relazione alle vicende politiche di quegli anni, senza trascurare considerazioni di taglio “militare” (come la tesi del giornalista fiorentino Marcello Coppetti sui Velivoli Pilotati a Distanza sovietici) o sociologico, tenendo conto di fatti di risonanza mondiale come la stagione terroristica del 1977 e la tragedia di Ustica del 1980.

Un capitolo descrive l’evidenza fisica del fenomeno UFO, la quale si manifesta nelle sue diverse caratteristiche (come forma, dimensioni, movimento, effetti sull’ambiente o sui testimoni) e, pur prendendo atto che l’ufologia non è riconducibile a parametri uniformi, fa sì che risulti difficilmente sostenibile una tesi che neghi l’evidenza dei suoi fenomeni.

All’interno del volume si prende accuratamente in esame il problema degli UFO-Solar, sorta di palloni in polietilene inventati negli Anni Settanta al fine di avvicinare i ragazzi ad un esperimento di fisica. Gli UFO Solar potrebbero aver costituito una soluzione al famoso avvistamento aereo del 1979 (protagonista un Sottufficiale dell’Aeronautica Militare italiana) e ad uno scampato disastro aereo (il volo Zurigo-Atene del 1985), per poi venire ritirati dal commercio nello stesso anno.

Viene poi esaminato il fenomeno abductions (i presunti rapimenti alieni) secondo un’analisi antropologica e descrivendo anche i “retroscena mitologici”, attraverso una sequenza temporale che passa attraverso lo studio della Bibbia, dell’Età Antica, degli incubi e dei succubi del Medio Evo, e dell’Età Moderna, fino alla teoria parafisica dello scienziato-ufologo franco-americano Jacques Vallèe.


Ringrazio P.C. per questo contributo

10 dicembre 2007

Il Dalai Lama

INTERVISTA: «Peccato non vedere il Papa»

Il Dalai Lama: «Wojtyla mi manchi»

E chiede aiuto all'Italia: Pechino schiaccia il Tibet. «Barattare i diritti umani per gli affari è corruzione»

MILANO — L'incontro è quasi finito. Il Dalai Lama ha già una mano sulla borsa a tracolla amaranto tipica dei monaci tibetani.

Santità le manca Giovanni Paolo II?
«Oh John! Great», risponde d'un fiato. «Un grande, Giovanni. Un leader spirituale. Una persona straordinaria. Mi manca, molto». Forse perché anche lui «veniva da un Paese comunista», il Dalai Lama racconta che «dal primo incontro nacque un feeling speciale». Pausa. «E la sua determinazione! Non l'ha persa mai, anche quando è diventato fragile. Ha promosso i valori spirituali, e il dialogo inter- religioso. Mi manca». Un'altra pausa. «Anche con l'attuale Papa in passato ho avuto un incontro. Un uomo molto intelligente, un intellettuale. Il suo insistere che fede e ragione debbano camminare insieme... Meraviglioso».
E' un fantastico incassatore Tenzin Gyatso, 72 anni (48 in esilio), 14ma reincarnazione del Dalai Lama, guida del buddismo tibetano. Sorvola («non fa niente») sul mancato incontro con Benedetto XVI. Per il Vaticano non è mai stato in programma... «Quando vengo in Italia sento il dovere morale esprimere al Papa rispetto e fratellanza. L'ho fatto quasi sempre. Questa volta Sua Santità ha trovato qualche difficoltà, per mancanza di tempo o per altri fattori. Mi dispiace. Ma non è un problema». Quali possano essere gli «altri fattori» (l'opposizione della Cina?) non è nel suo stile dirlo: stilettate di buon umore, infradito di cuoio ai piedi nudi, diplomazia. Non si sofferma sull'«imbarazzo» delle massime istituzioni italiane: «C'è stato qualche disagio per la mia visita», d'altra parte «ovunque io vada i cinesi fanno problemi ai Paesi che mi ospitano». L'ospite scomodo parla ai giornalisti in una sala dell'hotel Principe di Savoia. Al bar nella hall, Beppe Grillo aspetta i suoi «8 minuti di beatitudine » («gli dirò dei problemi di Genova, scherzo: mettiamo il blog a disposizione della causa tibetana»). Il Dalai Lama si è alzato alle 5, si è versato l'acqua calda per la tsampa, la colazione tradizionale con farina d'orzo, a mezzogiorno assaggerà le mozzarelle di bufala («ah la cucina italiana, per noi monaci che digiuniamo la sera le vostre porzioni sono un toccasana, altro che la giapponese»). La tsampa: «Sapete che piace ai cinesi che vengono in Tibet? Tiene lontano il diabete».

Cercassero solo tsampa, i cinesi mandati a colonizzare il Tetto del Mondo. Santità, come sta il suo popolo? Nel '96 disse al Corriere che nel giro di 10 anni non sarebbe rimasta più traccia della cultura tibetana.
«La Cina governa il Tibet con qualcosa di simile alla legge del terrore. Ci impediscono di praticare la nostra religione. Lo sfruttamento minaccia l'ambiente. Non esiste libertà di espressione e di informazione. La violazione dei diritti umani è di importanza cruciale. E può avere conseguenze negative per l'unità e la stabilità della stessa Cina».

Il dialogo con Pechino?
«Dal 2002 abbiamo avuto sei incontri. Al 5˚ hanno riconosciuto che non cerchiamo l'indipendenza, ma un'autonomia reale come prescrive la Costituzione. Ho gioito: ci siamo. Ma a fine giugno 2007, marcia indietro: di nuovo hanno accusato di separatismo me e intensificato la repressione. Hanno detto: un caso Tibet non esiste più».

Cosa può fare l'Italia?
«Molto. Siete nell'Unione Europea, che promuove i valori umani fondamentali. Parlate di questi valori ogni volta che avete interlocutori cinesi. Non solo a livello governativo. Lo dico anche a studiosi e accademici. Agli uomini d'affari: sono importanti i rapporti economici con la Cina, ma barattare giustizia e verità per il denaro è una forma di corruzione».

Si sente un po' come Toro Seduto? I tibetani come gli indiani d'America oppressi nelle loro terre?
«Loro furono spazzati via. Noi non siamo a questo punto. Però, oggi, i pellerossa sopravvissuti in America sono liberi di coltivare la cultura originaria. In Tibet no».

Lei è un'icona del pacifismo progressista, ma negli ultimi tempi a volerla incontrare sono leader conservatori come Bush e Merkel.
«Non solo. A Vienna mi ha ricevuto il Cancelliere».

Michele Farina
07 dicembre 2007

http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_07/dalai_lama_
fec1c74a-a496-11dc-9c8e-0003ba99c53b.shtml

09 dicembre 2007

Back to the USSR again

Questo non si può curare

La psichiatria punitiva cerca di nuovo i suoi pazienti. E li trova

Ci sono persone dalla cui posizione in diversi momenti del tempo si possono giudicare le tendenze e la situazione generale di un paese. Giudicate da soli: nell’URSS l’adolescente Andrej Novikov[1] protestava contro il Komsomol[2], si occupava di samizdat[3] e, ovviamente, si beccò una diagnosi psichiatrica come regolarmente avveniva a tutti gli altri “dissidenti attivi”.

Nella Russia della perestrojka dal 1991 gli articoli del 23enne Andrej Novikov furono pubblicati praticamente da tutta la stampa più autorevole, in quel tempo centralizzata: “Literaturnaja gazeta”[4], “Izvestija”[5], “Novyj mir”[6], “Junost’”[7], “Družba narodov”[8], “Znamja”[9]… La televisione e la radio invitavano il giornalista di talento alle loro trasmissioni e già nel 1994, presentandolo, parlavano di lui non altrimenti che come di un importante pubblicista e politologo.

Nella Russia di oggi il giornalista indipendente il giornalista indipendente Andrei Novikov è di nuovo “impazzito”. Da otto mesi viene forzatamente curato nella clinica psichiatrica della città di Rybinsk nella regione di Jaroslavl’[10].

Per molti russi le idee della perestrojka sono passate come una leggera influenza, ma l’esperienza non si scorda così facilmente, com’è noto “non la finisci di bere”[11]. Neanche gli psichiatri “l’hanno finita di bere” e non si sono scomposti, è cambiato il nome del paese, ma non loro. La storia di Larisa Arap[12] cos’è se non un esempio di ritorno alla psichiatria punitiva? Ma che Larisa Arap sarebbe stata dimessa dal manicomio pochi dubitavano – dalla sua parte c’erano gli attivisti per i diritti umani e la stampa. Per il giornalista Andrei Novikov tutto è molto più difficile – la gente a sentir ricordare il suo nome resta semplicemente titubante.

Fra laltro ricordo il 1999. Nello stesso modo esitavano gli avvocati a cui veniva proposto di difendere due profughi ceceni presentati al mondo come i terroristi che avevano fatto esplodere le case di due vie moscovite – via Kaširka e via Gur’janova[13]. Li mostravano in tutti i telegiornali e l’entità delle accuse, l’orrore per ciò che era stato compiuto gettava gli avvocati nello sgomento – non volevano e non potevano difendere dei “terroristi”! Ma poi si chiarì: i sospetti non avevano alcuno colpa, non avevano preso parte all’uccisione di quelle persone.

Così va adesso con Andrej: “Questi, – mi hanno detto, – ha proposto di bombardare le città della Russia. Perfino Rybinsk, sua città nativa!”

In effetti non può aver fatto tutto da solo. Il giornalista Andrej Novikov ha proposto di bombardare la città di Rybinsk? A chi?

La risposta è in una lettera inviata dal manicomio dal “malato” al presidente del tribunale di Rybinsk Solncev per mezzo di amici: “Vostro onore! Ritengo di aver semplicemente fruito della libertà di parola – come politologo e scrittore – per esprimere il mio punto di vista. La durezza fa parte della mia professione. Per cosa mi si giudica? Per un reale, concreto estremismo, per aver lanciato proclami ed appelli diretti a persone reali o semplicemente per la mia dura presa di posizione? Per la mia attività pubblicistica? Porto un esempio dalla stampa. Nel marzo del 2000 sul giornale “Komsomol’skaja pravda”[14] fu pubblicata la mia lettera aperta al presidente degli USA Clinton “Bombardi le città russe!”. E tutti capirono, che era semplicemente una dura, stravagante presa di posizione, anche se nella forma è un appello!..”.

Il pathos della pubblicistica in forma imperativa, la speciale esasperazione fino all’assurdo di un tema per far sì che l’essenza di una situazione sia presentata in modo più pesante, più chiaro – in questo stile scrivevano negli anni ‘90 molti importanti giornalisti di questo paese. E’ sufficiente guardare i titoli di organi di stampa allora influenti: secondo la logica di oggi questo sarebbe semplicemente un massiccio e infinito appello estremista. In tutto sono passati sette anni dal 2000, dicono che questo sia un periodo critico per un matrimonio. Ma per un paese?

Alla redazione della “Novaja gazeta” è giunta una lettera di Vladimir Andreevič Novikov: “Vi scrive il padre del membro dell’Unione dei Giornalisti di Mosca e dell’Unione degli Scrittori russi Andrei Novikov, anno di nascita 1966, nativo della città di Rybinsk. Per articoli di genere saggistico, scritti ai limiti del grottesco letterario e della provocazione, posti (a quanto affermano le indagini) nella rete Internet, è stato aperto un procedimento penale nei suoi confronti secondo l’articolo 280 comma 1 del Codice Penale della Federazione Russo “Pubblici appelli ad azioni di tipo estremistico”.

– I testi sono stati presi dal computer personale di Andrej Novikov, non sono stati pubblicati, – dice l’avvocato di Jaroslavl’ Vladimir Noskov – Questi è un uomo di talento, duro, audace. Ma non è di alcuna pericolosità sociale, ha semplicemente espresso il suo punto di vista… Non aveva alcun progetto particolare… Ma quando un caso è legato alla psichiatria, tirarlo fuori e dimostrare qualcosa è molto difficile.

Il 6 dicembre 2006 il giornalista è stato mandato a fare un esame psichiatrico-giudiziario nella clinica psichiatrica regionale di Jaroslavl’. Una copia dell’atto di questo esame è a disposizione della redazione, per ora cito solo un paragrafo: “…La coscienza non è lesa, è ben orientato quanto al luogo e al tempo. Elenca correttamente i propri dati anagrafici, ma firma la documentazione medica “Allah akbar[15]…”.

E’ un argomento, certo, ma la traduzione letterale significa solo che “Dio è grande”. Lo preciso perché ho un sospetto: gli psichiatri che hanno firmato l’atto non lo sanno ancora e, forse, ritengono queste parole un appello estremista.

Ma Andrej Novikov per tutta la vita ha scioccato così il pubblico – sia nei testi, sia nella vita. Negli anni in cui era al potere il segretario generale del Comitato Centrale del PCUS, si firmava “segretario geniale”. All’epoca del presidente russo, quando per Mosca girava il noto articolo di Andrej Novikov su El’cin “Il genio dei torbidi russi” e qualcuno diceva scherzando che egli, l’autore, fosse pure un genio dei torbidi russi, prese a distribuire i propri biglietti da visita, su cui erano scritte queste parole. E per tutta la vita ha chiamato non tanto ad un’attività estremistica, quanto a un’“attività di pensiero sperimentale”[16]. Ho attinto queste informazioni dall’archivio elettronico di una rivista moscovita, ha già paura perfino di dire quale. La rivista è liberamente consultabile in Internet. Là insieme all’elenco degli articoli di Novikov c’è una biografia, leggere la quale è semplicemente divertente…

– Dall’infanzia mi accusano di avere la testa tra le nuvole, – dice lo stesso Andrej Novikov.

– Ma in realtà ci sto tutto intero.

– A Jaroslavl’ nella stessa sala con mio figlio hanno esaminato banditi, assassini, stupratori. Ebbene, questi sono “patrioti”, ma egli a quel tempo era attratto dalla religione musulmana, diceva “Allah akbar”, andava in giro con la barba, – racconta il padre del giornalista. – E’ così dall’infanzia: se si fa prendere da qualcosa, allora non ci sono compromessi, è esclusivamente una persona onesta. Poi abbandona da solo queste idee, ma nel momento in cui pensa così, così si comporta. All’ospedale di Jaroslavl’ lo hanno tormentato: gli hanno dato fuoco alla barba, non l’hanno fatto dormire e nella notte di Capodanno l’hanno picchiato in modo terribile, hanno tentato di violentarlo… Là sotto sorveglianza mio figlio ha passato 43 giorni…

– Quando è tornato a casa a Rybinsk da Jaroslavl’ sembrava un robot. O una mummia. Diceva: “Mi escono le medicine dalle orecchie!”. Ecco come lo hanno trattato, – racconta la madre di Andrej Galina Novikova.

Tale è stato l’esame, il risultato del quale è un atto stampato a caratteri grandi con tre firme: “Zajarnaja, Orlova, Borodin” e con una conclusione simile a una condanna: “Novikov A.V. rappresenta un pericolo per la società e necessita di un trattamento coatto in una struttura psichiatrica di tipo comune…”.

In seguito gli avvenimenti, a quanto dice il padre, si sono svolti così: a Jaroslavl’ gli è stato detto che suo figlio non sarebbe stato dimesso, ma sarebbe stato portato alla clinica psichiatrica di Rybinsk. Fortemente sconvolto è tornato, è entrato nell’appartamento di Andrej – la tutto era a soqquadro dopo la perquisizione: gli inquirenti avevano portato via il blocco di sistema del computer di casa e i manoscritti. Ha deciso di fare delle ristrutturazioni, ha strappato la carta da parati, ha raccolto tutto quello che giaceva sul pavimento e l’ha gettato via come spazzatura.

– Questo, – dice, – è stato il mio errore. Ho sottovalutato qualcosa, ho pensato, ha molti scarabocchi, carte di ogni tipo. E all’improvviso, inaspettatamente, il 19 gennaio Andrej compare a casa, l’ospedale locale l’aveva dimesso fino al processo. E’ arrivato in un tale stato di stress, frenato, e lì ho aggiunto – beh, una ristrutturazione è una ristrutturazione… Quando ha smesso di prendere le medicine, ha scoperto la scomparsa dei suoi articoli. Che aveva, pare, in esemplare unico. Li ho gettati via, ho fatto una stupidaggine del genere. Ha preso a gettarsi su di me, così furioso non l’avevo ancora mai visto. Beh dopo aver preso l’aloperidolo[17] e tutte quelle vessazioni, certamente la sua situazione era difficile. Sinceramente avevo paura, è ancora sotto inchiesta, che all’improvviso facesse qualcosa…

– E che poteva fare?

– Chi lo sa? Cosa può fare una persona, dopo quello che ha sopportato lui. Mi sono rivolto alla polizia.

– Perché?

– Beh, perché lo accordassero un po’, parlassero con lui. Perché lo calmassero. Ma invece della polizia è arrivata l’ambulanza. L’hanno ricoverato il 14 febbraio e da quel giorno non è mai uscito dall’ospedale… Perfino il processo è stato fatto senza di lui! E ha avuto luogo solo il 4 maggio 2007. E’ stato un processo pro forma, che ha semplicemente confermato la diagnosi dell’esame psichiatrico. Il resoconto del periodo di cura coatta viene tenuto solo dal momento della sentenza e dal momento che a tutte le istanze mi rispondono per lettera, come minimo si tratta di sei mesi. Solo al termine di questo periodo si potrà riunire una nuova commissione. Ma quei 43 giorni a Jaroslavl’, in cui gli hanno fatto iniezioni, e questi tre mesi nell’ospedale locale non vengono conteggiati… Io sono un pensionato, non ho soldi per un esame indipendente.

La redazione della “Novaja gazeta” si è rivolta al presidente dell’Associazione Psichiatrica indipendente Jurij Sergeevič SAVENKO[18] chiedendo per iscritto di esaminare Andrej Novikov. Al ritorno da Rybinsk, questi ha comunicato di aver avuto là un consulto e che insieme ai colleghi è giunto alla conclusione che Andrej Novikov è assolutamente sano di mente e non ha bisogno di cure. Lo psichiatra indipendente, in particolare, ha detto:

– I testi di Novikov, che, a ben vedere, sono serviti all’FSB[19] per intraprendere il procedimento penale, sono molto interessanti. Nonostante la loro apparente asprezza e, forse, un modo di esprimersi perfino offensivo, al posto dei servizi segreti sarei grato all’autore. Questa è un’analisi paradossale, ci sono tutti i possibili scenari di sviluppo degli avvenimenti politici visti da un uomo non comune. Non sono gli agenti dei servizi speciali né gli psichiatri a dover dare una valutazione agli articoli giornalistici. Là è stato compiuto un esame testuale da parte di studiosi chiamati da Jaroslavl’, ma è stato compiuto evidentemente in modo non professionale. Ritengo che l’accusa di estremismo rivolta a Novikov abbia un carattere totalmente inventato. Come un tempo l’articolo “per calunnia nei confronti del potere sovietico”, così adesso la legge sull’estremismo porta ad avere a che fare con la psichiatria una grande percentuale di persone dissidenti, scomode. Il concetto di pericolosità sociale è così ampio che si può trattare in vari modi. Il caso del giornalista Novikov in questo senso costituisce un precedente…

– Adesso lo dimetteranno?

– Prima del processo sarà estremamente difficile, gli è rimasto ancora un mese e mezzo. Egli, certamente, è molto stanco, nella stessa stanza con lui si trovano 15 persone… La posizione generale dei medici è quella di presentare al processo, quando avrà luogo, la conclusione che Andrej non necessita di una struttura …

– Non si può fare davvero nulla, perché il processo abbia luogo prima?

– E’ praticamente impossibile.

…Io penso che la prigione sia più umana. Se si chiarisce e viene dimostrato che chi sta scontando una pena è una persona innocente, lo rilasciano. Ma se non è malato – continuano a “curarlo”, la psichiatria è uno strumento universale per colpire le persone scomode… Andrej Novikov è semplicemente capitato dentro un’ineccepibile, classica messa in atto dei più vergognosi procedimenti di tali repressioni. Con la stampa che circonda il tribunale: proprio così era, nel periodo sovietico la vittima era messa alla berlina e diffamata da giornali come la “Pravda”[20].

E qui qualcuno che si nasconde dietro lo pseudonimo Mefodij Skuratov a gennaio (ricordo che il processo ha avuto luogo a maggio) pubblica righe del genere su Novikov nel giornale regionale di Jarosalvl’ “Zolotoe kol’co”[21]: “Un tale tipo di concetto di se è caratteristico dello stadio più avanzato di schizofrenia paranoide, chiamata dagli specialisti sindrome parafrenica… Non c’è bisogno di essere profeti, né specialisti della psiche umana, per supporre con un notevole grado di certezza, che l’autore di questi scritti deliranti non rischia una multa di trecentomila rubli[22] o l’arresto fino a sei mesi o la detenzione fino a tre anni, ma la cura coatta nella clinica psichiatrica di Rybinsk fino al momento in cui cesserà di rappresentare un pericolo per la società”.

Così è la posa di un cameriere con sfavillanti maniche bianche come neve. Non serve tutti , ma solo la crema dell’elite, non dice: “Che desiderate?”, ma domanda: “Chi comandate?”. C’è stato il tempo del giornalismo indipendente – il giornale “Zolotoe kol’co” ristampava articoli della stampa moscovita che portavano gloria ad un conterraneo, presentandolo come “l’astro nascente del giornalismo russo”…

E’ arrivato un altro tempo – niente di personale… semplicemente ordini.

Galina Mursalieva
Rybinsk – Mosca

27.09.2007, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2007/74/14.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)



[1] Nomen omen? Nel XVIII secolo il giornalista russo Nikolaj Ivanovič Novikov fu incarcerato per 15 anni per le proprie idee progressiste.

[2] KOMmunističeskij SOjuz MOlodëži (Unione della Gioventù Comunista), l’organizzazione comunista giovanile sovietica.

[3] “Stampato da sé”, la stampa clandestina sovietica.

[4] “Giornale letterario”, la principale rivista letteraria sovietica e russa.

[5] “Notizie”, il principale giornale d’informazione sovietico e russo.

[6] “Mondo nuovo”, rivista letteraria.

[7] “Gioventù”, rivista letteraria giovanile.

[8] “Amicizia tra i popoli”, rivista letteraria e politica.

[9] “Insegna”, rivista letteraria di grande formato.

[10] Russia centro-settentrionale.

[11] Come dire che non è una cosa amara che non lascia tracce dopo essersela bevuta.

[12] Attivista per i diritti umani rinchiusa per qualche mese in una clinica psichiatrica.

[13] Nell’estate del 1999 l’esplosione di due condomini posti in queste strade provocò centinaia di morti.

[14] “La Verità del Komsomol”, giornale un tempo organo del Komsomol (vedi nota 1).

[15] “Allah è grande”, affermazione di fede islamica (il corsivo è mio).

[16] In russo c’è un gioco di parole tra èkstremistskij (estremistico) ed èksperimental’nyj (sperimentale).

[17] Medicinale usato nella cura della schizofrenia.

[18] Rilievo grafico dell’autrice.

[19] Federal’naja Služba Besopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), i servizi segreti russi.

[20] “Verità”, il giornale dei comunicati ufficiali sovietici, a cui erano affidate anche le campagne contro i “nemici del popolo”.

[21] “Anello d’oro”, nome della cerchia di città storiche attorno a Mosca.

[22] Oltre 8300 euro.

Con il Volto di terra





Un'analisi storica

BILANCIO DEL CULTO DELL'ATEISMO

Perché il Papa parla delle "più grandi crudeltà e violazioni della
giustizia"…
di Francesco Agnoli da Il Foglio 4 dicembre

L'enciclica del Papa sulla speranza e sulle malvagità dell'ateismo, è
destinata sicuramente a fare rumore. Eppure, senza bisogno di un Papa,
l'avrebbe potuta scrivere, almeno in alcune sue parti, qualsiasi
storico onesto e scrupoloso. Perché il concetto di fondo, e cioè la
nascita delle più grandi tragedie della storia dall'ateismo è un dato
di fatto difficilmente smentibile. L'ateismo di cui parla il Papa, non
è certo l'ateismo "tragico", come lo avrebbe definito Augusto Del Noce,
proprio ad esempio di tanti uomini dell'Ottocento, da Baudelaire a
Verlaine, passando per Huysmans, Oscar Wilde, Giovanni Pascoli, Eugenio
Montale, Ungaretti eccetera. Questo "ateismo", ancora esistente, come è
ovvio, è in realtà la ricerca di un senso, la volontà di "capire" e di
penetrare nelle profondità della vita, senza riuscirci, o forse,
meglio, senza riuscirci interamente. Nasce da domande fondamentali,
impossibili da evadere, che potevano magari rimanere senza risposta, ma
che non cessavano comunque di "torturare" il cuore, come dimostrano le
crisi religiose di tutti questi personaggi, alcuni dei quali approdati
poi a una fede forte e convinta.
Questi grandi autori che ho citato rappresentano la crisi delle
certezze religiose di un tempo, ma non la sostituzione di esse con una
ideologia, atea nell'apparenza, perché negatrice di Dio, ma religiosa
nei modi e nelle manifestazioni. L'ateismo di cui parla il Papa e di
cui lo storico dovrebbe analizzare i risultati, come ha fatto ad
esempio recentemente Michael Burleigh nel suo "In nome di Dio"
(Rizzoli), è l'ateismo assoluto che nega Dio e che cerca di organizzare
il mondo senza di lui, costruendo, come possibile, già qui il paradiso
sulla terra. E' l'ateismo, per intenderci, del comunismo e del nazismo
e di tutte le ideologie atee nate a partire dal Settecento, cioè dalla
crisi della fede. L'ateismo, insomma, che assume connotati tali da
diventare una vera e propria religione civile, secolare, con i suoi
dogmi e la sua ortodossia, una religione di salvezza, terrena e non
soprannaturale. Da questo sistema di pensiero nascono i più grandi
dittatori della storia: Lenin, Stalin, Hitler, Mussolini, le cui radici
sono tutte nell'ateismo socialista da lui rivendicato per moltissimi
anni, Pol Pot, Mao, Ceausescu, Hoxha, Tito, Milosevic…
E' innegabile: il Novecento, anzitutto, è il secolo dell'ateismo
assoluto, ed è, non a caso, il secolo degli stermini di massa, delle
guerre mondiali, e delle più grandi catastrofi umane della storia.
L'ateismo così come si viene a configurare tra Ottocento e Novecento
è, a ben vedere, una forma di religiosità immanente, che ha generato
uno a uno tutti gli ingredienti delle dittature totalitarie: il
razzismo biologico (religione della razza), il nazionalismo (religione
della patria), il social-darwinismo, l'eugenetica, e il social-
comunismo. Prendete questi ingredienti – accomunati tutti dalla
negazione più o meno esplicita di un Dio trascendente, dell'uomo come
sua creatura, dotata di un'anima immortale, e del peccato originale
come limite dell'uomo – mescolateli e avrete le ideologie di morte del
secolo appena concluso. Tutte incredibilmente simili. Cambiano
solamente i dosaggi: un po' meno socialismo e un po' più razzismo ed
eugenetica nel nazionalsocialismo, analoghe dosi di nazionalismo e un
po' meno eugenetica, nel comunismo, ovunque la politica e lo stato al
di sopra di tutto, al posto di Dio. Sempre, a fondamento, un'idea, la
negazione della Caduta originaria e la mondanizzazione della
Redenzione: l'uomo può fare senza Dio, per costruire un mondo
razzialmente puro, economicamente giusto, eugeneticamente sano,
socialmente equilibrato… un mondo perfetto, divino, utopico,
paradisiaco.
Si vede bene, insomma, che di una fede si tratta: una fede tanto più
intransigente e totalitaria quanto più concentrata sul qui e ora, e
cioè esigente nell'immediato. Non c'è spazio per il perdono, dinanzi
all'ingiustizia; né per la rassegnazione e la sopportazione, in quanto
questi valori religiosi sottintendono una giustizia superiore, divina:
il regno della giustizia è di questo mondo, e il potere si assume il
compito di realizzarla, interamente. Così la gramigna non verrà
separata dal buon grano, come nella parabola evangelica, alla fine dei
tempi, come in ogni concezione di una giustizia trascendente, ma
subito, appena possibile, dal dittatore di turno.
L'uomo, per fare un altro riferimento a un dogma religioso, non solo
cattolico, non è macchiato dal peccato originale, che giustifica l'
esistenza dell'imperfezione, dell'ingiustizia, e quindi anche della
necessità della misericordia, sulla terra, ma è chiamato alla
perfezione assoluta nell'aldiquà, e può raggiungerla, a patto che l'
ideologia incaricata di farlo venga realizzata politicamente,
economicamente, socialmente, a qualsiasi costo. Se il paradiso è a
portata di mano, infatti, non là, ma qua, sarebbe delittuoso non
realizzarlo. Se il compimento del desiderio dell'uomo di Bene e di
Giustizia è attuabile solo e soltanto, in toto, in questa vita, è da
pazzi non perseguirlo con ogni mezzo.
L'uomo, le masse ideologizzate e secolarizzate del Novecento chiedono
dunque alla politica, al partito, allo stato, al dittatore, ciò che
chiedevano, un tempo, a Dio, anzi di più: tutto, ma subito.
La creazione del mondo perfetto, dell'"uomo nuovo", per le ideologie,
dunque, urge, incalza, preme: necessita al più presto l'eliminazione,
tramite ghigliottine, gulag, lager e polizie segrete, Ovra, Gestapo,
Ceka e Kgb, di coloro che ostano, che impediscono, che non comprendono,
che complottano, che conducono la "controrivoluzione", che, secondo l'
articolo 58 del Codice penale sovietico, riedizione della "legge dei
sospetti" di Danton, sono solo sospettati di farlo…: in una parola di
quanti meritano l'inferno, anch'esso, come il paradiso, trasferito
paradossalmente nell'aldiquà. E' per questo, per fare un esempio, che
la guerra – o la violenza, che è lo stesso – sempre considerata un
male, per quanto talora inevitabile (guerra di difesa), diviene un bene
in se stessa: il vento che spazza lo stagno, di Hegel, la guerra che
porrà fine alle guerre, per alcuni interventisti italiani della Prima
guerra, "la sola igiene del mondo" per i futuristi, una esigenza di
natura, per i socialdarwinisti, uno splendido cozzare di popoli, per i
nazionalisti, la fine del passato oscuro e l'inizio di una nuova era,
per tutti i rivoluzionari, da Mussolini a Mao.
Sempre per lo stesso motivo, ogni ideologia si afferma come un "mondo
nuovo", un "ordine nuovo", un'era diversa, che data la sua origine non
dall'evento salvifico della nascita di Cristo, ma, come avviene dalla
Rivoluzione francese in poi, passando per il fascismo e il nazismo,
dall'ascesa al potere, essa sì salvifica, dell'ideologia ateistica di
turno. Al culmine del delirio, sotto l'ateissimo regime comunista di
Pol Pot, causa di due milioni di morti su sette milioni di abitanti, in
poco più di tre anni (1975- 1979), si arriverà a ordinare per legge non
solo il rogo dei libri del passato, ma financo delle fotografie dei
privati, affinché fosse cancellato anche il ricordo fotografico di come
era il mondo prima dell'avvento del regime comunista dell'Angkar.
In questo senso, evidentemente, la religiosità ateistica,
profondamente secolare, temporale, non ha nulla a che vedere con quella
autentica, che non è essenzialmente azione ma contemplazione; non
manipolazione ma rispetto; non insofferenza e distruzione dei limiti ma
loro riconoscimento e accettazione; non trasformazione della società,
tramite una alchimistica tecnica politica, ma tramite la conversione
dei cuori; non tensione alla eliminazione del male e del peccato, in
generale, ma soluzione di un particolare male storico, o individuale.
Ma come la religiosità trascendente è totale, nel senso che orienta
tutto l'uomo, la sua anima, le sue azioni, a Dio, rimettendo ogni cosa
terrena al suo posto, dalla ricchezza, al potere, al dolore, dando a
ognuna il suo peso, assolutamente relativo, così la religiosità
immanente è tentativamente totalitaria: avendo negato a priori l'
essenza dell'uomo, l'anima, e Dio, identifica tutto l'esistente in ciò
che è materiale e terreno e quindi coerentemente ritiene come soluzione
di tutto la sola politica, che tutto controlla: la politica totalitaria
dei regimi totalitari. Ha scritto giustamente Eric Voegelin: "Tutti i
movimenti gnostici (tra cui anche comunismo e nazismo, ndr) mirano a
recidere i legami dell'essere con la sua origine, cioè con l'essere
divino e trascendente, per proporre un ordine dell'essere immanente al
mondo, la cui perfezione sarebbe a portata dell'azione umana. Si tratta
di modificare la struttura del mondo (avvertita come inadeguata) in
maniera così radicale che da quella modifica emerga un mondo nuovo, di
piena soddisfazione… Il mondo tuttavia resta quale a noi è dato e non
rientra nelle facoltà umane la possibilità di cambiarne la struttura"
("Il mito del mondo nuovo").
Similmente Augusto del Noce affermava: "Per varie che possano essere
le forme rivoluzionarie… il loro lato comune è la correlazione tra l'
elevazione della politica a religione e la negazione del
soprannaturale… alla liberazione religiosa si sostituisce la
liberazione politica… il problema del male viene trasposto dal piano
psicologico e teologico a quello politico e sociologico: i dogmi della
Caduta e della Redenzione vengono trasferiti sul piano dell'esperienza
storica" ("Il problema dell'ateismo"). Ma analizziamo brevemente il
nazismo, che delle ideologie totalitarie può essere considerato,
insieme al comunismo, il vertice e il compimento. Scomponiamo
brevemente i fattori che lo hanno contraddistinto. Anzitutto il
nazionalismo, responsabile anche dello scoppio della Prima guerra
mondiale, che con i suoi dieci milioni di morti, venti milioni di
feriti, mutilati e nevrotici, e sette milioni di prigionieri e
dispersi, rappresenta la più grande tragedia della storia sino a quel
momento, senza alcuna possibilità di confronto.
Ebbene il nazionalismo è un figlio della Rivoluzione francese,
antitetico alla concezione cattolica, e cioè universale, che aveva
caratterizzato l'Europa dell'Antico Regime. Nel Sacro Romano Impero,
infatti, popoli diversi convivevano insieme, con lingue, storie e
costumi differenti, in nome della comunità di ideali religiosi:
cattolico a ogni popolo e ad ogni razza.
E' a tutti noto che la Prima guerra mondiale nacque dalle frizioni tra
i nazionalismi tedesco, inglese, serbo, russo, inglese…
Mi limiterò, per brevità, a qualche cenno al nazionalismo italiano,
che fu interpretato da personaggi assolutamente nemici della chiesa, e
di ogni religiosità, come Francesco Crispi, alla fine dell'Ottocento, e
Benito Mussolini, anticlericale anarchico e socialista, ai primi del
Novecento, e poi duce del fascismo, di quella concezione dello stato,
cioè, per la quale "tutto è nello stato e nulla di umano e di
spirituale esiste, e tanto meno ha valore, fuori dello stato" (evidente
parodia laica del "Credo"). Gli interventisti, contro cui Benedetto XV
si battè in ogni modo, prima con la diplomazia e poi denunciando "l'
inutile strage", furono tutti uomini delle élites, avversi alla visione
cattolica dominante nel paese: il già citato Mussolini, Gabriele D'
Annunzio, il socialista nazionalisteggiante Cesare Battisti, i
nazionalisti Giovanni Papini ed Enrico Corradini, i futuristi di
Marinetti, che predicavano lo "svaticanamento" d'Italia… Molti di
questi, esattamente come nel resto d'Europa, utilizzarono il
socialdarwinismo materialista per sacralizzare la selezione naturale e
la lotta per la vita come legge della storia. Scrive Hagen Schulze, nel
suo "Aquile e leoni. Stato e nazione in Europa": "Alla base di tale
concezione c'era la legge della natura, secondo la quale la lotta era
di tutti contro tutti, la pace una illusione dei deboli, nel migliore
dei casi un momento di respiro nel conflitto perenne per l'esistenza; a
sopravvivere sono destinati solo gli esseri moralmente e fisicamente
superiori. Per tutti i raggruppamenti politici e sociali valeva l'
assioma che l'umanità non aveva come scopo la pace; ciò era vero per il
concetto marxista (cioè ateo, ndr) della lotta di classe, come per l'
idea nazional-popolare di un eterno antagonismo tra popoli e per la
nuova ideologia emergente del conflitto tra le razze… politica vuol
dire guerra, e la guerra è necessaria per bruciare i mali dell'epoca…
non si tratta di una visione estremistica, ma è quanto si ricava dalla
lettura di giornali e periodici, sia seri che a larga diffusione,
pubblicati nell'arco di tempo tra il 1880 e il 1914 e che offrono al
moderno osservatore una fonte inesauribile di dati relativi alla
struttura fondamentalmente darwinistico-sociale del nazionalismo
popolare del tempo nell'area anglosassone, in Francia, in Germania o in
Italia. Quando, durante la guerra contro i boeri il maresciallo
britannico Roberts dichiarava che la lotta spietata tra le nazioni non
era altro che una necessità biologica… ciò non era che un'eco di quanto
scrivevano numerosi altri autori del tempo", spesso biologi darwinisti
prestati alla politica, come ha ben raccontato il celebre paleontologo
evoluzionista Stephen Jay Gould nel suo "I pilastri del tempo".
Per tornare in Italia, Giovanni Papini, prima che la vita lo portasse
a convertirsi e a rinnegare il suo passato, sulla rivista nazionalista
Lacerba, nel 1914 scriveva: "Finalmente è arrivato il giorno dell'ira
dopo i lunghi crepuscoli della paura. Finalmente stanno pagando la
decima delle anime per la ripulitura della terra… Siamo troppi. La
guerra è una operazione maltusiana. C'è un troppo di qua e un troppo di
là che si premono. La guerra rimette in pari le partite. Fa il vuoto
perché si respiri meglio. Lascia meno bocche intorno alla tavola". Ed
Enrico Corradini, interpretando la stessa concezione ateistica e
socialdarwinista, sul Regno del 28 febbraio 1904, allo scoppio del
conflitto russo giapponese, descriveva la guerra come "un grandioso e
terribile fenomeno della natura, un cozzo di forze avverse primordiali
ed eterne, irrefrenabili. E tali sono appunto le forze che conducono
alle guerre le nazioni e le razze. Perciò dinanzi ad esse l'uomo civile
è abolito e ritorna l'uomo sincero allo stato di natura".
I frutti del nazionalismo, già condannato da diversi Papi,
inutilmente, nelle loro encicliche, avrebbe dunque portato dapprima
alla guerra e poi, nel dopoguerra, al fascismo, al nazismo e al
"socialismo nazionalista" di Stalin, secondo la celebre definizione di
Trotzkij.
L'altra componente del nazionalsocialismo fu il razzismo. Non è qui il
luogo per ripercorrere una ideologia che è comunque basata,
essenzialmente, sul materialismo biologico: "Sangue e suolo" era lo
slogan dei nazisti, proprio a significare una prevalenza degli elementi
naturali, materiali, fisici, sull'anima immortale (che veniva
esplicitamente negata). Effettivamente il razzismo non era mai esistito
nella storia dell'Europa cattolica, prima delle rivoluzioni culturali.
Come ha ben raccontato Leo Poliakov nel suo "Il mito ariano" (Editori
Riuniti), vi è una stretta correlazione tra il pensiero materialista e
la genesi del razzismo; correlazione fondamentale tra negazione della
comune figliolanza degli uomini, tutti creati da Dio, e l'idea che gli
uomini siano invece originati da ceppi diversi, più o meno "nobili",
più o meno evoluti. Mentre lo scienziato cattolico Louis Pasteur, alla
fine dell'Ottocento, rivendicava l'uguaglianza degli uomini di fronte a
Dio, loro creatore, le ideologie atee sostenevano che la storia Adamo
ed Eva, con le sue implicazioni logiche, e cioè la fratellanza
universale in senso cattolico, era una evidente falsità, perché in
realtà la scienza dimostrerebbe l'ineguaglianza delle razze in base
alla misurazione dei crani, degli arti, e al tentativo di ridurre l'
uomo alla sua fisicità.
Basti pensare a Voltaire, il famoso "apostolo della tolleranza".
Secondo costui l'idea cattolica secondo cui l'umanità deriva tutta da
Adamo ed Eva, per cui siamo tutti "fratelli", è una emerita sciocchezza
assolutamente antiscientifica. Al monogenismo biblico, che esclude di
per sé qualsiasi razzismo, sostituì il poligenismo, cioè l'idea
"secondo cui i diversi gruppi umani discendevano da numerosi e
differenti antenati" (Francesco Maria Feltri).
Il razzismo si nutrirà, anche dopo queste prime teorizzazioni, di una
visione assolutamente atea, teoricamente o praticamente, della vita,
una visione in cui non vi è alcuno spazio per un Dio creatore di tutti
i popoli, ma solo per l'esistenza di popoli "superiori" e di popoli
"inferiori", di sangue, di luoghi, di colore della pelle, di
predisposizioni naturali e genetiche e di ambienti operanti sull'uomo
al di sopra della sua libertà. Lo storico Gianni Gentile, parlando dell'
imperialismo, afferma: "La cultura scientifica di stampo positivistico
(cioè ateo, ndr) nella seconda metà dell'Ottocento aveva elaborato una
teoria delle razze, secondo la quale a ogni razza venivano attribuite
diverse basi biologiche che determinavano i vari comportamenti, anche
dal punto di vista morale e dei costumi. Questa impostazione
pseudoscientifica consentiva di stabilire una gerarchia che poneva la
razza bianca al di sopra delle altre razze".
Strettamente connessa al razzismo, troviamo l'eugenetica, che altro
non è che l'antico sogno, utopico, e cioè ateistico, di creare una
umanità perfetta, assolutamente sana, senza macchia, che evidentemente
non ha bisogno di un Dio salvatore e di una Redenzione. L'eugenetica è
presente già nella Repubblica ideale, sostanzialmente comunista, di
Platone, nella "Città del sole" di Tommaso Campanella, anch'essa
organizzata secondo criteri comunisti; nel sogno di alcuni maghi del
Cinquecento, che credevano di poter applicare la selezione adottata per
i cavalli, anche all'uomo. Soprattutto, l'eugenetica moderna, riporta
ancora al nome del sedicente scienziato, ateo, Francis Galton, che nel
1883 coniò la parola "eugenics", spiegando al mondo che tramite
matrimoni selettivi e sterilizzazioni forzate si sarebbe creato l'"uomo
nuovo", sano e felice.
Non tanti anni più tardi Adolf Hitler, nel "Mein Kampf", dopo aver
spiegato che "lo stato, la nazione, dovrà impedire ai malati o ai
difettosi" di procreare, aggiungeva: "Basterebbe per seicento anni non
permettere di procreare ai malati di corpo e di spirito per salvare l'
umanità da una immane sfortuna e portarla a una condizione di sanità
oggi pressoché incredibile". Del resto Rudolf Hess era solito definire
il nazismo una "biologia applicata", mentre lo studioso Lifton ha
definito il nazismo come una "biocrazia": "Il progetto nazista si
ispirava a una visione di controllo assoluto del processo evolutivo sul
futuro umano biologico. Facendo ampio uso del termine darwiniano
'selezione' i nazisti cercarono di arrogarsi le funzioni della natura
(selezione naturale) e di Dio nell'orchestrare le proprie selezioni, la
loro versione della evoluzione umana".
Infine, in questa breve analisi, non si possono trascurare le radici
anche socialiste, sia del fascismo, sia del nazionalsocialismo, sia,
evidentemente del comunismo. Il marxismo ateo, che influenzò tutti i
tre i totalitarismi, con gradazioni diverse (ma non è questo il luogo
per analizzare questo punto), rappresenta anch'esso, come ha
giustamente scritto Karl Löwith, una "forma secolarizzata del pensiero
biblico": "La lotta finale dei due campi ostili della borghesia e del
proletariato corrisponde alla fede cristiana in una lotta finale tra
Cristo e l'Anticristo nell'ultima epoca della storia, il compito del
proletariato corrisponde alla missione storica del popolo eletto, la
funzione redentrice universale della classe più degradata è concepita
sul modello religioso della Croce e della Resurrezione, la
trasformazione ultima del regno della necessità nel regno della libertà
corrisponde alla trasformazione della città terrena nella città di
Dio". Cosa abbia partorito la religione atea del marxismo, lo sappiamo
tutti: dalla Russia, alla Cina, alla Cambogia, al Vietnam, ai paesi
dell'America latina, si parla, almeno , di cento milioni di morti,
secondo cifre, quelle del "Libro nero del comunismo" assolutamente
prudenziali. Robert Conquest, nel suo "Il grande terrore", accenna a
venti milioni di vittime solo durante il periodo staliniano, guerra
esclusa. Gino Rocca, nel suo "Stalin", parla di cinque milioni di morti
solo nelle grandi purghe staliniane tra il 1937 e il 1938; Aleksandr
Solzenitsyn parla di sessantasei milioni di morti in Russia tra il 1917
e il 1959, nel suo "Arcipelago gulag". Per nessuna epoca della storia,
prima dell'affermarsi dell'ateismo assoluto, si possono solo
lontanamente pensare le stragi e le malvagità create da nazismo e
comunismo, e dalle loro appendici ideologiche (razzismo, eugenetica,
socialdarwinismo). E' una evidenza storica che nessuno può negare.

IL FOGLIO 4 dicembre 2007



Ringrazio A.N. per questo contrubuto

06 dicembre 2007

A proposito di Marco Ahmetovic (parte seconda e spero ultima)

Alessio Sundas spiega così in un comunicato sul suo sito il senso dell'iniziativa di cui parlavo ieri e che aveva suscitato un vasto moto di indignazione:

Non mi fermerò fino a quando non verrà portata in parlamento la proposta legge dove vieta alle persone coinvolte in un reato o condannate di partecipare a programmi televisivi e farli entrare nel mondo dello spettacolo.
Quando è iniziata la mia provocazione ho subito annunciato che il mio era solo un test e che sarei riuscito nell’arco di pochissimo tempo a far diventare un killer una star ma come ho sempre detto dall’inizio e continuerò a ripeterlo non sono io che ho fatto diventare Marco Ahmetovic un vip ma è colpa del sistema italiano.
Le persone da me citate che sono state messe in questa Lista Sundas (Marco Ahmetovic, Annamaria Franzoni, Alberto Stasi, Azouz Marzouk, Amanda Knox, Patrick Lumumba, Raffaele Sollecito, le gemelle di Garlasco, Corrado Rigamonti,Cristiano Sandri) sono persone che non devono trarne nessun beneficio economico e né diventare ospiti di trasmissioni televisive.
Azouz Marzouk è stato arrestato per spaccio di droga e dopo lo sterminio di tutta la sua famiglia( il caso di erba) né ha tratto un beneficio ed è diventato una star al punto che lo vogliono come testimonial e ospite a programmi televisivi guadagnando somme ingenti di denaro, ma quello che è successo oggi ha dell’incredibile che conferma in pieno ciò che io da un anno ho sempre sostenuto, le persone che commettono un reato e coinvolte in un reato non possono diventare una star.
E ora è stato nuovamente arrestato e sapete quale sarà il futuro? Grazie al sistema guadagnerà ancora più soldi.
Il sistema deve essere fermato e io lo fermerò!
Si sveglia anche la Lega dove propone che i soldi guadagnati da assassini che diventano famosi grazie ai loro omicidi siano confiscati e messi a disposizione dei giudici che possono disporre, a seguito di una richiesta di risarcimento danni, che questi soldi siano consegnati ai familiari delle vittime.
A questo punto mi permetto di dire che è merito mio se la Lega è arrivata a questa conclusione, anche se questa proposta a me pare non opportuna, non dovrebbero neanche avere la possibilità di partecipare a trasmissioni e trarne beneficio, non si dovrebbe descrivere l’accaduto come una fiction televisiva, non si dovrebbero mostrare le foto delle persone coinvolte in stile modello, ballerina o attore bensì si dovrebbe mostrare una semplice foto della carta d’identità o la foto eseguita al momento dell’arresto con il classico numero da detenuto.
La proposta va modificata come dico io, anche perché per esempio nel caso Franzoni i soldi ricavati dalla sua notorietà andrebbero devoluti direttamente a lei?
E i soldi non dichiarati come li controllerebbero?

Ufficio stampa
3922351610
0654832824


Credo anch'io che persone indagate (o peggio ancora condannate) per gravi crimini non debbano diventare delle star e che non si debba in alcun modo lucrare su delle tragedie. Però la "provocazione" del Sundas mi lascia comunque un po' perplesso...

05 dicembre 2007

A proposito di Marco Ahmetovic

Gira in Rete questo appello:


Non comprate quei jeans!!

Dalla galera alle passerelle, passando per una notte in cui, ubriaco, alla guida di un furgone ha ucciso 4 ragazzi di età compresa tra i 16 e i 19 anni. E' una storia sorprendente la vita di Marco Ahmetovic, il rom di 22 anni che il 23 aprile di quest'anno, alla guida di un furgoncino e completamente ubriaco, uccise 4 giovani su una strada statale nei pressi di Appignano, in provincia di Ascoli Piceno. Sta scontando la sua pena in un residence con piscina..

..a breve sarà il testimonial di una collezione di jeans disegnata apposta per lui: la 'romjeans'

Il fatto che il volto del giovane romeno possa trovarsi su dei cartelloni pubblicitari, e che qualcuno sia disposto a pagare un cachet di 30.000 euro, stando alle indiscrezioni, perchè lui faccia da testimonial, sta suscitando indignazione di tutti.

Marco Ahmetovic

Non si può accettare una cosa simile,

nessuno di queste persone che usano il rom per soldi e per renderlo famoso ha rispetto per il dolore dei genitori, dei familiari e amici..

..e soprattutto per il ricordo “DEI QUATTRO ANGELI” FATE GIRARE QUESTA E-MAIL..

NON COMPRATE QUEI JEANS!!

NEMMENO PER BRUCIARLI


La vicenda è tristemente vera. Il cinismo di certo mondo degli affari pare non conoscere veramente limiti. Tutta la vicenda suscita davvero indignazione. La morte assurda di quattro giovani ad opera di uno sconsiderato. Una condanna che pare davvero troppo lieve (e dire che il pubblico ministero aveva chiesto ancora meno!) e per di più scontata agli arresti domiciliari in tutta comodità. Ma credo che si debba superare la rabbia che pure comprensibilmente nasce davanti a fatti del genere. Sarò un po' "complottista", ma sembra che si voglia in tutti i modi gettare benzina sul fuoco, alimentando il desiderio di risolvere i problemi sociali con la violenza e la repressione (penso a certe farneticanti dichiarazioni fatte in quel di Treviso). Quello che serve è la giustizia, non la vendetta! E la chiarezza: la tolleranza e la comprensione per le altre etnie e culture non può essere tolleranza e comprensione per l'illegalità e l'abuso senza limiti! Questa società può reggersi solo su regole che valgano per TUTTI!

La Progeria

Raccolgo l'invito di S.B. a parlare della Progeria, una malattia rara e terribile. La Progeria colpisce i bambini provocando loro un invecchiamento tanto precoce quanto repentino e conduce alla morte in giovanissima età. E' una "malattia orfana": non si dedicano grandi investimenti alla ricerca di cure e i mezzi di comunicazione ne parlano pochissimo. In qualche film (ricordo il bellissimo "Jack" con Robin Williams e il non eccelso "Un anno per morire" con Ralph Macchio) si è parlato di malattie che provocano l'invecchiamento precoce, ma in modo fantasioso e di fatto confondendo le idee. Per far conoscere la Progeria e contribuire alla ricerca di una cura è nata l'Associazione Italiana Progeria Sammy Basso (intitolata a una vittima della malattia) e presto sarà attivo anche il sito ufficiale.

04 dicembre 2007

In Russia c'è anche chi non dimentica il passato e non si autoassolve

Krasnovišersk. La città che non si è perdonata nulla

La prima “Norimberga” nella storia della Russia

Qualsiasi inferno può tornare.
Varlam Šalamov[1]

– Bambolina, il tuo pòljak[2] (accento sulla prima sillaba – nota dell’autore) arriva… Prepara la razione di pane – gridavano i ragazzini.

Questo significava che il polacco recluso era strisciato attraverso i fili metallici e veniva verso la nostra baracca. Portava un fascio di legna legato con il filo metallico. Per questo avrebbe ricevuto una razione di pane e io e la mamma avremmo mangiato il pane il giorno dopo o avremmo fatto durare la razione giornaliera per due giorni.

Gli uomini della VOCHR[3], evidentemente, consideravano le nostre baracche “zona”[4]. In effetti lo era: quando iniziò la costruzione della TÈC[5]-3 di Novosibirsk[6] risultò che non c’era dove alloggiare gli operai. La questione si risolse semplicemente: alcune delle nuove baracche del lager, che stavano nel punto di carico e scarico del legname, furono poste fuori dal filo spinato. Ruppero i pancacci e misero dei tramezzi. Si ottennero tredici stanze da un lato e tredici dall’altro. Il lungo corridoio aveva due uscite. Una veniva tappata in inverno. Non c’era luce elettrica. I movimenti della persone nel corridoio buio erano insolitamente precisi.

Ho raccontato due volte la mia infanzia nelle baracche. La prima volta in Polonia – in una scuola per bambini ipovedenti che è stata creata dal regista Krzysztof Zanussi. Per tutta la vita non mi ha mai lasciata il pensiero di trovare gli eredi di quel polacco a cui io e la mamma per un giorno davamo la nostra razione di pane. Sapevo che non li avrei mai trovati, ma guardavo caparbiamente i volti dei polacchi. Mi sembrava che avrei trovato qual polacco tra mille persone. Ora so che il mio smisurato amore per il cinema polacco si è nutrito di ricordi d’infanzia. Quella lingua sovraccarica di sibilanti l’ascoltavo senza traduzione. Il polacco non sapeva il russo né la mamma il polacco. Eppure conversavano.

Racconto per la seconda volta delle baracche del lager a Krasnovišersk nel distretto di Perm’[7]. La nota drammatica del mio racconto improvvisamente si muta quasi in entusiasmo.

– Sì-sì, tutto era proprio così, – esclama con gioia l’insegnante Svetlana Sartakova.

– Ma ricorda, – rammento io, – c’era anche una terza porta. In mezzo alla baracca. Dove cera il bagno. Uno per tutti. E nessuna fognatura.

– Ma si apriva solo a primavera, – ha precisato lei.

E così ho incontrato la mia infanzia da lager. Molti di coloro con cui parlo sono nati dopo che il noto lager sulla Višera[8]. Ma le baracche continuarono ad esistere ancora a lungo. Quelli che erano nati in esse, parlavano di se così: “Io vengo dal lager” (il villaggio di Vižaicha, da cui più tardi si sviluppò Krasnovišersk, è chiamato da Šalamov Višera).

Perché non sono giunta là dieci anni fa? C’era la possibilità di parlare con i reclusi stessi. Beh, per esempio con Aleksandr Morozov, ingegnere delle comunicazioni di grande talento. Ha lasciato i suoi appunti sulla costruzione del complesso industriale. Ho delle domande per lui, ma non c’è a chi farle. Emorto circa cinque anni fa.

21 luglio. Krasnovišersk. Mezzogiorno. Inaugurazione del monumento a Šalamov.

E’ giunto il nostro giorno – dice Ekaterina Vidjukova, figlia di un “nemico del popolo”. Suo padre giunse sulla Višera con un trasferimento speciale. E una volta qui fu messo nel campo di concentramento secondo il noto articolo 58[9], comma 10. Una tipografia clandestina – ecco di cosa lo accusavano minacciosamente. Maksim Ivanovič aveva una passione: voleva che dopo la sua firma di contabile ci fosse un qualche timbro che desse affidabilità alla firma. La tipografia clandestina stava in una scatola di fiammiferi.

…Si parlava di ciò che è radicale, importante: della doppia morale della politica dello stato, della propria verità, che deve diventare un ammonimento per la giovane generazione; del silenzio dei padri, a cui fu imposto l’obbligo di tacere; del silenzio dei figli, a cui nessuno impose quest’obbligo, ma i figli sapevano che bisognava tenere la bocca chiusa[10]; del silenzio dello stato come modo per nascondere il mostruoso crimine. L’idea dominante di tutti gli interventi è la protesta contro la politica, che proibisce alle persone di avere la propria opinione su ciò che accade e limita la libertà dell’uomo.

Il refrain di tutti gli interventi è: perché? Non è un’esclamazione retorica, è la necessità dell’uomo di sapere perché è stato rovinato un destino e versato del sangue. A quale diavolo è stato dato perché ci si divertisse un dono senza prezzo – la vita.

– Questo è un fatto storico per la nostra provincia – ha detto lo scrittore di Perm’ Jurij Aslan’jan – Dare un senso ai segreti e non nasconderli – ecco di cosa noi tutti oggi abbiamo bisogno.

A volte sembrava di essere a una manifestazione dell’opposizione. Fra laltro non era così. Qui c’era altro: non l’attuale lotta contro il potere, ma la verità per cui ha sofferto più di una generazione: l’uomo è libero. E non può, non deve essere altro.

E così il monumento a Varlam Šalamov viene inaugurato nel luogo in cui si trovava il PRIMO campo di concentramento modello, dove si elaborava la tecnica di annientamento di quanto c’è di umano nell’uomo, dove la libera personalità si trasformava in muta forza lavoro. I primi costruttori giunsero a Vižaicha nel 1928. Erano 150 persone. Era la quarta sezione dello SLON[11], creata nel 1928 (la comparsa del primo lager alle Solovki risale al 1924).

Capo dell’amministrazione della VIŠCHIMZ (la costruzione delle Višerskie Chimičeskie zavody[12]) fu nominato Èduard Berzin. Il lager fu dato all’amministrazione in qualità di forza lavoro. Commissario del 9° plotone dei tiratori scelti della Lettonia, coinvolto a suo tempo nel famoso caso dell’ambasciatore inglese Lockhart[13], Berzin aveva i suoi ispiratori. Inizialmente Dzeržinskij[14], poi Menžinskij[15].

Il tipo di lager, che più tardi fu stabilito come norma del Gulag, si formò proprio qui, sulla Višera. Il lager come significativo soggetto economico dello stato. Le basi dell’economia criminale furono poste qui.

…Šalamov fu arrestato il 19 febbraio 1929. Il 13 aprile entrò dai cancelli del Višlag[16], dopo essere stato picchiato durante il tragitto solo per aver difeso un giovane appartenente a una setta religiosa che veniva deriso dalle guardie. Già il 6 luglio fu spedita dal Višlag una lettera al CC del partito con la richiesta di far cessare gli insulti alla dignità umana.

Passò qui tre anni (per poi andare a Bereznjaki, Solikamsk e altri luoghi del distretto di Perm’). Era in trasferta, come qui dicevano allora e dicono ancora.

Già le prime poche ore sono sufficienti per percepire l’atmosfera particolare di Krasnovišersk. Si abbracciano, piangono, si baciano… E’ giunta da Tallinn Evgenija Alekseeva, insegnante. Secondo l’articolo 58 furono deportati sua madre, suo padre, suo fratello… Piange di dolore e di gioia.

– Non puoi contarli tutti, – dice.

– Ma perché li deportarono?

Evgenija Alekseeva ride:

– Perché non erano andati al kolchoz, ma ad uccidere Kirov[17].

Racconta degli estoni che furono deportati sulla Višera – questi furono grati per tutta la vita alla popolazione locale. Qualcuno manda un saluto dalla Sassonia meridionale da parte dei tedeschi, il cui destino fu insolitamente tragico: quando il nostro esercito arretrò, i tedeschi furono mandati in Germania. Quando ci fu la liberazione dei territori tedeschi, i tedeschi subirono la deportazione, cioè il ritorno nella loro patria storica. Li riportarono nel Gulag.

…Piange il prigioniero Grigorij Vesel’skij – insegnante di matematica. E’ un artista.

Ma ci sono anche quelli che non sono venuti. Per un motivo: “Non tornerò. Lo so con precisione”.

Sì, questo è il loro giorno.

Ecco, è così: l’atmosfera di Krasnovišersk è creata da persone con una particolare biografia e un particolare destino.

– Membri della criminalità organizzata e criminali comuni, – dice l’insegnante Nina Djukova, – erano amici del popolo e del potere, perciò dopo aver scontato la pena lasciavano i nostri posti. I deportati secondo l’articolo 58 erano sottoposti a un regime di colonia penale – dopo la condanna passavano, come si diceva allora, a un regime di deportazione. Molti restavano qui.

Il nucleo fondamentale sono gli eredi dei “nemici del popolo”. Ma anche quelli che hanno evitato questa sorte sono felici di aver avuto la possibilità di aver avuto a che fare con queste persone durante la loro infanzia e la loro adolescenza.

Uno di essi è l’insegnante di storia Igor’ Jakovlev. Ha ricordato molte persone, ma un ruolo particolare nella sua vita l’ha avuto il greco Konstantin Gagasi. Un uomo coltissimo, un eccellente agronomo. Dopo una condanna a dieci anni non aveva diritto di tornare in Crimea. Lavorò in un sovchoz[18] come economista.

– Ho imparato molto da lui. Beh, per esempio, ho acquisito questo: per quanto odi una persona, proprio tu devi dire per primo “Salve!”. Oh! Adesso so cos’è la fredda gentilezza aristocratica.

E ancora ha ricordato che questi hanno tracciato un confine netto tra il bene e il male.

Da quella parte del fiume Višera si trovava un centro agricolo – un “figlio” del noto eroe del racconto di Šalamov “Chan-Girej”.

– Il mio centro agricolo, – dice Igor’. – Qui io ho saputo per la prima volta che i detenuti non erano delinquenti e briganti. Ecco i cerchi dell’Inferno dantesco: il centro agricolo, l’imbarcadero, Baranij Log[19], l’officina automobilistica – queste sono le mie università. Qui c’erano cosacchi del Don, tedeschi del Povolž’e[20], tatari di Crimea, abitanti di Tjumen’, Čeljabinsk[21], Kurgan[22], armeni, bulgari, polacchi… Era la costruzione della torre di Babele.

Chiedo a Igor’, come si sentivano i detenuti una volta in libertà. Con un marchio del genere.

– Ho acquisito dall’infanzia una verità: il nemico è chi ha ucciso, rapinato, stuprato. Noi sapevamo che i detenuti secondo l’articolo 58 non avevano ucciso nessuno, non avevano rapinato nessuno. Tra il popolo c’era questa opinione: “E’ dentro[23] senza motivo”. Ecco questo “è dentro senza motivo” determinava i nostri rapporti con loro.

Igor’ ha ricordato in qualche modo che qui viveva un uomo di Vlasov[24] e i ragazzini a volte lo chiamavano traditore. Però questo era l’unico caso.

– Tornerei a quel tempo. Adesso mi sentirei in colpa. Mi sono molto interessato al destino dei soldati che andarono con Vlasov. Una terribile tragedia, ma allora che ne sapevamo?

I prigionieri erano bibliofili. Una delle più ricche biblioteche della città era quella dell’ingegnere prigioniero Morozov, che lavorava con Berzin. Quando il nipote vendette la biblioteca del nonno, Igor’ comprò molti libri. Per mezzo di questi ha potuto farsi un’idea degli interessi dell’ingegnere caduto in disgrazia.

– Non vi preoccupate, – ha detto Igor’. – Difficilmente avreste conversato con lui. Era chiuso. Taciturno.

Lo scrittore Jurij Aslan’jan è grato a suo padre per averlo convinto a incontrarsi con i prigionieri e a trascrivere i loro racconti. Il padre disse al figlio: “Solo la conoscenza della verità rende l’uomo libero”.

Una schiena dritta è la principale impressione che si ha dall’incontro con chi è passato per il lager.

Una schiena dritta è la principale qualità degli abitanti di Krasnovišersk, ereditata dai padri e dai nonni.

Dopo, quando sono andata in giro per Solikamsk, Borovsk[25], Bereznjaki, molti mi hanno chiesto:

– Ha fatto caso che città colta è Krasnovišersk?

Ecco che tipo di selezione sociale è stata fatta. Si può solo supporre in quale sciagura biologica si sia trasformato il Gulag per la Russia.

Proprio da qui, dalla Višera, il più grande luogo di deportazione di quei tempi, come ritiene lo storico di Perm’ Viktor Šmyrov, “cominciò la lunga strada per Solikamsk, per il luogo di detenzione “Partizan”[26], per i lager di lavoro forzato e per i lager speciali dello MGB[27] dell’URSS. Probabilmente la strada più terribile della storia dell’umanità. La strada dell’assassinio, dello stupro e della degradazione di milioni di persone”.

Il lager

A tarda sera navighiamo su un piccolo piroscafo, che è a disposizione del provveditorato agli studi per il trasporto degli alunni dei villaggi sulle rive. Eccolo, il famoso centro agricolo dove Chan-Girej faceva crescere un tipo di cavolo che fino ad allora nessuno aveva mai visto. Ci volevano due persone per abbracciarlo. Questi era un principe tataro, generale al seguito di Nicola II. Fin dall’infanzia Chan-Girej era dominato da un sogno – far crescere le rose. Se si crede a quanto dice Šalamov, i fiori fatti crescere da Chan-Girej veniva portato a Sverdlovsk[28] per essere esposti. “I fiori al Nord sono una strada per la libertà” – pensava il principe tataro. E si ingannava. Durante il primo anno di permanenza nel lager Šalamov fece visita a Chan-Girej grazie a un permesso speciale. Successe destate. Berzin esigeva sul suo tavolo una rosa fresca ogni giorno, indipendentemente dalla stagione. E ogni giorno una rosa fresca giungeva sul tavolo del cekista[29]. Chan-Girej era un grande selezionatore. Berzin lo portò con se sulla Kolyma[30] e Chan-Girej fondò un’intera serie di istituzioni agricole al Nord. Il 16 settembre 1938 fu condannato alla fucilazione.

Ecco la cava di pietre. Le condizioni di lavoro – puro medioevo. Qui lavorò Ivan Saenko, qui si distrusse i polmoni. Passiamo oltre Bachari – in tutto qualche caso sul bordo del fiume. Assolutamente lontane da tutto.

– Perché lontane da tutto? – chiede Nina Djukova. – Vivono, crescono i figli, pescano. Questo non è essere lontani da tutte. Questa è vita dentro di se.

Il Nord insegna che la solitudine è la condizione ottimale dell’uomo. Anche Šalamov.

Nina Djukova è nata presso la foce della Višera – a Petrunichi e la c’era una baracca. Quando giunse là Šalamov, c’erano in tutto dieci baracche per duemila persone. Poi comparvero 44 baracche e 11000 detenuti. Secondo i dati di “Memorial”[31], per il lager sulla Višera passarono 70000 persone.

Finora si può ancora vedere molto. Finché ci sono coloro che possono testimoniare.

Igor’ ha disegnato la pianta del lager secondo i racconti dei testimoni oculari. I vecchi abitanti conoscono i luoghi di sepoltura. Talvolta si può sentire: “Sì, seppellivano dietro il decimo magazzino e dietro il secondo bagno a vapore”, “Ma dietro l’azzurro Dunaj[32] quante sepolture, senza parlare degli stagni, dove affogavano i vivi”.

Mi sono fermata a Teplovka. Il nome della località è stato dato da uno dei comandanti del lager, Teplov, che si distingueva per la particolare crudeltà.

– Ma chi era a Pesčanka fu trattato in modo ancora più terribile da Teplov… Là tutto il villaggio morì.

E’ del tutto probabile che sotto i miei piedi ci siano delle ossa. C’erano così tanti cadaveri che non riuscivano a seppellirli. Di solito ammucchiavano i cadaveri, ci versavano sopra della calce e li gettavano nelle depressioni del terreno. Dopo Cristo, secondo Pasternak, l’uomo non muore in un cortile o per la strada, ma presso di se nella storia. Ora sappiamo come siamo morti nella nostra storia.

– Sì, seppelliva in tutto il perimetro di Vižaicha, – dice un vecchio abitante.

Ekaterina Vidjukova ricorda che una volta suo padre vide due vecchietti asiatici seduti sulla neve. Li avevano appena portati là. C’era un vero freddo uralico. I vecchietti portavano vestaglie di seta imbottite. Non parlavano in russo. Sedevano immobili. Suo padre cercò di fargli capire che non dovevano sedersi. Bisognava battere le mani tra loro e battere i piedi per terra. I vecchietti continuavano a stare seduti. Al ritorno vide i cadaveri irrigiditi e quella notte stessa i membri della criminalità organizzata si coprivano di vestaglie asiatiche.

Il giorno dopo andiamo nel territorio del lager. Ancora ieri sfavillava il chiaro sole uralico. Oggi fa freddo. Piove. Luglio è come autunno avanzato. Siamo in quattro: l’insegnante Igor’ Jakovlev, Ekaterina Vidjukova, il direttore della casa-museo di Šalamov a Vologda Rimma Rožina e io.

Il Višlag è veramente il modello classico del Gulag. Con l’impianto igienico, l’obitorio, la casa di appuntamenti, le vie di baracche che portavano tutte il nome dello scrittore proletario Gor’kij (1.a, 2.a, 3.a, 4.a e così via). C’era la zona speciale dell’amministrazione. La cosiddetta montagnola: una fontana, una pista per il pattinaggio sul ghiaccio, un bestiario (due orsi e un alce), un teatro e perfino una gabbia per gli uccelli. Qui, evidentemente, nacque la geniale formula di Šalamov “Il lager è simile al mondo”. Resta da chiarire come il Gulag influenzi la nostra organizzazione del mondo. In quali forme resta nella nostra vita.

Qui, nel teatro, la mamma di Ekaterina Vidjukova vide per la prima volta il suo fidanzato. Interpretava Nesčastlivcev nel Boscodi Ostrovskij[33]. Sua madre, sedendo in sala, proferì ad alta voce: “Ma tu non parli così, niente affatto”. Al momento di andare in scena il teatro bruciò con attori e spettatori, poiché c’era una sola uscita.

…Il luogo occupato un tempo dalle baracche del lager è vuoto e abbandonato, anche se è molto vicino al centro. Finora nessuno ha costruito qui: tale è la reputazione del posto. Ho visto due persone che si agitavano nel loro spazio. Nella notte qualcuno aveva bruciato la loro capanna.

– Sì, io sono Sljusareva. Sono di Višera. Deportata speciale. Come tutti, anch’io. Costringevano mio padre a portar via i cavalli alla gente, ma lui – niente da fare!.. Cera il lager. Questa è la mia casa natale. Nel ‘30 deportarono il babbo dalla regione del Kuban’[34]. Li nutrivano di bucce di patate. Era tutto qui. Mio marito ha avuto sette paralisi. Come lo salvo? Beh, lo massaggio e vive. Si alza.

Di tutte le disgrazie qui parlano a bassa voce. Senza pathos o esaltazione, letteralmente davvero l’essenza del mondo non è scritta per noi, come disse Šalamov. La disgrazia è letteralmente l’essenza della vita. E’ come un altro livello di percezione del mondo, dove i nostri ahi e ohi sono ridicoli o blasfemi.

Ekaterina Vidjukova ricorda come vivevano liberamente nel lager i membri della criminalità organizzata e i delinquenti comuni. Rubavano la biancheria fuori dalla zona. Potevano giocarsi un uomo e perderlo, ma in nessun caso ci sono state indagini.

Non c’era alcun mezzo meccanico – piccone e pala. Scavarono fondamenta della profondità di 25 metri. Sotto smottamenti e crolli morirono delle persone. I lavori di preparazione del legname erano particolarmente pesanti. La presenza di legname era la condizione fondamentale per costruire una cartiera. I contadini giunti dalle regioni del Don e del Kuban’ venivano cacciati nella taiga. Non avevano esperienza di lavoro in grandi boschi. Spesso morivano semplicemente. Lasciavano un uomo nella taiga finché non adempiva la norma. Senza cibo. Senza possibilità di riscaldarsi. Perfino dopo esser tornati nel lager, molti non ricevevano cibo. La razione era il mezzo per ottenere l’adempimento della norma. Il mezzo per costringere l’uomo a “dimenticare di essere un uomo” (Šalamov).

C’è ancora, questa cartiera, che a giugno doveva ai lavoratori 24 milioni di rubli[35] di stipendi arretrati. L’anno scorso hanno bloccato la strada. Molti giovani se ne vanno a Solikamsk e a Bereznjaki. Il direttore della cartiera non è andato all’inaugurazione del monumento. Cioè non ha capito nulla né della storia del nostro paese né della storia della cartiera. Il suo cognome è Belkin.

Voglio trovare il luogo delle esecuzioni.

Ecco la strada da qui andava a nord, saliva “e in questa strada in un afoso giorno d’estate qualcosa si mosse”[36]. Ma si mosse una nube di polvere, sollevandosi lentamente da qualche posto in lontananza.

Conto dieci passi dal presunto luogo delle esecuzioni. Ecco che qui la nube si è fermata.

“Questa era una tappa che si faceva venendo dal nord – giubbe grigie, pantaloni grigi, tutti impolverati. Occhi sfavillanti, denti di persone sconosciute e in qualche modo terribili”.

Mi sono ricordata di quando varcai per la prima volta la soglia di un lager a regime duro una quarantina di anni fa. Era una grande sala, c’erano circa quattrocento persone. Tenni la mia prima lezione di psicologia ai detenuti. Crani calvi, arcate sopraciliari basse, giubbe imbottite grigie. So con precisione che quella era in tutto e per tutto la sensazione di angoscia interiore che diviene paura narrata da Šalamov, anche se di Šalamov non sapevo nulla. Ecco come si può trasformare subito un uomo in una massa grigia incolore, mi venne da pensare.

All’improvviso, inaspettatamente, penetrò una forte luce. Tutto sfavillò ad un tratto. Erano gli zèki[37] che si alzavano dalle sedie di plastica colorate. Il contrasto feriva gli occhi: ciò che era vivo era senza colore, ciò che era morto – colorato.

A volte fermo Igor’ e Ekaterina Maksimovna con una domanda: davvero finora nessuno vi ha scritto?

– E a chi interessa questo? – dice Ekaterina Maksimovna.

Se ne sono andati nonni e nonne, padri e madri. Hanno portato via con se il segreto della loro vita.

– Interessa agli studenti, – ricorda Igor’. – Fate attenzione, interessa sempre. In quindici anni di lavoro non ho avuto una sola classe in cui non ci fossero bambini di famiglie di vittime delle repressioni.

L’allievo di Igor’ Roman Zajcev ha ricevuto il terzo premio al concorso nazionale “L’uomo nella storia – il XXI secolo”. “Così è nata la mia città. Dolore e gioia” è il tema svolto. Sapete come il lager delle Solovki si estese sul continente, dopo essere divenuto il primo lager industriale. Là c’è un passaggio del genere: “Insieme al lager è stato tolto il filo spinato ed esso è divenuto uno dei microquartieri del sobborgo operaio, che è rimasto fino ad oggi. Le strade del lager sono divenute le vie della città”. Insomma non c’è bisogno di nulla: basta togliere il filo. E siete nel nostro mondo.

– Io non divido le repressioni in periodi. Per me c’è un solo periodo – dagli anni ‘20 agli anni ‘50. Le ondate di repressioni si susseguivano, anche se ufficialmente il lager non esisteva più.

Igor’ porta avanti un lavoro di ricerca con gli studenti. Questi individuano i luoghi di deportazione speciale e vi pongono delle croci. Una volta ha detto:

– Sapete, ad Aralovo[38] c’è l’icona dal titolo “Allevia il mio dolore”.

Non posso sfuggire al senso del titolo.

A Krasnovišersk non c’è una chiesa né una libreria. Il dolore dell’insegnante di storia è uno solo. Tutti i documenti sono chiusi. I documenti sui detenuti del Višlag sono da qualche parte nei lager della Mordovia[39]. Ma nessuno si da per inteso.

Durante le giornate dedicate a Šalamov è stato donato un documento al museo di Krasnovišersk: l’atto di liquidazione. Il trasferimento di proprietà del lager. Proprio di questo parlano gli addetti ai musei di Solikamsk e Bereznjaki. In questi posti si sarebbero potuti creare centri di ricerca per lo studio di un terribile periodo della nostra storia. I tedeschi di Solikamsk hanno pubblicato tre volumi di materiale sconvolgente sul destino dei tedeschi del Prikam’e[40]. Rigorosi documenti si accompagnano a storie personali e destini privati che fanno rabbrividire. Questa è un’iniziativa privata. La direttrice di uno dei musei di Solikamsk ha detto: “Ho tentato di convincere le cattedre di storia. Che almeno gli studenti venissero coinvolti nel lavoro, che è tantissimo. Ecco solo uno strato sociale: i contadini deportati. Una famiglia poteva arrivare a 25 persone. Dove sono? Qual è stato il loro destino? Che diventasse chiara non solo la tragedia di una singola persona, ma anche il prezzo di tutte le nostre trasformazioni sociali”.

Un altro addetto a un museo mi ha detto mi ha detto che conosce perlomeno 20000 casi, la cui apertura non può essere rimandata. Ricordo: Solikamsk era la prigione di passaggio di tutta l’Unione Sovietica. Raramente qualcuno la evitava, se era diretto nell’est o in Siberia.

La figlia

– Il mio nido di nobili è la baracca numero tre, – dice Ekaterina Maksimovna Vidjukova.

Suo nonno aveva servito fedelmente lo zar per 25 anni nel Caucaso (a Tiflis[41]). Il distretto del Don di cui il nonno era originario passava da una banda all’altra. Per due volte il nonno fu messo al muro. Ma all’ultimo minuto si sentì “Ri-poso!” – e il nonno rimase in vita. Una volta vide che nella steppa correva un uomo a cavallo e due persone coi fucili lo rincorrevano. “Lo ammazzeranno!” – pensò il nonno e aprì il cancello. L’uomo a cavallo si nascose. Gli inseguitori restarono a mani vuote. Alcuni giorni dopo l’uomo salvato tornò a ringraziare – era Dybenko, noto rivoluzionario.

Giunse l’anno del grande trapasso. Il nonno non entrò nel kolchoz e divenne un deportato speciale. Ma aveva sei figli. Quattro già adulti, presero una decisione. Furono costretti a rinnegare il padre. In caso contrario sarebbero stato dei “giusti dei nord[42]”, come dicono qui. Il nonno andò verso il luogo di deportazione con due figli. Maksim aveva vent’anni, Trofim quattordici. Ma già da deportato speciale Maksim ebbe il suo articolo 58 per la tipografia clandestina.

Era nel lager per colpa di due lettere – “S” e “T”. Seguiva il movimento dei detenuti. Era impensabile per estensione.

C’era una cassa speciale, che si apriva da due lati. I cadaveri venivano subito gettati nelle depressioni del terreno. E non c’era bisogno di far girare il carro. Era comoda una cassa del genere.

Il nonno tentò di tornare a casa dopo la riabilitazione. Non riuscì a trovare una lingua comune con i figli che avevano rinnegato il padre. La ferita sanguinava da due parti.

Una volta un ex detenuto andò alla dacia dei Vidjukov. Raccontò come loro, gli operai, erano costretti a sparare gli zèk.

– Ci davano un bicchiere di vodka e una pistola. Io sparavo stringendo gli occhi, ma sapevo di colpire nel segno. Non si poteva non colpire nel segno. Le persone erano pigiate come acciughe.

– Piangeva, – dice Ekaterina Maksimovna. – Il carattere criminale del potere sta nel fatto che legava i condannati a se con il sangue.

Per il nonno, la nonna e il padre deportati Ekaterina Maksimovna riceve 400 rubli[43] al mese. Dopo operazioni molto complesse le proposero di prendere la pensione di invalidità, avvertendola: se prendi l’invalidità, ti toglieranno i quattrocento rubli. L’insegnante rifiutò l’invalidità.

Il volume di Šalamov che ama di più è il terzo. Si meraviglia che tutti noi abbiamo scoperto tardi il poeta Šalamov.

Ricorda sempre le parole di Varlam Tichonovič: i versi vanno letti lentamente.

– Ha ragione, quando dice che i versi acquisiscono il carattere del destino, – non domanda e non afferma l’insegnante.

Mette sullo stesso piano i versi di Puškin[44], Tjutčev[45], Fet[46] sulla primavera e legge quello che scriva Šalamov sulla primavera. Striscia con gli stracci erbosi dell’anno scorso, con la sola biancheria addosso. Con gengive, su cui appare sangue.

– C’è un’immagine del genere nella poesia mondiale? – domanda. Non so.

Il nipote

Di suo nonno Vladimir Grečucha può dire così: la sua vita è passata tra due scrittori. Andrian (o Andrej) Grečucha nacque a undici verste[47] da Dikan’ka[48]. Cioè vicino a Gogol’. La seconda parte della vita la passò a Vižaicha, vicino a un altro scrittore – Varlam Šalamov.

Erano tre fratelli: Vasilij, Ivan e Andrej. Il nipote guarda le fotografie. Sul recto di una leggiamo: “Noi tre siamo come uno. Insieme, seppure su una carta, perché ci ricordino”.

Adesso nessuno sa più come Ivan e Vasilij finirono a Parigi. Il fratello minore era destinato a passare per tutti i lager.

Talvolta il nipote dice: “Ho fatto i conti”, “Ho chiarito”. Vuole ristabilire il percorso di vita del nonno.

Le fotografie testimoniano che un contadino russo benestante all’inizio dello scorso secolo era indistinguibile da un parigino. Forse ha ragione anche chi ha detto: la vera aristocrazia è stampata nei volti dei contadini.

Al momento dell’arresto la famiglia si disperse. Alcuni finirono alle Solovki, altri nel governatorato di Archangel’sk[49]. Dopo aver scontato la condanna il nonno fu confinato a Vižaicha. Passò tutta la vita sulla Višera. Amministrò un garage. Si occupava di lavori di ingegneria. Quando gli fu proposto di iscriversi al partito disse: “Non riesco a bere quanto bevete voi”. E questo fu tutto!

La pronipote di Andrian ha ottenuto il documento che decise il destino di un’enorme famiglia. In esso sta scritto che Grečucha è un achlement[50] antisovietico. Signore, perdona noi peccatori! Un contadino alacre e benestante e un delinquente semianalfabeta.

Fino agli ultimi giorni Grečucha mantenne la schiena dritta.

Ma i fratelli parigini cercarono caparbiamente il minore. E lo trovarono! Negli ultimi tempi gli hanno inviato dei pacchi (sapone, semola, tè, stoffa). Andrian vide le loro fotografie. La moglie di un fratello era una top-model. L’uno e l’altro avevano delle villette.

Una volta il nonno non resse e portò il nipote per negozi. Comprarono caramelle costose, per dimostrare che esisteva il paradiso staliniano.

Per diciassette anni il nonno si prese cura della moglie paralizzata Efimija Jakovlevna, quella da cui lo separarono con l’arresto.

Il nipote ha parlato alla conferenza. Era agitato. Va in giro con un’Oka[51] scassata. E’ felice che ci sia lavoro. E’ aiuto bulldozerista alla Uralalmaz[52]. Sta12 ore nell’argilla con gli stivali di gomma. Lo stipendio è di 11000 rubli[53]. Un tempo la Uralalmaz era un’impresa ad azionariato popolare e i cottage che sono stati costruiti qui, appartenevano non solo alla dirigenza, ma anche ai lavoratori. Ma qualcosa, come sempre da noi, è successo. I lavoratori sono stati costretti a vendere le azioni… Dove e a chi vadano i diamanti – adesso nessuno lo sa.

Che strano: gli Urali sono il magazzino del mondo. Nella provincia di Krasnovišersk estraggono gas, petrolio, oro, diamanti. Intorno ci sono possenti boschi, un’aria inebriante, bellezze naturali meravigliose e alla gente resta un solo privilegio – mantenere la propria dignità. Se è stata lasciata in eredità.

– Vede, – mi dice un funzionario, – il nostro popolo vuole avere molto e subito.

Sì, davvero, questo popolo ha ricevuto appieno. Molto e subito. Allora nella cartiera lavoravano gratis. Adesso trattengono la paga. E la persona di nuovo non è un soggetto della storia. E’ di nuovo un oggetto di manipolazioni. La coscienza da Gulag del funzionario russo è indistruttibile.

Sappiamo e ricordiamo

Bajadin Fëdor Fëdorovič[54]. Contadino. La famiglia fu mandata sulla Pečora[55] e questi sulla Višera. C’erano quattro figli nella famiglia. Due figlie morirono. Una in segheria, l’altra di fame. A Krasnovišersk vive una sua pronipote…

…Filipp Dmitrievič Šiškin. Partecipante al processo di liquidazione dei cosacchi. Paramedico. Per i confinati fu un grande[56] dottore. I suoi pronipoti vivono sulla Višera.

…Efim Aleksandrovič Račkovskij. Confinato per deviazione dalla linea di credito del partito. Lavorò come agronomo nel kolchoz. Non c’è nessuno a cui si possa raccontare di lui.

…Abaturov Ivan Nazarovič. Arrestato secondo l’articolo 58 nel 1928. A febbraio fu inviato sotto scorta a Vižaicha. Lavorò in segheria. Prima della fine della sua condanna giunse da lui la famiglia, che in patria era passata attraverso le repressioni. Nel 1933 morirono di tifo il padre, la madre, la sorella e due figlie in tenera età. Il figlio maggiore e una figlia vivono a Perm’.

...L’insegnante Nina Djukova – principale guida delle manifestazioni in onore di Šalamov sulla Višera – legge la lista delle vittime delle repressioni. Vengono i brividi. Questo ricorda la lettura delle liste dei fucilati nel lager. Manca la banda.

C’è una conferenza su Šalamov, che potrebbe competere con qualsiasi simposio internazionale. A Krasnovišersk studiano Šalamov per davvero. Nelle scuole lo si studia già da dieci anni. Il 30 ottobre, nel giorno della commemorazione dei detenuti politici, ha luogo un concorso per la migliore illustrazione dell’antiutopia “Višera”.

…Merita ascoltare la relazioni dell’insegnante Igor’ Jakovlev. Questi ha contrapposto la descrizione della costruzione della VIŠCHIMZ in due opere – una di Šalamov e una di Bušmanov[57]. I libri (cosa stupefacente!) sono stati scritti nella stessa epoca.

Così la VIŠCHIMZ è il più lampante esempio di industrializzazione. Dall’altra parte, dice Igor’, è un territorio infernale per il quale sono passate decine di migliaia di persone. Ricordiamo: “Nell’autunno del ‘29 con cinquanta detenuti navigavo da Vižaicha a Usol’e[58] per dare vita al gigante del primo piano quinquennale – Bereznjaki” (Varlam Šalamov). I protagonisti principali dei racconti di Bušmanov sono i dirigenti e i lavoratori liberi, giunti dai villaggi circostanti per guadagnare qualcosa. Secondo tutti i canoni del realismo socialista un contadino analfabeta autodidatta legge complessi disegni tecnici, assembla le macchine più complesse. E se entra in discussione con specialisti stranieri – di regola vince lui, non loro.

“…A Krasnovišersk il vice responsabile della costruzione Filippov rifornisce un’intera brigata di lavoratori di canapi, legati a cinghie da bardotti e si affretta a soccorrere il convoglio”, – così Bušmanov descrive i fatti veri che vengono fatti passare per eroismo dei costruttori.

Come fu costruita la VIŠCHIMZ in realtà? Solo un dettaglio della vita: “Là, in quelle baracche, indicava al novellino con un gesto della mano un angolo scuro e puzzolente, dove non c’era posto non solo per un uomo, ma neanche per un gatto. Il novellino si sollevava sui dormienti e chiudeva gli occhi. Con la forza del proprio peso si faceva posto tra gli altri corpi” (Šalamov).

Bušmanov venne a sapere che il campo di concentramento esisteva. Subì la repressione. Seppe, come dice Igor’, uscire dalla macchina del Gulag. Diventò segretario del comitato provinciale e proprio tre anni dopo che Šalamov scrisse “Višera”, pubblicò la sua “anti-Višera», che ebbe per titolo “Il risveglio della taiga”.

– Fu un ordine politico, – dice Igor’.

– Ma Bušmanov non lesse il testo di Šalamov, – dico io.

– Penso che il KGB a suo tempo abbia letto “Višera”. C’era bisogno di una “anti-Višera”. Questa comparve.

Fa una pausa e dice:

– Penso che un giorno chiariremo queste macchinazioni.

Igor nomina anche un’altra opera polemica – sul noto kolchoz sulle rive della Višera, scritta anch’essa, a proposito, da Šalamov. Il tono è lo stesso: eroismo, grande lavoro. Cioè, c’è questa preoccupazione – decorare il campo di concentramento. E forse in questo processo abbiamo successo.

Beh, Bušmanov – d’accordo! E’ semplicemente cattiva letteratura. A Bereznjaki mi sono incontrata con il giornalista Andrei Gramolin. Questi ha condotto il programma televisivo “Šalamov e Paustovskij[59]”. E’ andato in onda sul canale televisivo locale. Chi avrebbe potuto pensare, che l’opera truffaldina di Bušmanov fosse un penoso calco del racconto di Paustovskij “Il sale della vita”?

Leggerlo è doloroso e amaro. Io speravo comunque che Paustovskij fosse nell’ignoranza. Ma se non avesse capito che questo era un campo di concentramento? Beh, si era ingannato.

No! Vide e capì. Tutto!

Un esempio: l’ingegnere sovietico Friš viene arrestato. E’ accusato di sabotaggio. “Ma a Perm’ Friš fu liberato per mancanza di prove”. Noi e voi sappiamo cosa potesse accadere a un ingegnere, per di più tedesco, a Perm’ o a Solikamsk.

Ma anche questa falsità pareva poco. Friš si rattristò molto di non poter esser presente al pubblico processo contro “quelli che avevano raccontato falsità contro di lui – un giovane e scrupoloso specialista sovietico”. Vengono ricordate anche le rivolte dei lavoratori, ma questi non erano affatto lavoratori, erano ubriaconi.

“I bolscevichi li “distrussero” da qualche parte là, in ambito familiare?”

Gli specialisti stranieri dicono della fabbrica:

– Non mi aspettavo un progetto così ben pensato e grandioso.

“Quel mattino gli specialisti stranieri assomigliano all’esercito napoleonico”, – così sono qualificati gli stranieri.

Le qualità artistiche rafforzano soltanto la falsità.

“Il sole basso illuminava le strade silenziose tra i villaggi. Il cielo sopra di esse si stendeva come mani pallide”.

Anche sul cielo nei lager noi e voi sappiamo qualcosa da Šalamov:

Marciscono le ultime ribaditure,

E crolla il cielo di un morto,

E, disfacendomi in polvere e cenere,

Io sogno fino alla fine.

– Ti immagini, uno scrittore siede in un albergo del partito con una toilette calda, l’altro trascina gli stivali del lager per scendere all’inferno – dice Andrej Gramolin.

L’insegnante Igor’ Jakovlev ha ragione: non c’è necessità di scoprire nulla, c’è necessità di capire, come questo sia stato possibile.

…Un altro tema principale è stato proposto alla conferenza. Lo stesso Šalamov lo chiamava l’errore della letteratura artistica. Talvolta precisava: l’errore pedagogico.

Si tratta della romantizzazione del mondo illegale, criminale. La lingua reagisce rapidamente alla realtà della vita. Il lessico della malavita diventa rapidamente un modello, facendo funzione di risorsa del vocabolario. Certo, dal lessico al comportamento reale la distanza è enorme, ma proprio qui, sulla Višera, la gente sa bene come la parola porti con se l’atto. Il tentativo di romantizzare la criminalità (basterebbe “Brigada”[60], “la canzone melodica moderna” ecc.) è la testimonianza di un malessere sociale. Qui si ricorda il grido d’allarme di Varlam Šalamov: “L’infezione malavitosa contagia la società”.

Alla Starkova, relatrice, ha studiato la vita della parola “malavita” in varie lingue. Perfino in aramaico.

– Comunque il legame attraverso il sangue – è il principio basilare di esistenza di qualunque banda. Nella parola stessa c’è già lo stimolo a un determinato modo di agire, – dice Alla, insegnante della scuola n. 1[61].

Nina Djukova, sotto il cui patronato si è svolta tutta la conferenza, ha detto che più di tutto la colpisce la parola di Šalamov. Il mondo nero è descritto in modo cristallino con una parola pura. E’ interessante, qual è il meccanismo interno di questa fusione? Abbiamo cercato a lungo di trovare una definizione. Non l’abbiamo trovata. E solo più tardi in una lettera della traduttrice polacca M. Bechius-Rudnicka si è trovata la formula dello stile: “Oscurità con ricercatezza”. Questa ha aggiunto anche che per l’arte moderna è un tratto raro. Praticamente impossibile, aggiungiamo.

…L’anziana insegnante è salita sulla tribuna e con una voce calma, perfino distaccata ha cominciato il suo racconto:

– Nel ‘31 sulla Višera c’erano spesso tempeste. Brevi fulmini diritti tagliavano il cielo come spade. L’armatura sfavillava e risuonava, le rocce erano simili alle rovine di un castello.
Ero convinta che narrasse un racconto sulla propria vita. L’intonazione pareva così personale. Zinaida Ažmjakov leggeva “La carta di diamanti” di Šalamov.

…La conferenza era preceduta dalla registrazione dei partecipanti. Una delle domande era: “Nella Sua famiglia ci sono vittime della repressione?”. Notate, che non chiedevano se “c’erano”, ma se “ci sono”. Il parametro temporale qui non è una formalità. Esso indica l’attitudine morale verso ciò che è stato.

– E ci sono molte vittime della repressione? – chiedo.

L’insegnante da un’occhiata alla lista:

– Vede, quasi tutti.

Arriva il mio turno.

– Sì! C’è, – dico io.

– Chi?

– Mio padre.

– Dica cognome, nome e patronimico.

Per la prima volta in tutta la mia lunga vita pronuncio il nome di mio padre con un senso di assoluta sicurezza e con partecipazione a quello che qui spesso si chiama il popolo della Višera.

Vergogna!

Via Kommunističeskaja[62], via Bol’ševistskaja[63], via Lenin, via 25 Ottobre[64] – queste strade della città vecchia di Perm’ vanno di seguito. Una dopo l’altra – e alla fine ti portano al cosiddetto giardinetto della prigione. La gente lo chiama ancora il giardinetto dei Decabristi[65]. Ma là c’è il monumento ai collaboratori del sistema penitenziario morti in tempo di guerra e di pace.

– Ma chi avrebbero potuto essere in tempo di guerra? Soldati, ufficiali? – rifletto io.

– Erano membri dello Smerš[66]. Cosa? Non lo sa? E che c’è da chiedere? Che c’è da guardare qui? – borbotta un passante.

E così a Perm’, per cui passarono centinaia di migliaia di detenuti, e centinaia di migliaia si trovarono sepolti nelle voragini naturali e nelle paludi, non c’è un monumento alle vittime della repressione nel centro della città. Dicono che c’è un qualche monumento in uno dei cimiteri. Vallo a trovare.

Con un tale stato di cose non può rappacificarsi in alcun modo Rudol’f Vedeneev. E’ uno scultore, un artista, un uomo impegnato in politica. Cos’è la prigione lo sa per esperienza personale, ma non si preoccupa per la sua sorte.

Gli specialisti ritengono che proprio le composizioni scultoree di Rudol’f, dedicate alla vittime della repressione, siano vicine alla prosa di Varlam Šalamov. Alcuni dicono che siano l’equivalente scultoreo della prosa di Šalamov. Nessun tentativo di estetizzazione dell’orrore. La verità così com’è.

Ecco: per Rudol’f Vedeneev è una vergogna che ancora nella regione di Perm’ non ci sia un monumento a Mandel’štam[67] (questi e la moglie scontarono il confino a Čerdyn[68]). E’ una vergogna per lui che non ci sia un monumento a Pasternak, che ha immortalato Perm’, Vsevolodo-Vil’da[69] e Bereznjaki. Qui, a Bereznjaki, lavorò in una fabbrica di soda nel ‘16. Tredici anni dopo a costruire uno stabilimento chimico giunge Šalamov. Dalla fabbrica di soda allo stabilimento chimico c’è qualche centinaio di metri. Rudol’f non ritiene casuali questi incroci di destini, di strade e cammini. In essi vede la stortura di importanti significati storici, senza comprendere i quali non abbiamo la possibilità di capire in che paese abbiamo vissuto.

Nel febbraio 2002 la duma[70] della regione della Kama meridionale ha approvato il progetto di una composizione scultorea dedicata alle vittime del terrore e delle repressioni. Il dipartimento della cultura della regione si è rivolto per tre volta alla Lukoil[71]. Proprio per questo territorio la Lukoil fa passare un suo oleodotto. Ma ecco la risposta: “Lo riteniamo inopportuno”.

Un funzionario di Perm’ ha dato una spiegazione:

– Il mondo degli affari ha paura a portare avanti un’iniziativa che può avere un carattere politico, soprattutto se è legata al tragico passato…

– E’ perché il nostro presidente è un uomo del KGB?

– Sì, – il funzionario non si esime dal rispondere.

Della drammatica odissea delle opere di Rudol’f e su lui stesso bisogna scrivere a parte.

…Alla vigilia dell’inaugurazione del memoriale andiamo con Rudol’f ai margini di Perm’. Verso i monti Tarakan’i[72]. Evitiamo uno spiazzo ricoperto di erbacce e saliamo sul monte. Su di esso c’è una croce di legno. E una scritta: “In memoria delle vittime della guerra civile fucilare nella notte tra il 12 e il 13 giugno 1918, il gran principe Michail Romanov e il suo segretario Brian Johnson”. La terra di Perm’ è ritenuta principio e fine della dinastia dei Romanov. Proprio qui morì il prigioniero di Nyrob[73], lo zio del primo zar Michail e nel ‘18 l’ultimo Michail della dinastia dei Romanov fu fucilato. Furtivamente. Nel cuore della notte. In uno spiazzo. Michail, ferito, si lanciò in aiuto del suo segretario, che aveva subito una ferita mortale, ma qui fu raggiunto da una pallottola.

Saliamo verso la campagna.

– Fai attenzione, – dice Rudol’f, – a come il potere ha decorato il proprio inganno. Accanto a via Budënnyj[74] ci saranno obbligatoriamente via Repin[75] e via Surikov[76].

L’anno scorso ricorrevano 90 anni dalla morte di Michail Romanov e Brian Johnson. Rudol’f ha progettato da tempo un monumento commemorativo di questo tragico avvenimento. Ha chiesto notizie sul segretario del gran principe. Vuole sapere se ha dei discendenti.

Scendiamo dal monte. La croce è sia sul monte sia sulla strade. Viene gente. Più in basso ci sono delle sorgenti. Qui cominci a capire che amaro destino è toccato al Prikam’e – diventare terra di sofferenza e dolore. Il cimitero delle speranze.

“I sonnecchianti boschi di Perm’”, – così parla lo carevič[77] Fëdor a suo padre Boris Godunov[78] dei confini delle terre di Mosca nella tragedia di Puškin.

Proprio qui, su questi monti Tarakan’i, sentì fisicamente quello che Šalamov chiamava il primo grado del non essere, quando “quando non c’è da scherzare nella vita, quando la pelle più vicina è la propria”. La solitudine di una strada triste e crudele.

Ma domani – domani verrà il suo giorno, il giorno di Rudol’f. E’ l’autore del memoriale di Krasnovišersk.

* * *

– Non ho mai trovato da nessuna parte una comprensione come quella delle autorità di Krasnovišersk.
Infatti il 21 giugno ha avuto luogo non l’inaugurazione delle lapidi commemorative, ma del memoriale nel più preciso significato di questa parola. La lapide posta sul piedistallo sembra un monumento.

Le autorità hanno scelto il miglior posto della città.

Valentina Petrovna, ecologo: “Credo che in tutto questo ci sia l’opera di Dio. Chi non avanzava pretese su un posto così appetitoso? Il mercato, il centro ricreativo. E tutto è finito in nulla. Il posto attendeva il suo profeta”.

L’iniziativa di dedicare un anno a Šalamov è opera della società civile della città. I discendenti delle vittime della repressione si sono rivolti all’assemblea cittadina con l’idea dell’anno. Il capo dell’assemblea municipale Nikolaj Novikov non ha semplicemente appoggiato l’idea, ma se n’è infervorato. Hanno coinvolto il mondo degli affari. La Lukoil ha versato dei soldi.

E così il progetto è stato realizzato da tre forze – la società civile, le autorità e il mondo degli affari.

– Con l’apporto decisivo della società civile, – sottolinea Nikolaj Novikov. Un buon segnale.

– L’avvenimento di oggi non è di dimensioni provinciali. Questo è un avvenimento storico per la Russia. La presa di coscienza di ciò che ci è successo è un processo difficile, ma al di fuori di questo processo non c’è storia né futuro, – ha detto il plenipotenziario per i diritti umani della regione di Perm’ Tat’jana Margolina.

E adesso – attenzione! Tenete a mente tutto.

Krasnovišersk è l’unica città della Russia che ha fatto i conti con le pagine tragiche della nostra storia. Ha stabilito la propria appartenenza a queste pagine (cioè anche la propria responsabilità per esse) di modo che a chiunque varchi i confini della città sia chiaro:

“Qui dal 1928 al 1934 si trovava il campo di concentramento “Višeralag[79]. Migliaia di persona condannate senza colpa – vittime delle repressioni staliniane – costruirono il CBK[80] e lavorarono nei boschi. Prigioniero di questo lager è stato anche il grande scrittore russo Varlam Šalamov, autore dell’antiromanzo “Višera” e dei “Racconti della Kolyma”.

I documenti del nostro passato sono stati distrutti, le torri di guardia sono state segate. Le baracche sono state spianate.

Siamo stati noi?

Rispondo: siamo stati noi.

Con tutta l’espressività di un protocollo, con la responsabilità e la precisione di un documento”. V.T. Šalamov.

L’enorme stand con queste parole è come lo scudo civile della città.

* * *

E così lo scrittore Šalamov apre l’ingresso alla città. Non a caso! Il rapporto degli abitanti di Krasnovišersk con l’arte di Varlam Šalamov è un grande fenomeno, in cui lo stesso scrittore non credeva dopo l’esperienza negativa dei lager. L’artista diviene non solo testimone dei fatti avvenuti sulla terra, ma anche il loro interprete. Di più – il loro giudice.

Boris Pasternak riteneva che nell’arte dovesse avvenire qualcosa, che trasforma l’enunciato artistico nell’ultima parola sulla questione.

Per gli abitanti di Krasnovišersk Šalamov è diventato un’ultima parola del genere.

Postfazione

E comunque… E comunque… C’è il memoriale di Šalamov come scudo all’ingresso della città con un testo duro: c’era un campo di concentramento. E non un’ambigua “struttura di lavoro correzionale”.

E improvvisamente Èduard Berzin è cittadino onorario di Krasnovišersk. Questo succedeva circa trent’anni fa. Nessuno ricorda quando fu compiuto quest’atto. Il ritratto di Berzin apre lo stand dei cittadini onorari. Là c’è anche Sigal’ Iosif Abramovič, che si è espresso in favore dell’apertura del meomoriale. Aveva otto mesi quando capitò sulla Višera.

– Interessante, – rifletto ad alta voce, – sarebbe possibile che il capo di Auschwitz o di Dachau venisse fatto cittadino onorario?

Sento dire in risposta:

– Berzin non è mai stato capo del lager. Era capo della costruzione dello stabilimento.

E’ pronto anche un testo da Šalamov: “Il capo del lager iniziò il suo discorso, ma non era affatto Berzin, era Limberg”.

Ecco. Poi vi diranno che Berzin chiamò Šalamov con sé sulla Kolyma. “Solo con la scorta”, – rispose Šalamov.

La gente della Višera sa che Šalamov voleva scrivere un libro su Berzin. No, qui non ci sono ammiratori di Berzin.

– Diciamo così, – mi dicono. – I rapporti di Šalamov con Berzin erano contraddittori. Come i nostri.

Ebbene! Questo era dunque il periodo “romantico” del Gulag. Con una buona razione di pane e perfino con la possibilità di frequentare il ristorante del lager, se si lavorava duro. Un “periodo romantico” con cataste di morti e di sofferenti nelle segherie. Con i bardotti sulla Višera come forma ottimale di lavoro.

C’è anche un’altra ipostasi delle riflessioni con cui mi sono scontrata il primo giorno al museo: Berzin è un carnefice e una vittima. Una ruota dentata in una macchina mostruosa. Eun tipo di giudizio diffuso. Poco tempo fa un noto regista, dando un giudizio sul film “La fredda estate del ‘53”[81], disse così: la grandezza del film sta nel fatto che il regista non si preoccupa di cercare i colpevoli. Nessuno è colpevole. C’è un fatalismo sociale del genere.

Ma perfino queste conversazioni, se hanno luogo sulla Višera, si distinguono per il fatto che chi riflette non mette un punto alla fine. Ammette la possibilità di un altro giudizio ed è pronto a valutarlo. Come dice in questi casi la molto saggia Nina Djukova, c’è qualcosa su cui lavorare.

Rudol’f: “La particolarità del periodo odierno è l’incapacità di distinguere il bene e il male. E’ una tendenza pericolosa”. Una volta gli hanno proposto di porre una lapide in memoria delle vittime della repressione sul viale Dzeržinskij. Lo scultore è esploso. “Ma che c’è di particolare? E’ la nostra storia”, – si è sentito rispondere.

Un ringraziamento va all’insegnante di storia Igor’ Jakovlev.

– Ci sono delle questioni storiche, che, senza essere illuminati, causano angoscia interiore. Berzin è il fondatore della città in cui vivo. Il prezzo di questo politico lo sappiamo. Come storico dico: non abbiamo avuto la nostra Norimberga. Non abbiamo analizzato la nostra storia. Le pagine più terribili non sono state sottoposte a giudizio. Questa è una procedura storica molto importante. Anche per questo c’è confusione nelle nostre teste. Questa è dappertutto: nel comportamento, nella politica dello stato, nell’insegnamento. Ecco che racconto dell’industrializzazione. Effettivamente è avvenuta a ritmi mai visti al mondo. MaNon si può mettere un punto. Bisogna continuare: a che prezzo.

Una delle persone più intelligenti con cui Šalamov si incontrò sulla Kolyma fu il valente fisico Georgij Demidov. Questi scrisse in seguito allo scrittore: “…la verità è eterna, la menzogna, anche se organizzata su larga scala ha il suo limite storico”. O la nostra menzogna è così grande che il limite è invisibile o ci è successo qualcosa.

E per ultima cosa

Varlam Tichonovič credeva poco o non credeva per nulla che la deduzione di Tolstoj sull’amore come senso dell’essere fosse applicabile a un mondo che è l’inferno.

Ma il ritmo poetico, la logica dell’arte esprimevano la fede nascosta nel fatto che l’amore è possibile. L’amore come una parola di Dio.

Quando della deduzione di Tolstoj

Il mondo non è ancora dotato,

Quando l’amore come una parola di Dio

Fruscia da ogni lato

Ecco: la totale contrapposizione di bene e male come avveniva in Šalamov, prosegue anche ora. Cambiano le forme della sua esistenza. Non è così semplice riconoscere il male, che assume vari aspetti.

Non c’è miglior maestro dell’arte di Šalamov – nervo scoperto di tutti i giudizi sulla Višera.

“Ma tutti noi siamo vivi solo perché ci ha generato l’amore di chi ha sofferto qui. E ha ricordato”, – questo dice Jurij Aslan’jan, figlio del quartiere Lager’.

Una conclusione possente sull’amore come parola di Dio l’ha compiuto il giorno, che si è mutato in una bianca notte nordica. In questa notte, come avrebbe detto Boris Pasternak, c’era qualcosa di fine e possente.

Questo testimoniava non solo l’ampiezza e l’apertura dello spazio uralico, ma anche la forza umana di coloro che qui sono morti e di coloro che se ne sono andati da queste regioni e sono tornati.

Questo ha generato e istruito figli sulla Višera.

Ha insegnato una grande sapienza – non abbandonare all’oblio padri e fratelli.

Alla dolorosa e impavida domanda di Varlam Šalamov: siamo stati noi o no? – sulla Višera rispondono immutabilmente: sì! Siamo stati noi.

Lo siamo stati e lo siamo. Sempre. In eterno.

A Krasnovišersk c’era un monumento a Dzeržinskij.

Èlvira Gorjuchina
Mosca – Perm’ – Krasnovišersk – Solikamsk, Borovsk, Bereznjaki

14.09.2007, “Novaja Gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2007/color35/02.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)



[1] Varlam Tichonovič Šalamov, prigioniero del Gulag e scrittore che ne ha dato testimonianza.

[2] “Polacco” (ma nel russo corretto la parola ha l’accento sull’ultima sillaba – poljàk). In polacco l’accento è fisso sulla penultima sillaba e quella è praticamente la pronuncia esatta della parola “polacco “ in polacco…

[3] Abbreviazione di Vooružënnaja OCHRana (Guardia Armata).

[4] Zona di loro competenza, cioè.

[5] TeploÈnergetičeskij Centr (Centrale TermoElettrica).

[6] Principale città della Siberia.

[7] Russia nord-orientale.

[8] Fiume da cui deriva il nome della città.

[9] L’articolo 58 del codice penale sovietico riguardava le attività antisovietiche. In nome di questo articolo milioni di persone finirono nell’“arcipelago Gulag”.

[10] Letteralmente “la lingua dietro ai denti”.

[11] Soloveckij Lager’ Osobogo Naznačenija (Lager a Destinazione Speciale delle isole Soloveckie). In russo slon significa “elefante”. Le isole Soloveckie, colloquialmente Solovki, si trovano nel mar Baltico.

[12] “Fabbriche chimiche della Višera” (il corsivo è mio).

[13] Robert Hamilton Bruce Lockhart fu condannato a morte per aver preparato un attentato contro Lenin, ma poi fu “scambiato” con l’ambasciatore sovietico a Londra Litvinov.

[14] Feliks Èdmundovič Dzeržinskij, fondatore della polizia politica sovietica.

[15] Vjačeslav Rudol’fovič Menžinskij, capo della polizia politica sovietica dal 1926 al 1934.

[16] Abbreviazione di Višerskij Lager’ (Lager della Višera).

[17] Sergej Mironovič Kostrikov (Kirov) fu ucciso ufficialmente da un fanatico trotskista, anche se si suppone che possa esser stato fatto uccidere da Stalin. Costui, dopo l’assassinio di Kirov dette il via alle grandi “purghe”.

[18] Azienda agricola di stato senza i privilegi dei kolchoz, come quello di vendere “liberamente” le eccedenze.

[19] “Burrone dei montoni”, località del nord della Russia.

[20] Medio corso del Volga, lungo cui nel ‘700 si stabilirono tedeschi invitati da Caterina II (pure tedesca, anche se di lontanissime origini slave) mantenendo lingua e tradizioni. Stalin lì deportò nell’estremo nord della Russia e nella parte asiatica dell’URSS.

[21] Città della zona uralica della Federazione Russa come Tjumen’.

[22] Città della Siberia meridionale.

[23] Letteralmente “siede” (in russo si dice “sedere in prigione”, per quanto Solženicyn abbia detto che i prigionieri del Gulag non stessero seduti praticamente mai).

[24] Andrej Andreevič Vlasov, generale sovietico che passò ai nazisti e costituì un’armata che collaborò con questi.

[25] Città del distretto di Perm’.

[26] “Partigiano”, lager della provincia di Magadan, nell’estremo oriente della Siberia.

[27] Ministerstvo Gosudarstvennoj Bezopasnosti (Ministero della Sicurezza di Stato), uno dei nomi della polizia politica sovietica.

[28] Città della zona uralica della Russia europea.

[29] In senso proprio čekist significa membro della ČK – nello spelling russo če-ka – , cioè della Črezvyčajnaja Komissija po bor’be s kontrrevoljucej i sabotažem (Commissione Straordinaria per la lotta con la controrivoluzione e il sabotaggio), la prima polizia politica sovietica. “Cekisti” sono detti per estensione tutti gli agenti dei servizi segreti e della polizia politica.

[30] Fiume siberiano tristemente noto per i lager costruiti lungo il suo corso.

[31] Associazione che si dedica ad onorare la memoria delle vittime delle repressioni sovietiche e a difendere i diritti umani nella Russia di Putin.

[32] Dunaj (Danubio) è il fiume delle fiabe russe. Come dire “il” fiume, il Lete…

[33] Aleksandr Nikolaevič Ostrovskij, autore teatrale russo del XIX secolo.

[34] Regione della Russia meridionale.

[35] Oltre 670.000 euro.

[36] Qui e altrove l’autrice cita Šalamov, anche quando non lo dice esplicitamente.

[37] Z/k significava inizialmente Zaključënnyj Kanalestroenija (Detenuto addetto alla Costruzione del Canale – cioè del canale tra il mar Baltico e il mar Bianco), ma poi zèk e termini simili divennero sinonimo di detenuti del Gulag.

[38] Villaggio della regione di Perm’, presso gli Urali.

[39] Regione della Russia nord-orientale, tristemente nota come luogo di deportazione.

[40] La parte della regione di Perm’ bagnata dal fiume Kama.

[41] Cioè Tbilisi, adesso capitale della Georgia.

[42] “Nord” è qui sinonimo di “lager del Nord”.

[43] 11-12 euro.

[44] Aleksandr Sergeevič Puškin, poeta nazionale russo.

[45] Fëdor Ivanovič Tjutčev, poeta russo del XIX secolo.

[46] Afanasjij Afanas’evič Fet (Foeth), poeta russo del XIX secolo di origine tedesca.

[47] Circa 12 chilometri.

[48] Paese della campagna ucraina di cui scrisse Gogol’.

[49] Porto del Mar Bianco, nell’estremo nord della Russia.

[50] Dovrebbe essere èlement, “elemento”.

[51] L’utilitaria russa più piccola.

[52] Azienda che si occupa delle miniere di diamanti degli Urali.

[53] Poco più di 300 euro.

[54] Negli elenchi ufficiali i russi sono nominati con cognome, nome e patronimico.

[55] Fiume del nord della Siberia.

[56] Letteralmente “da Dio”.

[57] Scrittore “ufficiale” oggi sconosciuto.

[58] Città della Siberia.

[59] Konstantin Georgievič Paustovskij, scrittore sovietico.