23 aprile 2012

Haiku? (LVII)

Euro, minuti
o chilometri, i conti
non tornan mai

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Siamo persone,
non nomi, ruoli e impegni
da mantenere

22 aprile 2012

Il lato oscuro di Soči-2014: lavoratori schiavizzati e abitanti cacciati per costruire impianti olimpici


A Soči gli analisti di "Human Rights Watch" hanno registrato violazioni dei diritti umani nel corso della preparazione alle Olimpiadi

21 aprile 2012,09.37

I rappresentanti di "Human Rights Watch" hanno segnalato violazioni dei diritti umani dei lavoratori immigrati che vengono commesse a Soči nella preparazione alle Olimpiadi. Sono state segnalate anche violazioni legate al sistema di espropri e di trasferimenti di persone per la costruzione di impianti e infrastrutture olimpici, casi di violazioni della libertà di parola e pressioni su giornalisti e attivisti civici.

La situazione dei diritti umani a Soči legata alla preparazione ai Giochi Olimpici nel corso della settimana è stata analizzata dalla prima analista per l'Europa e l'Asia Centrale dell'organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani "Human Rights Watch" Jane Buchanan insieme alla collega di Mosca Julija Gorbunova.

Jane Buchanan ha raccontato al corrispondente di "Kavkazskij uzel" che questa sua visita a Soči non è la prima – visita la città già da tre anni, continuando a studiare la situazione dei diritti dei lavoratori immigrati e delle persone trasferite, della limitazione della libertà di parola e della pressione sugli attivisti civici.

"Il nostro lavoro è costituito da interviste alle vittime e sulla base di queste interviste scriviamo rapporti in cui enunciamo la situazione e segnaliamo le violazioni. Sulla base di questo governi, corporazioni e altri devono reagire" – dice l'analista Jane Buchanan.

Con gli attivisti per i diritti umani si sono incontrati i lavoratori immigrati che lavorano alla costruzione di impianti olimpici. "Otto persone sono arrivate dal Tagikistan e dall'Uzbekistan. Qui si sono trovati un lavoro e si sono scontrati con situazioni molto complesse", – ha raccontato Jane Buchanan.

Uno di loro ha raccontato che per tre mesi a lui e alla sua brigata non hanno pagato lo stipendio, anche se fornivano alloggio e cibo. Hanno dato solo 100-200 rubli [1] per le sigarette e per telefonare. Di conseguenza ha lasciato questo lavoro senza ricevere alcuno stipendio.

"Questi ha raccontato anche che il datore di lavoro gli prese il passaporto per due mesi perché non potesse andarsene da nessuna parte [2] – questo è considerato lavoro forzato (schiavitù). Questa persona si trova in una situazione senza uscita e questa è una violazione molto seria", – ha dichiarato Buchanan.

Buchanan ritiene che la legislazione in Russia sia abbastanza sviluppata e che siano previsti diritti corrispondenti alle richieste internazionali, perciò il governo è obbligato a superare queste violazioni, cioè fare di tutto perché non si verifichino. Buchanan indirizza anche l'attenzione degli stessi lavoratori immigrati sull'indispensabilità di lottare per i propri diritti.

"Vogliamo molto che gli stessi lavoratori, quando si scontrano con dei problemi, si rivolgano per avere aiuto alle organizzazioni sociali, alla procura o all'ispettorato del lavoro perché ci sia attenzione e queste violazioni siano indagate più spesso. E' molto importante il ruolo della società civile perché in presenza di tali violazioni gli attivisti agiscano e si rivolgano anche da qualche parte per avere informazioni su violazioni", – ha dichiarato Buchanan.

Oltre all'inosservanza dei diritti dei lavoratori immigrati gli analisti di "Human Rights Watch" hanno registrato violazioni legate al sistema di espropri e di
trasferimenti di persone per la costruzione di impianti olimpici e infrastrutture, casi di violazione della libertà di parola, pressioni su giornalisti e attivisti civici.

"Le persone trasferite avrebbero dovuto ricevere un normale risarcimento o un'abitazione corrispondente, ma non in tutti i casi è stata ricevuto un risarcimento che corrisponde al prezzo reale dell'immobile oppure le persone sono state trasferite in abitazioni in condizioni sfavorevoli. 

Giornalisti e direttori di mezzi di comunicazione di massa hanno ricevuto minacce, il cui scopo era cancellare gli articoli o cambiarli in modo tale che non fossero di acuta critica. Si verificano casi in cui un giornalista vuole capire la situazione da vari punti di vista, ma le alte personalità non rispondono alle domande e non esprimono una posizione, perciò per giornalista è difficile scrivere o parlare di questo tema come richiede il giornalismo", – ha chiarito Jane Buchanan.

Durante questo viaggio le attiviste per i diritti umani non si sono incontrate con i rappresentanti degli organi di potere o delle compagnie che portano avanti la costruzione degli impianti olimpici, ma hanno raccolto materiali per elaborare e presentargli in seguito raccomandazioni per migliorare la situazione nella Soči olimpica.

Ricordiamo che in precedenza nel corso del monitoraggio di Human Rights Watch a Soči legato alla preparazione alle Olimpiadi invernali del 2014 furono evidenziati due problemi, la cui soluzione operativa potrebbe essere, secondo gli attivisti per i diritti umani, escludere serie violazioni: la mancanza di trasparenza negli espropri di immobili per costruire impianti olimpici e le condizioni in cui lavorano i costruttori.

"Human Rights Watch" ha dichiarato che i partecipanti al Congresso Olimpico devono elaborare un meccanismo continuo di valutazione della situazione dei diritti umani nel paese ospite prima, durante e dopo lo svolgimento dei Giochi Olimpici.

Come ha già comunicato "Kavkazskij uzel", contro il programma di preparazione di Soči alle Olimpiadi fin dall'inizio interviene una serie di organizzazioni ecologiste, sociali e politiche, facendo dichiarazioni su una catastrofe ecologica e sulle inevitabili liti tra il potere e la popolazione della città.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "Gli abitanti di Soči dichiarano di rifiutare la formalizzazione da parte delle autorità degli appezzamenti di terreno che gli appartengono", "A Soči dopo una serie di picchetti è stato deciso di congelare la costruzione di un parcheggio sul territorio di un centro scolastico", "A Soči per macchinazioni con appezzamenti di terreno è stato condannato un gruppo di 13 persone".

Autore: Semën Simonov; fonte: corrispondente del "Kavkazskij uzel"

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/205324/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

Note
[1] Circa 2,5-5 euro.

[2] In tutta la ex Unione Sovietica il passaporto è l'unico documento di identità.

21 aprile 2012

Notevole anche quando la cantano vestiti...


Gotye ft. Kimbra "Somebody that I used to know"

Una storia poco nota: le rivolte contro Stalin


La seconda guerra civile
Negli anni '30 migliaia di militari dell'Armata Rossa si misero contro il potere sovietico. Uno di essi scrisse ai propri compagni combattenti: "Dovrete presto andare a difendere… un branco di criminali"
13.04.2012

[1] Moskovskij Gosudarstvennyj Institut Meždunarodnych Otnošenij (Istituto Statale per le Relazioni Internazionali di Mosca).

[2] Ob''edinënnoe Gosudarstvennoe Političeskoe Upravlenie (Direttorato Politico Unitario dello Stato) e Narodnyj Komissariat Vnutrennich Del (Commissariato del Popolo per gli Affari Interni), due nomi della polizia politica di Stalin.

[3] Fertili praterie della Russia centro-meridionale.

[4] Membri della ČK (Črezvyčajnaja Komissija po bor'be s kontrrevoljucej i sabotažem – Commissione Straordinaria per la lotta alla controrivoluzione e al sabotaggio), la prima polizia politica sovietica e per estensione agenti segreti.

[5] Sorta di "utopia conservatrice" del ministro degli Interni zarista Pëtr Arkad'evič Stolypin, che voleva trasformare i contadini in piccoli proprietari per concessione statale.

[6] In seguito RSS.

[7] In seguito RSFSR.

[8] Raboče-Krest'janskaja Krasnaja Armija (Armata Rossa degli Operai e dei Contadini).

[9] Aleksandr Vasil'evič Kolčak, comandante delle forze anti-bolsceviche nella Guerra Civile.

[10] Dalla dicitura russa Severo-Kavkazskij Voennyj Okrug.

[11] Vserossijskaja Kommunističeskaja Partija (bol'ševikov), "Partito Comunista Pan-russo (dei bolscevichi)".

[12] Membri della KOMmunističeskij SOjuz MOLodëži (Unione della Gioventù Comunista). Il rilievo grafico è mio.

[13] "Cantiere dello Dnepr", cantiere della diga sullo Dnepr presso Zaporižž'ja, nell'Ucraina meridionale.

[14] "Cantiere del Volchov", cantiere della diga sul fiume Volchov, nella regione di San Pietroburgo.

[15] Dalla dicitura russa Moskovskij Voennyj Okrug.

[16] "Fotti tua madre" è la più classica imprecazione russa.

[17] Grado pre-rivoluzionario tra tenente e capitano. Il corsivo è mio.

[18] Pseudonimo del politico Sergej Mironovič Kostrikov, il cui omicidio dette il via alle grandi purghe staliniane.

[19] Presumibilmente dello Dnepr.

[20] Città dell'Ucraina settentrionale.

[21] Armata controrivoluzionaria della Guerra Civile.

[22] Ora ufficialmente Novohrad-Volyns'kyj, città dell'Ucraina nord-occidentale.

[23] Upravlenie Narodnogo Komissariata Vnutrennich Del (Direzione del Commissariato del Popolo per gli Affari Interni).

[24] Obščestvo SOdejstvija oborone, AVIAcionnomu i Chimičeskomu stroitel'stvu (Società per la Promozione della Difesa, dell'Aviazione e della Chimica), organizzazione paramilitare di appoggio all'Aviazione sovietica.

[25] Titolo di un film sovietico del 1982.

[26] Città della Russia occidentale.

[27] Città della Russia occidentale.

[28] Kievskij Voennyj Okrug (Distretto Militare di Kiev).

[29] Repubblica socialista sovietica dell'Asia Centrale.

[30] In russo "falce" (serp) fa assonanza con "morte" (smert') e "martello" (molot) con "fame" (golod).

[31] Oggi ufficialmente Černihiv, città dell'Ucraina settentrionale.

[32] Rossijskij Gosudarstvennyj Pedagogičeskij Universitet (Università Pedagogica Statale Russa).

[33] Andrej Andreevič Vlasov, generale sovietico passato dalla parte dei nazisti durante la II guerra mondiale.

15 aprile 2012

Tanto tempo fa...


Anno scolastico 1976-77. Classe I elementare. Io sono il primo seduto partendo da destra. Grazie a M.P. per l'invio di questa chicca

08 aprile 2012

Lo strano viaggio in Italia dei deputati regionali di Volgograd

Naval'nyj chiede di indagare sul viaggio in Italia dei funzionari della regione di Volgograd [1]

7 aprile 2012, 00.58

L'oppositore Aleksej Naval'nyj si è rivolto al Comitato Inquirente Russo e alla procura con la richiesta di chiarire le fonti di finanziamento del viaggio in Italia di un gruppo di deputati della Duma regionale di Volgograd, su cui ha riferito il giornalista russo Andrej Mal'gin, che al momento presente vive in Italia in Toscana.

Un gruppo di deputati della Duma regionale di Volgograd è volata in Italia per presentare il potenziale economico della regione e far conoscenza con i progetti innovativi italiani, dice rimandando alla Duma regionale la RIA "Novosti" [2].

In particolare è in programma la visita di imprese agricole specializzate nello sviluppo e nella conservazione delle colture di granaglie e ortaggi e nell'allevamento.

"Lo spionaggio ha fatto sapere che stasera a Venezia atterra un volo speciale da Volgograd, – ha scritto nel suo blog il giornalista Andrej Mal'gi. – Nel sito della Duma regionale di Volgograd si riferisce che questa delegazione di rappresentanza si muove allo scopo di stabilire contatti con i circoli di affari italiani".

Tuttavia in Europa in questi giorni è la festa di Pasqua [3] e sono giorni di ferie, lunedì compreso, fa notare Mal'gin, "cosicché i signori funzionari russi non avranno con chi incontrarsi, non li aspetterà proprio nessuno da nessuna parte".

I funzionari dell'amministrazione di Volgograd e i deputati della Duma regionale si sono diretti in Italia con un charter per festeggiare il compleanno del governatore Sergej Boženov e del presidente del governo della regione Konstantin Chramov, afferma Naval'nyj.

"Beh, ecco che il servo del popolo, il governatore Boženov, ha deciso di riposarsi dopo il successo dei brogli alle elezioni presidenziali. E' bello festeggiare il compleanno. In Italia. In compagnia di altre 46 persone. Deputati della Duma regionale e membri del governo della regione. Con le famiglie. Si capisce, non hanno volato da allocchi, ma bene: su un charter "Bombardier CRJ 200"", – scrive nel suo blog Aleksej Naval'nyj.

Ufficialmente tutto questo affare si chiama "visita in Italia di una delegazione di deputati del parlamento regionale", fa notare.

Allo stesso tempo alcuni deputati dichiarano di aver pagato il viaggio in Italia di tasca propria.
"A quanto so, secondo le nostre informazioni non è una trasferta, ai deputati sono state date delle ferie. Non sono andati a spese del budget pubblico. Ci hanno proposto di pagare per il viaggio, ci siamo rifiutati", – "Rosbalt" [4] cita il capogruppo del KPRF [5] Nikolaj Paršin.

Questi ha smentito l'ipotesi, secondo cui tra i partecipanti al volo in Italia ci sarebbe il presidente del governo regionale Konstantin Chramov, il cui compleanno ricorre il 6 aprile. Secondo Paršin, il primo ministro regionale si trova a Volgograd. Allo stesso tempo il parlamentare non ha escluso che i suoi conterranei l'8 aprile festeggino in Italia il compleanno del governatore.

Come riferì "Kavkazskij uzel", il 17 gennaio si dimise il governatore della regione di Volgograd Anatolij Brovko e lo stesso giorno fu designato governatore ad interim l'ex sindaco della città di Astrachan' [6] Sergej Boženov. Il 2 febbraio i deputati della Duma regionale confermarono la candidatura di Boženov alla carica di capo della regione.

Nell'amministrazione della regione di Voglograd Boženov compì una riorganizzazione dei quadri, rimasero solo quattro vice-governatori designati dal capo precedente. Boženov dichiarò allora che era intenzionato a formare una nuova squadra, in cui ci sarebbero state "persone professionali, creative e d'iniziativa con pensieri freschi", che avessero esperienza di lavoro svolto con successo in situazioni di crisi.

La candidatura di Konstantin Chramov al posto di presidente del governo della regione, proposta da Boženov, fu confermata dai deputati della Duma regionale il 29 marzo.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "La Duma di Volgograd ha approvato in prima istanza la legge sul governo", "Efimov [7]: la nuova Legge della regione di Volgograd migliora la qualità del potere", "A Volgograd il giornalista Dmitrij Krylov dichiara di aver subito minacce da parte di sostenitori di Sergej Boženov", "Il nuovo capo della regione di Voglograd è intenzionato ad appoggiarsi al potenziale industriale e umano dell'area".

http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/204413/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

Note
[1] La ex-Stalingrado nel sud della Russia.

[2] Russkoe Informacionnoe Agentstvo "Novosti" (Agenzia di Informazioni Russa "Notizie").

[3] La chiesa ortodossa, a differenza di quella cattolica e di quelle protestanti, segue il calendario giuliano e la data di Pasqua differisce quasi sempre.

[4] Qualcosa come "Russia-Baltico", agenzia di stampa russa.

[5] Kommunističeskaja Partija Rossijskoj Federacii (Partito Comunista della Federazione Russa).

[6] Città della Russia meridionale.

[7] Vladimir Vjačeslavovič Efimov, presidente della Duma di Volgograd.

03 aprile 2012

Anche l'ONU si interessa delle torture in Russia

L'ONU ha presentato rimostranze per via di Magnitskij

Ingushetia.Ru, 01.04.2012, 16.09
Il relatore speciale dell'ONU per la questione delle torture Juan Méndez ha presentato rimostranza nei confronti della Russia per via dei casi del giurista del fondo "Hermitage Capital" Sergej Magnitskij, morto nel SIZO [1], dell'attivista per i diritti umani uzbeko di "Memorial" Bachrom Chamroev, picchiato dalla polizia nell'estate 2010 e per una serie di altre storie clamorose in cui sono coinvolti agenti delle strutture armate russe. Questi casi sono descritti nell'allegato al rapporto di Méndez dell'anno scorso "Torture e altri pene e trattamenti crudeli, inumani o degradanti". Il documento è stato trasmesso al Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU alla fine di febbraio.
Nel caso Magnitskij Méndez ritiene importante sottolineare che "quando uno stato incarcera un cittadino, si prende l'alta responsabilità della difesa dei suoi diritti, in primo luogo della sua salute fisica". Il relatore rimanda alla decisione della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, secondo cui è stata introdotta la presunzione di colpevolezza dello stato per i danni alla vita e alla salute di detenuti, arrestati e condannati. Solo una profonda, rapida e imparziale indagine sulle circostanze degli incidenti nei luoghi di detenzione può cancellare tale presunzione. "Nel caso Magnitskij i tentativi di presentare la sua morte come causata da motivi naturali appaiono particolarmente poco convincenti, tenendo conto dei documenti clinici disponibili e del fatto che gli fu rifiutato un tempestivo aiuto medico nonostante il peggioramento del suo stato", – afferma Méndez. "Il relatore speciale è particolarmente preoccupato dal fatto che, nonostante i pubblici ufficiali responsabili dell'arresto di Magnitskij e del suo cattivo trattamento nel SIZO siano stati identificati, il loro comportamento non è stato indagato nel modo dovuto", – si indica nei documenti del Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU.
Méndez, indagando sulle accuse di "sistematica impunità" alle strutture armate russe, si ferma anche su un altro caso – il pestaggio da parte di poliziotti fino alla perdita di conoscenza del collaboratore di "Memorial" Bachrom Chamroev, di nazionalità uzbeka. Il relatore speciale invita le forze dell'ordine russe a indagare su questo caso e punire i colpevoli. Méndez difende anche i diritti di Rasul Kudaev, uno dei condannati per il caso dell'attacco dei militanti islamici a Nal'čik [2] nell'ottobre 2005. Kudaev, afferma il relatore, più di una volta fu sottoposto a pestaggi che si possono paragonare a torture, tuttavia gli organi competenti non reagirono ad alcuna sua denuncia in proposito. Un altro caso di cui si è interessato Méndez è stato la morte nel maggio dello scorso anno del detenuto della colonia penale n. 1 (della città di Kopejsk nella regione di Čeljabinsk [3]) Sergej Samujlenkov, di cui nella risposta ufficiale del governo russo si dice che "molte volte compì atti di autolesionismo e più di una volta tentativi di suicidio". Per il suicidio di Samujlenkov (si impiccò alla grata della propria cella) non è stato avviato un procedimento penale, tuttavia, come nota il relatore, il governo russo ha concordato sul fatto che nei confronti dei detenuti della colonia penale n. 1 erano state usate "forza fisica e misure speciali", in conseguenza delle quali tre di essi erano morti. Sulla base dei risultati delle indagini erano stati incriminati alcuni ufficiali dello UFSIN [4]. Altri due casi indicati da Méndez riguardano il sequestro e la detenzione forzata dell'attivista sociale inguscio Magomed Chazbiev nel giugno 2011 e la decisione di consegnare al Tagikistan l'ex deputato del parlamento della repubblica Nizomchon Džuraev. In entrambi i casi i pubblici ufficiali russi violarono la Convenzione dell'ONU contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, giunge alla conclusione il relatore.
http://ingushetiyaru.org/news/22824.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Sledstvennyj IZOljator (Carcere di Custodia Cautelare).

[2] Capitale della Kabardino-Balkaria.

[3] Città della Russia asiatica ai piedi degli Urali.

[4] Upravlenie Federal'noj Služby Ispolnenija Nakazanij (Direzione del Servizio Federale per l'Esecuzione delle Pene).

02 aprile 2012

Come sta davvero il Caucaso

Gli autori della ricerca "Il Caucaso del Nord: uno sguardo da dentro": l'estremismo religioso e l'ingiustizia sociale sono alcuni tra i principali problemi della regione

1 aprile 2012, 13.18

L'estremismo religioso, l'instabilità economica, la struttura sociale basata sui clan sono stati indicati tra i principali problemi del Caucaso del Nord nel corso della presentazione del progetto di ricerca scientifica "Il Caucaso del Nord: uno sguardo da dentro".

La ricerca dedicata allo studio delle differenze sociali e dei conflitti era basato sul materiale delle interviste di gruppi di discussione composti da abitanti di cinque regioni del Caucaso del Nord: Daghestan, Inguscezia, Kabardino-Balkaria, Ossezia del Nord e Cecenia. I risultati di questo lavoro, presentati il 30 marzo all'Istituto di Orientalistica dell'Accademia delle Scienze Russa sono stati messi in forma di edizione a stampa composta di alcune sezioni: osservazione della situazione politica di ciascuna delle repubbliche, analisi delle tendenze fondamentali sulla base del materiale raccolto sul campo dai partecipanti alla ricerca e anche di raccomandazioni indirizzate in primo luogo agli organi di potere locale.

Il progetto "Il Caucaso del Nord: uno sguardo dall'interno" è stato il risultato di un lavoro comune compiuto dalle organizzazioni non governative internazionali Saferwold ("Per un mondo sicuro" [1]) e "Conciliation resources" ("Risorse di conciliazione") e sono parte del programma "Prospettive di pacificazione viste con gli occhi della gente".

Inguscezia: la religione come motore della lotta all'ingiustizia sociale

La religione in Inguscezia gioca un ruolo determinante nell'ideologia della lotta all'ingiustizia sociale, allo stesso tempo la sfida più seria con cui ora si scontra la regione – l'estremismo religioso. Su questo ha riferito nell'ambito del proprio rapporto il collaboratore scientifico della sezione per l'Asia Centrale e il Caucaso dell'Istituto di Orientalistica dell'Accademia delle Scienze Russa
Igor' Savin. "E' chiaro che non si tratta di religione. Tuttavia né l'identità nazionale, né i conflitti per la terra, né le liti e i problemi di tutti i giorni, né i problemi delle migrazioni, né i problemi dei rapporti reciproci tra le generazioni possono, purtroppo, essere paragonati al fattore dell'estremismo religioso", – ha fatto notare Savin.

A suo dire, nel lavoro sulla ricerca intitolata "Inguscezia: costruendo l'identità, superando il conflitto", gli autori si sono stupiti di quanto stravaganti possano essere le ragioni per unirsi alle organizzazioni armate clandestine. "Fondamentalmente, certo, il motivo principale è l'impossibilità di realizzare le aspirazioni e le possibilità. E' noto un caso in cui un giovane sportivo "si è dato alla macchia" a causa del fatto che aveva ottenuto una vittoria, ma il primo posto non era stato attribuito a lui. Anche se fino ad allora non si era distinto né per una particolare religiosità, né per inclinazioni estremiste", – ha raccontato l'esperto.

Igor' Savin ha fatto notare che gli idoli della gioventù inguscia sono Ruslan Au
šev – primo presidente dell'Inguscezia, Laila Ali – campionessa del mondo di scontri senza regole [2] e Ramzan Kadyrov – capo della Cecenia in carica. "Merita far notare che nessuno degli interpellati ha indicato in qualità di modello la figura dell'oligarca Michail Guceriev. Ciò non è bene, né male. E' solo il desiderio della gioventù di dividere nettamente il mondo in "bianco" e "nero", di trovare rapidamente una risposta", – ritiene il ricercatore.

Kabardino-Balkaria: la "bella addormentata" si sveglia
 
Per lungo tempo la Kabardino-Balkaria ha goduto della reputazione di isoletta di stabilità e relativo benessere sullo sfondo di altre repubbliche del Caucaso del Nord, ha raccontato il primo collaboratore scientifico dell'Istituto di Studi Umani del governo della Kabardino-Balkaria e del Centro Scientifico dell'Accademia delle Scienze Russa Žanna Chamdochova. "Non è un caso che già Džochar Dudaev, primo presidente dell'autoproclamata Repubblica Cecena di Ičkerija [3], chiamasse la Kabardino-Balkaria la "bella addormentata", non nascondendo speranza di "risvegliarla"", – ha fatto notare.

L'autocoscienza etnica di cabardi e balcari resta abbastanza espressa, ma non ostacola i processi di integrazione, è stato fatto notare nel rapporto "La Kabardino-Balkaria: la bella addormentata è stata risvegliata?".

Secondo
Žanna Chamdochova, nella coscienza dei balcari ancora non è stato superato il trauma della deportazione dei tempi di Stalin. Tuttavia questo problema non esercita una forte azione mobilitante sull'attuale generazione di abitanti della regione, "è piuttosto l'arsenale di lotta politica degli attivisti nazionali", ritiene la ricercatrice.

"In conseguenza dell'operato del Consiglio degli Anziani del popolo balcaro, che critica i motivi "etnografici" delle azioni delle autorità della repubblica, nell'opinione pubblica dei balcari si è formato lo stereotipo, secondo cui sarebbero esclusi dai processi socio-politici della repubblica. Insistono sul fatto che i rappresentanti dell'etnia cabarda prevalgano nei posti chiave nelle sfere convenienti economicamente o per prestigio", – ha detto Chamdochova.

Parlando di corruzione, l'esperta ha fatto notare che molti partecipanti russi al gruppo di discussione ritengono che senza protezioni nella repubblica sia impossibile trovare un lavoro con uno stipendio più o meno normale. "Tuttavia sono risuonati anche pareri, secondo cui per trovare lavoro con successo gioca maggiormente non l'aspetto etnico, ma le conoscenza e i rapporti di sangue", – ha riferito Chamdochova.

Parlando dell'estremismo religioso, ha aggiunto che la crescita della violenza è legata da una parte alla diffusione nell'ambiente giovanile delle idee dell'Islam radicale e dall'altra alle azioni illegali dei rappresentanti del potere nell'ambito della realizzazione delle "misure per la contrapposizione al terrorismo e alla diffusione di ideologie estremiste".


Ossezia del Nord: in modo stabile, ma complesso


Tra i più seri problemi dell'Ossezia del Nord il docente dell'università statale della repubblica
Igor' Dulaev ha messo in rilievo la disoccupazione e come circostanza derivante il basso livello di vita nella repubblica, la sicurezza, le "particolarmente ipotizzabili minacce da parte della vicina Inguscezia", la corruzione, la mancanza di prospettive per la gioventù, la bassa professionalità dell'amministrazione e il nepotismo.

Secondo Igor' Dulaev, su tutti questi fattori hanno influenza due tendenze dinamiche di carattere negativo, tra cui le emozioni legate al consolidamento etnico, che hanno vissuto la propria ondata nel corso del conflitto osseto-inguscio del 1992 e anche le minacce di carattere terroristico. "Nella coscienza sociale le minacce si formano troppo spesso con l'uso di differenze etniche e confessionali ", o – ha fatto notare Dulaev nell'ambito del proprio rapporto "L'Ossezia del Nord al bivio: una situazione complessa o una situazione stabile?".
 
Cecenia: un'eccessiva centralizzazione del potere

La situazione sociale generale in Cecenia suscita insoddisfazione nella popolazione della repubblica, ha riferito il libero docente dell'università statale cecena
Musa Jusupov, secondo cui la maggior parte dei problemi della regione merita di essere esaminata attraverso il prisma dello stato post-bellico della società. "Le conseguenze del conflitto sono enormi e perciò non stupisce che restino molti problemi irrisolti", – ha constatato Jusupov nell'ambito del rapporto "La situazione sociale nella Repubblica Cecena: problemi e tendenze".

Allo stesso tempo, a suo dire, la situazione nei rapporti sociali agevola l'arricchimento di una parte insignificante della popolazione, mentre la maggior parte della popolazione si fa più povera. "Tra l'altro l'insoddisfazione sociale finora è assorbita grazie allo stato di sopravvivenza post-bellico, al flusso migratorio e alla religione", – ha fatto notare lo studioso.

A suo modo di vedere, nelle sfere politiche e religiose si osserva un'eccessiva centralizzazione del potere. "Nell'amministrazione della società si osserva la prevalenza dell'autoritarismo, la concentrazione del potere nelle mani della prima personalità della repubblica, la limitazione delle manifestazioni di democraticità. Un'analoga situazione si osserva anche nell'ambiente religioso. Il consiglio dei muftì nomina imam, cadì e recensisce i testi base delle prediche", – ha raccontato Jusupov.

L'autore del rapporto ha toccato anche il tema dell'inculcamento alle donne a portare il velo sul capo in Cecenia. "Il portare il velo è preso come un problema non dalle donne sposate, ma da buona parte delle ragazze giovani", – ha indicato Musa Jusupov.
 
Daghestan: il fattore religioso è divenuto l'insegna di tutti gli insoddisfatti

In Daghestan il fattore religioso è divenuto la principale insegna ideologica, che unisce sotto la propria ala diversi gruppi di insoddisfatti, ritiene il primo collaboratore scientifico dell'Istituto di Etnologia e Antropologia dell'Accademia delle Scienze Russa Achmet Jarlykapov. Secondo l'autore della ricerca "Il Daghestan: una stabile instabilità", oggi questa sfera resta la prima nella destabilizzazione della situazione.

Un altro fattore significativo, capace di "passare nella sfera dei seri scontri interetnici sono i problemi della terra", fa notare Jarlykapov. Altre tendenze che causano angoscia sono "il sempre maggior distacco del potere dal popolo, il predominio dei clan, la corruzione, il disprezzo degli istituti della società civile". "Tutto ciò crea una tensione sociale che si rafforza ed è gravida dell'esplosione di un'insoddisfazione nazionale", conclude Jarlykapov.

Questi ha pure fatto notare che il Daghestan, che finora aveva posseduto abbastanza mezzi di informazione di massa liberi, è privo di questa inestimabile risorsa e i giornalisti locali sempre più spesso si lamentano per seri problemi, giunti fino alle minacce.

Nel complesso nel corso della ricerca in Daghestan è stato evidenziato un colossale livello di sfiducia, in primo luogo nei confronti del potere della repubblica, ha aggiunto Jarlykapov.

Nota della redazione: "Al simposio aa Mosca gli studiosi hanno discusso il ruolo della "teoria del complotto" nella vita politica del Caucaso", "Il PC [4] "Memorial": la KTO [5] nel Priėl'brus'e [6] ha portato gli abitanti al limitee della sopravvivenza", "La situazione nel Caucaso del Nord è divenuta un punto chiave nell'osservazione russa del rapporto di "Human Rights Watch" sulla situazione dei diritti umani nel mondo".

Autrice: Karina Gadžieva; fonte: Corrispondente di “Kavkazskij uzel”

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/204066/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

Note
[1] Traduco la traduzione russa. Sarebbe più corretto "(Per) un mondo più sicuro".

[2] In realtà Laila Ali, figlia di Muhammad Ali, è stata campionessa di pugilato.

[3] Nome ceceno della Cecenia, in cui pare che non tutti i ceceni si riconoscessero.

[4] Pravozaščitnyj Centr (Centro per la Difesa dei Diritti Umani).

[5] KontrTerrorističeskaja Operacija (Operazione AntiTerroristica).

[6] Regione del monte Elbrus, nella Kabardino-Balkaria.