27 ottobre 2010

Caro (si fa per dire) Ramzan, ti scrivo...

Al capo [1] della Cecenia R. Kadyrov dalla redazione della “Novaja gazeta”




Egregio Ramzan Achmatovič!

E' vero che nell'intervista alla rivista “Newsweek” Lei ha testualmente dichiarato che tutti quelli che criticano il premier Vladimir Putin, che è il Suo idolo, sono Suoi nemici personali?

La Sua dichiarazione ha a che fare con la critica del Primo Ministro da parte della stampa, delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani e di una serie di politici nazionali ed esteri?

Punirà questi critici (e a Suo modo di dire – nemici) del Suo idolo con parole benevole o li considererà avversari militari?

Come intende concretamente agire con i concorrenti politici di Vladimir Putin durante la prossima campagna elettorale presidenziale?

Le mie domande sono assolutamente serie, così come le Sue dichiarazioni. Le mie domande hanno un carattere assolutamente pratico: è possibile adesso, per non divenire Suo nemico, criticare l'operato del governo (per esempio sull'innalzamento dell'età pensionabile e l'abolizione della quota statale delle pensioni) o le pensioni in questo caso non possono servire?

Anche la critica degli amici del premier (che si occupano di affari) è inaccettabile per Lei?

Conto di ricevere da Lei delle risposte alle mie domande pratiche per determinare la futura poltica del nostro giornale.

A sua scelta: un'intervista personale o una lettera alla redazione.

Spero sinceramente di avere risposta da Lei e non dal Suo stalliere.

Il direttore della
“Novaja gazeta”

Dmitrij Muratov

26.10.2010, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2010/120/03.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Ramzan Kadyrov ha rinunciato al titolo di “presidente” per divenire “capo della repubblica” perché solo il presidente della Federazione Russa dovrebbe avere questo titolo.

Haiku? (XXXVIII)

Il sole nella
mia pioggia non fa mai
arcobaleni

***********************************

Luridi ipocriti,
fate il male e rendete
dubbio il bene

25 ottobre 2010

A Mosca si manifesta liberamente contro Putin e la notizia è "liberamente"...

Una rara chance




In piazza Puškin [1] hanno mandato via Putin


Sabato in piazza Puškin a Mosca hanno chiesto le dimissioni di Putin. Stranamente questa manifestazione si è svolta con il consenso delle autorità.

L'ha condotta il “Comitato delle cinque richieste” di recente formazione. Di questo fanno parte i membri di molti movimenti politici russi – il “Fronte di Sinistra” [2], il “Consiglio Moscovita” [3], la “Nazione della libertà” [4], “Difesa” [5], la “Società dei secchielli blu” [6], il “Fronte civico unito” [7], “Solidarietà” [8], il movimento socialista “Avanti”. Del suo comitato organizzativo fanno parte Garri Kasparov, Il'ja Jašin [9], Lev Ponomarëv [10], Sergej Udal'cov [11] e altri. “Noi annunciamo queste cinque richieste e andremo in strada finché non saranno esaudite!” – ha dichiarato al microfono Dmitrij Georgievskij, membro del consiglio politico della sezione moscovita di “Solidarietà”. Ciascuna richiesta era scritta su cartelli visibili al di sopra della folla: dimissioni del governo e in primis di Putin, scioglimento dell'Assemblea Legislativa, elezioni libere e concorrenziali, rinnovamento radicale dell'organico della polizia e dei servizi segreti e bilancio trasparente.

In generale sulla piazza sventolavano molte bandiere. “Qui si sono riunite persone di opinioni diverse – di destra, di sinistra… Ma ci unisce tutti il fatto che interveniamo per avere libere elezioni!” – ha dichiarato Il'ja Jašin. “Il potere ama dire che non ha concorrenti e che Putin non ha alternative. Ma se “Russia Unita” ha l'appoggio di tutto il popolo, perché ci teme tanto?! – ha proseguito. – Guardate, si separa dal proprio popolo con un esercito di sbirri e guardie!” Effettivamente di poliziotti ce n'erano molti – i cellulari della polizia stavano intorno alla piazza chiudendola quasi del tutto.

“Solo il nostro numero ci aiuterà ad abbattere questo mostruoso regime, perché siamo per una protesta non violenta”, – così ha sostenuto il tema il politico Garri Kasparov. Dell'efficacia delle proteste di strada ha parlato anche Konstantin Jankauskas di “Solidarietà”, ricordando che qualche giorno prima in piazza Puškin avevano iniziato una ristrutturazione e avevano perfino circondato il suo territorio di blocchi di cemento, ma grazie alle proteste dei cittadini i blocchi sono stati portati via e i lavori sono stati sospesi.

L'attivista del movimento socialista “Avanti” Daniil Poltorackij ha sottolineato: perché avvengano veri cambiamenti, Putin deve andarsene non solo come figura politica, ma come personificazione di tutto il regime. “Chiediamo una rottura radicale con questo sistema!” – ha gridato dal palco.

L'attivista per i diritti umani Lev Ponomarëv ha notato che proprio sotto il regime di Putin in Russia sono riapparsi i prigionieri politici. E la cantautrice Natella Boltjanskaja ha cantato dello “gnomo” che da un giro di vite al paese.

“Chi non ha ancora mandato via Putin? Avete una rara possibilità!” – ha dichiarato allo stand dei metal detector il leader del “Comitato per le azioni antimilitariste” [12] Michail Kriger. Qui si poteva mettere una firma per mandare via il premier. La gente sorrideva, alcuni si iscrivevano, ma non si è osservato un grande affollamento. In generale i manifestanti si sono comportati freddamente: non tutti sostenevano gli slogan degli intervenuti. A nessuno degli oratori, neanche all'eloquente Il'ja Jašin e a Evgenija Čirikova [13], accolta da esclamazioni di approvazione, non è riuscito a indurre la folla a scandire qualcosa. In piazza Puškin si sono riunite circa 800 persone, principalmente di mezz'età e pensionate. Peraltro segni con simboli di partiti giravano bene. E alle spalle della gente davanti al cinema “Puškinskij” [14] c'era un bel cartello – la pubblicità del nuovo film “La città dei ladri” [15]. “Molto azzeccato – ancora sul potere”, – ha detto scherzando uno degli intervenuti.

Natalija Zotova


25.10.2010, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2010/119/08.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Piazza nel centro di Mosca.

[2] Movimento di sinistra radicale.

[3] Organizzazione eterogenea di opposizione.

[4] Organizzazione di stampo liberale.

[5] Movimento giovanile di opposizione.

[6] Gruppo di protesta contro gli abusi delle auto dotate di sirena, i cui membri manifestano mettendo secchielli blu (a mo' di sirena) sui tetti delle proprie auto o anche mettendoseli in testa.

[7] Movimento eterogeneo di opposizione.

[8] Movimento di opposizione ispirato a Solidarność.

[9] Il'ja Valer'evič Jašin, uno dei leader di “Solidarietà”.

[10] Lev Aleksandrovič Ponomarëv, uno dei leader di “Solidarietà”.

[11] Sergej Stanislavovič Udal'cov, uno dei leader del “Fronte di Sinistra”.

[12] Movimento antimilitarista per i diritti umani.

[13] Evgenija Sergeevna Čirikova, leader del movimento “Difesa ecologica della regione di Mosca”.

[14] “Di (piazza) Puškin”.

[15] Titolo russo del film “The Town” con Ben Affleck.

24 ottobre 2010

Il "meglio" delle chiavi di ricerca di agosto 2010 dell'altro mio blog

neizvestnyj: vedi qui

battaglia di krasnodar
: vedi qui

emigrati russi: vedi qui

"svastica camuffata"
: vedi qui, qui e qui

"vladimir dolgich"
: vedi qui e qui

accademia militare dell'esercito della federazione russa: non l'ho presente

aleksej sidorov: vedi qui

andrej vlasov
: vedi qui, qui e qui

animali velenosi nel caucaso russo
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art 185 del codice criminale ucraino: vedi qui

che tempo fa in bielorussia: vedi qui

ci sono conflitti in corso nella repubblica di kabardino caucasico: Kabardino caucasico?

decreto del presidium del soviet supremo dal 11 settembre 1957: non so di che si tratti...

deportazioni in urss degli ungheresi: vedi qui

dove si conoscono i boss?:
non lo so

esecuzioni extragiudiziali:
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faina ranevskaja: vedi qui

ferite con la plastilina:
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gli attentati attribuiti al kgb: quali sono?

gli avvocati conoscono tutte le leggi?:
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hermitage capital management: vedi qui

in quale palazzo risiede il presidente della russia vladimir puting:
Puting???

irina ronis: vedi qui

jurij julianovič ševčuk italiano:
no, russo

kavkazskij dom:
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le città più belle della russia: vedi qui

milla kotjukov:
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misura terreno russo: quale?

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la Transnistria?

percorsi treni da mosca a odessa per carichi di petroli:
?

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politkovskaja e le ditte russe: qual è il nesso?

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posti dove la gente sparisce:
sono tanti...

puo lavorare un ricercato nella interpool?: non credo...

quale è il simbolo del tritolo:
ma esiste un simbolo del tritolo?

ricordate che allora chi non sarà con noi sarà contro di noi e chi è contro è nostro nemico ed i nemici (giovane russia): vedi qui

russe truffano italiani in italia: vedi qui

savo kujund*:
chi è?

secondo i dati del komitet zaščity žurnalistov (comitato per la difesa dei giornalisti),: cosa?

soči-bočarov: cioè?

spada kladeneč.:
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squadra che aveva come sponsor fedcom: vedi qui

stas malachov:
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světlana janová:
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temperature sospette in russia:
perché sospette?

vagone ferroviario della firma della pace del 1918: vedi qui

vesti lunghe dell'ossezia:
???

Dopo otto anni l'orrore di Dubrovka arriva alla Corte Europea

Il memorandum Moskalenko




Il “Nord-Ost” alla Corte di Strasburgo: ci sono voluti otto anni alla Russia per rinunciare al principio “non facciamo trattative con i terroristi”


Il 23 ottobre 2002 nel Centro Teatrale di Dubrovka andava in scena il primo musical russo, “Nord-Est” [1]. Nella sala c'erano più di 900 persone. Quasi tutte si trovarono in ostaggio di quaranta terroristi ceceni, che senza ostacolo misero in atto uno dei maggiori atti terroristici nella storia della Russia.

Nella notte tra il 25 e il 26 ottobre fu presa la decisione di compiere un blitz. E' noto che del quartier generale facevano parte il vice-capo dello FSB [2], il generale Viktor Proničev e il capo dell'amministrazione presidenziale Aleksandr Vološin. Dal quartier generale giunse l'ordine di compiere un blitz con i reparti del CSN [3] dello FSB, che era comandato dal secondo vice-capo dello FSB, il generale Aleksandr Tichonov.

L'operazione di forza cominciò con l'immissione di gas dal sistema di ventilazione. Ancora non è nota l'ora precisa in cui il gas cominciò ad entrare nella sala con gli ostaggi. La formula del gas stesso è tenuta ancora segreta. E' noto che il gas era composto di sonniferi pesanti a base di Fentanil (viene usato in campo medico per le anestesie). E' noto anche che, se usata in breve tempo e in sovradosaggio, questa sostanza ha un esito letale ed è particolarmente pericoloso per persone che si trovano sedute.

Non è nota l'ora precisa di inizio dell'operazione di forza per l'eliminazione dei terroristi. Parte degli agenti del CSN dello FSB penetrò nella sala attraverso un gay club che era aperto nel territorio del centro teatrale. Dalle videocamere è stata registrata solo la comparsa degli uomini dei corpi speciali nel foyer del centro teatrale alle 6.22 di mattina. E' noto che durante il blitz anche gli uomini dei corpi speciali rimasero intossicati, tuttavia nessuno di loro è morto per effetto del gas.

E' noto anche che i terroristi con almeno venti minuti di anticipo notarono l'immissione del gas e la identificarono come tentativo di blitz, ma non fecero esplodere gli ordigni esplosivi e le cinture degli shahid [4] e neanche ci furono tentativi di fucilazione di massa degli ostaggi. Gli ostaggi videro che alcuni terroristi (le šachidki [5]) perdevano conoscenza per effetto del gas.

In conseguenza dell'operazione speciale tutti i terroristi, perfino quelli che si trovavano in stato di incoscienza, furono fucilati (fra l'altro con un colpo di grazia [6] alla testa).

Il quartier generale progettò l'operazione speciale per l'eliminazione dei terroristi fin nei minimi dettagli. Il quartier generale non aveva un piano per il salvataggio degli ostaggi. Morirono 129 persone.

Le autorità definirono il blitz del Centro Teatrale di Dubrovka “un'operazione brillante”. Le indagini per il procedimento penale sul “Nord-Ost” stabilirono che la morte degli ostaggi avvenne in conseguenza di una combinazione di molti fattori, in primo luogo per le malattie croniche degli ostaggi stessi, aggravatesi in conseguenza della disidratazione, della mancanza di cibo e dello stress. L'operazione di salvataggio fu riconosciuta efficace, nonostante che nei materiali del caso sia stata registrata la mancata fornitura di qualsiasi aiuto a 73 dei 129 ostaggi morti. Senza richiedere (tutto l'archivio dello FSB sul “Nord-Ost” fu distrutto subito dopo l'operazione speciale) e senza studiare i dati sulla composizione del gas e sul suo effetto sull'uomo, gli inquirenti fecero una conclusione definitiva: il gas non era la causa di morte dei 129 ostaggi.

Dopo il “Nord-Ost” in forza di ordini segreti del presidente Putin furono premiati degli uomini delle strutture armate. Tra questi divennero Eroi della Russia il generale dello FSB Proničev, il generale dello FSB Tichonov e anche il non identificato creatore della formula chimica del gas non identificato, pure agente dello FSB.

Gli ex ostaggi e i parenti dei morti crearono l'organizzazione “Nord-Ost” e trovarono degli avvocati. Gli interessi di un gruppo di quelli del “Nord-Ost” sono rappresentati da Karinna Moskalenko e Ol'ga Michajlova, quelli di un altro da Igor' Trunov e Ljudmila Ajvar.

All'inizio del 2003, dopo aver ricevuto la disposizione sul rifiuto di aprire un procedimento penale contro i membri del quartier generale, i soccorritori e i medici e aver fatto appello contro di loro nei tribunali russi, gli istanti di Moskalenko e Michajlova decisero di rivolgersi alla Corte Europea.

La stessa decisione fu presa nell'agosto 2003 anche dai 57 istanti di Igor' Trunov e Ljudmila Ajvar. Fino a quel momento Trunov e Ajvar avevano cercato senza particolare successo di ottenere in tribunale dal governo della Federazione Russa e dalle autorità di Mosca un risarcimento soddisfacente per gli ex ostaggi e i familiari dei morti.

Il procedimento penale per il “Nord-Ost” per molto tempo è stato portato avanti praticamente in orgogliosa solitudine dall'inquirente Kol'čuk. Il procedimento non è mai giunto comunque a un tribunale russo. L'inchiesta non ha trovato un solo colpevole della morte degli ostaggi (tranne i terroristi uccisi).

Fino al 2007 la Corte Europea ha mantenuto il silenzio. Nel 2007 fu esaminata la denuncia di Igor' Trunov. Peraltro la stessa Corte Europea propose agli istanti di Trunov di presentare istanza per la violazione degli articoli 2 e 3 della Convenzione Europea. Questi articoli sono considerati i più “pesanti” alla Corte di Strasburgo. La Corte di Strasburgo, ricorda, esamina le istanze sulle violazioni dei diritti dei propri cittadini da parte DELLO STATO [7]. In questo caso la Corte Europea già nelle fasi iniziali ha visto nel caso del “Nord-Ost” indizi di violazione da parte dello stato del diritto più importante – il diritto alla vita.

Per il governo della Federazione Russa, che da una parte ha usato i grandi atti terroristici per motivare riforme antidemocratiche (introduzione della censura, abolizione delle elezioni, inasprimento legislativo), dall'altro non ha indagato un solo atto terroristico come quello del “Nord-Ost”, la reazione della Corte Europea alla denuncia di Trunov fu un primo avvertimento.

Il secondo avvertimento è stato il collegamento alla denuncia preparato dal centro di Karinna Moskalenko. In qualità di terzi Karinna Moskalenko ha coinvolto esperti internazionali nell'ambito dell'applicazione delle leggi antiterroristiche. Moskalenko partiva da una semplice premessa: gli atti terroristici non sono una disgrazia solo della Russia, anche altri paesi si sono scontrati con la pratica della presa di ostaggi. La tendenza mondiale in questa sfera è questa: l'uso della forza in simili situazioni dev'essere rigidamente motivato dal concetto di “estrema necessità”, regolamentato dalla legislazione nazionale (in mancanza della quale bisogna guardare alle norme e alla pratica internazionali). Importante! In tali situazioni non si possono rifiutare le trattative con i terroristi né introdurre questo principio nella legge non scritta.

E' ben noto che noi non conduciamo trattative con i terroristi. Questo è il principio proclamato da Putin. Questo stabilisce in modo molto discutibile le priorità dello stato – è più importante uccidere i terroristi e non salvare le persone. In questo modo ogni ostaggio cade a fronte della difesa della Costituzione.

Quanto è legale il “principio di Putin”?

Questa è la domanda principale che pone alla Corte Europea il caso del “Nord-Ost”.

La formula del gas e chi precisamente dette l'ordine del blitz sono domande concrete su un atto terroristico concreto. E' già assolutamente chiaro che il governo russo non considera assolutamente possibile togliere il segreto da questi dati.

A Beslan non ci fu gas e non ci furono le sue conseguenze, ma rimase lo stesso principio. Riprodotto in forma ancora più pesante.

E adesso la questione della legalità del principio stesso è venuto fuori in tutta evidenza.

Impedire alla Corte Europea di rispondere a questa domanda non è tra le competenze del governo russo.

Ai primi di novembre di quest'anno finirà l'ultima – competitiva – tappa dell'esame della denuncia sul “Nord-Ost” e la Corte Europea giungerà a scrivere la sentenza.

Da aprile (momento del riconoscimento della denuncia sul “Nord-Ost” come da accogliersi) la Corte Europea è divenuta mediatrice del dialogo che finalmente ha luogo tra le vittime del “Nord-Ost” e il governo russo. Questo dialogo è scritto, è uno scambio di risposte a 58 domande eccezionalmente dure che Strasburgo ha posto alle parti in causa. Gli istanti, cioè le parti lese, hanno risposto a queste con la massima meticolosità. Il governo russo è sfuggito alla maggior parte delle domande dirette.

Purtroppo gli istanti e i loro avvocati non possono rendere note le domande di Strasburgo, poiché su richiesta del governo russo la Corte Europea ha introdotto un regime di riservatezza – una misura senza precedenti per la Corte Europea per i Diritti Umani.

Ma il fatto che il governo russo abbia rinunciato essenzialmente al rigido principio “non conduciamo trattative con i terroristi” non rientra nel regime di riservatezza.

E il governo russo ha effettivamente “fatto un rifiuto”. Questo è successo dopo che è stato approvato e pubblicato un memorandum comune, che, su richiesta di Karinna Moskalenko, hanno preparato la “Commissione internazionale dei giuristi” e l'organizzazione Interights, influenti organizzazioni di esperti accreditate presso l'ONU e il Consiglio d'Europa.

In questo memorandum si analizza dettagliatamente, sull'esempio della pratica internazionale quando, in quali condizioni e in che modo il governo può applicare una soluzione di forza in caso di presa di ostaggi.

A pagina 7 del memorandum è scritto chiaramente: “Il metodo di forza per la liberazione di ostaggi dev'essere l'ultimo tra i metodi provati per risolvere la situazione. Devono essere usate tutte le alternative possibili alla forza e se questo non viene fatto, questo va trattato come una violazione del diritto alla vita.

I principi fondamentali dell'Organizzazione delle Nazioni Unite prescrivono ai rappresentanti delle strutture armate ufficiali di usare metodi non violenti nell'esecuzione degli ordini [di blitz] prima di aprire il fuoco. Il principio 20 obbliga lo stato a provare tutte le alternative non violente a disposizione, inclusa la regolazione pacifica, i tentativi di convinzione, le trattative, l'intermediazione e anche altri mezzi tecnici per limitare l'uso della forza. In caso di presa di ostaggi le autorità hanno l'obbligo di condurre trattative fino al pieno esaurimento delle possibilità e di applicare altre soluzioni tattiche per ottenere la massima sicurezza per gli ostaggi e la loro sicura liberazione.

Se allo stato non è riuscito compiere passi adeguati per trovare una soluzione pacifica, lo stato in questo modo viola il diritto alla vita…”

Ho chiesto a Karinna Moskalenko come hanno reagito a questo le autorità.

Karinna ha risposto: “Per me è evidente che il nostro governo ha preso conoscenza di questo memorandum e ha capito il suo significato per il caso del “Nord-Ost” a Strasburgo. Perché dagli argomenti del governo è scomparso il principio “noi non conduciamo trattative con i terroristi”. Invece che a questo le autorità hanno preso a rimandare al fatto che le trattative con i terroristi sono state comunque condotte*. Ma noi non riconosciamo ciò, in quanto le trattative sono condotte solo da persone specialmente preparate e obbligatoriamente con un mandato che le autorità danno ai negoziatori. Un tale negoziatore non c'era al “Nord-Ost”.

* Ricordiamo che in contatto con I terroristi si misero: il medico Rošal' [8], i politici Javlinskij [9], Chakamada [10] e Aslachanov [11], il cantante Kobzon [12], la giornalista Anna Politkovskaja e altri. Non c'era tra loro alcuna persona con l'indispensabile mandato dello stato.

Elena Milašina

21.10.2010, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2010/118/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] “Nord-Est” nella terminologia marittima.

[2] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), l'erede del KGB.

[3] Centr Special'nogo Naznačenija (Centro con Compiti Speciali).

[4] Arabo per “martire”, cioè kamikaze. Il corsivo è mio.

[5] Russificazione e “femminilizzazione” di shahid. Il corsivo è mio.

[6] Letteralmente e più coerentemente “colpo di controllo”.

[7] Rilievo grafico dell'autrice.

[8] Leonid Michajlovič Rošal', pediatra impegnato sul fronte dei diritti umani.

[9] Grigorij Alekseevič Javlinskij, politico liberale.

[10] Irina Mucuovna Chakamada, politico liberale di origine giapponese.

[11] Aslambek Achmedovič Aslachanov, politico ceceno, consigliere di Putin.

[12] Iosif Davydovič Kobzon, cantante noto in epoca sovietica e vicino all'establishment.

23 ottobre 2010

21 ottobre 2010

Anche Nurgaliev dice che voleva fare il meglio possibile, ma è andata come sempre?


"Come sempre, non gli è riuscito"




Così il ministro degli Interni ha valutato l'attacco dei militanti al parlamento ceceno. Se si ascoltano i testimoni, ci si fa un'altra idea


Ieri poco dopo le nove tre militanti hanno compiuto un attacco al parlamento della Cecenia nella città di Groznyj. La giornata lavorativa del parlamento comincia alle 10. In questo giorno erano in programma l'approvazione di emendamenti al bilancio della repubblica e l'incontro con i deputati della Duma regionale di Sverdlovsk [1].

Il parlamento della Cecenia è disposto in due edifici. In uno c'è l'aula per le udienze e le sedute solenni. Nel secondo ci sono gli uffici dei deputati. Nel primo edificio del parlamento alle 9.00 si trovava una delegazione di deputati e collaboratori della Duma regionale di Sverdlovsk.

I militanti erano in tute mimetiche nuove, rasati, senza fronzoli. Hanno fatto irruzione nel cortile interno del parlamento quando si sono aperte le porte per una Toyota Camry nera da deputato. I militanti hanno ucciso il guardiano a colpi d'arma da fuoco presso il cancello e subito hanno aperto il fuoco con i fucili automatici verso le finestre del secondo piano dell'edificio parlamentare in cui si trovano gli uffici dei deputati. Il bersaglio dei militanti al secondo piano erano le finestre della stanza di ricevimento del presidente del parlamento Dukvacha Abdurachmanov.

Uno degli assalitori è stato ferito dalla guardia del corpo del vice-presidente del parlamento. Dopo di che il militante ferito si è fatto saltare in aria nel cortile. Gli altri due hanno fatto irruzione nell'edificio. Gli è andato incontro l'amministratore Gilani Chamzaev e ha chiesto di smettere di sparare. Forse pensava che fossero le sue guardie del corpo a sparare. Chamzaev è stato ucciso sul posto.

I militanti hanno cercato di irrompere al secondo piano. Ma al secondo piano c'era una vigilanza rafforzata. Le guardie hanno aperto il fuoco, impedendo ai militanti l'accesso al secondo piano, dove in quel momento si trovavano Abdurachmanov e altri deputati. Nel corso dello scontro entrambi i militanti sono rimasti feriti e si sono fatti saltare in aria presso la scala al primo piano.

Aleksej Sidorskij, capo dell'ufficio stampa della Duma regionale di Sverdlovsk racconta:

– Alle 9 o poco più, ora locale, un gruppo di persone con armi in pugno è penetrato nel territorio del parlamento. Una di esse ha azionato un ordigno esplosivo, le altre hanno continuato a sparare sull'edificio del parlamento.

Ci siamo nascosti in un posto sicuro – una hall al secondo piano. Eravamo scortati. Non c'è stato panico tra noi, ci sentivamo relativamente al sicuro. Abbiamo sentito la sparatoria, ma di fatto non abbiamo visto niente. Non c'erano deputati del parlamento ceceno con noi. Al momento dell'attacco si trovavano tutti in un altro edificio, dove hanno i loro uffici. L'attacco, a quanto so dai comunicati degli organi per la tutela dell'ordine, era indirizzato a quell'edificio. Con noi c'erano due agenti della vigilanza del parlamento ceceno. Uno ha svolto un pattugliamento, il secondo ha cercato di contrastare l'irruzione dei militanti nel nostro edificio. Questa guardia al primo piano è stata ferita a un braccio e a una gamba, gli abbiamo prestato i primi soccorsi. Il suo collega gli ha stretto la gamba con una cintura perché il sangue non uscisse. Non ha avuto una gran perdita di sangue. Gli abbiamo fasciato le ferite con degli asciugamani, abbiamo potuto chiamare rapidamente il pronto soccorso. Eravamo continuamente in contatto con i responsabili dell'organizzazione della nostra trasferta. Nel giro di un'ora dal momento dell'attacco ci trovavamo nell'edificio del parlamento a porte chiuse. Poi l'OMON [2] è entrato nel territorio del parlamento e ci hanno evacuato in un posto sicuro. Dopo due ore-due ore e mezza, quando il territorio del parlamento è stato bonificato e il controllo e la sicurezza sono stati ristabiliti, sono giunti Ramzan Kadyrov e Rašid Nurgaliev. I deputati si sono riuniti nell'aula e hanno tenuto una seduta per gli emendamenti al bilancio. Alla seduta hanno presenziato Kadyrov e Nurgaliev. La nostra delegazione ha preso la decisione di lavorare secondo il piano stabilito. E oggi vogliamo anche far visita in ospedale al nostro vigilante ferito…

Achmet I., residente nel Terzo microquartiere della città di Groznyj, racconta:

– Al mattino nel microquartiere non c'era luce elettrica. L'hanno data solo verso le 10 di mattina. Ho saputo dell'attacco al parlamento dal notiziario di NTV [3] all'incirca a quell'ora. Nei notiziari locali non hanno trasmesso niente in proposito. Sono andato al parlamento – in una delle sezioni dell'apparato lavora una mia parente prossima e suo figlio lavora per la vigilanza del parlamento. I loro telefoni cellulari non rispondevano. Intorno al parlamento c'era un cordone di sicurezza. Una cosa molto seria, c'erano molti dell'OMON e del SOBR [4], si sentiva rumore di spari, ma la sparatoria non era massiccia. Questo succedeva verso le 10.30. Non mi è riuscito andare al parlamento. Verso le 14.00 la mia parente mi ha telefonato e ha detto che era al parlamento. Quando ha sentito gli spari, ha capito subito che era un attacco di militanti e si è infilata nel guardaroba. La ha passato più di un'ora, finché non ha sentito parlare un agente dell'OMON ceceno che controllava il piano alla ricerca dei militanti. Solo allora è uscita, ma fino ad allora non era riuscita a telefonare a suo figlio, agente della vigilanza extra-istituzionale del parlamento.

L'attacco al parlamento sembra un'azione dimostrativa di shahid [5] solitari e non una grande operazione ben ragionata delle organizzazioni clandestine cecene. A primavera dello scorso anno Dokku Umarov ha dichiarato alla Russia una guerra di kamikaze. E bisogna dirlo, ha mantenuto la parola. Dalla scorsa estate in Cecenia, nel Caucaso e a Mosca le bombe viventi si fanno esplodere con fanatico entusiasmo. Peraltro la scelta dei bersagli diviene sempre più populistica: la stazione del metrò “Lubjanka”, Centoroj [6] – l'irraggiungibile villaggio nativo di Ramzan Kadyrov, adesso il parlamento ceceno nel centro di Groznyj.

Impaurisce la quantità di kamikaze. A Centoroj si sono fatti esplodere sette (!) shahid, nel metrò di Mosca due šachidki [7], nel parlamento della Cecenia si sono fatti esplodere in tutto tre militanti. Questo dice che da qualche parte lavora senza sosta una catena di montaggio per la produzione di kamikaze.

Negli ultimi anni le autorità cecene e gli organi per la tutela dell'ordine hanno compiuto il massimo degli sforzi per la repressione dei militanti e il controllo della popolazione. Ma le organizzazioni clandestine continuano a dimostrare la loro vitalità.

Nell'attacco al parlamento ceceno sono morti come minimo in tre (tra cui i due poliziotti ceceni Kočeligov e Achmarov) e sono rimaste ferite come minimo 17 persone. Per via dell'attacco sono state destituite tre figure importanti del ministero degli Interni ceceno (una di esse è il vice-ministro). Il capo del ministero degli Interni Rašid Nurgaliev, giunto in volo in Cecenia alla vigilia per premiare dei poliziotti ceceni, ha dichiarato: “I militanti hanno compiuto un tentativo di irruzione nell'edificio del parlamento. Questo, come sempre, non gli è riuscito”.

Come sempre?

Vjačeslav Izmajlov
osservatore militare della "Novaja gazeta"

Elena Milašina

20.10.2010, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2010/117/10.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] La regione che fa capo alla città di Ekaterinburg, sul lato asiatico degli Urali, è ancora chiamata “regione di Sverdlovsk”, nome sovietico della città.

[2] Otrjad Milicii Osobogo Naznačenija (Reparto di Polizia con Compiti Speciali), la Celere russa.

[3] Canale televisivo non statale controllato dalla Gazprom.

[4] Special'nyj Otrjad Bystrogo Reagirovanija (Reparto Speciale a Reazione Rapida), corpo speciale di polizia.

[5] In arabo “martiri”, cioè kamikaze (il corsivo è mio).

[6] Villaggio della Cecenia centrale.

[7] Russificazione e “femminilizzazione” di shahid.

19 ottobre 2010

Il "meglio" delle chiavi di ricerca di agosto 2010

"bene garros": boh

"la mazurka che ballava la mia nonna"
: vedi qui

a.e. busygin: vedi qui

agide davanti alla morte
: vedi qui

aleksandr gel'evič dugin: vedi qui

amori di davis curiale
: sono affari suoi...

arti+marziali+forze+speciali+estonia: quanto fa?

bykov già in servizio presso ambasciata russa a berlino: non lo conosco

cabardi (asturias): non capisco...

canzone di lipeck
: non l'ho presente...

chi sono i fisici italiani che lavorano all'esa noordwijk: non lo so

chiave di ricerca 2010
: non le numero...

correlatore spettrale: vedi qui

cosa mangiano ibambini affetti da fenilchetonuria
: vedi qui

dal commento sul diatèssaron di sant'efrem vegliate: egli di nuovo verrà: vedi qui

donne che frustano cavalli
: dove sono?

estremooriente.blogspot.com: non mi risulta questo indirizzo...

fa vedere il video del villaggio di costa ripa
: vedi qui

gialappa's band svizzera: no, italiana...

gosudarstvennaja upravlenie rossii
: casomai gosudarstvennoe...

ho messo via un sacco
: e dove l'hai messo?

i diamanti della birmania
: vedi qui

il cancolo delle sanzioni e degli interessi si valuta i mesi o i giorni di ritardo
: il cancolo...

il generale "traditore" vlasov
: vedi qui

italiani estradati dal'inghilterra
: vedi qui

jurimex vien
: e va?

l'amore è dove sei pronto a partire
: vedi qui

la storia della cecenia
: vedi qui

libri di liala usati in campania
: non ne trovo...

ltg scrisse tolstoj a sofia
: ?

mar nero balneabile
: vedi qui

metano a belgrado
: vedi qui

negli anni 70 come si pettinavano i bambini
: vedi qui

nikulino
: vedi qui

nome della mignotta nel film serafino di celentano
: lo ignoro

novozybkov
: vedi qui

oggetti sacri russi
: vedi qui

primo maggio, su coraggio: vedi qui

quanto costa una lavasecco chiavi in mano
: vedi qui

rue du chat qui peche perchè: vedi qui

russkie neonazisti
: italo-russo...

sos cecenia: vedi qui

sundrome di ciac
: eh?

taffàoc: vedi qui

testo e traduzione di destination rudenko
: vedi qui

un operaio della compagnia petrolifera saudi aramco quanto prende di stipendio?: non ne ho la più pallida idea...

vendo fucile sovrapposto lames
: vedi qui

vivere a murom
: com'è?

voltare pagina controvento
: è difficile...

šabalov:
vedi qui