21 dicembre 2010

Rigore di seconda?



Emirati Arabi Uniti, Olanda, Inghilterra...

19 dicembre 2010

Non è una canzone d'amore...neanche questa



10cc "I'm not in love"


Non Sono Innamorato

non sono innamorato, non dimenticarlo
è solo un periodo un po' stupido che sto passando
e solo perchè sono io che ti telefono
non fraintendermi, non pensare che ce l'hai fatta
non sono innamorato, no no, è perchè...
mi piace vederti, però
questo non significa che significhi molto per me
perciò se ti chiamo, non fare festa
non dire alle tue amiche di noi due
non sono innamorato, no no, è perchè...
(stai calma, i ragazzi grandi e grossi mica piangono, i ragazzi grandi e grossi mica piangono)
Tengo la tua foto appiccicata al muro
nasconde un'orribile buco che ci sta dietro
Perciò non chiedermi di ridartela,
so che sai che non significa poi così tanto per me
Non sono innamorato, no no, è perchè...
ooh, dovrai aspettarmi un bel po'
ooh, dovrai aspettare un bel po'
ooh, dovrai aspettare un bel po'
ooh, dovrai aspettare un bel po'
Non sono innamorato, perciò non dimenticarlo
è sono un periodo un po' stupido che sto attraversando
e solo perchè sono io che ti chiamo
non fraintendermi, non pensare che ce l'hai fatta
non sono innamorato, non sono innamorato...

Il "meglio" delle chiavi di ricerca di novembre 2010

Le "chiavi" di novembre sono in realtà incomplete, in quanto ho riavviato le statistiche il 4 novembre...


beata la famiglia aperta alla vita: vedi qui

"madeleine dobner": vedi qui

4 novembre festa nazionale russa?: vedi qui

acquigginando scala
: vedi qui

anniversario di manuela caffi
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arcipelago gulag: vedi qui, qui, qui e qui

aria siciliana
: vedi qui

assicurazione fif con agenzia arf
: come, scusa?

blog mitico: vedi qui

diario segreto di una fotomodella my movies: che cerchi?

dove trovare le creme del dott. murad a firenze: che ne so...

economia petrolifera: vedi qui

ed il mio nonno capitan di fanteria stette quattro giorni in posa per mandare a rosa la fotografia: il numero di giorni varia a seconda delle versioni...

elena mamitova: illustre sconosciuta

elton yon
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favola morale cerca aiuto e trova rovina: vedi qui

fermate il mondo: vedi qui

film porni anni 30: porni?

fsb : che cos'è?
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g. cucci, il fascino del male. i vizi capitali
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gabriele masi
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gioco armada sking
: che gioco è?

ha preso il caso sotto controllo
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hylak forte in italia
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la regente chisi: boh

lettini da massaggio inner strength
: ce ne sono con questo nome?

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non mollarlo mai
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raffaele serafini gaxeta
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rino nella geografia che spiega lui stessao: proprio lui stessao...

roberto benadì
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schema elettrico mingardi micro m+: non l'ho presente...

sento voci nella mia testa
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sergio endrigo ci vuole un fiore da scaricare gratis
: vedi qui

storia della novaja gazeta?: su Wikipedia si trova...

sud-occidentale della sberbank di russia
: cosa?

suor cristiana montecoronaro
: ignota

temi svolti sulla vita della monaca di monza
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ultra zvukovoe issledovanie: vedi qui

vedova nera
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vladimir cani: vedi qui

weezer volano nel video
: quale video?

www.angiolettifaidate.it
: sito inesistente

xl:
vedi qui e qui

Haiku? (XLIII)

Cade la neve.
Vorrei ancora farmi
ferire il cuore

*******************

Ma io, guardandoti,
non son riuscito a vincere
neanche il tuo sonno

Spettacolari



Bermuda Acoustic Trio live in Barrett Pub

17 dicembre 2010

La deriva criminale della "verticale" putiniana fa mutare rotta a Medvedev?

Doppiezza ed evoluzione criminale




Il decreto “Sulle misure complementari per la tutela dell'ordine pubblico”, di cui Medvedev ha annunciato la firma nel giorno del macello in piazza del Maneggio [1], forse significa la tardiva rinuncia alla fallita idea di “verticale del potere”


Ecco tre esempi in fila: l'esecuzione di 12 persone, bambini compresi, nel villaggio cosacco di Kuščëvskaja; l'aggressione della scorta di una colonna-VIP privata ad un guidatore che non aveva dato strada sulla MKAD [2]; il pestaggio di un'insegnante da parte del patrigno di una scolara della prima classe a San Pietroburgo. Come a farlo apposta, qui vengono in mente coppie di esempi: Gus'-Chrustal'nyj [3], un'altra colonna e un'altra insegnante. Chiunque di noi può raccontare qualcosa in questo senso. Cioè qui non abbiamo a che fare con eccessi, ma con ciò che sta diventando la norma, con la concorrenza tra norme, in cui la nuova forma di vita sostituisce la vecchia – vale a dire lo standard comune europeo di comportamento etico e di rapporti con il prossimo.

Questi e altri numerosi casi sono uniti dal fatto che sia i carnefici di Kuščëvskaja, sia le guardie del corpo di una ČOP [4] incomprensibile, sia un semplice ex sbirro a livello individuale agiscono non semplicemente “senza paura” (ma, forse, non è neanche così), ma come “nel loro diritto”, nell'ambito di un qualche sistema normativo parallelo, di una “legge” neppure ladresca [5], dal punto di vista della quale queste azioni si configurerebbero come “abusi”. La violenza viene evidentemente sentita dai suoi esecutori come “legittima” ed è facile concedere che questi mostri (in certe situazioni) in qualche altra situazione (nei rapporti con i propri amici e le proprie donne, per esempio) si comportano abitualmente all'incirca come persone che hanno fatto proprio dall'infanzia cosa è bene e cosa è male.

Ne risulta, cominciamo a capire: la pena di morte in Russia non è stata abolita, ma ha smesso di essere monopolio dello stato, così come la “legittima” violenza nel suo complesso. Questo è stato conseguenza del fatto che lo stato ha perso la propria legittimità, che la legge da questo promulgata ha smesso di essere un qualche sistema dominante di regolamentazione e adesso è come se ognuno scegliesse una “legge” per se.

Ancora qualche anno fa (a cominciare dalla Blagoveščensk baschira [6], in seguito ovunque) i portatori di violenza organizzata si identificavano come OMON [7], “sbirri”. Adesso, come in agosto al festival rock nella regione di Čeljabinsk [8], possono essere anche semplicemente persone nude fino alla cintola. Queste sono apparse come dal nulla e sono sparite come se non fossero più da nessuna parte nello stato.

Questo nuovo fenomeno è di per se l'emblema della dissoluzione dello “stato sbirresco”, significa che il modello corruttivo di legittimazione della “verticale del potere” non ha potuto reggere contro il più primitivo modello della violenza e della rapina dirette.

Dietro lo schermo della “verticale” inizialmente ha perso un senso economico la produzione, sostituita dappertutto dal più redditizio e meno “sedentario” commercio, ma ben presto lo ha perso anche qualsiasi accumulazione in generale, in quanto la proprietà non è difesa in alcun modo e ad alcun livello. Nel commercio sono rimaste le femmine, ma i maschi sani sono tutti di guardia: o in quella di Stato (FSO [9], FSB [10], Ministero degli Interni, ecc.), o in quella privata – ed ecco le ČOP, una sorta di incubatore di violenza quasi legittima per singole persone. Ma perfino la corruzione ha perso senso, perché, si chiarisce, la sicurezza della vita non si compra, non bastano semplicemente i soldi per pagarla.

Alla velocità con la quale si sono degradati lo stato e la società, le bustarelle sono già un problema di ieri. E' difficile immaginare la corruzione in un'organizzazione primitiva: in mancanza di istituti e di norme perché complicare la raccolta dei tributi? Oggi il modello dominante di comportamento attivo non è già più la corruzione, ma la rapina, non l'accordo con la prostituta, ma lo stupro e non si tratta della corruzione del potere, ma dello stato primitivo della società in complesso, totalmente.

Questa non è una “rivoluzione” criminale. La dissoluzione dello stato sbirresco ha proceduto per via evolutiva, molto rapidamente (nella società contemporanea i processi storici si verificano fulmineamente), ma abbastanza rapidamente perché gli “eserciti governativi” si rendessero conto del proprio interesse. In caso di rivoluzione avrebbero potuto schierarli contro i criminali usurpatori del potere, ma nel corso dell'evoluzione si sono già mutati da soli in Capok [11] e difficilmente sosterranno la rapace “verticale”.

Le spasmodiche ricerche di una risposta al problema di Kuščëvskaja ben noto a tutti hanno subito generato il pensiero della “rinascita dei RUBOP [12]”, lanciato come pallone di prova da parte di qualcuno delle strutture armate. “La storia insegna solo che non insegna niente”, ma i fatti sono così freschi che gli studenti si sono ricordati: ci siamo passati solo ieri. Dopo una pausa imbarazzata nello spazio della discussione è entrato il noto oracolo della “Rossijskaja gazeta” [13], l'immutabile presidente della Corte Costituzionale, il prof. V.D. Zor'kin. “Un sistema che diviene criminale non può essere stabile per definizione, – constata con stupore lo studioso. – Perciò le lodi sperticate all'indirizzo della famigerata stabilità perdono istantaneamente qualsiasi senso”. Buongiorno!

Che significa questo stupore a un così alto livello di potere e professorale? Siamo stati testimoni del previsto crac dell'idea putiniana della “verticale del potere” ed è indispensabile rendersi conto almeno di questo. Secondo leggi di governo (che sono molto più forti delle “leggi” approvate dalla Duma) formulate da tempo, ma, evidentemente, non imparate al Cremlino, il sistema dominante non può essere più primitivo di ciò che domina: sarebbe come se il cavallo si mettesse a comandare il cocchiere. Di questo non teneva conto l'arcaico, troppo poco articolato per la società contemporanea modello di “verticale”.

Parafrasando Puškin, che notava che in Russia “il governo è finora ancora l'unico europeo”, all'inizio del XXI secolo dobbiamo constatare che il presidente è diventato il principale asiatico della Russia in kimono. A cominciare dal “fare secchi nei cessi” [14], Putin per molti versi ha dato ai cittadini telespettatori il paradigma del potere come violenza a modo proprio. Lo slogan “dittatura della legge”, con cui questi effettivamente ha vinto le elezioni, ha sostituito furtivamente l'idea della supremazia del diritto, che, certamente, sotto El'cin fu tutt'altro che realizzata, ma “venne dall'alto”.

I tribunali, inseriti e facilmente inseritisi nella “verticale”, hanno perso il ruolo di posti dove si cerca la supremazia del diritto e sono diventati non il baluardo del potere, difendendo ugualmente tutti sulla base della legge e di uno standard comune, ma il punto focale della doppiezza. Condanne crudeli per crimini commessi evidentemente su commissione da una parte e una strana “umanità” nei confronti dei rappresentanti del potere e I loro familiari dall'altra, hanno portato rapidamente a far sì che i tribunali penali abbiano perso legittimità perfino prima delle altre “branche del potere”, favorendo in tal modo la “legittimazione” dei regolamenti di conti banditeschi e del racket degli sbirri.

Al professor Zor'kin, che si ricorda spaventato della “supremazia della legge”, siamo costretti a rammentare che in nome di quella stessa “stabilità” la Corte Costituzionale non ha chiamato guerra la guerra in Cecenia, non ha difeso l'elettività dei governatori e in complesso il federalismo come più complesso e adeguato sistema di governo del paese e ha preso ancora molte decisioni simili, difficilmente basate sulla supremazia del diritto. In una fessura di questa doppiezza, elevata dalla Corte Costituzionale a legge, tra i due fondi del maligno sistema giudiziario si sono infilati anche gli Capok, affermando la propria “legittimità”.

Per quanto riguarda la seconda parte dello slogan con cui ha vinto Putin, l'allettante “dittatura”, si è chiarito che nella società contemporanea (se non si tratta dell'arcaico Caucaso) questa è semplicemente impossibile in forma centralizzata, ma rapidamente “sfugge” come modo di pensiero e di azione ai “piani bassi”. Dal Cremlino hanno potuto partire singoli comandi di un dittatore non particolarmente utilizzabili, se non accompagnati da qualche elemosina finanziaria, tuttavia la “dittatura dello sbirro” è diventata un fatto in ogni paese. L'hanno afferrata le ČOP, qua anche gli Capok, non appesantiti da alcun condizionamento, là in seguito semplicemente singoli compagni, che vanno a scuola per randellare la maestra.

In seguito il capo della Corte Costituzionale propone di ricordare l'esperienza degli USA e creare (nella “supremazia della legge”, va da sé) in Russia il proprio FBI per la lotta alla mafia. Ma questo non si distingue in nulla dai RUBOP, in cui non c'è già nessuno da raccogliere e significherebbe solo una moltiplicazione dell'opričnina [15], dove gente dello Stato e banditi non si distinguono in alcun modo. Lo stato non è più in grado di difendere nessuno, incluso sé stesso: nessuno si prende la briga di predire neanche al centro, per non dire a livello regionale e municipale, chi abbatterà chi in questo stato.

Per fortuna il presidente Medvedev stavolta, pare, non ha comunque ceduto alla tentazione della lotta della violenza contro la violenza – così si può trattare il decreto di cui ha detto sabato. All'incontro con i membri stabili del Consiglio di Sicurezza non solo non ha sostenuto la rinascita dei RUBOP, costruiti nella severa, ma da tempo anche pienamente screditatasi verticale, ma, al contrario, ha comunicato che adesso i governatori si prenderanno tutta la responsabilità per la saldatura della criminalità e del potere locale. Nei loro relativi consigli per la coordinazione, secondo il pensiero di Medvedev, devono entrare i rappresentanti della società civile e delle NKO [16], che ancora l'altro ieri venivano date dagli uomini delle strutture armate per le principali forze dell'inferno, ma che sono risultate essere rimaste le ultime cellule rimaste nell'organismo a non essere contagiate (dalla “statalità”). Di fatto il presidente, che si è pubblicamente rifiutato di riconoscersi sostenitore del federalismo e che ha dichiarato che nei prossimi cento anni non arriveremo all'elettività dei governatori, fa un passo forzato e tardivo verso il federalismo. Fa a pezzi la fallita “verticale” così, come si chiudono gli scomparti di un sottomarino: per salvare almeno qualcuno da qualche parte.

Si immagina che questa sia l'unica risposta corretta, seppure molto tardiva e insufficiente alla deriva criminale non già del potere, ma della società in complesso Questo processo si può fermare solo a livello di regioni, anche se per ora, probabilmente, neanche tutte. La difficile guarigione delle parti e qua e là, volesse Dio, anche dell'intero è possibile solo secondo ricette (note) di autogoverno, federalismo, supremazia del diritto e magistratura indipendente e rifiuto categorico della “dittatura”.

Leonid Nikitinskij
osservatore della "Novaja gazeta"

15.12.2010, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2010/141/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Piazza vicina alla Piazza Rossa, dove sabato si sono scontrati estremisti di destra, caucasici e polizia.

[2] Moskovskaja Kol'cevaja Avtomobil'naja Doroga (AutoStrada Circolare di Mosca).

[3] Città della Russia centrale (il cui nome significa “Oca di Cristallo” ed è dovuto alla locale industria vetraria) dominata da bande di criminali connesse con il potere locale.

[4] Častnoe Ochrannoe Predprijatie (Impresa di Sicurezza Privata).

[5] I grandi criminali russi si definiscono “ladri nella legge”, perché si attengono a un codice criminale.

[6] Così chiamata per distinguerla dall'omonima città nell'Estremo Oriente della Russia asiatica. In questa città della Repubblica autonoma di Baschiria (nella zona degli Urali meridionali) tra il 10 e il 14 dicembre 2004 i reparti speciali di polizia compirono centinaia di arresti e violenze di ogni sorta.

[7] Otrjad Milicii Osobogo Naznačenija (Reparto di Polizia con Compiti Speciali), sorta di Celere russa, nota per la propria durezza.

[8] Città ai piedi degli Urali nella Russia asiatica.

[9] Federal'naja Služba Ochrany (Servizio Federale di Protezione), istituzione che protegge le alte cariche statali.

[10] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), il principale servizio segreto.

[11] Cognome del capo della banda responsabile dell'eccidio di Kuščëvskaja usato come nome comune e addirittura declinato in numero (capki).

[12] Rajonnoe Upravlenie po Bor'be s Organizovannoj Prestupnost'ju (Direzione Distrettuale per la Lotta alla Criminalità Organizzata), nuclei speciali resisi colpevoli di molti abusi.

[13] “Giornale Russo”, organo ufficiale del governo.

[14] Putin sostenne che i terroristi dovessero essere rincorsi fin nei cessi e lì eliminati.

[15] Parte del regno su cui Ivan il Terribile aveva un potere assoluto, difeso da una polizia spietata.

[16] NeKommerčeskie Organizacii (Organizzazioni Non Commerciali).

15 dicembre 2010

Alle radici dei disordini di sabato a Mosca

La guerra dell'abuso con l'abuso




Hanno risposto al terrore con il terrore.

Questa è una guerra civile con un contesto nazionale.

Questi sono gli istinti incontrollati di una teppaglia contro gli istinti meschini di un'altra teppaglia.

Questa è vigliaccheria e ferocia contro ferocia e vigliaccheria.

Questa è abuso che combatte con l'abuso.

Questo è un circolo politico già chiuso, quando non si può chiarire chi ha cominciato per primo e per chiarire non c'è tempo. Fra l'altro è tardi anche per pronunciare la parola “politico”. La violenza totale su cui si è costruito questo stato e retta questa società ha dato i suoi frutti sanguinosi.

Perché lo stato se ne frega di tutti fuorché di se. Usa la violenza non per difendere i cittadini di questo paese, ma esclusivamente per autodifesa.

Lo stato teme una ristretta cerchia di oppositori, di “secchielli azzurri” [1] e di artisti che disegnano membri virili sui ponti mobili e poi va ad accordarsi con il terrore e l'illegalità. Lo stato ritiene di poter mantenere la propria signoria nutrendo contemporaneamente rapaci che si odiano l'un l'altro.

Lo stato non conosce la fisica: “meno” e “più” da sempre “meno”.

Lo stato difende la grana dei propri capi, ottenuta a spese della miseria generale, suscitando l'odio della popolazione. L'odio è un sentimento forte, soprattutto l'odio per gli altri. E' più forte della giustizia. Quando odi, non c'è tempo per pensare.

Così è già stato nella storia russa. Inizialmente il potere fu benevolo con le “Centurie Nere” [2] e poi con la “Divisione Selvaggia” [3]. Niente di nuovo. Com'è finita, lo ricordano tutti, anche chi andava male a scuola.

Non si può fare un picchetto e chiedere la libertà di parola. Non si può scrivere in un blog che non vi piace il potere. Non si può essere sostenitori del bosco di Chimki [4] o avversari dell'“Ochta-Centr” [5]. Non si può chiedere il rispetto dei diritti umani in Cecenia.

La risposta sarà assetto di guerra, pallottole e cellulari dell'OMON [6]. Tre componenti e tre direttrici del potere russo contemporaneo: fascismo, banditismo (non solo caucasico) divenuto forza legittima e sbirri venduti.

Ma si può marciare a migliaia e gridare: “La Russia è per i russi!” e levare le mani nel saluto nazista.

Ma si può, se si è sfrenati ex militanti, andare con le pistole su bechy [7] e Cayenne con i vetri oscurati e sparare ai passanti per divertirsi.

Ma si può, se si è “ragazzi russi”, cantare canzoni fasciste presso le mura del Cremlino e sgozzare tagiki.

Ma si può, se si è “ragazzi caucasici”, compiere abusi nelle strade di Mosca, sapendo che li riscatteranno dalla giustizia. E la voce fissa, che corre tra la folla in piazza del Maneggio [8], che alla polizia è stata data indicazione di non litigare con quelli, dietro cui stanno gli amici ceceni del premier, potrebbe risultare del tutto vera.

Perché litigare con il sostegno del potere – papacha [9], svastica e berretto con visiera?

Non saranno puniti né gli uni, né gli altri, né i terzi. Perché sia gli uni, sia gli altri, sia i terzi sono stati creati dallo stato stesso. Questo si basa sui delinquenti. Sbirri-delinquenti, che hanno rapinato, violentato, picchiato e ucciso. Fascisti-delinquenti, che hanno rapinato, violentato, ucciso e picchiato. Delinquenti delle repubbliche del Caucaso del Nord, che hanno rapinato, violentato, picchiato e ucciso.

Non toccano i fascisti, perché questi sono socialmente vicini e con loro civetta il potere.

Non toccano i banditi caucasici, perché la Cecenia ha unito a se la Russia da tempo e perché con loro civetta il potere.

Gli sbirri – perché essi sono anche il reale potere.

Gli uni vanno con pistole dorate su sederi grassi per i negozi di Mosca.

I secondi con la svastica e del tutto ubriachi.

I terzi della giustizia hanno fatto un concorso.

Una volta avrebbero dovuto scontrarsi tutti.

E si sono scontrati.

Quelli che sabato mattina sono andati nelle strade di Mosca chiedevano giustizia. E' comprensibile l'indignazione di quelli a cui hanno ucciso degli amici. Hanno messo dei fiori e hanno chiesto un'indagine onesta.

Ma nell'onestà non crede già più nessuno.

E la giustizia si è rivelata selettiva. Perché al posto di chi chiedeva giustizia sono giunti altri.

Quelli che non chiedevano giustizia quando un russo uccideva un russo e gli sbirri per soldi diluivano il caso.

Quelli che non chiedevano giustizia quando vecchi, bambini e donne venivano schiacciati dai carri armati.

Quelli che non chiedevano indagini coscienziose sugli omicidi a Kuščëvskaja [10].

Quelli che non chiedevano la punizione degli uomini delle strutture armate colpevoli di atti terroristici.

Per loro la giustizia è un morto di un'altra etnia, che forse non è neanche colpevole di nulla.

Chi è contro di loro?

Quelli che sono diventati sostegno del potere banditesco nelle proprie repubbliche.

Quelli che non chiedono giustizia ai propri presidenti.

Quelli che ritengono che tutti gli debbano tutto: bilanci, privilegi, indulgenze per gli omicidi dei propri nemici e di gente che passava di lì per caso.

Chi ritiene di avere dietro di se la legge del più forte: opprimere, umiliare, togliere, uccidere e comprare.

Le bestie si sono scontrate con le bestie.

Una si definisce patriottismo.

L'altra regolamentazione pacifica del Caucaso.

Né l'una né l'altra sono tali.

L'una e l'altra sono solo terrore.

Le due gambe dello stato russo si sono intrecciate tra loro in una lotta intestina sanguinosa.

Il pauroso e corrotto, vile potere, che ha puntato sui delinquenti, ha generato alla fine una guerra tra loro.

E ci saranno vittime – soprattutto quelli che qui non c'entrano assolutamente.

Sergej Sokolov


12.12.2010, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2010/140/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Quelli portati sulle auto (ma anche sulle teste) dai gruppi che protestano contro gli abusi delle auto dotate di sirena (scorte, “auto blu”, ecc.).

[2] Organizzazione ultranazionalista e antisemita dei primi anni del XX secolo.

[3] Reparto dell'esercito russo dei primi anni del XX secolo, composto da caucasici e noto per la sua ferocia.

[4] Città nei pressi di Mosca, il cui bosco (area protetta) viene distrutto dai lavori della nuova autostrada Mosca-San Pietroburgo.

[5] “Centro-Ochta”. L'Ochta è un piccolo fiume di San Pietroburgo, sulle cui rive la Gazprom vorrebbe costruire un grattacielo di 396 metri che devasterebbe il già compromesso panorama della città.

[6] Otrjad Milicii Osobogo Naznačenija (Reparto di Polizia con Compiti Speciali), sorta di Celere russa, nota per la sua durezza.

[7] Nome gergale delle BMW.

[8] Piazza vicina alla Piazza Rossa.

[9] Tipico cappello di pelo caucasico.

[10] Villaggio cosacco del distretto di Krasnodar nella Russia meridionale dove il 4 novembre 12 persone sono state uccise da una banda molto vicina agli uomini al potere nella regione.

12 dicembre 2010

E' duro avere sogni da cani che non si avverano mai...



Mark Knopfler "Coyote"


COYOTE
Guardami, coyote
Non lasciarti impressionare da un po' di polvere di strada
Non si puo' giudicare un libro...
Beh, lo sai gia'
C'è uno strappo nella mia tappezzeria
Ed un buco nella mia scarpa
Ma non muori dalla voglia di essere
Veloce almeno la metà di quanto lo sono io?
Veloce quanto me, veloce quanto me, veloce quanto me

Non riuscirai a prendermi, coyote
Sebbene possa esserci del sangue sulle rotaie
Può darsi che ci siano dei ponti in fiamme (1)
Dietro le nostre spalle
Ma c'e il mio bucato sul sedile posteriore
E anche un itinerario
E non muori dalla voglia di essere
Veloce almeno la metà di quanto lo sono io?
Veloce quanto me, veloce quanto me, veloce quanto me

Ora sono un puntino sul tuo orizzonte
Che scompare velocemente
Una tua imboscata non mi sorprenderebbe
Ma spero che sarà migliore dell'ultima

Di nuovo il roadrunner
Lascia il coyote nella polvere
Ha un'altro piano di azione
Ma noi tutti sappiamo che non funzionerà mai
Deve essere duro avere sogni da cani
Che non si avverano mai
E non muori dalla voglia di essere
Veloce almeno la metà di quanto lo sono io?
Veloce quanto me, veloce quanto me, veloce quanto me.

(1) "To burn bridges" significa anche "prendere una decisione irrevocabile"


(Traduzione di Menty)

11 dicembre 2010

La Russia tenta una "road map" nel Caucaso?

Ma nei boschi lo sanno?




Le autorità del Daghestan inventano la “politica da colombe” e gli uomini delle strutture armate federali conducono una diplomazia segreta


Il congresso dei popoli del Daghestan avrà luogo il 15 dicembre a Machačkala [1]. Circa 3 mila rappresentanti di tutti i gruppi etnici della repubblica cercheranno di decidere come superare la crisi. La convocazione del congresso viene presentata dalle autorità locali come un avvenimento epocale e un'ulteriore tappa della nuova politica, orientata su “dialogo pacifico e stabilizzazione”. Se si passa dalla lingua degli appelli ufficiali a quella umana, si tratta fondamentalmente di come far cessare la guerra della popolazione radicale locale con i locali uomini delle strutture armate.

Poco tempo fa nel distretto di Babajurt [2] sulla riva del Terek è stato trovato il cadavere di Šejchul'islam Abusup'janov con una ferita da arma da fuoco e segni di torture. In vita questa persona faceva parte della lista operativa, cioè era annoverato nelle cosiddette “liste wahhabite [3]”. Lo chiamavano continuamente alla polizia “per un controllo”, tuttavia viveva apertamente, con la famiglia, lavorava al mercato. Qualche tempo fa Šejchul'islam scomparve – un caso ordinario per il Daghestan.

I familiari si rivolsero all'avvocato Rasul Kadiev, membro della Commissione per l'adattamento dei membri delle NVF [4] alla vita civile. Questi, naturalmente, si affrettò dagli uomini delle strutture armate locali.

– Come membro della commissione con carta bianca dal presidente della repubblica, mi rivolsi alla procura, – racconta Kadiev. – Inizialmente si rifiutarono del tutto di ricevermi. Per di più mi dichiararono di non aver sentito nulla di alcuna commissione. Poi il mio appello fu comunque registrato, ma non fu intrapresa alcuna azione sulla base di esso.

Mentre Kadiev e i familiari di Abusup'janov cercavano di “stabilire un dialogo” con la procura e la polizia, passò del tempo prezioso… Quando il corpo fu trovato da se, il “tentativo di dialogo” perse senso.

Adesso Rasul Kadiev e gli altri avvocati coinvolti dalle autorità della repubblica nel lavoro della commissione ribollono di insoddisfazione. “Ci hanno mostrato per l'ennesima volta chi la fa da padrone qui. La commissione creata con pompa non risolve niente”.

La commissione, la cui creazione è stata accompagnata da grande clamore mediatico, è sorta dopo la dura critica di Dmitrij Medvedev all'“inefficiente” lavoro di “alcuni” capi [5] delle repubbliche del Caucaso del Nord. La decisione con cui Medvedev ha promesso di destituire i presidenti negligenti ha costretto a scuotersi.

E circa un mese fa la leadership daghestana ha fatto rapporto: la commissione che porterà “gli uomini alla macchia” alla vita civile è stata creata. In essa sono entrati i rappresentanti di tutti gli enti armati della repubblica e personalità sociali e religiose. Ne è a capo il vice-premier Rizvan Kurbanov.

Il vice-premier ha raccontato come lavorerà la commissione: “La persona “alla macchia” si mette in contatto con un avvocato, l'avvocato si rivolge alla polizia, alla procura, allo FSB [6], là gli dicono cos'hanno sul conto di questa persona. Se secondo i dati operativi si tratta di sangue, gli garantiamo un'indagine imparziale e un giusto giudizio. Se non si tratta di sangue, lo aiuteremo a adattarsi alla vita civile”.

Allo stesso tempo Rizvan Kurbanov ha notato apertamente che “la metodologia di lavoro della commissione per ora è allo stadio di elaborazione” e che l'uscita dalla “macchia” si realizzerà solo con “garanzie personali” degli uomini delle strutture armate locali.

Cosa siano le “garanzie personali” degli uomini delle strutture armate si vede nell'esempio di Abusup'janov. Nessuno degli “uomini alla macchia” finora ha creduto nella loro buona volontà.

Si è messo in contatto con me Anvar Šaripov, fratello della ragazza che ha compiuto l'attentato di marzo nel metrò di Mosca. La SKP [7] lo ha definito l'organizzatore dell'atto terroristico e questi si è nascosto.

“Su di me non c'è niente, – assicurava, – lo sanno anche gli uomini dello FSB di Mosca. Mi hanno proposto di tornare e deporre, ma non hanno dato alcuna garanzia. Io sono ricercato come prima. Non posso neanche fare trattative con le autorità della repubblica, perché queste non decidono niente”.

Simili iniziative non sono nuove per le autorità della repubblica. Il lavoro per l'uscita dei militanti dalla “macchia” si è tenuto anche prima, seppure non con tale pompa. Sono noti anche alcuni risultati. Alla vita civile sono tornati pesi massimi delle organizzazioni clandestine daghestane come il leader del jama'at [8] di Bujnaksk [9] Bamatchan Šejchov e del giudice shariatico del distretto di Uncukul' [10] Magomed Sulejmanov. Al primo hanno dato tre anni, di cui ne ha scontati due, il secondo non l'hanno imprigionato per niente, tuttavia quest'estate l'uno e l'altro sono andati di nuovo sulle montagne. E' chiaro che la questione qui non sta solo a livello di creazione di commissioni ufficiali.

Oggi la situazione è tale che la soluzione armata del problema del terrorismo è fuori dalle competenze dei capi dei soggetti della Federazione. Le strutture locali dei ministeri degli Interni e dello FSB sono direttamente soggette a Mosca. Per di più gli uomini delle strutture armate daghestane negli ultimi tempi sono stati praticamente esclusi dall'attività antiterroristica. Tutte le operazioni speciali sono condotte solo da agenti del CSN (Centr Special'nogo Naznačenija [11]) dello FSB, che è direttamente soggetto al NAK (Nacional'nyj Antiterrorističeskij Komitet [12]). Dal punto di vista logico questa situazione è come giustificata: i “risultati” degli uomini delle strutture armate locali sono evidenti.

A Mosca valutano sobriamente le possibilità delle autorità locali. La “Novaja gazeta” è riuscita a chiarire che, parallelamente ai goffi tentativi della leadership della repubblica di mostrare i risultati del proprio lavoro, le trattative vengono condotte anche a un altro livello. Già alla fine dell'estate i negoziatori di Mosca, che affermavano di agire in nome dell'amministrazione del presidente della Federazione Russa, andarono da Abbas Kebedov, fratello dell'ideologo riconosciuto del wahhabismo in Daghestan e in Cecenia Bagautdin Magomedov. Gli inviati di Mosca si consultarono con Kebedov come rappresentante dell' “Islam non tradizionale” sulle possibilità e le vie di pacificazione in Daghestan.

Ho parlato con il signor Kebedov, questi non si è messo a negare questi incontri, ma si è rifiutato di comunicare qualsiasi dettaglio delle trattative. Tuttavia le nostre fonti hanno fatto i cognomi degli ospiti di Mosca: Il'in e Orlov. A ben vedere, si tratta di agenti altolocati dell'apparato del NAK , il generale di divisione Evgenij Il'in e del generale di corpo d'armata Viktor Orlov. Ci è riuscito anche ottenere una copia del progetto trasmesso ai generali di Mosca.

In questo documento come prima e principale condizione per un progetto di pace viene indicata la presenza di “uno speciale rappresentante del presidente della Federazione Russa, che agisca sotto diretto e immediato controllo dell'amministrazione del presidente della Federazione Russa e dotato del potere di prendere decisioni autonome nell'ambito della repubblica”. Le misure per l'uscita della repubblica dalla crisi devono essere elaborate non dagli enti armati, ma “da specialisti dell'ambito del diritto, della psicologia e della teologia, tra cui anche noti studiosi musulmani del mondo islamico”. E l'esito di quest'attività comune dev'essere una conferenza a livello di tutto il Daghestan per il superamento della crisi, le cui decisioni devono avere forza di legge.

Noto che le decisioni del congresso dei popoli del Daghestan non avranno alcuna forza giuridica.

P.S. Secondo i dati del vice-direttore dell'amministrazione centrale del ministero degli Interni della Federazione Russa nello SKFO [12] Valerij Žernov, “nell'ultimo anno in Daghestan l'attività terroristica è cresciuta quasi una volta e mezzo”. Da gennaio a novembre dello scorso anno nella repubblica furono compiuti 161 atti terroristici, in meno di dieci mesi di quest'anno 231.

Irina Gordienko

10.12.2010, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2010/139/05.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Capitale della repubblica autonoma del Daghestan.

[2] Villaggio del Daghestan centro-settentrionale.

[3] Cioè degli estremisti islamici.

[4] Nelegal'noe Vooružënnye Formirovanija (Formazioni Armate Illegali).

[5] Il titolo di “presidente” è riservato ufficialmente al presidente della Federazione Russa.

[6] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio di Sicurezza Federale), il principale servizio segreto russo.

[7] Sledstvennaja Komissija pri Prokurature (Commissione Inquirente presso la Procura).

[8] Comunità islamica, da intendersi qui come “gruppo islamista”.

[9] Città del Daghestan centro-meridionale.

[10] Villaggio del Daghestan centro-meridionale.

[11] “Centro per i Compiti Speciali”. Il corsivo, qui e altrove, è mio.

[12] Severo-Kavkazskij Federal'nyj Okrug (Distretto Federale del Caucaso del Nord).

10 dicembre 2010

"Lei" è sempre una donna



Billy Joel "She's always a woman to me"


Per Me Sarà Sempre Una Donna

Può uccidere con un sorriso, può ferire con il suo sguardo
E può incrinare la tua fede con le sue bugie casuali
Mostra solo ciò che vuole che tu veda
Si nasconde come una bambina, ma per me sarà sempre una donna.

Ti può portare ad amare, ti può prendere o lasciare
Può chiederti di dire la verità, ma non ti crede mai
E prende tutto ciò che sei disposto a darle, purché tu non pretenda nulla in cambio
E sì, ruba come un ladro, ma per me sarà sempre una donna

Ooooh si prende cura di sé
È capace di aspettare se lo vuole, ma è in anticipo rispetto al suo tempo
Ooooh non cede mai, non si dà mai per vinta
Cambia solo idea

Ti prometterà il Paradiso e anche di più
Incurante, ti ferirà per poi ridere quando sanguinerai
Ma tirerà fuori il meglio e il peggio di te
Non biasimare che te stesso, perché per me lei sarà sempre una donna

Hmmmmmm Mmmmmm Hmmmmm Mmmmmm

Ooooh si prende cura di sé
È capace di aspettare se lo vuole, me è in anticipo rispetto al suo tempo
Ooooh non cede mai, non si dà mai per vinta
Cambia solo idea

Spesso è gentile, poi improvvisamente è crudele
Ma può fare come preferisce, sa il fatto suo
E non può essere condannata, si è guadagnata il suo posto nel mondo
E al massimo getterà ombre su di te
Ma per me sarà sempre una donna

Hmmmmmm Mmmmmm Hmmmmm Mmmmmm

(Traduzione di Dartagnan)