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08 febbraio 2013
07 febbraio 2013
La Russia dal "capitalismo degli amici" al capitalismo dell'amico Vladimir Putin
Putin invece del mercato
Solo lui decide a chi, quanto e come
05.02.2013
L'anno scorso nell'economia mondiale si sono
compiuti molti mega-affari: Facebook ha comprato Instagram per 1
miliardo di dollari, la Apple ha rinunciato a Googlemaps, la Cisco
ha comprato la NDS per 5 miliardi e la Del la QuestSoftware per 2,4
miliardi di dollari.
Tutti questi affari sono uniti da una cosa: né
Facebook, né Dell, né Cisco si sono consultati con il presidente
Obama a proposito dell'affare. Guardiamo: come stanno le cose in
Russia, come vanno da noi i maggiori affari e progetti?
TNK-BP [1]
E' indiscutibile, il maggior affare dello scorso
anno è stato la notizia dell'acquisto da parte della Rosneft' [2]
(guidata da Igor' Sečin)
della TNK-BP, tra l'altro non solo di azionisti britannici, ma anche
russi come Alfa [3] e
Renova [4]. Il volume
generale dell'affare è di 56 miliardi di dollari e tra l'altro BP
avrà sia cash, sia azioni della Rosneft', ma Fridman [5],
Veksel'berg [6] e Chan
[7] riceveranno 28
miliardi di dollari cash. La Rosneft' ha già trovato i crediti,
l'affare si farà. Non dubito che arbitro di questo affare sia Putin
in persona.
Nornikel' [8]
Gli azionisti della Nornikel' – Vladimir Potanin e
Oleg Deripaska – erano in lite dal 2008.
Poiché il management della Nornikel' era
controllato da Potanin, nelle condizioni di questa guerra la
Nornikel' indirizzò i propri profitti non al pagamento dei
dividendi (che avrebbero permesso a Deripaska impelagato nei debiti
di pagare almeno delle percentuali dei crediti), ma al riacquisto di
azioni, tra l'altro a un prezzo fortemente superiore a quello
attuale di mercato (il prezzo medio di entrambi i buyback fu di 280
dollari ad azione, l'attuale di 160 dollari). Cioè di fatto
Deripaska non ricevette soldi (non poteva vendere le sue azioni,
erano ipotecate) e Potanin ricevette enormi quantità di soldi per
la azioni (ben più dei dividendi), mantenne il controllo su di esse
e con quelle votò contro Deripaska.
Per questo motivo Deripaska fece perfino causa a
Potanin in tribunale a Londra. La prima udienza del processo avrebbe
dovuto tenersi il 3 dicembre 2012. Ma Vladimir Putin non ama che gli
oligarchi russi si facciano causa a Londra, poiché, come mostra
l'esperienza, viene fuori troppa biancheria sporca.
Perciò il processo non ha avuto luogo e al suo
posto alla vigilia è giunta una notizia sensazionale, che,
essenzialmente, riporta al fatto che Putin ha designato Abramovič
revisore della Nornikel'.
Entrambe le parti in lotta hanno venduto
docilmente ad Abramovič
un piccolo pacchetto azionario (meno del 5%) e il diritto di
votare fino al 20%. Le azioni quasi da tesoriere che hanno causato
bruciore di stomaco a Deripaska sono state estinte, Stržalkovskij
ha lasciato il posto di direttore generale e le parti hanno fissato
un minimo di dividendi che permetterà a Deripaska di sistemare
almeno i suoi debiti.
Un altro toccante dettaglio: Vladimir Stržalkovskij
era stato designato capo della Nornikel' da Potanin nel corso della
guerra perché aveva il proprio canale d'accesso a Putin. Quali
altri meriti dirigenziali possedesse l'ex direttore di un'agenzia
turistica di Piter [9] è
difficile dire. Sul livello manageriale di Stržalkovskij
nell'ambito minerario e finanziario tacerò. Ma farò solo un
esempio – un esempio del suo livello nell'ambito dell'uso di
quelle stesse risorse amministrative.
Fatto sta che sotto Stržalkovskij
la Nornikel' ha preso a perdere i concorsi. Nella regione di Voronež
ha perso il concorso per lo sfruttamento del giacimento di nichel a
vantaggio della UGMK [10] di
Iskander Machmudov e nello stesso Tajmyr [11],
nel cuore stesso dei propri possedimenti, si è ingegnata di perdere
il concorso per lo sfruttamento di quella che di fatto è una parte
dei suoi principali giacimenti a vantaggio della "Russkaja
platina" [12] di
Zija Bažaeva.
Tra l'altro dopo la la sconfitta della Nornikel' a
Voronež è sorto un
potente movimento ecologico con lo slogan "Non permetteremo al
sanguinoso regime putiniano di sfruttare il giacimento dello Elan'
[13] e profanare la
nostra ecologia". E' straordinario che per questo movimento al
Cremlino non le abbiano date a Stržalkovskij.
Niente affatto: lasciando la Nornikel' Stržalkovskij
ha ricevuto un paracadute d'oro da record - 100 milioni di dollari.
Forse per gli eccellenti successi dirigenziali sotto forma di
concorsi persi e di lotta con un regime sanguinoso per l'ecologia?
In un modo o in un altro, d'ora in poi Deripaska non
aspira più al controllo sulla Nornikel' – in cambio dei dividendi
che gli permettono di coprire le percentuali dei debiti. La
questione, certo, consiste in questo: di principio Deripaska
manterrà il suo impero a credito? Sul mercato corre voce che abbia
già sondato la possibilità di un acquisto di esso da parte dello
stato – e arbitro, si capisce, qui sarà di nuovo Putin.
Miller, Timčenko e Sečin
La Gazprom sotto Putin ha sempre posseduto il
monopolio dell'esportazione di gas. Adesso alla Gazprom sono
comparsi potenti avversari. Sono la NovaTĖK
[14] di Gennadij
Timčenko,
da cui l'estrazione cresce più rapidamente di quanto programmato
(estrae già 57 miliardi di metri cubi di gas e verso il 2020 ne
estrarrà 110) e la Rosneft' di Igor' Sečin,
i cui reali successi sono ben più modesti, ma i cui piani sono
enormi. (E' intenzionata ad aumentare l'estrazione di gas da 26 a
100 miliardi di metri cubi all'anno.)
Gli argomenti della Gazprom contro la
demonopolizzazione dell'esportazione sono molto semplici: per la
Gazprom già così non è facile concorrere con tutti questi cattivi
europei, che per qualche motivo non vogliono comprare il gas della
Gazprom a un prezzo assolutamente iniquo e costruiscono tutti quei
terminal LNG e qui, a quanto risulta, avrà concorrenti come
Timčenko
e Sečin.
Finora Nova TĖK
e Rosneft' hanno ottenuto solo pari accesso alle condutture
all'interno del paese, ma all'estero il monopolio della Gazprom
regge ancora. Ma è notevole che questi non concorrono per il
mercato, concorrono per la decisione di Putin.
Tel'man Ismailov
Il padrone del "Čerkizon"
[15] Tel'man Ismailov era
considerato una delle persone più ricche della Russia. Si dice che
durante le perquisizioni al "Praga" [16]
hanno tirato fuori dalla cassaforte brillanti a manciate e
l'indispettito nipote di Tel'man poi si lamentò: "Non ho
niente da regalare alla gente".
Nell'estate 2009 Putin si arrabbiò con Ismailov e
in un attimo risultò che questi era un contrabbandiere incallito.
Il motivo ufficiale della rabbia fu il lussuoso albergo
"Mardan-Palace" costruito da Ismailov in Turchia (si dice
che non molto tempo fa l'abbiano staccato dalla rete per mancato
pagamento). Ma è più probabile che la rabbia di Putin fosse stata
condizionata da un motivo profondamente personale. Cosa fosse
successo là è difficile dire. Alcuni affermano che Tel'man si
sarebbe permesso di minacciare un caro amico di Putin, altri che
all'inaugurazione del "Mardan-Palace" ci fosse la moglie
di Putin e che Tel'man si sarebbe permesso di registrare qualcosa su
di lei là in un video. In un modo o in un altro, Ismailov fu
dimostrativamente moltiplicato per zero, ma poi passò sotto il
tetto di Kadyrov e sotto la protezione dell'onnipotente Ramzan Putin
lo perdonò.
UVZ
Nel dicembre 2011 il capo della Uralvagonzavod (UVZ)
[17] Viktor Cholmanskich
promise a Putin di portare uomini degli Urali nella capitale e
sistemare tutta la sporcizia "arancione" [18]
là.
Questa promessa portò a stupefacenti e positivi
mutamenti nella vita della Uralvagonzavod. In primo luogo il
Ministero della Difesa dimenticò all'istante le proprie precedenti
dichiarazioni sul fatto che non avrebbe comprato i carri armati
della UVZ perché erano un vecchiume a un prezzo assurdo e
all'improvviso si è formato un programma di acquisto di carri
armati.
Ricordo che il direttore generale della UVZ è Oleg
Sienko, ma il presidente del consiglio di amministrazione è Evgenij
Školov,
ex capo del dipartimento per la sicurezza economica del Ministero
degli Interni licenziato al tempo in cui Medvedev lottava con
corrotti e raider tra le fila del Ministero degli Interni. Dopo
l'uscita di Medvedev Školov
è diventata assistente di Putin e ha occupato il posto di
presidente del consiglio di amministrazione della UVZ.
Così ecco: pare che Oleg Sienko e Evgenij Školov
adesso costruiscano una piccola, ma piacevole holding. E
l'aiuto di Cholmanskich, che è stato elevato a rappresentante
plenipotenziario ed è passato da una chruščoba
[19]
a un palazzo qui, come capite da soli, non è superfluo.
In primo luogo, la UVZ attraverso la Rostechnologija
[20] prende il controllo
delle "Motovilichinskie zavody" [21].
In secondo luogo, sul mercato corre voce che proprio la squadra di
Sienko possa stare dietro al management buyout della VSMPO-AVISMA
[22], il maggiore
produttore russo di titanio.
E a proposito. La gratitudine del bilancio statale
per l'aiuto nella lotta alla rivoluzione "arancione" forse
non si limiterà ai soli carri armati. La Uralvagonzavod (riderete)
non produce solo carri armati, ma anche vagoni e al Ministero
dell'Industria giace un progetto di lettera sulla sostituzione
obbligatoria dell'invecchiato parco vagoni russo. Alle fabbriche
russe il gas costa 130 dollari per mille metri cubi contro 80
dollari negli USA, l'energia elettrica tanto quanto in alcuni paesi
d'Europa, ma i prezzi di alluminio, acciaio, rame, carbone – di
tutto ciò che si trasporta con i vagoni – sono crollati
catastroficamente sul mercato mondiale. L'industria russa lavora al
minimo di redditività o in perdita; il rinnovamento forzato del
parco vagoni causerà il corrispondente aumento delle tariffe e
spingerà le fabbriche a un "meno" ancora maggiore – ma
cosa sono queste spiacevoli minuzie in confronto alla semplice
gratitudine umana per l'aiuto nella lotta alla rivoluzione
"arancione"?
Arcadi Gaydamak
E forse completeremo la lista (incompleta) dei più
importanti affari di quest'anno con una storia veramente aneddotica.
Il 9 gennaio 2013 allo stadio "Achmat-chadži
Kadyrov" a Groznyj si poté osservare un'immagine
stupenda: giocarono il Terek di Groznyj e il Beitar di Gerusalemme.
I calciatori ebrei, bisogna dire, ebbero un po' di fifa prima del
viaggio in Cecenia: la popolazione di là avrebbe picchiato i
sionisti sul collo? Ma tutto andò al di là di ogni lode: i
calciatori furono dichiarati ospiti personali di Ramzan Kadyrov,
accarezzati e coperti di regali.
Cosa portò il Beitar a Groznyj?
Il proprietario del Beitar è l'uomo d'affari
franco-russo-israeliano e conoscente di tutte le intelligence del
mondo Arcadi Gaydamak. Gaydamak se ne andò dalla Russia in Israele
nel 1973, ma presto si trasferì in Francia, dove aprì un ufficio
di traduzioni e negli anni '80 si dispiegò in tutta la sua
ampiezza, fornendo – secondo gli accusatori francesi – armi alle
autorità dell'Angola insieme al figlio di Mitterrand.
Negli anni 2000 la Francia prese a indagare
sull'attività di Gaydamak, cominciò ad avere difficoltà e quando
il grato governo angolano accolse Gaydamak con la licenza per
l'esportazione di diamanti, Gaydamak portò in Angola il re dei
diamanti Lev Leviev, con cui gli aveva fatto fare conoscenza l'ex
capo del Mossad. Ufficialmente di diamanti si occupava Leviev, ma
segretamente Gaydamak e Leviev conclusero un accordo perché questo
affare fosse 50 e 50.
Beh, poiché l'accordo era super-segreto, lo
siglarono in un unico esemplare e lo dettero in custodia al rabbino
capo di Russia Berl Lazar. In una grande busta.
Leviev, si capisce, non pagò un centesimo a
Gaydamak. Gaydamak si gettò su Berl Lazar. "Busta? Quale
busta?" – chiese Berl Lazar. Sì, c'era una busta, ma lui,
Berl Lazar, l'aveva persa da tempo perché pensava che là non ci
fosse nulla di importante.
Nel 2010 Gaydamak fece causa al tribunale di Londra
e nel 2011 per qualche motivo andò in Angola, dove i Bastrykin [23]
locali, guardandolo dolcemente negli occhi, gli raccomandarono di
firmare una conciliazione con Leviev e promisero perfino che subito
dopo la sigla Leviev avrebbe pagato qualche soldo, ma se non
l'avesse firmato – beh, che dire… è l'Angola. Non è una
qualche civile Cecenia. Gaydamak, si capisce, firmò. I soldi, si
capisce, non li ottenne, e ai suoi avvocati londinesi si vergognò
di parlare della conciliazione.
Ed ecco un quadro a olio: il giudice Geoffrey Vos
riconosce che l'accordo ci fu (di ciò aveva testimoniato a Londra
l'agente del Mossad Avi Dagan presente alla sua firma), ma qui
presentano al giudice la conciliazione. E nell'estate dello scorso
anno il giudice rigetta l'istanza di Gaydamak, riconoscendo la
presenza di una conciliazione.
In breve: una settimana dopo la partita del Beitar
con il Terek Gaydamak fece causa già in Israele – a Berl Lazar.
Causa per danni per la negligenza di Berl Lazar, che avrebbe perso
una busta che non avrebbe dovuto essere necessaria. E adesso capite
perché il Beitar andò a Groznyj? Giusto! Se il Beitar avesse
giocato a Groznyj, Kadyrov avrebbe chiesto a Putin di chiedere a
Berl Lazar di ricordare cosa c'era nella busta.
Farei qualche altro esempio qui, ma l'idea è
chiara: tutti i grandi (ma talvolta anche non molto) affari in
Russia non si compiono per mezzo del mercato, ma per mezzo di Putin.
Lui decide a chi, quando e come. Ciò, evidentemente, prende molto
tempo. Molto altro tempo prendono la piscina, le gru siberiane,
l'immersione in batiscafo, le ricerche di anfore e molti altri casi
importanti. Per la Russia non resta proprio tempo.
Julija Latynina, "Novaja gazeta", http://www.novayagazeta.ru/politics/56590.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1]
La partnership tra il colosso petrolifero britannico BP e la
Tjumenskaja Neftjanaja
Kompanija
(Compagnia Petrolifera di Tjumen' – Tjumen' è una città della
Siberia occidentale).
[2]
Qualcosa come "Petrolio Russo".
[3]
Una dei maggiori gruppi finanziari e industriali russi.
[4]
Conglomerato russo dai molteplici interessi.
[5]
Michail Maratovič Fridman, comproprietario della Alfa.
[6]
Viktor Feliksovič Veksel'berg, proprietario della Renova.
[7]
German Borisovič Chan, grande azionista della Alfa.
[8]
Noril'skij
Nikel'
(Nichel di Noril'sk – Noril'sk è una città della Siberia
settentrionale), grande produttore di nichel.
[9]
Nome colloquiale di San Pietroburgo.
[10]
Ural'sko
Gorno-Metallurgičeskaja Kompanija
(Compagnia Mineraria e Metallurgica degli Urali).
[11]
Regione peninsulare della Siberia settentrionale.
[12]
"Platino Russo".
[13]
Fiume della parte settentrionale della regione di Voronež.
[14]
TĖK sta per Toplivo-Ėnergetičeskij
Kompleks
(Complesso dell'Energia e dei Carburanti).
[15]
Nome colloquiale del mercato Čerkizovskij (dal nome del villaggio di
Čerkizovo, inglobato da Mosca) nella zona occidentale della capitale
russa.
[16]
Ristorante di lusso del centro di Mosca.
[17]
"Fabbrica di Vagoni degli Urali", in realtà fabbrica di
armamenti.
[18]
L'arancione era il colore dell'opposizione al presidente ucraino
filo-russo Janukovyč e per estensione è diventato il colore degli
oppositori di Putin e dei regimi a lui favorevoli.
[19]
I grandi e brutti edifici fatti costruire al tempo di Chruščëv
vennero chiamati così mischiando il nome del libero e il termine
truščoba,
"baracca". Il corsivo è mio.
[20]
"Tecnologia Russa".
[21]
"Fabbriche di Motovilicha", fabbrica di armi. Motovilicha
era un villaggio, ora inglobato nella città di Perm', ai piedi degli
Urali.
[22]
Compagnia formata dall'unione della VSMPO (VerchneSaldinskoe
Metallurgičeskoe Proizvodstvennoe Ob''edinenie
– Unione Produttiva Metallurgica di Verchnjaja Salda; Verchnjaja
Salda, "Alta Salda", è una città sul fiume Salda ai piedi
degli Urali) e della AVISMA (AVIacionnoe
Special'nye MAterialy
– Materiali Speciali per l'Aviazione).
[23]
Aleksandr Ivanovič Bastrykin, capo della Commissione Inquirente
russo, uno degli uomini che fanno andare la giustizia russa "come
deve andare"...
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04 febbraio 2013
Il "meglio" delle chiavi di ricerca di dicembre 2012 dell'altro mio blog
atto magnitskij: vedi qui e qui
a chi appartiene gazprom: vedi qui e qui
accademia militare “m.v. frunze” di mosca: vedi qui
andrej gazprom bank: vedi qui
attacco città di nal'čik.: vedi qui e qui
boris rothenberg putin: ?
catalogo "diciassette momenti di primavera": dove lo cataloghi?
che cos'è caucasica: una cosa del Caucaso di genere femminile?
che è successo in russia: vedi qui
città di minvody: vedi qui e qui
citta' minori della russia: cosa intendi dire?
colonnello budanov: vedi qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui
com'è vivere in russia: vedi qui
cospiratori che uccisero lo zar alessandro: vedi qui
crimenale in russia: crimenale è la tua ortografia...
crimini georgiani: vedi qui
croce con zirconi russi: non ce l'ho presente...
ditta bora russia: che ditta è?
dmitrij anatol'evič medvedev e la sua teoria del complotto: quale sarebbe?
emigrazione russa in francia: vedi qui
enko in russo significa: anche niente...
ermolov amante di caterina ii: non mi risulta, ma sono poco esperto di gossip antico...
gruppo criminale russo di lazovskij: vedi qui e qui
in aria karabulak: vedi qui
lanako lazovskij: vedi qui
legge magnitskij: vedi qui
maggiore evsjukov: vedi qui e qui
minoranze etniche in russia: vedi qui e qui
movladi atlangereev: vedi qui
multipartitismo in russia: vedi qui, qui, qui
oralovo: che è?
organizzazione mondiale per aiuti in georgia: qual è?
palazzo lobanov- rostovskij a pietroburgo: vedi qui
perestrojka gorbacioviana: vedi qui
prevenzione del crimine in georgia: non ne sono particolarmente edotto...
qualcuno è stato in russia a lavorare: io no
quartiere krasnogvardejskij: vedi qui, qui e qui
residentia de putin: che lingua parli?
russia di oggi: vedi qui, qui, qui, qui...
russia e turkmenistan: vedi qui, qui, qui, qui e qui
russia estrema: vedi qui
samarskij colonnello: vedi qui, qui e qui
sergej stanislavovič udal'cov: vedi qui, qui, qui e qui
statistiche sulla criminalità in russia: vedi qui
storia della prokuratura generale russa: non la conosco molto bene...
surgutèks: vedi qui e qui
tartus: vedi qui
torre gazprom: vedi qui e qui
trasferirsi nella federazione russa orientale: cioè dove?
tutti i paesi in russia: sono tanti...
a chi appartiene gazprom: vedi qui e qui
accademia militare “m.v. frunze” di mosca: vedi qui
andrej gazprom bank: vedi qui
attacco città di nal'čik.: vedi qui e qui
boris rothenberg putin: ?
catalogo "diciassette momenti di primavera": dove lo cataloghi?
che cos'è caucasica: una cosa del Caucaso di genere femminile?
che è successo in russia: vedi qui
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citta' minori della russia: cosa intendi dire?
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dmitrij anatol'evič medvedev e la sua teoria del complotto: quale sarebbe?
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ermolov amante di caterina ii: non mi risulta, ma sono poco esperto di gossip antico...
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qualcuno è stato in russia a lavorare: io no
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russia di oggi: vedi qui, qui, qui, qui...
russia e turkmenistan: vedi qui, qui, qui, qui e qui
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trasferirsi nella federazione russa orientale: cioè dove?
tutti i paesi in russia: sono tanti...
Nella Cecenia pacificata i "kadyroviti" vanno avanti come prima
Solo dal
villaggio cosacco di Assinovskaja negli ultimi tre mesi del 2012 gli
squadroni della morte di Kadyrov hanno sequestrato e arrestato (!) 16
giovani
Ingushetia.Ru, 31.01.2013, 20.57
Nel corso degli ultimi tre mesi del 2012 le formazioni di Kadyrov hanno cercato attivamente i simpatizzanti delle organizzazioni clandestine armate nel villaggio di Assinovskaja nel distretto Sunženskij [1] della Repubblica Cecena – su questo riferisce il centro per la difesa dei diritti umani Memorial.
Come riferisce Memorial, nel corso delle attività degli squadroni della morte di Kadyrov negli ultimi 3 (tre) mesi del 2012 come minimo 16 giovani che vivono nel villaggio cosacco sono stati arrestati illegalmente o sequestrati. Nella maggior parte dei casi tanto i parenti dei sequestrati quanto gli stessi sequestrati liberati hanno paura di raccontare l'accaduto e non sporgono denunce da nessuna parte.
Sui dettagli di alcuni avvenimenti simili i collaboratori del centro per la difesa dei diritti umani Memorial hanno potuto venire a sapere tutto dagli abitanti del posto.
Per motivi di sicurezza delle famiglie e degli stessi sequestrati e arrestati non pubblichiamo i loro nomi e indirizzi.
***
Il 21 ottobre 2012 alle 6.30 in casa del ventiduenne abitante del villaggio cosacco di Assinovskaja V. giunsero agenti in armi delle strutture armate in tuta mimetica. In casa si trovavano V. e sua madre. Gli agenti delle strutture armate si definirono agenti di una delle sezioni distrettuali di polizia e portarono via V. con loro.
La madre andò alla procura di uno dei distretti della repubblica e denunciò per iscritto il sequestro del figlio. Si rifiutarono di accogliere la denuncia. Allora ella disse che se non le avessero restituito immediatamente suo figlio, avrebbe sporto denuncia dappertutto e "che per fermarla agli agenti delle strutture armate sarebbe toccato ucciderla". Dopodiché accolsero la denuncia di sequestro.
V. fu rilasciato tre ore dopo. Non sa precisamente dove si trovasse, ma suppone che l'abbiano portato nella città di Groznyj all'Ufficio Investigativo e di Ricerca n° 2 (ORB-2) [2]. Là lo interrogarono, si interessarono di persone a lui sconosciute e lo picchiarono.
Dopo la liberazione giunse a casa da lui un agente della sezione distrettuale della polizia e prese a cercare di convincere sua madre a ritirare la denuncia alla procura "perché non ci fossero problemi". La donna fu d'accordo a condizione che lasciassero suo figlio in pace.
***
Il ventiquattrenne abitante del villaggio cosacco di Assinovskaja K. fu sequestrato da agenti delle strutture armate il 4 dicembre 2012. Quel giorno K., su richiesta di una conoscente, andò nel villaggio vicino, ma non tornò indietro.
In seguito i parenti chiarirono che per strada gli aveva telefonato un conoscente del villaggio di Samaški [3] e aveva chiesto un incontro. K. concordò di attenderlo in una delle vie di Assinovskaja. Qualche minuto dopo a K. si avvicinò un'automobile Lada Priora [4] argentata. Da questa uscirono persone armate in tuta mimetica, che parlavano in ceceno. Senza spiegare niente, spinsero K. nella loro macchina. Nell'abitacolo questi vide il proprio conoscente di Samaški. Risultò che questi era stato arrestato qualche giorno prima.
I dettagli dell'arresto dell'abitante di Samaški ci sono sconosciuti.
In quel giorno quegli agenti delle strutture armate arrestarono un altro abitante del villaggio cosacco di Assinovskaja.
All'arrivo dal villaggio cosacco sull'autostrada Baku-Rostov [5] tutti e tre i giovani furono fatti sedere in macchine diverse, mettendogli preventivamente un cappello sugli occhi.
In seguito K. raccontò al suo avvocato che lo avevano portato in un vano ignoto e avevano iniziato a interrogarlo. L'interrogativo si alternava a torture con la corrente elettrica e a crudeli pestaggi.
I sequestratori chiesero a K. di confessare il favoreggiamento di guerriglieri e dell'omicidio di un agente delle strutture armate nell'estate 2012. Secondo la versione dei sequestratori, K. quel giorno avrebbe portato i guerriglieri dalla macchia al luogo del crimine. Non reggendo le torture, K. firmò tutto ciò che gli chiedevano, calunniando se stesso in questo modo. Tra l'altro i suoi parenti affermano che il giorno dell'attacco agli agenti delle strutture armate K. era andato in vacanza nella città di Anapa nel territorio di Krasnodar [6].
L'automobile del suo conoscente del villaggio di Samaški, con cui, secondo la versione degli agenti delle strutture armate, K. avrebbe dato un passaggio ai guerriglieri, era in riparazione. A sera i sequestratori liberarono uno dei tre arrestati. Questi riferì ai familiari di K. del suo sequestro. I parenti presero a cercarlo. Il 6 dicembre i familiari conclusero un accordo con l'avvocato. Questi chiarì che K. dopo il sequestro era stato portato alla sezione distrettuale della polizia e poi all'ORB-2 della città di Groznyj. Tra l'altro, secondo i documenti ufficiali, K. fu arrestato solo il 6 dicembre.
La madre vide K. all'udienza del tribunale per la scelta delle misure restrittive. A suo dire, il suo volto era tutto coperto di ematomi e lividi. K. è accusato di aver compiuto i crimini previsti dall'art. 317 (attentato alla vita di un agente delle forze dell'ordine) e dall'art. 208 (organizzazione di formazione armata illegale o partecipazione ad essa) del Codice Penale della Federazione Russa. Allo stato delle cose del 30 gennaio, K. si trova nel SIZO [7] della città di Groznyj, nei suoi confronti si svolge un'indagine preliminare.
***
Il 14 dicembre 2012 il ventiduenne abitante di Assinovskaja P. fu portato via dalla propria casa da agenti delle strutture armate.
Alle 3 di notte nella casa dove si trovava P., sua moglie e i suoi figli, irruppero persone armate in tuta mimetica. La sorella e i genitori dormivano in un'altra costruzione nel cortile.
Gli agenti non se lo immaginavano, ma dichiararono di avere un'informazione investigativa secondo cui nell'inverno dello scorso anno P. avrebbe comprato cibo per i membri di formazioni armate illegali (NVF) [8]. P. confessò che una volta l'aveva effettivamente fatto. Raccontò che si era imbattuto nei guerriglieri nel bosco nell'inverno dello scorso anno mentre andava a raccogliere aglio orsino. A suo dire, i guerriglieri gli avevano dato dei soldi e gli avevano chiesto di comprargli del cibo. Questi fu d'accordo.
I parenti affermano che P. non fu torturato. Gli formalizzarono l'accusa secondo il c. 2 dell'art. 208 (partecipazione a formazione armata non prevista da una legge federale) del Codice Penale della Federazione Russa. P. si trova nel SIZO della città di Groznyj.
***
Il 16 dicembre 2012 in casa del ventiquattrenne M. ad Assinovskaja irruppero sei persone armate in tuta mimetica. Non si presentarono, parlavano in ceceno. Chiesero ai parenti di M. di dirgli dove si trovasse. I parenti spiegarono che era al lavoro, ma si rifiutarono di dargli l'indirizzo. Allora le persone armate dichiararono che avrebbero preso con loro il fratello maggiore di M. in qualità di ostaggio e lo avrebbero rilasciato solo in cambio di M.. Il padre fu costretto a dargli l'indirizzo del luogo di lavoro del figlio. I sequestratori, preso con loro l'ostaggio, si diressero all'indirizzo di lavoro di M., dove lo presero. Solo dopo liberarono il fratello di M..
Per tre giorni i parenti non seppero nulla del luogo dove si trovava M.. Il quarto giorno fu rilasciato. Raccontò che si trovava in uno degli ROVD [9] della Cecenia, dove lo avevano torturato e picchiato. Aveva il naso rotto, sulla testa e sul corpo numerose contusioni ed ematomi. Gli agenti delle strutture armate gli chiesero di confessare di aver portato alla macchia dai guerriglieri i suoi due cugini, che qualche mese prima erano scomparsi in circostanze non chiarite. Gli agenti delle strutture armate suppongono che si siano uniti ai membri di una NVF. M. si rifiutò di firmare qualsiasi confessione.
Né М., né i suoi familiari vogliono sporgere denuncia da alcuna parte per motivi del tutto comprensibili.
***
Il 16 dicembre 2012 agenti armati di una struttura armata non appurata sequestrarono da casa sua il ventenne Č..
Si avvicinarono a casa sua all'ora di pranzo con tre macchine UAZ, un'automobile Toyota Camry e due macchine Gazel' [10]. Alcuni di loro irruppero nella casa dove si trovavano Č. e i suoi genitori. Senza spiegare nulla presero il giovane, gli misero un cappello sugli occhi, lo misero in una delle loro macchine e lo portarono via.
Il padre del giovane andò dietro ai sequestratori e gli riuscì seguirli. Č. fu portato in una delle sezioni distrettuali della polizia. Ai parenti riunitisi presto presso l'edificio gli agenti dissero che non c'era Č. da loro. A mezzanotte rilasciarono il giovane. Questi raccontò che l'avevano picchiato e torturato, chiedendogli di confessare il favoreggiamento dei guerriglieri.
***
A quanto riferiscono gli abitanti del luogo, il 16 dicembre furono arrestati illegalmente altri due giovani del villaggio cosacco di Assinovskaja, che più tardi furono liberati. I parenti degli arrestati non vogliono riferire i dettagli agli attivisti per i diritti umani.
***
Secondo gli abitanti del villaggio cosacco, un giovane portato via di casa a ottobre, fu condannato a tre anni e mezzo per partecipazione a una NVF. Perché non lo condannassero a una pena più lunga ai parenti toccò pagare 250.000 rubli [11]. Tra l'altro è impossibile verificare questa notizia, in quanto nessuno dei membri della famiglia è pronto a parlarne.
Negli anni 2000, nel periodo delle azioni delle forze federali nella Repubblica Cecena e dello svolgimento degli arresti illegali di massa e delle "ripuliture" [12], gli attivisti per i diritti umani più di una volta riferirono della non selettività degli agenti delle strutture armate. Tale approccio delle strutture armate dimostrò la propria inefficacia. Nel corso della "cecenizzazione" [13] del conflitto e dello stabilimento del regime di Kadyrov in sostituzione delle azioni non selettive degli agenti delle strutture armate ne sono giunte altre, più selettive, basate sulla buona conoscenza delle famiglie e dei villaggi. Sull'esempio del villaggio cosacco di Assinovskaja nelle azioni delle strutture armate cecene filo-russe si può osservare un parziale ritorno all'estrema non selettività. Sempre più spesso arrestano non solo quelli su cui hanno informazioni investigative, ma talvolta anche persone a caso – riferisce il centro per la difesa dei diritti umani.
HABAR.ORG [14]
http://ingushetiyaru.org/news/36013/
(traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1]
Distretto della Cecenia centro-occidentale.
[2]
Dalla dicitura russa Operativno-Rozysknoe
Bjuro.
[3] Villaggio della Cecenia
centro-occidentale.
[4] Berlina non esportata in
Occidente.
[5] Dalla capitale
dell'Azerbaigian alla città di Rostov sul Don nella Russia
meridionale.
[6] Città della Russia
meridionale.
[7]
Sledstvennyj
IZOljator
(Carcere di Custodia Cautelare).
[8]
Dalla dicitura russa Nezakonnye
Vooružënnye Formirovanija.
[9]
Rajonnyj Otdel
Vnutrennich Del
(Sezione Distrettuale degli Affari Interni), la sede distrettuale
della polizia.
[10]
"Gazzella", furgone della GAZ (Gor'kovskij
Avtomobil'nyj Zavod,
Fabbrica di Automobili di Gorizia – l'attuale Nižnij Novgorod
nella Russia centrale).
[11] Oltre 6.100 euro.
[12] Cioè dei rastrellamenti.
[13] La trasformazione della
guerra dei russi contro la Cecenia in uno scontro tra ceceni
filo-russi e ceceni indipendentisti.
[14] Sito di informazione
indipendente inguscio.
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03 febbraio 2013
La Russia, gli USA e una strana nuova "guerra fredda"
McFaul da ultimo uomo [1]
A Washington e a Mosca ricordano il "reset"
[2] con ironia
01.02.2013
Una rappresentante ufficiale del Dipartimento di Stato ha dichiarato che gli USA "sono amareggiati dalla decisione [della Russia] di uscire dall'accordo di collaborazione nell'attività delle forze dell'ordine e nella sfera del controllo del traffico di droga e ritengono questa decisione fallimentare".
Nell'ambito dell'accordo gli americani fornivano
regolarmente un aiuto finanziario alle autorità russe per la
realizzazione di progetti anti-criminali, l'istruzione e la
preparazione di specialisti russi per la lotta al narco-business. Il
vice ministro degli Interni della Federazione Russa Sergej Rjabkov
ha precisato che l'uscita dall'accordo non è legata alle divergenze
politiche tra Mosca e Washington. Secondo Rjabkov, questa questione
è stata discussa con gli americani nel corso degli ultimi tre anni.
Ciò ha ricordato un po' la dichiarazione dei
deputati della Duma di Stato, che, approvando il pacchetto di misure
in risposta all'"atto Magnitskij" [3]
americano, inizialmente non nascondevano che anche la "legge
Dima Jakovlev" [4]
fosse una "risposta asimmetrica", ma in seguito,
comprendendo che qui non c'era in generale alcun legame,
dichiararono che la "legge anti-orfani", che proibisce
l'adozione di bambini russi da parte di americani era una vecchia
iniziativa, che intendevano approvare già da qualche anno.
Evidentemente gli era mancato il tempo.
Qualche tempo fa alla conferenza stampa a Washington il direttore dello FSKN [5] Viktor Ivanov sottolineò che "Russia e USA hanno enormi prospettive di collaborazione nello scambio di informazioni ed esperienza nella lotta alla droga, in quanto gli USA possiedono un corpo ramificato di agenti in Afghanistan e in altri paesi di transito di droga". Allora Ivanov propose di assimilare l'esperienza americana per la creazione di basi militari speciali, per esempio, sul territorio del Kirghizistan – nel distretto di Oš. Proprio da là i flussi di droga scorrono per l'Asia Centrale e poi a Nord – in Russia. Gli USA in Colombia hanno creato sette basi militari anti-droga. Ora ci dicono che a quel tempo (e perfino prima! – nota dell'autore) la Russia voleva rompere la collaborazione con l'America in questa sfera.
Tra l'altro il passo di Mosca si può definire
l'ennesima "risposta". Il 25 gennaio gli USA dichiararono
che avrebbero interrotto il lavoro nel gruppo di lavoro per lo
sviluppo della società civile, che rientrava nel numero della
ventina di vari gruppi dell'intero spettro delle relazioni
bilaterali creati sotto l'egida della commissione presidenziale
russo-americana. Thomas Melia, che occupava il posto di
co-presidente, spiegò che la decisione era stata presa in quanto
"nello scorso anno il governo della Federazione Russa ha
intrapreso azioni dirette contro la società civile". Si tratta
della limitazione del lavoro in Russia delle organizzazioni no
profit americane.
La commissione presidenziale russo-americana fu
creata nell'estate 2009 durante la visita di Barack Obama a Mosca.
La creazione della commissione diventò il simbolo della politica
del "reset". Uno dei creatori di questa politica (a Mosca
lo definivano perfino specialista di "rivoluzioni arancioni"
[6]) Michael McFaul amava
sottolineare che Washington costruiva i rapporti con Mosca
parallelamente su due livelli: governativo e civile. McFaul, allora
primo consigliere di Obama per la Russia, era a capo del gruppo di
lavoro per la società civile. Gli toccò un vis-à-vis molto
interessante - Vladislav Surkov [7],
autore del termine "democrazia sovrana". Gli oppositori
russi proposero a McFaul di rifiutarsi di lavorare con il
"principale burattinaio del Cremlino". Nel tempo di
esistenza del gruppo ebbe luogo solo qualche seduta. In queste si
discusse la situazione dell'adozione internazionale, la sentenza
contro Michail Chodorkovskij, la morte di Sergej Magnitskij, ma di
decisioni concrete o non ne furono prese o non furono comunicate.
Quando chiesero a McFaul in proposito, questi non portò dettagli
concreti, ma, come ho notato, i ricordi del lavoro con Surkov gli
provocano immancabilmente un largo sorriso. In seguito il "creatore
del reset" andò a Mosca come ambasciatore e Surkov andò a
lavorare al governo. E del lavoro del gruppo in generale non si è
sentito più nulla. Se ora funzioni la commissione presidenziale
russo-americana è pure ignoto. L'ultimo bollettino sulla sua
attività è datato ottobre 2012.
"Non c'è modernizzazione senza democratizzazione", "il governo dev'essere trasparente per la società" – tutti questi slogan da anime belle del "reset" scomparvero nell'Estate, come pure la stessa creatura di Michael McFaul. Dopo il "giro di vite" davanti ai membri delle organizzazioni no profit sorse una prospettiva spiacevole: il loro status di "agenti stranieri" agli occhi degli organi competenti e delle ampie masse poteva essere sostituito dalla più abituale etichetta di "spie". Le visite fattesi più frequenti degli agenti dello FSB [8] ai capi delle sezioni russe delle organizzazioni no profit NDI (Istituto Democratico Nazionale) e IRI (Istituto Repubblicano Internazionale) hanno costretto queste due note organizzazioni a prendere la decisione di chiudere i propri uffici e trasferire i collaboratori in Lituania. Gli emendamenti agli articoli del Codice Penale della Federazione Russa sul tradimento e lo spionaggio approvati dalla Duma nell'autunno dello scorso anno fanno rischiare 20 anni di reclusione a una persona "che fornisce un aiuto di consulenza a un'organizzazione straniera", se… sarà dimostrato che questa struttura si è occupata di "attività diretta contro la sicurezza della Federazione Russa". E quanto "ampiamente" sappia trattare le leggi la nostra giustizia, gli americani già lo sanno.
Lo NDI è intervenuto con una dichiarazione ufficiale, in cui si dice: "L'Istituto Democratico Nazionale ha lavorato in Russia a partire dal 1989 (allora in URSS – n.d.a.), aiutando i cittadini russi a partecipare costruttivamente al processo dei mutamenti politici. L'Istituto non fornisce elargizioni finanziarie in Russia, non partecipa al finanziamento di singoli partiti e non persegue determinati risultati politici alle elezioni… Alla luce della recente interruzione del lavoro in Russia dell'USAID (Agenzia federale per lo sviluppo internazionale) lo NDI cerca mezzi più efficaci per la prosecuzione del proprio lavoro. In questo senso i collaboratori si sono temporaneamente trasferiti a Vilnius alla fine di ottobre".
In Russia lo NDI e lo IRI si occupavano di programmi
per lo sviluppo della società democratica, tenevano seminari di
specialisti stranieri e organizzavano viaggi di politici russi alle
elezioni in altri paesi.
Hillary Clinton, che il 1 febbraio ha lasciato il
posto di Segretario di Stato, ha concesso una serie di interviste
"d'addio" ai principali mezzi di informazione di massa
elettronici d'America, in cui ha tirato le somme del proprio lavoro.
Sulla Russia le ha fatto una domanda solo il corrispondente della
radio pubblica americana (National Public Radio). Agli altri
interessavano Siria, Iran, Libia, i piani per il futuro, la sua vita
personale – qualsiasi cosa, solo non le relazioni con Mosca. Anche
questo è molto indicativo. Alle ampie masse di telespettatori e
radioascoltatori questa "parte della Terra" non interessa,
neanche dopo il divieto di adozione di orfani russi. E non di meno
una domanda è stata fatta e Hillary in seguito non si è messa a
nascondere il disappunto, chiamando una tragedia la decisione di
Mosca di vietare le adozioni. A suo parere, la Russia ha inferto un
colpo a se stessa come pure nel caso della cacciata dell'USAID:
"Ritengo una tragedia che abbiano vietato le adozioni… in
particolare di bambini, che non avranno mai la chance di acquisire
una famiglia. Vivranno in orfanotrofio finché non diventeranno
adulti. Sappiamo come sia complesso e tragico… Riteniamo
fallimentare per la Russia la decisione di espellere dal paese
l'USAID, che si occupava di tutto – dalla lotta alla tubercolosi
all'aiuto nella creazione delle prime compagnie ipotecarie in
Russia. Ciò danneggia veramente il popolo russo. Con i nostri soldi
e il nostro aiuto possiamo dirigerci altrove, dove saranno solo
contenti di noi", – ha fatto notare la Clinton.
In generale, al suo erede, il senatore John Kerry –
veterano del Vietnam e leader del movimento contro la guerra, marito
della proprietaria dell'"impero del ketchup e della senape"
Teresa Heinz, lontano parente di quattro presidenti americani e
perfino del re Riccardo Cuor di Leone – è toccata una pesante
"eredità russa".
Le due grandissime potenze nucleari sono "destinate"
a continuare a interagire nell'arena internazionale, ma quanto
sincero sarà il desiderio di collaborare e ci sarà in generale?
Negli ultimi mesi il principio "occhio per occhio, dente per
dente" trionfa. A Washington e a Mosca ricordano il "reset"
con ironia.
Aleksandr PANOV
Sotto testo
Il gruppo di lavoro russo-americano per lo sviluppo
della società civile, secondo i suoi membri, era complesso definire
"di lavoro" – già perché inizialmente da parte russa
inizialmente (dal 2009) fu presieduto da Vladislav Surkov. A quel
tempo era primo vice capo dell'amministrazione presidenziale.
L'unico incontro ragionevole, secondo il capo del
Gruppo di Helsinki [9]
moscovita Ljudmila Alekseeva, fu il primo – con gli attivisti per
i diritti umani americani, che raccontarono del sistema
penitenziario degli USA. Neanche da loro, come risultò, era tutto
grazia di Dio.
Il presidente del comitato "Per i diritti
civili" Andrej Babuškin
ritiene che il potenziale del gruppo di lavoro fosse enorme, infatti
poteva approvare documenti di non poca forza. Tuttavia questo
potenziale, secondo l'attivista per i diritti umani, non si è
realizzato per colpa (o non senza "aiuto"?)
dell'amministrazione presidenziale, che si è volta al dialogo senza
particolare interesse.
Nikita GIRIN
Hanno strappato la carne con il sangue
Il divieto di importazione dall'America è conveniente per i nostri giocatori, che rappresentano le élites regionali del partito del potere
Dal 4 febbraio in Russia inizierà a vigere il
divieto di introduzione di carne refrigerata dagli USA e dall'11
febbraio anche di introduzione di carne surgelata. Come ha già
raccontato la "Novaja gazeta", il motivo formale della
dura decisione del Rossel'choznadzor [10]
è il contenuto di ractopamina nei mangimi nella produzione
americana. E che sia stato approvato sullo sfondo dello scandaloso
scambio tra "atto Magnitskij" e "legge Dima Jakovlev"
è certamente una coincidenza.
In effetti questo divieto, a differenza
dell'isterica "legge dei vigliacchi" [11],
ha un qualche senso. In primo luogo, i produttori di carne americani
perdono d'un colpo 150 milioni di dollari all'anno e i deputati del
Congresso, in particolare quelli degli stati agricoli, sentiranno
per via di questa la pressione dei potenti gruppi lobbystici.
Nessuno vuole perdere la Russia, quarto mercato per volume di
esportazione.
In secondo luogo, nel mercato russo della carne si
apre una nicchia di dimensioni analoghe. E anche se in proporzione è
in tutto l'1% della vendita di carne nel nostro paese, di per se 150
milioni di dollari all'anno sono un premio abbastanza valido. I
maggiori giocatori in questo campo sono sempre affiliati alle
autorità regionali e in parte ai deputati della Duma di Stato (per
esempio con il "pretzel d'oro di Čeljabinsk
[12]"
Oleg Kolesnikov; "Novaja gazeta" n° 130 del 2012).
Ne risulta che il divieto "di politica estera" è
estremamente conveniente per noti rappresentanti del partito del
potere.
E cosa potevamo vietare di americano, a parte la
carne? Se si guarda la struttura dell'esportazione degli USA in
Russia, più del 60% di essa consiste in macchine e apparecchiature,
tra l'altro guidano le esportazioni l'industria aeronautica e quella
automobilistica. Che fare adesso, mettere una cortina ai Boeing e ai
loro pezzi di ricambio? E su cosa avremmo volato? O forse chiudere
la fabbrica della Ford a Vsevoložsk
[13] e trasformarla in
Pikalëvo
[14]?
Così una grande guerra commerciale tra i nostri
paesi non ci sarà. Tanto più che toccherebbe condurla secondo le
regole della WTO, che i nostri funzionari, secondo il capo della
Sberbank [15] German
Gref, non conoscono affatto.
Nonostante l'isteria di politica estera, corro il
rischio di supporre che la crescita degli scambi commerciali tra i
nostri paesi, che ha raggiunto l'anno scorso un record del 35%,
continuerà. E la Russia è la più interessata a questo. Gli USA
sono comunque per noi il sesto partner per importanza, ma la Russia,
con un simbolico 1,2% del commercio estero, dal punto di vista degli
USA è una remota periferia.
Aleksej POLUCHIN
La madre di Kuz'ka [16]. Reset
Le relazioni russo-americane hanno raggiunto il grado "quasi zero"
Le autorità russe agiscono nella logica della
vecchia matrice bolscevica – questi avevano l'"espropriazione
degli espropriatori", gli attuali il "reset del reset".
E' in questo senso che le relazioni russo-americane dopo un breve e
indistinto disgelo ("Riferirò a Vladimir", copyright di
D.A. Medvedev) entrano in uno stadio di leggero gelo.
Dopo la storia degli "agenti stranieri",
l'interruzione dell'attività dell'USAID e la "legge
anti-orfani" il nuovo vettore antiamericano è completato
dall'uscita della Russia dall'accordo sulla collaborazione
nell'attività delle forze dell'ordine e nella sfera del controllo
sul traffico di droga. E' chiaro che questa non è un'iniziativa del
Ministero degli Esteri, ma a una decisione politica presa dall'alto
in qualità di un'altra "nostra risposta a Curzon [17]"
– la decisione della parte americana sull'uscita dal "gruppo
McFaul-Surkov" non è passata inosservata. E le relazioni tra
le due potenze sono diventate ancor più fredde, raggiungendo il
grado, per citare un'opera attribuita allo stesso Surkov, "quasi
zero".
In principio tutto questo erano piroette neanche di
politica estera, ma di politica interna, profondamente immischiata
nei difficili complessi del potere putiniano nelle relazioni con gli
USA, uno dei quali è il complesso di inferiorità. Come se tutto
fosse fatto guardando alla Russia. E Obama ha vinto le elezioni e il
moderato Kerry diventerà Segretario di Stato. Ma non fa niente, la
leadership russa con brevi intervalli mostra una dopo l'altra
qualche imponente "madre di Kuz'ka" ai partner
d'oltreoceano. E il dicastero diplomatico, essenzialmente, si occupa
dell'accompagnamento informativo della politica interna, una delle
cui componenti adesso è l'antiamericanismo (insieme al
fondamentalismo ortodosso e ad altri ideologemi isolazionisti e
nazionalisti).
Forse, com'è usuale e succede nella diplomazia
mondiale, sono in funzione canali informali di comunicazione
invisibili al mondo tra due alte parti in fase di accordo. Durante
la distensione Leonid Brežnev
accoglieva molto Henry Kissinger a Zavidovo [18],
anche per la caccia ai cinghiali, cosa che, naturalmente, non faceva
parte dell'ordine del giorno ufficiale. Una volta il Segretario di
Stato chiese perfino di riferire all'ambasciatore dell'URSS all'ONU
Jakov Malik che misurasse il tono dei propri interventi: "Brežnev
lo baciò sulla bocca? Lui mi ci baciò"… Ma finora, a
ben vedere, anche questo tipo di canali è bloccato da trombi.
Questo, a tal proposito, è testimoniato direttamente dal fatto che
l'incontro tra Barack Obama e Vladimir Putin, come riferì a metà
gennaio l'ambasciatore degli USA Michael McFaul, avrà luogo solo
nell'ambito del summit del G-20, che si svolgerà a San Pietroburgo
il 5-6 settembre. Tra l'altro, ancora a novembre dello scorso anno
Sergej Lavrov e Hillary Clinton all'incontro a Phnom Penh parlarono
del fatto che la data della visita di Obama a Mosca sarebbe stata
presto concordata. Cioè, ora "la concezione è cambiata":
questo incontro non è necessario né a Obama, né a Putin.
La "Novaja gazeta" ha già scritto che
sullo sfondo del gelo anti-occidentale della Russia appaiono strani
i tentativi di presentare il paese in qualità di migliore oggetto
degli investimenti stranieri e di ingaggiare la Goldman Sachs per
migliorare l'attrattiva per gli investimenti ("Novaja gazeta",
30.01.2013, "Ora la Raša
[19]
è vostra").
Ma ecco per l'appunto il lettino dello psicanalista: la leadership
russa minaccia l'America con la ruvida lingua di un cartello, ma al
contempo crede santamente nella sua onnipotenza e nella forza magica
degli investitori bancari americani, chiamando in aiuto le ombre di
Marcus Goldman e Samuel Sachs.
Con la massa critica di atti di inimicizia che si
accumula e la continua isteria antiamericana è difficile
immaginarsi che nei prossimi mesi comparirà una tecnologia per il
disgelo delle relazioni.
Sostanzialmente non c'è di che parlare. E
poi è la leadership russa che "impreca" come solo vede le
tre allegre lettere "USA". L'America e il suo leader oggi
hanno non pochi problemi, e la Russia , pur essendo un cliente
fastidioso (noisy), non è il principale mal di testa degli USA.
Perché facessero seriamente attenzione a lei, le sarebbe necessario
organizzare qualcosa come il Muro di Berlino o la crisi dei missili
a Cuba. Grazie a Dio, oggi la Federazione Russa non ha risorse per
fare questo.
Ma l'America è necessaria all'attuale regime
politico russo solo come spauracchio per l'elettorato, la base
sociale del presidente. E su questo percorso i propagandisti statali
hanno avuto successo: se nel 2010 guardava male agli USA il 25%
degli interpellati del "Centro Levada", nel settembre 2012
questi erano già il 31%. Nel 2010 guardava bene all'America il 50%,
ma nel settembre 2012 il 43%. Gli interpellati del FOM [21],
rispondendo alla domanda sul perché guardino male agli USA, in
qualità di motivo principale hanno indicato il seguente: "L'America
guarda male alla Russia, la ritiene un nemico".
Hanno "riferito" a Vladimir. Già nel
marzo 2012 all'incontro tra Medvedev e Obama a Seul. La risposta è
giunta – non diretta, ma del tutto distinta: non ci sarà
distensione
Andrej KOLESNIKOV
"Novaja gazeta", http://www.novayagazeta.ru/politics/56533.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1]
Letteralmente "McFaul dell'ultima speranza". McFaul
è trascritto Makfol
in russo. Fol
sta
per "fallo", inteso come scorrettezza in campo sportivo, e
il fallo "dell'ultima speranza" ("da ultimo uomo"
nel linguaggio sportivo italiano) è quello con cui viene fermato un
avversario che sta per segnare un canestro o un gol.
[2]
"Reset" fu definito dalla prima amministrazione Obama
l'avvio di relazioni più amichevoli con la Russia.
[3]
Il pacchetto di misure americane contro la Russia seguite alla morte
in carcere dell'avvocato russo della finanziaria Hermitage Capital
Fund Sergej Leonidovič Magnitskij.
[4]
A Dmitrij (Dima) Jakovlev, bambino russo morto per negligenza dei
genitori adottivi americani, è stata come dedicata la legge che
proibisce l'adozione di bambini russi da parte di americani.
[5]
Federal'naja Služba po Kontrolju za oborotom Narkotikov
(Servizio Federale per il Controllo sul traffico di Narcotici).
[6]
L'arancione era il colore degli oppositori del presidente ucraino
filo-russo Janukovyč e per estensione è diventato quello degli
oppositori di Putin e dei regimi dell'ex-URSS a lui favorevoli.
[7]
Vladislav Jur'evič Surkov, vice premier e sorta di "ideologo"
di Putin.
[8]
Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio Federale di
Sicurezza), il principale servizio segreto russo.
[9]
Il Gruppo di Helsinki sorse per richiedere all'Unione Sovietica il
rispetto degli impegni per i diritti umani presi con gli Accordi di
Helsinki del 1975.
[10]
Abbreviazione di ROSsijskij SEL'skoCHOZjajstvennyj NADZOR
(Ispettorato Agricolo Russo), nome non ufficiale della Federal'naja
služba po veterinarnomu i fitosanitarnomu nadzoru (Servizio
federale per l'ispezione veterinaria e fitosanitaria).
[11]
Nome dato dagli oppositori di Putin alla "legge Dima Jakovlev".
[12]
Città della Russia asiatica ai piedi degli Urali.
[13]
Città della regione di San Pietroburgo (ufficialmente chiamata
ancora "regione di Leningrado").
[14]
Città della regione di Leningrado messa in ginocchio dalla crisi di
un cementificio su cui si basava la sua economia.
[15]
Letteralmente "Banca di Risparmio", in realtà colosso
finanziario russo.
[16]
"Mostrare la madre di Kuz'ka" (Kuz'ka è vezzeggiativo di
Kuz'ma, Cosimo) è un modo di dire russo di origine non chiara per
indicare una minaccia brutale, tipo "far vedere i sorci verdi".
Nikita Sergeevič Chruščëv lo usò riferito agli USA, l'interprete
tradusse l'espressione letteralmente e ci fu chi pensò che la "madre
di Kuz'ka" fosse un'arma segreta.
[17]
George Nathaniel Curzon fu ministro degli Esteri della Gran Bretagna
nel primo dopoguerra e si oppose con forza all'URSS.
[18]
Villaggio della Russia centro-settentrionale dove si trovava una
residenza ufficiale del leader dell'URSS.
[19]
Raša è "Russia" nella pronuncia inglese e fa rima
con vaša, "vostra".
[20]
Centro di studi sociali russo fondato dal sociologo Jurij
Aleksandrovič Levada.
[21]
Fond Obščestvennogo Mnenija (Fondo per l'Opinione Pubblica),
centro di studi sociali russo.
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