11 giugno 2011

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Un'altra Russia

Forma di vita – misericordia





Misericordia è la prontezza a dare aiuto a chi ne ha bisogno per compassione.
Dizionario monolingue di lingua russa redatto da D.N. Ušakov

Ho conosciuto il sacerdote Arkadij Šatov circa 15 anni fa. Allora lavoravo alla “Nezavisimaja gazeta” [1] ed ecco che arriva una sorta di redattore del supplemento tematico “Religione” Natal'ja Archipova e dice: “Ascolta! Ho trovato qui casualmente un sacerdote, un tipo del tutto sconvolgente, assolutamente vero, andiamo, facciamo un reportage…”

Arriviamo, facciamo conoscenza e subito cadono tutti i dubbi, ecco che ci sono persone così autentiche, la cui chiarezza, nitidezza e affidabilità una volta per sempre vincono qualsiasi scetticismo, qualsiasi incredulità.

In epoca sovietica lavorò come infermiere in un ospedale e vide tante di quelle sofferenze e di quella rozzezza che decise di diventare sacerdote per portare misericordia nella vita di tutti i giorni di quegli stessi ospedali, per esempio…

Intendeva la misericordia come un lavoro. Anche oggi la intende così.

Nel 1990 padre Arkadij (Šatov) insieme alla sua parrocchia sul territorio del 1° Ospedale Cittadino “N.I. Pirogov” (costruito 200 anni prima su progetto dell'architetto Matvej Kazakov) restaurò la chiesa di san Demetrio, zarevic [2] ucciso (là in epoca sovietica c'era certamente un magazzino) e creò il primo istituto medico ortodosso in Russia dopo la rivoluzione del 1917, che già da vent'anni prepara infermiere per la sanità nazionale.

Alla sanità nazionale è andata bene da non dirsi che da noi ci siano tale istituto e tali infermiere!

Le prime diplomate di questo istituto erano donne del tutto adulte, con due lauree o un dottorato, inoltre madri di quattro o più figli. Queste volevano appassionatamente (e sinceramente) cambiare la propria vita e intendendo la misericordia alla lettera: come cuori amorosi volevano dedicarsi proprio a opere di misericordia. Insieme a padre Arkadij andarono nei reparti più difficili del 1° ospedale cittadino, dai malati più gravi e disperati e non li accudivano, li sanavano [3]. Dandosi il cambio, giorno e notte non si allontanavano dai letti dei malati…

I medici mi raccontavano, che inizialmente non credevano alle sorelle della misericordia piombategli addosso, cercava di strappare a padre Arkadij cosa gli servisse, ma poi si riempirono di fiducia e gratitudine e con stupore scoprirono che con l'arrivo di queste sorelle della misericordia era calata la mortalità tra i malati più gravi, era calata perché “era migliorata la cura per loro”. Semplicemente la cura…

La professione di sorella della misericordia, un tempo diffusa nell'Impero Russo, adesso è rinata. Le diplomate ottengono titoli di tipo statale (da quando esiste l'istituto ci sono stati 22 diplomi). La preparazione delle specialiste e la fornitura di conoscenze, la formazione di attitudini e capacità è svolta nell'istituto secondo lo standard statale di istruzione. Ma la principale differenza dell'istituto dagli altri sta nel fatto che in esso insegnano amore, misericordia e compassione per il prossimo. Sarete d'accordo che è un compito difficile.

Alla sezione diurna giungono ragazze e anche ragazzi di diverse famiglie, credenti e non credenti. La cosa importante è che l'adolescente stesso voglia studiare qui e non compia la volontà dei genitori. E ancora più importante è il desiderio di aiutare le persone. Perché a volte riportare una persona alla vita normale è più importante che salvarla dalla stessa morte.

Nell'istituto c'è una materia, si chiama “duchovnye osnovy miloserdija[4] (DOM). Come nessuna casa [5] può restare stabile senza fondamenta, così il fare il bene è impossibile senza fede e amore.

Già nel primo anno gli studenti fanno pratica in molti ospedali di Mosca: il 1° ospedale clinico, la clinica infantile “N.G. Speranskij”, gli ospedali clinici n. 4 e n. 7 e altri, ma la base principale dell'istituto è l'ospedale di sant'Alessio.

Nell'istituto delle sorelle della misericordia insegnano a curare i malati, di regola, dopo malattie gravi e, di regola, sono pazienti costretti a letto, con piaghe da decubito e atrofie muscolari, qui le conseguenze di patologie gravi si curano con un metodo speciale.

E perciò adesso gli studenti dell'istituto già dal primo anno vanno per la maggiore, li chiamano a fare pratica tutti gli ospedali di Mosca, strappandoseli l'un l'altro…

Senza guardare i voti nei libretti, ma guardandoli negli occhi, la frase fatta “Gli occhi sono lo specchio dell'anima” qui è adeguata come non mai. In altro modo è semplicemente impossibile valutare quel grado di compassione per il prossimo.

La misericordia non ha nazionalità, appartenenza politica e neanche una propria fede. Sì, le cose si sono messe in modo che le sorelle della misericordia e l'ortodossia sono recepiti da noi come qualcosa di unico. Ma non è proprio così. Perlomeno di questo è convinto il vescovo Arkadij Šatov: “Cristo stesso, parlando di misericordia, portò ad esempio un samaritano, che non aveva la vera fede, – spiega padre Arkadij, – ma aveva compassione e aspirazione ad aiutare. Un esempio più vicino – le infermiere della Grande Guerra Patriottica [6]. Le giovani del Komsomol [7], lavorate fin dalla scuola dalla propaganda dell'ateismo, quali miracoli di abnegazione, immolazione e amore hanno compiuto!”.

Natal'ja Preobraženskaja

09.06.2011, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2011/062/17.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] “Giornale indipendente” (che per un buon periodo ha fatto onore al nome).

[2] Lo carevič era il figlio maggiore erede dello zar. Dimitrij era figlio di Ivan il Terribile e morì ucciso nel corso della lotta per il trono dopo la morte del padre.

[3] I verbi hanno una radice comune in russo, ma u-chaživat' indica il “prendersi cura”, vy-chaživat' il “guarire, sanare”.

[4] “Basi Spirituali della Misericordia”.

[5] Dom in russo.

[6] La guerra contro la Germania nazista.

[7] Kommunističeskij Sojuz Molodëži (Unione della Gioventù Comunista).

09 giugno 2011

E se la Russia bruciasse di nuovo? Si salvi chi può...

Lasciando scivolare le manichette antincendio [1]




Se il paese prenderà di nuovo fuoco, toccherà spegnere a tutti: dal contadino con la pala al premier sull'aereo. Seguiamo il principale pericolo della prossima estate


Un estate cocente come l'anno scorso non ci sarà – lo ribadiscono i meteorologi. Conferenze stampa sulla preparazione a una stagione con pericoli di incendio sono state tenute da tutti quelle che in qualche modo sono coinvolti in questa questione: soccorritori, pompieri, autorità moscovite e regionali. Il guaio è che tutti questi rimandano ai meteorologi.

Il pericolo dal bosco

Tornato da un viaggio per i luoghi degli incendi dello scorso anno, faccio una conclusione: nella regione di Mosca oggi poco ricorda la scorsa estate. Alla domanda su dove sia bruciato qui, gli abitanti scuotono le mani: “Non da noi, da quella parte della campagna”. Ma anche da quella parte in un anno è stato fatto ordine, ciò che era bruciato è stato tolto, ciò che si era salvato è stato ristrutturato. L'erba fresca ha coperto la terra. Ma nella pineta vicino al margine tra il verde appaiono alberi morti. La striscia tempestosa di tronchi bruciati va nel fitto del bosco. Lo scorso anno solo sul territorio della regione di Mosca sono stati registrati più di duemilacinquecento incendi. I dati sulla superficie variano a seconda delle fonti: il governo della regione ancora in autunno riferiva di seimila ettari, gli ecologi di sessantamila. 220 famiglie hanno perso la casa. Talvolta i paesi sono bruciati quasi del tutto, com'è stato nel villaggio di Mochovoe nel distretto di Luchovicy [2], talvolta se la sono cavata meglio. Quest'anno finora non ci sono stati grandi incendi.

Abitato di Čërnoe, strada rotabile di Nosovicha [3], mezz'ora da Mosca. La scorsa estate qui è bruciata una casa. La strada per cui è andato il fuoco è facile da trovare. Gli ammassi di pini semi-bruciati cominciano, bisogna solo andare nei dintorni. Non si vedono tracce di pulizie. Presso il piccolo laghetto ai margini dell'abitato gioca i pischelli, dondolandosi alla “liana”. Quando ti avvicini, vedi: durerà a lungo, perché è fatta con una manichetta antincendio bruciata.

Inga Kenkadze e suo marito solo l'anno scorso hanno comprato una villetta qui e da Mosca, agitati, guardavano le notizie: se avessero mostrato anche la loro casa ridotta in cenere. Per loro tutto è andato bene.

Guardate, – Inga mostra il bosco bruciacchiato subito nei dintorni. – Qui c'erano pini lussureggianti. Cioè sono bruciati dall'alto verso il basso. Cosicché ecco l'unica cosa che abbiamo visto qui: sono giunti degli uomini su delle piccole UAZ, hanno tagliato quella parte che gli era necessaria, tutto il resto è rimasto così. Nessuno ha più guardato qui, nessuno qui si è occupato di nulla.

Ho scritto allo MČS [4], gli ho perfino inviato una carta, ho ritagliato l'appezzamento su Google. L'ho inviata - ecco, ragazzo, la stagione è passata, ho guardato le notizie, ho sentito di come là hanno stanziato tot miliardi [5] per la pulizia. Nessuna risposta”.

Nel bosco stesso è tutto come sempre. Compagnie di gitanti accendono falò. E va ancora bene se lasciano dietro di se i rifiuti raccolti nei sacchetti. Tutti i discorsi degli abitanti del posto sui misteriosi incendiari dopo le passeggiate per la pineta sembrano stupide invenzioni. I vetri rotti, che come lenti bruciano l'erba nei giorni di sole, sono disseminati.

Ispezione

Due anni fa la Mosregionles si è trasformata in Mosoblles [6]. Per chi lavora la terra questa riorganizzazione è passata inosservata. I guardaboschi, più correttamente – gli agenti boschivi, con qualche ispettore sottoposto come servivano, così servono il proprio appezzamento di superficie da 10 a 20 mila ettari. Il lavoro c'è sempre, d'estate fino a buio. In macchina, di regola su una Niva, girare per l'appezzamento, seguire come vanno tagli e piantagioni, se tutti i segnali stanno nel posto dovuto, le violazioni messe in luce in precedenza come si correggono? E ancora – accogliere chi desidera preparare il legname, firmare i documenti sul posto, mostrargli tutto. Questa estate anche un'epidemia mai vista dal 2001 – si è diffuso il coleottero tipografo, così bisogna fare esami con i fitopatologi. Beh, e le misure antincendio – in che posto? Tuttavia riescono a elaborare informazioni sulle tracce di fumo – telefonate degli abitanti, dati dell'ispezione aerea (quest'anno si fanno sorvoli giornalieri con tre unità aeronautiche degli appezzamenti in pericolo e dal cosmo un satellite con un rilevatore a raggi infrarossi osserva il territorio del paese ). E appena c'è un segnale, si muove un gruppo mobile per l'ispezione.

Il mezzo per gli spostamenti è la UAZ da pattuglia boschiva. Armata di una botte d'acqua da mezza tonnellata, manichetta antincendio, equipaggiamento da artificieri per tre persone e qualche motopompa, l'aspettativa è cercare di localizzare il fuoco. Ma con tale attrezzatura si può spegnere solo un incendio appena divampato.

Quest'anno, un po' ammettendo il problema, un po' temendo l'ira stagionale del presidente, sono stai aumentati i finanziamenti per la tutela dei boschi. Il capo di una sede provinciale di agenti boschivi ha raccontato, che or ora tutti saranno in uniforme e verranno dati documenti di servizio.

E' importante, ricordate i guardaboschi dell'anno scorso di aspetto partigiano – senza documenti e in borghese.

– Bisognava che al Cremlino respirassero fumo perché si ricordassero di noi, – ha notato il capo provinciale degli agenti boschivi.

Finora è soddisfatto. Quest'anno gli stipendi non saranno come lo scorso anno. E promettono macchine nuove. E finalmente è uscito l'ordine che da potere a ogni agente boschivo di infliggere multe autonomamente. Si possono richiamare all'ordine sul posto gli amanti degli spiedini. E' il primo livello di difesa antincendio.

Quando con piccole forze non si può più fermare il fuoco, allora si mette in moto il successivo livello di difesa.

Il reparto barriera

Di istituzioni, in cui in molte varianti si associano le parole les e moskovskij [7], ce ne sono alcune. Per esempio, insieme al Mosoblles segue lo stato della difesa antincendio dei boschi la FGUP [8] Mosles. Qui è tutto più serio, c'è la propria attrezzatura antincendio – 65 autopompe e 20 macchine da pattuglia boschiva in piena efficienza, attrezzate di mezzi di primo spegnimento, qualche decina di botti, che sono trasportate da trattori, una cinquantina di bulldozer. C'è anche l'attrezzatura per le azioni individuali – spruzzatori da portare in spalla e motopompe. Per una difesa efficace del territorio dove si attuano le misure antincendio, questo forse basterebbe pure. Ma giorno dopo giorno, sapendo, come nei depositi di artiglieria, dove si sottintende la disciplina e l'esecuzione delle misure di sicurezza, che spaventano gli abitanti con esplosioni notturne, cominci a dubitare: beh, se brucia? La vittima dell'incendio sarà sollevata al pensiero che il capo responsabile è stato rimosso dopo l'accaduto?

Tra i distretti “particolarmente pericolosi” quest'anno ci sono quelli di Egor'evsk, Šatura, Luchovicy e Orechovo-Zuevo [9].

Se in questo o negli anni successivi le dimensioni della catastrofe naturale andranno oltre le possibilità della “seconda linea di difesa”, sarà messo in azione lo schema esistente in precedenza per le situazioni di emergenza – con la messa in moto di tutte le risorse dello stato, tra cui le Forze Armate. Se siano stati fatti dei correttivi a questo schema di interazione, finora non mi è chiaro.

E' noto che lo MČS è pronto a esaminare perfino le varianti più esotiche. Nell'ambito dei lavori di ricerca scientifica allo MČS hanno studiato seriamente la possibilità di applicazione di una speciale bomba antincendio. Cito dal sito dello MČS: “Il costo orientativo del compimento dell'elaborazione ammonta a circa 85 milioni di rubli [10]. Con l'inizio del finanziamento del 2010 una partita di ASP-500 [11] da 1000 pezzi potrà essere ottenuta nel 2011”. Sono stati condotti esperimenti, ma a dire il vero, di un'incarnazione industriale di questa idea non si è sentito nulla. Evidentemente non è stato risolto neanche il problema dello spargimento di schegge dopo l'esplosione di una carica da 5 chilogrammi e l'effetto dell'onda d'urto difficilmente andrà a vantaggio di chi si trova vicino al luogo dell'esplosione.

A cominciare dal 18 aprile e fino al 30 giugno (tale è il periodo del contratto) la Mosles già protegge il bosco per un rublo e mezzo [12] all'ettaro (la superficie dei boschi dei dintorni di Mosca è di 2,01 milioni di chilometri quadrati [13], il costo del contratto è di 2,9 milioni di rubli [14]). Quanto alla giovane formazione ottenuta nel 2008 dalla fusione di 27 selvicolture regionali in una super-selvicoltura, questa risponde anche della ripulitura dei luoghi degli incendi dell'anno scorso. Il 9 giugno finirà la raccolta di domande per l'ennesimo concorso. Gli specialisti non hanno dubbi su chi vincerà anche questa volta – questo ufficio statale non ha concorrenti, di fatto è un monopolista. Se sia male o bene è una domanda vana, non si prevedono alternative. Dispiace solo per il tempo e i soldi spesi per le danze rituali con “presentazione di domande” e “concorso”.

Sono lontano da dire che già oggi maturino future spiacevolezze, ma la situazione è angosciosa. Se le speranze di un'estate non cocente non si avvereranno, non si potranno evitare emergenze. Tutti ricordano i rimproveri del presidente dello scorso anno e le risposte di Šojgu. Il ministro per le Situazioni di Emergenza si giustificava tra l'altro con il fatto che nel paese non ci sono praticamente squadre di pompieri volontari. Proprio questi devono salvare i vicini nei paesi. La legge sulle squadre di pompieri volontari è stata elaborato urgentemente, approvata e firmata il 6 maggio da D. Medvedev. Dopo qualche giorno sono comparse comunicazioni stupefacenti – di pompieri volontari nel paese ce ne sono già 110 mila. Ma giorni fa S. Šojgu ha annunciato il numero pianificato: a suo parere, il paese ha bisogno di 800000 volontari

Nello MČS già si forma la struttura che si occuperà di questo. Alla non corrispondenza tra la parola “volontarie” e la presenza di un dipartimento nel ministero che risponde di esse finora non si fa attenzione, non se ne curano.

Ma i pompieri professionisti hanno già ricevuto alimento per riflessioni scettiche. In primo luogo – dove e come verranno istruite? Aprire centri speciali di istruzione? Costa caro. Istruirle in quelli esistenti? Per questo bisognerà strappare tutte queste migliaia di persone dai loro luoghi, metterle da qualche parte. “Corsi da giorni festivi” in trasferta? Domande, domande. Anche con quelli che in qualche modo sono già istruiti e servono in diversi dipartimenti della difesa civica è difficile lavorare per un professionista.

Dalla corrispondenza con l'ufficiale dello MČS Aleksej K.: “Posso solo caratterizzarli per gli incontri durante gli incendi. Li ho convocati una volta, hanno seghe a benzina e bisognava segare molto (era bruciata una casa di legno). Sono giunti dopo un ora e mezza (sono di turno stando a casa ), le seghe si sono rotte presto”.

E la quantità di insediamenti in cui si richiede la creazione di squadre per la Russia è valutata all'incirca in 30000. E quale status avrà questa gente in un incendio? Chi darà la garanzia che salveranno chi ha subito una catastrofe e non moriranno essi stessi? E chi sarà colpevole, se succederà qualcosa del genere? Beh, supponiamo che uno fosse un volontario disperato, questo significa che lo stato non ha responsabilità per la sua morte? Materiale, tra l'altro. Queste spese, accanto ad altre (agevolazioni per le abitazioni, assicurazione, supplementi) si propone di passarle alle regioni e alle municipalità. Trovare terreni, vani e soldi per le attrezzature è ancora immaginabile in una piccola città, ma è tutta un'altra cosa in un paese. Ma proprio gli insediamenti rurali costituiscono l'assoluta maggioranza di questi 30000. E chi chiamerà il presidente a rispondere la prossima volta – il capo dell'amministrazione dell'abitato di Čërnoe?

C'è anche un altro lato dell'interesse dello MČS per i volontari. In molti luoghi le infrastrutture della Società Panrussa di Pompieri Volontari si sono conservate. Gli sono rimasti dei vani, si occupano di minuzie - controllano il tiraggio delle canne fumarie, riaggiustano estintori, tengono seminari per la sicurezza antincendio, ecc. E quando agli immobili disponibili si aggiungeranno i soldi stanziati per l'istruzione e il funzionamento delle squadre di pompieri volontari, queste si troveranno del tutto sotto il controllo di S. Šojgu. Oggi c'è un potente slancio verso la direzione della Società Panrussa di Pompieri Volontari e presto verremo a sapere qualcosa di nuovo sul destino dei “volontari”.

Finora è proprio all'interno dello stesso MČS che ribolle l'insoddisfazione. Gli ufficiali che hanno cominciato il servizio al tempo in cui la Protezione Antincendio era sottoposta al ministero degli Interni, già da 10 anni sono in tacita opposizione alla leadership dello MČS. In tutto questo tempo i pompieri vivono in regime di ininterrotte riforme di cui non riescono a cogliere il senso. Ora tolgono le mostrine, ora abrogano questa decisione. Le tolgono di nuovo, ma già non a tutti. Trasmettono i finanziamenti alle municipalità. Insegnano ai pompieri a fare i soccorritori. Obbligano a prendere le chiamate non solo allo 01, ma anche allo 02, 03, 04… E carte, resoconti, rapporti, libri di servizio, che si riempiono ad ogni cambiamento.

Dalla corrispondenza con l'ufficiale dello MČS Aleksej K.: “Il nostro lavoro si è trasformato in riempimento di carte! Immaginate che solo di notte (e noi abbiamo turni di 24 ore) devo preparare qualcosa come 20 rapporti GIORNALIERI [15] (ogni notte!). E ce ne sono ancora durante il giornalieri, settimanali, mensili… E se vado su un incendio, deve farli qualcuno, perciò mi OBBLIGANO [16] a violare tutto e a sedere in ufficio a scrivere carte. Vi siete messi a pensare perché lo MČS nasconde gli incendi? E adesso immaginate che siete un agente operativo di turno e venite a sapere che da qualche parte c'è un incendio in un bosco. E' a 500 km da voi, nella taiga, ora è notte. E all'improvviso con volgarità cominciano a chiedervi foto, foto dal satellite, la superficie precisa, chi è là, cosa è la e così via. In breve, pure circa 20 rapporti dello stesso marasmatico genere. E così per ogni incendio”.

Nel 2005 di fatto ha smesso di funzionare la legge principale per il pompiere – il BUPO, Boevoj Ustav Požarnoj Ochrany [17]. Al suo posto sono comparse molte raccomandazioni e istruzioni. Ma perfino tutte insieme sono risultate incapaci di coprire lo spazio occupato dal BUPO. E le leggi di tutti i livelli approvate al giorno d'oggi non si occupano di altro che ridire il BUPO con parole proprie. Tra l'altro, inevitabilmente, lo stile preciso e stampato dello statuto si stinge, diventa accessibile alle interpretazioni. Non minaccerò di scendere nelle sfumature, ma per chi desidera chiarire più a fondo raccomando uno dei migliori forum di pompieri – http://www.0-1.ru/discuss/.

Per quanto riguarda i finanziamenti, la fornitura di nuove attrezzature e la riparazione di quelle già disponibili è una storia a parte. Nel 2011 per la riattrezzatura del ministero devono giungere 8,2 miliardi di rubli [18]. Con questi fondi nel corso dell'anno saranno acquistati 2 aerei Be-200 [19], 4 elicotteri Ka-32 [20], 102 laboratori criminologici, 1500 irrigatori antincendio con generatori di schiuma e altre attrezzature. Sembrerebbe che non si possa desiderare altro, una potenza del genere è abbastanza. Purtroppo qui gli specialisti sottopongono quasi ogni punto a un esame separato. Per esempio, i famosi “aerei-ambizioni” [21], due pezzi. E' già dimostrato – spegnere un incendio con un aereo Beriev è: a) impossibile e b) molto caro.

Dalla corrispondenza con l'ufficiale dello MČS Aleksej K.: “E' inutile spegnere le torbiere con essi – è lo stesso che versare acqua sul tetto di una casa, cercando di spegnere il primo piano. Nei boschi non spengono MAI [22] un incendio autonomamente Abbassano solo leggermente l'intensità del fuoco. Tra l'altro questo costa molto caro (hanno calcolato che ogni litro d'acqua versata costa 60-70 rubli [23]) ed è pericoloso per la vita delle forze di terra…”

Ed ecco come si programmano le spese e si effettuano gli acquisti di attrezzature in pratica: “Non ovunque c'è la possibilità di passare con lo ZIL [24] per mancanza di strade. Beh, l'Ural [25] porta più acqua – il volume medio è di 6 metri cubi, ce ne sono anche da 8. Ed ecco che ci hanno mandato in inverno un'AC (AvtoCisterna [26]) su base Isuzu, la cui altezza da terra è di quasi 20 cm, con 2 metri cubi d'acqua e una pompa posteriore. Ma bene, pensiamo, Dio sia con loro, neanche guarderemo che metà della PTV (požarno-techničeskoe vooruženie [27]) è giunta incompleta, invece c'è una pompa ad alta pressione, proviamo. Così è risultato che l'hanno provata in fabbrica, ma non versava acqua e aumentando il tubo ad alta pressione si è rotto per tutta la sua lunghezza. E' in fase di sostituzione, costa 150 mila rubli [28]. E cosa ordinate di fare? E alla PČ [29], dove ci sono solo 9 AC e c'è ancora un mucchio di attrezzatura, per la riparazione e la conservazione sono stati stanziati 300000 rubli [30] per il 2011!!!

Sull'acqua

Gli scienziati ecologi hanno proposto da tempo una misura radicale per la lotta agli incendi delle torbiere – l'allagamento delle torbiere. Cosa necessaria, ma non rapida e costosa. La superficie delle torbiere disseccate della regione di Mosca oggi è di oltre 50 mila ettari. Perché il livello delle acque del suolo si sollevi fino allo strato che è bruciato in tutti questi anni sarà necessario qualche anno. Perché il processo vada, è necessario compiere un enorme volume di lavoro di irrigazione. Per questo e per le spese per l'acquisto e l'utilizzo delle attrezzature, secondo i calcoli degli esperti, può esserci bisogno di circa 200 miliardi di rubli. Come si compiranno questi lavori, lo racconteremo nei prossimi numeri. Così come dei bacini antincendio, che in tutta la regione nella scorsa estate si sono rivelati inadatti. Sui terreni del Rosleschoz [31], non lontano dal villaggio di Čërnoe, ho osservato lavori grandiosi – con le scavatrici è stato fatto un'enorme scavo per un bacino, ma in esso si è rivelato un giallo. Al Rosleschoz mi hanno riferito che i lavori sono illegali. La Procura del distretti di Noginsk [32] adesso sta chiarendo chi e per quali motivi lo sta scavando…

E mentre sono in corso movimenti tettonici di mezzi finanziari in alto e gli enti si confondono su chi e dove deve compiere i lavori, gli abitanti si preparano a difendere le proprie case all'antica. “Tutta la scorsa estate qui sopra di noi ha volato un elicottero, – racconta il giovane contadino Stas, – solo che quando l'incendio è giunto dal bosco, l'abbiamo spento noi stessi. Non abbiamo visto pompieri. A una il fuoco è passato vicino al bagno a vapore, beh, uno è andato al pozzo, hanno portato due secchi. Beh, un po' è bruciato solo da una parte, ma così l'hanno spento. No, a scuole né in autunno, né ora ci hanno insegnato nulla, una volta è giunto solo un pompiere. Ma quel giorno non ero a scuola. Ma so tutto anche senza di lui – non gettare i mozziconi accesi, non accendere falò. Beh, e adesso so spegnere gli incendi”.

Aleksandr Bondarenko

07.06.2011, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2011/061/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Spustja požarnye rukava . Gioco di parole complesso. Rukava sono sia le maniche che le manichette. In russo lavorare “lasciando scivolare le maniche” significa metterci poco impegno.

[2] Nella parte sud-orientale della regione di Mosca.

[3] Villaggio ormai scomparso (inglobato dagli altri abitati) nei pressi di Mosca.

[4] Ministerstvo Črezvyčajnych Položenij (Ministero per le Situazioni di Emergenza), sorta di Protezione Civile, però militarizzata.

[5] Un miliardo di rubli sono circa 24,6 milioni di euro.

[6] La sigla è mutata da qualcosa tipo “Mosca-Area-Bosco” a “Mosca-Regione-Bosco”, come a far intendere una competenza più specifica.

[7] “Bosco” e “moscovita”.

[8] Federal'noe Gosudarstvennoe Unitarnoe Predprijatie (Impresa Unitaria Statale Federale).

[9] Distretti della zona centro- e sud-orientale della regione di Mosca.

[10] Circa 2,09 milioni di euro.

[11] Bomba ad acqua aviotrasportata.

[12] 0,04 euro.

[13] Sic.

[14] Circa 71.300 euro. Se il prezzo è giusto, si deduce che si tratta di 2,01 milioni di ettari, cioè 20.100 chilometri quadrati.

[15] Il rilievo grafico è nell'originale.

[16] Il rilievo grafico è nell'originale.

[17] Statuto Militare di Difesa Antincendio (il corsivo è mio).

[18] Circa 202,2 milioni di euro.

[19] Aerei anfibi dell'impresa russa Beriev.

[20] Elicotteri polivalenti della Kamov.

[21] Chiamato così per via di un errore dell'agenzia di stampa ITAR-TASS, che, parlando del volo di Putin alla guida di un aereo antincendio, chiamò questo samolët-ambicija (aereo-ambizione) invece di samolët-amfibija (aereo-anfibio).

[22] Rilievo grafico nell'originale.

[23] Circa 1,5-1,7 euro.

[24] Autocarro della Zavod Imeni Lichačëv (Fabbrica Lichačëv – intitolata a Ivan Alekseevič Lichačëv, fondatore dell'industria automobilistica sovietica).

[25] Mezzo anfibio della Ural'skij Avtomobil'nyj Zavod (Fabbrica Automobilistica degli Urali).

[26] Autocisterna (il rilievo grafico è mio).

[27] Attrezzatura Tecnica Antincendio.

[28] Circa 3700 euro.

[29] Požarnaja Čast' (Sezione dei Pompieri).

[30] Circa 7400 euro.

[31] Nome non ufficiale della Federal'noe Agentstvo Lesnogo Chozjajstva (Agenzia Federale per l'Amministrazione dei Boschi).

[32] Città della zona centro-orientale della regione di Mosca.

08 giugno 2011

Fatti non quotidiani

248 visite in due giorni a questo blog si possono ben definire un flusso anomalo... Da quando avevo riavviato le statistiche (4 novembre 2010) avevo avuto in media 67,65 visite al giorno. Simili fenomeni hanno sempre una spiegazione. Stavolta il merito è della giornalista del "Fatto Quotidiano", che in un post nel suo blog attinge anche da una mia traduzione, rendendomene merito. Certi riconoscimenti al mio impegno di blogger da parte di professionisti dell'informazione fanno piacere, non c'è che dire.

06 giugno 2011

Putin dietro l'embargo russo agli ortaggi dell'UE?

Oniščenko ha denunciato la congiura degli avvelenatori




Perché alla vigilia degli incontri europei di Medvedev gli tende una trappola del genere il principale medico sanitario russo?


Il ministro degli Esteri russo illegale (che lavora sotto la copertura della carica di capo del Rospotrebnadzor [1]) Gennadij Oniščenko è una persona grande e ambiziosa. E perciò, certo, si sente stretto nel cosiddetto “vicino estero” [2] con le sue acciughe affumicate sottolio, il suo vino e la sua Borjomi [3]. E neanche i singoli paesi europei (la Norvegia con il suo salmone “non di qualità” o la Polonia, in cui nel periodo di inasprimento dei rapporti politici con la Russia qualcosa non andava con la carne) sono più alla sua altezza. Gli Stati Uniti sono certo alla sua altezza, ma è in corso il reset, non è tempo di tornare alla guerra del prosciutto [4]. Ma c'è pure l'Europa Unita con le sue Eurocommissioni e i visti di Schengen!

Da giovedì, com'è noto, è vietata l'importazione in Russia di tutti gli ortaggi freschi e anche “radici e tuberi commestibili” di tutti i paesi dell'Unione Europea e quelli che sono già stati importati saranno tolti dalla circolazione. E tutto questo nonostante i seri dubbi già espressi da funzionari e medici dell'UE sul fatto che l'infezione intestinale – effettivamente molto aggressiva e pericolosa – sia causata in generale da qualche ortaggio (i cetrioli spagnoli, in particolare, sono stati già del tutto riabilitati).

Non di meno per gli amanti dei pomodori ciliegini, dei broccoli, dei peperoni bulgari e delle zucchine in Russia giungono tempi duri. E il sig. Oniščenko fa attivamente appello ai buongustai russi a “rinunciare all'uso di ortaggi d'importazione a vantaggio dei produttori nazionali”. Cosicché toccherà passare alle rape.

Tra l'altro la retorica del nostro ministro degli Esteri ombra ricorda un po' Molotov [5], un po' Vyšinskij [6]. Ciò che si verifica in Europa è, a suo dire, “testimonianza del fatto che la lodata legislazione sanitaria europea, al passaggio alla quale viene spinta la Russia, non funziona”. E i suoi colleghi europei “sono legati da una base normativa eccessivamente politicizzata e non corrispondente alla realtà”. E in generale ciò che si fa oggi in Europa è una tragedia generata dalla mancanza di professionalità e cose del genere “non si incontrano in tutti i paesi africani”.

Ricordiamo ancora una volta: le restrizioni sugli ortaggi sullo sfondo di un'aspra e niente affatto adeguata al rango di un medico sanitario (sia pure principale) retorica antieuropea sono messe in atto alla vigilia del summit Russia-UE di Nižnij Novgorod [7], in cui al presidente Medvedev toccherà farsi carico di tutto. Allora indovina – è una politica personale del solo Oniščenko o di qualcun altro ancora? La seconda, pare – neanche il diretto principale di Oniščenko, il premier Putin, si è negato la soddisfazione di fare una severa condanna degli avvelenatori europei.

Andrej Lipskij

05.06.2011, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2011/060/14.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Nome non ufficiale della Federal'naja služba po nadzore v sfere zaščity prav potrebitelej i blagopolučija čeloveka (Servizio Federale per le ispezioni nella sfera della difesa dei diritti del consumatore e del benessere umano).

[2] I paesi ora indipendenti della ex URSS.

[3] Famosa acqua minerale georgiana.

[4] La “guerra” dichiarata qualche anno fa dalla Russia ai prosciutti americani venduti sottocosto.

[5] Vjačeslav Michajlovič Molotov (vero nome: Vjačeslav Michajlovič Skrjabin), ministro degli Esteri sotto Stalin.

[6] Andrej Januar'evič Vyšinskij, successore di Molotov, poi rimpiazzato da questi.

[7] Città della Russia centrale, la Gor'kij del periodo sovietico.

04 giugno 2011

Ščekočichin, un caso ancora irrisolto...

Muratov: i mezzi attuali non permettono di portare a termine le indagini sulla morte di Jurij Ščekočichin

3 giugno 2011, 10.35

Le indagini sulla morte del giornalista Jurij Ščekočichin, che poco prima della propria morte, negli anni 2002-200, fu membro della commissione sociale per le indagini sulle circostanze delle esplosioni di condomini nelle città di Mosca e Volgodonsk [1] nel 1999, sono state riavviate cinque volte e in seguito sono state interrotte, ha comunicato il direttore della “Novaja gazeta” Dmitrij Muratov. A suo dire, il giornale continua indagini indipendenti sulla morte di Ščekočichin.

Ricordiamo che nella Casa Centrale del Giornalista [2] ieri, 2 giugno, si è svolta la proiezione del documentario di Evgenija Golovnja "Jurij Ščekočichin. Una volta sono stato…".

La “Novaja gazeta” conduce indagini indipendenti sulla morte di Jurij Ščekočichin

Come ha raccontato al corrispondente di "Kavkazskij uzel" Dmitrij Muratov, direttore della “Novaja gazeta”, con cui collaborava Jurij Ščekočichin, le indagini sulla sua morte sono state riavviate cinque volte e in seguito sono state interrotte. “L'ultima volta, dopo le indicazioni del presidente e l'intervento del capo della Commissione Inquirente, il signor Bastyrkin, è stato condotto un esame complessivo di questa questione e tra l'altro è stata compiuta l'esumazione di Jura Ščekočichin”, – ha notato Muratov.

Finora, a suo dire, agli inquirenti non è giunta alcuna informazione ulteriore su come fu avvelenato Jurij Ščekočichin.

“I metodi attuali per ora non permettono di fare molto. Le indagini del giornale su questo caso continuano. Noi diciamo già ora che questa non è una morte casuale, ma un omicidio. In lui fu trovato un qualche “agente”, come lo chiamano i medici che hanno fatto l'autopsia e l'esame del corpo, che ha scatenato una sindrome allergica di forza mai vista. Tra l'altro Jura non aveva mai sofferto di allergie”, – dice il direttore della “Novaja gazeta”.

“Questa sindrome – la cosiddetta “sindrome di Lyell” – non c'era mai stata nel paese nei dieci anni precedenti la morte di Ščekočichin e neanche negli otto anni seguenti è stata riscontrata una sola volta. E' una malattia così strana, enigmatica. Ora il caso è stato fermato nella Commissione Inquirente per via del fatto che purtroppo non c'è possibilità di condurre analisi ulteriori”, – ha aggiunto Muratov.

Il regista, giornalista e attivista per i diritti umani Aleksej Simonov ha confermato al corrispondente di “Kavkazskij uzel” che per quanto riguarda la morte di Jurij di fatto non è cambiato niente. “Si è solo riusciti, a quanto capisco, a ottenere una qualche quantità di materiale da esaminare, che potrebbe conservarsi, se i metodi di esame si perfezionassero. Al livello che esiste oggi non possono fare niente”, – ha aggiunto Simonov.

Il giorno natale di Ščekočichin potrebbe aver luogo la prima del film su di lui

Dopo la proiezione del film alla Casa Centrale del Giornalista a Mosca il vice-direttore della “Rossijskaja gazeta” [3] ha proposto al regista del film di tenere la prima ufficiale del film nella redazione della “Rossijskaja gazeta” il 9 giugno.

“Per l'appunto sarà il giorno natale di Jurij Ščekočichin”, – ha notato il direttore della “Novaja gazeta” Dmitrij Muratov, presente in sala.

La possibilità di tale evento è in via di valutazione.

Il film su Ščekočichin dura 38 minuti, tra l'altro, secondo la regista, c'è ancora molto materiale. Il film è composto da alcune parti, i cui titoli cominciano con le parole “Una volta sono stato...”. La parte sull'inizio dell'attività giornalistica si intitola “Una volta sono stato nel Paese delle Meraviglie” e c'è la parte “Una volta sono stato deputato” – sul lavoro di Ščekočichin alla Duma di Stato.

Muratov: grazie all'attività di Ščekočichin sono stati liberati dalla prigionia in Cecenia oltre 170 soldati

Una delle parti è “Una volta sono stato in guerra”, in essa sono registrate immagini della Cecenia. Soldati che si definiscono “il battaglione “Džochar Dudaev” [4]”, commercio di armi per 150 dollari. Ščekočichin dice: “Non avevo mai pensato che mi sarei trovato in guerra...”.

La regista del film Evgenija Golovnja ha notato che il lavoro di Ščekočichin durante la guerra, il salvataggio dei prigionieri, è un tema per un film a se.

Parlando dell'attività di Jurij Ščekočichin, Dmitrij Muratov ha raccontato che durante la prima guerra cecena nel 1996, a Ščekočichin sorse l'idea di formare un gruppo per la liberazione dei prigionieri. “Servendosi della propria influenza, servendosi del fatto che era un deputato e che aveva molti buoni contatti, in primo luogo nella Procura Generale, voleva sforzarsi di liberare senza sborsare soldi soldati russi, ostaggi, civili. Sorse un gruppo, in cui entrarono l'attuale vice-procuratore generale Michail Katyšev, il maggiore Vjačeslav Izmajlov e Jurij Ščekočichin”, – ha comunicato Muratov.

“Jura cominciò questo lavoro. E in conseguenza dell'interazione furono liberati dalla prigionia oltre centosettanta persone. E nessuno dei prigionieri fu liberato in cambio di denaro”, – ha sottolineato il direttore della “Novaja gazeta”.

Nel film viene toccato anche il tema della morte di Ščekočichin, le cui circostanze non sono state chiarite.

Come ha comunicato "Kavkazskij uzel", Jurij Ščekočichin fu vice-presidente della commissione per la sicurezza della Duma di Stato della Federazione Russa, noto legislatore e pubblicista, fu membro della commissione esecutiva del Comitato organizzativo della società storico-culturale "Memorial", esperto dell'ONU in criminalità internazionale e collaborò con la “Novaja gazeta”. Nel marzo-aprile 1997 partecipò alla liberazione dei militari dell'esercito russo trattenuti con la forza sul territorio ceceno nel periodo delle azioni militari.

Poco prima della propria morte, negli anni 2002-2003 Jurij Ščekočichin fu membro della “Commissione sociale per le indagini sulle circostanze delle esplosioni di condomini nelle città di Mosca e Volgodonsk e sullo svolgimento di esercitazioni nella città di Rjazan' [5] nel settembre 1999”.

Jurij Ščekočichin morì nella notte del 3 giugno 2003 a Mosca. Secondo le conclusioni dell'esame medico giudiziario, la causa della morte fu una grave intossicazione generale, manifestatasi nella sindrome di Lyell. Nell'ottobre 2007, su insistenza della “Novaja gazeta”, la Commissione Inquirente presso la Procura della Federazione Russa (SKP [6]) riavviò le indagini sulle circostanze della morte di Ščekočichin. Il 4 aprile 2008 sulla morte di Ščekočichin fu avviato un procedimento penale per “Omicidio”. Nel settembre 2008 fu compiuta l'esumazione del corpo di Ščekočichin e ordinata un'esame per stabilire le cause della sua morte. Il 4 aprile 2009 il procedimento penale sulla morte di Ščekočichin fu bloccato per mancanza di elementi di reato.

Tuttavia il 16 settembre 2010 la SKP riavviò le indagini sul caso della morte di Jurij Ščekočichin “per via di nuovi dati messi a disposizione degli inquirenti, che richiedono la conduzione di ulteriori azioni investigative”. Durante le analisi in due laboratori sono stati trovati due farmaci (fenolo e lidocaina [7]), che non avrebbero dovuto trovarsi nell'organismo di questa persona.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "E' indispensabile un'indagine indipendernte sulle circostanze della morte di Jurij Ščekočichin", "Jurij Ščekočichin è morto, ma chi ne risponderà?", "Nel centro di Mosca è in corso una manifestazione contro gli omicidi politici", "A Mosca è in corso la manifestazione "Il giorno della sfiduci", dedicata all'anniversario delle esercitazioni dello FSB a Rjazan'".

Autore: Ekaterina Seleznëva; fonte: corrispondente del “Kavkazskij uzel”


Kavkazskij uzel”, http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/186606/


Note

[1] Città del sud della Russia.

[2] Istituzione giornalistica indipendente.

[3] “Giornale Russo”, sorta di Gazzetta Ufficiale.

[4] Džochar Musaevič Dudaev, primo leader dell'autoproclamata Cecenia indipendente.

[5] All'epoca degli attentati ai condomini di Mosca e Volgodonsk (ma si potrebbe anche citare il precedente di Bujnaksk, nel Daghestan) a Rjazan', nella Russia centrale, fu trovata e disinnescata un'autobomba presso un condominio. L'allora capo dello FSB (Federal'naja Služba Bezopasnosti“Servizio Federale di Sicurezza”, il principale servizio segreto russo) Nikolaj Platonovič Patrušev sostenne che si era trattato di un'esercitazione e che i sacchi nell'auto contenessero zucchero e non esplosivo. Il caso non fu mai chiarito e alimentò i sospetti di chi riteneva gli attentati un'operazione dei servizi segreti volta a motivare un nuovo attacco alla Cecenia.

[6] Dal russo Sledstvennaja Komissija pri Prokurature.

[7] Rispettivamente un antisettico usato anche come veleno e un anestetico.

03 giugno 2011

Il caso Israilov e un'impunità che conosce barriere...

Il processo di Vienna è finito




Gli emissari ceceni hanno avuto lunghe pene per l'omicidio del defezionante Umar Israilov nella capitale austriaca


Il tribunale penale di Vienna ha emesso la sentenza per il caso dell'omicidio del profugo ceceno Umar Israilov. Il processo è andato avanti per più di sei mesi. Le persone che hanno organizzato e compiuto questo omicidio hanno avuto pene colossali – da 16 anni di reclusione all'ergastolo. Il processo è stato una cosa unica non solo per l'Austria, dove crimini arditi del genere non capitano spesso. Ha avuto grande significato anche per la Russia: per la prima volta nell'ambito di un'indagine giudiziaria (anche se non russa, ma comunque ufficiale) sulla Cecenia e sulla sua leadership sono state dette cose del genere. Ecco la breve storia di tutta l'inchiesta giudiziaria e anche di ciò che l'ha preceduta.

Umar Israilov, ex militante, fatto prigioniero e in seguito diventato guardia del corpo del capo della Cecenia Ramzan Kadyrov, nel 2004 fuggì dalla Russia. Giunto in Europa, si rivolse alla Corte di Strasburgo con un'istanza, in cui accusava Kadyrov della gestione di un sistema di prigioni segrete e anche di torture disumane sulle persone là detenute. Israilov descriveva dettagliatamente tutto ciò che fu fatto a lui e più tardi a lui e a suo padre in una di queste prigioni.

Dal 2006 Israilov viveva a Vienna con la famiglia. Nella primavera del 2008 giunse a Vienna il ceceno Artur Kurmakaev, questi ebbe un incontro con Umar Israilov. Come adesso appare dai materiali del caso, Kurmakaev giunse per ordine diretto di Kadyrov per convincere Israilov a ritirare l'istanza a Strasburgo e a risolvere pacificamente il conflitto con il capo della Cecenia. Kadyrov avrebbe garantito a Israilov sicurezza e lavoro, se questi fosse tornato. Kurmakaev comunicò anche al profugo ceceno che se questi si fosse intestardito, ci sarebbero state delle persone che erano “inviate per uccidere”. Israilov rifiutò la proposta e presto lo stesso Kurmakaev si rivolse alle forze dell'ordine austriache con tutta questa storia: forse sperava di ottenere lo status di profugo, forse presentiva che sarebbe stato smascherato. Fatta la dichiarazione, Kurmakaev chiese asilo politico in Austria, ma presto fu espulso per violazione della legislazione sull'immigrazione. Tornato in Russia, ritrattò le parole che adesso la polizia austriaca presenta in tribunale.

E Umar Israilov qualche mese dopo questo incontro fu ucciso in pieno giorno, all'uscita da un supermarket in un quartiere dormitorio. Cercarono di sequestrarlo, ma il sequestro fallì.

Nel corso delle indagini sull'omicidio furono arrestati tre ceceni. Otto Kaltenbrunner (nato Ruslan Ėdilov, profugo, che aveva cambiato il nome una volta ottenuta la cittadinanza), secondo gli inquirenti era legato alle autorità della Cecenia e coordinò le azioni del gruppo per il sequestro di Israilov. Altri due profughi – Muslim Dadaev e Turpal Ali Ešurkaev – compirono direttamente l'operazione per il sequestro di Israilov. Sul luogo del crimine era presente anche un altro fuoriuscito ceceno – Leča Bogatyrëv. Proprio questi, come postulano gli inquirenti, uccise Israilov a colpi d'arma da fuoco, fuggendo poi in Russia. Oggi vive apertamente in Cecenia, nonostante tutti i tentativi della Giustizia austriaca di acchiapparlo per sottoporlo a giudizio.

Non si è ottenuto niente neanche con altri russi che il tribunale penale di Vienna desiderava vedere in qualità di testimoni (il tribunale voleva vedere anche lo stesso Ramzan Kadyrov, per cui si era perfino rivolto a Čajka [1], al che la Procura russa ha risposto con il silenzio, facendo capire che non risponde a lettere stupide). Il processo inizialmente ha provocato il colossale interesse della società austriaca. Le udienze sono andate avanti in una speciale aula spaziosa, ma neanche là una mela sarebbe potuta cadere – tanta gente è giunta a vedere questo giallo. Sì, nei giornali scrivevano proprio così – “il giallo ceceno”.

Ha suscitato interesse anche la figura di Ali Israilov, padre dell'ucciso Umar. Questi ha coraggiosamente raccontato le torture subite nel lager ceceno dove finì dopo aver cercato di fuggire dalla Russia. E' giunto in volo in Norvegia, dove vive adesso, ad ogni udienza, seguendo il corso del processo in silenzio e impassibilmente – cosicché nessuno poteva immaginare cosa gli avvenisse dentro. Soffriva da ceceno, in silenzio. Certo, per l'Austria un caso del genere era una novità. In precedenza con tale enfasi giudicarono forse il maniaco Joseph Fritzl, che per 24 anni tormentò la propria figlia nel sotterraneo. I casi con un sottinteso sessuale godono dell'attenzione dell'uomo della strada. Ma anche questo perde interesse. Ma qui ci sono la guerra, prigioni sotterranee, torture, fuga, vendetta… Certo, i reporter pregustavano la comparsa nell'aula delle udienze del leggendario ceceno Ramzan Kadyrov.

Gradualmente, a dire il vero, è diventato chiaro che né Kadyrov, né la giustizia russa per intero erano intenzionati a prender parte in alcun modo alla solennità della giustizia austriaca. E l'interesse per il processo si è spento. Nei giornali sono comparse piccole note di servizio sul corso dell'ennesima udienza, ma alla vigilia dell'emissione della sentenza nei notiziari giravano trame di tutt'altre udienze giudiziarie: il meteorologo Jörg Kachelmann, spiritoso beniamino degli spettatori di lingua tedesca, è accusato di stupro con aggravanti. E la mattina dell'emissione della sentenza nei confronti degli assassini del profugo ceceno i principali giornali austriaci sono usciti con Kachelmann in prima pagina (il meteorologo, a proposito, è stato assolto).

La sala delle udienza sul caso dell'omicidio Israilov era poco affollata, anche se la stampa si è comunque raccolta.

La giuria, inizialmente costituita da 12 persone, si è prosciugata fino a nove: qualcuno si è ammalato, probabilmente in modo cronico. Altri avevano i propri rispettabili motivi. Ma anche questi nove bastavano: secondo la legge austriaca per emettere un verdetto sarebbero sufficienti anche otto giurati.

E' cominciato il dibattito: tutti i partecipanti al processo hanno rappresentato appropriatamente la loro posizione. Il procuratore, che ha esposto seccamente e pedantemente la storia del caso, ha ritenuto dimostrata la colpevolezza degli imputati e ha chiesto l'ergastolo per Kaltenbrunner e per Ešurkaev e Dadaev da dieci a venti anni di reclusione. In chiave simile è andata avanti anche l'arringa di Nadi Lorenz [2], avvocato delle vittime. Dopo di lei la parola è stata data a Rudolf Mayer, avvocato di Kaltenbrunner. L'arringa del signor Mayer è stata emotiva e artistica. Ha gesticolato disperatamente, ha gettato sul tavolo foglietti scritti. A volte ha improvvisamente abbassato la voce, passando a un sussurro furtivo, a volte, al contrario, ha gridato, indicando ai giurati il proprio assistito. Il suo discorso era semplice, non ha insistito sulle minuzie della pratica del diritto. Il senso dell'arringa di Mayer stava tutto nel fatto che non ci fu alcun crimine organizzato, perché ciò che è successo appariva sinceramente stupido. Va considerato solo il fatto che l'assassino Ešurkaev nel corso dell'“operazione” si è messo i pantaloni nei calzini bianchi. Così l'hanno filmato anche tutte le telecamere di strada e proprio questo dettaglio è stato ricordato da tutti i testimoni.

– Lavoro da tempo in tribunale, so come appaiono tale genere di crimini, – ha detto Mayer. – 17 anni fa a Vienna fu ucciso un uomo d'affari georgiano. Allora l'arma del killer era avvolta in un'ingessatura! Come se avesse avuto un braccio rotto, capite? Ma guardate questo “gruppo”. Di quale organizzazione si può parlare? Chi li ingaggerà?

L'arringa di Mayer ha avuto successo. I giudici sorridevano, i giurati ridacchiavano. Perfino le guardie sogghignavano. I giornalisti in generale si rotolavano dalle risate.

E comunque nel complesso le arringhe del procuratore e degli avvocati hanno disegnato un quadro terribile: sul territorio dell'Austria e di altri stati europei opera una struttura armata organizzata, che rappresenta gli interessi di terzi (e neanche della Federazione Russa). Questa struttura è pronta a battersi per il proprio interesse non solo a parole, ma anche a pallottole, se è necessario.

Di dire un'ultima parola Dadaev e Ešurkaev si sono rifiutati Kaltenbrunner ha detto di sperare in una decisione ragionevole dei giudici.

La decisione ha avuto luogo quando era già notte. Per annunciarla sono giunti molti ceceni, che in precedenza non si erano visti al processo. Vicino sedevano quelli che in Austria rappresentano gli interessi dell'Ičkerija [3] e quelli su cui si è consolidata la gloria dei rappresentanti plenipotenziari di Kadyrov in Austria. La decisione della giuria è stata strabiliante. A tutte le domande poste a loro e che smascheravano i criminali i giurati hanno risposto affermativamente. Otto Kaltenbrunner è stato riconosciuto colpevole dell'organizzazione di una comunità criminale, del tentativo di trasmissione di un cittadino alle autorità di un altro stato e anche di complicità in omicidio. Nel complesso ha avuto l'ergastolo.

Muslim Dadaev ha avuto una pena per gli stessi articoli, ad esclusione dell'organizzazione di una comunità criminale. Emettendo la sentenza il tribunale ha tenuto conto del fatto che Dadaev aveva anche altre condanne con la condizionale per violazioni della legge non legate a questo omicidio. Di conseguenza Dadaev è stato condannato 19 anni e 2 mesi, considerato il tempo che ha già passato in carcere. Turpal Ali Ešurkaev ha avuto 16 anni e 40 giorni di reclusione per complicità in omicidio e tentata trasmissione di un cittadino alle autorità di un altro stato.

Il giudice ha spiegato in modo stereotipato agli imputati la possibilità di fare appello contro questa decisione. La difesa, che aveva fatto non pochi sforzi per dimostrare ai giurati che davanti a loro c'erano persone insignificanti e che i veri criminali non erano giunti in tribunale, sembrava abbattuta.
– Dottor Mayer, Lei ritiene che nel caso in cui in tribunale fossero comparsi i testimoni, la cui presenza la Russia non ha garantito, ciò avrebbe influenzato la sentenza emessa oggi? – ho domandato.

– E' difficile dirlo, – ha sorriso. – Fino alla fine non sappiamo cosa influenzi la decisione dei giurati.

La parte lesa, al contrario, sembrava soddisfatto. Anche se qui – non senza riserve.

– La miglior punizione per tutti questi sarebbe la morte, – ha comunicato in seguito al pubblico Ali Israilov, padre dell'ucciso Umar. – La vendetta di sangue, com'è esistita, esiste ed esisterà in Cecenia finché ci sarà il mondo. Fosse così qui, allora questa gente ci avrebbe pensato prima di andare a compiere il loro crimine.

I traduttori non si sono messi a tradurre questo all'avvocato e ai simpatizzanti della famiglia Israilov.

Ol'ga Bobrova

02.06.2011, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2011/059/06.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Jurij Jakovlevič Čajka, Procuratore Generale della Federazione Russa.

[2] Nadia Lorenz, in realtà.

[3] Nome dato alla Cecenia dagli indipendentisti.

01 giugno 2011

Il "meglio" delle chiavi di ricerca di aprile 2011

se l'iran viene attaccato russia e cina stanno a guardare?: non credo

targhe in pietra serena nella domus galilaeae
: ci sono

"rossano ranuzzi"
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(ligentino): vedi qui

+scolaretti
: ci vogliono più scolaretti, le nascite sono in calo...

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bjutukaev beslan: ignoto

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: ma dove si mimetizza Manu Chao?

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come aprire una bmw usando la barra durto
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come evitare la leva militare in russia
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: potresti sposare un kazako o una kazaka (a seconda)...

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: di Monte Carlo?

cristo è risorto è veramente risorto
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igor pellicciari massone
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inga alekseeva
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io vi do un grande esempio: vedi qui

istituto medico n. 5 di magnitogorsk - rep. cardiologia
: che posso dire in proposito?

jakubovič and stalin
: what?

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l'economia è una truffa?
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la russia costruise citta secreta negli monti ural:
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manuali militari rapidshare
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matteo mazzoni california: vedi qui

messaggio ad un bambino di charlie chaplin
: ad un bambino?

mignotta.incalore.cerca.mulo
: qui???

razzismo in cecenia: vedi qui

Inserisci linksognare di rifugiarsi in un loculo: qui ci vuole perlomeno uno psicologo...

sono innamorato di una ragazza bielorussa: buon per te... Forse

suor cristiana concorezzo
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trilussa gufo
: non capisco...

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