19 marzo 2012

L'opposizione russa non demorde

Il 6 maggio la "Marcia dei Milioni"

Il "veče" [1] in piazza Puškinskaja [2] ha scelto il giorno dell'azione di protesta generale

18.03.2012

[1] Assemblea cittadina russa del X-XV secolo.

[2] Piazza dedicata al poeta nazionale russo Aleksandr Sergeevič Puškin nel centro di Mosca.

[3] Gennadij Vladimirovič Gudkov, deputato del partito di orientamento socialdemocratico "Russia Giusta".

[4] Leggasi "carcere".

[5] Ol'ga Evgen'evna Romanova, giornalista e conduttrice televisiva.

[6] Aleksej Aleksandrovič Kozlov, imprenditore condannato a 8 anni nel 2009 per truffa e riciclaggio di denaro, messo in libertà condizionata nel 2011 e di nuovo condannato.

[7] Membro del gruppo artistico "Vojna" (Guerra), noto per le performance anti-Putin.

[8] Sledstvennyj IZOljator (Carcere di Custodia Cautelare).

[9] "Tumulto della f... (organo genitale femminile)", gruppo punk femminile arrestato in blocco dopo una performance anti-Putin e anticlericale davanti all'altare della chiesa di Cristo Salvatore, la più importante di Mosca.

[10] Canale televisivo un tempo indipendente, ora controllato dalla Gazprom.

[11] Boris Efimovič Nemcov, uno dei leader del movimento "Solidarietà", che si richiama alla Solidarność polacca.

[12] Otrjad Milicii Osobogo Naznačenija (Sezione di Polizia con Compiti Speciali), sorta di Celere russa, nota per la sua durezza.

18 marzo 2012

La Russia di Putin oltre ai giornalisti colpisce gli avvocati...

I casi di pressione sugli avvocati in Daghestan non vengono indagati, dichiarano i giuristi

14 marzo 2012, 06.10

In Daghestan negli ultimi anni è stata registrata un'intera serie di reati nei confronti degli avvocati che lavorano nella regione, tuttavia gli inquirenti non conducono le dovute indagini su questi incidenti, trascinando o chiudendo i procedimenti penali come nel caso dell'avvocato Sapijat Magomedova, dichiarano gli esperti locali.

Come ha riferito in precedenza "Kavkazskij uzel", il 12 marzo l'avvocato Sapijat Magomedova dichiarò che è stato sospeso il procedimento penale avviato nei confronti degli agenti dell'OVD [1] di Chasavjurt [2] accusati del suo pestaggio. Sono state bloccate anche le indagini sul caso in cui questa è accusata di violenza nei confronti di agenti di polizia.

Ricordiamo che l'incidente che stava alla base dei due procedimenti penali si verificò il 17 giugno 2010. L'inquirente del GOVD [3] di Chasavjurt non permise all'avvocato Magomedova di incontrarsi con la propria assistita, sorse una lite, nel corso della quale Magomedova fu picchiata. Tuttavia gli agenti del GOVD dichiararono che Sapijat stessa li aveva attaccati e l'accusarono di oltraggio.

Magomedova e i suoi avvocati hanno dichiarato più di una volta che la stessa suddivisione del reato in due procedimenti penali è stata fatta artificiosamente. Il fatto verificatosi al GOVD di Chasavjurt ebbe ampia risonanza nella repubblica e oltre i suoi confini, attirò l'attenzione delle strutture internazionali per la difesa dei diritti umani, che intervennero per un'indagine obbiettiva sul pestaggio dell'avvocato e il capo del Daghestan mise questo caso sotto il proprio controllo personale.

"I tribunali non possono dividere un'imputazione e l'inquirente non c'è sul posto"

"Che il mio procedimento era stato sospeso sono venuta a saperlo del tutto casualmente, – ha raccontato al corrispondente di "Kavkazskij uzel" Sapijat Magomedova. - Feci delle richieste agli inquirenti per chiarire a che punto fosse il procedimento, in quanto il tribunale aveva mandato a completare il materiale. Tuttavia non ebbi risposta alla richiesta. E il 12 marzo sono andata al Comitato Inquirente del Daghestan, dove mi hanno riferito che entrambi i procedimenti, sia quello nei miei confronti, sia quello nei confronti degli agenti di polizia che mi picchiarono sono stati sospesi".

Secondo Magomedova, al Comitato Inquirente non le hanno saputo definire i motivi della chiusura dei procedimenti.

"Tutto ciò nonostante che, secondo la legislazione processuale le liti tra tribunali su un'imputazione non siano ammissibili"

In precedenza Sapijat Magomedova si era rivolta al tribunale del quartiere Sovetskij [4] di Machačkala [5] con un'istanza relativa all'articolo 125 del Codice di Procedura Penale della Federazione Russa, in cui protestava contro la delibera dell'inquirente Abdulchalim Chalimov, nella cui competenza si trovava inizialmente il procedimento relativo all'aggressione nei suoi confronti, che era stato chiuso ancor prima del rinvio alla Procura per il completamento da parte del tribunale di Chasavjurt.

"Ma il tribunale del quartiere Sovetskij rifiutò di accogliere l'istanza, rimandando al fatto che questa istanza avrebbe dovuto essere esaminata dal tribunale di Chasavjurt. E sebbene avessi capito che il rifiuto era infondato, mi rivolsi comunque con un'istanza analoga al tribunale di Chasavjurt. Anche là seguì precisamente lo stesso rifiuto, motivato con il fatto che il procedimento avrebbe dovuto essere esaminato dal tribunale del quartiere Sovetskij, – racconta Sapijat Magomedova. – E tutto ciò nonostante che, secondo la legislazione processuale liti tra tribunali su un'imputazione non siano ammissibili".

Inoltre, come dice Sapijat Magomedova, fece anche una richiesta ufficiale perché le dessero la sentenza sulla sospensione di entrambi i procedimenti, ma ricevette un rifiuto motivato con il fatto che l'inquirente era in trasferta e che ci sarebbe stato solo qualche giorno dopo.

La difesa di Magomedova teme una sorpresa

Dei chiarimenti dei motivi della sospensione dei procedimenti si occupò anche l'avvocato di Magomedova Salimat Kadyrova. "Telefonai all'inquirente Chalimov, che aveva indagato il procedimento di due degli agenti di polizia che avevano aggredito Sapijat e questi riferì che entrambi i procedimenti dopo il rinvio di essi da parte del tribunale alla procura per l'eliminazione delle carenze furono affidati all'inquirente Baulov, che inizialmente aveva indagato il procedimento contro Sapijat", – dice questa.

Secondo Kadyrova, si è chiarito che entrambi i procedimenti sono stati effettivamente sospesi. "Ma dopo che il procedimento fu rinviato per il completamento, non si misero a darlo a vari inquirenti, ma lo dettero a uno – a Baulov. Questi ancor prima dell'anno nuovo sospese i procedimenti, cosa che venni a sapere quando gli telefonai per interessarmi della sorte dei procedimenti", – dice l'avvocato.

"L'inquirente disse che i procedimenti erano stati sospesi ancor prima dell'anno nuovo, ma non poté spiegare articolatamente i motivi"

"Chiesi quando e su che basi aveva sospeso i procedimenti e perché non ce ne avevano dato notizia, al che l'inquirente rispose che erano stati sospesi già da tempo, ma non poté spiegare articolatamente i motivi, – dice Kadyrova. – Quanto all'informazione disse che ce ne aveva dato notizia ancor prima dell'anno nuovo. Come basi per la sospensione del procedimento, l'inquirente non definì nulla di concreto, eppure ci sono vari motivi per la sospensione (prescrizione, riconciliazione, pentimento e così via), ma se ci fosse stata assenza di elementi di reato, l'avrebbe detto con piacere. Perciò ci preoccupiamo che là possa esservi qualche sorpresa: i motivi possono essere non riabilitanti".

Tra l'altro Kadyrova ha sottolineato che finora né lei, né la sua assistita hanno ricevuto una copia della delibera sulla sospensione dei procedimenti e perciò finora possono fare solo supposizioni.

Faremo notare che alla procura di Chasavjurt si sono rifiutati di commentare la decisione dell'inquirente.

"Sarà fatto appello contro la sospensione del procedimento contro i poliziotti"

"Dopo essere venuta a sapere i motivi della sospensione intendo certamente fare appello contro la sospensione dei procedimenti nei confronti degli agenti di polizia che mi picchiarono, o – dice Sapijat Magomedova. – Ma per quanto riguarda il secondo procedimento, quello nei miei confronti, secondo cui avrei picchiato i poliziotti, questa azione penale non avrebbe dovuto iniziare per principio, perché non ho commesso alcun reato".

Nel frattempo per quanto riguarda il primo procedimento penale Magomedova si è già rivolta alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, in quanto è convinta che il procedimento nei confronti degli agenti di polizia che la picchiarono "sarà sospeso in ogni caso".

"Con le proprie azioni il Comitato Inquirente ha di fatto confermato gli argomenti sostenuti da me in precedenza nell'istanza alla Corte Europea"

"Il mio appello alla Corte Europea è legato al fatto che gli inquirenti non hanno fatto niente per incriminare le persone che hanno commesso il reato. Nel mio appello ho enunciato tutti gli argomenti in base a cui questo procedimento potrebbe essere sospeso, cosa che in sostanza si è pure confermata adesso, – dice. – Con le proprie azioni il Comitato Inquirente di fatto ha confermato i miei argomenti, che erano quelli chiave".

Secondo Sapijat Magomedova, l'esame di questo caso alla Corte Europea non è stato ancora fissato, ma subito dopo aver ricevuto la delibera sulla sospensione del caso intende chiedere che la sua istanza sia esaminata "in via prioritaria e accelerata".

Come ha fatto notare Magomedova, tale possibilità è sancita dalla regola n. 41 del Regolamento della Corte Europea, dov'è indicato che "la corte esamina le istanza in un ordine di successione che è determinato dalla sua prontezza a esaminare, tuttavia può prendere la decisione di far luce su una concreta istanza in ordine prioritario".

"Nella pratica giudiziaria e investigativa russa succede di tutto"

Il membro della Camera Sociale [6] e presidente della Camera degli Avvocati di Mosca Genri Reznik non ha escluso che sia possibile il riavvio delle indagini legate al procedimento penale nei confronti di Magomedova "per vendetta" in caso di presentazione di un'istanza sulla sospensione del procedimento nei confronti dei poliziotti. "Nella pratica giudiziaria e investigativa russa succede di tutto", – ha detto al corrispondente di "Kavkazskij uzel".

Per trarre conclusioni di pieno valore sulla situazione, secondo l'avvocato, è indispensabile fare conoscenza con i documenti: su che basi sono stati sospesi i procedimenti.

"Nel caso in cui la colpevolezza di Magomedova fosse dimostrata, esistono varie norme a seconda dell'articolo incriminante: o è stato "uso di violenza su un rappresentante del potere nell'esercizio delle proprie funzioni", o, se hanno avuto luogo lesioni corporali, cosa che non è nota, è già un caso di diritto privato", – ha raccontato Reznik.

L'avvocato ha anche ricordato che il caso Magomedova è stato messo sotto il suo controllo. "Avevo contatti con il presidente della Camera degli Avvocati del Daghestan, ma negli ultimi sei mesi non ci è giunta da là alcuna informazione sul procedimento", – ha commentato Reznik.

"La scarsa qualità degli inquirenti è venuta fuori"

Il co-fondatore della Srl "Svoboda slova" [7] e direttore del giornale daghestano "Černovik" [8] Bijakaj Magomedov ha fatto notare che il problema dei pestaggi degli avvocati in Daghestan resta molto serio.

"Sul caso di Sapijat dissi fin dall'inizio che era destinato al fallimento perché dello stesso fatto non ci sono due varianti. Agli inquirenti non era rimasto altro che sospendere il procedimento. In giurisprudenza non dev'essere così: o Sapijat dev'essere imputata o gli agenti di polizia. Qui abbiamo davanti la bassa qualità dei collaboratori dello stesso Comitato Inquirente. Perciò, quando la società ha fatto rumore, ha espresso una protesta contro le azioni degli agenti delle strutture armate, la bassa qualità dei collaboratori è venuta fuori", – afferma Magomedov.

Bijakaj Magomedov vede un problema anche nel fatto che il Comitato Inquirente "non mostra la sua pratica". "Invece di renderla aperta per lo studio, non c'è accesso a queste informazioni. E di fatti come quello di Sapijat là ce ne sono molti. Al giorno d'oggi il Comitato Inquirente del Daghestan è una struttura ben più chiusa di un tribunale e perciò è molto difficile incriminare i collaboratori che violano i diritti delle parti lese", – ritiene il giornalista.

"Il problema qui è che gli inquirenti non rispondono processualmente delle proprie azioni e inazioni"

"I nostri inquirenti eccellono per tale "astuzia" nel trascinare i procedimenti penali, – racconta il noto avvocato Rasul Kadiev. – Più di una volta è già stato indicato che i nostri inquirenti non inviano i documenti processuali alle parti lese. Il problema qui è che gli inquirenti non rispondono processualmente delle proprie azioni e inazioni".

Secondo Kadiev, anche quando la parte lesa ha in mano la delibera, fa appello e il tribunale prende una decisione in suo favore, nessun inquirente risponde delle proprie azioni.

L'avvocato del collegio speciale degli avvocati del Daghestan Džamilja Tagirova fu in una situazione analoga alla storia di Sapijat Magomedova: dopo che espresse il proprio disaccordo con le violazioni processuali degli inquirenti, fu usata la forza nei suoi confronti.

"Quando il mio assistito se ne andò, l'inquirente prese a darmi colpi al volto e al collo, – racconta. – Il procedimento fu avviato, ma sul suo corso riuscii ad avere informazioni. Di conseguenza il procedimento fu sospeso con la formula "per mancanza di elementi di reato nelle azioni dell'inquirente". E ho ricevuto la delibera sulla sospensione del procedimento penale solo poco tempo fa e del tutto casualmente. E' risultato che era stato sospeso già l'11 giugno 2011, cosa di cui nessuno mi informò".

"Il sistema giudiziario è sordo, il ministero degli Interni di più"

Ai danni dell'avvocato daghestano Sergej Kvasov due anni fa, nell'aprile 2010, fu compiuto un attentato, tuttavia questi continua comunque a lavorare come avvocato.

"Su ciò che si verificò con e su chi lo fece, posso solo fare ipotesi, – dice. – Per determinati motivi suppongo che possano essere stati gli agenti delle forze dell'ordine. Inoltre, secondo i materiali delle indagini, anche se allora mi fratturarono il cranio e mi spezzarono gambe e braccia, il procedimento fu avviato non come tentato omicidio, ma come lesioni di media gravità. Ma ecco che questi banditi fuggirono pensando che fossi già morto".

Secondo Kvasov, il suo procedimento fu avviato due volte e due volte archiviato, "ma comunque non trovarono nessuno". "Ora sta fermo e non importa a nessuno", – ha fatto notare.

"L'avvocato ha in mano una penna e il Codice, ma con queste armi non sfondi un muro di cemento"

Ma per quanto riguarda il lavoro degli avvocati oggi, secondo Kvasov, "non ci sono aperte minacce, intimidazioni e ostacoli". "Ma qui si tratta del fatto che le principali recriminazioni erano per fatti legati alle organizzazioni armate clandestine", – chiarisce.

"Quando c'era l'istituto delle giurie, potevamo lottare e dimostrare la loro innocenza sul piano giuridico, ma poi questi casi furono tolti dalla categoria esaminata dalle giurie. Oggi i tribunali sfornano le condanne senza guardare particolarmente, perché, evidentemente, c'è una disposizione tacita dall'alto, – ha detto Kvasov. – L'avvocato qui lavora secondo il principio "il cane abbaia e la carovana passa". L'avvocato ha in mano una penna e il Codice, ma con queste armi non sfondi un muro di cemento. Il sistema giudiziario è sordo a questa questione, il ministero degli Interni ancora di più. Non di meno è necessario lavorare e difendere".

Ricordiamo che nell'ottobre 2010 a Machačkala ebbe luogo la tavola rotonda "I continui atti di violenza sugli avvocati". I rappresentanti della comunità degli avvocati e delle organizzazioni sociali espressero preoccupazione per i sempre più frequenti casi di pestaggi di avvocati e di mancanza di un'adeguata reazione da parte delle autorità e delle forze dell'ordine.

Per attrarre l'attenzione delle autorità sul problema, il 1 novembre di quello stesso anno gli avvocati della città di Kiziljurt [9] e del distretto di Kiziljurt in Daghestan proclamarono l'astensione dal lavoro nei casi, indagati da investigatori e inquirenti dell'OVD "Kiziljurtovskij" e della sezione inquirente interdistrettuale della direzione inquirente della SKP [10] della Federazione Russa in Daghestan con sede a Kiziljurt.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "A Machačkala un avvocato riferisce di un pestaggio e di un tentativo di sequestro", "Il tribunale in Daghestan ha confermato il rifiuto da parte della procura dell'istanza dell'avvocato Bammatova [11]", "In Daghestan il tribunale ha rinviato a riesaminare per la quarta volta l'istanza di Sapijat Magomedova, picchiata da alcuni poliziotti".

Autori: Abdulla Alisultanov, Oleg Krasnov ; fonte: corrispondenti di "Kavkzaskij uzel"

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/202982/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

Note
[1] Otdelenie Vnutrennich Del (Sezione degli Affari Interni), cioè la sede della polizia.

[2] Città del Daghestan ai confini con la Cecenia.

[3] Gorodskoe Otdelenie Vnutrennich Del (Sezione Cittadina degli Affari Interni).

[4] "Sovietico".

[5] Capitale del Daghestan (il quartiere Sovetskij è nella zona centro-meridionale).

[6] Organo intermedio tra potere e società civile, privo di potere reale.

[7] "Libertà di parola".

[8] "Brutta copia".

[9] Città del Daghestan centrale.

[10] Sledstvennyj Komitet pri Prokurature (Comitato Inquirente presso la Procura).

[11] Gjul'nara Bammatova, avvocato diversamente abile aggredita da un poliziotto nel settembre 2010.

16 marzo 2012

Una stazione di trasbordo della NATO nella città di Lenin?

Le forze della NATO nella patria di Il'ič [1]

A Ul'janovsk [2] si programma la creazione di una stazione di trasbordo per il transito di carichi non militari dall'Afghanistan in Europa

14.03.2012

[1] Patronimico di Lenin, il cui vero nome era Vladimir Il'ič Ul'janov.

[2] Città della Russia centro-meridionale fondata come Simbirsk e così ribattezzata in onore di Ul'janov-Lenin.

[3] "Orientale".

[4] "La verità del Komsomol", giornale un tempo organo del Komsomol (KOMmunističeskij Sojuz MOLodëži, "Unione della Gioventù Comunista").

[5] Meždunarodnye Sily Sodejstvija Bezopasnosti (Forze Internazionali di Collaborazione per la Sicurezza).

[6] Sergej Vladimirovič Gogin, noto giornalista e poeta russo.

15 marzo 2012

Il "meglio" delle chiavi di ricerca di febbraio 2012

http://matteobloggato.blogspot.com/: vedi qui, qui, qui, qui e qui

quesionazio pablog: vedi qui

attentato a putin. mandanti, i soliti sospetti: vedi qui

budanov: vedi qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui


5 foto: vedi qui

aitano: vedi qui

alti funzionari dell’entourage di ramzan kadyrov di cui però non viene fatto il nome: di che si tratta?


atti terroristici contro popolazioni: vedi qui

atto unilaterale per il conferimento di auguri: vedi qui

befana bionda: vedi qui


cappello di manu chao: vedi qui

che cos'è sultan bubble: vedi qui

che fine hanno fatto i patelavax: si sono sciolti...


cos'è увд: un distretto di polizia russo

donne.che.chiavano.con.animali: sei nel posto sbagliato

dove posso trovare pecore di razza romanov per comprare: boh


evtusenko per havel: vedi qui

formaggio "rossijskij": vedi qui

foto di sydney fi notte: vedi qui

frank e bono vox: vedi qui


funerali di don giulio facibeni: vedi qui

gare ippiche: vedi qui

i giusti delle nazioni: vedi qui

il divo za: e chi é?

il lavoro e l'ideale: vedi qui


immaginetta di san zanobi: vuoi un santino?

l'atmosfera preme su tutti i corpi ma non li schiaccia: proprio così

l'uomo resterà sempre: vedi qui


la censura della tv russa: vedi qui

le liti di charlie chaplin: non le ho presenti...


lettera al papa' " sono solo dai vicini": vedi qui

marco adamo gabriele: vedi qui


mattia stango: vedi qui

maurizio cheli: vedi qui

monelli davanti al faro: e che ci fanno?

natività di rublev: vedi qui


province italiane settentrionali: quali ti interessano?

qual'è la tavola rorschach della sessualità?: nessuna. O tutte

racconto palindromo finale: vedi qui

richiesta di asilo in georgia: vedi qui


rue du chat qui pêche: vedi qui

russa che piange: vedi qui

sacerdozio: vedi qui

sezione inquirente: vedi qui

slogan contro la chiesa: vedi qui


ultima sentenza e giustizio universale per giovanni maiale da eboli: ???


vadim michajlovič koževnikov: vedi qui

vladimír šamanov: vedi qui

www.cogniomiitaliani.com: sito inesistente


досаев турпал: Dosaev Turpal, questo sconosciuto...

13 marzo 2012

La Russia di Putin (ora a tutti gli effetti) torna a minacciare la Georgia e non solo...

Aladašvili [1]: il dislocamento di uno stormo di elicotteri a Novorossijsk [2] minaccia la Georgia

12 marzo 2012, 15:58

Gli esperti militari e il ministero degli Esteri georgiano vedono una minaccia nel dislocamento di uno stormo di elicotteri dell'aeronautica militare russa a Novorossijsk.

"Kavkazskij uzel" scrisse che il 29 febbraio dell'intenzione di dislocare uno stormo di elicotteri a Novorossijsk aveva riferito il comandante delle truppe aviotrasportate della Federazione Russa Vladimir Šamanov. Šamanov basava questa decisione sul fatto che la situazione in Abcasia e in Ossezia del Sud spesso si complica, la tensione nelle relazioni con la Georgia cresce. Il 2 marzo il ministero degli Esteri georgiano espresse una protesta contro questa decisione della Russia.

"Questo passo di Mosca rappresenta un'evidente e aperta minaccia indirizzata contro uno stato sovrano e non c'è alcun dubbio contro chi concretamente sia indirizzata questa ennesima azione aggressiva della Federazione Russa. E' evidente che la Russia continua una politica aggressiva indirizzata contro la Georgia, indirizzata alla distruzione dell'entità statale georgiana e allo sterminio dei civili georgiani", – si dice nella dichiarazione del ministero degli Esteri georgiano.

"Il dislocamento di uno stormo di elicotteri a Novorossijsk appare come la preparazione di azioni di guerra"

Secondo l'esperto militare e direttore del giornale "Arsenali" Iraklij Aladašvili, il dislocamento di uno stormo di elicotteri a Novorossijsk va preso come un'evidente e reale minaccia.

"Alla luce del fatto che è in corso un continuo riarmo in Abcasia e in Ossezia del Sud, il dislocamento di uno stormo di elicotteri a Novorossijsk appare come la preparazione di azioni di guerra. E l'angoscia in questo senso deve venire non solo alla Georgia, ma anche alla NATO. In primo luogo la Russia non minaccerà solo la Georgia, ma anche, per esempio, un membro del Patto Atlantico, la Turchia. Se sul territorio del distretto di Gali [3] saranno dislocati i lanciamissili "Točka-U" [4] o "Iskander" [5], nel raggio d'azione dei missili si troveranno sia la Turchia, sia parte dell'Iran e questo sarà uno strumento di ricatto e un tentativo di pressione sui paesi della NATO da parte della Russia durante le trattative su questa o quella questione", – ha sottolineato Aladašvili.

A suo dire, deve causare inquietudine proprio il fatto che a Novorossijsk sarà dislocato uno stormo di elicotteri agli ordini delle truppe aviotrasportate.

"Le truppe aviotrasportate sono quelle più preparate e operative della Russia. Proprio queste entrarono a Cchinval [6] nell'agosto 2008 e sbarcarono anche a Očamčyra [7] (sono i fatti dell'agosto 2008 – nota di "Kavkazskij uzel"). Se avranno in uso gli elicotteri, ciò faciliterà le operazioni di sbarco, comunque mandare i soldati in elicottero è più sicuro e conveniente che lanciarli con i paracadute", – fa notare Aladašvili.

"La grande minaccia per la Georgia è rappresentata dalle truppe russe dislocate in Abcasia e in Ossezia del Sud"

"Il dislocamento di uno stormo di elicotteri a Novorossijsk aumenta l'operatività delle truppe aviotrasportate russe, tuttavia comunque la grande minaccia per la Georgia è rappresentata dalle truppe russe dislocate in Abcasia e in Ossezia del Sud", – ha aggiunto Aladašvili.

"La distanza in linea retta da Novorossijsk alla frontiera georgiana internazionalmente riconosciuta sul fiume Psou è di 230 km, da là alla frontiera sul fiume Inguri è qualcosa di più. Alla velocità di 300 km/h degli elicotteri il tempo di avvicinamento può essere circa un'ora. Tuttavia non si può dimenticare che unità elicotteristiche delle truppe russe si trovano sui territori occupati della Georgia – sia in Abcasia nella base di Gudauta [8], sia in Ossezia del Sud nel distretto di Džava [9]. Queste unità possono volare fino agli oggetti strategici della Georgia ben più rapidamente", – ha indicato pure l'esperto di questioni di sicurezza e membro di "Il Sogno Georgiano è una Georgia Democratica" [10] Iraklij Sesiašvili.

"Esercitare un'influenza sulla decisione della Russia di dislocare un proprio stormo a Novorossijsk è possibile"

Il rappresentante del partito "Democratici liberi", ex ambasciatore della Georgia all'OSCE Viktor Dolidze ritiene che esercitare un'influenza sulla decisione della Russia di dislocare un proprio stormo a Novorossijsk sia possibile.

"La discussione di questa questione oggi è possibile nell'ambito dell'OCSE Secondo il proprio mandato l'Organizzazione per la Sicurezza e Collaborazione in Europa per l'appunto si occupa anche di questioni di armamenti. Proprio l'OCSE pone questioni sul dislocamento di nuovi armamenti tra i propri paesi membri. E io penso che alla Russia sarà posta questa questione. Non il fatto che questa concordi sull'annullamento di questa decisione, ma una discussione sul posizionamento di un nuovo stormo di elicotteri sarà perfettamente regolare all'OSCE", – ha dichiarato in un'intervista al corrispondente di "Kavkazskij uzel" Viktor Dolidze.

In realtà oggi la comunità internazionale non ha alcun meccanismo di influenza sulla Russia per impedire il dislocamento di uno stormo di elicotteri a Novorossijsk, ha constatato Iraklij Aladašvili.

"Nel 2007 la Russia uscì unilateralmente dal patto sulla riduzione delle armi convenzionali, secondo cui questa non avrebbe dislocato armamenti nelle zone contese. Tuttavia dopo la propria uscita dal patto, le limitazioni non si estendono ad essa. Perciò il dislocamento di uno stormo di elicotteri a Novorossijsk è una questione sovrana della stessa Russia. Né la Georgia, né chiunque altro ha ancora il diritto di ostacolare la Russia nel dislocare impianti militari dove le conviene sul proprio territorio. E' tutt'altra cosa quando la Russia disloca le proprie unità militari sui territori occupati – in Abcasia e in Ossezia del Sud. Là la Russia viola già la legislazione internazionale, tuttavia i tentativi di influenzare la sua decisione non danno risultati", – ha notato questi.

Ricordiamo che all'inizio del 2011 in una base militate della Federazione Russa in Ossezia del Sud fu ulteriormente schierata la divisione del complesso missilistico operativo-tattico (OTRK [11]) "Točka-U" con un raggio d'azione fino a 120 chilometri. Inoltre nel dicembre 2010 il ministero della Difesa russo dichiarò che non lontano da Cchinval era schierata una divisione russa di artiglieria a reazione equipaggiata con il sistema "Smerč" [12] (raggio d'azione – da 70 a 90 km). La Georgia allora espresse una protesta contro queste azioni della Russia.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "Zviad Koridze [13]: l'uscita delle truppe russe da Perevi [14] è solo l'esecuzione degli accordi del 2008", "WikiLeaks: la Russia installò armamenti in Ossezia del Sud ben prima dell'inizio della guerra", "Nicolas Sarkozy: non intendiamo importare nella NATO i problemi della Georgia", "La NATO propone alla Russia di rivedere il riconoscimento di Ossezia del Sud e Abcasia".

Autore: Beslan Kmuzov; fonte: corrispondente di "Kavkazskij uzel"

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/202864/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

Note
[1] Per uniformità trascrivo anche i nomi georgiani con la trascrizione "scientifica" del russo.

[2] Città russa sul Mar Nero.

[3] Città dell'Abcasia meridionale.

[4] "Punto-U", missile balistico.

[5] "Alessandro Magno" in arabo, missile balistico.

[6] Capitale dell'Ossezia del Sud.

[7] Città dell'Abcasia sul Mar Nero.

[8] Città dell'Abcasia sul Mar Nero.

[9] In osseto Dzau, città della parte centrale dell'Ossezia del Sud.

[10] Coalizione delle forze di opposizione georgiane.

[11] Dalla dizione russa Operativno-Taktičeskij Raketnyj Kompleks.

[12] Tùrbine.

[13] Politologo georgiano.

[14] Città della Georgia settentrionale vicino al confine con l'Ossezia del Sud.

12 marzo 2012

Oh baby, baby, it's a wild world...

L'illegittimità del potere di Putin

Elezioni con "difetto di libertà"

Ciò che è accaduto a queste elezioni non è il quadro di una democrazia rappresentativa, è una costruzione classista-feudale.

04.03.2012

[1] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio di Sicurezza Federale), il principale servizio segreto russo.

[2] L'arancione era il colore di coloro che in Ucraina protestavano contro il presidente filorusso Janukovyč e per estensione sono divenuti "arancioni" tutti gli oppositori al regime di Putin.

[3] I brogli compiuti da elettori che hanno votato in più seggi.

[4] Città della Siberia occidentale.

[5] Žiliščno-Kommunal'noe Chozjajstvo (Servizi per le Abitazioni).

[6] Viale del centro di Mosca, teatro di una grande manifestazione contro i brogli.

[7] Piazza del centro di Mosca, teatro di una grande manifestazione contro il regime di Putin.

11 marzo 2012

El condor pasa


"El condor pasa"

10 marzo 2012

Intanto nel Caucaso va tutto come sempre...

I partecipanti alla conferenza "Basta con il far fuori il Caucaso" hanno dichiarato che le scomparse di persone continuano

7 marzo 2012, 20.20

Nel corso della conferenza stampa "Basta con il far fuori il Caucaso" a Mosca gli attivisti per i diritti umani di varie regioni del Caucaso del Nord hanno discusso i problemi dei brogli alle elezioni, dei sequestri di persona che continuano e anche della situazione dei fuoriusciti del Caucaso che scontano pene nelle carceri russe.

Come ha riferito "Kavkazskij uzel", la conferenza stampa degli attivisti per i diritti umani "Basta con il far fuori il Caucaso" si è svolta il 6 marzo al "Centro stampa indipendente" a Mosca. I partecipanti all'incontro hanno pure presenziato alla manifestazione dell'opposizione del 5 marzo che si è tenuta in piazza Puškinskaja [1] a Mosca.

Nel Caucaso del Nord continuano a sparire persone, affermano gli attivisti per i diritti umani
Il tema principale della conferenza stampa è stato quello dei sequestri di persona nel Caucaso. Nonostante il fatto che al primo congresso del "Forum del Caucaso" degli attivisti per i diritti umani del 18 febbraio sia stato visitato dal capo dell'Inguscezia Junus-Bek Evkurov e che questi abbia riconosciuto che nei sequestri sono coinvolti i servizi segreti, le persone continuano a sparire, hanno fatto notare i partecipanti all'iniziativa.

"Dopo la fine del forum, passato qualche giorno, è stato di nuovo reso noto che in Inguscezia era sparita una persona e in seguito gli agenti delle strutture armate ne hanno sequestrata un'altra. E così via", – ha sottolineato l'oppositore inguscio Magomed Chazbiev.

Questi ha fatto notare che uno degli ultimi sequestri di persone è quello di Rustam Aušev a Minvody [2] (Rustam Aušev scomparve il 17 febbraio nella città di Mineral'nye Vody. Il 22 febbraio l'organizzazione per la difesa dei diritti umani Amnesty International diffuse una dichiarazione con la richiesta di indagare sulla scomparsa di Aušev. Il segretario del Consiglio di Sicurezza del'Inguscezia Achmed Kotievt dichiarò ai familiari di Rustam che le forze dell'ordine avrebbero preso misure per la sua ricerca. – Nota di "Kavkazskij uzel").

"Doveva sedere sul treno alla stazione da cui l'hanno preso. Ci sono delle videoregistrazioni. Non le hanno fornite ai familiari. Ma i familiari le hanno viste, dopodiché sono sparite. Le strutture armate e, come dicono i familiari, i nostri funzionari non danno pieno corso alle indagini", – ha dichiarato Chazbiev.

"Kavkazskij uzel" finora non dispone di commenti degli inquirenti e neanche dei rappresentanti delle forze dell'ordine dell'Inguscezia sulle accuse mosse dai familiari di Aušev.

"Succede che delle persone vengano sequestrate per avere un riscatto. Tra l'altro né la procura, né i tribunali, né le autorità regionali sono in grado di lottare con questa cosa. Spesso questo diventa un motivo per "darsi alla macchia" (unirsi ai membri delle organizzazioni armate clandestine – Nota di "Kavkzaskij uzel"). Le persone semplicemente capiscono che sono incapaci di lottare contro questa macchina corrotta", – ha constatato Chazbiev.

Che intendeva parlare pubblicamente del "tema più doloroso per il Daghestan, i sequestri di persona, che hanno assunto un carattere di massa" lo ha dichiarato in un'intervista al corrispondente di "Kavkazskij uzel" anche la presidente dell'organizzazione "Madri del Daghestan" Svetlana Isaeva, che non è andata alla conferenza stampa per mancanza di mezzi finanziari.

Secondo l'attivista per i diritti umani, il Daghestan già da più di dieci anni si trova in stato di guerra a bassa intensità, in cui da una parte si trovano i membri delle organizzazioni armate clandestine e dall'altra le strutture armate. "Gli agenti delle strutture armate, per di più, conducono una lotta anche contro chi in qualche modo è legato ai rappresentanti delle organizzazioni armate clandestine e i metodi di conduzione di questa lotta sono lontani da quelli costituzionali", – ha sottolineato questa.

La direttrice del centro informativo "Consiglio delle organizzazioni non governative della Cecenia" Taisa Isaeva ha fatto notare che la visita del capo dell'Inguscezia al primo congresso del "Forum del Caucaso" ha suscitato discussioni tra gli attivisti per i diritti umani. "Il nostro scopo fondamentale è riunirsi per risolvere i problemi nei singoli posti. Non dobbiamo seguire il principio "ci siamo riuniti, abbiamo gridato e siamo andati ognuno a casa sua. La gente aspetta e crede al nostro aiuto. E ritengo che il potere stesso si sia messo in contatto con gli attivisti per i diritti umani capendo il loro peso quando sono insieme", – ha dichiarato Isaeva.

Saratova: sui fuoriusciti del Caucaso che scontano pene vengono fatte pressioni

L'intervento dell'attivista per i diritti umani cecena Cheda Saratova è stato dedicato alla grave situazione dei fuoriusciti del Caucaso che scontano pene nelle carceri russe fuori dai confini della regione e anche alle pressioni su di essi.

"Recentemente ci è giunta una segnalazione dalla colonia correzionale n. 3 nella regione di Rjazan' [3]. Là i caucasici reclusi si lamentano di essere nutriti esclusivamente con carne di maiale, cosa che contraddice il loro senso religioso. 14 persone hanno firmato la loro denuncia. E questo non è un caso unico. In totale nelle carceri russe scontano pene 21 mila condannati ceceni", – ha raccontato Saratova.

Cheda Saratova ha ricordato le parole dell'ex ufficiale delle truppe interne del ministero degli Interni Sergej Arakčeev, che fu accusato dell'omicidio di civili ceceni nel gennaio 2003 e nel dicembre 2007 fu condannato a 15 anni di reclusione.

"Ad Arakčeev chiesero dove sarebbe stato meglio – in guerra o in carcere? E questi rispose: in carcere. Invece di questo non possono vantarsi i fuoriusciti del Caucaso che scontano le loro pene nelle carceri russe", – ha fatto notare questa.

A suo dire, "il potere russo a volte nutre i popoli caucasici, in particolare i ceceni, con panpepati, a volte li picchia con la frusta [4]". "I rapporti con il popolo si formano di volta in volta, a seconda degli umori politici nel paese. La semplice popolazione del paese diviene vittima della caucasofobia che gli viene inculcata. Io e la mia collega, l'attivista per i diritti umani Taisa Isaeva recentemente abbiamo letto dei commenti sotto il testo di un articolo dedicato all'omicidio del poeta ceceno Ruslan Achtachanov, in cui i blogger si esprimevano uno dopo l'altro favorevolmente sull'affermazione che "è necessario far fuori i caucasici". Tutti questi umori sono creati dal potere", p – è convinta l'attivista per i diritti umani.

Chazbiev: "Basta con il far fuori il Caucaso" è uno slogan tardivo, ma che non ha perso di attualità

Secondo Magomed Chazbiev, lo slogan "Basta con il nutrire il Caucaso", che spesso è enunciato pubblicamente dalle forze di opposizione significa che se ne ha abbastanza di nutrire le élites corrotte del Caucaso (i nazionalisti tengono manifestazioni nell'ambito della campagna "Basta con il nutrire il Caucaso!" da loro annunciata. I loro partecipanti chiedono alle autorità di far cessare le sproporzionate, a loro giudizio, sovvenzioni alle repubbliche del Caucaso del Nord russo. Tuttavia le autorità del paese ritengono che gli umori anticaucasici in Russia abbiano un carattere provocatorio. P – Nota di "Kavkazskij uzel").

"L'alternativa – "Basta con il far fuori il Caucaso" – è uno slogan tardivo, ma che non ha perso di attualità. Sarebbe stato necessario enunciarlo pubblicamente quando ci fu il conflitto tra osseti e ingusci (
a fine ottobre-inizio novembre 1992. p – Nota di "Kavkazskij uzel"), finito con massacri e pallottole. Allora nessuno andò a manifestare con le parole "Basta con il nutrire il Caucaso con pallottole!". Lo stesso quando il popolo ceceno fu tempestato di bombe – nessuno andò a dire "Basta con il nutrire la Cecenia con le bombe!". Ora non ci sono guerre, ma le persone continuano a sparire. 

Di quali elezioni si può parlare in repubbliche in cui spariscono le persone?", – ha concluso l'oppositore.

Secondo Chazbiev, la reale affluenza in Inguscezia, tanto alle elezioni dei deputati alla Duma di Stato tenutesi il 4 dicembre 2011, quanto alle elezioni del presidente tenutesi a marzo è assommata al 7-10%. "Quale 90%? E' una menzogna", – è convinto questi.

Faremo notare che il parlamento alternativo dell'Inguscezia, il Mechk-Kchel in precedenza divulgò la richiesta a Evkurov di riconoscere che la sua dichiarazione sull'alta affluenza di votanti alle elezioni del 4 dicembre 2011 era una menzogna. Nella dichiarazione del Mechk-Kchel si affermava che alle elezioni in Inguscezia era stata gravemente violata la legge.

Chazbiev ha fatto notare che nel più breve tempo possibile in Inguscezia si riavvierà il lavoro del comitato organizzativo della manifestazione nazionale inguscia (nel 2008 l'opposizione in Inguscezia tenne una manifestazione contro la corruzione, i sequestri e gli omicidi di abitanti della regione da parte di agenti delle strutture armate. – Nota di "Kavkazskij uzel").

"Siamo intenzionati a tenere la prima manifestazione a Mosca. Penso che ad essa si uniranno, com'è stato in precedenza, gli ingusci che si trovano all'estero, andando alle ambasciate russe. In seguito continueremo a tenere manifestazione anche nella stessa Inguscezia. Penso che solo così potremo rompere la situazione nella repubblica", – ha fatto notare questi.

Alekseeva: il Caucaso è una regione sovvenzionata per mancanza di posti di lavoro

"Il Caucaso è una regione sovvenzionata in quanto per la gente là non si creano posti di lavoro, cioè non si da la possibilità alla regione di essere autosufficiente", – ha sottolineato il capo del Gruppo di Helsinki [5] moscovita Ljudmila Alekseeva.

"Nessun investitore investirà in una regione instabile", – è convinta la direttrice del centro informativo "Consiglio delle organizzazioni non governative della Cecenia" Taisa Isaeva.

"La corruzione nel Caucaso ha inghiottito tutte le sfere della vita e non si può dire che Mosca nutra il Caucaso. Mosca ricicla denaro nel Caucaso. Ora è conveniente nella società fare del ceceno l'immagine del nemico – questi umori sono creati dalle autorità per realizzare i propri scopi. Il pesce puzza dalla testa e le elezioni lo hanno dimostrato. La Russia allora non ci ha ascoltato, ma ora siamo venuti a sostenere la Russia, capendo che tutti noi siamo parte di un solo stato", – ha dichiarato Isaeva.

Faremo notare che al momento presente nel Caucaso del Nord si sta realizzando un piano per la creazione di un centro turistico che presuppone che il picco del lavoro di costruzione tocchi gli anni 2013-2017 e nel 2019 sarà completamente costruito. Il rappresentante plenipotenziario del presidente russo nello SKFO [6] Aleksandr Chloponin ha definito lo sviluppo del complesso turistico-ricreativo una delle fondamentali strategie di sviluppo del distretto del Caucaso del Nord.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "A Machačkala i reclusi del SIZO-1 [7] continuano lo sciopero della fame", "In Daghestan in un seggio elettorale è stato arrestato un collaboratore di "Memorial"", "La Corte Europea ha obbligato la Russia a pagare un risarcimento ai familiari di Abdula Ėdilov [8] e Movsar Chamzatov [9]", "La presentazione del libro sulle scomparse di persone in Cecenia si è tenuta a Groznyj".
Autrice: Karina Gadžieva; fonte: corrispondente di "Kavkazskij uzel"
"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/202559/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

Note
[1] Piazza del centro di Mosca.

[2] Mineral'nye Vody (Acque Minerali), città della Russia meridionale.

[3] Città della Russia centrale.

[4] Frusta e panpepato sono gli equivalenti russi di "bastone e carota".

[5] Associazione nata per chiedere all'URSS di rispettare gli impegni per i diritti umani firmati a Helsinki nel 1975.

[6] Severo-Kavkazskij Federal'nyj Okrug (Distretto Federale del Caucaso del Nord).

[7] Sledstvennyj IZOljator (Carcere di Custodia Cautelare).

[8] Giovane ceceno sequestrato da militari nel 2001 e da allora scomparso.

[9] Civile ceceno ucciso da militari russi nel 2001.