11 luglio 2009

Kadyrov parla (e sentite cosa dice)

Kadyrov, in un intervista esclusiva a Interfax [1], ha parlato della lotta alle organizzazioni clandestine di banditi, dei rapporti con la Russia e dell'interazione con l'Inguscezia


Ingushetia.org, 08.07.2009 01:49

Mosca. 7 luglio. INTERFAX.RU – il presidente della Repubblica Cecena Ramzan Kadyrov ha rilasciato un'intervista esclusiva al primo vice direttore generale dell'agenzia Interfax Renat Abdullin



Ramzan Achmatovič, circa tre mesi fa è stato revocato il regime di “operazione antiterroristica” (КТО [2]) nella Repubblica Cecena. Come si è riflessa questa misura sulla situazione, quali risultati vede?

Finora non vedo assolutamente alcun risultato. C'è solo la dichiarazione ufficiale che il regime di KTO è revocato. Un effetto positivo per la repubblica finora non c'è. E' semplicemente bene che sia stato revocato. Il processo continua. Se ci daranno il permesso di aprire una dogana, se ritireranno i poliziotti inviati qui, quando tutto si normalizzerà, allora ci saranno risultati. Ad oggi non ci sono mutamenti legati alla revoca del KTO. La polizia cecena e lo FSB [3] locale continunano con succeseo – come prima – a combattere contro i banditi.



Non c'è alcun ritiro di forze superflue finora?

Non hanno ritirato un solo soldato e non ne hanno inviato uno.



Lei ha rammentato la prospettiva di aprire a Groznyj un aeroporto internazionale, una dogana. Ha qualche informazione su quanto questo potrà accadere?

Le nostre stimatissime strutture speciali hanno scritto un documento a nome del presidente della Federazione Russa, secondo cui, pare, da noi si potrà aprire una dogana solo nel terzo trimestre del 2010. Questo è assolutamente infondato. Penso che questo documento sia stato scritto da gente che si occupa della merce di contrabbando introdotta nelle regioni meridionali della Russia. Per loro non è comodo che nella Repubblica Cecena si apra una dogana. Da noi è molto più sicuro che in Daghestan o in altri soggetti della Federazione Russa. Possono prenderci come esempio da tutti i punti di vista. Una volta ho parlato con il capo di uno dei servizi segreti e gli ho chiesto: “Perché avete scritto un tale documento, che motivi avete?"

Quando ho avuto un incontro con il presidente Dmitrij Medvedev, questi mi ha appoggiato, cosa di cui gli sono molto grato. Questi ha notato anche che non gli tornano i tempi raccomandati dai servizi segreti. Dmitrij Anatol'evič ha detto che, se avessimo revocato il regime KTO, allora si sarebbero dovute dare alla Repubblica Cecena tutte le prerogative, aprire una dogana perché possiamo vivere, e non esistere, per sollevare la nostra economia, attrarre gli investimenti. Perfino sotto Maschadov [4] permisero temporaneamente di aprire una dogana, e a noi, una regione della Federazione Russa, dove vigono le leggi e la Costituzione della Federazione Russa, non permettono neanche temporaneamente di aprire una dogana per far partire 4 o 5.000 pellegrini a compiere lo hajj [5] in Arabia Saudita. L'anno scorso mi sono rivolto alle strutture competenti, ho scritto lettere ovunque e dappertutto, ma anche così allo FSB non ci hanno dato il permesso. Non danno risposta. E non danno neanche motivi per non aprire una dogana da noi. A qualcuno, evidentemente, fa comodo trascinare questa questione. Ma il presidente e il capo del governo della Federazione Russa hanno detto all'unisono: nella Repubblica Cecena bisogna aprire una dogana. Noi crediamo e speriamo che appaia uno spiraglio nella soluzione di questo problema.



Se di Groznyj faranno un aeroporto internazionale a pieno titolo, quali rotte vorrebbe aprire per prime?

Vogliamo aprire rotte per la Turchia, gli Emirati Arabi Uniti, il Kazakistan. Abbiamo accordi, ci sono investitori in Giordania, in Turchia, negli Emirati, in Palestina, che sono pronti a portare soldi nella repubblica. E questo sarà un grande aiuto per l'economia cecena. Finora abbiamo accordi verbali. Sono legami molto seri, con prospettive. Abbiamo condotto trattative con rappresentanti di questi paesi che hanno influenza e autorità nei propri stati. Questi vogliono semplicemente aiutare il popolo ceceno, i musulmani.



Lei ha rammentato il Suo incontro con D. Medvedev, che ha avuto luogo poco tempo fa. A quanto è noto, Le è stata conferita una certa responsabilità per il coordinamento delle operazioni speciali nel territorio al confine tra la Repubblica Cecena e l'Inguscezia nel piano della lotta al terrorismo. Ci dica, ci sono risultati recenti di questa operazione? Perché non è stata data pubblicamente questa informazione.

Con il presidente dell'Inguscezia Ju.-B. Evkurov c'è un accordo per portare avanti insieme misure speciali. Ho guidato io le operazioni speciali perché alla maggior parte di esse prendevano parte poliziotti ceceni e quei ragazzi che sono stati in servizio con me. Li conosco bene, conosco le loro possibilità. E tengo sotto controllo tutte le operazioni sul territorio al confine. Ma immediatamente al confine tra la Repubblica Cecena e la Repubblica di Inguscezia delle operazioni speciali si occupa il mio consigliere e deputato della Duma di Stato [6] Adam Delimchanov.

Parlando con me il presidente russo Medvedev mi ha incaricato di rafforzare le misure per la lotta al terrorismo e al banditismo che portiamo avanti. E portiamo avanti con successo.

E i risultati sono questi: ogni giorno troviamo basi di militanti e le eliminiamo. Ma in questi posti, dove si trovano i nostri ragazzi, in precedenza non era passato né un soldato, né un gruppo dell'intelligence. Abbiamo trovato decine di basi di terroristi. Là c'erano molte armi, medicine, vettovaglie. Era la loro tana. Li abbiamo cacciati di là e li peschiamo sia in Inguscezia, sia in Cecenia, sia in Daghestan. Ecco gli ultimi risultati: negli ultimi giorni nella zona in cui vengono portate avanti le operazioni abbiamo eliminato emiri [7] vicini ai rappresentanti arabi, un mercenario azero [8].

Ogni giorno eliminiamo dei banditi. Questi hanno già perso anche tutte le loro idee. Un arrestato ci ha raccontato che avevano grandi piani per la presa dell'Inguscezia, della Cecenia, di centri abitati. Ora hanno perso tutto quello che avevano. Gli altri finiremo di colpirli. Ogni giorno ci appaiono possibilità e risultati. Per le prossime settimane abbiamo pianificato di compiere una grande operazione speciale per l'eliminazione di un numerosi gruppo di banditi di cui fanno parte alcuni emiri. Stiamo elaborando queste misure sia sul territorio dell'Inguscezia, sia sul territorio della Repubblica Cecena, sia sul confine. Svolgeremo il compito assegnato dall'Alto Comando russo. Sono certo che non lo tradiremo. Questo lavoro avrà una fine logica.

In tutto dal momento in cui è iniziata l'operazione sono già stati liquidati circa quaranta militanti.

Purtroppo sono morti tragicamente dei nostri compagni di battaglia. Sono caduti in una trappola dei banditi alcuni poliziotti dello ROVD [9] di Ačchoj-Martan. Dieci persone sono morte, altrettante sono rimaste ferite. Il giorno stesso sono stato sul luogo dei fatti. Nessuno dei militanti che hanno preso parte a questi fatti resterà in vita. Possono nascondersi dove vogliono, ma la morte li raggiungerà. Li raggiungerà in quel bosco. Alla vendetta non è riuscito a sfuggire un solo bandito.



Circa un mese fa è circolata la notizia che nel corso di un'operazione speciale era stato gravemente ferito il leader dei militanti Doku Umarov, erano apparse notizie non verificate che c'era il sospetto che fosse morto, che era stato compiuto un esame del DNA in una serie di istituti speciali. Secondo le mie informazioni si è notato che ha smesso di apparire in etere. Ci sono notizie che testimonino se è vivo oppure no?

Secondo le nostre informazione è ferito. Le sue cinque guardie del corpo più vicine sono state uccise – un georgiano, un azero e altri. Non avevamo notizia che fosse stato ucciso. Le ricerche continunano: lo cerchiamo non solo in Inguscezia, non solo nella Repubblica Cecena, ma anche lontano, oltre i confini delle nostre regioni. L'hanno portato via, è ferito. Questo ci ha detto un nostro informatore, che si trova vicino a lui. C'erano anche informatori in Europa, in Turchia e in Inghilterra. Sono loro rappresentanti che si trovano là. Questi hanno comunicato che Umarov è ferito, ma non è morto.

La prossima volta colpiremo nel segno. Se abbiamo eliminato il suo entourage più vicino, questo è già bene. Lo aspetta solo la morte. Allah lo punisce perché ha ucciso e ha fatto soffrire dei musulmani. E' un uomo malato, gli sono caduti tutti i denti. Fa una cosa sola – manda gente a uccidere e poi del loro destino non gli interessa. Gli è indifferente di chi uno sia figlio, chi sia...

Poco tempo fa è giunto dall'Egitto il figlio del cosiddetto “vice presidente dell'Ičkerija [11]” Abusup'jan Abdullaev. Gli hanno chiesto: “Andrai a combattere, se tuo padre lo ordinerà?” Questi ha detto di no. I loro figli non combattono. Questi propongono ai nostri figli di prendere in mano le armi e combattere. Se avessero idee giuste, i loro figli le appoggerebbero. Non hanno niente di santo. Abbiamo dato il via a misure speciali e non ci tranquillizzeremo finché non li avremo eliminati. I nostri ragazzi si trovano dappertutto sui monti dal distretto di Nožaj-Jurt [12] all'Inguscezia e all'Ossezia del Nord. Combattono con i banditi. Ci sono i battaglioni “Jug” [13], “Sever” [14], il 1° e il 2° reggimento “А.-Ch. Kadyrov” [15], l'OMON [16], lo SOBR [17], lo ROVD. E lo FSB collabora fortemente con noi. Sulla Repubblica Cecena e l'Inguscezia hanno buone informazioni, noi le facciamo fruttare.



E' ampiamente noto che è stato raggiunto un accordo sul coordinamento delle azioni con le autorità ingusce, ma visto che dall'altra parte c'è il territorio limitrofo del Daghestan, c'è il confine, c'è qualche accordo con esso?

Avevamo un accordo con il ministro degli Interni del Daghestan. Ci eravamo appena accordati con lui sull'attuazione di misure comuni, quando l'hanno ucciso. Non voglio offendere la leadership del Daghestan, ma hanno la situazione più difficile del Caucaso del Nord, devono lavorare giorno e notte. Se le autorità daghestane non prenderanno misure, questo farà gli interessi dei banditi. Io consiglierei a Muchu Gimbatovič [18], questi è una persona molto stimata da noi, che prendesse tutto nelle proprie mani e cominciasse a comandare e a fare ordine, che raccogliesse intorno a se persone degne (là ce ne sono moltissime). Noi siamo pronti a collaborare.

Il ministro degli Interni della Federazione Russa Rašid Nurgaliev ha dato il benestare alla nostra collaborazione con tutte le regioni per l'attuazione di misure comuni. Se non ci fosse stato il suo sostegno, non saremmo riusciti a organizzare questo lavoro come vogliamo, perché tutti i gruppi speciali sono cosa del ministero degli Interni e delle truppe interne. Noi siamo pronti a partecipare, abbiamo informazioni sul Daghestan, ma finora non si muove niente quanto agli accordi con le autorità di questa repubblica.



Le Sue raccomandazioni: come bisogna agire con i militanti, con le organizzazioni clandestine terroristiche?

Scoprire ed eliminare. Abbiamo informazioni da un militante arrestato che gli danno delle pastiglie e dopo l'assunzione il loro uomo diventa simile a un robot, non capisce nulla. Questi portano queste pastiglie dall'estero e le danno alla gioventù. Sono agenti ottimamente preparati dei servizi segreti occidentali che lavorano contro la Federazione Russa. Si servono di noi, conoscendo la nostra mentalità, sapendo che siamo in maggioranza musulmani. Hanno una buona attrezzatura, sono specialisti. Qui da 12 anni si trovano gli arabi Yasser e Mokhdan. Finora nessuno li ha uccisi. Parlano non in ceceno, ma in puro russo. Quando li hanno inviati contro la Russia hanno imparato la lingua russa, hanno fatto conoscenza con la mentalità di tutti i popoli. Ma sono da 12 anni nella repubblica e finora non parlano in ceceno. Anche Khattab [19] parlava ottimamente in russo.

Tutti gli agenti dei servizi segreti stranieri lavorano contro la Russia. E il popolo della Russia accusa noi. Pensa che da noi ci sia ancora la guerra, che i ceceni siano banditi e terroristi. E i ceceni muoiono difendendo l'integrità della Russia. Abbiamo centinaia di migliaia di morti, migliaia di persone sono scomparse senza lasciare traccia, migliaia di poliziotti sono morti combattendo. Ma a loro questo non interessa, questo li preoccupa poco – Islam, ceceni, Cecenia.

In Cecenia estraevamo 2 milioni di tonnellate di petrolio l'anno e ora – 1.600.000 tonnellate. Ma a Mosca ci sono compagnie che raffinano decine di migliaia di tonnellate di petrolio. Dicono che in Cecenia c'è petrolio, gas. Non c'è niente in Cecenia. A loro interessa far cadere la Russia e ci usano come strumento contro la Russia. Il nostro popolo ha capito questo e ha detto “no”.

Abbiamo sempre vissuto con la Russia. Avevamo rapporti fraterni e vogliamo continuarli. Al referendum abbiamo votato per la Costituzione, per la Russia. Questo non è conveniente per l'Occidente, non se lo aspettavano proprio. Il popolo ceceno ha rotto il loro sistema. Nei tempi più difficili per la Russia il nostro popolo ha appoggiato il popolo russo, di questo non scrive nessuno. Se qui uccidono qualcuno, allora di questo scrivono subito. Ma ecco che noi costruiamo intere città, microquartieri [20]. Di questo non si dice una parola. Quando la polizia cecena si è assunta la responsabilità, allora hanno smesso di inviare in tutta la Russia bare di soldati russi. Ora i ceceni muoiono al loro posto. Il terrorismo non è solo una questione della Cecenia, è una questione di livello federale. Abbiamo preso tutto su di noi e lo tiriamo avanti.

Da noi sono state distrutte tutte le infrastrutture. Ci sono stati inferti danni per centinaia di miliardi [21] in campo agricolo, per non parlare delle industrie. Dobbiamo tenere le elezioni municipali. Come dobbiamo vivere poi: petrolio, gas, luce ce li tolgono, non ci danno la dogana. Che devono fare i ceceni? Tutti dicono che nel Caucaso c'è un buco nero, che i soldi se ne vanno. Dove vanno? Quali soldi? Per noi non spendono niente. Il nostro gas, la luce, il nostro petrolio – ci prendono tutto questo. Non siamo sovvenzionati. Ma non ci permettono di far sviluppare la repubblica. Ostacolano la leadership russa.

Medvedev e Putin danno incarichi importanti, appoggiano la repubblica. Noi parliamo, valutiamo, troviamo comprensione. Ma il sistema buocratico, le compagnie petrolifere e le altre non ci considerano. La Rosneft' [22] non ci considera.

Ecco che devono darci le nostre percentuali delle somme assegnate del bilancio federale. Ma figuratevi, non ci chiedono neanche dove inviarle. Ci indicano: costruire questo e quello, demolire questo. E poi Kadyrov deve prendersi tutte queste decisioni sul groppone, Kadyrov deve trovare una lingua comune con il proprio popolo. Ma qui tutta la repubblica è distrutta, non c'è niente. E io devo portare avanti la politica federale qui, nella repubblica. Io chiedo tanto che mi permettano di aprire una dogana, non me lo permettono.

Ai ministri federali bisogna mostrare più senso di patriottismo. Il sistema deve funzionare. Questo non capita solo da noi – in tutte le regioni ci sono tali problemi.

Ecco, io dico questo e so che in qualsiasi momento, quando diventerò inutile, mi diranno che Kadyrov è un delinquente, Kadyrov non è buono. Ma io dirò quello che penso, quello che è negli interessi della Russia. Voglio servire onestamente il mio popolo. Mio padre ha dato la vita per il popolo, per l'integrità della Russia. E non mi è indifferente il destino dello stato russo. Non temo niente, temo solo l'Altissimo, ma anche di deludere il mio popolo e di non adempiere i voti di mio padre. Abbiamo una situazione difficile. Ma usciremo da questa situazione.

Perché esiste una leadership? Per risolvere i problemi. Cercheremo vie d'uscita dai problemi, renderemo la nostra regione esemplare da tutti i punti di vista.



Come valuta ora il potenziale delle organizzazioni clandestine di banditi?

In generale non hanno alcun potenziale.



Ma numericamente quanti sono?

Se sapessimo contarli come sa fare il quartier generale operativo! Il quartier generale ne ha contati pure 500-700. Ma io ho un altro conto – 50-70 persone! La questione è un'altra: se contano così bene, perché non eliminano i terroristi internazionali? Seconda cosa – là di abitanti della Cecenia ce n'è solo qualche decina.



In percentuale quanti sono là i mercenari stranieri e quanti i ceceni?

La maggior parte di quelli che si trovano al confine tra la Repubblica Cecena e la Repubblica di Inguscezia sono azeri, turchi, ucraini, georgiani, арабы.



C'è un 60-70% di mercenari stranieri?

Sì, un 60-70% di stranieri. E al confine con il distretto di Nožaj-Jurt c'è una base di daghestani – e i ceceni sono solo 5-8 persone. Alcuni giorni fa da noi c'è stata un'operazione, li abbiamo accerchiati, hanno lasciato tutto e sono fuggiti. Là c'è un bosco molto fitto e per i ragazzi è difficile andarci.



Ramzan Achmatovič, se permette, vorrei tornare all'Inguscezia. Lei ha detto che condurrà un'indagine parallela sulle circostanze dell'attentato a Evkurov. Ha qualche risultato?

Abbiamo avuto dei risultati quando abbiamo eliminato il gruppo di Aliev qualche giorno fa, questi erano sottoposti a Magas Evloev [23]. Gli organizzatori dell'attentato sono Evloev e Umarov. Ogni giorno eliminiamo i loro emiri. L'indagine sarà chiusa quando non ci saranno più Umarov e Evloev. Quale indagine ci può essere?! E' opera di un terrorista kamikaze. Non c'è più. Chi dirà chi in particolare lo ha mandato là?

Umarov ha dichiarato che hanno formato il gruppo “Riyadus salikhin” [24]. E' un gruppo di kamikaze. Questi si sono assunti la responsabilità. Bisognerà eliminarli, allora si porrà un punto all'indagine. Io la penso così. Come ceceno, musulmano, amico di Evkurov dico questo. Mostreremo come sappiamo condurre le indagini. I banditi ci danno la caccia, noi la diamo a loro. Noi, perlomeno, abbiamo buone intenzioni.



Come si rapporta alla dichiarazione dell'ex presidente dell'Inguscezia Ruslan Aušev, che nel momento critico ha dichiarato che è pronto a mettersi a capo della repubblica?

Se lo scriverà così come glielo dirò, le risponderò. Ecco il mio parere: Aušev ha cercato di cominciare un gioco sporco e indegno. Ai tempi dell'Ičkerija Basaev [25] era ricercato. Aveva attaccato Budënnovsk [26]. Lo cercavano, lo dichiararono nemico della Russia. E questi a quel tempo beveva cognac da Aušev. Aušev gli organizzò dei divertimenti, a dirla delicatamente, per non chiamare le cose con i loro nomi. Un eroe dell'Unione Sovieticca, un generale, il presidente di una regione. Come si può permettere cose del genere?

Ho visto personalmente come Maschadov e Basaev si incontravano là. E ancora Maschadov e Basaev, tutti insieme andavano a passare le vacanze in Inguscezia. Sono ancora vive le loro guardie del corpo, che possono confermare questo.

Oggi Evkurov è gravemente ferito, suo cugino è morto e suo fratello è gravemente ferito. Secondo la Costituzione le funzioni sono svolte temporaneamente dal capo del governo. Dunque che dichiarazioni fa Aušev? Se vuole essere d'aiuto in qualche modo, non gli è d'obbligo per questo diventare presidente. E' una dichiarazione indegna. Io, ad essere onesto, ritengo questa un gesto vile da parte sua, legato a scopi personali. Lo preoccupa poco il destino del popolo inguscio. Il banditismo ha messo radici quando era al potere. Al posto del centro federale, avrei chiamato da tempo Aušev e quelli come lui a rispondere di ciò che hanno fatto. Questi fanno il gioco dell'Occidente e portano avanti una politica contro il centro federale.

Oggi diciamo che da noi c'è la democrazia. Ma quale democrazia c'è da noi, se per la politica di gente simile muoiono dei cittadini russi? C'è un qualche Chamziev [27] e hanno anche qualche altro “attivista per i diritti umani” che difende le idee di banditi e terroristi. Se questi terroristi uccidono noi, le autorità in carica, gli imam, gli insegnanti, se a questi terroristi danno appoggio dall'Occidente, perché taciamo? Bisogna attuare delle misure. Elaborare delle leggi che siano indirizzate contro questa gente. Bisogna mettere in prigione questa gente. Io la penso così. Se non si prenderanno simili misure, questa gente costituirà una minaccia per la società e per lo stato.



Ci dica, per favore, continuerà ad avere contatti con Achmed Zakaev [28], che vive all'estero?

Sì. E' l'unica persona dalla parte dell'Ičkerija che volevo riportare a casa. Non so cosa ritengano gli organi competenti, ma io ritengo che non abbia commesso gravi crimini. E' un artista che sa parlare molto bene.

Oggi in Europa vivono decine di migliaia di persone dei nostri e ogni anno nascono là 5-10.000 bambini nostri. Tra 10 anni diventeranno tutti europei. In questi 7-8 anni i bambini nati là sono pure diventati europei. Perdono i nostri valori e la nostra cultura. L'Occidente li userà e li indirizzerà contro il popolo ceceno e la Federazione Russa. Se oggi non li riportiamo a casa, ci saranno sempre problemi. Ma Zakaev può farlo, perché un determinato contingente del popolo lo ascolta ancora. Ma se lo imprigioneranno o lo uccideranno, questo non darà nessun risultato. Un risultato ci sarà se verrà a casa e porterà con se gente che ha sempre causato danni al nostro popolo. Oggi hanno la possibilità di essere utili per la propria repubblica. E io cerco proprio quei momenti in cui potrebbero essere utili per il nostro popolo.

Oggi conduciamo trattative con Zakaev. Se ora gli diranno che aspetto una sua telefonata, mi chiamerà. Dirà che è pronto a venire. Noi abbiamo con lui rapporti così buoni. Io gli dico di essere almeno una volta utile per il proprio popolo. Io voglio questo. Se lo vuole l'Altissimo.



Io penso che le questioni sulla componente militare siano esaurite per noi. Se è possibile, vorrei toccare l'economia. Oggi la crisi economica ha toccato tutti. Quali sono le misure da Lei intraprese nella Repubblica Cecena per contrastare la crisi?

Fondamentalmente la crisi ci ha toccato sul piano dello sviluppo economico per gli anni 2011-2012. Da questo programma ci hanno tagliato più del 30% dei finanziamenti. Ma in altre sfere, come l'industria e l'edilizia, non avevamo essenzialmente problemi, come in Tatarstan [29] o a Piter [30], non c'erano seri tagli come in altre regioni del paese. Tutti i programmi di investimenti, che erano stati finanziati per 800-900 milioni di $, da noi continuano. Si costruiscono fabbriche, stabilimenti, case, ospedali, centri commerciali. Cioè tutti i progetti che erano stati finanziati si continuano a realizzare, sia lode all'Altissimo. E i piani stabiliti si compiono al 100%.

Per via del fatto che il bilancio ci è stato tagliato del 30%, ci siamo rivolti per chiedere aiuto al capo del governo russo, il nostro stimatissimo Vladimir Vladimirovič Putin. E questi ci ha dato un credito sul bilancio di 15 miliardi [31]. E tutti i nostri piani grazie a questo si realizzano. Da noi tutto è ottimo, finora non ci lamentiamo.



Ma qual è il livello di disoccupazione nella repubblica?

In precedenza, quando ero appena diventato presidente, la disoccupazione nella repubblica era al 70-75%. Ora il suo livello è calato al 40-45%. E ci sono quelli che ottengono posti di lavoro temporanei. Ora ho dato indicazione di presentarmi una nuova statistica per sapere concretamente qual è la nostra situazione con la disoccupazione.



Perlomeno da Lei nella repubblica non c'è tale esplosione di disoccupazione legata alla crisi?

No, al contrario, ogni giorno creiamo nuovi posti di lavoro.



Negli ultimi due anni nella Repubblica Cecena si è costruito attivamente. A quanto so, molto materiale viene ancora portato nella repubblica. Ci sono piani di ampliamento dell'edilizia? Suppongo che costruirete ancora.

Abbiamo un accordo con la compagnia CCC [32], nota in tutto il mondo, per la costruzione di un cementificio. La Cecenia è sempre stata nota per il buon cemento. Noi costruiamo infrastrutture, da noi ci sono carriere, dove c'è sabbia, ghiaia, noi facciamo finestre, porte, c'è una fabbrica vetraria. Ma finora abbiamo comprato tutti i materiali da costruzione. Certo, da noi funzionavano tutte le fabbirche suelencate, ma il volume dei lavori compiuti era troppo.

Oggi abbiamo ristabilito la repubblica quasi al 90%, ora pian piano creiamo un'industria edile. Il ministero delle Strade per Automobili ha costruito tre fabbriche per la produzione di asfalto. Abbiamo tutte le apparecchiature moderne per la posa di un asfalto di qualità e ci sono specialisti per questo lavoro. In precedenza tutto questo veniva portato da oltre confine. Oggi da noi tutto è nosto. Oggi facciamo molta attenzione all'agricoltura.



Come si pone davanti alla libertà condizionata anticipata per Jurij Budanov?

La liberazione di Budanov è un'offesa per tutti i militari russi. Questi come militare del ministero della Difesa della Federazione Russa doveva essere un modello di onore da ufficiale, ma ha recato offesa a una bambina [33]. Questo ha offeso ogni ceceno, così come ogni russo di buon senso. Èl'za avrebbe potuto avere un innamorato, un compagno di classe, di scuola, con cui si scriveva e che amava. Come prenderà la liberazione dello stupratore? Come la prenderanno I genitori di Èl'za? I suoi coetanei, ognuno dei quali sa bene che non era mai stata una cecchina?

Questa è un'offesa al popolo ceceno. Ci hanno offesi. Hanno offeso tutti quelli che hanno difeso la Russia. E guardare negli occhi il mio popolo mi è molto difficile. Anche ora, mentre dico questo, ho gli occhi umidi. Mi vengono le lacrime agli occhi. Questi è un nemico della società russa e quelli che l'hanno liberato, cioè chi ha preso questa decisione in tribunale, anche questi possono non andare a difendere le proprie mogli, sorelle e madri. In loro non c'è niente di umano.

Ho chiesto e chiedo alla leadership del paese di prendere delle misure perché Budanov sconti completamente la pena meritata. Se solo uno degli amici di Èl'za lo incontrerà, non posso prevedere come si comporterà. Nessun ceceno lo considera una persona e questo criminale di guerra si merita questo atteggiamento. Il suo crimine si sarebbe potuto ancora spiegare in qualche modo, se avesse ucciso un uomo. Ma se ha recato offesa a una ragazza, per questo non c'è perdono. E' un vigliacco. Ha offeso tutto il ministero della Difesa della Federazione Russa: tutti i soldati, gli ufficiali, i sottufficiali e anche noi con loro. In più tutta questa situazione è stata aggravata da giudici senza principi. Ecco cosa volevo dire riguardo a Budanov.



Molte grazie. Le sono estremamente grato per questa intervista. Ad essere onesto, neanche mi aspettavo una così calda accoglienza. Il giorno di oggi, penso, lo ricorderò a lungo. Grazie per l'invito, grazie per avermi dato la possibilità di parlare con Lei in una situazione così informale. L'intervista, a mio modo di vedere, è risultata molto interesante.

Tutto quello che dico, mi viene dall'anima. Semplicemente non nascondo i miei pensieri. Temo solo le leggi della Federazione Russa, così come temo l'Altissimo. Oggi cerco di servire il mio popolo nella verità e nella giustizia. Io non ho abbandonato e non ho tradito la leadership del paese e cioè Vladimir Putin e Dmitrij Medvedev. Non ne ho diritto. Putin per me ha fatto tutto. Nei tempi più difficili ha salvato il nostro popolo. E nei momenti più difficili nella mia vita mi ha sostenuto E per non abbandonare Putin, io faccio tutto. Io non sono la marionetta di nessuno – io servo il mio popolo, il popolo della Russia, io osservo la Costituzione della Federazione Russa e le leggi della Federazione Russa. Mi sforzo di non infrangere la legge, anche se talvolta vorrei tanto aggirare alcune di quelle leggi che non riflettono le attese del popolo russo. Bisognerebbe rivedere alcune leggi (Ride).



Dalla redazione: Senza commeni! Io non ho abbandonato e non ho tradito la leadership del paese e cioè Vladimir Putin e Dmitrij Medvedev. Non ne ho diritto. Putin per me ha fatto tutto...


[1] Agenzia di informazioni russa.


[2] KontrTerrorističeskaja Operacija (Operazione AntiTerroristica).


[3] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), l'erede del KGB.


[4] Aslan Alievič Maschadov, unico presidente della Repubblica Cecena eletto in modo credibile, caduto in disgrazia presso il Cremlino, spodestato e infine ucciso dai corpi speciali nel 2005.


[5] Pellegrinaggio alla Mecca, che ogni musulmano deve compiere almeno una volta (il corsivo è mio).


[6] Precisazione necessaria perché tutte le assemblee legislative russe si chiamano Duma.


[7] Nel senso originario di capi religioso-politico-militari.


[8] La sgrammaticatura è nell'originale. Forse, oltre agli emiri, hanno ucciso un mercenario azero.


[9] Rajonnoe Otdelenie Vnutrennich Del (Sezione Distrettuale Affari Interni), in pratica la polizia distrettuale.


[10] Villaggio della Cecenia occidentale.


[11] Nome dell'autoproclamata repubblica indipendente di Cecenia.


[12] Villaggio della Cecenia orientale.


[13] “Sud”.


[14] “Nord”.


[15] I reggimenti sono intitolati a Achmat-Chadži Abdulchamidovič Kadyrov, padre di Ramzan, ucciso nel 2004 quando era presidente della Cecenia per sottolineare la loro dipendenza dal rais ceceno.


[16] Otdel Milicii Osobogo Naznačenija (Reparto di Polizia con Compiti Speciali), sorta di Celere russa, nota per la sua durezza.


[17] Special'nyj Otdel Bystrogo Reagirovanija (Reparto Speciale a Reazione Rapida), corpo di polizia speciale.


[18] Muchu Gimbatovič Aliev, presidente della Repubblica del Daghestan.


[19] Nome di battaglia del guerrigliero arabo saudita (considerato erroneamente giordano) Samir Saleh Abdullah al-Suwailem, ucciso dai russi nel 2004.


[20] Strutture urbanistiche di tipo sovietico.


[21] Un miliardo di rubli equivale a 22,7 milioni di euro.


[22] “Russia-Petrolio”, compagnia petrolifera di stato.


[23] Achmed “Magas” Evloev, comandante della guerriglia agli ordini di Umarov.


[24] “I Giardini dei Giusti” (in arabo).


[25] Šamil' Salmanovič Basaev, leader della guerriglia cecena, ucciso dai russi nel 2006.


[26] Nel 1995 i militanti ceceni guidati da Basaev presero in ostaggio un intero ospedale a Budënnovsk, nella Russia meridionale. Dopo un fallito blitz con molte vittime, i russi acconsentirono alle richieste di cessate il fuoco in Cecenia e i sequestratori rilasciarono gli ostaggi, andandosene indisturbati.


[27] Magomed Chamziev, attivista per i diritti umani inguscio.


[28] Achmed Chalidovič Zakaev, primo ministro dell'autoproclamata Repubblica Cecena indipendente, che attualmente vive in Inghilterra.


[29] La Repubblica Autonoma dei Tatari, nella Russia europea orientale.


[30] Nome familiare di San Pietroburgo.


[31] Circa 337 milioni di euro.


[32] Grande gruppo industriale americano.


[33] Sarebbe più corretto dire che non era una bambina (Èl'za Kungaeva aveva 18 anni) e che l'ha violentata e uccisa.

4 commenti:

Balqis ha detto...

Ramzy se la fa addosso perche' sa che quando veramente le operazioni militari in Cecenia finiscono, lui e' bello che andato perche' e' prevedibile che voglia mettere le mani sui ricavati di olio, gas e commercio, anche se stende tappeti a Putin a ogni intervista su un un giornale russo e se VV scopre che dietro all'omicidio [tentato ?] di sulim yamadayev c'e' lui, le sue ore sono ancora piu' contate

Matteo Mazzoni ha detto...

@Balqis: potrei darti (in parte) ragione, ma quel Ramzan di cui cogli l'inconsistenza politica è una creatura di Putin... Per fare un paragone con la realtà italiana, è un po' come se una sostenitrice di Berlusconi dessee contro a Bossi...

Balqis ha detto...

E ti pare che sceglieva uno consistente ?
Serviva uno che dal di dentro mettesse a posto le cose e ci era quasi riuscito
Purtroppo se alla repressione non segue l'educazione e se dal caucaso togliessero le zampe i Sauditi, la CIA e Berezovski, si potrebbe fare di piu'
Voglio vedere mo' che combina con quell'altro genio di Zakayev
Leggevo su kavkaz che si parlano tanto ultimamente
Pure sulla Rossiskaya gazeta [mi pare si chiami cosi'] aveva rilasciato qualche settimana fa un'intervista di tenore simile
Sembra preoccupato

Matteo Mazzoni ha detto...

@Balquis: ho l'impressione che gli ultimi fatti ceceni siano così paradossali da mettere quasi d'accordo chi, come me e te, ha visioni opposte sulle cose russe... Perché comunque la si pensa su Kadyrov e Zakaev non vedo come si possano mettere d'accordo su qualcosa... Certamente Zakaev è quello più in difficoltà adesso: impossibilitato a portare avanti l'utopia di una Cecenia indipendente, con i resti dell'indipendentismo ceceno ormai preda del fondamentalismo islamico, con una società civile che non pare risvegliarsi...