08 giugno 2007

Kakà

Dal sito di Repubblica:



Il giocatore del Milan confessa: "La mia casta storia con Caroline". "Se oggi la mia vita è così bella è perché abbiamo aspettato"

Kakà, Pallone d'oro, preghiere e cultura
"La sfida più dura? Vergine al matrimonio"



ROMA - La sfida più dura l'ha dovuta affrontare fuori dal campo da gioco. Agevole per lui, stella del Milan e della Nazionale brasiliana, saltare i difensori, meno facile, invece, "arrivare al matrimonio senza mai essere stato con una donna". Ricardo Izecson Dos Santos Leite, in arte Kakà, affida alle colonne di Vanity Fair la sua confessione. La moglie si chiama Caroline. I due si sono conosciuti in Brasile, si sono scambiati i numeri di telefono e poi si sono visti "per il quindicesimo compleanno" di Caroline. Kakà di anni ne aveva diciannove e in Brasile è già famoso. Nel 2002, al rientro dalla vittoria al Mondiale, i due si fidanzano. "Ho sempre pensato al matrimonio. Però abbiamo dovuto aspettare tre anni: uno in Brasile e due lontani, perché io sono venuto a giocare in Italia e lei era troppo giovane per seguirmi. Ma quel periodo è stato importante, ha messo alla prova il nostro amore", ricorda il giocatore.

Kakà, infatti, ha sempre tenuto lontane le tentazioni della vita notturna milanese. Mai in discoteca, e se si esce, "a mezzanotte a casa e ci si telefona". Ed è a questo punto che la stella brasiliana, di fede evangelica, parla della sua castità prematrimoniale: "La Bibbia insegna che il vero amore si raggiunge solo con le nozze, con lo scambio di sangue, quello che la donna perde con la verginità. Infatti, per noi, la prima notte è stata bellissima". Certo non è stato facile attendere. Ma di rimpianti neanche l'ombra: "Se oggi la nostra vita è così bella, penso sia anche perché abbiamo saputo aspettare".

Poi si passa al calcio. E al Pallone d'Oro che vede Kakà in veste di favorito: "Penso di aver lavorato bene e di meritarlo, ma non è che non ci dorma la notte. La mia serenità non dipende da un premio".

Modesto e "anomalo" in un mondo del calcio fatto, spesso, di veline e discoteche. Che c'entra uno che è appassionato di cinema, di arte e teatro? "In effetti ogni tanto i miei colleghi pensano che io sia strano". Non tutti però. "Costacurta, per esempio, è molto colto. E Ambrosini gira sempre con un libro in mano" rivela il giocatore.

Uno per cui Berlusconi stravede. Al punto di dare vita ad una delle sue proverbiali gaffe. "Mi ha definito "il genero ideale - ricorda Kakà - A me ha fatto piacere, a mia moglie un po' meno, soprattutto quando il presidente ha aggiunto: 'Peccato che sia già sposato'".

(5 giugno 2007)


Ringrazio A.N. per questo contributo

3 commenti:

rosadimaggio ha detto...

Mah! E tu ci credi? Diciamo che se anche fosse vero, arrivare a sostenere che "adesso è più bello perchè abbiamo aspettato" mi sembra una cavolata pazzesca!

Mi resta difficile pensare a certi casti atteggiamenti in un paese dove la moralità è pressochè inesistente. Un paese pieno di problemi enormi dove questi spocchiosi razzisti (che altro non furono che schiavi) ballano e oziano mentre organizzano gli squadroni della morte per "fare pulizia". Al pari dei nazisti.

E meno male che c'hanno "Cristo Redentore" che accoglie!

Vergogna.

Matteo Mazzoni ha detto...

@rosadimaggio: la notizia mi sembrava curiosa e abbastanza in "controtendenza"... Se Kakà non ha detto il vero, sono cavoli suoi... Se tu la pensi diversamente, sei libera di farlo... Il Brasile che dipingi tu mi sembra più quello di qualche decennio fa che quello attuale, ma posso anche sbagliarmi... L'ultima affermazione mi sembra un po' gratuita... Comunque, torno a dire, vedila come vuoi...

rosadimaggio ha detto...

Ti riferisci agli squadroni della morte? Non credere è ancora una realtà attuale purtroppo.

Per non parlare del turismo sessuale... pedofilia tanto per essere chiara.

Quando entri in quei giri lì, è difficile uscirne e anche quando sai e hai paura di parlarne.

Chissà come si devono sentire quelli che hanno amici (uomini e donne) dediti a certe pratiche ignobili e imperdonabili.

Basta fare finta di niente? Basta non parlarne?

Forse gli danno pure un aiuto ad ingannare le ragazzine minorenni...

Mi chiedo allora: ma come fanno a dormire la notte? Non si fanno schifo anche loro? Che stima possono avere di sé?

Ma se ognuno ragionasse con la propria testa e agisse secondo coscienza, non sarebbe tutto un altro mondo?

Appena posso farò il possibile per sensibilizzare questo problema, soprattutto in una realtà virtuale come questa.

Non ci sarà tregua.


ps: ora non mi dire che non sei d'accordo con me, è impossibile che tu mi possa contestare anche una virgola.
Permaloso d'accordo ma pur sempre un ragazzo d'oro... ecco perchè non importa che tu mi risponda
:)