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24 ottobre 2013

Le "guerre stellari" della Russia di Putin

Le guerre stellari del Roskosmos [1]

Al nuovo capo dell'ente è apparso anche un nuovo compito – la lotta con gli "alieni"

Il nuovo capo del Roskosmos Oleg Ostapenko ha dichiarato che il suo ente lotterà con gli asteroidi. D'altra parte, al lavoro degli studiosi dell'agenzia spaziale si uniranno anche gli studiosi dell'Accademia Russa delle Scienze.

Ci siamo accordati in via preliminare per un incontro con (il presidente dell'Accademia Russa delle Scienza – nota della redazione) Vladimir Evgen'evič Fortov. Per ora elaboreremo questa questione all'interno del ramo, ma poi la risolveremo con gli studiosi, – ha notato il nuovo capo del Roskosmos.

Ostapenko ha fatto questa dichiarazione, rispondendo alla domanda dei giornalisti sull'asteroide da 400 metri che nel 2032 può scontrarsi con la Terra. Per l'appunto su di esso il vice-premier Dmitrij Rogozin ha scritto nella propria paginetta in un social network. Il suo messaggio sul fatto che l'asteroide scoperto da astronomi della Crimea debba diventare il "super-scopo della nostra astronautica" ha fatto molto rumore sulla stampa.

Ricordiamo che l'asteroide, che ha ricevuto il codice 2013 TV135, è stato scoperto per la prima volta il 12 ottobre dal collaboratore dell'osservatorio della Crimea Gennadij Borisov. Come ha riferito l'agenzia aerospaziale NASA, secondo i risultati delle osservazioni degli ultimi giorni, la probabilità di uno scontro del corpo celeste con la Terra il 26 agosto 2032 è aumentata più di quattro volte. Adesso ammonta a 1 possibilità su 14 mila, quando recentemente era stata valutata 1 su 63 mila, riferisce il sito dell'unità per gli asteroidi. Il corpo celeste, la cui dimensione ammonta a circa 410 metri, è stato annoverato nella classe degli asteroidi potenzialmente pericolosi.

Quando il premier Dmitrij Medvedev firmò il decreto sulla nomina di Ostapenko capo dell'agenzia spaziale, questi espresse la speranza che "un'intera serie di problemi che, purtroppo, si sono osservati negli ultimi tempi nell'attività del Roskosmos, con l'arrivo di Ostapenko venga risolta. Evidentemente la lotta con gli asteroidi era uno di tali problemi. Perlomeno i discorsi sulla creazione di un sistema che protegga in modo affidabile il territorio del paese dagli attacchi degli asteroidi sono comparsi già all'inizio di quest'anno.

Così a febbraio il presidente del presidium del consiglio di esperti indipendente per i problemi della difesa aerospaziale Igor' Ašurbejli propose di rivolgere il sistema nazionale di Difesa Aerea Antimissile contro le minacce spaziali. Questa dichiarazione fu fatta dopo la caduta di un meteorite nella regione di Čeljabinsk [2]. Ašurbejli dichiarò che liquidare i meteoriti e i frammenti di asteroidi che si avvicinano alla terra a distanza pericolosa di principio è possibile con l'aiuto di quel sistema di classe S-300 che oggi sta sugli armamenti…

A dire il vero, allora molti studiosi ed esperti, non convinti che il denaro pubblico sarebbe stato sfruttato nel modo dovuto, presero simili dichiarazioni "da nemici". Infatti la creazione di tale sistema è un piacere abbastanza caro. Ma il principale argomento degli esperti era: i corpi spaziali sono poco studiati e difendersi da essi con l'aiuto dei missili esistenti non appare possibile.

Oggi che è stata resa nota la minaccia della caduta sulla Terra del meteorite "della Crimea", il tema della difesa del pianeta dai "ciottoli" spaziali è diventato di nuovo attuale. Il direttore generale del "Centro di difesa planetaria" (scientifico e produttivo) Anatolij Zajcev nota: i lavori per la soluzione del problema della caduta di asteroidi e comete sulla Terra si svolgono sia da noi, sia all'estero. Ma purtroppo in grado maggiore all'estero, anche se pure in Russia ci sono tutte le tecnologie per la creazione di un sistema planetario di difesa spaziale.

Per quanto riguarda il cosiddetto asteroide "della Crimea", la sua situazione ricorda quella dell'asteroide Apophis. Fu scoperto nel 2004, ma il rumore per causa sua è durato fino a gennaio di quest'anno - quasi 10 anni! Così ecco. Gli americani non hanno ancora localizzato l'asteroide "della Crimea", in altre parole: non hanno appurato precisamente che questo oggetto extraterrestre rappresenta un pericolo per la Terra. Le loro misurazioni dell'orbita dell'asteroide "della Crimea" sono rozze e preliminari. Infatti per determinare il grado di pericolosità agli astronomi sono necessari dei mesi, anche degli anni.

"SP": - Ma se comunque verrà dimostrato che l'asteroide è pericoloso per noi, in che modo verrà liquidato?

Sul nostro pianeta non cadrà. Posso dirlo precisamente. Le attuali tecnologie di difesa della Terra permettono di liquidare con relativa facilità e tempestività la minaccia della caduta di un asteroide su di essa. In che modo? Inizialmente verso l'oggetto stabilito, che rappresenta questo o quel pericolo, si indirizza un apparecchio-spia spaziale. Questo apparecchio raccoglie le informazioni più ampie possibile sull'asteroide, per esempio precisa le sue caratteristiche di traiettoria e quelle fisiche. In caso di reale minaccia i dati raccolti dalla spia permetteranno alle persone di scegliere il metodo per mutare la traiettoria dell'oggetto pericoloso e al limite il metodo per distruggerlo. So che oggi quasi non si prende sul serio la proposta di colorare gli asteroidi o di usare motori da razzo, ma capirete: tutte queste sono solo fantasie che è difficile mettere in pratica. Reali sono solo due metodi. Il primo è lanciare un percussore speciale, come gli americani nel 2005 sulla cometa Tempel 1, che spinga l'asteroide come una palla da biliardo. Il secondo metodo è lanciare semplicemente un apparecchio spaziale che speroni l'oggetto e muti la sua velocità e la sua traiettoria.

"SP": - Tutto ciò è possibile, ma solo se abbiamo una riserva di tempo sufficiente. Ma se il tempo è limitato?

Nel caso che il tempo sia limitato, si applica un altro metodo affidabile ed efficace: è legato all'uso di speciali ordigni nucleari. Preciserò subito: questi ordigni non hanno niente in comune con testate e bombe nucleari…

E peraltro la dichiarazione dei capi del Roskosmos e del governo della Federazione Russa sulla necessità di una difesa dalla pericolosità di asteroidi e comete e di un'efficace lotta agli asteroidi ha un fondamento serio. Ma qui c'è un elemento molto importante. Questi compiti non sono solo nostri, cioè non solo russi, sono i compiti di tutta l'umanità. Perciò bisogna elaborare insieme e non separatamente le tecnologie missilistiche e spaziali, come pure creare un fondo finanziario comune, che sponsorizzi questi lavori. E la cosa più importante: è necessario agire in questa direzione già oggi e non quando "becca il gallo arrosto" [3]. La caduta dello stesso meteorite di Čebarkul' [4] ha mostrato che tale problema c'è e che bisogna occuparsene e tra l'altro occuparsene seriamente.

"SP": - Peraltro, perché il "Meteorite degli Urali" "giunse" sulla Terra senza essere scoperto?

– L'osservazione del cielo viene svolta solo dalle forze degli osservatori astronomici terrestri. Naturalmente gli astronomi non possono fare la scansione di tutta la sfera celeste. Tanto più che osservano il cielo solo di notte, in quanto di giorno è impossibile guardare dalla parte del Sole. Ma gli asteroidi possono volare anche dal lato interno dell'orbita della Terra, per l'appunto dalla parte del Sole. Proprio tale traiettoria aveva il meteorite di Čeljabinsk. Perciò il compito di un'osservazione garantita può essere assolto solo nel caso in cui creassimo un segmento spaziale di osservazione. Cioè se lanciassimo qualche apparecchio con dei telescopi in orbita terrestre e solare.

Inoltre è necessario suddividere l'intercettazione operativa e di lungo periodo degli oggetti. Ci sono tutte le tecnologie e le elaborazioni per farlo. Per esempio, è stato creato il portamissili russo-ucraino Zenit. Questo ha un periodo di preparazione alla partenza molto breve grazie all'automazione di tutte le operazioni per la partenza. E inoltre non posso non notare che ci sono anche tutte le necessarie tecnologie di base per la creazione di un Sistema internazionale di difesa planetaria, l'abbiamo chiamato Cittadella. Ma di tutto ciò, ripeto, bisogna occuparsi.
Un colonnello delle truppe missilistiche e spaziali, che desidera restare anonimo, parlando degli asteroidi che cadono dalla parte del sole, fa l'esempio della velocità di caduta dell'asteroide di Čeljabinsk.

Andò con un angolazione di 15 gradi, tra l'altro superò la distanza tra l'Estremo Oriente e Čeljabinsk in 33 minuti. Perciò, anche se fosse stato scoperto e il sistema di Difesa Aerea Antimissile avesse dato l'indicazione del bersaglio ai mezzi da fuoco, i missili non sarebbero semplicemente riusciti a funzionare. Un asteroide cade a enorme velocità e con una determinata angolazione, non possiamo raggiungerlo per il semplice motivo che i nostri missili non volano a tale velocità. Cosicché i complessi S-300 o perfino S-400 non saranno comunque capaci di difendere il pianeta da asteroidi, la cui caduta va dalla parte del Sole.

In questo senso il futuro è dei laser e delle installazioni a irradiazione forzata. Ma questo compito, ahimè, non si assolve rapidamente, cioè in tempi brevissimi. Perciò quei progetti che oggi si realizzano nel mondo per la lotta al pericolo degli asteroidi sono progetti per pompare denaro pubblico.

Il direttore del museo delle truppe della Difesa Aerea Antimissile della cittadina di Zarja nel distretto di Balašicha [5] Jurij Krutov è convinto: al giorno d'oggi mezzi per la lotta agli asteroidi che vanno dalla parte del Sole non ce ne sono.

Quei sistemi di avvertimento per un attacco missilistico che ci sono sono orientati alla scoperta dei missili intercontinentali e delle loro testate, cioè di quegli apparecchi di cui sono noti i parametri approssimativi di volo. Se un asteroide va con un'altra, insolita angolazione, non lo registrano, – nota l'esperto. – La forza dell'onda d'urto di un'esplosione nucleare sulla Terra è enorme. Nello spazio c'è il vuoto, l'effetto dirompente di tale colpo è minimo, perciò l'efficacia di un'arma nucleare là non è così alta come si è usi a ritenere.

A Čeljabinsk si è riusciti ad evitare una grandiosa catastrofe solo per un caso fortunato. Lo stesso fu anche con il Meteorite di Tunguska [7]: se fosse caduto più tardi, tenendo conto della rotazione della Terra, oggi San Pietroburgo avrebbe potuto anche non esserci…
Oggi né la Russia, né gli USA possono respingere alcun "attacco" dal cielo. Per muoversi in questa direzione bisogna unire gli sforzi. Non sarebbe male coinvolgere la Cina, con le sue grandi possibilità finanziarie. Solo così si può lottare con gli "alieni" non invitati dello spazio.

Anton Mardasov, "Svobodnaja Pressa", http://svpressa.ru/society/article/76160/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Qualcosa come "Spazio Russo", nome ufficioso dell'ente spaziale russo.
[2] Città della Russia asiatica ai piedi degli Urali.
[3] Curioso modo di dire russo per intendere che una questione si fa pressante.
[4] Città del distretto di Čeljabinsk (vedi nota 2) dove cadde un meteorite a febbraio di quest'anno.
[5] Città della regione di Mosca.

[6] Un corpo celeste che esplose sulla Siberia nel 1908 e abbatté oltre 2000 kmq di foresta.

11 settembre 2013

Dai successi della "difesa elettronica" sovietica alla "difesa elettronica" di importazione della Russia di Putin

Il diavolo che esce dalla tabacchiera elettronica [1]

Nell'URSS ritenevano che senza un'industria elettronica nazionale la capacità difensiva del paese fosse una finzione

Ai primi di settembre del 1962 con i soldi del Pentagono fu creata la rete digitale ARPAnet, che univa tra loro i nodi elettronici dell'Università della California a Los Angeles, del centro di ricerche di Stanford, dell'Università dello stato dello Utah e dell'Università dello stato della California a Santa Barbara. Fu fatto il primo passo verso la gestione delle forze armate degli USA in tempo reale.
Peraltro da allora il 2 settembre è ritenuto il compleanno di Internet. 

Questa fu una sorta di risposta del Pentagono alla riuscita applicazione del sistema sovietico di difesa antimissile nel 1960, che sarebbe stata impensabile senza una radiotecnica innovativa. Allora le nuove realtà causarono un vero e proprio shock nelle cerchie militari degli USA, in quanto una serie di esperti espresse il dubbio se la superiorità di 15 volte degli americani negli armamenti nucleari sulla triade [2] sovietica (6000 a 405 a quel tempo) garantisse il superamento delle frontiere aeree dell'URSS.

Fino ad allora alla Casa Bianca avevano ritenuto che nell'URSS non ci fossero né calcolatori elettronici, né una produzione nazionale della base degli elementi, su cui si potessero collegare in serie dei calcolatori, tanto meno dei potenti calcolatori elettronici. Tuttavia il missile zenit S-75, che aveva abbattuto l'aereo spia U-2 dell'aviazione militare degli USA con il pilota Francis Powers, aveva indirettamente confermato il rapporto dei collaboratori della ditta RAND sul fatto che Mosca avesse già potenti calcolatori elettronici. 

Anche se un anno prima, quando le autorità sovietiche mostrarono agli americani l'elaborazione degli studiosi di Penza [3] della filiale dello SKB-245 [4] con a capo il vice-direttore del lavoro scientifico, il premio Stalin Bašir Rameev, non avevano messo in conto queste informazioni. Si trattava dei calcolatori elettronici "Ural-2", la cui produzione in serie era stata iniziata dalla fabbrica locale di SAM [5]. Si riteneva che questo non può essere perché questo non può essere mai [6]

Tra l'altro i primi collaudi di questa macchina, con un processore a 40 bit e una RAM da 4096х20 bit, si erano svolti già nel 1956. Per amor di giustizia, va detto che l'"Ural-1" fu messo fuori servizio abbastanza presto, prima di tutto per i contatti mal saldati. Sulla scarsa capacità di lavoro influivano anche i salti di tensione legati alla connessione e alla sconnessione degli utenti-fabbriche, che pure si rifornivano da questa rete elettrica.

Rameev analizzò i motivi degli insuccessi e insieme agli aggiustatori del laboratorio di V.S. Antonov elaborò un metodo per l'eliminazione delle interruzioni evidenziate e in tal modo introdusse il proprio standard di qualità dei calcolatori elettronici. Di conseguenza si ebbe non solo una macchina veloce, ma anche affidabile e comoda per il lavoro. Per Bašir Iskandarovič era un fatto di prestigio scientifico personale, che aveva molto caro. Per il diritto di produzione in massa di calcolatori elettronici il suo collettivo concorreva con l'Istituto per l'Energia dell'Accademia delle Scienze dell'URSS sotto la guida del membro-corrispondente dell'Accademia delle Scienze dell'URSS I.S. Bruk, con lo SKB di Minsk di G.P. Lopato e con l'Istituto di Meccanica di Precisione e Tecnica di Calcolo dell'Accademia delle Scienze dell'URSS. 

In tal modo nell'URSS alla nuova tecnica di calcolo lavoravano alcuni centri scientifici, ognuno dei quali andava testa a testa con le principali ditte americane. La competizione tra le superpotenze nella tecnica di calcolo aveva un carattere strategico con un'evidente inclinazione militare. Solo grazie ai calcolatori elettronici ci riuscì lanciarci per primi nello spazio. 

Per la scienza sovietica gli anni '60 e '70 del secolo scorso furono un tempo di elaborazione di tecnologie di rottura. All'Ufficio di Costruzioni del Comitato Statale per la Radiotecnica (in seguito – Istituto di Ricerca Scientifica "Kvant" [7] del Ministero dell'Industria della Radiotecnica) lanciarono il calcolatore elettronico ad alta produttività a semiconduttori dal nome generico "Vesna" [8]. L'Istituto di Meccanica di Precisione e Tecnica di Calcolo dell'Accademia delle Scienze dell'URSS presentò la BĖSM-6 [9], che in quel momento aveva la maggiore produttività al mondo – nell'ordine di 1000000 operazioni al secondo. E nel 1968 fu collaudato con successo il calcolatore elettronico già multiprocessore "Ural-25". 

Tuttavia inaspettatamente per tutti nel dicembre 1969 al Ministero dell'Industria della Radiotecnica ebbe luogo una riunione, in cui fu posta la questione del riorientamento dei calcolatori elettronici sovietici sull'architettura degli IBM serie 360. Come argomento principale era portata la felice esperienza degli ingegneri della DDR, ai cui risultati nell'URSS si guardava con grande rispetto. Per molti versi ciò si spiegava con il fatto che ancora dai tempi della guerra nella leadership sovietica si era consolidato lo stereotipo fisso della superiorità ingegneristica tedesca. 

Sulla decisione ministeriale influì anche la politica pragmatica di avvicinamento all'Occidente. Il ministro dell'Industria della Radiotecnica Kalmykov convinse gli elaboratori che senza il riorientamento sullo standard americano l'URSS sarebbe rimasta nell'isolamento elettronico. I nostri studiosi, al contrario, insistevano sullo sviluppo delle architetture nazionali. Ciascuna delle scuole – quella sovietica e quella americana – aveva i suoi "più" e i suoi "meno". Per noi c'era la superiorità nelle soluzioni della tecnica dei circuiti, che permetteva di fare calcolatori elettronici più produttivi, per l'IBM la comodità di programmazione e le migliori soluzioni di rete.

Quanto fossero buone le nostre macchine, scrisse nei suoi saggi il programmatore kieviano Samuil Ljubickij, più tardi emigrato in Canada: "Mi piacque subito (la "Minsk-32"). Era già un vero, serio mainframe: sei normali apparecchi a nastro (nastri a bobine, addio "canne da pesca" [10]!), schede perforate input/output (in confronto al nastro perforato un progresso colossale, che può valutare solo chi si sia scontrato ben bene con i nastri perforati). Certo, una ACPU [11]] veloce, nessun "frinio". Azione veloce, 64 kilo-parole di memoria (in una parola c'erano 37 bit) – super! E la cosa più stupenda – i tamburi magnetici (ho dimenticato quanti pezzi fossero). Alla fine degli anni '60 e nella prima metà degli anni '70 la "Misk-32" era la macchina più popolare, non capricciosa, fortunata in modo raro. In essa era come se fosse stato indovinato il massimo livello di complessità possibile in un prodotto hi-tech sovietico di massa (e non militare)". 

Proprio per questo le discussioni furono molto calde. L'accademico Keldyš propose di conservare la scuola sovietica, ma di servirsi dell'esperienza americana. "E' necessario comprare le licenze, – disse, – ma fare le nostre macchine". Il suo allievo A. Dorodnicyn, direttore del Centro di Calcolo dell'Accademia delle Scienze dell'URSS, definì precisamente il ritardo che si avrebbe avuto in caso di passaggio all'architettura IBM serie 360 – non meno di quattro anni. Il vice-ministro dell'Industria della Radiotecnica M.K. Sulim in segno di protesta scrisse una lettera di dimissioni. 

Nonostante le contraddizioni, c'era il concetto generale che la radiotecnica e i calcolatori elettronici dell'ente militare, come pure dell'economia civile, dovevano essere solo di produzione sovietica, in quanto dalla tabacchiera elettronica al momento meno adatto avrebbe potuto saltar fuori un diavolo e, per esempio, reindirizzare i nostri missili contro noi stessi. Nei circuiti, ma pure nei programmi, tali soluzioni dannose avrebbero potuto essere certamente realizzate con i microprocessori e i software di produzione straniera. Tanto più che trovare Trojan del genere non appare possibile, in quanto la scatoletta si apre dall'interno – con l'aiuto di un segnale cifrato. 

Con la caduta dell'URSS questo postulato, che era considerato l'alfa e l'omega della sicurezza nazionale, fu dimenticato in fretta dal governo di El'cin e della sua squadra, in primo luogo dai liberali di estrema destra Gajdar e Čubajs. Tuttavia le recenti rivelazioni di Snowden hanno di nuovo sollevato la questione dei programmi-spia, usati in primo luogo, per quanto sembri strano, con gli alleati degli americani – Germania e Francia. 

In Russia per qualche motivo nessun funzionario governativo ha accennato a questo tema, anche se una serie di incomprensibili incidenti con apparecchi spaziali russi, in cui si erano usati chip di produzione estera, ha messo fortemente a nudo questo problema. 

Nei registri dell'inchiesta sull'incidente del satellite per le comunicazioni "Ėkspress-AM4" [12] del 18 agosto 2011 si parla di un mitico guasto del complesso delle apparecchiature di comando del blocco di accelerazione del razzo trasportatore "Proton-M". Di tale aura di mistero è circonfuso anche l'incidente della stazione interplanetaria russa "Phobos-Grunt" [13], che rimase semplicemente in orbita d'appoggio, senza ricevere dal complesso calcolatore di bordo il comando per l'uscita in traiettoria di volo verso Marte. Di nuovo un'incomprensibile formulazione del motivo dell'incidente – "interruzione del funzionamento per l'azione di raggi cosmici".

E' incomprensibile anche il disastro del nuovo aereo russo Sukhoi SuperJet-100 in Indonesia il 9 maggio 2012, di cui furono accusati piloti esperti, che, dice, si sarebbero semplicemente distratti dal volo. Secondo il capo della Corporazione Aeronautica Unita Michail Pogosjan, i registratori di bordo non avevano registrato guasti nei sistemi del Sukhoi Superjet-100. In altre parole, i piloti avrebbero perso il controllo per negligenza. D'altra parte, filtrò un'informazione dei nostri servizi segreti sulla possibile complicità della base dell'aviazione militare degli USA che si trova nell'aeroporto di Jakarta e tra l'altro non si è riusciti a dimostrare questo collegamento. 

C'è un sacco di questi esempi misteriosi, che parla della sistematicità del fenomeno. 

Ma particolare ansia causa l'equipaggiamento della nostra difesa con chip stranieri, prima di tutto americani. Per esempio, nel sistema GLONASS [14] si usano i processori dual-core APQ8060 e MSM8960 della compagnia americana Qualcomm. In questo caso si tratta di ricevitori, in quanto lo stesso contenuto dei satelliti è stato reso segreto. Ma per gli specialisti non è un segreto che l'elaborazione del segnale GLONASS nelle nostre apparecchiature è garantito dal chip MSM8255Turbo, prodotto con tecnologia da 45 nanometri dalla stessa compagnia Qualcomm. Cioè, con grande probabilità si può supporre che anche il trasmettitore del segnale di GLONASS dei satelliti sia pure assemblato con identici chip americani. 

Tra l'altro proprio il sistema GLONASS deve garantire il puntamento sul bersaglio dei missili russi ad alta precisione al momento di respingere un potenziale aggressore, ma dov'è la garanzia che non reindirizzi i nostri armamenti mortali contro le nostre forze armate? E in generale, si può parlare in questo caso di un'affidabile capacità di difesa della Russia? Questa domanda è tutt'altro che vana, in quanto la chiave della scatola elettronica, dove aspetta la sua ora un Trojan dannoso, si trova a Washington. 

Aleksandr Sitnikov, "Svobodnaja Pressa", http://svpressa.ru/society/article/73689/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Modo di dire russo sui fatti sorprendenti che fa riferimento alle scatole a sorpresa.
[2] La triade strategica nucleare: terrestre, navale e aerea.
[3] Città della Russia centro-meridionale.
[4] SKB sta per Special'noe Konstruktorskoe Bjuro (Ufficio di Costruzioni Speciali).
[5] Ščëtno-Analitičeskie Mašiny (Macchine di Calcolo e di Analisi).
[6] Citazione dal racconto "Lettera a un vicino istruito" di Anton Pavlovič Čechov. La frase è divenuta proverbiale e si usa per descrivere l'atteggiamento di chi nega l'evidenza.
[7] "Quanto".
[8] "Primavera".
[9] BĖSM sta per Bol'šaja Ėlektronnaja Ščëtnaja Mašina (Grande Macchina da Calcolo Elettronica).
[10] Nome umoristico degli oggetti con cui si dovevano sostenere i nastri perforati.
[11] Alfavitno-Cifrovoe Pečatajuščee Ustrojstvo (Stampante a Caratteri Alfanumerici).
[12] Ėkspress sta per "Espresso", AM sta per Apparaturnyj Modul' (Modulo di Apparecchiature).
[13] "Phobos-Terreno".
[14] GLObal'naja NAvigacionnaja Sputnikovaja Sistema (Sistema Globale di Navigazione Satellitare).

08 settembre 2013

La Russia di Putin vuole mettere Internet sotto controllo

La Rete tenuta a freno

Tutte queste leggi non ponderate – "sulle liste nere", "sull'estremismo", sulla "difesa della proprietà intellettuale" e simili – finalmente hanno una chance di iniziare realmente a funzionare

04.09.2013
[1] Dalla dicitura russa Federal'nye Operatory Svjazi.
[2] Dalla dicitura russa Operatory Svjazi.
[3] Città della Siberia settentrionale.
[4] Città dell'estremo sud-est della Russia asiatica.
[5] Città dell'estremo nord-est della Russia asiatica.
[6] Porto della costa pacifica settentrionale della Russia asiatica.
[7] Un miliardo di rubli sono circa 22,8 milioni di euro.
[8] Dalla dicitura russa Rossijskaja Associacija Ėlektronnych Kommunikacij.
[9] Il maggior motore di ricerca russo.
[10] Provider e fornitori di domini russo.
[11] Mobil'nye TeleSistemy (TeleSistemi Mobili), operatore di telefonia mobile russo.

09 luglio 2013

Il bio-bacio

Sono entrato anche nel campo della vendita on-line. Sono in Rete con il mio "negozio virtuale" di integratori alimentari, medicina e cosmetica naturale della "Biokiss pharma". E' il mondo della "nutraceutica" e della "cosmoceutica": la dieta e la cosmesi per la salute. Date un'occhiata qui:

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26 maggio 2013

Il Kaspersky Lab diventa uno Sherlock Holmes della Rete?

Il Kaspersky Lab crea la cyberpolizia

Per ora è solo un'iniziativa privata per clienti ricchi

22.05.2013

[1] Dalla dicitura russa Laboratorija Kasperskogo.
[2] Le leggi russe sono indicate con il titolo e non con un numero.

13 aprile 2013

Nella Russia di Putin non c'è spazio neanche per le minoranze cristiane

Ce la caveremo senza capolavori

Lo sfruttamento di un giacimento di molibdeno in Buriazia [1] può distruggere il maggiore enclave di "vecchi credenti" [2] in Russia

10.04.2013

[1] Repubblica della Siberia meridionale.
[2] Staroobrjadcy significa "seguaci del vecchio rito". Sono detti anche starovery, "vecchi credenti", ma in italiano si traduce convenzionalmente così anche l'altro termine. Sono ortodossi scismatici che respinsero le riforme del patriarca Nikon nel XVII secolo.
[3] Antico nome della Russia.
[4] Cioè precedente le riforme occidentaliste dello zar Pietro I nel XVIII secolo.
[5] "Gruppo "Acropoli"".
[6] La versta è un'antica misura russa pari a 1,067 km.
[7] Capitale della Buriazia.
[8] Ramo dei "vecchi credenti" così chiamato forse perché fu deportato a famiglie intere ("famiglia" è sem'ja in russo).
[9] Il lago Bajkal, il più profondo del mondo e una delle più grandi riserve di acqua dolce.
[10] "GOK (vedi in seguito) del Bajkal".
[11] Complesso Minerario e di Arricchimento.
[12] Circa 6,2 milioni di euro.
[13] Dalla dicitura russa Bajkal'skij Institut Prirodopol'zovanija.
[14] Qualcosa come "Progetto Minerario di Piter". Piter sta per San Pietroburgo.
[15] Zakrytoe Akcionernoe Obščestvo (Società per Azioni a Numero Chiuso).
[16] Compagnia di progettazione e ingegneria mineraria di San Pietroburgo.
[17] Dom Kul'tury (Casa della Cultura).
[18] Centro per la Studio sui Pesci della Siberia Orientale.
[19] Ciclo di preghiere della chiesa ortodossa di 40 giorni per un defunto o per un malato grave.
[20] Città della Siberia meridionale.
[21] La regione delle Terre Nere e il fiume Chopër si trovano nella Russia centro-meridionale.
[22] Villaggio della Buriazia meridionale. Krasnyj sta per "rosso" e il Čikoj è un fiume.
[23] Qualcosa come "Atomo Russo" (ente per l'energia nucleare).
[24] Territori Naturali Particolarmente Protetti.

09 aprile 2013

Il giornale di Anna Politkovskaja ha subito un attacco informatico con pochi uguali nella storia

"Questo è stato qualcosa!"

Perché l'attacco DDoS al sito della "Novaja gazeta" entrerà nella storia della Runet [1]

05.04.2013

[1] RUsskij NET, l'Internet russofona.
[2] La legge che proibisce l'adozione di bambini russi da parte di cittadini USA. Questa fu promulgata in risposta all'"Atto Magnitskij" americano, che nega il visto per gli USA alle persone coinvolte nella morte dell'avvocato russo di una società americana Sergej Leonidovič Magnitskij.
[3] Articolo sugli abusi impuniti delle guardie del corpo di Kadyrov a Mosca, divenuta una sorta di villaggio caucasico (jurt). Vedi qui

29 marzo 2013

La Russia di Putin controlla il "suo" social network?

La dirigenza di "VKontakte": "Già da qualche anno collaboriamo con lo FSB [1] e la sezione "K" [2] del Ministero degli Interni, fornendo attivamente informazioni su migliaia di utenti della nostra rete"

Come il social network sotto la direzione dell'amministrazione presidenziale ha manipolato Internet sul terreno della lotta virtuale all'opposizione

27.03.2013

[1] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), il principale servizio segreto russo.
[2] "K" sta per Kompjuter, "computer". E' la sezione che si occupa dei crimini informatici.
[3] "Del Pantano" (quello che c'era prima della sua costruzione), piazza del centro di Mosca.
[4] Dalla dicitura russa Upravlenie Vnutrennej Politiki.
[5] Qualcosa come "Le giovenche", romanzo pulp.
[6] Evgenija Sergeevna Čirikova è un'ecologista, Boris Efimovič Nemcov un liberale.
[7] Piazza della Rivoluzione (nei pressi della Piazza Rossa) è un altro luogo di manifestazioni.
[8] Qualcosa come "Internet Russa", l'ambito russofono di Internet.
[9] Celebre frase di Maksim Gor'kij.
[10] "Vecchia", piazza del centro di Mosca in cui si trova la sede dell'amministrazione presidenziale.
[11] "Collina dell'Inchino" è chiamato il monumento moscovita alla vittoria nella II guerra mondiale.
[12] Sala della "Casa dei Sindacati" in cui si tengono incontri di vario genere.
[13] Brogli realizzati facendo votare gli elettori in più seggi.
[14] Città nei pressi di Mosca che dovrebbe diventare una sorta di Silicon Valley russa.
[15] Il "partito del potere" che porta avanti la politica di Putin.
[16] Nome non ufficiale della Federal'naja služba po nadzoru v sfere svjazi, informacionnych technologij i massovych kommunikacij (Servizio federale di ispezione nella sfera dei contatti, delle tecnologie informatiche e delle comunicazioni di massa).