30 dicembre 2012

Putin e il suo regime come conseguenze del "peccato originale" della Russia post-sovietica: la privatizzazione

La rivoluzione tradita

29.12.2012

[1] Il Congresso dei Deputati del Popolo era la "camera alta" del parlamento sovietico.

[2] "Del Pantano" (quello che c'era prima della sua costruzione), piazza del centro di Mosca, sede di manifestazioni contro il regime di Putin.

[3] Qualcosa come "Petrolio Siberiano", compagnia petrolifera.

[4] Boris Abramovič Berezovskij, faccendiere che ebbe una breve carriera politica sotto El'cin per poi sfuggire a Putin nel Regno Unito.

[5] Leonid Iovič Gajdaj, regista russo. Il film è "Una vergine da rubare" (in russo La prigioniera del Caucaso o le nuove avventure di Šurik).

[6] Nell'originale c'è un gioco di parole difficile da rendere perché strič' significa sia "tagliare" che "tosare".

[7] VnešĖkonomBank (qualcosa come "Banca per i Rapporti Economici con l'Estero").

[8] VnešTorgBank (qualcosa come "Banca per il Commercio Estero").

[9] "Lago", cooperativa per la gestione di dacie che costituisce in realtà il nucleo del gruppo di potere di Putin.

[10] Jurij Sergeevič Pivovarov, storico russo.

[11] Gorno-Obogatitel'nyj Kombinat (Complesso di Estrazione ed Elaborazione), complesso in cui si estraggono minerali e li si trasforma in oggetti.

[12] Piazza del centro di Mosca non lontana dalla Piazza Rossa.

[13] Politologo, professore invitato a Oxford.

28 dicembre 2012

I "liquidatori" degli incidenti nucleari russi cornuti e mazziati

In Kabardino-Balkaria la "gente di Černobyl'" chiede alla leadership del paese di far luce sull'esazione dei risarcimenti da essa ricevuta in precedenza
27 dicembre 2012, 07.26
Gli ufficiali giudiziari della Kabardino-Balkaria hanno iniziato l'esazione in massa dagli "uomini di Černobyl'" dei risarcimenti pagati loro in precedenza, che avevano ricevuto secondo decisioni dei tribunali ora abrogate. Gli hanno bloccato conti, pensioni, macchine e altre proprietà. Gli "uomini di Černobyl'" si rivolgono alle più alte personalità del paese con la richiesta di far luce sulla situazione, riferisce il corrispondente di "Kavkazskij uzel".
Il 24 dicembre a Nal'čik [1], nell'ufficio dell'organizzazione sociale "Unione "Černobyl'"" si è svolta l'assemblea generale dei membri dell'organizzazione, i liquidatori delle conseguenze dell'incidente alla centrale atomica di Černobyl' (1986 ) e al "Majak" [2] (1957), nel corso della quale hanno redatto una lettera collettiva alla leadership del paese – al presidente Vladimir Putin e al capo del governo Dmitrij Medvedev – con la richiesta di far luce sulla situazione in cui si la "gente di Černobyl'" si è trovata per via della richiesta degli ufficiali giudiziari di restituire i risarcimenti pagati in precedenza.
Alla "gente di Černobyl'" sono stati risarciti i danni morali

Come dichiarano i membri dell'unione "Černobyl'", all'inizio del 2011 ai liquidatori si era rivolta l'abitante della repubblica Lera Alchasova e gli aveva proposto di fare istanza in tribunale per il risarcimento dei danni morali subiti nel corso del loro lavoro per la liquidazione dell'incidente alla centrale atomica di Černobyl' nel 1986. Conoscevano già Alchasova, in quanto prima lavorava al Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Sociale della repubblica, dove si occupava dei problemi della gente di Černobyl'.

"Alchasova ci propose di scrivere deleghe a nome suo, secondo cui essa stessa avrebbe presentato istanze e avrebbe condotto il caso nei tribunali, cosa che facemmo", – ha raccontato la coniuge di un "uomo di Černobyl'" Irina G., che ha chiesto di non fare il suo cognome. A suo dire, l'iniziatrice della presentazione delle istanze raccolse i documenti della "gente di Černobyl'" – tessere militari, certificati di invalidità, copie di passaporti. Gli propose anche di aprire conti alla "Svjaz'-bank" [3].

I tribunali di prima istanza della repubblica accolsero l'istanza. Le prime istanze furono esaminate nell'aprile 2011, le ultime nel luglio 2012. Agli invalidi del terzo gruppo [4] fu assegnato un risarcimento dei danni nella misura di 1,3 milioni di rubli [5], a quelli del secondo gruppo 1,5 milioni di rubli [6], ai partecipanti alla liquidazione dell'incidente al "Majak" 1,2 milioni di rubli [7].
Nel giugno 2011 la direzione del Tesoro della Federazione Russa per la Repubblica di Kabardino-Balkaria in sede di appello protesto contro parte di queste decisioni. Il tribunale rifiutò di accogliere l'appello.

Dal giugno 2011 attraverso la "Svjaz'-bank" iniziarono i pagamenti ai liquidatori. Secondo le notizie di "Kavkazskij uzel" da fonti di informazioni, in tutto furono pagati oltre 500 milioni di rubli [8]. Al giorno d'oggi si ha notizia di 428 "uomini di Černobyl'" che hanno ricevuto risarcimenti.

"Quando Alchasova ci propose di iniziare questi processi, concluse un accordo con ciascuno di noi che ciascuno di noi le avrebbe dovuto dare esattamente metà della somma, – dice Irina G. – Il giorno in cui ricevemmo i soldi mandò la sua segretaria con una grande borsa e i soldi furono divisi esattamente a metà. Questa spiegò che era il suo onorario per il lavoro in qualità di nostra rappresentante, ma noi non sapevamo quanto prendono gli avvocati in quei casi per i loro servizi". Che esattamente metà della somma ricevuta andò alla cittadina Alchasova lo confermano tutti gli "uomini di Černobyl'". Tra l'altro i soldi furono dati così, senza alcuna conferma documentale, fanno notare i membri dell'organizzazione "Unione "Černobyl'"".

Il danno morale fu causato prima dell'entrata in vigore dell'atto legislativo

Il 17 agosto 2012 la direzione del Tesoro della Federazione Russa per la Repubblica di Kabardino-Balkaria si rivolse al tribunale con una denuncia per il ristabilimento dei tempi per l'appello contro le decisioni sui pagamenti agli "uomini di Černobyl'". Il tribunale accolse la denuncia.

Da settembre 2012 seguirono gli appelli del Tesoro contro le decisioni dei tribunali di prima istanza.
Come consegue da queste denunce, la direzione del Tesoro della Repubblica di Kabardino-Balkaria ritiene che "il pagamento del risarcimento dei danni morali causati dalla catastrofe della centrale atomica di Černobyl' non è prevista dalla legislazione vigente".

"Il risarcimento dei danni morali fu previsto per la prima volta nell'art. 131 dei "Fondamenti della legislazione civile dell'URSS" del 31 maggio 1991, cioè cinque anni dopo l'incidente della centrale atomica di Černobyl' e secondo il Codice Civile della Federazione Russa gli atti della legislazione civile non hanno effetto retroattivo", – si nota nella denuncia.

Nella sentenza di appello del collegio della Corte Suprema della Kabardino-Balkaria del 10 ottobre 2012 sulla base di una di queste denunce si dice che "i tribunali hanno interpretato e applicato scorrettamente la legge materiale e di conseguenza sono giunti a conclusioni scorrette e contrarie alla legge".

Le decisioni dei tribunali di prima istanza sono state abrogate dalla Corte Suprema della Repubblica di Kabardino-Balkaria, sui casi sono state prese nuove decisioni, secondo cui agli "uomini di Černobyl'" è stato rifiutato il pagamento dei risarcimenti dei danni morali.

Per esigere dai liquidatori le somme ricevute, il caso è stato dato da esaminare al tribunale cittadino di Nal'čik perché venga presa la corrispondente decisione. I poteri dei quattro giudici, che "hanno interpretato scorrettamente l'applicazione della legge materiale", come pure degli articoli del Codice Civile sui "principi generali dell'azione della legge nel tempo", sono stati sospesi dal collegio di qualificazione dei giudici.

Come si è saputo, uno dei giudici aveva preso la decisione nei confronti di 400 persone (ogni denuncia era stata fatta a nome di dieci istanti), un altro nei confronti di 23 persone e un giudice di un tribunale distrettuale nei confronti di due persone. Sono stati sospesi i poteri anche al vice-presidente del tribunale cittadino di Nal'čik che curò il procedimento penale.
Tre liquidatori sono deceduti dopo aver saputo l'accaduto
"Quando sono venuta a saper l'accaduto, mi sono subito lanciata da Alchasova", – ha raccontato Irina G.. Irina dice che è pronta a restituite i soldi ricevuti dalla sua famiglia, ma tra l'altro insiste che anche i soldi che a suo dire ha ricevuto Alchasova siano pure restituiti. Ma come dice Irina G., "questa ha dichiarato che non ha soldi e che non può dare nulla".
"Kavkazskij uzel" finora non dispone di commenti di Alchasova sulle dichiarazioni della "gente di Černobyl'". La sua posizione sulla situazione che si è creata non è nota.
Al momento la "gente di Černobyl'" non può mettersi in con Alchasova, i suoi telefoni non sono attivi. Non c'è neanche al suo indirizzo.
Dall'inizio di ottobre dagli "uomini di Černobyl'" che hanno ricevuto risarcimenti hanno preso ad andare gli ufficiali giudiziari. Gli hanno bloccato le pensioni, tutti i conti, le macchine e le proprietà.
Secondo i dati dell'"Unione "Černobyl'"" tre liquidatori sono deceduti dopo aver saputo l'accaduto.
La 78enne Valentina Poljakova, partecipante agli eventi del "Majak", ha restituito allo stato la somma da lei di fatto ricevuta di 600 mila rubli [9]. Gli altri 600 mila le saranno trattenuti dalla pensione – il 20 per cento al mese.
"Dovrei vivere 300 anni per pagare questi 600 mila", – dice. Ma gli ufficiali giudiziari non sono intenzionati ad aspettare e minacciano di portar via all'anziana donna la lavatrice, il frigorifero, il televisore e altre proprietà.
"I nostri conti sono bloccati. Siamo in una situazione disperato. Ho ricevuto in mano 650 mila, ma devo restituire 1,3 milioni. Dove troverò gli altri 650 mila?", – dice Zalimchan Jachtanigov.
"Ci hanno resi eccezionali. Anche se questo è un errore giudiziario, la responsabilità dev'essere di chi ha commesso questo errore", – ritiene il capo dell'organizzazione "Unione "Černobyl'"" Alik Chadzegov.
"Vogliamo sapere di cosa siamo colpevoli. Se abbiamo presentato scorrettamente un'istanza, perché l'hanno presa in esame? Se la decisione del tribunale era illegale, perché la direzione del Tesoro ha aspettato un anno e solo dopo ha fatto appello?", – domanda Chadzegov. – Perché del fatto che i giudici non conoscevano la legge dobbiamo prendere la responsabilità noi?"
Questi ha raccontato di aver fatto ricorso a tutte le istanze, sia alla procura, sia presso l'incaricato per i diritti umani. "Abbiamo cercato di capire se sia stato aperto un procedimento penale sui pagamenti illegali e se qualcuno sia stato iscritto tra gli imputati". "Ad oggi non c'è tale procedimento penale", – ci hanno risposto alla Direzione Inquirente dello SKR [10] per la Repubblica di Kabardino-Balkaria. Dappertutto ci compatiscono, ma dicono che non possono aiutarci in alcun modo. L'ultima speranza è il presidente del paese. Se non ci risponderà, andremo a dare tutto alla procura", – dice Chadzegov.
Ottenere commenti alla direzione del Tesoro sui motivi della lunga pausa tra la presa delle prime decisioni a favore degli istanti e il successivo appello non ci è riuscito.
Secondo i liquidatori, il rappresentante del dicastero al processo a questa domanda rispose che il Tesoro aveva aspettato un anno intero prima di ricevere le decisioni dei tribunali.
Autrice: Ljudmila Maratova ; fonte: corrispondente di "Kavkazskij uzel"
"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/217845/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1] Capitale della Kabardino-Balkaria.
[2] "Faro", impianto per la produzione di materiale nucleare della Siberia occidentale, dove nel 1957 si verificò un grave incidente con enorme rilascio di radioattività.
[3] "Banca di Comunicazione", grande istituto bancario russo.
[4] L'invalidità meno grave secondo i criteri di valutazione russi.
[5] Circa 32200 euro.
[6] Circa 37150 euro.
[7] Oltre 29700 euro.
[8] Circa 12,4 milioni di euro.
[9] Circa 16100 euro.
[10] Sledstvennyj Komitet Rossii (Comitato Inquirente di Russia).
[11] Città della Russia meridionale.

26 dicembre 2012

La Russia di Putin dimentica le vittime del terrorismo contro cui sarebbe impegnata a lottare

Trunov: alla Russia è necessaria una legge per la difesa sociale delle vittime di atti terroristici

26 dicembre 2012, 01.00

Le vittime dell'atto terroristico di Domodedovo [1] non hanno possibilità di presentare le proprie rimostranze non solo nei confronti dell'aeroporto, ma anche dello stato, fanno notare l'avvocato Evgenij Černousov e il giurista Michail Barščevskij. L'avvocato Igor' Trunov, che ha preso parte ai processi per gli atti terroristici a Domodedovo e a Dubrovka, è intenzionato a ottenere il riconoscimento giuridico dello stato o di una delle sue strutture come colpevoli di mancata prevenzione dell'atto terroristico e anche l'approvazione della legge "Sulla difesa sociale dei cittadini vittime di atti terroristici" [2].

"Durante il musical "Nord-Ost" [3] nel centro teatrale sulla Dubrovka a Mosca il 23 ottobre 2002 dei guerriglieri presero in ostaggio 916 persone. Tre giorni dopo gli agenti delle strutture armate effettuarono un'operazione per la liberazione in cui morirono 130 persone e oltre 700 subirono danni. Lo SKR [4] rifiutò di difendere le vittime nella richiesta di aprire un procedimento penale nei confronti dei capi dell'operazione speciale, ma il tribunale di Lefortovo [5] riconobbe illegale il rifiuto. Dopodiché da parte della procura fu fatta una denuncia, che il Tribunale Cittadino di Mosca accolse. L'esame dell'appello della difesa delle vittime contro questa decisione è fissato per il 26 dicembre.

L'atto terroristico a Domodedovo, in seguito a cui morirono 37 persone, fu compiuto il 24 gennaio 2011. La responsabilità della sua organizzazione fu rivendicata dal leader dei guerriglieri del Caucaso del Nord Dokku Umarov. Dal 20 agosto al Tribunale Regionale di Mosca sono in corso le udienze sul caso dell'atto terroristico. Come vittime ci sono oltre 200 persone. Tra queste ci sono cittadini di Russia, Austria, Germania, Gran Bretagna, USA e altri paesi. Il 2 novembre il tribunale ha iniziato lo studio dei materiali del caso."

"Kavkazskij uzel" ha scritto che in tribunale il 31 ottobre due vittime del caso dell'atto terroristico a Domodedovo presentarono istanze civili per il risarcimento dei danni morali e delle sofferenze fisiche per 1 milione e 1,2 milioni di rubli [6]. I familiari dei morti nell'atto terroristico alla seduta del 16 ottobre presentarono istanze civili per somme da uno a 40 milioni di rubli [7]. Tutte le vittime chiedono di riscuotere queste somme da chi sarà riconosciuto colpevole del crimine. Al tribunale Presnenskij di Mosca fu anche presentata un'istanza per il risarcimento del danno all'aeroporto di Domodedovo legato all'atto terroristico. La somma totale delle richieste presentate ammonta a 50 milioni di rubli [8].

I giuristi: in Russia è impossibile rivolgersi a un tribunale con rimostranze su un danno causato da parte dello stato

La legislazione russa è organizzata in tal modo che è impossibile rivolgersi a un tribunale con rimostranze su un qualsiasi danno causato a un cittadino da parte dello stato e delle strutture statali, ritiene l'avvocato e colonnello di polizia in congedo Evgenij Černousov.

Secondo l'avvocato, è possibile presentare rimostranze solo contro una persona concreta che non ha svolto coscienziosamente il proprio lavoro. "Per esempio, contro un inquirente che ha chiuso illegalmente un caso, contro un poliziotto o un funzionario che ha ecceduto i propri obblighi d'ufficio e, nel caso dell'atto terroristico di Domodedovo, contro i guardiani e contro l'aeroporto come persona giuridica. Allo stesso tempo la legislazione non prevede la responsabilità del capo di un qualsiasi organo dello stato nei confronti delle vittime", – ha fatto notare.

"Questo è un vuoto nella legislazione. Bisogna coinvolgere gli agenti delle strutture armate dal vertice stesso, dal ministro fino al grado più basso. Parlo di sanzioni e non di licenziamento o di responsabilità penale. Nel caso di Domodedovo – di un'ammonizione disciplinare a Nurgaliev (ex ministro degli Interni russo – nota di "Kavkazskij uzel") per non piena corrispondenza alla posizione di servizio", – ritiene l'avvocato.

"Finora i dicasteri non hanno reso conto del loro operato e non hanno dato garanzie che non si verificherà più un "Domodedovo-2"", – ha sottolineato Černousov.

D'accordo con il collega è anche il rappresentante plenipotenziario del governo della Federazione Russa nelle più alte istanze giudiziarie, il giurista emerito di Russia Michail Barščevskij. Questi fa notare che è impossibile incriminare questa o quella struttura statale.

"Secondo me, la responsabilità della mancata prevenzione dell'attentato è di quella persona giuridica sul cui territorio fu commesso l'atto criminale. In questo caso è l'aeroporto di Domodedovo", o – ha detto al corrispondente di "Kavkazskij uzel" Barščevskij.

"Dev'essere richiesto l'esame del disegno di legge "Sulla difesa sociale dei cittadini vittime di atti terroristici"

L'avvocato Černousov ritiene che debba essere richiesto l'esame del disegno di legge "Sulla difesa sociale dei cittadini vittime di atti terroristici", che è stato redatto dall'organizzazione "Voce di Beslan" (creata dopo l'atto terroristico nella scuola di Beslan del 2004 – nota di "Kavkazskij uzel") e da parte degli avvocati delle vittime della presa di ostaggi a Dubrovka.

Gli autori del disegno di legge richiedono allo stato per le vittime di atti terroristici assistenza medica gratuita, viaggi pagati con ogni mezzo di trasporto, agevolazioni per i servizi alle abitazioni (50%), il pagamento delle vittime in un'unica soluzione in qualità di risarcimento dei danni morali e la fornitura di buoni di soggiorno in strutture sanitarie e termali e il versamento di pensioni ai genitori dei morti dal momento dell'uccisione degli ostaggi.

Černousov ritiene tutti questi punti "un'adeguata compensazione dell'atteggiamento negligente degli agenti delle strutture armate verso il proprio lavoro".

"Ci sono molte rimostranze: a Domodedovo non lavorarono coscienziosamente gli agenti del Ministero degli Interni che erano di guardia all'aeroporto, fu condotto male il lavoro investigativo anche se la sezione speciale corrispondente ha attrezzature tecniche di alta classe. Inoltre non furono svolte esercitazioni – si doveva inscenare la situazione di un atto terroristico. Colpevoli della tragedia, prima di tutto, sono le strutture armate – il Ministero degli Interni e lo FSB [9]. Anche la sorveglianza fu effettuata male – questa è già una pietra nell'orto della procura", – ha detto al corrispondente di "Kavkazskij uzel" Černousov.

Questi ritiene anche che gli agenti delle strutture armate hanno pure "lavorato male durante la presa di ostaggi a Dubrovka". "Dov'è il lavoro investigativo, perché non c'era la polizia presso l'edificio, perché il GIBDD [10] dette tranquillamente strada ad automobili con persone armate? Una volta che la polizia non è stata professionale, ci sia allora un alto risarcimento, anche se non restituirà le persone ai familiari", – ha fatto notare Černousov.

Insiste per l'approvazione di tale progetto di legge anche il rappresentante in vari tribunali degli interessi delle vittime di atti terroristici come l'esplosione di un condominio in via Gur'janov [11], la presa di ostaggi a Dubrovka, le esplosioni alle stazioni del metrò "Avtozavodskaja" [12] e "Rižskaja" [13] e uno degli autori del disegno di legge "Sulla difesa sociale dei cittadini vittime di atti terroristici", l'avvocato Igor' Trunov.

"Se si ricorda che per le esplosioni a Kaširka (l'atto terroristico nel condominio nella strada rotabile Kaširskoe a Mosca il 13 settembre 1999 – nota di "Kavkazskij uzel") e a Gur'janovo (l'atto terroristico nel condomino l'8 settembre 1999 – nota di "Kavkazskij uzel") soffrirono tremila persone, al che lo stato le "aiutò" con cinquemila rubli [14] a persona, è indispensabile richiedere l'esame del disegno di legge", – ha dichiarato.

Secondo Trunov, il disegno di legge redatto è stato indirizzato al presidente della Duma di Stato Naryškin ed è stato pure spedito ai capi di tutti i partiti del parlamento. Ma, come fa notare il difensore, non c'è risposta da parte dei pubblici ufficiali.

""Kavkazskij uzel" tiene la cronaca aggiornata degli atti terroristici compiuti sul territorio della Federazione Russa dal 1999."

"Il sistema di avvertimento e di prevenzione del terrorismo non è efficace"

Secondo Trunov, si deve anche riconoscere giuridicamente lo stato o una delle sue strutture colpevoli di mancata prevenzione di un atto terroristico. Secondo il giurista, se non otterrà ciò nei tribunali russi, è intenzionata a presentare le corrispondenti istanze alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo.
"Ci sono i fondamenti per presentare un'istanza – il sistema di avvertimento e di prevenzione del terrorismo non è efficace. Ci siamo già rivolti al tribunale con la richiesta di riconoscere illegali le azioni e l'inazione del Comitato Antiterroristico Nazionale (NAK [15]) della Federazione Russa nel caso degli atti terroristici nel metrò nel 2010 (la mattina del 29 marzo 2010 si verificarono due esplosioni alle stazioni della metropolitana di Mosca "Lubjanka" e "Park Kul'tury" [16] della linea di Sokol'niki [17] – nota di "Kavkazskij uzel"), ma una vittima che presentò una denuncia fu "premuta" e riferì per telefono che avrebbe ritirato la denuncia che al contempo aveva paura di spiegare le proprie azioni. Quanto all'atto terroristico a Domodedovo studiamo a fondo una situazione analoga, abbiamo fatto istanza contro l'aeroporto, raccogliamo documenti per presentare una denuncia al tribunale sulle azioni e l'inazione del NAK. Il lavoro del NAK non influenza in alcun modo il numero di atti terroristici", – ha dichiarato al corrispondente di "Kavkazskij uzel" Trunov.

L'avvocato dubita che l'esame del caso nei tribunali russi sarà efficace ed è intenzionato a presentare istanza alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo.

"La base giuridica su cui sono fondate le nostre richieste è la violazione dei diritti civili da parte del Comitato Antiterroristico Nazionale", – ha chiarito l'avvocato.

"Secondo la legislazione russa vigente e la Costituzione, qualsiasi azione o inazione di pubblici ufficiali può essere denunciata, se tocca gli interessi dei cittadini (capitolo 2, articolo 46, comma 2 della Costituzione della Federazione "Diritti e libertà dell'uomo e del cittadino" – nota di "Kavkazskij uzel"). In questo caso prendiamo i familiari dei morti e una delle vittime dell'atto terroristico a Domodedovo e diciamo che il NAK non adempie i propri obblighi, violando con ciò i diritti dei cittadini. Se il NAK avesse lavorato efficacemente, l'atto terroristico non si sarebbe verificato", – ha raccontato il difensore.

"Kavkazskij uzel" finora non dispone di commenti del Comitato Antiterroristico Nazionale riguardo alle dichiarazioni di Trunov.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "La difesa degli imputati del caso del tentativo di far esplodere il "Sapsan" [18] è intenzionata a fare appello contro la sentenza del tribunale", "Il caso della preparazione dell'atto terroristico nella Piazza Rossa è stato trasferito alla Corte Suprema del Daghestan","A Mosca si sono svolte azioni in memoria delle vittime di atti terroristici".

Autore: Oleg Krasnov; fonte: corrispondente di "Kavkazskij uzel"

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/217819/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Uno dei principali aeroporti di Mosca
[2] Le leggi russe sono indicate con il titolo.
[3] "Nord-Est" in linguaggio marinaresco.
[4] Sledstvennyj Komitet Rossii (Comitato Inquirente di Russia).
[5] Quartiere della zona centro-orientale di Mosca.
[6] Circa 24700 e 29600 euro rispettivamente.
[7] Circa 97600 euro.
[8] Oltre 1,2 milione di euro.
[9] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), il principale servizio segreto russo.
[10] Gosudarstvennaja Inspekcija po Bezopasnosti Dorožnogo Dviženija (Ispettorato Statale per la Sicurezza del Traffico Stradale).
[11] Via della periferia sud-orientale di Mosca.
[12] "Della Fabbrica di Automobili", stazione della periferia meridionale di Mosca.
[13] "Di Riga", stazione della periferia settentrionale di Mosca.
[14] Circa 120 euro.
[15] Dalla dicitura russa Nacional'nyj Antiterrorističeskij Komitet.
[16] "Lubjanka" è il nome colloquiale della piazza Lubjanskaja nel centro di Mosca e della tristemente nota sede dei servizi segreti sovietici e russi che vi si trova. Il centrale "Park Kul'tury" è il "Parco della Cultura e della Ricreazione Gor'kij" noto in occidente come "Gorky Park".
[17] Qualcosa come "falconieri", parco della zona nord-orientale di Mosca.
[18] "Falco Pellegrino", treno ad alta velocità.

25 dicembre 2012

Natale 2012


Il Presepe della chiesa di san Zanobi a Casignano, Scandicci (FI). Anch'io ho dato il mio modesto contributo alla realizzazione

24 dicembre 2012

Vigilia


Con Razvozžaev non hanno ancora finito...

Razvozžaev [1] "sequestrato" due volte

Ora gli hanno fatto fare tappa in Siberia. Secondo le nostre informazioni, nei tristemente noti SIZO [2] di Irkutsk [3] già lo aspettano

24.12.2012

[1] Leonid Michajlovič Razvozžaev, esponente del "Fronte di Sinistra".

[2] Sledstvennyj IZOljator (Carcere di Custodia Cautelare).

[3] Città della Siberia meridionale.

[4] Tribunale dell'omonimo quartiere di Mosca divenuto emblema dell'uso politico della giustizia in Russia.

[5] Quartiere della zona centro-orientale di Mosca.

[6] Città della Russia asiatica ai piedi degli Urali.

[7] In Russia i primi dieci giorni dell'anno sono festivi.

[8] Vladimir Anatol'evič Tjurin, mafioso russo che operava anche in Spagna.

[9] I due documentari intitolati "Anatomia della protesta", realizzati dalla rete televisiva NTV (sotto l'egida della Gazprom), accusano gli oppositori russi di ogni nefandezza.

[10] Gosudarstvennaja Avtomobil'naja Inspekcija (Ispettorato Automobilistico Stradale).

[11] Dorožno-Patrul'naja Služba (Servizio di Pattuglia Stradale).

[12] Givi Targamadze, parlamentare georgiano dello schieramento del presidente Mikhail Saakashvili.

[13] La persecuzione giudiziaria di molti elementi dell'opposizione dopo la manifestazione di maggio in piazza Bolotnaja ("Del Pantano", quello che c'era prima della sua costruzione) nel centro di Mosca.

[14] L'anno delle grandi purghe staliniane.

[15] L'anno in cui fu creata la polizia politica e l'apparato repressivo sovietico.

23 dicembre 2012

Super-Putin apre le centrali idroelettriche e non si cura delle procure

Putin ha aperto la centrale idroelettrica del Baksan [1] nonostante l'avvertimento della procura

22 dicembre 2012, 20.02

In Kabardino-Balkaria oggi si è svolta la cerimonia di avvio dopo la fine della ricostruzione della centrale idroelettrica del Baksan. Alla cerimonia ha preso parte Vladimir Putin. Due giorni prima dell'avvio la procura aveva dichiarato che erano state evidenziate violazioni tecniche nel corso della ricostruzione, che minacciano l'allagamento di abitazioni.

Come riferì "Kavkazskij uzel", l'attrezzatura della centrale idroelettrica del Baksan fu danneggiata in conseguenza dell'attacco del 21 luglio 2010. Dopo aver ucciso due guardiani, gli assalitori avevano fatto esplodere la sezione macchine della centrale. In conseguenza delle esplosioni furono messi fuori uso tre generatori e un'altra attrezzatura. La fine della ricostruzione della centrale fu fissata per luglio 2012 e in seguito fu spostata a dicembre.

Di fatto al posto della vecchia centrale idroelettrica è stata costruita una nuova centrale idroelettrica. La potenza della centrale è aumentata da 25 a 27 mw. La produzione media annuale di energia elettrica della centrale idroelettrica ammontava a 108 milioni di chilowatt all'ora. Il progetto di modernizzazione della centrale idroelettrica del Baksan è stato elaborato dall'istituto "Mosoblgidroproekt" [2]. Il finanziamento della modernizzazione complessiva della centrale idroelettrica del Baksan è stato compiuto grazie ai pagamenti assicurativi (460 milioni di rubli [3]), ai mezzi finanziari del budget federale (1,5 miliardi di rubli [4]) ottenuti attraverso un'emissione supplementare di azioni con la partecipazione della Federazione Russa e a mezzi finanziari propri e ottenuti in prestito della Spa "RusGidro" [5]. Il costo totale della modernizzazione ammonta a circa 2,5 miliardi di rubli [6].

Il presidente russo Vladimir Putin ha preso parte all'avvio della centrale idroelettrica del Baksan in regime di videoconferenza, riferisce Interfax.

La procura ha trovato violazioni nel corso della ricostruzione della centrale idroelettrica

Contemporaneamente si è avuto notizia che la procura ha evidenziato violazioni tecniche nel corso della ricostruzione della centrale idroelettrica del Baksan.

"Nel corso della verifica è stato appurato che secondo il protocollo dei collaudi per la resistenza al gelo di modelli-carotaggi di controllo di cemento condotti dal laboratori del VNIIG [7] "B.E. Vedeneev" [8] (città di San Pietroburgo), il rivestimento in cemento armato del canale di derivazione della lunghezza di 380 metri non corrisponde alle richieste presentate", – si dice nel comunicato dell'ufficio stampa della procura della repubblica.

"Secondo le informazioni della direzione del Gosstrojnadzor [9] della repubblica di Kabardino-Balkaria, in caso di avvio ordinario della centrale idroelettrica Baksan-GĖS [10], nel tratto suindicato del canale di derivazione è possibile una rottura dell'acqua, che a sua volta minaccia l'allagamento di proprietà abitative poste in basso e sotto il canale di derivazione", – riferisce la procura.

Sulla base dei risultati della verifica svolta dalla procura del distretto all'indirizzo del direttore della filiale della Spa "RusGidro" della Kabardino-Balkaria è stata presentata una relazione sull'eliminazione delle violazioni della legislazione vigente, riferisce il sito della procura della repubblica.

I tecnici del campo dell'energia negano violazioni nello svolgimento dei lavori

"I collaboratori della procura non hanno semplicemente visto chiaro. La resistenza al gelo e la solidità sono caratteristiche diverse", – ha fatto notare in questo senso il direttore generale del VNIIG "B.E. Vedeneev" Evgenij Bellendir.

"La resistenza al gelo caratterizza la durata del cemento e determina la periodicità della sua riparazione. Il parametro che influisce sulla sicurezza è la solidità. L'indicatore dato in tutti i tratti è nella norma. Cosicché non c'è alcun ostacolo alla messa in esercizio degli impianti. Abbiamo preparato documenti in risposta alla relazione della procura, in cui si chiarisce la differenza tra le categorie di solidità e resistenza al gelo. Penso che siano del tutto sufficienti", – riporta le parole di Bellendir il giornale "Energo-news".

L'impianto della centrale include in se il nodo pilota sul fiume Baksan nella zona del villaggio di Zajukovo, in cui l'acqua si indirizza nel canale di derivazione e si ripulisce nel depuratore. Più avanti in un sistema di canali, tunnel e acquedotti della lunghezza di 10 chilometri l'acqua finisce in una vasca di regolazione giornaliera – un piccolo bacino, che serve per l'accumulo di acqua allo scopo di garantire la possibilità di funzionamento della centrale alla massima potenza. Da questo l'acqua si sposta in una vasca a pressione e da qui, attraverso tre vasche d'acciaio a pressione, nell'edificio della centrale idroelettrica, dove, dopo essere stata lavorata nelle turbine, si getta nel canale di deviazione e da questo di nuovo nel Baksan.

Ricordiamo che qualche giorno dopo l'attacco alla centrale furono uccisi Ruslan Oršokgudov e Rustam Sejunov, che avevano preso parte, secondo la versione del Ministero degli Interni, al sabotaggio della centrale idroelettrica. Nell'ottobre 2010 il Comitato Inquirente riferì dell'arresto di Murat Šogenov e Timur Šibzuchov, che, secondo la versione degli inquirenti, avevano preso parte al sabotaggio. Šibzuchov e Šogenov furono condannati a 14 anni di colonia penale a regime duro e alla libertà vigilata per un anno ciascuno. La difesa fece appello contro la sentenza. Gli avvocati dei condannati nelle richieste di appello chiesero la revoca della condanna, riferendosi all'estraneità dei loro assistiti ai crimini, tuttavia la Corte Suprema della Federazione Russa lasciò immutata la condanna.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "A Nal'čik l'accusa nel caso dell'attacco alla BaksanGĖS ha richiesto il prolungamento del periodo di arresto degli imputati", "Al processo per il caso dell'attacco alla BaksanGĖS è stato interrogato un esperto di assicurazioni", "La parte lesa del caso dell'attacco alla BaksanGĖS hanno richiesto il risarcimento dei danni morali e materiali".

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/217672/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Fiume della zona settentrionale della Kabardino-Balkaria.

[2] Qualcosa come "Progetto Idroelettrico della Regione di Mosca".

[3] Circa 11,3 milioni di euro.

[4] Oltre 36,9 milioni di euro.

[5] Qualcosa come "Tecnica Idroelettrica Russa".

[6] Circa 61,6 milioni di euro.

[7] Vserossijskij Naučno-Issledovatel'skij Institut Gidrotechniki (Istituto Panrusso di Ricerca Scientifica nella Tecnica Idroelettrica).

[8] Boris Evgen'evič Vedeneev, specialista di energia idroelettrico sovietico.

[9] Abbreviazione di Služba Gosudarstvennogo Stroitel'nogo Nadzora (Servizio di Ispettorato Edile Statale).

[10] GidroĖlektroStancija (Centrale IdroElettrica).