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01 settembre 2013

Nove anni dopo Beslan

Con il retrogusto dell'amarezza di Beslan

Nove anni fa la Russia trasaliva per la tragedia nell'Ossezia del Nord

Già da 9 anni per i russi il 1 settembre non è solo il Giorno delle Conoscenze [1]. E' anche l'anniversario di un mostruoso atto terroristico nella fino allora poco nota città osseta di Beslan. L'asciutta statistica delle vittime trasmette meglio di ogni epiteto la dimensione della tragedia. Dal 1 al 4 settembre tra oltre 1100 ostaggi presi nella scuola n° 1 [2] morirono 334 persone. 186 di esse erano bambini e ragazzi da uno a diciassette anni. 66 famiglie di Beslan persero da 2 a 6 persone. 17 bambini rimasero orfani di padre e di madre. Per fare un paragone – nei 4 anni della Grande Guerra Patriottica [3] Beslan perse 357 persone.

Finora, nonostante ogni possibile commissione e indagine, non sono state chiarite tutte le circostanze della tragedia di Beslan. Testimoni ed esperti continuano a discutere se il blitz nell'edificio della scuola da parte dei combattenti dei reparti speciali fosse stato pianificato o se sul fatto che l'operazione per la liberazione degli ostaggi si sia trasformata in un sanguinoso massacro abbia giocato un ruolo una fatale casualità. Si riuscì ad eliminare tutti i terroristi (ad esclusione di Nur-Paša Kulaev, condannato all'ergastolo) o parte di essi sfuggì comunque al castigo? Furono fatti in precedenza nascondigli con armi sul territorio della scuola n° 1 o i terroristi le portarono con se senza ostacoli?

Ma si immagina che per quei russi che la tragedia di Beslan non ha toccato direttamente oggi siano più attuali altre domande. Per esempio, sarà fermata la serie infinita di atti terroristici nel nostro paese? Infatti, come ha già scritto "Svobodnaja pressa" [4], malgrado tutte le dichiarazioni sull'efficace lavoro dei servizi segreti russi, la Russia continua ad occupare uno dei primi posti al mondo per numero di cittadini morti in atti terroristici. Davanti a noi in questi tristi indici ci sono solo paesi in cui da molti anni è di fatto in corso la guerra civile – Iraq, Afghanistan, Siria. 

Un'altra domanda non semplice. Tra le richieste dei terroristi, si ricorda, c'erano il ritiro delle truppe russe e il riconoscimento dell'indipendenza della Cecenia. In fin dei conti centinaia di vittime della tragedia di Beslan, come pure centinaia di vittime di altri atti terroristici, come pure migliaia di soldati russi morti nelle due "operazioni antiterroristiche" sono stati posti sull'altare del mantenimento dell'integrità territoriale della Russia. Sì, giuridicamente questo scopo è stato raggiunto. Ma di fatto? 

Molte, moltissime domande ci sono oggi sul Caucaso del Nord. La diffusione del wahhabismo [5], la corruzione, le bande armate clandestine che continuano a sparare e a far esplodere. A prezzo di perdite enormi, incolmabili si è riusciti a spegnere un grande incendio, ma i carboni bruciano senza fiamma. Dove divamperà la prossima volta?

Aleksej Polubota [6], "Svobodnaja pressa", http://svpressa.ru/society/article/73497/ (traduzione e e note di Matteo Mazzoni)

[1] E' il giorno dell'apertura delle scuole con cerimonie solenni.
[2] Le scuole russe non hanno nome, sono semplicemente numerate.
[3] Così viene chiamata in Russia la guerra tra l'URSS e gli invasori nazifascisti.
[4] "Stampa Libera", giornale online indipendente russo, da cui è tratto pure questo articolo.
[5] Così viene definito in Russia l'estremismo islamico in generale.
[6] Giovane poeta e giornalista russo.

12 settembre 2012

Il regime di Putin consacra definitivamente la versione ufficiale del massacro di Beslan

Dichiarare eroe il lanciafiamme

A Beslan senza farsi notare è comparsa Via degli Eroi del CSN. Si cerca di far passare il sanguinoso e inutile blitz nella scuola n. 1 [1] per un atto eroico dello FSB

12.09.2012

[1] Le scuole russe non hanno un nome, sono semplicemente numerate.

[2] "La Voce di Beslan".

[3] "Centro per i Compiti Speciali". Il rilievo grafico è mio.

[4] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), il principale servizio segreto russo.

[5] "Stendardo". Gruppo speciale, così come Alfa.

[6] Nome di un quartiere del centro di Mosca e del teatro in cui nel 2002, durante la messa in scena del musical "Nord-Ost", un commando di terroristi prese in ostaggio tutti i presenti. Il tutto finì con un sanguinoso blitz delle forze speciali.

[7] Ruslan Sultanovič Aušev, ex presidente dell'Inguscezia.

[8] Lo "Šmel'" (Bombo) è un tipo di lanciafiamme.

[9] Ručnoj Protivotankovyj Granatomët (Lanciagranate Anticarro Manuale).

[10] Ministerstvo Črezvyčajnych Situacij (Ministero per le Situazioni di Emergenza).

02 settembre 2012

Beslan può solo ricordare e chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati

A Beslan sono state poste lapidi commemorative nei luoghi di morte dei combattenti delle unità speciali durante l'atto terroristico

1 settembre 2012, 08.30

Nella scuola n. 1 di Beslan distrutta, nei luoghi dove nel settembre 2004 morirono i combattenti delle unità speciali "Alfa" e "Vympel" [1] e pure due agenti dello MČS [2] sono state poste lapidi in memoria. In Ossezia del Nord sono state rafforzate le misure di sicurezza.

Il 1 settembre 2004 un gruppo di terroristi prese 1128 ostaggi in una scuola della città di Beslan in Ossezia del Nord. In conseguenza dell'atto terroristico morirono 186 bambini e 148 adulti e rimasero feriti 728 abitanti di Beslan e 55 agenti delle strutture armate. Nel blitz nell'edificio furono uccisi 12 operatori dei servizi segreti e un abitante del luogo che aveva aiutato a liberare gli ostaggi.
Come ha riferito il rappresentante dell'ufficio stampa del municipio di Beslan Ėlina Valieva, le piccole targhe sono state ordinate per iniziativa del Consiglio di Tutela del fondo per la costruzione della Chiesa dei Santi Nuovi Martiri.

Gli agenti della Direzione Centrale dello MČS russo in Ossezia del Nord con a capo il vice-direttore Džuda Copanov sono giunti nella scuola distrutta e hanno posto fiori presso la lapide commemorativa con i nomi dei propri colleghi morti precisamente alle 13.00. A quest'ora del 3 settembre 2004 per mano dei terroristi morirono l'Eroe della Russia, il vice-capo del servizio di ricerca e soccorso del reparto "Centrospas" [3] dello MČS russo, il soccorritore di 1.a classe Valerij Zamaraev e il cavaliere dell'Ordine del Coraggio, il capo dell'unità dei sommozzatori di ricerca e di soccorso del reparto "Centrospas" dello MČS russo, il soccorritore di 1.a classe Dmitrij Kormilin.

Il nuovo anno scolastico in Ossezia del Nord comincia con misure di sicurezza rafforzate
Su come si svolge a Beslan la guardia in memoria di tre giorni cominciata il 1 settembre – nella trasmissione su Twitter del corrispondente di "Kavkazskij uzel" dal luogo degli avvenimenti.

Dal 29 agosto e fino al 6 settembre in Ossezia del Nord sono state rafforzate le misure di sicurezza. Insieme al ministero dell'Istruzione, a quello della Sanità, allo S e alle amministrazioni dei distretti gli agenti di polizia conducono una complessa ispezione degli edifici e dei vani ausiliari delle istituzioni di istruzione generale secondo le loro richieste di sicurezza antincendio e difesa antiterroristica.

Per la garanzia dell'ordine pubblico e della sicurezza nelle scuole della repubblica al ministero degli Interni della repubblica è stato pubblicato un ordine speciale, è stato sviluppato il quartier generale e sono stati designati i responsabili di ogni quartiere e di ogni luogo di istruzione.

"Si svolgono verifiche accurate degli istituti scolastici, delle istituzioni prescolari infantili e dei luoghi di svago di massa dei cittadini in cui si sono svolti o si svolgeranno lavori di restauro e di costruzione. Si identificano e si verificano le persone che fanno parte delle squadre di restauro per quanto riguarda la loro partecipazione ad attività terroristiche", – hanno fatto notare all'ufficio stampa del ministero degli Interni.

A Vladikavkaz [4] il 1 settembre gli agenti di polizia garantiranno la tutela dell'ordine pubblico nel Parco Centrale "K.L. Chetagurov", nel viale Mira [5], sul lungofiume del Terek [6], in piazza Štyb, nella piazza presso il monumento a I. Pliev, alla stazione fluviale, nella piazza delle fontane, in piazza Družby Narodov [7] e nella zona di svago sul lungofiume di via Kesaev e anche in altri luoghi di massiccia permanenza di persone.

Come ha dichiarato il vice-ministro degli Interni dell'Ossezia del Nord Kazbek Bekmurzov alla riunione del 22 agosto, in prossimità del "Giorno della Conoscenza" [8] si sono svolti incontri di lavoro con i capi delle organizzazioni di sicurezza private che si occupano della protezione degli oggetti della sfera dell'istruzione. Da questi è stato raccomandato di mettere ai posti di controllo gli agenti più preparati.

Si ispezionano anche le strade di campagna e quelle vicinali che passano intorno ai posti di blocco della polizia. In tutto garantiranno l'ordine pubblico circa 2 mila poliziotti Nella stessa Beslan alla vigilia delle manifestazioni di lutto il territorio della scuola n. 1 sarà circondato e ispezionato dalle unità cinofile, dopo di che sarà messo sotto sorveglianza 24 ore su 24 fino al 4 settembre, ha riferito il capo dell'ufficio stampa del ministero degli Interni Alla Achbolova.

Sempre per garantire la sicurezza, per decisione della commissione antiterroristica della repubblica, il 1 settembre a Vladikavkaz saranno chiusi tutti i mercati.

Il 1 settembre il nuovo anno scolastico comincerà in 457 istituzioni di istruzione generale dell'Ossezia del Nord. Ai corsi accederanno 88 mila studenti, tra cui 7500 della prima classe. Le lezioni nelle scuole di Beslan sono in programma dal 5 settembre.

Oggi in Ossezia del Nord inizia un lutto di tre giorni per i morti nell'atto terroristico del settembre 2004.

In precedenza "Kavkazskij uzel" riferì che dal 1 al 3 settembre 2011 nella città di Beslan in Ossezia del Nord si erano svolte manifestazioni di lutto dedicate ai Giorni della Memoria delle vittime dell'atto terroristico del 1-3 settembre 2004 nella scuola media n. 1. Il 2 settembre 2011 a Beslan all'incrocio delle via Mira e Sigov ebbe luogo l'inaugurazione della composizione architettonico-scultorea "Il Buon Angelo della Pace".

Nota della redazione: vedi anche le notizie "Nella capitale della Calmucchia [9] hanno onorato la memoria delle vittime della tragedia di Beslan", "Gli abitanti del territorio di Krasnodar [10] hanno acceso candele in memoria degli ostaggi morti a Beslan", "A Rostov sul Don [11] si è svolta una manifestazione in memoria dei bambini di Beslan".

Autrice: Ėmma Marzoeva; fonte: corrispondente del "Kavkazskij uzel"

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/212006/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

Note
[1] "Stendardo".

[2] Ministerstvo Črezvyčajnych Situacij (Ministero per le Situazioni di Emergenza).

[3] Qualcosa come "Centro di Soccorso".

[4] Capitale dell'Ossezia del Nord.

[5] "Della Pace".

[6] Il fiume principale della regione.

[7] "Dell'Amicizia tra i Popoli".

[8] Il 1 settembre, giorno di apertura delle scuole in Russia.

[9] Repubblica autonoma del Caucaso russo.

[10] Città della Russia meridionale.

[11] Città della Russia meridionale.

09 maggio 2011

Senza "Memoria di Beslan"

Il ministero della Giustizia dell'Ossezia del Nord ha rifiutato la registrazione dell'organizzazione sociale “Memoria di Beslan”

Maggio 08, 2011, 00.44

In Ossezia del Nord il ministero della Giustizia ha rifiutato la registrazione della nuova organizzazione sociale “Memoria di Beslan”. La leader dell'organizzazione sociale “Voce di Beslan” Ėlla Kesaeva lega ciò al tentativo delle autorità di nascondere alcuni fatti sulla tragedia di Beslan. Ma il ministero della Giustizia dichiara che nella documentazione dell'organizzazione è presente una serie di violazioni della legislazione.

“Abbiamo cercato di registrare la nuova organizzazione sociale “Memoria di Beslan”. Abbiamo trasmesso tutti i documenti all'ufficio di registrazione. Là c'era subbuglio, – ha raccontato Kesaeva al corrispondente di “Kavakzskij uzel”. – Si sono rifiutati di prendere i documenti: “Non la registreremo comunque”. Ci hanno posto una condizione: passare dal capo dell'amministrazione per una conversazione: “Da noi usa così”. Ci hanno chiamati non patrioti: “Non si siete patrioti, portate la spazzatura fuori dalla repubblica [1], ma non ne abbiamo bisogno””.

Secondo Kesaeva, a due settimane dal momento della consegna dei documenti le è giunta una telefonata dalla stessa amministrazione. Chi chiamava si è definito coordinatore e ha chiesto se avesse ancora degli esemplari dei documenti per la registrazione. Kesaeva ha risposto che erano stati dati tutti in cambio di una ricevuta. “Alla mia domanda: “Ma ci registreranno?” chi chiamava ha risposto: “Certo””, – nota questa.

“Passa il tempo. Non c'è risposta. Appena gli abbiamo telefonato, rispondono che ci hanno rifiutati. Gli abbiamo inviato una lettera per posta. Dopo un giorno riceviamo una lettera di rifiuto. La data di invio della lettera sulla busta è il 14 aprile. E avevo telefonato all'amministrazione il 13 aprile. Del motivo del rifiuto non ho neanche voglia di parlare – una totale invenzione di errori”, – ha dichiarato Ėlla Kesaeva.

Ėlla Kesaeva ha anche raccontato al corrispondente di “Kavkazskij uzel” che al ministero della Giustizia al momento della consegna dei documenti per la registrazione esigono che si paghi l'imposta statale e fra l'altro bisogna pagarla dopo ogni rifiuto di registrazione. “Per la registrazione di “Memoria di Beslan” abbiamo pagato un'imposta statale di 4 mila rubli [2]. Ci hanno detto che bisogna pagare questa imposta statale ogni volta in caso di rifiuto. Senza il pagamento di questa imposta si sono rifiutati di prendere i documenti. Ne deriva che perfino se cercassimo di nuovo di trasmettere i documenti per la registrazione, saremmo di nuovo costretti a pagare”, – dice Kesaeva.

Nella sezione per gli affari delle organizzazioni non commerciali del ministero della Giustizia dell'Ossezia del Nord hanno dichiarato al corrispondente del “Kavkazskij uzel”che il rifiuto di registrare “Memoria di Beslan” è legato solo agli errori nei documenti consegnati.

“Tutto ciò che dice
Ėlla – non ricordo il cognome – non può essere assolutamente. Ha consegnato i documenti e nel processo di analisi si è evidenziata una serie di violazioni. Per via di queste violazioni non possiamo in alcun modo registrare la sua organizzazione. C'è un rifiuto fondato contro cui si può fare appello in tribunale – prego, che faccia appello in tribunale”, – hanno comunicato al ministero della Giustizia della Repubblica dell'Ossezia del Nord.

Nell'ente tra l'altro hanno concordato che, se nei documenti di “Memoria di Beslan” gli errori saranno tolti, la registrazione dell'organizzazione sarà possibile. “Certo, se si toglieranno gli errori e nei documenti non ce ne saranno più, la registreremo, si ci saranno ancora violazioni – la rifiuteremo”, – hanno chiarito al ministero della Giustizia.

Tra l'altro uno specialista del ministero, che ha dichiarato di “non essere d'accordo con il porre il proprio cognome sotto questi commenti”, ha elencato alcuni errori evidenziati dall'ente nei documenti di fondazione di “Memoria di Beslan”.

“Non è indicata la forma legale di organizzazione. In violazione dell'articolo 28 della legge “Sulle organizzazioni locali” [3]. La denominazione dell'organizzazione non contiene indicazioni sulla sfera territoriale di attività. Già questa base è sufficiente per rifiutare. La denominazione contraddice cioè la legislazione. Le informazioni sull'indirizzo sono disposte in ordine inappropriato, cioè secondo la legge devono presentare in modo appropriato le copie autenticate dei documenti statutari. Questi documenti gli mancavano. Nel protocollo della assemblea fondativa non si riflette la questione della formazione di un organo di controllo e revisione, il che è una violazione del punto 5 dell'articolo 21 della FZ [4] “Sulle unioni sociali”. Segretario dell'assemblea fondativa fu eletta Kesaeva, tuttavia il protocollo è firmato da tutt'altra persona”, – hanno raccontato all'ente.

Là hanno anche aggiunto che lo statuto dell'organizzazione “va indispensabilmente fatto corrispondere alla legge”. “Gli indirizzi dell'attività – articoli 6 e 7 dello Statuto – non corrispondono alle competenze di un'unione sociale. Là c'è ancora una violazione. Qualche altro punto ancora, circa 3-4, va fatto corrispondere alla legge. Altri punti non corrispondono alle competenze delle unioni sociali. Cosicché il nostro rifiuto è assolutamente fondato e legale”, – ha dichiarato al corrispondente di “Kavkazskij uzel” un collaboratore del ministero della Giustizia dell'Ossezia del Nord.

Inoltre al ministero della Giustizia dell'Ossezia del Nord hanno comunicato che il pagamento dell'imposta statale è un'esigenza legale. “In caso di rifiuto ufficiale l'imposta statale si paga di nuovo. E' la legge”, – hanno sottolineato là.

Il capo della sezione per gli affari non commerciali dell'Amministrazione del ministero della Giustizia della Federazione Russa per la RSO-Alanija
[5] Ėllada Plieva, commentando ufficialmente al corrispondente di “Kavkazskij uzel” il rifiuto del suo ente di registrare la NKO [6] “Memoria di Beslan”, ha dichiarato che nei documenti consegnati per la registrazione “certo, c'erano violazioni”. “Il rifiuto è stato dato in modo fondato, per via del fatto che nei documenti sono presenti violazioni della legislazione. Non vi diremo di più. Che facciano appello in giudizio contro il nostro rifiuto”, – ha detto Plieva.

Ricordiamo che per il 5 maggio era programmato l'incontro del presidente russo Dmitrij Medvedev con i familiari delle vittime dell'atto terroristico di Beslan, tuttavia, all'incontro non sono stati invitati quelli che fanno parte dell'organizzazione "Voce di Beslan". Allora i membri di questa organizzazione si sono rivolti a Medvedev con una dichiarazione aperta, in cui hanno comunicato che ai loro delegati non permettono di accedere a lui e che le autorità hanno formato la propria “delegazione di familiari delle vittime”. Esprimono anche il timore che, come pure nel 2005, l'incontro con I familiari delle vittime diventi una “conversazione da réclame” e che i problemi delle vittime degli atti terroristici restino “sul penoso livello precedente”.

DOSSIER. L'organizzazione “Voce di Beslan” si è staccata dall'organizzazione “Madri di Beslan” per divergenze politiche. La scissione finale si è verificata dopo che la leader delle “Madri di Beslan” Susanna Dudieva e alcune altre attiviste si incontrarono con il sensitivo Grigorij Grabovoj, che gli aveva promesso di risuscitare i figli morti.

Voce di Beslan” si distingue anche per un atteggiamento più critico verso l'operato delle autorità federali e repubblicane. Il suo capo è Ėlla Kesaeva – madre di Zarina Kesaeva, presa in ostaggio e ferita durante l'atto terroristico a Beslan, ex membro del comitato dell'associazione “Madri di Beslan”. E' intervenuta contro I legami dell'associazione “Madri di Beslan” con il sensitivo Grabovoj, è stata a capo di “Voce di Beslan” dopo la scissione dell'organizzazione “Madri di Beslan”. Intervenendo criticamente sui risultati delle indagini sul caso dell'atto terroristico a Beslan il 9 aprile 2011 a una conferenza internazionale nella città italiana di Carmagnola insieme all'osservatore militare della “Novaja gazeta”, il veterano di due campagne cecene Arkadij Babčenko, ha dichiarato che della morte di un gran numero di ostaggi nel corso dell'atto terroristico di Beslan sono colpevoli anche gli uomini delle strutture armate russe.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "Dudieva: le autorità non vogliono dire la verità sull'atto terroristico a Beslan", "Gli abitanti di Beslan: il tempo non cura le ferite della tragedia", "Susanna Dudieva: dell'atto terroristico a Domodedovo sono colpevoli quelli che hanno permesso la tragedia", ""Voce di Beslan" intende rendere internazionale il movimento "Per lo status delle vittime degli atti terroristici"", "Le "Madri di Beslan" dichiarano che le autorità intendono nascondere le prove dell'atto terroristico nella scuola n. 1 [7]".

Autore: Dmitrij Florin; fonte: corrispondente del “Kavkazskij uzel”


Note

[1] In Russia si dice “non si porta la spazzatura fuori dall'isba”, come dire “i panni sporchi si lavano in famiglia”.

[2] Poco meno di 100 euro.

[3] Le leggi russe sono indicate con un titolo.

[4] Federal'nyj Zakon (Legge Federale).

[5] Respublika Severnaja Osetija-Alanija (Repubblica Ossezia del Nord-Alania; Alania è un altro nome dell'Ossezia del Nord).

[6] NeKommerčeskaja Organizacija (Organizzazione Non Commerciale).

[7] Le scuole russe sono indicate semplicemente con numeri.

22 ottobre 2009

Il potere neo-sovietico deve ancora liberarsi di Aleksandr Solženicyn...

Non fa al caso [1]



Il capo del gruppo di inquirenti che indaga sull'atto terroristico di Beslan è stato sollevato dall'incarico


L'articolo "Si è perso il controllo su ungruppo di intelligence. Ed è arrivato a Beslan" [2] è stato pubblicato nella “Novaja gazeta” del 31 agosto 2009. Vi erano citati documenti che testimoniano che la causa della presa della scuola n. 1 [3] furono i giochi di intelligence dei servizi segreti con il militante Šamil' Basaev. L'UBOP [4] dell'Ossezia del Nord ricattò il terrorista Vladimir Chodov e lo inviò alle organizzazioni clandestine cecene alla scopo di provocare Basaev perché compisse un atto terroristico “controllato” nell'Ossezia del Nord. Ma Šamil' Basaev riportò l'agente dalla propria parte e giocò a sua volta i servizi segreti, prendendo senza ostacoli la scuola n. 1.

L'articolo della “Novaja gazeta” ha gettato nell'angoscia gli inquirenti addetti al caso di Beslan, che fino ad allora non avevano praticamente dato segni di vita cosciente. Dall'incarico di capo del gruppo di inquirenti è stato sollevato Aleksandr Solženicyn [5], veterano emerito dell'epopea dal titolo “Procedimento penale principale n. 849/20”. Finora la carriera di Aleksandr Nikolaevič è stata in un vicolo cieco, poiché nell'ambito di questa inchiesta lo zelo di servizio era a dir poco controindicato. Ma adesso su Solženicyn è caduto il sospetto di collaborazione con le vittime e di fuga di notizie sul procedimento penale.

La sezione della sicurezza interna della Commissione inquirente della Procura Generale dello JuFO [6] ha cominciato a indagare attivamente sul modo in cui i documenti che compromettono le autorità che hanno aiutato i terroristi siano finiti in mano ai mezzi di informazione di massa.

Un mese e mezzo dopo la pubblicazione da Èlla Kesaeva, co-presidente dell'organizzazione sociale panrussa “La Voce di Beslan”, è giunto per un colloquio l'inquirente Samochin.

“Samochin ha mostrato le credenziali e per prima cosa ha chiesto se conosco il giornalista [7] della “Novaja gazeta” che ha scritto l'articolo, – racconta Èlla Kesaeva. – Certo, – ho risposto. – I giornalisti della “Novaja gazeta” scrivono regolarmente su Beslan già da cinque anni.

“Un giornalista non è una vittima, – ha detto Samochin. – Da dove ha preso i documenti del procedimento penale e perché sono stati pubblicati sul sito Pravdabeslana.ru [8]?”

Samochin mi ha mostrato 14 fotografie di pagine del procedimento penale n. 849/20 scaricate da Internet. “L'inquirente Solženicyn vi ha dato materiali del procedimento penale? Avete trasmesso documenti al giornalista? – ha insistito a chiedere Samochin. – I giornalisti vi pagano per i documenti? E lei sa cosa sono le Marce dei dissenzienti [9]?”

– Ne ho sentito parlare, certo, – ho risposto. – Solo che relazione hanno queste con le indagini sulle circostanza della tragedia di Beslan?

Perché per cinque anni nel procedimento penale su Beslan non sono stati toccati i documenti che testimoniano la complicità dei servizi segreti con l'atto terroristico? Perché Lei è venuto a far domande a noi e non agli agenti del ministero degli Interni, dello FSB [10], della procura, i cui incarichi e i cui cognomi figurano nell'articolo?”

“Queste domande non mi riguardano, – ha risposto Samochin. – Io indago solo su come i documenti del procedimento penale sono finiti su Internet e sul giornale”.

Abbiamo interrogato tutte le organizzazioni sociali di Beslan che, come la “Voce di Beslan”, si occupano delle indagini sulla tragedia. Tuttavia gli inquirenti della sicurezza interna della SKP [11] dello JuFO, a parte Èlla Kesaeva non hanno più angosciato nessuno con le loro domande.

Elena Milašina

21.10.2009, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2009/117/03.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Ne po delu significa “a sproposito”, ma si può interpretare anche come “non adatto al caso (giudiziario)”.

[2] Vedi:http://matteobloggato.blogspot.com/2009/09/i-giochi-dei-servizi-alle-origini-della.html

[3] Le scuole russe sono semplicemente indicate con numeri.

[4] Upravlenie po Bor'be s Organizovannoj Prestupnost'ju (Direzione per la Lotta alla Criminalità Organizzata).

[5] Semplice omonimia, tanto più che il patronimico non è Isaevič, ma Nikolaevič (vedi oltre).

[6] Južnyj Federal'nyj Okrug (Circondario Federale Meridionale), uno dei sette circondari in cui Putin ha diviso la Russia, ponendovi a capo plenipotenziari di sua fiducia.

[7] In questo caso sarebbe meglio dire “la” giornalista, che fra l'altro è l'autrice di questo articolo...

[8] Il sito www.pravdabeslana.ru è dedicato alla ricerca della verità sui fatti di Beslan (Pravda Beslana significa “La Verità di Beslan”.

[9] Manifestazioni dell'opposizione a Putin, che vengono sempre proibite o represse.

[10] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio di Sicurezza Federale), il principale servizio segreto russo.

[11] Sledstvennaja Komissija pri Prokurature (Commissione Inquirente presso la Procura)

06 settembre 2009

I giochi dei "servizi" alle origini della tragedia di Beslan

Si è perso il controllo su un gruppo di intelligence. Ed è arrivato a Beslan


Come un piccolo gioco di intelligence con i militanti è finito con il più sanguinoso atto terroristico nella storia russa


Ai primi di agosto del 2004 sul tavolo di Kazbek Mamaev, capo di una sezione del servizio di sicurezza del ministero degli Interni dell'Ossezia del Nord c'era il rapporto di un sottoposto – il primo plenipotenziario operativo К. (Il nome intero, l'incarico e il grado sono noti alla redazione.)

Con la presente faccio rapporto sul fatto che durante l'incontro con “N” sono state da me ricevute informazioni su persone che hanno preso in affitto un appartamento all'indirizzo (noto alla redazione)… o – si tratta di persone di etnia cecena – che, secondo una fonte, probabilmente pianificano un atto terroristico. La fonte ha tratto tale conclusione dopo aver ascoltato casualmente una conversazione tra tali soggetti, in cui questi dicevano che “dispiace per i bambini, non hanno alcuna colpa, ma bisogna farlo”. Secondo la fonte, nella conversazione si trattava anche di un periodo più o meno intorno al 10 agosto, inoltre si trattava anche dello studio televisivo di Vladikavkaz [1].

L'informazione è stata ricevuta per la prima volta, richiede una verifica supplementare. Alla fonte è stato proposto, applicando misure prudenziali, di chiarire ancora qualche informazione sui soggetti e sui loro scopi”*.

Kazbek Mamaev appose una risoluzione sull'angolo superiore sinistro del rapporto per il proprio vice Tebiev: “Or di preparare un'informativa per l'UBOP [2] del ministero degli Interni della RSO-A [3]”.

In tal modo del lavoro su questa informazione operativa divenne responsabile Roman Sochiev, allora facente funzione di capo dell'UBOP dell'Ossezia del Nord.

Poiché un mese dopo si verificò davvero la presa della scuola di Beslan, si può supporre che questa informazione operativa non abbia aiutato molto le strutture armate ossete a impedire l'atto terroristico. Perché?

Personalmente ritengo che questa sia una delle questioni principali di Beslan.

Questo rapporto di servizio è un'evidente testimonianza del fatto che le informazioni su un atto terroristico in preparazione nell'estate 2004 in Ossezia siano giunte con paurosa regolarità. A cominciare dai telegrammi cifrati da Mosca per finire con notizie estremamente concrete ricevute dagli uomini delle strutture armate della Cecenia: “Il 1 settembre 2004 alle 5 del mattino nella città di Šali [4] è stato arrestato il cittadino Arsamikov. Nel corso del lavoro condotto Arsamikov ha raccontato che si pianifica la presa di una scuola nella città di Beslan”

Così perché non si è riusciti a impedirlo? E c'è di più! Perché ai terroristi, essenzialmente, è stato organizzato un approccio senza ostacoli al bersaglio, togliendo dalla loro strada tutti i posti di blocco e le barriere e anche ignorando le numerose comunicazioni delle fonti operative?

Da 5 anni gli inquirenti in generale non rispondono in alcun modo a queste domande. Questo tema è come se non esistesse per gli inquirenti, anche se nei materiali dei procedimenti penali su Beslan ci sono non poche informazioni su ciò che ha preceduto immediatamente la presa della prima scuola [5]. I giornalisti sono pronti a fare spallucce con condiscendenza: il livello dei nostri servizi segreti non è alto…

Ma se avevano già registrato l'informazione operativa, perché non l'hanno verificata? E hanno verificato in generale?

Le testimonianze di Šamil' Basaev

L'unico che abbia intrapreso il tentativo di rispondere a queste domande, per quanto strano, è Šamil' Basaev. Il 31 agosto 2005 sul sito dei militanti “Kavkaz-centr” [6] fu pubblicata la scandalosamente nota lettera di Basaev “Abbiamo molto da raccontare su Beslan…”

“…Per quanto riguarda Beslan, allora, in effetti, se voglio giocare alla politica degli ipocriti, devo tacere o rinnegare i fratelli. Ma il fatto sta che io vivo la mia vita, ma non gioco ai giochi altrui. Ma perché dovrei dissociarmi da un'operazione condotta con successo, che mostra il vero volto del russismo [7]? Perché dovremmo prenderci una colpa che non abbiamo?

Ma a questa presa, idealmente, ci hanno spinto i capi dei servizi segreti dell'Ossezia del Nord, che hanno infiltrato nelle nostre file il proprio agente Abdulla (Vladimir) Choodv, soprannome operativo Putnik [8]. L'hanno acchiappato ai funerali del fratello mujaheddin e gli hanno proposto una scelta: prigione con violenza sessuale o lavoro con loro. Per farlo entrare nella mia fiducia, lo hanno aiutato a compiere alcune esplosioni a Vladikavkaz come membro di un gruppo inguscio. Allora lo stesso Chodov, secondo il compito affidatogli dai servizi segreti della Rusnja [9], ci propose un operazione da shahid [10] per prendere il parlamento e il governo dell'Ossezia del Nord. Ma dopo aver vissuto circa un mese tra i mujaheddin in Inguscezia, Chodov confessò da solo all'emiro [11] del gruppo di essere un agente dei servizi segreti (RUBOP [12] e FSB [13]) e di essere stato mandato con il compito di avvicinarsi a me.

Mi sono incontrato con lui, l'ho ringraziato per la sincerità e gli ho proposto di lavorare ancora per il bene dell'Islam, divenendo un doppiogiochista. Dopo di che questi, su mio consiglio, si lamentò con il proprio “comando” del fatto che avessero poca fiducia in lui, in quanto “là non guardano alle parole, ma ai fatti». I russisti lo avevano aiutato a far saltare in aria degli allievi di un'accademia militare, un KAMAZ [14] con del gas liquefatto a Vladikavkaz e un treno passeggeri.

Così “entrò nella mia fiducia” e nella primavera del 2004 “insieme” ai servizi segreti della Rusnja preparammo la presa del complesso governativo dell'Ossezia del Nord, pianificandola per il 6 settembre – Giorno dell'Indipendenza della ČRI [15]. Il gruppo avrebbe dovuto incontrare i servizi segreti all'ingresso di Vladikavkaz ed essere eliminato e Chodov avrebbe dovuto nascondersi in un tombino, come Šarapov [16] nella botola. Dal 31 agosto ci hanno aperto un corridoio per la raccolta di dati di intelligence e attraverso questo siamo giunti a Beslan, “confondendo” il tempo e il luogo dell'attacco…”

In teoria questa lettera avrebbe dovuto essere considerata come una testimonianza del principale soggetto del caso di Beslan ed essere unita ai materiali delle indagini. Avrebbe dovuto essere studiata accuratamente, tanto più che dello strano ruolo del terrorista di Beslan Vladimir Chodov avevano preso a parlare fin quasi dal 1 settembre 2004 – l'avevano subito conteggiato tra i militanti e il 3 settembre fu portata a Beslan la madre di Chodov, che vive nel villaggio osseto di Èl'chotovo [17].

Ma agli inquirenti la lettera di Basaev causò una vera isteria. Nikolaj Šepel' (allora vice procuratore generale dello JuFO [18]) subito definì la dichiarazione di Basaev un “delirio” e un “atto di terrorismo informativo”. Si lanciarono accuse all'indirizzo dei mezzi di informazione di massa che avevano ristampato la lettera di Basaev.

Ma allora nei materiali del procedimento penale su Beslan c'erano già argomenti di peso in favore della versione di Basaev. Purtroppo ciò è diventato noto solo da poco tempo. E adesso si può trarre un'unica conclusione: Šepel' non ha detto nulla dei fatti che testimoniavano che Chodov fu davvero per molti anni un agente dei servizi segreti della repubblica e che di lui si occupava direttamente la dirigenza dell'UBOP dell'Ossezia del Nord .

E qualche tempo dopo l'inchiesta ufficiale su Beslan è passata agli sforzi titanici per respingere le conclusioni del deputato della Duma di Stato [19] della Federazione Russa Jurij Savel'ev sulla natura delle prime esplosioni, che risuonarono nella scuola di Beslan alle 13.03 del 3 settembre 2004. Sui legami del terrorista Chodov con l'UBOP dell'Ossezia del Nord in qualche modo si dimenticarono…

Chi avvertì Chodov?

La Procura dell'Ossezia del Nord si occupò intensamente di Chodov nel febbraio 2004, dopo l'atto terroristico all'incrocio tra le vie Borodin e Gor'kij a Vladikavkaz. Questo atto terroristico prese il nome popolare di “esplosione alla Gamid-Bank”, anche se il bersaglio dell'atto terroristico erano le colonne di allievi dell'accademia militare che ogni giorno passavano per quella strada verso il poligono nel centro di istruzione e al ritorno verso la caserma.

Sottolineo subito: questa era la Procura, non l'UBOP. Non si tratta neanche del fatto che queste sono due strutture diverse. Si tratta dell'aspetto specifico del loro lavoro. Gli agenti dell'UBOP si sono sempre distinti per il fatto che devono continuamente essere in contatto con i criminali. Proprio l'attività di raccolta di informazioni operative (in primo luogo il lavoro di intelligence) gli ha permesso di scoprire dei crimini. Ma questo lavoro era gravato dal fatto che su di esso il controllo era praticamente impossibile. E l'assenza di controllo ha portato alla cancellazione dei confini tra legge e crimine. Proprio per questo motivo le sezioni per la lotta alla criminalità organizzata sono state liquidate o più probabilmente riformate in modo molto rozzo. Solo il buon lavoro della Procura come organo ispettivo poteva garantire l'equilibrio.

E nella Procura dell'Ossezia del Nord, stranamente, si era formato a quel tempo un nucleo di inquirenti niente male. Difficilmente avrebbero potuto esercitare nel dovuto modo la funzione ispettiva nei confronti di quell'UBOP della repubblica, ma nel caso di Chodov sentirono presto che c'era qualcosa di sgradevole.

Risolsero il caso dell'esplosione della colonna presso la Gamid-Bank in modo molto operativo. Fu subito chiaro che si trattava di un atto terroristico. Si era mostrato il segno caratteristico degli attentatori di Chattab [20] e Basaev. Sullo scotch nero con cui l'ordigno esplosivo era stato fissato alla “Žiguli” [21] erano rimaste delle impronte digitali. Cercarono nella banca dati – si chiarì che i “ditini” appartenevano a Vladimir Chodov, ricercato in Adighezia [22] e in Ossezia. Scoprirono anche da dove era partito il segnale al radio-detonatore. Trovarono la casa che Chodov aveva preso in affitto mentre organizzava l'atto terroristico. L'operazione fu condotta insieme all'UBOP, molto rapidamente e in segreto. Ma quando irruppero nella casa in via Kojbaev (a circa 2 km dal luogo dell'esplosione), questa era vuota. Dal suo stato – c'era una teiera ancora calda, armi e documenti gettati in grande fretta – era chiaro: all'ultimo momento qualcuno aveva avvertito Chodov.

Durante la perquisizione della casa fu trovato un altro dettaglio che indicava che Chodov era un militante di Basaev. L'orto [23] era circondato da una pellicola nera, evidentemente per nasconderlo dagli occhi curiosi dei vicini. La stessa pellicola nera di polietilene figurava nel caso dell'esplosione di un autobus a Mozdok [24]. (Allora i militanti comprarono due case nella città di Baksan [25] e attrezzarono in queste una base per preparare atti terroristici e curare i militanti feriti. Anch'essi circondarono gli orti di pellicola nera e scavarono un bunker in cui per qualche tempo visse Šamil' Basaev.)

Dopo l'atto terroristico alla Gamid-Bank Vladimir Chodov fu dichiarato ricercato a livello federale. Le sue fotografie (erano molto recenti, erano riusciti a scoprirle nello studio fotografico creato con materiale preso a nolo e lasciato dal terrorista nella casa in via Kojbaev) furono appese in tutta la repubblica e pubblicate dai mezzi di informazione di massa locali. Peraltro questo non impedì a Chodov di spostarsi tranquillamente per l'Ossezia e di passare primavera ed estate del 2004 nel villaggio nativo di Èl'chotovo. La sua comparsa fu comunicata sia allo UFSB [26] della repubblica, sia all'UBOP, ma non fu presa alcuna misura per cercare Chodov e arrestarlo. Perché?

Materiali segreti

Nel fascicolo principale su Beslan c'è un documento segreto, che è indispensabile mostrare finalmente al pubblico. Questo documento si chiama “Indicazione sulla cancellazione di violazioni della legge federale “Sull'attività operativa e di ricerca” [27]”. Sottolineo, questo è stato preparato dal procuratore dell'Ossezia del Nord A.A. Bigulov per il vice capo del ministero degli Interni della Federazione Russa, il generale di brigata Pan'kov, già nell'ottobre 2004.

“Da parte della Procura della Repubblica è stata effettuata una verifica delle informazioni su Chodov V.A., che ha preso parte alla presa di ostaggi nella scuola n. 1 della città di Beslan, nel corso della quale è emersa la negligenza dei servizi operativi degli organi del ministero degli Interni della repubblica.

E' stato riscontrato che l'UVD [28] della città di Majkop [29] ha indirizzato ordini di cattura allo ROVD [30] del distretto Kirovskij [31] (quello del luogo di residenza di Chodovnota dell'autrice) per 5 volte… tuttavia non sono state prese misure per stabilire dove si trovasse Chodov V.A. e arrestarlo.

…il 17 novembre 2003 … l'ordine di cattura è giunto … allo ROVD del distretto Kirovskij ed è stato mandato in esecuzione il 19 novembre 2003.

Alla ricerca di Chodov è stato indirizzato un gruppo… del ministero degli Interni e dello JuFO, tuttavia non sono state prese reali misure per il suo arresto.

In particolare, in presenza presso lo ROVD dei summenzionati 5 ordini di cattura e senza tener conto del fatto che il fratello era stato ucciso il 19.07.03 … non c'è stata copertura operativa dei funerali, nonostante il fatto che il ricercato fosse giunto per partecipare ai funerali … Al cimitero Chodov voleva seppellire il fratello secondo l'uso musulmano, di questo fatto si è molto parlato [32]. Il giorno dopo i funerali del fratello Chodov ha lasciato il villaggio…

Dell'effettuazione solo formale di misure operative di ricerca sul posto di lavoro e nel luogo di residenza della madre di Chodov testimonia anche il fatto che Chodov sia giunto apertamente nel 2004 sul posto di lavoro di questa (il CRB [33] del distretto Kirovskij)… in taxi...

Nei materiali del lavoro di ricerca dell'UVD della città di Majkop c'è una lettera (del 06.08.2003…) sul fatto che all'indirizzo del vice capo dell'UBOP del ministero degli Interni della repubblica Sochiev R.G. sia stato inviato dal facente funzione di capo dell'UUR [34] del ministero degli Interni della RSO-A Chanžiev A.N. un fax con l'ordine di arresto per Chodov, tuttavia nei resoconti della corrispondenza in entrata, anche di quella segreta, di detta istituzione non ci sono note sulla sua ricezione.

Inoltre dal rapporto del capo della 3.a sezione dell'UUR del ministero degli Interni della RSO-A Gončarov V.K. si nota che in una conversazione telefonica Sochiev R.G. gli comunicò, che presso l'UBOP c'era un caso operativo su Chodov e che questi si trovava nell'Ossezia del Nord. Dopo questa conversazione all'indirizzo del vice capo dell'UBOP del ministero degli Interni della RSO-A fu indirizzato via fax l'ordine di arresto per Chodov.

La madre di Chodov ha mostrato come il giorno dei funerali del figlio minore e il giorno successivo il figlio maggiore sia stato portato via e riportato a casa da agenti dell'UBOP del ministero degli Interni della RSO-A, tuttavia nei documenti accessibili alle verifiche della Procura non c'è alcuna notizia del fatto.

Fra l'altro è stato riscontrato che il resoconto delle persone fermate ed arrestate dell'UBOP del ministero degli Interni della RSO-A in violazione dell'ordine stabilito è tenuto con gravi violazioni dell'ordine dei procedimenti. In esso a volte non è indicata l'ora e il giorno di arrivo delle persone arrestate. Inoltre, nonostante abbia le pagine numerate e sia cucito e siglato, ne sono stati tuttavia strappati dei fogli riguardanti l'anno 2003. Sono stati strappati anche dei fogli del quaderno di lavoro del vice capo dell'UBOP riguardanti l'anno 2003. Questo quaderno non ha le pagine numerate, non è cucito e non è siglato.

Il fatto che Chodov sia stato fermato e arrestato o contattato dalla dirigenza dell'UBOP del ministero degli Interni della repubblica viene negato.

…Sulla base dell'art. 24 della FZ [35] “Sulla Procura della Federazione Russa”, propongo di:

verificare la pienezza e la vastità delle operazioni condotte dai servizi ad esse tenuti del ministero degli Interni della repubblica, fra cui l'UBOP, per stabilire il luogo in cui si trovava il ricercato Chodov nel periodo tra il 1997 e il 2004,

verificare in tutti i resoconti, tra cui quello dello IC [36] del ministero degli Interni della repubblica, l'invito di Chodov a una collaborazione segreta.

ordinare al servizio di sicurezza di verificare le informazioni sui contatti degli agenti dell'UBOP del ministero degli Interni della RSO-A e dello ROVD del distretto Kirovskij con Chodov V.A.…

…6. Richiamare duramente alla responsabilità disciplinare le persone colpevoli di trascuratezza e negligenza nella ricerca di Chodov V.A…”

La ricompensa per Beslan

Non è noto se sia stata effettuata una verifica e a quali conclusioni siano giunti coloro che potrebbero averla effettuata. Non è noto se nell'ambito del caso di Beslan sia stato interrogato Roman Sochiev, che al tempo dell'atto terroristico di Beslan era facente funzione di capo dell'UBOP della RSO-A. Ma proprio a questi il capo del servizio di sicurezza del ministero degli Interni Kazbek Mamaev indirizzò nell'agosto 2004 un rapporto su un sequestro di bambini in preparazione. Stando a quanto è noto alla “Novaja gazeta” non è stato svolto nessun lavoro sulla base di questo rapporto.

Roman Sochiev ha deposto due volte in tribunale sul sequestro della scuola – al processo al terrorista Kulaev [37] e al processo ai tre poliziotti dello ROVD del distretto Pravoberežnyj [38] accusati di negligenza.

Ecco le deposizioni.

Procuratore Ramonov: Per quanto tempo fu facente funzione di capo dell'UBOP?

Testimone Sochiev: Da luglio 2004 a settembre 2004.

Cosa rientrò fra i suoi compiti in questo tempo?

– L'organizzazione di lavori di impedimento, indagine, scoperta e avvertimento riguardanti reati della criminalità organizzata…

Ricevette dal suo apparato ausiliario notizie sulla possibilità di un atto terroristico sul territorio della RSO-A?

– Informazioni sul fatto che si preparasse un attacco ad una qualche scuola della città di Beslan non ci sono giunte.

Giunse alla sua direzione a fine agosto 2004 l'ordine n. 500 del ministero degli Interni della RSO-A?

– No.

Le giunse il telex n. 1751 del 18.08.04 che avvertiva della preparazione di un atto terroristico secondo lo “scenario di Budënnovsk [39]”?

– Non abbiamo una telescrivente, perciò detto documento poteva giungere come ordine del ministero degli Interni, ma non ricordo una cosa del genere.

Èlla Kesaeva, una delle vittime [40]:– Le è noto il terrorista Chodov?

– Sì.

Era ricercato a livello federale?

Posso chiarire che da noi all'UBOP è passato suo fratello minore. Abbiamo fatto delle verifiche su di lui (V.A. Chodovn.d.a.) e allora non era ricercato... Lo hanno dichiarato ricercato solo dopo l'atto terroristico alla Gamid-Bank... Questo è stato nel febbraio 2004.

Perché questi ha potuto stare tanto a lungo in libertà se era ricercato? Il terrorista Chodov fu arrestato dalla sua direzione?

– Da noi questa persona non fu arrestata. Nessuno rilascerebbe una persona arrestata se è ricercata…

E' stupefacente, certo, che il capo dell'UBOP in un periodo così “caldo” come l'estate 2004 non sapesse nulla, non ricevesse telegrammi cifrati, non avesse telescrivente…

Dopo l'atto terroristico di Beslan Roman Sochiev continuo a lavorare come vice capo dell'UBOP della RSO-A. Riceve una promozione (da maggiore diventa tenente colonnello). Nel 2007 Nurgaliev [41] (per intercessione delle autorità locali, evidentemente nella persona del leader della repubblica Tajmuraz Mamsurov) lo nomina aiuto capo dell'Ossezia del Nord per le questioni della lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione. Adesso nella sfera dei compiti principali di Sochiev rientra “l'informazione della dirigenza del ministero degli Interni e del capo dell'Ossezia del Nord sulle condizioni operative e sulla situazione della lotta alla criminalità e anche l'organizzazione della difesa degli organi del potere esecutivo da tentativi criminosi e l'indagine e l'impedimento di fatti di corruzione…” Come vediamo, la leadership ha dato un'alta valutazione alle capacità del sig. Sochiev. Questo testimonia indirettamente del fatto che la verifica dell'attività dell'UBOP del ministero degli Interni della RSO-A e di Roman Sochiev in persona anche se fosse stata effettuata secondo l'indicazione del procuratore Bigulov, si è conclusa non con una punizione (sia pure disciplinare, per i fogli del resoconto strappati e distrutti), ma con una ricompensa e una promozione

Sono rimaste delle domande

In realtà per quanto riguarda le deposizioni di Roman Sochiev in tribunale ci sono solo due domande. Perché non ha detto niente:

del rapporto, che il 2 agosto 2004 giunse all'UBOP dal servizio di sicurezza del ministero degli Interni della repubblica? Sochiev non poteva non sapere di questo. Nel rapporto in effetti non si parla della presa della scuola di Beslan. Peraltro si parla della preparazione di un atto terroristico contro dei bambini.

del fatto che Vladimir Chodov fosse ricercato dal 1997? In Ossezia il mandato di cattura per Chodov giunse nel 2003. Alla ricerca di Chodov fu inviato un gruppo del ministero degli Interni della RSO-A.

Alla domanda principale “Come si può spiegare che non sia stato svolto alcun lavoro per la ricerca di Chodov?” in pratica la risposta è chiara. Evidentemente non era stato dato il compito di arrestarlo REALMENTE [42], perché Chodov era comunque sotto il controllo dei servizi segreti della repubblica. Fra l'altro come minimo dal 2003 Chodov era al contempo un militante di Šamil' Basaev.

Gli inquirenti che hanno trasmesso alla “Novaja gazeta” le informazioni sul legame Chodov-Basaev-UBOP non lavorano più sul caso di Beslan. Ma sono rimasti attaccati a questo legame, lo hanno sciolto e adesso hanno una piena immagine del crimine compiuto a Beslan. E' proprio un classico crimine su commissione e non un insensato e spietato atto terroristico. Il mandante non è Basaev. Hanno tentato di utilizzarlo quelli a cui era necessaria la destabilizzazione dell'Ossezia del Nord. E lo scopo di questa destabilizzazione, ne sono convinta, era molto concreto – il cambio di potere nella repubblica. Ma Basaev è uscito dall'ambito delle regole del gioco stabilite. Questi e Abu-Dzejt [43] hanno scelto come bersaglio la prima scuola di Beslan e non il complesso degli edifici governativi. E, utilizzando il “permesso” ricevuto, “sono passati” alla fine in Ossezia del Nord. Fino ad allora ai militanti nella repubblica erano riusciti solo atti terroristici di entità molto minore. Lo scopo di Basaev a Beslan era provocare un secondo conflitto osseto-inguscio. A costo di grandi mutamenti (per esempio, le dimissioni del presidente dell'Ossezia Aleksandr Dzasochov) ed enormi sforzi (tra cui quelli del centro federale, in primo luogo di Dmitrij Kozak, allora rappresentante plenipotenziario dello JuFO) si è riusciti ad evitare ciò. Ma quelle forze della repubblica che hanno giocato ai giochi di intelligence con Basaev di conseguenza hanno ottenuto il loro scopo.

* L'ortografia e la punteggiatura di tutti i documenti sono state mantenute.

Elena Milašina

31.08.2009, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2009/095/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Capitale dell'Ossezia del Nord.

[2] Upravlenie po Bor'be s Organizovannoj Prestupnost'ju (Direzione per la Lotta alla Criminalità Organizzata).

[3] Respublika Severnaja Osetija – Alanija (Repubblica dell'Ossezia del Nord – Alania; “Alania” è il nome osseto dell'Ossezia del Nord).

[4] Città della Cecenia meridionale.

[5] Le scuole russe non hanno nome, sono semplicemente numerate.

[6] “Caucaso-centro”.

[7] Basaev pare considerare la Russia un'idea malefica.

[8] “Camminatore”.

[9] Termine spregiativo per “Russia”

[10] “Martire” in arabo, cioè terrorista suicida, kamikaze.

[11] Da intendersi nel significato originario di “capo militare”.

[12] Rajonnoe Upravlenie po Bor'be s Organizovannoj Prestupnost'ju (Direzione Provinciale per la Lotta alla Criminalità Organizzata).

[13] Federal'naja Služba Bezopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), l'erede del KGB.

[14] Cioè un camion prodotto dalla KAMAZ (KAMskij Avtomobil'nyj Zavod, “Fabbrica di Automobili della Kama” – la Kama è un fiume della Russia centrale).

[15] Čečenskaja Respublika Ičkerija (Repubblica Cecena di Ičkerija – nome ceceno della Cecenia), l'autoproclamata Cecenia indipendente.

[16] Volodja (Vladimir Ivanovič) Šarapov è l'eroe di alcuni romanzi degli anni '70 dei fratelli Arkadij Aleksandrovič e Georgij Aleksandrovič Vajner e dei film ad essi ispirati: si tratta di un poliziotto che si infiltra nella malavita moscovita.

[17] Villaggio della parte centrale dell'Ossezia del Nord.

[18] Južnyj Federal'nyj Okrug (Distretto Federale Meridionale), uno dei sette distretti in cui Putin ha diviso la Russia, ponendovi a capo plenipotenziari di sua fiducia.

[19] Tutte le assemblee parlamentari russe si chiamano Duma.

[20] Samir Saleh Abdullah Al-Suwailem, terrorista saudita (ritenuto erroneamente giordano), elemento di spicco della guerriglia cecena, ucciso dai russi nel 2002.

[21] Replica della Fiat 124 prodotta dalla Lada.

[22] “Repubblica autonoma” della Russia meridionale.

[23] Vicino alle case di periferia o delle piccole città in Russia si preferisce tenere orti piuttosto che giardini...

[24] Città della parte settentrionale dell'Ossezia del Nord.

[25] Nella parte nord-occidentale della confinante “repubblica autonoma” di Kabardino-Balkaria.

[26] Upravlenie Federal'noj Služby Bezopasnosti (Direzione del Servizio di Sicurezza Federale).

[27] Le leggi russe sono indicate con un titolo e non con un numero.

[28] Upravlenie Vnutrennich Del (Direzione degli Affari Interni), in pratica la polizia.

[29] Capitale dell'Adighezia.

[30] Rajonnyj Otdel Vnutrennich Del (Sezione Provinciale degli Affari Interni), in pratica la polizia provinciale.

[31] Distretto della parte centrale dell'Ossezia del Nord.

[32] Gli Osseti sono l'unica popolazione caucasica della Federazione Russa a maggioranza cristiana.

[33] Central'naja Rajonnaja Bol'nica (Ospedale Provinciale Centrale).

[34] Upravlenie Ugolovnogo Rozyska (Direzione per la Ricerca).

[35] Federal'nyj Zakon (Legge Federale).

[36] Informacionnyj Centr (Centro Informazioni).

[37] Nurpaša Kulaev, ufficialmente unico terrorista rimasto in vita del gruppo che prese la scuola di Beslan, condannato all'ergastolo.

[38] “Della riva destra (del fiume Terek)”, il distretto di Beslan.

[39] A Budënnovsk, nella Russia meridionale, nel 1995 i terroristi guidati da Basaev sequestrarono un intero ospedale. Il blitz delle forze speciali russe fallì e i terroristi furono lasciati andare e le loro richieste vennero esaudite.

[40] Cioè una di quelle che hanno perso un figlio a Beslan.

[41] Il ministro degli Interni Rašid Gumarovič Nurgaliev.

[42] Il rilievo grafico è nell'originale.

[43] Ahmad Nasser Eid Abdullah Al-Fajri Al-Azimi o secondo i russi Tawfik Al-Djedani, emissario di Al-Qa'ida in Cecenia.