30 ottobre 2007

Clandestino a bordo

Il PD è contro Prodi?

Il quesito è irriverente, scorretto, ma qualche indizio pesante lo giustifica. Ovviamente Romano sprizza ufficialmente gioia, cerca di cavalcare con mascella stirata a sorriso la nuova creatura. E' roba mia, tenta di ripetere. C'è però un " però". Nella faraonica costituente del PD (circa 2800 persone) ma anche in molti organi di periferia, eletti mentre si decideva su Veltroni, molti fedelissimi di Prodi sono stati trombati. Non sono arrivati col voto popolare. E non è che fosse così difficile, viste le 2800 postazioni in palio. Qualche prodiano ulivista della prima ora l'han poi recuperato con alchimie o resti. E poi in generale va registrato che i Dl, che non sono Prodi, sono sopraffatti dalla massa diessina (una lettura dice: più del 50% ds, 30% dl ma di questi un 25% ex ppi, 20% pseudo civici). Il dato, sottaciuto ed edulcorato, è lì e fa pensare che gli ex ds vivano il Pd nell'intimo, non in pubblico, così: " finalmente ci stiamo sdoganando dal mortadella". Penseremo male ma il divo Giulio, che peraltro continua a puntellare al senato il governo, c'insegnò qualcosa al riguardo.
a-team

Berlusca chiama in piazza, fissa una data, tipo sibilla cumana, sicuro che quel giorno il governo non ci sarà più. Mastella litiga con Di Pietro, tra Porta a porta e Striscia la notizia. Prodi bofonchia. I radicali di sinistra manifestano contro il governo ma dicono che non sono contro il governo. La politica, gran teatro d'Italia, continua la sua funzione di grande intrattenimento. Altre sue funzioni, come quella di trovare soluzioni condivise ai problemi urgenti su educazione e sviluppo possono attendere. Forse.

Mastella, il rumoroso ministro alla giustizia, evoca il Libano per dare una idea della stupenda armonia che regna nel governo Prodi. Sennonché ci scrive un amico libanese, che il Libano lo conosce per davvero, sulla sua pelle e quella dei suoi cari. Mastella sa che Libano significa crisi senza fine, da decenni? Se non gli va bene il suo governo, lo faccia cadere. Sennò citare il Libano, rischia di significare proprio questo: crisi, liti, guerra senza fine. Non c'è da dirselo e augurarselo, commenta, nemmeno per scherzo. Non se ne può più, ci scrive, di una politica " libanese" perché è senza via d'uscita. L'unica consolazione, tra l'ironico e il tragico, che ne trae il nostro lettore amico è che, nel bene o nel male, a proposito o meno, qualcuno ha ricordato la tragedia del Paese dei Cedri. E' una magra, triste consolazione.

Numeri e sparate. In base al ministero dell'interno ed alla questura romana, c'è una diversa classifica dei partecipanti alle manifestazioni nazionali a Roma. La recente, della sinistra radicale, sul welfare, non più di 150 mila. Loro han detto un milione. Manifestazione di An: forse 80 mila. Fini ha detto quasi mezzo milione. E' d'obbligo andare a ritroso. Il family day avrebbe visto in piazza 250 mila persone. Si è detto un milione. Il Circo Massimo tiene, stipato, forse 300 mila persone. Cofferati, quella volta, sparò 3 milioni. Ok, facciamo la morale: tutti pompano (e i giornali beccano). Idem Berlusca il 2 dicembre 2006 (sparacchiò 2 milioni). Però, su quanto si " pompa" la classifica diverge. Sul welfare la sinistra ha moltiplicato per più di 6. Cofferati a suo tempo moltiplicò per dieci. An circa per 6. Silvio probabilmente ha moltiplicato per 5. Al family day, ammesso e non concesso che si sia esagerato, si sarebbe moltiplicato per 4. Vincerebbe lo stesso la competizione, in tutti i sensi, anche come moderazione. Quando Cl fu in piazza dal papa, stracolma anche via della conciliazione, si disse invece forse meno della verità. Si parlò di 70 - 80 mila, qualcuno azzardò 100 mila. Ergo, visto che due più due fa 10, la diversità morale della sinistra, che ha sempre occupato le piazze e fatto scuola, è una bufala. Gli altri hanno imparato. Molti però con più pudore.


In breve

Ron Dennis, patron della McLaren, si rivela fino all'ultimo per quello che è. Dopo aver spiato, barato, truccato, ed essere stato ignominiosamente graziato, ha tentato ancora un ricorso. Diciamolo, un pidocchio, anche se pieno di soldi. Per fortuna qualche volta - qualche rara volta in questo mondo e nello sport - c'è giustizia. Han vinto i migliori. Viva la Ferrari.

I giornali italiani escono con il titolo: la mafia è la maggiore impresa italiana, riprendendo l'allarme dei commercianti e di altre categorie vessate. Il problema è serio e va affrontato. Ma andrebbe capito, per affrontarlo. Le semplificazioni grossolane favoriscono l'inazione. Sbandierarlo sui giornali è solo un modo per non scrollarsi di dosso una etichetta internazionale che serve a chi?

Su Repubblica, Il Carlino e Corriere della sera di Bologna risalto dato al lancio di una iniziativa trasversale di 40 x 40, un gruppo di quarantenni che intende dare un segno di riscossa ideale contro una Bologna incline al lamento e a ripetere copioni già scritti nel passato. Per metà novembre presentazione ufficiale del manifesto e delle iniziative.

Giacomo Biffi racconta. Anzi, si racconta. Il cardinale perseguitato da due aggettivi (quel celebre Emilia " sazia e disperata", del quale spiega l'origine casuale) ha dato alle stampe la sua autobiografia. " Memorie di un italiano cardinale". Edizioni Cantagalli. Certamente da non perdere.

Anche quest'anno Comune, Provincia e Regione finanzieranno Gender bender, il festival che con la foglia di fico dell'arte punta a dimostrare a suon di nudi e performance rigorosamente omo e lesbo che " maschio e femmina Iddio non li creò". Sic trans gloria mundi (per chi non sa di latino... così cambia genere la gloria del mondo). Sancio Panza

Da clanDestino ZOOM


Ringrazio A.N. per questo contributo

27 ottobre 2007

Vogliamo parlare di proposte concrete?

Da "Acme del pensiero":

Lontano dalla strada: il vostro contributo
Esistono due problemi per i senzatetto: la casa e il lavoro (il cibo si può trovare con facilità nelle mense che si occupano dei poveri).
E, sia chiaro, non è estendibile a tutti questo concetto: c’è chi ha difficoltà psicologiche, chi abusa di droghe o di alcol. Tuttavia possiamo dire con tranquillità che una parte non minoritaria di coloro che vivono sulla strada hanno esclusivamente, ripeto, il problema della casa e del lavoro.
Se vogliamo meno gente che soffra bighellonando ahimè fra le vie delle nostre città, dobbiamo pensare in modo strutturato in quale maniera aiutarla su tali tematiche.
Oggi parlo della prima, domani della seconda. Semplici riflessioni.
Appare ovvio che non si possa donare case a destra e a manca, anche perché vi sarebbe qualcuno, giustamente, che lavorando dalla mattina alla sera per pagare un affitto si sentirebbe l’onere di protestare con forza contro chi ha concesso tali privilegi.
Però si potrebbe fare qualcosa di diverso.
L’idea la voglio chiamare “Lontano dalla strada”.
Concedere un alloggio ad un senzatetto con un patto: io - comune, provincia, regione - ti permetto di dormire tranquillo sotto un tetto per un periodo di tre mesi e tu, se vuoi mantenere l’appartamento, devi trovare un lavoro con contratto regolare che ti dia facoltà, appunto fra tre mesi, di pagare il canone d’affitto.
Nel frattempo devi anche affrontare un serio esame medico per osservare il tuo stato di salute e io ti concedo un sussidio di 200 euro al mese per l’acquisto di vestiario che ti possa fare presentare in miglior modo in qualsiasi colloquio di lavoro. Ci saranno delle persone competenti da me sostenute che ti aiuteranno in tutte queste fasi.
Potrai viverci così all’interno con un normale contratto di locazione. Dopo i tre mesi concessi, in mancanza di contratto di lavoro, vi è l’espulsione dall’appartamento. Vi sono altri senzatetto che attendono di rispettare un patto simile. Tu hai perso il treno, ora è giusto dare una possibilità ad un altro.
Ma qualcuno potrebbe lavorare per qualche mese dopo i tre e poi lasciare il lavoro. No, le istituzioni che vigilano periodicamente sul senzatetto che abbia davvero l’impiego lavorativo concedono l’appartamento per un massimo di un anno, durante il quale, anche con l’aiuto di psicologi e assistenti, dovrà cercare una sistemazione abitativa non concessa dal comune, ma semplicemente privata. Regole serie e severe, ma un modo forse utile per fare riscattare il senzatetto.
Il sistema di controllo deve registrare chi ha beneficiato di Lontano dalla strada, solo una volta può essere abbracciato il patto.
Io sono convinto che ci saranno i soliti furbi, quelli che ospitano altre persone nella casa o cose simili, ma la festa dura solo tre mesi se non esce un contratto di lavoro e poi al massimo un anno, ma sono altrettanto convinto che vi sarebbe chi con grande volontà accoglierebbe un’idea simile con gioia e farebbe di tutto per trovare serenità e dignità.
Questa semplice idea darebbe lavoro a psicologi, medici e ad esperti di disagio sociale, sarebbe un grande segno di civiltà da parte delle istituzioni che in tale modo non solo aiuterebbero chi vive sulla strada, ma andando a vigilare la situazione dei senzatetto avrebbero la situazione più chiara e potrebbero fare da deterrente per le attività illegali soprattutto di microcriminalità.
Non lo si chiami spreco di denaro, no, quando sento parlare di soldi buttati al vento penso a questo o a questo, non certo ad un atto civile per aiutare chi soffre.
(...)


Lontano dalla strada (parte seconda)
(...)
L’idea di Lontano dalla strada, lo ripeto, deve fondarsi su sistemazione abitativa e impiego lavorativo.
Gli esperti seguiranno i senzatetto che sarebbero tenuti a rispettare il patto e dovranno occuparsi di creare un ponte fra gli assistiti e le aziende. Inoltre, i duecento euro percepiti come sussidio serviranno ad acquistare vestiti e beni per l’igiene personale. In tutto questo saranno sempre gli esperti (psicologi o medici ad esempio) che troveranno la soluzione migliore per ogni singolo caso.
Come trovare lavoro e perché un’azienda dovrebbe assumere un senzatetto?
La ricerca dell’impiego dovrà essere coordinata da un gruppo di persone preparate sul tema e un’azienda dovrebbe avere il beneficio di ottenere sgravi fiscali nel momento dell’assunzione. Io imprenditore sarei disposto a fornire lavoro ad una persona con un passato difficile a patto di avere qualche vantaggio pecuniario: pensare un’azienda che possa avere a cuore solo la solidarietà è qualcosa di antieconomico, anche se bello da un punto di vista umano.
Il contratto di lavoro deve essere almeno di un anno, tempo sufficiente per educare nuovamente il senzatetto alla disciplina quotidiana – spesso grande problema per una persona che vive sulla strada – e l’azienda avrà il suo beneficio per tutto il periodo di mantenimento del contratto, eventualmente rinnovabile.
Dovrebbe essere creato un ufficio ad hoc per gestire il progetto che vigilerà sia sul tema della casa sia sulle vicende lavorative di ogni senzatetto. Sono dell’idea che le sinergie fra istituzioni, associazioni competenti e professionisti del settore sarebbero utili per apportare passo dopo passo migliorie a Lontano dalla strada.
Un progetto di siffatta natura porterebbe alcuni vantaggi a fronte di una prima critica riguardante l’investimento da sostenere:
1- Le strade sarebbero sorvegliate da vicino con più costanza.
2- Diminuzione della microcriminalità.
3- Possibilità di riscatto per un senzatetto che il più delle volte non sa come trovare canali per vivere diversamente.
4- Più integrazione fra cittadini e persone che versano in stato di povertà estrema.
5- Confronto diretto che porterebbe ulteriori idee per gestire in miglior modo l’immigrazione consistente degli ultimi mesi, in particolare da paesi come Romania e Bulgaria.
6- Democrazia più moderna, basata sulle opportunità e non sul semplice assistenzialismo.

26 ottobre 2007

Politica russa

Il bipartitismo russo: il partito del petrolio contro il partito del gas

In queste elezioni si elimineranno a vicenda senza risparmiare soldi altrui

In Russia la campagna elettorale va avanti a pieno ritmo. No-no, non parlo di quella che è stata annunciata con un decreto di Putin nella “Rossijskaja Gazeta”[i], – a essere sinceri, non quali partiti ci siano e quale delle dita sinistre del piede destro del potere otterrà tot posti alla Duma. Non ho voglia di riempirmi il cervello di sciocchezze.

Io parlo dei veri partiti, che si dividono i soldi e il potere d’influenza.

Ecco, per esempio, il tribunale del distretto Tverskoj[ii] ha bloccato le azioni della Russneft’[iii]. La fretta con cui ciò è stato fatto è in verità stupefacente. Ma cos’è successo? Si ritiene che ci fossero due pretendenti alla Russneft’: la Rosneft’[iv], presidente del consiglio di amministrazione della quale è il potente vice capo dell’amministrazione presidenziale Igor’ Sečin e il capo della Basèl[v] Deripaska. Ma bene, Deripaska ha comprato la Russneft’ con il beneplacito di Putin e con la promessa di rivendere l’attivo allo stato.

Beh, ha comprato. Beh, ha promesso. Beh, rivenderà. Allora perché bloccare?

Ma perché se Medvedev o Ivanov diventerà presidente, Deripaska potrebbe ripensare se vendere la “Russneft’” a una compagnia controllata dal sig. Sečin. E se Deripaska non venderà la “Russneft’” dopo le elezioni, il barometro politico russo segnerà la caduta del peso specifico di Igor’ Sečin. E se non si riuscirà a togliere la “Russneft’” a Deripaska prima delle elezioni, anche questo segnerà la caduta del peso specifico di Igor’ Sečin.

A dirla in altro modo, la caccia alla Russneft’ non è una questione puramente commerciale. E’ una questione di peso specifico dei clan che ruotano attorno al presidente – un peso misurabile in miliardi di dollari.

Ecco un’altra storia: l’arresto di Vladimir Kumarin, “padrino” di San Pietroburgo. La storia non ha molto a che fare con il commercio. L’impero di Kumarin è grande, ma a chiunque tenti di afferrarlo senza essere Kumarin filtra come acqua tra le dita. Cos’è la principale perla di questo impero – la compagnia pietroburghese di distribuzione di carburante? Niente. Una rete di stazioni di servizio. E se presso ogni stazione di servizio non ci sarà un ragazzo tenebroso con un giubbotto di pelle, devoto al boss fino all’abnegazione, la stazione di servizio non darà profitto. Ma i ragazzi tenebrosi e devoti li ha solo Kumarin.

Piter[vi] è una città criminale. Non perché là ci siano molti banditi. Ma perché i banditi di Piter sono l’elite della città. E questa elite, in particolare Kumarin, era nota a tutti i pietroburghesi e sa tutto di tutti i pietroburghesi. E a vedere le persone che hanno preso Kumarin, questo arresto si può ritenere una grande vittoria del clan di Sečin sul clan degli uomini delle forze armate a lui avversi.

Un’altra nuova divisione globale è la nuova divisione del mercato farmaceutico. Praticamente tutti i più grandi distributori di farmaci russi, comprese la Protek e la Biotek, hanno ricevuto proposte di vendita delle proprie compagnie. La nuova divisione va avanti silenziosamente; annegano in silenzio, senza lamentarsi, a differenza di Guceriev[vii], si vedono appena appena le bollicine sull’acqua – storie come quella di uno dei dirigenti della Protek Vitalij Smerdov, arrestato il giorno del suo compleanno. Non è il caso di fare rumore – praticamente tutti i partecipanti al mercato sono coinvolti in scandali di corruzione legati al programma DLO[viii]. Ebbene – si tratta di compagnie con la logistica più attuale, con magazzini moderni, che ancora poco tempo fa avevano pianificato delle OPA e avevano condotto trattative con i giganti dell’industria farmaceutica mondiale; e ora le soffocano in silenzio in un angolo – fino alle elezioni.

In fretta e furia, prima delle elezioni, prendono non solo il business, ma anche intere regioni; a Sachalin Putin ha messo un governatore fedele alla Gazprom, a Samara un governatore uscito dalla Rosoboronèksport[ix].

In fretta e furia si creano nuove corporazioni statali; nei loro statuti si fissano esenzioni e privilegi mai visti; il presidente Putin in un suo discorso promette personalmente cinque miliardi di dollari per le nanotecnologie. Con corporazioni vengono ricompensate gli alti funzionari del Cremlino, come in altri tempi venivano ricompensati con terre e servi della gleba, e – caso mai visto – in fretta e furia approvano il budget da qui a tre anni per fissare per il 2008-2010 le regole esistenti di spartizione del denaro pubblico.

Questa è la vera campagna elettorale. Una campagna in cui non si tratta di contare i voti, ma i miliardi. Nessuno sa chi sarà l’erede, ma tutti capiscono che qualsiasi erede significherà un mutamento radicale dei meccanismi di ripartizione della proprietà e del potere d’influenza. E ciascuno dei clan del Cremino, presentendo chi sarà l’erede, si sforza di accumulare più miliardi, pubblici e non, ramificare le compagnie e le terre arraffate, nella speranza che quanto maggiore sarà la capitalizzazione di ogni clan, misurabile in miliardi di dollari di proprietà di cui sono impossessati e in megabyte di materiale compromettente accumulato, tanto più qualsiasi futuro presidente sarà costretto a fare i conti con questa gigantesca forza, capace di fare pressioni, comprare e anche uccidere.

Nel frattempo i dirigenti dei partiti ufficiali non hanno a che fare con questa reale campagna, più di quanto le giovani nobildonne vestite di tutto punto al ballo di corte con i campi di battaglia insanguinati di Austerlitz e Vagram. E’ molto importante capire che la Duma non è diventata un luogo senza importanza perché in essa non c’è l’opposizione. Ma lo è diventata perché i clan che lottano tra loro sotto al tappeto[x], non si servono della Duma come luogo per regolare i conti. Odiano la pubblicità e di conseguenza perfino i propri partiti da taschino. Se la Rosneft’ avrà la Russneft’ non dipende da EdR[xi]. Se la Rosoboronèkspory avrà Magnitka[xii] non dipende da Mironov[xiii].

E chi vuole conoscere lo scacchiere politico non ha bisogno di guardare la Duma. Meglio guardare chi è stato rinchiuso a Lefortovo[xiv] e cos’ha deciso il tribunale della circoscrizione Basmannyj[xv].

Julija Latynina[xvi]
osservatrice della “Novaja gazeta”

10.09.2007, “Novaja gazeta”, (traduzione e note di Matteo Mazzoni)



[i] “Giornale Russo”, in pratica la Gazzetta Ufficiale russa.

[ii] Distretto di Mosca.

[iii] Importante compagnia petrolifera russa.

[iv] Compagnia petrolifera di Stato russa.

[v] Abbreviazione di Basičeskij Èlement (Elemento di Base), potentissimo gruppo industriale e finanziario russo.

[vi] Nome colloquiale di San Pietroburgo.

[vii] Michail Safarbekovič Guceriev, presidente della “Russneft’”.

[viii] Abbreviazione di Dopolnitel’noe Lekarstvennoe Obespečenie (Fornitura Supplementare di Medicinali), programma che avrebbe dovuto supplire alle storiche carenze di medicinali in Russia.

[ix] Azienda di Stato che tratta l’esportazione di armamenti.

[x] Starebbe per “dietro le quinte”, ma si allude anche alla polvere messa sotto al tappeto…

[xi] Abbreviazione di EDinaja Rossija, partito che ha il solo scopo di sostenere la politica di Putin alla Duma.

[xii] Nome colloquiale del complesso metallurgico della città siberiana di Magnitogorsk.

[xiii] Sergej Micahjlovič Mironov, presidente del Consiglio della Federazione, la “camera alta” del parlamento russo.

[xiv] Carcere moscovita.

[xv] Circoscrizione moscovita in cui si trova anche il carcere di Lefortovo…

[xvi] Nota scrittrice e giornalista russa.

24 ottobre 2007

I Soliti Noti

Ricevo e pubblico molto volentieri:

"Caro Matteo, approfitto per la tua grande amicizia per scrivere questo messaggio a tutti i lettori del tuo Blog (dato che il mio "pensieri e sorrisi" non l'aggiorno più volutamente da Luglio).
Come alcuni di voi sapranno (sopratutto chi leggeva il mio blog) io e Matteo facciamo parte di una piccola compagnia di Cabaret (da me fondata) chiamata "i soliti noti".
Questa piccola esperienza vanta ben 5 spettacoli diversi l'uno dall'altro e tutti gli anni viene fatta durante il periodo natalizio.
Il tutto è fatto da amici di vecchia data che grazie a questa esperienza hanno ritrovato la vecchia amicizia e la voglia di ridere insieme (sopratutto ci siamo resi conti di come non siamo assolutamente cresciuti con il cervello).
Tutti gli anni questo spettacolo viene fatto gratuitamente all'interno di un teatro di una parrocchia.
Raccogliamo solo eventuali offerte che diamo in beneficenza.
Questa lettera aperta è per invitare il 6 Gennaio 2008 i lettori del seguente blog al sesto spettacolo di questi amici fuori di testa.
A tutti servirà per conoscere veramente l'autore di questo blog (Matteo) che tante volte sembra essere molto forbito e serioso, ma che in realtà e sopratutto in queste occasioni tira fuori il suo senso dell'humor (senza contare che lui è timidissimo).
Più avanti (se Matteo vorrà) farò postare qui il volantino.
Grazie a tutti per l'attenzione e grazie a Matteo per la pubblicazione di questo post."

Gabriele

23 ottobre 2007

Capita quando capita?

CAPITA QUANDO CAPITA
Capita quando capita
che non conosce limiti
cosi'
come un temporale in Africa
e te ne accorgi subito
che non ti puoi difendere
lo sai
e ti metti in pace l'anima
Lei ti spiazza ad ogni mossa
e non ti e' successo mai
pero' stavolta e' proprio diverso
Fino a ieri ci ridevi
avevi le tue strategie
con tutto sempre sotto controllo
Arriva lei
di quale razza non lo sai
comunque lei
e ti domandi come mai
soltanto lei
ti confonde le idee
dal cuore in giu'...
Capita quando capita
e il cuore fa l'acrobata
su e giu'
senza rete e senza regole
e ti riscopri fragile
con la coscienza in bilico
su e giu'
tra chi sei e vorresti essere
Dire basta che ti costa
tanto tutto poi s'aggiusta
e aggiungi un altro nome alla lista
ed invece e' un chiodo fisso
e' lei che fa la differenza
e non riesci piu' a farne senza
Arriva lei
chi l'avrebbe detto mai
comunque lei
che ti trasforma e non lo sai
soltanto lei
ti confonde le idee
di piu' di piu'...
Capita quando capita
e' una questione chimica
se c'e'
tutto il resto e' inevitabile
cambi le carte in tavola
fai danni irreparabili
ma sai
che ti meriti di vivere
di vivere
E il primo non sei tu
nemmeno l'ultimo
che prova a dire di no
ma senza farcela
Se l'amore punta su te
puoi fare quello che vuoi
tanto ci cascherai
Capita quando capita
ma se succede e' il massimo
che poi
sembra quasi di rinascere
Io l'ho capito subito
che stavi per sconvolgermi
e son qui
sono pronto per arrendermi
arrendermi

Pooh

La pagina in più

Francesco mi ha invitato a prender parte al lavoro collettivo del blog La pagina in più dedicato alla nostra città, Scandicci. Dopo qualche titubanza, ho deciso di accettare. Per me essere coautore di un blog è una novità, dopo aver tenuto queste pagine da signore assoluto. Un dispotismo illuminato, però, perché ho sempre cercato di postare con coscienza e convinto che questo non sia un foglio bianco da imbrattare a piacimento, ma un qualcosa che mi esprime in qualche modo. "Il mio blog sono io", ho già detto, consapevole che questa è comunque un'affermazione paradossale. Voglio impegnarmi dunque a lavorare per La pagina in più nel modo più collaborativo e solidale possibile.

Nord Sud Ovest Est

Non è di 883 che si tratta, anche se certe loro cose non mi dispiacevano (altro scandalo per qualche mio lettore...). Nord Sud Ovest Est sono i punti cardinali. Quanto ci siamo spostati in queste direzioni finora? I punti più lontani da me raggiunti sono:

Nord: San Pietroburgo (Russia)
Sud: Betlemme (Israele)
Ovest: Beverly Hills (USA)
Est: Šešenkara (Kazkistan)

Tutti posti notissimi, soprattutto l'ultimo...

Consideratelo un meme! Perciò invito (non è un obbligo, è chiaro...) Antonio Candeliere, gli amici di Absurdity is Nothing, Killo, Ljudmila, Drake, la Regina Madry, Malgari e chiunque altro voglia a rispondermi...

22 ottobre 2007

Intervista a Lidija Jusupova

A colloquio con Ljdia Yusupova, avvocato ceceno, donna sensibile all'argomento "diritti dell'uomo. Non è stato semplice incontrarla. Lei parla solo russo e ceceno, ma lo sguardo vivo e determinato traduce una personalità forte e combattiva. E' da sempre schierata in prima linea nella difesa dei cosiddetti "casi prefabbricati", cioè casi di gente accusata ingiustamente e costretta ad ammettere le proprie non-colpe dopo aver subito torture e vessazioni fisiche e psichiche di ogni tipo. A Ljdia, candidata al Nobel per la Pace, ho chiesto in maniera specifica, di parlare del suo rapporto con la giornalista russa Anna Politkovskaja, uccisa perché, come l'ha definita l'attrice Ottavia Piccolo, era una "donna non rieducabile".

Qual è il suo ruolo all'interno dell'Ong Memorial?
Intanto devo precisare che non sono l'unico avvocato di Memorial. Ci sono altri con me che ricevono le persone in ufficio e raccolgono le loro testimonianze, altri difendono i loro clienti o partecipano all'investigazione diretta. Il nostro lavoro è quello di tutelare i diritti dei civili che sono stati accusati ingiustamente di aver commesso dei reati, rivolgendoci alle associazioni dei diritti umani. Di solito si tratta di "casi prefabbricati": le persone accusate vengono prima torturate e dopo accettano di firmare ed essere condannati per reati che non hanno commesso.

Parliamo del suo rapporto con Anna Politkovskaja, la giornalista russa uccisa il 7 ottobre 2006.
Avevamo tropo poco tempo per parlare a livello personale. Anna veniva spesso in Cecenia a lavorare; più che altro collaboravamo con i miei colleghi e incontravamo in uffici perchè dovevamo agire con le forze d'ordine. In quei momenti, quando ci incontravamo a pranzo, parlavamo di quello che abbiamo fatto prima e di quello che dovevamo fare da lì a poco. L'ultima volta che ci siamo incontrate nel 2005 quando io ero ancora a Grozny, lei aveva parlato con Ramzan Kadyrov, attuale Presidente della Cecenia. Era seduta al tavolo e mi raccontava dell'incontro. Stava piangendo perchè doveva scrivere di quello che si erano detti e, con le lacrime sulle guance aveva l'aspetto di un bambino. Ad un certo punto ha alzato gli occhiali. Mi sono accorta che non si può dire di una persona che è forte, a me in quel momento sembrava debole. Anna era molto coraggiosa, molto aperta ma anche indifesa e sola.

Anna era sola. Ma davvero era etichettata come reietta in Russia?
Non conosco la sua cerchia di amici ma penso che in Russia la gente non la capisse e quelli che la capivano non potevano parlare, esprimersi in modo libero, aperto. I collaboratori delle Ong per la difesa dei diritti dell'uomo cercavano di aiutarla e proteggerla dicendole di parlare meno o almeno in maniera più morbida, ma lei agiva come credeva che dovesse essere fatto. Secondo me ha fatto quello che doveva fare. In modo molto chiaro denunciava tutti i crimini che le autorità russe commettevano. Non era voluta. Specie da chi commetteva quei crimini. Perchè chi commetteva quei crimini ora è al potere.

Cosa pensa di Kadyrov?
Prima che Kadyrov diventasse qualcuno in Cecenia la situazione era già compromessa. Lui è solo quello che fa funzionare la politica del Cremlino. Anna parlava spesso del sistema sofisticato della politica russa: se c'è una specie di "normalizzazione" in Cecenia è perchè la vuole il Cremlino. La normalizzazione serve a loro per le elezioni e tutto ciò non avviene solo qui ma anche in altre parti del Caucaso.

La popolarità di Kadyrov è vera o è legata alla paura che suscita?
No, non è solo legata al terrore. E' stato versato molto sangue in Cecenia e quando una persona finalmente sente di vivere bene dice: "Grazie Ramzan!". Sono stata in agosto e ho visto che ad esempio, hanno ricostruito un parco con i giochi per i bambini. Vedevo le madri passeggiare coi loro bambini, la prima volta dopo 15 anni.

La guerra nel Caucaso è davvero finita?
No. Come può essere finita se in Daghestan e in Inguscezia accade quello che accadeva in Cecenia?

E i rapimenti? Le torture?
In Cecenia avvengono di meno perché le persone si trovano o in prigione o sotto il governo delle autorità. In Inguscezia e Daghestan succede quello che accadeva in Cecenia: durante la giornata, le persone vengono portate via e non si trovano più. Il pretesto è sempre lo stesso: sono terroristi.
E posso aggiungere che la Russia porta avanti il terrore nei dei popoli del Caucaso.

Cosa c'è alla base di questo conflitto? E' un problema di origine razziale o economico?
Non voglio parlare degli interessi politici-economici, di questo ne parlano i politologi e gli economisti. Per realizzare i propri piani la Russia deve sconfiggere i nemici interni ed esterni. In questo caso i popoli del Caucaso rappresentano i nemici interni. Il fondamento di questa strategia è la legge contro il terrorismo che giustifica tutto il resto. Ovviamente non mancano gli interessi economici.

La comunità internazionale cosa può fare?
Quello che potete fare è avere consapevolezza delle vostre possibilità. Dall'altra parte se la Russia vi chiude i rubinetti del gas siete legati. Come società civile potete fare molto.

Quali sono i problemi attuali della Cecenia?
Attualmente il problema più grave riguarda la sanità. C'è la percentuale più alta di bambini ammalati di tubercolosi di tutto il Caucaso.


http://www.lavitaleggera.splinder.com/post/14357804

L'atomica benedetta

Potenze[1] nucleari

Benedicendo la bomba atomica “ortodossa” la chiesa ortodossa russa riflette semplicemente gli umori militaristi della società russa

Il sessantesimo anniversario delle forze atomiche russe è stato celebrato con un moleben[2] nella chiesa di Cristo Salvatore. Moleben significa unione di due preghiere. La preghiera di ringraziamento si unisce alla preghiera di richiesta di ulteriore successo e progresso. Serafino di Sarov[3] è stato nominato patrono degli armamenti atomici (il centro di elaborazione dei quali finora si trova nel territorio del monastero, dove san Serafino operava).

Tale preghiera (di cui hanno ampiamente riferito la televisione e i giornali governativi) ha causato maggior confusione ai non credenti che ai cristiani. Il Signore Gesù Cristo è recepito prima di tutto come, parlando nella lingua dei canti ortodossi, il “Dio della pace”[4], che ha insegnato ad opporsi al male con il bene, che ha predicato di prendere e portare la croce e ha chiesto di lasciare la spada nel fodero[5].

San Serafino non ha mai preso parte a guerre e non le ha mai benedette. “Passò” la Guerra Patriottica del 1812[6] nella cella del monastero, insegnò l’acquisizione dello Spirito Santo e non l’acquisizione della bomba atomica. Disse parole notevoli su come migliaia di persone si salvano se un uomo salva se stesso – è evidente che questo esclude ogni militarismo, che pretende di salvare migliaia di persone attraverso l’uccisione di centinaia o di salvarne milioni attraverso l’uccisione di centinaia di migliaia. Come è stato a Hiroshima e a Nagasaki.

“Novaja gazeta”, 6/9/2007, http://www.novayagazeta.ru/data/2007/68/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)



[1] L’originale è un gioco di parole complesso. Mošči è un termine aulico che significa “potenze”, ma anche e soprattutto “spoglie di santi”.

[2] Il corsivo è mio.

[3] Santo ortodosso vissuto nei primi anni del XX secolo.

[4] Il termine mir può significare anche “mondo” e qualcuno potrebbe fare finta di non capire…

[5] A voler fare i pignoli all’apostolo Pietro chiese di rimettere la spada nel fodero (l’aveva già estratta e usata), ma ciò non toglie valore all’affermazione in generale.

[6] La guerra contro Napoleone.

21 ottobre 2007

Ibragimov non molla e i suoi nemici neanche...

Urgente! Urgente! Urgente!

Oggi, dopo una lunga malattia, mi è riuscito andare da Said-Emin Ibragimov e l'ho trovato in condizioni molto gravi. Gli hanno staccato entrambi i telefoni di casa, l'elettricità e internet, senza cui non può restare neanche un'ora, poiché porta avanti un grandissimo lavoro di ricerca nell'ambito del diritto internazionale. Quando sono stato l'ultima volta a Strasburgo da Said-Emin in tutte le stanze da lui era aperta un'enorme quantità di carte e documenti di vario genere. Non aveva tempo per conversare con me, ma ora si trova in stato depressivo. I problemi si accumulano su di lui da ogni parte. Vogliono farlo litigare con tutti. Anche a me hanno telefonato degli sconosciuti e hanno detto cose che, se io non sapessi che non possono venire da Said-Emin, non vorrei mai più parlare con lui. Ho capito subito che questo è un lavoro mirato, diretto contro Said-Emina e la sua attività. Chi abbia dato l'ordine di isolare Said-Emin dal mondo esterno non è noto. France Telecom fe Wanadoo hanno promesso di riallacciare i telefoni e Internet di Said-Emin entro 48 ore, ma questo tempo è già scaduto da un pezzo e quando la figlia di Said-Emin oggi li ha richiamati hanno detto che non riallacceranno niente, perché questa linea è stata totalmente chiusa per ordine di qualcuno e che non sanno chi abbia dato questo ordine. Adesso possono allacciare un'altra linea se pagherà una forte multa e scriverà una nuova richiesta e questo prenderà molto tempo. Questa comunicazione è giunta già in mia presenza; a Said-Emin è salita fortemente la pressione, si sono dovuti chiamare i medici, che volevano portarlo subito in ospedale, ma egli si è rifiutato categoricamente. Mi ha detto che deve subito fare causa alla France Telecom e a Wanadoo. Questa è solo una parte dei problemi di Said-Emin.
Sulla sua famiglia vengono fatte forti pressioni e si agisce con metodi assai perfidi e disumani. Viene fatto di tutto perché il lavoro di Said-Emin nell'ambito del diritto internazionale resti paralizzato e perché Said-Emin non si incontri con il Segretario Generale del Consiglio d'Europa Terri Davis, come si erano impegnati con lui a fare con la lettera inviatagli il 2.10. 2007. Said-Emin Ibragimov ha urgentemente bisogno di aiuto, ma molti lo hanno abbandonato in conseguenza del lavoro mirato compiuto dai servizi segreti.
Mi rivolgo a tutti, non restate indifferenti, pensate come aiutarlo e fate tutto il possibile. Tutti i collaboratori dell'ufficio stampa dell'Associazione ("Pace e diritti umani" - nota del traduttore) sono scollegati da Internet.

Al'bert Vachaev - Collaboratore dell'ufficio stampa dell'Associazione.


http://ceceniasos.ilcannocchiale.it/post/1654796.html

20 ottobre 2007

Imparare dal vento?

IMPARARE DAL VENTO
Testo: Federico Zampaglione – Camilla Triolo
Musica: Federico Zampaglione - Andrea Pesce

Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere
Dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
E avere la pazienza delle onde di andare e venire

Ricominciare a fluire

Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare
A tutti quelli che partono, scappano o sono
sospesi
Per giorni, mesi, anni
In cui ti senti come uno che si è perso
Tra obiettivi ogni volta più grandi

Succede perché in un istante tutto il resto diventa invisibile
Privo di senso ed irraggiungibile
per me
Succede perché fingo che va sempre tutto bene
Ma non lo penso in fondo

Torneremo ad avere più tempo e a camminare
Per le strade che abbiamo scelto che a volte fanno male
Per avere la pazienza delle onde di andare e venire
E non riesci a capire....

Succede perché in un istante tutto il resto diventa invisibile
Privo di senso ed irraggiungibile
per me
Succede anche se il vento porta tutto via con sè
Vivendo
Ricominciare a fluire

A proposito di Iran

19 ottobre 2007

Prima di Anna Politkovskaja

Il caso Igor’ Domnikov

Agli assassini è stata letta la sentenza, i mandanti sono ancora in libertà

Martedì il giudice federale della corte suprema del Tatarstan[1] Il’dus Minšakirovič Gataulin ha emesso una condanna per le vicende della banda Tagir’janov. Gli imputati erano accusati di 23 omicidi e 8 rapimenti. Quattro di loro – il capobanda Tagir’janov, i membri della banda Babkov, Danilevič e Dacko – sono stati condannati all’ergastolo. L’uccisore di tre persone Chuzin è stato condannato a 25 anni di reclusione in una colonia penale a regime duro, Kazakov a 19 anni, Bezuglov, l’uomo più vicino a Tagir’janov, che aveva pianificato la maggior parte dei delitti e vi aveva partecipato personalmente, a 18 anni di colonia penale a regime duro, nonostante il fatto che indubbiamente meritasse il quinto ergastolo di questa banda. Ma l’attiva collaborazione alle indagini è stata ritenuta dal giudice una circostanza attenuante.

A dir le cose come stanno, proprio grazie alle ammissioni di Bezuglov si è venuti a sapere che alla banda Tagir’janov “va ascritto” l’omicidio di un nostro collaboratore, il redattore di una sezione della “Novaja gazeta” Igor’ Domnikov. Purtroppo bisogna ammettere che senza queste dichiarazioni non si sarebbe mai riusciti a risolvere il caso del bestiale assalto conclusosi con la morte di Igor’. Con l’aiuto di Bezuglov “stapparono la bocca” anche al capo della banda Tagir’janov: durante le indagini disse chi aveva ordinato l’omicidio di Domnikov. Le tracce condussero al governatore della regione di Lipeck[2] Korolëv e al suo vice Dorovskij, sulle attività dei quali Igor’ Domnikov aveva scritto un ciclo di articoli. Le indagini portarono alla luce anche l’intermediario, che fu arrestato, – un qualche uomo d’affari di nome Pavel Sopot, che aveva collaborato attivamente sia con la leadership della regione di Lipeck sia con la banda Tagir’janov (Tagir’janov è amico e partner d’affari di Sopot).

Ma dopo che Sopot cominciò a fare dichiarazioni, il vice governatore Dorovskij e il governatore Korolëv si trovarono in una situazione molto delicata. Quando poi furono congelati i conti in due banche moscovite (a quanto risulta dalle indagini, proprio in questi venivano versati i soldi ai banditi per i servizi di “distribuzione” e di altro genere da loro svolti), gli inquirenti presero a sentire una pressione non da ridere da parte degli odiosi funzionari della Procura Generale. Restano ancora da valutare le azioni dello scandalosamente noto ex vice procuratore Birjukov, che più di una volta ha bloccato i procedimenti penali più importanti (per esempio, il caso delle “Tre balene”[3] ecc.).

Insomma, per via di terribili pressioni e perfino di minacce agli inquirenti di essere sollevati dall’incarico Pavel Sopot dovette essere lasciato stare. In seguito intervenne nel caso della banda Tagir’janov come testimone. Ciononostante perfino al processo questo “testimone” senza troppa modestia ammise il proprio ruolo nella morte di Igor’ Domnikov.

Fatto sta che gli articoli del giornalista irritavano molto il governatore Korolëv e il suo vice Dorovskij. Fargli causa era insensato – negli articoli non c’era un solo errore o un fatto falso, non c’era niente a cui attaccarsi. E poi questi erano scritti in uno stile così splendido e ironico che qualsiasi giudice avrebbe semplicemente riso di cuore. Risolsero il problema in un altro modo. Sfruttarono i legami di amicizia di Sopot e chiamarono a “sistemare le cose” con il giornalista degli assassini professionisti, perché portassero Domnikov a Lipeck sul tappeto del governatore. Non riuscirono a rapire il giornalista e allora entrò in azione il martello. Dopo un pedinamento durato diversi giorni (il delitto fu preparato accuratamente) la sera del 12 maggio 2000 assalirono il giornalista all’ingresso della sua casa. Al’bert Chuzin colpì Igor’ alla testa con un martello per tre volte. Dopo 63 giorni Domnikov morì all’ospedale Burdenko[4] senza essere uscito dal coma.

Nella sentenza del giudice Gataulin tutte le fasi di questo omicidio (dall’ordine all’esecuzione) sono riportate con precisione. Purtroppo sul banco degli imputati accanto a Tagir’janov non c’erano né Кorolëv, né Dorovskij, né Sopot. Il giudice non poteva uscire dai margini dellaccusa presentata. Ma nella prospettiva di far rispondere penalmente i mediatori e i mandanti il giudice Gataulin ha fatto il massimo. Ha condotta un’ineccepibile inchiesta giudiziaria e ha emesso un’ineccepibile condanna. Non dubitiamo che presso la Corte Suprema russa non ci sarà indulgenza per alcuno degli uomini di Tagir’janov.

In generale è stata una bella fortuna che questo processo sia capitato proprio a Il’dus Gataulin, uno dei migliori giudici russi. In Tatarstan lo considerano il giudice più duro, poiché sul suo conto ci sono soprattutto condanne “a vita”. Fra l’altro nessuna sua condanna è stata modificata dalle supreme istanze, il che testimonia in questo caso non della durezza, ma esclusivamente della professionalità del giudice. Perfino nel caso di Tagir’janov non solo ha emesso quattro condanne all’ergastolo, ma ha anche rimesso in libertà con la condizionale i quattro membri più giovani della banda, che non avevano preso parte agli omicidi. Questo diritto di punire e amnistiare, facendosi guidare solo dalla legge e dalla propria coscienza è un privilegio che alcuni membri della magistratura russa hanno conservato.

Gli inquirenti, che hanno impiegato anni per questo processo e l’hanno portato avanti con la migliore professionalità, erano soddisfatti di questa sentenza. E hanno fatto capire: il lavoro ulteriore sulla vicenda dell’omicidio di Igor’ Domnikov prosegue.

Proseguiremo anche noi.

Elena Milašina
Nostro corrispondente speciale

29.08.2007, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2007/66/05.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)



[1] Repubblica autonoma della Federazione Russa popolata per la maggior parte da tatari.

[2] Città della Russia centro-meridionale.

[3] Secondo un’antica leggenda russa il mondo si regge sulla schiena di tre balene. “Tri kita” (Tre balene) è il nome di un complesso commerciale che si occupa di mobili ed è implicato in uno scandalo di corruzione che vede coinvolti anche membri dei servizi segreti.

[4] Clinica neurochirurgica di Mosca.

Buone notizie

Ricordate questo appello? Contrariamente a tanti appelli che girano in Rete era vero, era stato diffuso da Eros Cantini, figlio di Giampiero Cantini, nella speranza di poter ritrovare il padre scomparso. Da qualche giorno sentivo dire qua e là che la vicenda si era felicemente risolta. Eros Cantini, da me interpellato, mi ha confermato che le cose stavano proprio così. Colgo l'occasione per ringraziarlo per la gentilezza dimostrata nei confronti di un perfetto sconosciuto che, sollecitato da un amico (M.D.V., un grazie anche a lui), aveva fatto il minimo che potesse fare per aiutare delle persone in difficoltà...

17 ottobre 2007

Chiavi di ricerca di settembre del mio blog-CV

organisational skills and competences: cioè capacità e competenze organizzative.

artistic skills and competences curriculum vitae: capacità e comptenze artistiche? Mettetemi alla prova!

artistics skills cv: vedi artistic skills and competences curriculum vitae

curriculum "main subjects": i temi principali del mio curriculum? Date un'occhiata qui

curriculum inglese social skills: capacità sociali? Anche...

curriculum vitae inglese personal informations: informazioni personali? Ci sono...

cv title of qualification awarded: titolo di qualifica ottenuto? Laurea in Lettere...

european curriculum vitae: vedi qui

lettura di alcuni curriculum vitae: legga anche il mio!

name and type of organization providing education and training: nome e tipo di organizzazione che fornisce istruzione e addestramento.

technical skills curriculum: curriculum delle capacità tecniche.

16 ottobre 2007

Chiavi di ricerca di settembre dell'altro mio blog

rivoluzione arancione in russia: per ora la vedo abbastanza improbabile...

"carro armato" russia: vuoi un carro armato russo? E per farci cosa?

"diciassette momenti di primavera": vedi qui

"diciassette momenti di": vedi "diciassette momenti di primavera"

"diciassette momenti"
: vedi "diciassette momenti di primavera"

"donna cecchino": pare che il più efficace cecchino russo fosse una donna... Vedi qui

'comitato madri di beslan': un gruppo di donne che non si arrendono davanti alle bugie ufficiali...

accademia europea di polizia praga 17 20 settembre 2007: una riunione di cui non so nulla..

alexandre gaydamak
: è un miliardario di origine russa di cui ho già parlato...

armi ad energia diretta russe: vedi qui

armi nascoste: sono nascoste bene e quindi non ne son nulla...

armi speciali russe: quelle che usano per "liberare" gli ostaggi?

azioni finaziarie del manchester united: finaziarie?

berezovskij brasile: vedi qui

beslan russia città
: sì, Beslan è una città della Federazione Russa...

bomba termica russa: non so di che si tratti di preciso...

bomba termobarica
: vedi qui

boris abramovich berezovskij: cioè Boris Abramovič Berezovskij...

bruno menasti:
sarebbe Bruno Mentasti (Granelli). Vedi qui

canali ufficiali russi
: cioè quasi tutti i mass media russi?

canti russi
: quali canti?

canzone popolare russa kalinka: vedi qui

carristi russi: non ne conosco...

citta segrete russe: vedi qui

città russa leninskij: c'è più di una Leninskij, ovviamente. Vedi qui

cognoni di ufa urss: cioè i cognomi di Ufa quando faceva parte dell'URSS?

comandante di sottomarini russi passati alla storia: quali sottomarini russi sono passati alla storia?

criminalita in russia, 20 anni fa: pare che 20 anni fa in Russia ci fosse meno criminalità, ma ci si può fidare delle statistiche di quei tempi?

devetia:
vedi qui

devetia ggaw: vedi devetia

disegno bambino etnia russa: un disegno di un bambino russo?

donna russa: quale?

esplosione termobarica:
a Beslan ce ne sono state molte...

falcone borsellino mafia russa:
mi pare di ricordare che non molto tempo prima di essere ucciso Giovanni Falcone indagasse sui legami tra la mafia russa e quella siciliana...

fatti tragici successi nel 1996
: vedi qui

femminile cognomi russi
: farò qualche esempio. Il femminile di Dostoevskij è Dostoevskaja, quello di Tolstoj Tolstaja, quello di Bunin Bunina, quello di Popov Popova.

festa inizio anno scolastico russia: vedi qui

formazione russia calcio: la Russia ha schierato varie formazione. Con scarso successo, almeno ultimamente...

forze armate russia:
anche loro impegnate in "sporche guerre"...

foto dacie russe
: vedi qui

fuori usciti in russia:
ci sono fuoriusciti che vanno in Russia?

gianni lapis:
vedi qui

gianni lapis palermo
: vedi gianni lapis

giocatori urss spariti
: mi viene in mente solo Èduard Anatol’evič Strel’cov, che sparì per anni in un campo del Gulag. Vedi qui

grandi club di calcio russi:
lo Spartak di Mosca, la Dinamo di Mosca, il CSKA di Mosca, lo Zenit di San Pietroburgo...

guardie tradizionali russe
: non so cosa si intenda per "guardie tradizionali"...

ickerija video:
video della Cecenia indipendentista?

idf centrex nosilka:
vedi qui

incidente pattuglia acrobatica agosto 2007:
e di quale incidente si tratterebbe?

italiani a surgut:
ci sono anche lì...

ivanova, russia europea, russia hotel:
parole in libertà?

izvestija beslan:
le Izvestija hanno parlato di Beslan. Per qualcuno anche troppo...

kantemirovka russia:
sì, Kantemirovka è in Russia...

kulaev:
Nurpaši Kulaev è ufficialmente l'unico sopravvissuto tra i terroristi che presero la scuola di Beslan...

kvn russia:
vedi qui

lavoro guardia del corpo in russia:
è impegnativo, visto che là fanno spesso affari e politica a colpi d'arma da fuoco...

le madri di beslan
: donne umiliate e offese...

legge sull'immigrazione in russia:
problemi con gli apostrofi?

lettere al ristoratore dove non corrispondeva la qualità /prezzo:
ci sarebbe da scrivere tante lettere del genere...

locali notturni a san pietroburgo:
cosa cercate, birboni?

matteo mazzoni
: sono io...

miliardari russi calcio presidente dinamo:
vedi qui

museo kubinka russia:
a Kubinka, presso Mosca, c'è il museo della guerra. Lì ci si può servire...

nazionale calcio russia anni 70
: era l'URSS, non la Russia...

nazionale calcio russia giocatori:
vedi qui

nuove armi russe presentate da putin:
a Putin piace "mostrare i muscoli"...

oleodotti gasdotti russi:
migliaia di chilometri di tubi...

palazzi in mattoni russia:
ce ne sono sicuramente...

persone bruciate vive:
a Beslan... Ma non solo...

plagio psicologico elezioni:
chi plagia gli elettori?

politologi italiani e la russia:
i politologi italiani capiscono la Russia?

presidente transneft dimissioni:
non mi risulta che il presidente della Transneft' si sia dimesso... Forse intendevi dire che dovrebbe farlo?

proprietario west ham
: vedi qui

reinaldo calciatore:
e chi è?

reparto alfa russia:
quello che "libera" gli ostaggi...

ricerca di lavoro a san martan:
?

rivoluzione ortografica in russia:
vedi qui

russi carri armati
: tanti russi stanno nei carri armati...

russia termobarica bomba:
vedi qui

russkie.ru foto
: lasciamo perdere...

setta russa:
in Russia ci sono tante sette...

sigla che identifica la fabbrica armi da caccia:
e qual è?

sirco gas metano di belgrado
: la Sirco opera anche a Belgrado?

società russa gas zugo:
Zugo è un paradiso fiscale. Vedi qui

soprannomi e di tutto giocatori del calcio:
vuoi i soprannomi di tutti i calciatori?

sport russo oligarchi:
gli oligarchi hanno molto a che fare con lo sport... Ma non perché sono sportivi...

temirbulatov
: vedi qui

termobarica russia:
vedi russia termobarica bomba

tol'jatti
: è quella città russa intitolata a Togliatti che gli italiani (ma non i russi!) chiamano Togliattigrad...

tragedia di beslan
: non si è svolta come vogliono far credere...

tutti gli acquisti del calcio:
vuoi tutto il calciomercato? E anche una fettina di...?

tutti i club brasiliani:
sono troppi per un uomo solo...

unità misura russa:
per esempio la versta (1066,8 metri). Vedi qui

usanze russe tavola:
ce ne sono di assai curiose. A Natale non posano i cucchiai sulle scodelle perché gli spiriti non li usino come ponti per entrare in esse...

usanze tradizionali russe:
anche di queste ce ne sono tante. Per esempio, all'inizio della primavera affondano nei corsi d'acqua dei pupazzi che rappresentano l'inverno...

vasilij zajcev foto:
vedi qui

viktor feliksoviè
: cioè Viktor Feliksovič (Veksel'berg?)...

vini georgiani milano:
a Milano si trovano vini georgiani?

vladislav surkov:
vedi qui

migliori calciatori russi:
vedi qui

Quando gli artisti grafici si annoiano

















11 ottobre 2007

Nella città di Mantova

Associazione Anna Politkovskaja - Mantova

www.associazionepolitkovskaja.eu

Vive voci

I testimoni raccontano la Cecenia

Incontro con

Majnat Abdullaeva, giornalista cecena esule a Berlino

e

Lida Yusupova, avvocatessa di Memorial, candidata al Nobel per la Pace

Sabato 13 ottobre 2007, ore 21.00

Aula Magna Isabella d’Este,

Via Giulio Romano 13 - Mantova

In collaborazione con Amnesty International Gruppo 79, Tavolo Provinciale per la Pace di Reggio Emilia

con il contributo dell'Assessorato all'Immigrazione, Pari Opportunità e Pace del Comune di Mantova


Ringrazio R. per questo contributo