27 febbraio 2009

La Malattia Industriale






Dire Straits "Industrial Disease"




LA MALATTIA INDUSTRIALE
I segnali d'allarme stanno lampeggiando giù al Controllo Qualità
Qualcuno ha gettato una chiave inglese (1) e l'hanno gettato in gattabuia
Ci sono voci nella zona di carico e rabbia in città
Qualcuno ha soffiato nel fischietto e le mura sono cadute
C'è un incontro nella sala del consiglio stanno cercando di scoprire da dove venga l'odore
C'è una perdita nel bagno c'è un fare furtivo tra il personale
Da qualche parte nel corridoio qualcuno è stato sentito starnutire
Mamma mia potrebbe essere la Malattia Industriale?

Il custode è stato crocifisso per avere dormito sul posto di guardia
Rifiutano di venire a un accordo è lui che biasimano di più
Il cane da guardia ha la rabbia il caporeparto ha le pulci
E tutti sono preoccupati per la Malattia Industriale
C'è il panico nel quadro comandi le lingue sono annodate
Qualcuno sciopera per solidarietà qualcuno ha delle eruzioni (2)
Qualcuno biasima la dirigenza qualcuno i dipendenti
E tutti sanno che è la Malattia Industriale

La manodopera è disgustata mette giù gli attrezzi e se ne va
L'innocenza è ferita l'esperienza semplicemente parla
Tutti cercano i danni e tutti sono d'accordo
Che questi sono i "classici sintomi di una stretta monetaria"
Su ITV e BBC parlano della maledizione
La filosofia è inutile la teologia è peggio
La storia ribolle c'è una stagnazione (3) economica
I sociologi inventano parole che significano "Malattia Industriale"

Il dottor Parkinson ha dichiarato "Non sono sorpreso di vederti qui
Tu hai la tosse da fumatore a causa del fumo, l'impotenza alcolica (4) a causa del bere birra
Non so come tu abbia fatto a prendere i ginocchi di Betty Davis
Ma la cosa peggiore, giovanotto, è che hai la Malattia Industriale"
Mi scrisse una prescrizione disse "tu sei depresso
Ma sono lieto che tu sia venuto a vedermi per fartela cacciare dal corpo
Torna a vedermi più tardi - il prossimo paziente, prego
Mandate dentro un'altra vittima della Malattia Industriale"

Vado giù allo Speaker's Corner (5) sono frastornato
Hanno libertà di parola, turisti, polizia nelle camionette
Due uomini dicono di essere Gesù uno di loro deve sbagliarsi
C'è un cantante di protesta che canta una canzone di protesta - dice
"Vogliono fare una guerra per tenerci in ginocchio
Vogliono fare una guerra per tenersi le loro fabbriche
Vogliono fare una guerra per farci smettere di comprare prodotti giapponesi
Vogliono fare una guerra per far cessare la Malattia Industriale
Stanno indicando il nemico per matenervi sordi e ciechi
Vogliono prosciugare la vostra energia incarcerare la vostra mente
Vi danno "Rule, Britannia!" (6), la birra gassata, la terza pagina (7)
Due settimane in Spagna e lo spogliarello domenicale"
Intanto il primo Gesù dice "La curerei presto
Aboliamo i lunedì mattina e i venerdì pomeriggio"
L'altro fa lo sciopero della fame sta morendo a poco a poco
Come ha fatto Gesù a prendere la Malattia Industriale?


(1) To throw a spanner significa "sabotare", ma dove posso salvo i giochi di parole.

(2) Gioco di parole intraducibile tra to come out in sympathy (scioperare per solidarietà) e to come out in spots (avere eruzioni cutanee).

(3) Letteralmente "congelamento".

(4) Letteralmente "fiacchezza da birraio" (nome popolare della patologia).

(5) "Angolo del parlatore", luogo in un parco di Londra dotato di una pedana da cui chiunque può dare comizi.

(6) "Domina, Britannia", canto patriottico.

(7) Nei migliori giornali inglesi la terza pagina ha gli articoli di fondo, ma in quelli "popolari" ha le foto di donne nude...

(traduzione e note di Matteo Mazzoni)



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26 febbraio 2009

It's a long way...



AC/DC "It's a long way to the top (if you wanna rock'n'roll)





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I vizi capitali

i Vizi Capitali Secondo Don Tomaselli



Ringrazio A.N. per questo contributo

Nicotra

Nicotra - Il Tirreno



Nicotra - Vita Apuana





Ringrazio D.N. per questo contributo

22 febbraio 2009

Haiku? (VII)

E' molto raro
gioire di sbagliarsi
a pensar male

*******************

Mia cara Bonnie,
l'eclissi del cuore
è assai frequente


Vedi: Haiku?, Haiku? (II), Haiku? (III), Haiku? (IV), Haiku? (V), Haiku? (VI)

21 febbraio 2009

Sono rock... ma con varie sfumature



Led Zeppelin "Rock 'n' roll"




Enrico Ruggeri "Punk (prima di te)"




Status Quo "Hold you back"




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18 febbraio 2009

Cecenia libera?

"CECENIA LIBERA, RUSSIA DEMOCRATICA"


MANIFESTAZIONE A MILANO SABATO 21 FEBBRAIO,
IN OCCASIONE DEL GIORNO DELLA MEMORIA DEL POPOLO CECENO.


Antonio Russo, Anna Politkovskaja, Anastasia Baburova, Stanislav Markelov…
Chi sarà il prossimo testimone della Russia di Putin ad essere ucciso?


In Cecenia si continua a uccidere, a torturare e a far sparire esseri umani. Lo stesso accade in Inguscezia, Daghestan, così come a Mosca. Ci pensano gli uomini di Putin a ripulire la Russia dai nemici che mettono a rischio la sicurezza nazionale.


La Russia per i russi, proclamano Putin e Medvedev, e violenza e xenofobia dilagano. La democrazia si allontana nel silenzio dell'Occidente, dell'Unione Europea. Noi non ci stiamo!
Sabato 21 febbraio 2009, in occasione del "giorno della memoria" del popolo ceceno (65° anniversario della deportazione staliniana), un cartello di associazioni ha indetto a Milano un presidio, dalle ore 14:00 alle ore 18:00, in via Dante angolo via Rovello.


L'evento è promosso da: associazione Annaviva, associazione Enzo Tortora – Radicali Milano, associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino, associazione Radicali Lecco.


Accanto al palco sul quale si alterneranno gli oratori sarà montato un totem con le foto di Anna Politkovskaja, Anastasia Baburova e Antonio Russo e la scritta "UCCISI PER AVERE RACCONTATO LA RUSSIA DI PUTIN".


Hanno assicurato la loro partecipazione all'evento:
- Piero Graglia, docente di Storia delle relazioni internazionali all'università di Milano
- Francesca Sforza, giornalista e autrice del libro "Mosca-Grozny: Neanche un bianco su questo treno"
- Bruno Mellano, presidente di Radicali Italiani
- Roberto Natale, presidente FNSI Federazione nazionale stampa italiana
- Emanuele Fiano, parlamentare PD
- Marcello Saponaro, consigliere regionale Verdi
- Michele de Lucia, tesoriere di Radicali Italiani
- Emilio Targia, caporedattore di Radio Radicale- Marco Perduca, parlamentare radicale eletto nel PD- Pietro Marcenaro, (senatore PD, Presidente Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani)


Durante la manifestazione, saranno a disposizione dei cittadini libri sulla situazione geopolitica della Russia e della Cecenia nonché bandiere della Cecenia.


Milano, 14 febbraio 2009


Per informazioni e/o adesioni:
Valerio Federico, segretario Associazione Enzo Tortora – Radicali Milano, tel 358256736
Matteo Cazzulani, presidente associazione Annaviva, tel 3493620416 mailto:3493620416matteo.cazzulani@annaviva.com radicalimilano@gmail.com

Fortezze

COME VINCERE LE FORTEZZE

da una audio cassetta di Charles Stanley (elaborazione di Anna Maria Peselli)


http://www.diovive.com/f_ostacoli.htm


La Scrittura dice che la vita cristiana è una vita vittoriosa perché sulla croce Cristo ha già sconfitto Satana. Perché allora, in tanti aspetti, la nostra vita manifesta schiavitù o dipendenze da cui non riusciamo a liberarci?


Chi cerca di approfondire sempre più la propria relazione con Dio per crescere fino alla maturità cristiana - a cui tutti siamo chiamati - avrà certamente scoperto come, ad un certo punto del cammino, la fede nella parola si riveli del tutto insufficiente.


Per vedere Dio agire regolarmente nella nostra vita, dobbiamo capire che

Ø La fede intellettuale nella parola non basta:

Ø la fede deve scendere nel cuore, deve convincerci delle verità della Parola e dell’autorità che essa ci conferisce.

Ø Solo allora potremo applicare con determinazione la Parola di Dio nella e alla nostra vita.


Schema introduttivo dell'insegnamento

Cosa dice la Scrittura sulle fortezze?: 2 Cor 10, 1-6
Cosa sono le "fortezze" ? Siamo in guerra?
Come possiamo riconoscere le "fortezze"
1. Cosa sono?
2. Come arrivano?
3. Come e dove si insediano?
a) Nelle debolezze;
b) Punti precisi di insediamento;
c) La tecnica di Satana;
Progetti e scopo delle fortezze
a) Dividere la mente
b) Scoraggiare e deprimere
c) Accusare e condannare
d) Produrre disaccordo nelle relazioni ....
e) Portare alla depressione
Come abbattere le fortezze? - Dio non ci condanna
La strategia del diavolo
1. La strategia globale
2. Come si sviluppa una fortezza?
a) La fortezza involontaria (Blocca il vostro potenziale)
b) La fortezza volontaria (Scoprire le "fortezze sataniche" in noi)
Come ci si apre alle fortezze?
Dettagli della strategia satanica di attacco. - Come inizia l'insediamento?
a) Il pensiero
b) la considerazione
c) l'atteggiamento
d) l'azione
e) l'abitudine
f) la fortezza
Come difendersi? Cinque cose importanti
1. Il tragitto dal pensiero alla "fortezza"
2. "Fortezze": basi di potere satanico in noi ...
3. Come riconoscere e liberarsi dalle fortezze [a) Dove cadete sempre; b) Gli eccessi ]
4. Confessione e pentimento non vi liberano dalle fortezze
5. Il male che il peccato fa a noi!
Le fortezze vanno eliminate - Falsi ragionamenti, elucubrazioni
Come liberarsi dalle fortezze:
1. Riconoscerle
2. Identificarle
3. Rintracciarne l'origine
4. Rivolgersi a Dio in preghiera
Le armi della nostra battaglia
1. La parola di Dio
2. Il sangue di Gesù
3. Il nome di Gesù
4. Lo Spirito Santo
"Fede nella Parola"
La vigilanza è indispensabile: il suo ruolo
a) Colmare il vuoto
b) CON LA PAROLA DI DIO
c) Individuare il nemico
d) Diligenza
e) La guarigione richiede tempo
f) In cosa consiste la guarigione
Mantenere la libertà conquistata : Sta solo a voi
Preghiera



LE FORTEZZE

Cosa dice la Scrittura delle fortezze che tanto complicano la vita dei cristiani?

Certo il diavolo deve odiare 2 Corinzi 10, 1-6, e deve restare sconvolto se qualcuno cerca di predicare e di vivere quel brano. Se infatti la gente arriva a capirne il vero significato, lui perderà il potere su una vasta zona di influenza nella nostra vita.

2 Corinzi 10, 1-6

(1) "Vi parlo spinto dall'umiltà e dalla bontà di Cristo, proprio io, Paolo, che... sono umile quando mi trovo con voi, energico invece quando vi scrivo da lontano.

(2) Vi supplico di non costringermi a intervenire energicamente quando sarò tra voi. Infatti, sono pronto ad agire con energia contro quelli che considerano il mio atteggiamento basato su motivi di convenienza umana (che pensano cioè che io cammini secondo la carne).

(3) In realtà noi viviamo nella carne, ma non combattiamo secondo la carne.


(4) Infatti le armi della nostra battaglia non sono armi militari (carnali), ma spirituali; e hanno da Dio la potenza divina di distruggere le fortezze (nemiche).

(5) Con esse distruggiamo i falsi ragionamenti [speculazioni], e demoliamo tutto quello che si oppone con orgoglio alla conoscenza di Dio. Con esse pieghiamo ogni ragionamento umano all'ubbidienza di Cristo [lo rendiamo prigioniero dell'obbedienza a Cristo].

(6) E quando la vostra obbedienza sarà completa, saremo pronti a punire ogni disobbedienza."



Cosa sono le "fortezze"?

Quante volte ci siamo chiesti perché continuiamo a fare gli stessi sbagli, ad avere le stesse debolezze? Abbiamo promesso di non farlo più, che avremmo abbandonato quell'atteggiamento; abbiamo provato a leggere la Scrittura per saperne di più sull'argomento e riceverne forza; ci siamo confessati, pentiti; ed eccoci a cadere ancora nella stessa debolezza!

Siamo in guerra?

Ma è proprio di questo che Paolo parla in 2 Corinzi 10. Uno dei motivi principali per cui tanti cristiani, invece della vittoria in questi campi, sperimentano una clamorosa sconfitta, è che non si rendono neppure conto di trovarsi in una Guerra Spirituale. Leggendo attentamente le parole di Paolo, vediamo che noi "non combattiamo secondo la carne." In realtà, fisicamente noi siamo nella carne, ma le armi della nostra battaglia non sono militari: sono Armi Spirituali, che hanno da Dio il potere di abbattere, di distruggere le fortezze del nemico insediatesi in noi.

Tuttavia, se siamo in guerra senza neppure saperlo, probabilmente ne usciremo malconci. Se poi non conosciamo neppure il nemico, siamo davvero nei guai. E ancora, se il nemico ha un insediamento di potere proprio davanti alla nostra porta, e ignoriamo anche questo, non potremo che perdere.

Paolo dice che i credenti si trovano in mezzo ad una guerra spirituale continua, che durerà fino al ritorno di Gesù Cristo.

In questo brano particolare egli tratta un problema di fondo che, in teoria, dovrebbe riguardare solo chi ancora non ha conosciuto Cristo. Invece, anche molti cristiani, prima o poi, tornano a fare quell'esperienza, e sono davvero troppi quelli che se la trascinano dietro per tutta la vita: Si tratta delle "fortezze" di Satana, ossia delle sue basi fortificate nella loro vita.



COME RICONOSCERE LE "FORTEZZE"

Cosa intende Paolo per "fortezze"? Il problema presenta diversi aspetti.

1. Cosa sono? - Al versetto 4 troviamo la definizione:

"Le armi della nostra battaglia non sono armi militari, ma spirituali, e hanno da Dio la potenza divina di distruggere le fortezze."

Ø Fortezza in greco significa "castello fortificato," e Paolo intende le fortificazioni spirituali nella nostra vita.

Ø Qui il termine significa base di potere, un punto fortificato del nemico - e quindi

Ø una debolezza nella nostra vita, qualcosa che non abbiamo ceduto a Dio, dove non ci siamo arresi a Lui.

Ø Può anche essere un errore nel nostro modo di pensare, in contrasto con la verità di Dio.

2. Come arrivano?

Satana è il padre di ogni menzogna, e se riuscirà a farci credere ad una bugia su Dio, su noi stessi o su qualcun altro, ne trarrà grande vantaggio.

Ø Le "fortezze" quindi, o basi fortificate di potere satanico impiantate nella nostra vita, si fondano sulla nostra "fede a rovescio": quando cioè crediamo alle bugie del diavolo, che dicono l'opposto di quanto afferma la Scrittura.

3. Come e dove si insediano? Attraverso quali punti concreti si sviluppano le fortezze nella vita di una persona?

a) - Nelle nostre debolezze: É importante sapere che alla base di ogni "fortezza" c'è sempre qualcosa di sbagliato da parte nostra. Le fortezze possono riguardare:

Ø una nostra zona di debolezza;

Ø un atteggiamento sbagliato;

Ø qualcosa in cui non ci siamo arresi a Dio;

Ø un’azione o abitudine sviluppatesi in noi; o ancora,

Ø zone di incomprensione o di errore nel modo di pensare, che hanno permesso a Satana di arroccarsi in noi e di intervenire nella nostra vita.

Di qualunque cosa si tratti, non è arrivata all'improvviso, ma attraverso vari stadi o passaggi.

b) - Alcuni punti precisi di insediamento delle fortezze:

Ø Le debolezze potrebbero riguardare ad esempio gelosia, avidità, desideri sessuali, ecc.;

Ø potrebbe trattarsi di risentimento, amarezza, senso di repulsione;

Ø di una misera immagine di noi stessi, scarsa stima di sé.

Ø Una fortezza può anche assumere diverse forme; oppure potrebbe trattarsi di diverse fortezze.

c) - La tecnica di Satana:

Ø Per ogni zona debole che Satana scopre in noi (e Satana non è onnisciente), ci mette alla prova per scoprire il nostro momento di massima debolezza: poi saprà esattamente quando e come colpire.

Quando riuscirà ad avere una fortezza in noi, si comporterà come un qualsiasi stratega militare: scoperto il punto più debole del nemico, lo colpirà ferocemente. Se poi avrà successo, tornerà a colpire più e più volte. Ma proprio da quei ripetuti attacchi scopriremo le posizioni da cui egli continua a sconvolgere la nostra vita. Se ha successo, perché dovrebbe cambiare zona?


PROGETTI E SCOPO DELLE FORTEZZE

"Cosa si propone Satana? Qual'è lo scopo ultimo delle sue basi di potere?" (Dalle fortezze, in pratica, Satana riesce a prendersi gioco di noi). I suoi propositi sono:

a) Dividere la nostra mente.

Satana vuole dividere la nostra mente. Vede il nostro potenziale in Dio, poi scopre debolezze e punti di fragilità in cui non ci siamo ancora arresi al Signore, errori nel pensiero, difetti. Lì egli ha il diritto di attaccare, e colpirà. Gli attacchi continui su un dato punto produrranno divisione nella nostra mente.

Ad esempio, in noi può esserci una fortezza di gelosia, e sul lavoro attribuiamo troppa importanza a qualcuno, pensando che sia migliore di noi e che voglia aiutarci a trarre il meglio da noi stessi. Ma Satana ha già deformato e corrotto il nostro modo di vedere quella persona, e userà quella fortezza per dividere la nostra mente. Pensiamo a qualcos'altro, e ci viene in mente quella persona; facciamo dei progetti, ed ecco che pensiamo a come includervela. La mente è divisa da quella fortezza.

b) Scoraggiare e deprimere:

Ma non è solo la mente ad essere divisa. La fortezza è una base di potere da cui Satana ci sconvolge. In che modo?

Ø Dice bugie cercando di scoraggiarci: "Guarda cos'hai fatto, ci sei ricaduto! Dio sarà deluso di te!"

Ma sono tutte bugie: Dio non potrà mai restare deluso di nessuno perché, essendo onnisciente, vede la nostra vita dall'inizio alla fine. Come potrebbe restare deluso da ciò che già conosce? Potremo deludere solo chi si aspetta qualcosa da noi, non Dio. Possiamo deludere noi stessi, e ci condanneremo pensando di non far fronte alle aspettative di Dio. Ma Lui sa già quando sbaglieremo.

Ø Lo scoraggiamento è proprio ciò che Satana, dalla sua base di potere, cerca di produrre in noi: vuole sconvolgerci, metterci sulle spalle un opprimente senso di condanna - l'esatto contrario della salvezza gratuita regalataci da Cristo.

c) Accusare e condannare

É Satana ad accusarci, a metterci sotto la sua condanna.

Scopre un tuo punto debole e poi continua a puntare il suo artiglio su di te, con accuse ed inganni. Se non capisci le sue trame, cadrai sotto la sua oppressione pensando che sia verità. E ti scoraggerai.

d) Produrre disaccordo nelle relazioni

Egli vuole inoltre coinvolgersi nelle vostre relazioni umane, solo per rovinarle. Potrà esserci incomprensione in famiglia, sul lavoro, con gli amici e i vicini.

e) Portare alla depressione

Se Satana riuscirà a corrompere il vostro atteggiamento fino produrre in voi la depressione, la vostra relazione col Signore e con la gente comincerà ad essere influenzata da lui. Comincerete a riversare sugli altri la vostra negatività, il risentimento, l'amarezza e la delusione. Un bel traguardo per il diavolo!


NON DOVETE DESISTERE!

Davanti a tali risultati, Satana batte felice le mani: ci sta sconfiggendo. Ma può farlo solo perché ha trovato in noi un punto debole su cui stabilire una fortificazione a nostra insaputa. Ci chiederemo: "Perché Satana mi sconfigge sempre in quel punto?" Ma è semplice: in quella parte della vita non ci siamo arresi a Dio, non c'è stata "correzione", e il diavolo può vantare i suoi diritti. Per questo molti cristiani giungono alla conclusione che il cristianesimo non serve a nulla. E lo abbandonano. Dicono di aver provato tutto, di aver confessato quelle mancanze, di essersene pentiti, di aver letto la Scrittura, frequentato incontri di risveglio eccetera... per ritrovarsi con gli stessi problemi di prima. Dicono che niente ha funzionato. Ma si sbagliano di grosso!



COME ABBATTERE LE FORTEZZE

Dobbiamo capire che una fortezza non si abbatte con la confessione del peccato e col pentimento: non funzionerà. Quante volte avete promesso a Dio: "Non lo farò più!" per ricaderci mezz'ora dopo! Non è così che ci si libera dalle fortezze. Se fosse tanto semplice, Satana escogiterebbe subito qualcosa di nuovo. Ma non è necessario: sa esattamente come sconfiggerci.

Tutti abbiamo qualche debolezza, e non arriveremo mai alla perfezione. Su questa "sua verità" Satana pone le basi, poi soggiunge: "Ora puoi anche rilassarti e godere la vita. Infatti, non riuscirai mai ad essere migliore di come sei!" Oppure sibilerà: "Lo vedi? non funziona! Puoi anche smettere di leggere la Bibbia o di frequentare incontri di preghiera, perché non serve! La prova? Guarda la tua vita! Preghi, ti applichi, piangi, a che pro? Meglio lasciar perdere!"

É sorprendente scoprire quante persone del popolo di Dio hanno concluso, dando ragione al diavolo: "E' vero, non funziona proprio!", e hanno abbandonato il Signore. Per ritrovarsi poi in condizioni assai peggiori di quando lottavano ed erano sconfitti. Satana allora ha motivo di rallegrarsi: è riuscito a far accettare le sue bugie come "verità."

Dio non ci condanna

Ogni volta che un credente pensa di essere condannato da Dio, crede ad una bugia del diavolo. Dio corregge i suoi figli; non li condanna mai, perché vuole salvarli.



LA STRATEGIA DEL DIAVOLO

1. La strategia globale: Dopo aver stabilito in noi una fortezza – cioè essere entrato nella nostra vita attraverso una data debolezza - da quella base di lancio Satana sviluppa il suo potere, fino a toccare ogni punto della nostra vita.

Ovviamente ci riferiamo a chi ha conosciuto il Signore e vive la vita nuova di cui parla Gesù nel Vangelo. Quando incontriamo Gesù, ogni cosa diventa nuova per noi. Ma poco dopo arriva Satana ad insediare una sua base di potere nel nuovo credente.

2. Come si sviluppa una fortezza? Ecco un altro punto da notare.

Conosciute le varie porte di accesso delle "fortezze," ci chiederemo:

"Come fanno a svilupparsi in noi?" Ciò può avvenire in due modi: involontariamente e volontariamente.

a) La fortezza involontaria. É una base di potere satanico stabilita in noi non in seguito a qualcosa che abbiamo scelto di fare, ma a qualcosa di pre-programmato nel nostro pensiero.

Può risalire all'infanzia: provenire dai genitori o da persone con cui lavoriamo, ecc. Nel tempo la mente si è nutrita di quei pensieri negativi, e ogni volta che arrivano - di qualunque cosa si tratti - Satana potrà farne una base di lancio per la sua attività in noi.

Se ad esempio i genitori non andavano d'accordo e i fratelli vi deridevano, siete cresciuti con un senso d’inferiorità: vi sentite incapaci e vivete al negativo. Satana si avvantaggerà di questi atteggiamenti involontari, delle bugie iniettate in passato nella vostra mente, e su di esse costruirà una base da cui influenzare negativamente tutta la vostra vita, e fare così di voi degli sconfitti.

La fortezza involontaria blocca il vostro potenziale. Vi sono persone con un potenziale enorme che sono bloccate da questo atteggiamento interiore negativo perché pensano di non riuscire mai in niente. La loro vita emotiva è distorta, e non riescono ad affrontarla nel modo giusto.

Ma questo non è che un aspetto della persona programmata in anticipo che ha creduto alle bugie del diavolo. Non riuscirà a combinare mai niente, e magari andrà a finire in prigione.

b) La fortezza volontaria - Come può svilupparsi in noi questo tipo di fortezza?

Intanto, siamo sempre noi i responsabili di ogni fortezza satanica nella nostra vita.

Ø Che si tratti di una fortezza di dubbio, di paura: temete che vi accada sempre il peggio;

Ø di una fortezza di sfiducia: non credete alla gente né in Dio; non riuscite a mettere insieme i pezzi, e se ci provate, non si combinano mai!

Ø Per essere guarita, la fortezza prima deve essere sempre riconosciuta.

Ø Dobbiamo scoprire le "fortezze sataniche" in noi - Non potreste avere in voi una fortezza di dubbio o di paura? Come si è sviluppata? Come lo avete permesso volontariamente?

Riconsiderando la vita passata, se individuate una fortezza ancora presente, chiedetevi: a dove risale? E' qualcosa che vi è stato messo in mente da qualcuno, e in cui poi avete creduto? O magari si tratta di un atteggiamento che vi ha causato problemi per tutta la vita? Allora è una fortezza involontaria!



COME CI SI APRE ALLE FORTEZZE?

Quando i cristiani trasgrediscono deliberatamente alla legge di Dio, fanno un peccato volontario. Pensano che non sia la rovina di nessuno, ma quel suggerimento viene dal diavolo! Poi ci crederanno, accettando una "menzogna" come verità: un ottimo piedistallo per il nemico!

Rimandare la conversione a dopo i 25/30 anni perché vogliamo prima divertirci, può avere conseguenze impensabili! Quanti adulti, confidandosi con un pastore, col cuore infranto gli hanno detto di essersi coinvolti per anni in tante cose sbagliate! Una volta convertiti, quei pensieri hanno continuato a martellarli senza tregua: Satana li costringe a ricordare di continuo quegli errori.

Satana può conquistarsi una base in voi quando non siete credente; ma se non sapete discernere cosa avviene sul piano spirituale e non riuscite a risolvere il problema che si presenta, la conquisterà anche quando siete cristiani. Da quella base vi tormenterà ogni giorno della vita. Da qui la necessità di imparare a identificare cosa avviene sul piano spirituale, e di capire come liberarsi del problema.



DETTAGLI DELLA STRATEGIA SATANICA DI ATTACCO

Come inizia l'insediamento?

a) Dapprima giunge solo un pensiero. Magari di avidità, di gelosia, di sesso.

b) Dal pensiero si passa alla considerazione: Una volta entrato nella mente, cominciate a ponderare quel pensiero, lo esaminate in ogni suo aspetto - proprio come un gioiello. Il pensiero è passato di grado diventando considerazione.

c) La considerazione matura in atteggiamento. Più ci pensate, più siete portati a pensare in quella direzione... e così da semplice pensiero passa ancora di grado e diventa atteggiamento.

d) L'atteggiamento ha un’ulteriore promozione e diventa azione. Ci pensate abbastanza a lungo, guardate quanto basta in quel senso, ed ecco fatto! E' diventato azione.

e) L'azione, ripetuta tante e tante volte, diventa abitudine.

f) E questa, con un ultimo scatto di categoria, diventerà fortezza.

Così, partendo da un pensiero innocente, lo avete promosso ad atteggiamento, quindi ad azione e ad abitudine. Da qui, prima che ve ne accorgiate, siete sotto il suo controllo. Quando non riuscite a controllare qualsiasi azione, reazione o abitudine, ne siete schiavi: Satana ha conquistato una base di potere in voi, e quando vi vuole ai suoi piedi, sa come fare.

É così che si sviluppa una fortezza, sia in un giovane sia in un adulto.



COME DIFENDERSI?


Ecco cinque cose importanti da ricordare:

1. Tragitto pratico da pensiero a "fortezza."

Quando vi entra in mente un pensiero - ogni pensiero cattivo - questo ha in sé il potenziale per diventare una fortezza da cui Satana potrà sconvolgere, sconfiggere, dividere e disilludere la vostra intera esperienza cristiana. Da lì rovinerà la vostra testimonianza e limiterà la vostra utilità per Dio; vi metterà in imbarazzo davanti a Dio e agli altri. Dobbiamo quindi sorvegliare con cura quanto ci passa per la testa, vagliarlo attentamente prima di cominciare a considerarlo e a pensare di farlo nostro.

Sono tante le cose fuggevoli che ci passano per la testa, e quando ne afferriamo una e decidiamo di rifletterci un po' su, siamo convinti che non ce ne derivi alcun male. Ma ogni volta che la consideriamo, si approfondiscono in noi le sue radici. Se poi continueremo a ponderarla, da pensiero diventerà atteggiamento, ci assorbirà completamente e saremo costretti ad esprimerlo, a parlarne o ad agire di conseguenza.

Siamo già arrivati all'azione che, ripetuta più e più volte, diventa abitudine, e quindi fortezza. Per evitarlo, è necessaria la massima vigilanza sin dal primo stadio di sviluppo: il pensiero.

2. "Fortezze": basi di potere satanico in noi.

Satana ha conquistato una base di potere partendo da un semplice, fugace pensiero. Possiamo anche avere molte fortezze in varie zone nella vita, da cui Satana potrà colpirci a piacimento - e dove "automaticamente" cadremo.

Potremmo anche riuscire a resistere in alcuni campi, e non ci spieghiamo perché non in altri. La ragione è semplice: non si tratta solo di un’azione, ma di una fortezza, e quando esplode siamo destinati alla sconfitta. E' questo l'orribile ruolo delle fortezze.

3. Come riconoscere e liberarsi dalle fortezze.

“Ospito qualche fortezza in me?" Ecco cosa chiedersi per scoprirlo:

a) Dove cadete sempre - Il punto, azione o pensiero che ci fa dire. "Non so perché continuo a caderci, a pensarci o ad essere debole in quel punto ..." Amici, avete identificato una fortezza!

b) Gli eccessi - Qualsiasi eccesso nella nostra vita diventa una fortezza: il mangiare, bere, fumare, o non importa cosa. Quando si arriva all'eccesso e questo è incontrollabile, viene identificata una fortezza da cui Satana sta operando.

Per riconoscere le vostre "fortezze," chiedetevi in quali punti dovete lottare di continuo. Quali sono i punti deboli che si presentano di continuo, e che poi dovete confessare...? Sempre le stesse cose e, magari, il 149° pentimento era sincero come il primo! Ma Dio lo sa! Egli ha perdonato questi figli per tutti i peccati passati, presenti e futuri. Vi capisce ogni volta. Ma:

4. Confessione e pentimento non vi liberano dalle fortezze.

Sono perdonato, Dio non mi condanna per il ripetuto errore perché sono Suo figlio. Conosce il mio cuore e sa che vorrei sempre obbedirgli. Ma Egli resta sconvolto (ammesso che lo possa essere!), non tanto per il male che NOI facciamo a Lui, quanto per la realtà soprannaturale che vede dietro a quelle nostre azioni, e cioè:

5. IL MALE CHE IL PECCATO FA A NOI!

L'ira di Dio è rivolta contro il diavolo e il peccato! Dio non condanna i Suoi figli, perché vede la nostra debolezza. Non resta deluso da noi, perché conosce i nostri limiti, errori e fallimenti.

Ma Egli Si addolora al vedere che Satana ha una base di potere in noi, da cui può limitare il potenziale che Dio ci riserva. Vede quanto male il peccato fa a noi e alle nostre relazioni; quanto ci limiti, e come ci derubi della gioia, facendo di noi degli esseri miseri ed infelici. E' questo che addolora il Suo cuore.

Se quindi scorgete in voi un punto in cui Satana continua a riportare vittorie, fatevi sopra un grosso cerchio e scriveteci dentro: "FORTEZZA SATANICA." Perché è di questo che si tratta.



LE FORTEZZE VANNO ELIMINATE

Come si fa ad ottenere la vittoria? Torniamo al brano della Scrittura. Ai versetti 3-4 dice: "Noi non combattiamo secondo la carne. Infatti le armi della nostra battaglia non sono armi militari, ma hanno da Dio la potenza divina di distruggere le fortezze."

Con quelle armi possiamo "abbattere, sradicare quelle fortificazioni; raderle al suolo, demolirle."

Falsi Ragionamenti, Immaginazioni, Elucubrazioni

Ø Così vanno distrutti i ragionamenti sbagliati, le fantasie o immaginazioni. Se continuo a ragionare "secondo Satana," mi troverò irretito nella sua trappola.

Ø Paolo dice che dobbiamo abbattere le fortezze, distruggendo i falsi ragionamenti e demolendo tutto quanto si oppone con orgoglio – innalzandosi contro - la conoscenza di Dio.

Molto spesso i credenti hanno atteggiamenti e concetti sbagliati verso Dio. La Scrittura dice che le armi della nostra battaglia abbatteranno, demoliranno e sradicheranno i pensieri, i ragionamenti e gli atteggiamenti sbagliati che hanno contribuito alla permanenza delle "fortezze" in noi. Si tratta quindi di vedere le cose come sono e fare opera di risanamento totale dentro di noi, nella mente e nei pensieri. Dobbiamo fare un riadattamento della mente: “Non conformatevi alla mentalità di questo mondo …!”

Satana vuole nasconderci le sue fortezze


Spesso il diavolo ci tiene ben nascoste le sue fortezze. La gente può dire: "So di avere un problema, ma non è certo di questo tipo!" E invece è proprio quello!

Satana è abile nel camuffare la verità. Paolo tuttavia ci avverte che dobbiamo abbattere tutte le cose che si inalberano contro la conoscenza di Dio, assoggettando ogni pensiero e congettura umana all'obbedienza di Cristo e alla volontà di Dio.



COME LIBERARSI DALLE FORTEZZE

Ma come ci si libera dalle fortezze?

Innanzi tutto devo sapere che, se voglio essere liberato da una fortezza, come abbiamo già detto ciò non avverrà con la confessione e il pentimento. Devo riconoscere di trovarmi in battaglia, altrimenti sono nell'inganno. Tutti, infatti, ci troviamo sempre immersi in una guerra spirituale.

Quindi, se voglio essere liberato devo:

Riconoscere di essere in guerra. Satana sta facendo il possibile per sconfiggermi, sconvolgermi, dividermi e distruggermi. Cerca di farlo con tutti.

Identificare, chiamare esattamente per nome la fortezza che si trova in me. Potrebbero essercene più d'una; ad esempio orgoglio, avidità, senso di repulsione: "Nessuno mi ama, non piaccio a nessuno; non riuscirò mai in niente nella vita." La fortezza va identificata onestamente, altrimenti Satana continuerà a farci inciampare in quel punto. Dopo questi due passi, siamo pronti al terzo:

Rintracciarne l'origine, la fonte. Se riuscite a scoprire il punto di inizio di quella fortezza, è incredibile cosa può accadervi poi.

Vi racconto cosa accadde a un caro fratello del nostro gruppo: Da tempo aveva un problema di
impazienza: si irritava moltissimo quando la gente arrivava in ritardo agli appuntamenti. Un giorno si rese conto che poteva trattarsi di una "fortezza," e pregò il Signore per scoprirne l'origine.

Ø Appena smise di pregare, Dio gli rivelò mentalmente a quando risaliva la fortezza: Aveva appena 4 anni ed era tutto vestito a puntino, pronto per uscire, quando la madre lo mise a sedere su una sedia raccomandandogli di stare fermo e di non sporcarsi, mentre lei si preparava. Lei ci mise un'ora e mezzo, e per il piccolo fu un'eternità! Da quel momento, non sopportò più le attese e chi non arrivava subito.

Ø E pensare che l'impazienza lo aveva assillato per tutta la vita! Individuata l'origine, capì il da farsi. Ogni volta che si irritava per chi non era puntuale, era il bambino impaziente di 4 anni in lui a protestare. In quel giorno lontano Satana aveva preso qualcosa di involontario in lui, e se ne era servito per provocargli grossi fastidi per tutta la vita, irritando amici e familiari. Quanti guai per quel problema!

Ø Una volta individuata l'origine, la liberazione non fu istantanea. Nei giorni successivi arrivarono delle prove. Ma per un ritardo di 15 minuti ora il nostro amico loda il Signore! La liberazione è iniziata, e procede un po' alla volta.

Ø Scoperta l'origine di una fortezza, potremo fare ricerche anche in altri campi problematici, quindi chiedere luce: "Signore, ecco la fonte del guaio; voglio scoprire cosa c'è dietro."

Fratelli, se vi prostrerete faccia a terra davanti a Dio per dirgli che volete che raddrizzi la vostra vita ed elimini da voi ogni piedistallo, base, o fortezza nemica che vi condiziona, vi garantisco la più grande sorpresa per i momenti del passato che Dio vi riporterà alla mente! Non tutto si riferirà all'infanzia, e magari qualcosa può risalire a poche settimane fa, a qualche mese o a qualche anno fa! Ma Dio vi mostrerà quanto chiedete. Non sempre sarà necessario rintracciare l'origine, ma è un aiuto incredibile, perché vedrete da dove è partito il problema.

Rivolgersi a Dio in preghiera - Non solo devo riconoscere di essere in guerra ma devo anche: volerla identificare per quello che è;

Ø non solo devo possibilmente rintracciare il momento di inizio del problema, ma devo anche: volermi rivolgere a Dio in preghiera.



LE ARMI DELLA NOSTRA BATTAGLIA


Per uscire vittoriosi, ci è indispensabile conoscere le armi che il Signore ci ha fornito per combattere le "fortezze." I pezzi di artiglieria a nostra disposizione sono:

I. La Parola di Dio - Trova uno o più brani della Scrittura che parlino delle fortezze. Poi, al momento opportuno, Dio poi ti riporterà alla mente quelle Scritture: É la Sua potenza.

Proclama la Scrittura al Signore per affrontare quel campo.

Poi fai penetrare la Parola di Dio nel tuo cuore; comincia a leggerla ad alta voce e a fare ricerche nelle Scritture.

2. Il Nome di Gesù - É la seconda parte della nostra armatura.

Pietro e Giovanni, alla porta del Tempio dissero: "Non ho né oro né argento, ma ti do quello che ho: nel nome di Gesù, alzati e cammina." La Scrittura dice: "Qualunque cosa chiediate nel Suo nome..."

Dobbiamo rivolgerci a Dio e affrontare il diavolo sia con la Parola di Dio, sia nel nome di Gesù Cristo, nome che egli non riesce a tollerare.

3. Il Sangue di Gesù - É la terza parte dell'armatura. Il Sangue è uno scudo che ci copre: stiamo affrontando Satana, e se pensate che egli rinunzi facilmente ad una sua fortezza in voi, vi sbagliate di grosso. É la sua base di potere, il suo punto di azione!

In Apocalisse 12 è scritto: "Lo hanno vinto (il diavolo) col Sangue dell'Agnello." Noi possiamo affrontare Satana in guerra, sradicarlo, demolendo le sue fortezze,

MA SOLO sotto la protezione del Sangue di Gesù Cristo.

4. Lo Spirito Santo - La potenza dello Spirito Santo, afferma la Scrittura, è in voi, e "...è più grande della potenza che è nel mondo."

Quindi, lo Spirito Santo che è in noi, unito alla protezione del Sangue di Gesù, al nome di Gesù Cristo e all'autorità della Sua Parola, possono demolire, sradicare e distruggere qualsiasi ed ogni fortezza nella nostra vita. Dio compirà l'opera, quando saremo pronti ad affrontare Satana.

Con armi simili, il diavolo dovrà fuggire ogni volta! Ma vi garantisco che sarà duro, difficile; il nemico, infatti, non si arrende facilmente, e vi combatterà accanitamente con i dubbi.


"FEDE" NELLA PAROLA


Esaminiamo ora alcune parole importanti da ricordare:

FEDE. Dovete arrivare a credere che, se farete ciò che Dio vi chiede, sarete liberati.

Dio, infatti, non vuole che i suoi figli ospitino fortezze del nemico nella loro vita, e vuole sradicarle per farci vivere nella vittoria; vuole poter agire liberamente in noi e tramite noi.

1 Giovanni 5, 14-15 dice:

"Noi ci rivolgiamo a Dio con fiducia, perché Egli ci ascolta se Gli chiediamo qualcosa secondo la sua volontà. Sapendo dunque che Dio ascolta le nostre preghiere, noi abbiamo la certezza di possedere già quello che Gli abbiamo chiesto."

Quindi, riepilogando quanto detto sinora, possiamo rivolgerci a Lui, supplicare il Sangue di Cristo, nel Suo nome, per la potenza dello Spirito Santo, sulla base delle parole specifiche di Dio per le specifiche fortezze. Lodare e ringraziare Dio per lo smantellamento, la demolizione e l'abbattimento delle fortezze nella nostra vita!

Ma la battaglia più grande da superare sarà quella della FEDE.


LA VIGILANZA è indispensabile: il suo ruolo

Perché è indispensabile la vigilanza? Se a Dio chiedete di togliervi una fortezza, e poi ve ne andate per i fatti vostri, pensando di esservene liberati, vi aspettano guai seri. Pochi giorni dopo Satana tornerà con una base sufficiente quanto basta alle punte dei suoi piedi! Ma ben presto quel punto diventerà un piedistallo .... e poi una fortezza. E proprio nello stesso punto di prima!
"Signore, che devo fare?" Ecco cosa credo il Signore ci abbia mostrato:


a) Quando chiediamo al Signore di toglierci una fortezza, lì rimane un vuoto. É un punto che ha bisogno di guarigione.

b) Come guarire il vuoto di una fortezza? CON LA PAROLA DI DIO.

- Sarà necessario cominciare a meditare sulle Scritture che parlano delle fortezze,

- riempirsene la mente e il cuore. Stiamo costruendo la nostra difesa, per acquistare una sensibilità acuta in quella zona.

c) Poi, proprio dove prima Satana riusciva ad incastrarci, riusciremo ad individuarlo ad un miglio di distanza.

d) Infine, poco a poco, mentre cercheremo di essere diligenti in quei punti, Dio ci guarirà.

e) Ma non potremo chiedere a Dio di toglierci una fortezza, e poi andarcene senza far niente e dimenticando il tutto. Il processo di guarigione è necessario, ma deve avvenire con la nostra collaborazione e richiede tempo.

f) La guarigione consiste nel saturare la mente con gli insegnamenti della Parola di Dio in quel campo particolare.

Qualunque sia la vostra fortezza, Dio la sradicherà, sconfiggendo il diavolo.



MANTENERE LA LIBERTÀ CONQUISTATA


Ma dipenderà da voi far restare per sempre Satana fuori dalla vostra vita in quel campo: da come e quanto desiderate, e quindi riuscite, a saturare cuore, mente e pensieri con la Parola di Dio, fino a produrre la guarigione completa in quel punto.

Possiamo parlare e condividere queste cose, ma nessuno le farà funzionare al posto vostro.

Voi, e solo voi dovete decidere se volete arrendervi a Dio in quella zona, se volete che Egli, tramite voi, sradichi quelle fortezze, per diventare come Dio vi vuole.



Preghiera

"Padre, ti lodiamo e ti ringraziamo per non averci abbandonati alle insidie di Satana e alle sue manipolazioni. Tu ci hai messi in guardia contro di lui, avvertendoci che stiamo combattendo i poteri del male. Ma "Colui che è in noi è più grande di chi è nel mondo."

Ø Lo Spirito Santo in un credente ha più potere di tutte le forze sataniche dell'universo, e un credente pieno di Spirito Santo può vincere l'intero inferno!

Grazie per la vittoria e la libertà che ci appartiene in Cristo... Non dobbiamo credere al nemico, arrenderci alle sue trame né rinunziare per paura alla vittoria.

Ø Possiamo contare in ogni istante sulla potenza dello Spirito Santo che abita in noi: E' Lui la nostra vittoria, la nostra pace, la nostra forza.

Ø E mentre il cuore e la mente si satureranno della Sua verità, verranno smascherate tutte le bugie di Satana, e sapremo che la vittoria, la pace e la gioia di cui ogni giorno abbiamo bisogno, sono a nostra disposizione e ci appartengono, in Cristo.

Padre, fa' che io possa assorbire questa verità nel profondo del mio cuore, come nel cuore di quanti leggono queste parole, e di dar loro l'iniziativa di volerle mettere in pratica. Perché la libertà, la liberazione, la potenza e l'utilità sono il risultato della sconfitta di Satana.

Signore Gesù, noi vogliamo permetterti di regnare totalmente in ogni aspetto della nostra vita. Questa è la preghiera che ti rivolgiamo, nel nome di Gesù, e per il Suo amore. Amen.



Ringrazio A.N. per questo contributo

16 febbraio 2009

Voci



Russ Ballard "Voices"


VOCI
Se potessi vedere la mia mente
Se guardassi veramente in profondità poi forse scopriresti
Che da qualche parte ci sarà un posto
Nascosto dietro la mia faccia da commediante

Scoprirai che da qualche parte c'è una casa
e che dentro questa casa c'è una stanza
Chiusa a chiave in un angolo vedrai
Una voce mi sta aspettando perché la liberi
Ho la chiave, ho la chiave

Voci, sento voci

Nella mia testa la voce sta aspettando
Mi sta aspettando perché la liberi
L'ho chiusa a chiave dentro la mia immaginazione
Ma sono quello che ha la combinazione
Ad alcuni non piaceva ciò che la voce diceva
Così ho preso la voce e l'ho chiusa dentro
Ho la chiave, ho lachiave

Voci, sento voci, voci, sento voci

Non guardare indietro, guarda dritto avanti
Non voltarti e non andar via, poi la voce disse
Non guardare indietro, ieri è andato
Non voltarti e non andar via, ce la puoi fare

Voci, sento voci, voci, sento voci

(traduzione di Matteo Mazzoni)




13 febbraio 2009

La Via del Gatto che Pesca



http://ddotb.wordpress.com/2007/06/24/la-rue-du-chat-qui-peche/

L'amico blogger Marco mi ha richiamato alla mente Parigi e le sue fantastiche vie. Me n'è tornata in mente una veramente particolare, la Rue du Chat qui Pêche (Via del Gatto che Pesca), la più stretta di Parigi. Secondo una leggenda, essa deve il proprio nome al gatto di un alchimista, capace di prendere i pesci della Senna con le zampe. Preso per un diavolo, il felino sarebbe stato annegato nel suo "terreno di caccia". Al di là della leggenda, la via può stupire anche uno nato in una città che può vantare Via delle Belle Donne e l'inarrivabile Piazza della Passera. Volendo, neanche la via parigina è innocentissima, perchè Rue du Chat qui Pêche, potrebbe significare pure "Via del Gatto che Pecca"... Chissà se qualcuno ha voglia di mostrare altre curiosità del genere: non è un meme, comunque, quindi fate come volete...



10 febbraio 2009

Non uccidere!


Giornata della Memoria delle Vittime delle Foibe

08 febbraio 2009

Per cosa si è combattuto e si combatte in Cecenia (II)

La guerra per il petrolio ceceno

Prosecuzione dell’inchiesta della “Novaja gazeta”


“Migliaia di vite sono già state sacrificate solo perché cambiassero i proprietari di pozzi e condutture. E quelle di molti altri sono destinate ad essere sacrificate nella lotta per la rivoluzione petrolifera in Cecenia. Il valore della questione è di milioni di dollari”, – così nel libro “Cecenia. Il disonore russo” [1] scriveva Anna Politkovskaja.
Dello spiegamento di forze nel settore del petrolio e del gas del Sud della Russia e dei suoi influenti padroni tratta l’inchiesta della “Novaja gazeta”.

Breve riassunto della puntata precedente: (n. 9 del 30 gennaio)




– Disposizione delle forze, principali attivi e giocatori.

– 1.a tappa della redistribuzione, anni 2001-2004: la guerra criminale per i porti del Mar Nero e i pozzi; il tratto ceceno dell’oleodotto; il petrolio e i comandanti dei militanti.Fino al 2004 per il controllo sull’estrazione, il trasporto e l’esportazione di petrolio ceceno si davano battaglia strutture che rappresentavano gli interessi di Kadyrov padre e figlio, di Chož-Achmed Nuchaev e della Rosneft’ [2]. Nell’epicentro della redistribuzione si sono trovati gli attivi della Grozneftegaz [3], della Čečenneftechimprom [4], la rotta di trasporto Cecenia-Tichoreck [5]-Tuapse [6] e la NPZ [7] di Tuapse. Il petrolio si estraeva tanto legalmente, quanto illegalmente.


I protagonisti principali


– NK [8] Rosneft’ (il 75% delle azioni è un pacchetto di Stato, il 25% è di investitori privati) – il consiglio di amministrazione è presieduto da Igor’ Sečin, vice-premier del governo della Federazione Russa con delega per il TÈK [9].
– Ramzan Kadyrov – presidente ceceno, capo del consiglio di amministrazione della Grozneftegaz, struttura “figlia” della Rosneft’.
– Vacha Agaev – fondatore della holding Jugnefteprodukt [10], che fino al 2006 era affiliata alla Tuapsenefteprodukt [11] e alla NPZ di Tuapse, punti fondamentali in quel periodo del trasporto di petrolio ceceno per l’esportazione.
– NITÈK – holding russa con la compagnia principale alle isole Antille. Le sue ditte offshore fino al 2005 facevano parte della NPZ di Tuapse.
– Nikolaj Buchancov – ex funzionario del ministero dell’Energia, uomo d’affari, partecipe alla creazione della ZAO [12] NaftaTrans – uno degli attuali trasportatori principali di petrolio ceceno per l’esportazione.
– I fratelli Magomadov. Junus e Jusup Magomadov negli anni 2003-2004 erano in servizio nel reggimento del ministero degli Interni per la protezione degli oleodotti, Abdul-Chamid Magomadov è l’ex capo della direzione delle relazioni patrimoniali del ministero dei Carburanti e dell’Energia ceceno e l’attuale ministro per lo Sviluppo Economico della repubblica, Adlan Magomadov è l’ex rappresentante plenipotenziario della Cecenia a Mosca e negli ultimi quattro anni è direttore della Srl Impèksprodukt [13], principale commerciante di petrolio della holding Russneft’.
– Russneft’ – grande holding privata, fondata dall’imprenditore Michail Guceriev. Dopo che è stato spiccato un mandato di cattura nei confronti di Guceriev, facente funzione di capo della holding è divenuto il vice-ministro dell’Energia della Federazione Russa Oleg Gordeev.
– Michail Nekrič – uomo d’affari noto nell’ambito delle fusioni e degli assorbimenti, fino al 2005 affiliato alla NPZ di Tuapse quando si è consolidata la Rosneft’.
– Chož-Achmed Nuchaev - ricercato dall’Interpol dal 2001 nella categoria “Criminalità organizzata transnazionale”, finora dirige tramite i propri uomini il business legato al petrolio ceceno e russo.
– Pëtr Suslov – ex ufficiale dei corpi speciali dell’intelligence esterna, la cui attività professionale in diversi momenti si è incrociata sia con Igor’ Sečin, sia con Chož-Achmed Nuchaev.


Tappa 2: metà 2004-autunno 2006


Il cambiamento della rotta dell’esportazione del petrolio ceceno e il consolidamento degli attivi della Rosneft’ ha mutato la disposizione e le regole del gioco.
Da dicembre 2004 il petrolio ceceno è scorso da Groznyj attraverso Tichoreck non a sud – verso Tuapse (come prima), ma più a nord – verso il villaggio Kavakazskaja nel territorio di Krasnodar [14]. Fra l’altro da Tichoreck – non più attraverso le tubature della Transneft’ [15], ma per ferrovia – verso l’oleodotto del nuovo proprietario KTK [16], che unisce il giacimento di petrolio kazako di Tengiz [17] al terminale di scarico di Južnaja Ozereevka, presso Novorossijsk.
La compagnia KTK è un consorzio interstatale, di cui fanno parte gli stati di Russia e Kazakistan e anche alcune grandi compagnie petrolifere, tra cui anche la Rosneft’. Le quote di pompaggio di petrolio nel KTK sono determinate dalla quantità di azioni del consorzio. In tal modo la nuova rotta, avendo mutato la geografia degli interessi, non solo ha cacciato una parte dei giocatori dai precedenti punti “petroliferi”, ma ha anche permesso alla Rosneft’ di agire nel campo dell’esportazione di petrolio ceceno senza accordarsi con la Transneft’.
La nuova rotta di esportazione del petrolio ceceno è divenuta possibile grazie alla discesa sul campo di battaglia della ZAO Naftatrans, alle origini della creazione della quale stavano funzionari del ministero dell’Energia della Federazione Russa (in particolare l’ex consigliere del ministro Nikolaj Buchancov). Proprio a questa compagnia nel 2004 è stato permesso costruire una speciale struttura ferroviaria per il trasporto del petrolio nel villaggio Kavkazskaja accanto al nodo del KTK, che ha anche permesso di trasportare il petrolio ceceno da Tichoreck al KTK per mezzo di cisterne e riversarlo in una nuova tubatura. Di conseguenza la ZAO Naftatrans è divenuta operatore e trasportatore esclusivo non solo del petrolio ceceno, ma anche di tutto il petrolio russo attraverso il KTK fino al terminale a Južnaja Ozereevka.
Allo stesso tempo nel KTK si rafforza notevolmente anche l’influenza della stessa Rosneft’. Nonostante il fatto che lo stato russo, che possiede il 24 per cento del KTK, abbia la propria quota, anche la Rosneft’ ne ha una, fra l’altro separata, il che le ha permesso di non fissare con il governo il volume di esportazioni del petrolio ceceno.
L’avvio di una rotta alternativa per l’esportazione del petrolio ceceno attraverso le condutture del KTK è coinciso con la crescita degli attivi petroliferi della Rosneft’ in molte regioni, inclusa Tuapse. Uno dei primi pacchetti azionari, capitati in mano alla corporazione di Stato è stato quello della NPZ di Taupse, che apparteneva alla compagnia Nitek Oil Co. Ltd.*, – questo è stato silenziosamente venduto alla Rosneft’ (nonostante in precedenza tutti i tentativi di ottenere una parte di questa azienda offshore si fossero conclusi con un nulla di fatto). Questo è avvenuto subito dopo la nomina di Igor’ Sečin a presidente del consiglio di amministrazione della Rosneft’.
Verso l’estate del 2006 dalla NPZ di Tuapse e dalla Tuapsenefteprodukt sono stati distaccati gli attivi dei precedenti partecipanti e le imprese si sono completamente disciolte nella Rosneft’. Portano via i propri attivi anche la Nitèk e Vacha Agaev, che è diventato partner di Michail Guceriev – l’unico giocatore del mercato meridionale del petrolio che abbia deciso di contrapporsi alla Rosneft’. La Rosneft’ voleva tanto ottenere la NPZ di Krasnodar, che apparteneva ad Agaev, ma questa è divenuta parte della holding di Guceriev Russneft’ [18]. In conseguenza dell’affare il figlio di Agaev è divenuto presidente del consiglio di amministrazione della NPZ di Krasnodar e in seguito è entrato nell’amministrazione di un’altra “figlia” della Russneft’.
Ma nonostante piccoli insuccessi nella guerra per il petrolio, in conseguenza del mutamento della rotta di esportazione del petrolio e del programma di consolidamento degli attivi condotto dalla Rosneft’ i profitti principali derivanti dall’esportazione del petrolio ceceno sono entrati in altre tasche. Fino al 2004 le “figlie” della Rosneft’ conducevano come volevano, ma con l’arrivo al posto di presidente del consiglio direttivo di Igor’ Sečin le “figlie” hanno preso a tornare in “famiglia” – per amore o per forza.
Naturalmente la Rosneft’ voleva una vittoria piena per tutti i versi. Ma all’interno della Cecenia, a causa di discordie nella leadership della repubblica alla Rosneft’ hanno preso a sorgere problemi: per analogia con altre regioni, in cui la Rosneft’ non ha tenuto conto delle tradizioni locali nell’amministrazione degli attivi petroliferi (la Rosneft’ ha tentato di porre in atto una simile strategia di pressioni sulle elite regionali anche in un’altra repubblica - la Kabardino-Balkaria).
L’attuale capo della Cecenia Ramzan Kadyrov ha continuato l’operato di suo padre – la lotta per il petrolio della repubblica e, a dire il vero, finora non ha comunque ottenuto il diritto di guidare il settore del petrolio e del gas. Anche l’allora presidente ceceno Achmat-Chadži Kadyrov avrebbe voluto sollevare personalmente questa questione subito dopo l’insediamento nel maggio 2004 durante l’incontro con l’allora presidente Putin e l’allora – non ci riuscì, fu fatto saltare in aria in circostanze tuttora misteriose nello stesso maggio 2004. Ma anche sotto Ramzan Kadyrov il governo e il parlamento ceceni intervengono di nuovo richiedendo che le entrate derivate dall’esportazione del petrolio ceceno restino del tutto nella repubblica.
Notevole in questo senso la storia dell’ex direttore generale della Čečenneftechimprom Umar Abuev, di cui Anna Politkovskaja scrisse che, nonostante la sua presenza formale nel posto di capo di questa impresa, non arrivò comunque a lavorare là un solo giorno. Nell’agosto 2006 Abuev fu arrestato dagli agenti dell’ORB [19] del ministero degli Interni oltre i confini della repubblica per un affare di obbligazioni statali per l’acquisto di attrezzature petrolifere scomparse nel corso di entrambe le guerre cecene. Lo accusarono di aver trasmesso oltre un milione di dollari a qualche strana ditta “da un giorno”, registrata vicino al club dello FSB [20] russo alla Lubjanka.
Di conseguenza i servizi segreti resero conto della cattura dell’autore di una sottrazione di “quantità di valuta particolarmente grandi” e la Rosneft’ in un anno ottenne un attivo interessante con poca responsabilità giuridica. Fra l’altro, in questo periodo – la seconda metà del 2006 – ancora non era del tutto chiaro se avrebbero nominato Ramzan Kadyrov presidente della Cecenia.
Kadyrov fu nominato. E il nuovo direttore generale della Čečenneftechimprom comparve alla fine del 2007 in conseguenza di un complesso sistema di accordi. Lo divenne un uomo del vicino entourage di Ramzan Kadyrov – un collaboratore della sua amministrazione che si occupa di questioni di sicurezza, Chož-Baudi Al’viev. Secondo i dati ufficiali del Rosimuščestvo [21], questa compagnia il valore generale dei cui attivi è superiore a 500 milioni di euro è un’impresa in piena perdita. Con debiti per molti milioni. Questo si può spiegare solo con il fatto che la pratica dello sfruttamento del complesso petrolifero ceceno in corso da molti anni è questa: la Čecenneftechimprom – proprietaria de iure di tutte le infrastrutture petrolifere della repubblica – di fatto non può utilizzare nulla, essendo solo un locatore formale della Rosneft’.
Tuttavia la situazione può cambiare in qualsiasi momento e perciò anche nei finora formali “gusci vuoti” si piazzano i partner e i parenti del leader ceceno. Oltre al fatto che egli stesso è presidente del consiglio di amministrazione della Grozneftegaz, i mezzi di informazione di massa hanno definito il direttore di questa impresa parente del presidente della repubblica. Omonimi di parenti stretti di ex manager della Grozneftegaz e di membri del governo della Repubblica Cecena si contano anche tra i fondatori della compagnia Srl Achmat-Chadži, creata nel novembre 2006 a Groznyj, con una filiale a Mosca e che, come è risultato, si occupa del trasporto di petrolio attraverso le condutture della repubblica a fianco della Čečenneftechimprom e della Grozneftegaz. Insomma qualche parte dei profitti (in qualità di compensi in cambio di una rinuncia) è rimasta comunque alla repubblica. Cosa ottenga la repubblica da questo è una domanda retorica.
I legami con i partner di un tempo permettono di restare a galla anche ai progetti di Chož-Achmed Nuchaev, nonostante il mandato di cattura internazionale e le accuse di essere mandante di omicidi. Come esempio di tale lunga e affidabile collaborazione può servire anche un’altra compagnia per il trasporto di petrolio attiva in Cecenia dal 2005 – la Trans-Mobil, che è coinvolta pure nello sfruttamento del tratto ceceno delle condutture. Questa ditta è stata fondata a Groznyj da parenti di un amico di Nuchaev che adesso vive all’estero (la redazione dispone di nomi e cognomi). Il partner affiliato più prossimo di questa compagnia è la compagnia australiana Universal Pty, che si occupa di esportazione e di estrazione di petrolio e che ha una rappresentanza a Mosca e nel territorio di Krasnodar. Tra i comproprietari della Trans-Mobil, tra l’altro, si conta anche un certo Mirko Šišović. La “Novaja gazeta” ha scritto in precedenza di questo imprenditore francese di origine serba, che ha diretto una ditta, attraverso cui sono passati soldi derivati dalla vendita di prodotti petroliferi iracheni aggirando le sanzioni dell’ONU.
Se di trasporto di petrolio in Cecenia si occupano finora solo 4 compagnie, di medie e piccole ditte di estrazione con un sistema di amministrazione non trasparente, nonostante il monopolio visibile della Rosneft, ne opera più di un centinaio (secondo il registro delle imprese della Repubblica Cecena – 104 compagnie di estrazione). Di cosa si occupano e come coesistono con la Rosneft’? Anna Politkovskaja rispose a queste domande quando calcolò che in Cecenia nel periodo della seconda guerra cecena ci fossero 776 pozzi realmente funzionanti. E non 248, come ora è indicato nel sito della Rosneft’. Fra l’altro il “reggimento petrolifero” protegge in tutto solo 51 di essi (dati ufficiali del ministero dell’Industria e del Commercio della Federazione Russa). Di come dai tempi della seconda guerra cecena si estragga petrolio non conteggiato la “Novaja gazeta” ha scritto più di una volta**.


*Nitek Oil Co. Ltd. – compagnia affiliata al gruppo NITÈK attraverso i manager dirigenti.
**Per gli articoli sul petrolio ceceno non conteggiato vedi n. 39 del 18.10.1999, n. 54 del 31.07.2000, n. 18 del 14.03.2002, n. 21 del 25.03.2002, n. 33 del 12.05.2003 e altri.


P.S. La redazione della “Novaja gazeta” è pronta ad offrire la possibilità di fare commenti alle persone di cui si parla in questa inchiesta


Leggete il seguito mercoledì 4 febbraio [22]



Dossier della “Novaja gazeta”


Rosneft’: una strategia di consolidamento sull’esempio della Kabardino-Balkaria


Alle ultime elezioni del presidente della repubblica hanno preso parte l’attuale capo della Kabardino-Balkaria Arsen Kanokov e Valerij Kardanov, direttore della “Kabardino-Balkarskaja toplivnaja kompanija” [23], “figlia” locale della Rosneft’. Fino al 2005 alla Rosneft’ apparteneva il 59,42% di questa compagnia, ma, a ben giudicare, una presenza superiore al 40 per cento di proprietari terzi sotto un potere locale abbastanza forte non garantiva il pieno controllo. Non molto tempo prima delle elezioni agli azionisti terzi restava in tutto solo il 10,9% e Valerij Kardanov si è candidato alla presidenza. Ma le elezioni le ha vinte Arsen Kanokov e in seguito “i rapporti tra l’oligarca petrolifero locale Kardanov e il presidente della Repubblica sono passati allo stadio di conflitto aperto”, come hanno scritto i mezzi di informazione di massa locali, raccontando dei tentativi di prendere una delle installazioni della Rosneft’ nella Repubblica di Kabardino-Balkaria.
In generale la strategia della Rosneft’ dopo il 2004 si riduce al processo di ritorno delle “figlie” che in precedenza avevano ottenuto l’indipendenza, che cessano di essere giocatori indipendenti, i loro attivi passano alla struttura principale e queste si trasformano di fatto in “gusci vuoti”.


Dossier della “Novaja gazeta”


La compagnia NaftaTrans


L’operatore-trasportatore esclusivo del petrolio ceceno estratto dalla compagnia Rosneft’, attraverso il KTK.
La ZAO NaftaTrans è stata creata nel giugno 2004 trasformando la Srl NaftaTrans, fondata nel febbraio 2003 dalla compagnia Spa Universe-Holding. Il primo e allora unico azionista della ZAO NaftaTrans divenne la compagnia Aspera Holding Ltd, registrata nell’agosto 1997 a Cipro e tuttora in funzione. L’analisi delle proprietà incrociate di numerosi fondatori della Spa Universe-Holding e Aspera Holding Ltd. ha mostrato, che uno dei principali proprietari finali di queste compagnie al momento della fondazione della ZAO NaftaTrans era Nikolaj Petrovič Buchancov. Proprio a questi apparteneva, fino al passaggio delle strutture di proprietà dell’impresa offshore cipriota, il 100 per cento della ZAO Unial-N, “figlia” della quale era la Spa Universe-Nafta, che ha fondato la Spa Universe-Holding. Nikolaj Buchancov è l’ex consigliere del ministro dell’Energia Igor’ Jusufov ed ex membro del consiglio di amministrazione della Rosneft’ fino all’arrivo di Igor’ Sečin.
Ora azionisti della Spa di Buchancov Universe-Holding, a loro volta, sono la stessa Aspera Holding Ltd. insieme alla compagnia Spa “Ural’skaja neft’” [24]. Tuttavia se dal 2003 al 2005 la “Ural’skaja neft’” era sotto il controllo della Spa Universe-Nafta di Nikolaj Buchancov, in seguito questa è entrata a far parte della holding Spa NK Russneft’, fondata da Michail Guceriev. Proprio allo stesso tempo mutava anche l’azionista della ZAO NaftaTrans – adesso lo è diventato un’altra impresa offshore cipriota, la Glidefern Ltd.
Secondo i resoconti il pacchetto di maggioranza [25] della Russneft’ è ascritto alla compagnia на Abacus (Cyprus) Ltd., che è contemporaneamente fondatore e al momento azionista al 100 per cento della Glidefern Ltd. In altre parola, risulta che il successore, che ha preso a controllare la ZAO NaftaTrans dopo Nikolaj Buchancov, è proprio Michail Guceriev.
Direttore della Glidefern Ltd. era e resta uno specialista di imprese offshore e di legami con il mondo degli affari russo, l’avvocato cipriota Michalis Moushouttas. Tuttavia la struttura azionaria della Glidefern Ltd. dal 2006 ha subito alcuni mutamenti. La parte della Abacus (Cyprus) Ltd. è stata ridotta al 50 per cento ed è stata sostituita da una nuova persona giuridica con lo stesso indirizzo di registrazione. L’altro 50 per cento è stato venduto a una certa Pico Foundation del Liechtenstein. Basandosi sui dati di registrazione, la “Novaja gazeta” ha chiarito che questa compagnia è stata fondata da un gruppo di giuristi offshore con base a Vaduz (Liechtenstein). Fra l’altro questo ufficio giuridico, come si è chiarito, è imputato nella causa delle vittime (dei parenti dei morti) dell’atto terroristico contro le Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 negli USA. Nella causa si chiarisce che questo ufficio avrebbe aiutato a fondare compagnie coinvolte nell’organizzazione dell’atto terroristico.
E’ caratteristico che il mutamento della struttura azionaria della Glidefern Ltd. sia coinciso temporalmente con l’inizio del periodo in cui Michail Guceriev è stato dichiarato ricercato. Tenendo conto di questo, è logico supporre che i nuovi beneficiari finali della ZAO NaftaTrans siano divenuti coloro che hanno causato l’uscita dal mondo degli affari di Michail Guceriev, utilizzando per questo gli organi giudiziari russi.
Dal luglio 2007 ha preso su di se le funzioni del precedente capo della Russneft’ Oleg Gordeev – ex vice-ministro dell’Energia della Federazione Russa. E’ significativo che nel 2006 questi fosse vice-presidente della Russneft’ di Guceriev e contemporaneamente nel giugno 2006 sia entrato nel consiglio di amministrazione della Rosneft’.


Nella prossima puntata:


– La fine della guerra: chi è adesso il principale esportatore del petrolio ceceno


– A chi vanno gli attivi di Michail Guceriev e di altri giocatori

– Perché è comparso a Odessa il partner di Chož-Achmed Nuchaev o una nuova figura nel business petrolifero


Dar’ja Pyl’nova

Dmitrij Škrylëv


02.02.2009, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2009/010/18.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)



[1] Nell’originale “La seconda (guerra) cecena”, quella iniziata nel 1999.
[2] “Russia-Petrolio”.
[3] “Groznyj-Petrolio-Gas”.
[4] “Cecenia-Petrolio-Industria Chimica”.
[5] Città della Russia meridionale.
[6] Porto sul Mar Nero.
[7] NeftePererabatyvajuščij Zavod (Fabbrica di Prodotti Petroliferi).
[8] Nacional’naja Kompanija (Compagnia Nazionale).
[9] Toplivo-Ènergetičeskij Kompleks (Complesso dell’Energia e dei Carburanti).
[10] “Sud-Petrolio-Prodotti”.
[11] “Tuapse-Petrolio-Prodotti”.
[12] Zakrytoe Akcionernoe Obščestvo (Società per Azioni a Numero Chiuso).
[13] “Importazione-Esportazione-Prodotti”.
[14] Città della Russia meridionale.
[15] “Trasporto-Petrolio”.
[16] Kaspijskij Truboprovodnyj Konsorcium (Consorzio per le Condutture del Caspio).
[17] Nel Kazakistan occidentale.
[18] “Russo-Petrolio”.
[19] Operativno-Rozysknoe Bjuro (Ufficio Operativo di Ricerca).
[20] Federal’naja Služba Bezopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), l’erede del KGB.
[21] Ros(sijskoe) Imuščestvo (Patrimonio Russo), ente che si occupa dei beni statali.
[22] In realtà il prosieguo dell’inchiesta è stato pubblicato nel numero successivo, il 6 febbraio.
[23] “Compagnia dei Carburanti della Kabardino-Balkaria”.
[24] “Petrolio degli Urali”.
[25] Letteralmente “bloccante”.

05 febbraio 2009

Divo Barsotti

"Divo Barsotti. Un mistico del Novecento"
1-15 febbraio 2009

aula Pacis, San Miniato (PISA)
Orario Mostra: 9.30-17.30 (lun.-ven.);
9.30-18.30 (sab.-dom.)
Divo Barsotti
Divo Barsotti – nato a Palaia nel 1914 e morto nel suo eremo a Settignano, sopra Firenze, il 15 febbraio 2006 – è una delle figure più rilevanti e rispettate del cattolicesimo italiano dell’ultimo secolo. Pochi anni dopo la sua ordinazione sacerdotale per interessamento di Giorgio La Pira si è trasferito a Firenze, dove ha iniziato la sua attività di predicatore e di scrittore. La sua produzione letteraria è notevolissima: più di 150 libri, molti dei quali tradotti in lingue straniere, tra cui il russo e il giapponese, e centinaia di articoli presso quotidiani e riviste di spiritualità. Ha scritto commenti alla Sacra Scrittura, studi sulla vita dei santi, opere di spiritualità. Studioso del cristianesimo orientale, ha fatto conoscere in Italia le figure dei santi russi Sergio, Serafino, Silvano. Nel 1972 è stato chiamato in Vaticano a predicare gli Esercizi Spirituali al Papa. Fondatore della “Comunità dei figli di Dio”, si è impegnato a vivere la radicalità battesimale con i mezzi della grande tradizione monastica. La comunità, presente in Italia e nel mondo (Africa, Australia, Sri Lanka, Colombia), comprende i più diversi stili di vita: uomini e donne che abbracciano i voti monastici, semplici sacerdoti, coppie di sposi con bambini.

04 febbraio 2009

Manu Chao



Les Wampas "Manu Chao"


Io canto ne "Les Glaviots" (1), un gruppo punk della Normandia
Si prova nella cascina tutti i martedì e i giovedì
Quando dopo un quarto d'ora si è fatto abbastanza rumore
Ci si siede nel fieno e si canta questo ritornello

Se avessi il portafogli di Manu Chao
Andrei in vacanza almeno fino in Congo
Se avessi il conto in banca di Louise Attaque (2)
Andrei in vacanza almeno fino a Pasqua
E' bella la Normandia come dice mia prozia Marie
Ma se avessi del grano andrei ben lontano da qui
Spesso nelle sere d'estate mi siedo nei campi di grano
Chiudo dolcemente gli occhi e ascolto i meli cantare

Se avessi il portafogli di Manu Chao
Andrei in vacanza con tutti i miei amici
Se avessi il conto in banca di Louise Attaque
Andrei in vacanza almeno fino a Pasqua

Se avessi il portafogli di Manu Chao
Andrei in vacanza con una super macchina
Se avessi il conto in banca di Louise Attaque
Andrei in vacanza almeno fino a Pasqua
Anch'io se potessi andrei volentieri fino in Messico
A bere tequila con il comandante Marcos
Ma ho ancora encore almeno cinque ettari da lavorare
Rimonto sul mio trattore e canto per rincuorarmi

Se avessi il portafogli di Manu Chao
Andrei in vacanza almeno fino in Congo
Se avessi il conto in banca di Louise Attaque
Andrei in vacanza almeno fino a Pasqua
Ma non ho un bel cappello come Manu Chao
E andrò in vacanza soltanto a Saint Lô (3)
E non ho classe come Didier Wampas (4)
Resterò nelle vacanze
Tutto solo con le mie vacche

Se avessi il portafogli di Manu Chao
Andrei in vacanza con tutti i miei amici
Se avessi il conto in banca della Louise Attaque
Andrei in vacanza almeno fino a Pasqua

(traduzione e note di Matteo Mazzoni)


(1) "Gli Scaracchi".
(2) Gruppo rock no global francese.
(3) Cittadina della Normandia.
(4) Pseudonimo di Didier Chappedaine, cantante de "Les Wampas"


Specialità Calabresi

Parliamo con l'elefante?

La vicenda di Eluana Englaro si avvia alla fine. E' una vicenda che lascia sgomenti, che pone interrogativi fondamentali sulla vita, la morte e la libertà. Un contributo alla riflessione:

http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=Parliamo_con_l%27Elefante


Ringrazio A.N. per questo contributo

Il Quadrato

Per cosa si è combattuto e si combatte in Cecenia (I)

La guerra per il petrolio ceceno


Serial a forti tinte. Prima

“Migliaia di vite sono già state sacrificate solo perché cambiassero i proprietari di pozzi e condutture.
E quelle di molti altri sono destinate ad essere sacrificate nella lotta per la rivoluzione petrolifera in Cecenia. Il valore della questione è di milioni di dollari”, – così nel libro “Cecenia. Il disonore russo” [1] scriveva Anna Politkovskaja.
Dello spiegamento di forze nel settore del petrolio e del gas del Sud della Russia e dei suoi influenti padroni tratta l’inchiesta della “Novaja gazeta”.
Le infrastrutture del petrolio e del gas in Cecenia, le entrate derivanti dalle estrazioni, il trasporto e l’esportazione del petrolio ceceno sono come un tempo una sfera di conflitti segreti e palesi, una sorta di guerra permanente. Lo scopo è il controllo sulle principali risorse dell’industria petrolifera cecena, che porta profitti multimilionari a decine di compagnie registrate in Russia e all’estero. Fra l’altro l’importante non è ciò che sta scritto sulla carta, ma chi in realtà riceve i profitti.
Dietro a questi flussi finanziari da più di 10 anni viene portato avanti uno scontro crudele e ostinato tra alcune parti, fra cui: le compagnie statali e gli alti funzionari russi che stanno dietro di esse, l’amministrazione della Repubblica Cecena, le compagnie private, dietro a cui fanno capolino fuoriusciti dei servizi segreti, le persone che una volta facevano parte dell’entourage di Džochar Dudaev e quelle che sono rimaste con i comandanti dei militanti.
Per cosa combattiamo. Disposizione
Le imprese principali del complesso dell’energia e dei carburanti della repubblica sono la Spa Grozneftegaz [2] e la FGUP [3] Čečenneftechimprom [4], registrate nel 2001. La prima è una compagnia che opera nell’estrazione e nel trasporto del petrolio ceceno. Il 49% della Grozneftegaz appartiene al governo ceceno, il pacchetto di maggioranza delle azioni appartiene alla compagnia statale Rosneft’ [5]. La seconda è stata formata come erede della Grozneft’ [6] sovietica, a cui una volta faceva capo tutta l’industria petrolifera cecena. La prima non ha alcun diritto di proprietà sul complesso petrolifero, la seconda li ha solo sulla carta. Le licenze e tutte le questioni amministrative sono di competenza della Rosneft’.
Tuttavia – e questo è molto importante – il passaggio delle strutture per l’estrazione di petrolio e gas dalla FGUP Čečenneftechimprom alla Spa “NK [7] Rosneft’” avvenuto sei anni e mezzo è stato siglato sulla base di contratti temporanei di affitto. Ciò permette alla leadership cecena di condurre una lotta costante per tornare ad avere il controllo sul petrolio ceceno. A mettere in discussione l’accordo aveva cominciato già il padre dell’attuale presidente, Achmat-Chadži Kadyrov. Una settimana prima della sua morte a causa di un atto terroristico questi comunicò al proprio entourage più prossimo che intendeva parlare seriamente del petrolio ceceno con Vladimir Putin.
L’estrazione di petrolio da parte della Grozneftegaz nei 248 pozzi ufficialmente in funzione* nel 2007 ammontava, secondo i dati della Rosneft’, a 2,14 milioni di tonnellate. Queste sono 15,6 milioni di barili, il valore dei quali (sulla base dei 90 dollari USA al barile di quel periodo) non è inferiore a 1 miliardo e 404 milioni di dollari. In totale negli ultimi cinque anni nella Repubblica Cecena si sono estratte, secondo gli esperti, non meno di 11 milioni di tonnellate di petrolio e tutto questo, come è stato confermato, viene interamente esportato.
La distribuzione dei profitti derivati da questa esportazione sono un tema particolarmente segreto: non ci è riuscito trovare alcun dato ufficiale in questo senso. Il petrolio ceceno è trasportato da condotte e da ferrovie, viene esportato e trasportato via mare da petroliere di ditte offshore cipriote, delle Seychelles, irlandesi e australiane. Parte del denaro derivante dalla sua vendita resta pure offshore – per esempio, in Liechtenstein. Un altra entra nelle casse statali della Federazione Russa, nel conto speciale del ministero dell’Energia. Quale sia il prezzo fissato nei conti del ministero dell’Energia per il petrolio venduto e a quanto di conseguenza assommi questa parte è un segreto di Stato. Proprio questa mancanza di trasparenza permette ai beneficiari finali (i proprietari di grandi e medie compagnie) di ricevere profitti ed entrate ulteriori.
Le condizioni della guerra
In primo luogo – per tutti i più grandi attori di questo gioco è indispensabile considerare gli interessi di parti molto diverse: le autorità federali e regionali, i servizi segreti e perfino i separatisti.
In secondo luogo è indispensabile considerare il mutamento dei percorsi di trasporto verso i porti del Mar Nero del petrolio da esportare. Fino al 2004 l’unica rotta era la via Groznyj-Tichoreck [8]-Tuapse [9] attraverso l’oleodotto della Transneft’ [10]. Ma dopo l’arrivo della Rosneft’ nella regione (dal 2004) il petrolio ceceno è scorso sulla rotta Groznyj-Tichoreck e poi verso la stazione Kavkazskaja. Qui l’oleodotto “termina” e il petrolio viene trasferito con cisterne trasportate su ferrovia dall’oleodotto della Transneft’ all’oleodotto di un altro proprietario - il “Kaspijskij trudoprovodnyj konsorcium” [11], che si avvicina al terminale marittimo presso Novorossijsk [12] – Južnaja Ozereevka.
Ma il tratto ceceno dell’oleodotto, che secondo la logica delle cose dovrebbe avere a che fare con la Transneft’, durante la seconda guerra cecena ha cessato di appartenerle (i documenti sono andati perduti). E per questo tratto alcuni anni fa è stata creata l’impresa statale Čečentransneft’ [13], divenuta una suddivisione della stessa Čečenneftechimprom, che ha dato tutte le sue infrastrutture per essere sfruttate dalla Rosneft’.
In terzo luogo bisogna tener conto della caratteristica del petrolio ceceno, che influisce sul valore per l’esportazione. E’ un petrolio di alta qualità, leggero, dal basso contenuto di zolfo. L’unione di questo con quello kazako o azero dà una miscela da esportazione di livello europeo, vendibile a prezzi più alti. Proprio tale preziosa miscela si può ottenere dal terminale marittimo petrolifero di Južnaja Ozereevka presso Novorossijsk, che ha a che fare con il sistema del “Kaspijskij trudoprovodnyj konsorcium (KTK), che ha riunito nel 2001 i trasportatori di petrolio della Russia e del Kazakistan e anche investitori privati. In quel momento si è scatenata una vera guerra per i terminali di Novorossijsk con la partecipazione di strutture criminali e servizi segreti.
Secondo gli esperti la miscela del KTK nei porti di arrivo nel Mar Mediterraneo costa 5 dollari al barile in più, cioè l’aggiunta complementare al profitto derivante dall’esportazione del petrolio ceceno al solo costo dell’invio su una nuova rotta è stata non inferiore a 80 milioni di dollari l’anno.
I giocatori principali
Il fragile bilancio degli interessi tra tutti i partecipanti alle battaglie per il petrolio, acutizzatesi nel 2004 , si è stabilizzato solo negli anni 2006-2007. In ogni caso, proprio in questo periodo non solo si è compiuto il consolidamento degli attivi della Rosneft’ nel Sud della Russia, ma si sono anche interrotti gli incendi dei pozzi, le sparatorie alle cisterne di petrolio, i sequestri di persone legate all’industria petrolifera. Proprio allora fu arrestato il precedente direttore della Čečenneftechimprom e lo sostituì un uomo del vicino entourage di Ramzan Kadyrov. E il procedimento penale contro un parente di Ramzan Kadyrov a capo della Grozneftegaz, nonostante la minaccia, diffusa dai mezzi di informazione di massa, di un incriminazione per la scomparsa di 543.000 tonnellate di petrolio estratto in Cecenia, al contrario, non è stato neanche avviato. Si sono delineati i giocatori principali e la loro disposizione:
– La NK Rosneft’, il 75% appartiene allo Stato tramite la compagnia Rosneftegaz [14], il 25% a investitori privati. Il consiglio direttivo è presieduto da Igor’ Sečin, vice-premier del governo della Federazione Russa con delega per la TÈK [15] e capo del consiglio degli osservatori della Rosneftegaz. Dopo gli anni 2005-2006 la Rosneft’ in corso di consolidamento è diventata proprietaria al 100% di una serie di imprese petrolifere nelle regioni russe, di cui in precedenza possedeva spesso meno del pacchetto di maggioranza delle azioni. Tra queste vi erano compagnie legate direttamente alle questioni del trasporto e dell’esportazione del petrolio ceceno nel porto di Tuapse (la NPZ [16] di Tuapse e la Tuapsenefeprodukt [17]).
– Achmat-Chadži Kadyrov, un tempo presidente della Cecenia, è morto a causa di un atto terroristico nel 2004 .
– Ramzan Kadyrov, presidente della Cecenia, presidente del consiglio direttivo della Grozneftegaz. Secondo molti esperti, negli ultimi anni Igor’ Sečin ha ritenuto che proprio per via del petrolio Ramzan Kadyrov non possa cedere tutto il potere in Cecenia e ha bloccato le decisioni contrarie in questo ambito.
– Vacha Agaev, fondatore e capo del consiglio direttivo della holding Jugnefteprodukt [18], per diversi anni affiliata alle compagnie offshore Okling Group Ltd., Rutley Company S.A. e Spa Moto, fece parte degli azionisti della Tuapsenefteprodukt e della NPZ di Tuapse finché non capitarono sotto la Rosneft’. E’ considerato vicino a Ramzan Kadyrov.
– La NITÈK, holding russa, rimasta finora non pubblica. Dall’inizio degli anni ‘90 si occupa di petrolio, trasporti, costruzioni e consulenze. L’azienda principale - la Nitek Global N.V. – è registrata alle isole Antille, nel Mar dei Caraibi. Tra i rappresentanti delle sue filiali si contano i principali manager moscoviti: Viktor Taknov, Irina Ronis, Marina Moskovenko e Vladimir Čoni. Ha fatto parte della NPZ di Tuapse fino al 2005 – il periodo di espansione della Rosneft’. Gli interessi del gruppo NITÈK nella NPZ erano rappresentati dalla Nitek Oil Co. Ltd. come uno degli azionisti dell’impresa, e anche dalla Srl Nitèk come trasportatore di petrolio alla fabbrica e al contempo acquirente dello stesso petrolio per il trasporto per l’esportazione.
– Nikolaj Buchancov, ex funzionario del ministero dell’Energia, uomo d’affari, partecipante alla creazione della ZAO [19] NaftaTrans – uno dei principali trasportatori di petrolio ceceno per l’esportazione. Negli anni 2002-2003 presiedeva lo CDU [20] del TÈK (l’amministrazione del ministero, dove giungono i dati sulle quote, gli accordi per l’esportazione, il trasporto e l’estrazione di petrolio dell’intero TÈK russo). Nello stesso periodo Nikolaj Buchancov era consigliere dell’ex ministro dell’Energia Igor’ Jusufov, che allora presideva il consiglio direttivo della Rosneft’. Con la comparsa nella compagnia di Stato di Igor’ Sečin nel 2004 sia Buchancov, sia Jusufov hanno perso le proprie posizioni.
– I fratelli Magomadov – membri di una famiglia influente tanto in Cecenia, quanto oltre i suoi confini. I fratelli maggiori, Lema e Abdul-Chalid Magomadov, lavorano nel governo di Ramzan Kadyrov come vice-premier e capo del ministero dello Sviluppo Economico e i minori – Junus e Jusup Magomadov – negli anni 2003-2004 sono stati in servizio nel reggimento del ministero degli Interni per la protezione degli oleodotti (il “reggimento petrolifero”), il cui compito è proteggere tutte le infrastrutture della Čečenneftechimprom e scortare il petrolio da esportare durante il trasporto. Adlan Magomadov fino a luglio 2004 occupava il posto di rappresentante plenipotenziario della Cecenia a Mosca e dopo la ristrutturazione dei quadri è diventato capo della Srl Impèksprodukt [21]. Questa compagnia con un ufficio centrale a Mosca e filiali in Kazakistan e Ucraina fino a non molto tempo fa restava il principale trasportatore di petrolio della holding Russneft’ [22].
– La compagnia petrolifera Russneft’ è stata creata nel 2002 ed è stata trasformata in una grande holding dell’industria petrolifera dall’imprenditore Michail Guceriev. Nel 2007, dopo l’avvio di un procedimento penale nei confronti di Guceriev, è stato spiccato un mandato di cattura nei suoi confronti. L’ex capo della Russneft’ più di una volta ha dichiarato di aver subito pressioni da parte di strutture statali e gli esperti, parlando delle versioni su questo attacco all’uomo d’affari, hanno indicato il fatto che dopo gli anni 2005-2006 gli affari nell’ambito del petrolio e del gas di Guceriev e la sua posizione nel Sud della Russia hanno fortemente ostacolato l’espansione della Rosneft’. Da luglio 2007 gli obblighi del precedente capo della holding sono stati presi su di se da Oleg Gordeev – ex vice-ministro dell’Energia della Federazione Russa. E’ significativo che nel 2006 questi fosse vice-presidente della Russneft’di Guceriev e contemporaneamente dal giugno 2006 fosse entrato a far parte del consiglio direttivo della Rosneft’ di Stato.
– Michail Nekrič, uomo d’affari, uno di quelli, di cui hanno scritto i mezzi di informazione di massa russi e ucraini nel contesto delle clamorose redistribuzioni di proprietà delle imprese dell’industria petrolifera ucraina e russa. Fino al 2005 è stato presidente del consiglio direttivo della ZAO Tuapse-Kemojl – un’impresa legata alla NPZ di Tuapse fino al suo assorbimento da parte della Rosneft’.
– Chož-Achmed Nuchaev è accusato di essere il mandante dell’omicidio del direttore dell’edizione russa di “Forbes” Paul Khlebnikov. E’ ricercato dall’Interpol dal 2001 per “criminalità organizzata transnazionale”, è il fondatore del gruppo criminale di “Lazan’ja” [23], legato ai servizi segreti russi. Vive in Azerbaijan e in Turchia. Nella sfera dei suoi interessi d’affari sono entrati in vari tempi le compagnie che estraggono petrolio e quelle che lo trasportano e lo esportano tanto in Cecenia, quanto oltre i suoi confini – in particolare, il petrolio azero attraverso Groznyj (l’oleodotto Baku-Novorossijsk), le installazioni petrolifere di Tuapse e Novorossijsk.
– Pëtr Suslov, ex ufficiale dell’intelligence all’estero, attivo partecipante ai progetti russi legati al petrolio, all’energia e alle costruzioni. Capo del Fondo per la pace e la collaborazione nel Caucaso “Edinenie” [24]. L’attività professionale di Pëtr Suslov, come si è visto, in diversi momenti si è incrociata sia con quella di Igor’ Sečin, sia con quella di Chož-Achmed Nuchaev, con cui ha collaborato strettamente nell’unione politica “Eurasia” perfino nel periodo in cui Nuchaev era già ricercato.
I principali partecipanti sono stati presentati. Queste diverse persone di fatto volevano una cosa sola – avere (mantenere) il controllo sull’estrazione, il trasporto e l’esportazione del petrolio ceceno. Le parti adesso in concorrenza, associandosi quando con Ramzan Kadyrov, quando con Chož-Achmed Nuchaev, quando con la Rosneft’, sono costrette a coesistere in questa strana simbiosi. Ma la storia delle battaglie per il petrolio in Cecenia testimonia: per quanto stabile sembri il bilanciamento delle forze , in qualsiasi momento qualsiasi parte può avviare il meccanismo dell’ennesima redistribuzione.
Ecco com’era e com’è diventata la mappa degli scontri per il petrolio degli ultimi tempi, in cui, oltre che nella stessa Cecenia, ci sono basi per il trasporto di petrolio a Odessa, Tuapse e Novorossijsk.
La prima tappa: Criminale, anni 2001-2004
Il controllo sull’estrazione, il trasporto e l’esportazione è diviso tra uomini d’affari russi e ceceni, funzionari del ministero dell’Energia e gruppi criminali legati ai servizi segreti. Parallelamente esiste il business dell’estrazione illegale di petrolio dai pozzi e del furto di questo dagli oleodotti.
Tra la primavera e l’estate del 2001 si forma la Grozneftegaz, “figlia” della Rosneft’. Allora viene pure creata la FGUP Čečenneftechimprom, che possiede tutte le infrastrutture del complesso petrolifero ceceno. Allo stesso tempo capo del ministero dell’Energia della Repubblica Cecena, che dirige le relazioni patrimoniali, viene nominato Abdul-Chamid Magomadov (fratello di Adlan Magomadov, che allora era rappresentante plenipotenziario della Cecenia presso il presidente della Federazione Russa e che nel 2004 è diventato dirigente della Russneft’). Chož-Achmed Nuchaev (vedi dossier), che controlla in parte il trasporto e lo scarico di petrolio a Tuapse e Novorossijsk, interviene a una conferenza a Mosca, dove presenta il proprio “piano di risoluzione” della guerra in Cecenia, che presuppone la sua divisione in un’Ičkerija [25] al Sud e una Cecenia filorussa al Nord. Contemporaneamente le compagnie offshore di Nuchaev dispongono investimenti nel complesso petrolifero ceceno. Allo stesso tempo Achmat-Chadži Kadyrov (muftì dell’Ičkerija sotto Dudaev e poi nominato da Mosca capo dell’amministrazione della Cecenia) tenta di prendere il controllo sull’estrazione e sul trasporto di petrolio legali e illegali. In quel momento ha sotto controllo alcuni pozzi e condutture regalati, come ha scritto Anna Politkovskaja, da Aslan Maschadov ancora negli anni ‘90.
Altri attori legati al controllo sull’esportazione di petrolio ceceno fino al 2004 erano:
– Il ministro dell’Energia della Federazione Russa e presidente del consiglio direttivo della Rosneft’ Igor’ Jusufov e il suo consigliere Nikolaj Buchancov (per le questioni della suddivisione delle quote per l’esportazione attraverso i porti e il proprio business). Nei consigli direttivi per il petrolio ceceno scaricato per l’esportazione dalla NPZ di Tuapse e dalla Tuapsenefteprodukt è entrato l’uomo d’affari ceceno Vacha Agaev. Gli interessi degli altri azionisti della NPZ di Tuapse sono stati rappresentati anche dall’uomo d’affari Michail Nekrič e dai dirigenti del gruppo NITÈK Viktor Taknov e Irina Ronis. Gli ultimi due manager erano uomini di fiducia di un beneficiario finale, il cui nome è finora tenuto rigidamente segreto nelle società offshore delle Antille.
– La Srl Nitèk, che fa parte della holding omonima, e le compagnie affiliate alla Srl Jugnefteprodukt di Vacha Agaev avevano un accordo con le imprese di Tuapse già ricordate, secondo cui, per esempio, solo nel 2004 il 60% di tutto il petrolio trasportato alla NPZ di Tuapse è giunto non dalla Rosneft’, ma proprio da queste compagnie. Queste tra l’altro garantivano la maggior parte dell’esportazione.
La geografia degli interessi dei giocatori del business si è costruita intorno alle vie di trasporto del petrolio ceceno. Questa era una rotta attraverso un’unica conduttura principale: Cecenia, poi attraverso le regioni vicine alla repubblica Tichoreck, nel territorio di Krasnodar e da là al terminale petrolifero a Tuapse – al luogo di carico sulle petroliere. Gli interessati si sono dislocati sui punti chiave indicati della via del petrolio.
Poiché durante la seconda guerra cecena il tratto di oleodotto che passava attraverso la repubblica è stato parzialmente distrutto, il petrolio è stato portato oltre i confini della repubblica soprattutto con autocisterne e cisterne ferroviarie. Il controllo su questi trasporti era effettuato da uomini di Chož-Achmed Nuchaev. In quote acquistate da strutture offshore questo petrolio era immesso nell’oleodotto principale nel territorio di Stavropol’ [26], da là andava a Tichoreck – un nodo che unisce le condutture in direzione di Novorossijsk e Tuapse. In porto gli “speditori” di Nuchaev seguivano il carico del petrolio nelle petroliere.
Fino al 2004 il complesso per il trasporto del petrolio a Tuapse – la Tuapsenefteprodukt – è la principale base di prodotti petroliferi nel Sud della Russia. Questo è un sistema integrale, costituito da oleodotti e basi portuali per la lavorazione e il trasporto del petrolio, dove viene versato nelle petroliere tanto come petrolio greggio, quanto come prodotti petroliferi. La NPZ è stata costruita per la lavorazione del petrolio ceceno, leggero, di alta qualità e a basso contenuto di zolfo. Le forze del complesso permettevano di realizzare ogni giorno oltre 100 tonnellate di prodotti petroliferi. Il direttore della fabbrica Anatolij Vasilenko, che non voleva sminuzzare gli attivi, è stato ucciso il 15 dicembre 1995 – tre mesi dopo aver assunto la carica. Questo crimine è legato al nome di Maksim Lazovskij (ucciso nel 2000), che insieme a Chož-Achmed Nuchaev era il leader del gruppo criminale di “Lazan’ja”, e al contempo un agente ufficiale dello FSB [27]. Lazovskij e Nuchaev guidavano la ditta di trasporti petroliferi Lanako, registrata a Mosca. Secondo gli esperti, proprio questo ditta si è specializzata nel petrolio ceceno “non conteggiato”. Ma non solo in questo: un collaboratore di questa ditta – Vladimir Vorobëv – è stato condannato per uno dei primi atti terroristici a Mosca – l’esplosione di un autobus presso la VDNCh [28] nel 1994, un altro è morto nello stesso anno nel tentativo di far saltare in aria un ponte sulla Jauza [29].
Tra coloro che hanno mostrato interesse per la mappa delle esportazioni petrolifere del Sud della Russia e dell’Ucraina c’era l’uomo d’affari Michail Nekrič, un tempo partner dell’adesso scottante fondatore della holding Russneft’ Michail Guceriev. Nel 2000 questi era suo consigliere alla Slavneft’ [30], negli anni 2004-2005 – membro del consiglio direttivo della compagnia Belkamneft’ [31] (ancora una volta alla vigilia del suo passaggio sotto il controllo della Russneft’).
Il nome di Michail Nekrič (secondo molti mezzi di informazione di massa russi e ucraini) è stato ricordato nel contesto di alcuni tra i più grandi accordi nella sfera dell’esportazione di petrolio. Così nel 2003 Nekrič compra dal precedente proprietario una parte delle strutture per il trasporto del petrolio di Odessa per due anni. La fonte Internet ma-journal.ru (giornale informativo-analitico su fusioni e assorbimenti finanziari) chiama questo accordo un’intermediazione, il cui scopo è la successiva vendita a un nuovo proprietario. Gli esperti e i mezzi di informazione di massa hanno notato che questi “ha acquisito notorietà per accordi con pacchetti di minoranza”, quando era indispensabile effettuare un assorbimento graduale ed efficace o entrare in un impresa prima della sua vendita negli interessi del futuro proprietario. Anche nel consiglio direttivo della ZAO Tuapse-Kemojl, che faceva parte della NPZ di Tuapse, Michail Nekrič è comparso per poco tempo – ancora una volta alla vigilia del consolidamento della Rosneft’. Con il tempo i complessi per il trasporto del petrolio di Odessa e Tuapse hanno cessato di essere nella sfera di interessi di Michail Nekrič. Ciò ha coinciso con l’ennesima redistribuzione petrolifera dopo il 2004.
Ma come molti di quelli che si sono occupati di petrolio negli anni ‘90 e dopo il 2001 questi, probabilmente, non era pronto a cedere posizioni così semplicemente. E quando il petrolio ceceno è passato su una nuova rotta attraverso l’oleodotto KTK, mutando le posizioni delle persone precedentemente interessate, è avvenuta una storia significativa. Una delle parti in conflitto era la compagnia offshore Kempster Ltd., che per qualche motivo i mezzi di informazione di massa collegavano allo stesso Michail Nekrič. Questa compagnia ha acquistato dal Rosimuščestvo [32] il petrolio conteso proveniente dal Kazakistan e ha tentato di indirizzarlo all’esportazione attraverso il KTK. In conseguenza del conflitto tutto il petrolio conteso e quello complementare “soggetto a sanzione” sono stati bloccati direttamente nell’oleodotto.
E’ interessante che in tali situazioni stabilire la reale appartenenza del petrolio bloccato (se sia kazako o, per esempio, ceceno) non appaia possibile, il che dà ampie possibilità di manovre. In primo luogo, nelle tubature non c’è alcun petrolio di una concreta regione – solo una miscela di una determinata qualità. Nell’oleodotto KTK è una miscela di petrolio leggero a basso contenuto di zolfo - per esempio, ceceno e kazako. Fra l’altro, tanto allora, quanto ora, non esistono apparecchiature speciali che permettano di chiarire cosa scorra davvero nelle tubature (c’è solo un controllo di qualità).
Qui è importante ricordare le particolarità di conduzione del business del petrolio in Cecenia e oltre i suoi confini durante le due campagne militari. Nel trasporto del petrolio sulla rotta dell’oleodotto Baku-Novorossijsk (il “filo” Machačkala [33]-Groznyj-Tichoreck) nella parte cecena delle tubature il business del petrolio si faceva in vari modi – tanto legalmente, quanto illegalmente. Il dissidio legato alla scomparsa durante la guerra dei documenti di proprietà di questa parte dell’oleodotto ha permesso ai giocatori di “sguazzare nel torbido”. Tutto questo ha solo permesso un banale furto di petrolio, ma più avanti le persone giuridiche o fisiche interessate hanno comprato quote di pompaggio di miscela della qualità necessaria al porto necessario. La miscela di petrolio conteggiato e non conteggiato è andata per le diramazioni degli oleodotti principali verso Tichoreck, da là è scorsa verso i terminali da esportazione posti a Tuapse, Novorossijsk e perfino a Odessa.
A mantenere una presenza nel settore del petrolio e del gas del Sud della Russia alla fine della seconda guerra cecena aspiravano anche gli uomini d’affari legati ai separatisti. Uno di quelli a cui è riuscito passarla liscia da un round all’altro del grande gioco petrolifero è stato proprio Chož-Achmed Nuchaev.
Come gli sia riuscito, forse, diventa chiaro grazie a un’intervista di 10 anni fa al New York Times, in cui Nuchaev fa un’ammissione molto importante. Questi parla di fatto di un “racket” del business ceceno e racconta come lo lega alle ditte russe: “La mafia cecena si distingue dall’altra… Il mio business era difendere gli uomini d’affari ceceni da quelli russi. All’inizio ero costretto a proporre questa difesa con azioni dure. La applicavo agli uomini d’affari russi perché prendessero i ceceni come partner”. (Proprio con questo periodo ha a che fare la feroce guerra per il porto marittimo di Novorossijsk, nel corso della quale è stato cacciato con vergogna dalla città perfino un gruppo speciale composto da inquirenti della procura generale e alti ufficiali del ministero degli Interni. Correva voce che le strutture criminali potessero trarre dalla loro parte in questo conflitto i propri osservatori dei servizi segreti.)
Il controllo su compagnie per il trasporto del petrolio straniere permetteva a Nuchaev di occuparsi dell’esportazione di petrolio azero attraverso il porto di Novorossijsk. A Nuchaev, in particolare, gli esperti collegano la compagnia svizzera Sunoil S.A. Ancora l’anno scorso questa compagnia ha operato più di una volta come trasportatore di petrolio estratto in Azerbaijan e quattro anni fa il “peso specifico” della Sunoil S.A. nel volume generale di stazza delle petroliere a Novorossijsk assommava al 7%, garantendo l’ingresso di questa ditta nel quartetto dei grandi trasportatori di petrolio del porto come, per esempio, Gunvor.
La cosa interessante è che dopo la pubblicazione sulla “Novaja gazeta” dell’articolo “Informatori” (aprile 2008), in cui si ricordava l’attività della Sunoil S.A. nel contesto degli interessi d’affari di Nuchaev, questa compagnia è stata liquidata in fretta. Anche se difficilmente la liquidazione di una delle compagnie significa l’uscita di Nuchaev dalla regione.
Anna Politkovskaja legava alla guerra criminale per il controllo sul petrolio molti omicidi e sequestri di persona in Cecenia e anche gli incendi di pozzi petroliferi nelle province di Groznyj, Argun [34] e Kurčaloj [35]: “A seconda del vero padrone ci sono due tipi di pozzi in Cecenia: in fiamme e normali. …Se a un pozzo non succede niente, significa che il suo proprietario è un uomo stimato e ricco, che ha il proprio corpo di guardia, e che questa proprietà non viene messa in discussione da nessuno. Intorno agli altri, dai padroni non determinati fino in fondo, va avanti una lotta incessante con l’uso di armi da fuoco”. Parlando dei “padroni reali”, Anna Politkovskaja chiariva che “tutto il TÈK è entrato nell’illegalità” e che non si trattava di compagnie statali che possiedono le infrastrutture del complesso petrolifero ceceno de iure, ma dei “proprietari nell’ombra”, che ricevono i profitti finali.
Tra quelli che si sarebbero potuti allora nominare tra i “padroni reali” della maggior parte dei pozzi ceceni, oggi sono rimasti in vita solo due: Chož-Achmed Nuchaev e l’erede di Achmat-Chadži Kadyrov - Ramzan.
* Alcune centinaia di pozzi funzionano senza controllo e non hanno rapporti diretti con la Rosneft’. Di questo – nelle prossime puntate.
Dossier della “Novaja gazeta”
Nuchaev Chož-Achmed Taštamirovič
E’ nato l’11 novembre 1954 nella RSS chirghisa. Dopo aver finito le scuole a Groznyj entrò alla facoltà di Giurisprudenza della MGU [36], ma fu espulso a causa di una condanna penale. Secondo gli organi di tutela dell’ordine alla fine degli anni ‘80 Nuchaev fu uno dei fondatori del c.d. gruppo criminale organizzato di “Lazan’ja”. Verso gli anni ‘90 Nuchaev è già milionario, finanzia una serie di progetti politici di tipo nazional-patriottico in Cecenia volti a separare la Cecenia dalla Russia. Nel 1991 viene condannato a 8 anni per estorsione, ma qualche mese dopo giunse per lui nella prigione di Chabarovsk [37] un convoglio di ufficiali di polizia della provincia di Naurskaja [38] della Repubblica Cecena e portò il detenuto in Cecenia, di cui era allora presidente Džochar Dudaev. Qualche mese dopo Nuchaev divenne capo del servizio di intelligence esterna del governo ceceno.
Sempre allora, negli anni ‘90, secondo il sito dell’analista Vladimir Pribylovskij [39], Chož-Achmed Nuchaev aveva rapporti amichevoli con il vice-procuratore generale dell’Ičkerija Alaudi Musaev. L’adesso colonnello della riserva del ministero degli Interni della Federazione Russa Alaudi Musaev vive a Mosca, dove ha un’attività editoriale. Come uno degli azionisti e dirigenti della casa editrice “Molodaja gvardija” [40], di recente ha pubblicato il suo libro “Lo sheykh [41] Mansur” sull’ideologo del separatismo ceceno del XIX secolo. Il figlio di Alaudi Musaev, Murad è l’avvocato di uno degli imputati al processo per l’omicidio di Anna Politkovskaja.
Dopo la morte del generale Dudaev nel 1996 Chož-Achmed Nuchaev diventa vice-premier del nuovo governo dei separatisti sotto la guida di Zelimchan Jandarbiev. Nella sfera di responsabilità di Nuchaev ricade allora proprio l’industria petrolifera e per coinvolgere gli investimenti americani e britannici in questo ambito crea il progetto “Mercato comune caucasico”.
Tra gennaio e febbraio 1998 a Londra furono registrate due compagnie offshore – la Taronbridge Ltd. e la Tarondene Ltd. La prima fu più tardi rinominata Trans Caucasian Energy Company Ltd. e non nascose l’interesse a prendere il controllo sui giacimenti petroliferi ceceni e sul tratto passante per la Cecenia dell’oleodotto Baku-Novorossijsk. La seconda di conseguenza fu registrata di nuovo come Caucasus Common Market Ltd. ed ebbe uffici in Europa e a Baku.
Il direttore e proprietario ufficiale di tutte e tre le compagnie europee Chož-Achmed Nuchaev ottiene la possibilità di acquisire uno status legale per fare la conoscenza dei rappresentanti dell’establishment degli USA e della Gran Bretagna. Agli incontri con persone influenti Nuchaev parla della necessità di rendere possibile il trasporto del petrolio aggirando la Russia attraverso la Georgia e la Turchia.
In Russia Chož-Achmed Nuchaev non è rimasto senza l’appoggio dei sostenitori di un particolare percorso della Russia e di idee nazionalistiche. A giudicare i progetti comuni, Nuchaev poteva contare sull’ex ufficiale dello SVR [42] Pëtr Suslov e del Fondo per la pace e la collaborazione nel Caucaso “Edinenie” creato da questi. Questa compagnia è finora attivamente partecipe dei progetti geopolitici e di economia estera della Russia, legati anche al petrolio. Ma nel febbraio 2002 a Mosca è stata registrata la tuttora attiva ZAO “Evrazijskij obščij rynok” [43]. Uno dei promotori e il possessore del 50% delle azioni della nuova compagnia è proprio la “Kavkazskij obščij rynok” [44] – Caucasus Common Market (CCM). Il secondo promotore e possessore del restante 50% è il Fondo internazionale non commerciale “Sodejstvie evrazijskomu èkonomičeskomu sotrudničestvu” [45], del quale è presidente lo stesso Pëtr Evgen’evič Suslov. Questi è divenuto anche direttore generale della neo formata ZAO “Evrazijskij obščij rynok”. Secondo le informazioni del sistema Skrin [46], fino all’ottobre 2008 la struttura dei promotori di questa compagnia non è mutata.

Fine della prima puntata. Leggete il seguito lunedì 2 febbraio

P.S. La redazione della “Novaja gazeta” è pronta a offrire la possibilità di fare commenti alle persone coinvolte in questa indagine

Nelle prossime puntate:
– Il fervore della redistribuzione: sotto chi sono tubature e pozzi
– Cosa ha ottenuto la Rosneft’ in Cecenia
– Cos’è rimasto a Ramzan Kadyrov e Ch.-A. Nuchaev

Dar’ja Pyl’nova
Dmitrij Škrylëv

29.01.2009, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2009/009/03.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Tale il titolo della versione italiana. Ma il titolo orginale era semplicemente “La seconda [guerra] cecena”. La seconda guerra cecena iniziò nel 1999 e i suoi strascichi vanno avanti fino ad oggi.
[2] “Groznyj-Petrolio-Gas”.
[3] Federal’noe Gosudarstvennoe Unitarnoe Predprijatie (Impresa Unitaria Federale di Stato).
[4] “Cecenia-Petrolio-Industria Chimica”.
[5] “Russia-Petrolio”.
[6] “Groznyj-Petrolio”.
[7] Nacional’naja Kompanija (Compagnia Nazionale).
[8] Città della Russia meridionale.
[9] Porto sul Mar Nero.
[10] “Trasporto-Petrolio”.
[11] “Consorzio di oleodotti del Caspio”.
[12] Porto sul Mar Nero.
[13] “Cecenia-Trasporto-Petrolio”.
[14] “Russia-Petrolio-Gas”.
[15] Teplo-Ènergetičeskij Kompleks (Complesso dei Carburanti e dell’Energia).
[16] NeftePererabatyvajuščij Zavod (Fabbrica di Derivati del Petrolio).
[17] “Tuapse-Prodotti Petroliferi”.
[18] “Sud-Prodotti Petroliferi”.
[19] Zakrytoe Akcionernoe Obščestvo (Società per Azioni Chiusa).
[20] Central’noe Dispetčerskoe Upravlenie (Amministrazione Centrale di Controllo).
[21] “Importazione-Esportazione-Prodotti”.
[22] “Russo-Petrolio”.
[23] “Lasagna”, ristorante moscovita.
[24] “Unificazione”.
[25] Ičkerija è il nome dato alla Cecenia dai separatisti.
[26] Città della Russia meridionale.
[27] Federal’naja Služba Bezopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), l’erede del KGB.
[28] Vystavka Dostiženij Narodnogo Chozjajstva (Mostra dei Risultati dell’Industria Nazionale), sorta di mostra permanente dell’industria russa.
[29] Piccolo affluente della Moscova.
[30] “Slavia-Petrolio”.
[31] “Pietra Bianca-Petrolio”.
[32] “Patrimonio Russo”, impresa di Stato.
[33] Porto del Daghestan.
[34] Città della Cecenia centrale.
[35] Villaggio della Cecenia centro-occidentale.
[36] Moskovskij Gosudarstvennyj Universitet (Università di Stato di Mosca).
[37] Città dell’estremo oriente della Russia.
[38] Città della Cecenia nord-occidentale.
[39] Vladimir Valerianovič Pribylovskij, giornalista, storico e attivista per i diritti umani.
[40] “Giovane guardia”.
[41] “Anziano”, capo poltico e militare.
[42] Služba Vnešnej Razvedki (Servizio di Intelligence Esterno).
[43] “Mercato Comune Euroasiatico”.
[44] “Mercato Comune Caucasico”.
[45] “Aiuto alla Collaborazione Economica Euroasiatica”.
[46] Sistema Kompleksnogo Raskrytija INformacij (Sistema di Diffusione Complessiva di Informazioni), sorta di agenzia di informazioni finanziaria.