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30 luglio 2013

Tra le torture del processo in stile sovietico ai manifestanti di piazza Bolotnaja c'è posto anche per l'amore...

"Vostro Onore, non vedo niente! Sono già cieco!"

Dall'aula del tribunale il nostro osservatore Aleksej Polikovskij – testimone del processo ai "prigionieri di piazza Bolotnaja" [1]

27.07.2013
[1] "Del Pantano". Piazza del centro di Mosca, teatro delle principali manifestazioni dell'opposizione.
[2] Fëdor Nikiforovič Plevako, giurista progressista russo del XIX-XX secolo.
[3] Ospedale di Mosca per le malattie degli occhi intitolato al medico tedesco Hermann Ludwig Ferdinand von Helmholtz.
[4] Centro di Mosca per le malattie degli occhi intitolato all'oftalmologo russo Svjatoslav Nikolaevič Fëdorov.
[5] Anatolij Fëdorovič Koni, giurista progressista russo del XIX-XX secolo.
[6] Nikolaj Ivanovič Ežov, capo della polizia politica al tempo delle purghe staliniane.
[7] Sledstvennyj IZOljator (Isolatore di Custodia Cautelare).
[8] Un milione di rubli equivale a circa 23 mila euro.
[9] Qualcosa come "Ispettorato Russo dei Consumatori", nome colloquiale del "Servizio Federale per l'Ispettorato nella Sfera della Difesa dei Consumatori e del Benessere della Persona".

06 maggio 2012

Cambiamenti?


Kino, "Peremen!" (Cambiamenti)

Cambiamenti
Invece del caldo -la patina verde del vetro,
Invece del fuoco - fumo.
Dalla tabella del calendario è stato strappato un giorno.
Il sole rosso brucia completamente,
Il giorno finisce di bruciare con lui.
Sulla città rovente cade l'ombra.

Cambiamenti chiedono i nostri cuori,
Cambiamenti chieddono i nostri occhi,
Nel nostro riso e nelle nostre lacrime
E nella pulsazione delle vene
Cambiamenti!
Aspettiamo cambiamenti.

La luce elettrica continua il nostro giorno
E la scatola dei fiammiferi è vuota.
Ma in cucina con un colore azzurro brucia il gas.
Sigarette in mano, tè sul tavolo,
Questo schema è semplice.
E niente di più, tutto si trova in noi.

Cambiamenti chiedono i nostri cuori,
Cambiamenti chieddono i nostri occhi,
Nel nostro riso e nelle nostre lacrime
E nella pulsazione delle vene
Cambiamenti!
Aspettiamo cambiamenti.

Non possiamo vantarci della saggezza degli occhi
E di abili gesti delle mani,
Non abbiamo bisogno di tutto questo per capirci l'un l'altro.
Sigarette in mano, tè sul tavolo,
Così si chiude il cerchio.
E all'improvviso per noi diventa terribile cambiare qualcosa.



Cambiamenti chiedono i nostri cuori,
Cambiamenti chieddono i nostri occhi,
Nel nostro riso e nelle nostre lacrime
E nella pulsazione delle vene
Cambiamenti!
Aspettiamo cambiamenti.

(URSS, 1986)

Traduzione di Matteo Mazzoni

01 agosto 2011

Secondo me, un piccolo capolavoro



"World Builder" di Bruce Branit

11 giugno 2011

Un'altra Russia

Forma di vita – misericordia





Misericordia è la prontezza a dare aiuto a chi ne ha bisogno per compassione.
Dizionario monolingue di lingua russa redatto da D.N. Ušakov

Ho conosciuto il sacerdote Arkadij Šatov circa 15 anni fa. Allora lavoravo alla “Nezavisimaja gazeta” [1] ed ecco che arriva una sorta di redattore del supplemento tematico “Religione” Natal'ja Archipova e dice: “Ascolta! Ho trovato qui casualmente un sacerdote, un tipo del tutto sconvolgente, assolutamente vero, andiamo, facciamo un reportage…”

Arriviamo, facciamo conoscenza e subito cadono tutti i dubbi, ecco che ci sono persone così autentiche, la cui chiarezza, nitidezza e affidabilità una volta per sempre vincono qualsiasi scetticismo, qualsiasi incredulità.

In epoca sovietica lavorò come infermiere in un ospedale e vide tante di quelle sofferenze e di quella rozzezza che decise di diventare sacerdote per portare misericordia nella vita di tutti i giorni di quegli stessi ospedali, per esempio…

Intendeva la misericordia come un lavoro. Anche oggi la intende così.

Nel 1990 padre Arkadij (Šatov) insieme alla sua parrocchia sul territorio del 1° Ospedale Cittadino “N.I. Pirogov” (costruito 200 anni prima su progetto dell'architetto Matvej Kazakov) restaurò la chiesa di san Demetrio, zarevic [2] ucciso (là in epoca sovietica c'era certamente un magazzino) e creò il primo istituto medico ortodosso in Russia dopo la rivoluzione del 1917, che già da vent'anni prepara infermiere per la sanità nazionale.

Alla sanità nazionale è andata bene da non dirsi che da noi ci siano tale istituto e tali infermiere!

Le prime diplomate di questo istituto erano donne del tutto adulte, con due lauree o un dottorato, inoltre madri di quattro o più figli. Queste volevano appassionatamente (e sinceramente) cambiare la propria vita e intendendo la misericordia alla lettera: come cuori amorosi volevano dedicarsi proprio a opere di misericordia. Insieme a padre Arkadij andarono nei reparti più difficili del 1° ospedale cittadino, dai malati più gravi e disperati e non li accudivano, li sanavano [3]. Dandosi il cambio, giorno e notte non si allontanavano dai letti dei malati…

I medici mi raccontavano, che inizialmente non credevano alle sorelle della misericordia piombategli addosso, cercava di strappare a padre Arkadij cosa gli servisse, ma poi si riempirono di fiducia e gratitudine e con stupore scoprirono che con l'arrivo di queste sorelle della misericordia era calata la mortalità tra i malati più gravi, era calata perché “era migliorata la cura per loro”. Semplicemente la cura…

La professione di sorella della misericordia, un tempo diffusa nell'Impero Russo, adesso è rinata. Le diplomate ottengono titoli di tipo statale (da quando esiste l'istituto ci sono stati 22 diplomi). La preparazione delle specialiste e la fornitura di conoscenze, la formazione di attitudini e capacità è svolta nell'istituto secondo lo standard statale di istruzione. Ma la principale differenza dell'istituto dagli altri sta nel fatto che in esso insegnano amore, misericordia e compassione per il prossimo. Sarete d'accordo che è un compito difficile.

Alla sezione diurna giungono ragazze e anche ragazzi di diverse famiglie, credenti e non credenti. La cosa importante è che l'adolescente stesso voglia studiare qui e non compia la volontà dei genitori. E ancora più importante è il desiderio di aiutare le persone. Perché a volte riportare una persona alla vita normale è più importante che salvarla dalla stessa morte.

Nell'istituto c'è una materia, si chiama “duchovnye osnovy miloserdija[4] (DOM). Come nessuna casa [5] può restare stabile senza fondamenta, così il fare il bene è impossibile senza fede e amore.

Già nel primo anno gli studenti fanno pratica in molti ospedali di Mosca: il 1° ospedale clinico, la clinica infantile “N.G. Speranskij”, gli ospedali clinici n. 4 e n. 7 e altri, ma la base principale dell'istituto è l'ospedale di sant'Alessio.

Nell'istituto delle sorelle della misericordia insegnano a curare i malati, di regola, dopo malattie gravi e, di regola, sono pazienti costretti a letto, con piaghe da decubito e atrofie muscolari, qui le conseguenze di patologie gravi si curano con un metodo speciale.

E perciò adesso gli studenti dell'istituto già dal primo anno vanno per la maggiore, li chiamano a fare pratica tutti gli ospedali di Mosca, strappandoseli l'un l'altro…

Senza guardare i voti nei libretti, ma guardandoli negli occhi, la frase fatta “Gli occhi sono lo specchio dell'anima” qui è adeguata come non mai. In altro modo è semplicemente impossibile valutare quel grado di compassione per il prossimo.

La misericordia non ha nazionalità, appartenenza politica e neanche una propria fede. Sì, le cose si sono messe in modo che le sorelle della misericordia e l'ortodossia sono recepiti da noi come qualcosa di unico. Ma non è proprio così. Perlomeno di questo è convinto il vescovo Arkadij Šatov: “Cristo stesso, parlando di misericordia, portò ad esempio un samaritano, che non aveva la vera fede, – spiega padre Arkadij, – ma aveva compassione e aspirazione ad aiutare. Un esempio più vicino – le infermiere della Grande Guerra Patriottica [6]. Le giovani del Komsomol [7], lavorate fin dalla scuola dalla propaganda dell'ateismo, quali miracoli di abnegazione, immolazione e amore hanno compiuto!”.

Natal'ja Preobraženskaja

09.06.2011, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2011/062/17.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] “Giornale indipendente” (che per un buon periodo ha fatto onore al nome).

[2] Lo carevič era il figlio maggiore erede dello zar. Dimitrij era figlio di Ivan il Terribile e morì ucciso nel corso della lotta per il trono dopo la morte del padre.

[3] I verbi hanno una radice comune in russo, ma u-chaživat' indica il “prendersi cura”, vy-chaživat' il “guarire, sanare”.

[4] “Basi Spirituali della Misericordia”.

[5] Dom in russo.

[6] La guerra contro la Germania nazista.

[7] Kommunističeskij Sojuz Molodëži (Unione della Gioventù Comunista).

06 maggio 2011

04 aprile 2010

22 novembre 2009

17 maggio 2009

Se non ami



Nek "Se non ami"



Numero Verde

31 marzo 2009

Il tacchino induttivista (come dire che non sempre la filosofia è difficile e noiosa)

Un tacchino, in un allevamento statunitense, decise di formarsi una visione del mondo scientificamente fondata (una wissenschaftliche Weltauffassung, secondo i neopositivisti del Wiener Kreis).

"Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che, nell'allevamento dove era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. E da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole. Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa in condizioni le più disparate. Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un'inferenza induttiva come questa: "Mi danno il cibo alle 9 del mattino". Purtroppo, però, questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale, quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato."


Bertrand Russell (http://it.wikipedia.org/wiki/Tacchino_induttivista)

27 marzo 2009

Questa è la vita?



Amy Macdonald "This is the life"


QUESTA E' LA VITA
Oh il vento fischia per
La strada fredda e buia stanotte
E la gente stava ballando al suono della musica
E i ragazzi danno la caccia alle ragazze con i riccioli nei capelli
Mentre la gioventù timida e tormentata siede lontano da qui
E le canzoni suonano più forte
Ognuna migliore della precedente

E stai cantando le canzoni
Pensando che questa è la vita
E ti svegli la mattina e ti senti la testa grande il doppio
Dove andrai? Dove andrai?
Dove dormirai stanotte?

E stai cantando le canzoni
Pensando che questa è la vita
E ti svegli la mattina e ti senti la testa grande il doppio
Dove andrai? Dove andrai?
Dove dormirai stanotte?

Così stai andando a capofitto per la strada nel tuo taxi per quattro
E stai aspettando fuori dalla porta principale di Jimmy
Ma dentro non c'è nessuno e nessuno è a casa fino alle quattro
Così siedi là senza nulla da fare
Parlando di Robert Riger e della sua accozzaglia
E di dove andrai e dove dorimirai stanotte

E stai cantando le canzoni
Pensando che questa è la vita
E ti svegli la mattina e ti senti la testa grande il doppio
Dove andrai? Dove andrai?
Dove dormirai stanotte?

E stai cantando le canzoni
Pensando che questa è la vita
E ti svegli la mattina e ti senti la testa grande il doppio
Dove andrai? Dove andrai?
Dove dormirai stanotte?

E stai cantando le canzoni
Pensando che questa è la vita
E ti svegli la mattina e ti senti la testa grande il doppio
Dove andrai? Dove andrai?
Dove dormirai stanotte?

E stai cantando le canzoni
Pensando che questa è la vita
E ti svegli la mattina e ti senti la testa grande il doppio
Dove andrai? Dove andrai?
Dove dormirai stanotte?
Dove dormirai stanotte?

Dove dormirai stanotte?


(traduzione di Matteo Mazzoni)



Original Solitaire

17 marzo 2009

Buon compleanno Stefano


Oggi Stefano Borgonovo compie 45 anni. Il bravo ex calciatore, che tanto fece gioire i tifosi viola e non solo, lotta con la SLA, la malattia che chiama - a buon titolo - "la Stronza". La sua notorietà gli permette di lottare anche in favore di chi è malato e non ha avuto in precedenza la sua fortuna. La fondazione da lui creata sostiene la ricerca per sconfiggere la Stronza: http://www.fondazionestefanoborgonovo.it/

07 marzo 2009

Quando entri nella stanza




Status Quo "When you walk in the room"


QUANDO ENTRI NELLA STANZA (di Jackie DeShannon)

Posso sentire una nuova espressione sul mio viso
Posso sentire una sensazione radiosa che si fa posto
Posso sentire le chitarre che suonano amabili melodie
Ogni volta che entri nella stanza

Chiudo gli occhi per un secondo e fingo che sia me che vuoi
Intanto cerco di comportarmi con molta nonchalance
Sento la notte d'estate con una luna magica
Ogni volta che entri nella stanza

Baby è un sogno divenuto realtà
Stare qui accanto a te
Vorrei poterti mostrare quanto è importante per me
Ma ho solo il coraggio di fissarti

Posso sentire che qualcosa picchia nel mio cervello
Semplicemtente ogni volta che qualcuno fa il tuo nome
Suonano le trombe e sento il tuono rimbombare

Ogni volta che tu
Ogni volta che tu
Ogni volta che tu entri nella stanza
Entri nella stanza
Entri nella stanza
Entri nella stanza


(traduzione di Matteo Mazzoni)

05 marzo 2009

Adorare




10 MOTIVI PER ADORARE



-Perchè solo DIO è degno di ricevere tutta la nostra lode e la nostra adorazione.



-Per ringraziarlo della vita e di tutto ciò che ci ha donato.



-Per entrare nel segreto del suo Amore.



-Per intercedere per tutta l'umanità.



-Per invocare la giustizia e la pace nel mondo e pregare per l'unità dei cristiani.



-Per chiedere perdono per i nostri peccati e la conversione del cuore.



-Per trovare riposo e lasciarsi ristorare dalla Sua Presenza Viva.



-Per chiedere il dono dello Spirito Santo che ci renda testimoni del Vangelo nel mondo.



-Per pregare per i nemici e avere forza di perdonarli.



-Per chiedere la guarigione fisica e spirituale ed avere la forza di resistere al male.






VENITE VOI TUTTI CHE SIETE OPPRESSI E AFFATICATI E IO VI RISTORERO' (Mt. 11,28)




Ringrazio A.N. per questo contributo