31 dicembre 2011

L'Inguscezia e la difficile opposizione al regime di Putin, tra intimidazioni e ricorsi alle corti islamiche

In Inguscezia il presidente del Mechk-Kchel collega il proprio arresto all'attività sociale

30 dicembre 2011, 17.59

La perquisizione e l'interrogatorio del presidente del Mechk-Kchel (parlamento alternativo) Idris Abadiev sono stati condotti nell'ambito delle indagini su un attacco banditesco, a cui, forse, ha preso parte suo figlio, affermano al ministero degli Interni dell'Inguscezia. Tuttavia lo stesso Abadiev e i suoi sostenitori sono certi che le azioni degli agenti delle strutture armate sono collegate all'attività sociale del capo del Mechk-Kchel.

Come ha riferito in precedenza "Kavkzaskij uzel", la mattina del 29 dicembre agenti di polizia con l'appoggio di militari delle truppe interne e di rappresentanti di altre strutture armate hanno condotto una perquisizione in casa del presidente del Mechk-Kchel Idiris Abadiev. Lo stesso Abadiev è stato condotto a Malgobek [1] da agenti delle strutture armate. Più tardi è stato rilasciato.

"Nell'ambito delle indagini del procedimento penale per il caso dell'appropriazione indebita di 500000 rubli [2] appartenenti a due abitanti della Kabardino-Balkaria in conseguenza di un attacco banditesco che ha avuto luogo il 2 ottobre dell'anno corrente alla periferia della città di Malgobek, gli agenti di polizia hanno esaminato l'abitazione privata appartenente all'abitante del luogo Idris Abadiev, in quanto si era avuta un'informazione investigativa sulla possibile partecipazione di suo figlio al compimento di tale atto di banditismo", – si dice nel sito del ministero degli Interni dell'Inguscezia.

Secondo informazioni del ministero degli Interni, in seguito della perquisizione non è stato trovato niente di illegale nella casa.

"Poiché, secondo i familiari, il sospetto si trova oltre i confini della repubblica, suo padre Idris Abadiev è stato invitato alla sezione degli Affari Interni del distretto di Malgobek per rendere una deposizione. Dopo il colloquio con l'inquirente Abadiev è andato a casa", – hanno fatto notare al ministero degli Interni della repubblica.

"La perquisizione è stata condotta da persone mascherate, erano una trentina di persone. Hanno presentato un mandato firmato dal giudice Cečoeva", o – ha raccontato in un'intervista al corrispondente di "Kakvlazskij uzel" olo stesso Idris Abadiev.

Idris Abadiev ha riferito anche che suo figlio Islam Abadieve studia alla MGU [3] e ora si trova a Mosca.

"L'arresto e la perquisizione sono stati causati dall'attività sociale di Idris Abadiev"

Il capo del Mechk-Kchel Abadiev ritiene che l'arresto e la perquisizione siano stati causati dalla sua attività sociale, in particolare dal fatto che il 28 dicembre il Mechk-Kchel ha tenuto una conferenza, in cui è stato approvato un appello al popolo inguscio.

"L'azione di svolgimento della perquisizione del 29 dicembre aveva un carattere intimidatorio", – è certo il collaboratore dell'agenzia di comunicazioni "Partner Plus" e membro del Consiglio Supremo del Mechk-Kchel Batyrbek Bogatyrëv.

La perquisizione è legata all'attività sociale di Abadiev nel ruolo di presidente del Mechk-Kchel, ha sottolineato a colloquio con il corrispondente di "Kavkazskij uzel" l'attivista per i diritti umani, oppositore e membro del Mechk-Kchel Magomed Chazbiev.

"Il 13 dicembre il Mechk-Kchel ha divulgato la richiesta al leader della repubblica Evkurov di ammettere che la sua dichiarazione sull'alta affluenza di elettori alle elezioni dello scorso 4 dicembre era una menzogna. I rappresentanti del Mechk-Kchel sono pronti a dimostrare che si tratta di una bugia davanti al tribunale shariatico dell'Inguscezia. Come hanno riferito all'organizzazione sociale, Junus-Bek Evkurov è stato citato al tribunale shariatico per dare spiegazioni riguardo all'ennesima disinformazione sul voto di massa. Il Mechk-Kchel non ha citato in giudizio Junus-Bek Evkurov per protestare contro i risultati delle elezioni. Ma perché degni giudici chiariscano e dimostrino che ciò che dice il capo dell'Inguscezia è, ad essere gentili, falsità", – ha fatto notare l'attivista per i diritti umani.

Nella dichiarazione del Mechk-Kchel si affermava che alle elezioni in Inguscezia è stata gravemente violata la legge sulle fondamentali garanzie dei diritti elettorali dei cittadini. I rappresentanti del Mechk-Kchel hanno citato Evkurov e il presidente della CIK [4] della repubblica Musa Evloev al tribunale shariatico perché diano spiegazioni riguardo alle violazioni alle elezioni. Tuttavia il rappresentante della DUM [5] della repubblica Adsalam Točiev ha dichiarato che i mufti non hanno approvato la dichiarazione sulla citazione di Evkurov e Evloev, in quanto "il tribunale shariatico esamina solo casi che hanno a che fare con il clero".

Il capo della commissione elettorale dell'Inguscezia Musa Evloev in precedenza aveva commentato le accuse dell'opposizione. "Mi è nota l'iniziativa di queste persone, ma non voglio dire niente al riguardo", – dichiarò Evloev, aggiungendo che la commissione elettorale è pronta a esaminare qualsiasi denuncia, ma che nessuno si è rivolto ad essa, perché "non ce n'era motivo". Peraltro Evloev ha definito la stessa situazione un "delirio".

Il capo dell'Inguscezia Evkurov Junus-Bek ha pure fatto notare che le passate elezioni a tre livelli sono state per il popolo inguscio "un vero esame di maturità politica". A suo dire, la campagna elettorale è andata avanti senza alcuna provocazione o azione illegale nella contesa pre-elettorale.

Ricordiamo che il Mechk-Kchel è stato fondato dall'opposizione inguscia nel febbraio 2008 in risposta alle pressioni delle autorità, ai sequestri di persona e alle esecuzioni extragiudiziali in Inguscezia. Dopo la nomina a presidente di Junus-Bek Evkurov fu deciso di bloccare l'attività del Mechk-Kchel. Nell'agosto 2010 a Nazran' [6] alla seduta dei rappresentanti dei tejpy [7] ingusci fu presa la decisione di riavviare l'attività del Mechk-Kchel.

"Con l'avvento al potere di Junus-Bek Evkurov fu presa la decisione di riavviare l'attività del Mechk-Kchel, poiché Evkurov il 31 ottobre 2008 nella moschea centrale promise pubblicamente di cercare il dialogo con tutte le forze politiche e di porre fine ai sequestri e agli omicidi di ingusci. Tuttavia le sue promesse l'allora presidente e ora capo di regione [8] non le ha mantenute", – ha fatto notare Magomed Chazbiev.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "In Inguscezia gli abitanti insoddisfatti del lavoro del capo del villaggio di Inarki [9] chiedono un incontro con Evkurov ", "In Inguscezia secondo i voti di tre primarie è in testa il capo della repubblica Evkurov", "Gli abitanti di Dolakovo [10] si sono incontrati con "Russia Unita": il consiglio di villaggio ha smentito il rifiuto degli abitanti a partecipare alle elezioni, una serie di abitanti non esclude il boicottaggio".

Autrice: Tat'jana Gantimurova; fonte: corrispondente del "Kavkazskij uzel"

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/198581/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)


Note

[1] Città dell'Inguscezia settentrionale.

[2] Oltre 12000 euro.

[3] Moskovskij Gosudarstvennyj Universitet (Università Statale di Mosca).

[4] Central'naja Izbiratel'naja Komissija (Commissione Elettorale Centrale).

[5] Duchovnoe Upravlenie Musul'man (Direzione Spirituale dei Musulmani), ente di riferimento dei musulmani della Federazione Russa.

[6] Ex capitale dell'Inguscezia.

[7] Clan.

[8] In Russia adesso il titolo di presidente è riservato solo al presidente della Federazione.

[9] Villaggio dell'Inguscezia nord-orientale.

[10] Villaggio dell'Inguscezia ai confini con l'Ossezia del Sud.

28 dicembre 2011

Un aspetto sconosciuto della crisi siriana: i siriani di orgine circassa che vogliono tornare nella Circassia storica

I circassi della Siria hanno chiesto al presidente della Federazione Russa e al capo dell'Adighezia di intraprendere misure per il loro trasferimento in Russia

26 dicembre 2011, 18.00

Con la richiesta di prestare collaborazione al trasferimento in Russia si sono rivolti al presidente della Federazione Russa Dmitrij Medvedev, al capo della repubblica di Adighezia Aslan Tchakušinov, al Consiglio di Stato (Chasė) della repubblica, al movimento sociale "Adygė Chasė" [1] e al popolo dell'Adighezia 115 circassi della Siria.

"Negli ultimissimi mesi nella Repubblica Araba di Siria si è verificato un inasprimento della situazione politico. Si verificano giornalmente scontri di massa di vari raggruppamenti con le autorità del paese, persone innocenti muoiono a centinaia. Noi adighi (circassi) della Siria ci siamo trovati in una situazione estremamente grave. Giornalmente siamo costretti a rischiare le nostre vite e le vite dei nostri familiari e amici", – si dice nella petizione che è stata firmata da 115 cittadini siriani.

Secondo gli autori della petizione, una speranza in una stabilizzazione della situazione e in una vita in pace e in sicurezza in Siria non esiste.

"In questa grave ora per il nostro popolo gli unici a cui possiamo rivolgerci con un appello per aiuto e salvezza sono la Federazione Russa, le nostre repubbliche nell'ambito della Russia [2], i nostri fratelli e sorelle nel Caucaso del Nord. Il nostro sincero desiderio è tornare nella terra degli avi, vivere in pace e armonia con i nostri fratelli e sorelle del Caucaso del Nord, in pace e armonia con i popoli della Russia", – notano i circassi della Siria.

Gli autori della lettera hanno invitato ad accoglierli nella terra originaria, a salvarli da una tragedia inevitabile, a tendergli una mano di aiuto. Hanno espresso la speranza che il loro appello per aiuto e salvezza non resti senza attenzione.

Kik: in caso di rovesciamento del regime di Assad i circassi potrebbero essere sottoposti a persecuzioni

"Estremamente complessa" definisce la posizione dei circassi siriani il presidente del movimento regionale "Congresso circasso" della Karačaevo-Circassia Kase Kik.

"La situazione in Siria è molto complessa e questo è chiaro a tutti. I nostri compatrioti si sono trovati in trappola. Storicamente molti circassi sono profondamente integrati nelle strutture militari e della polizia siriane. Hanno prestato giuramento e non possono violarlo, cioè mettersi dalla parte dell'opposizione contro Assad. Se l'attuale regime sarà rovesciato, le nuove autorità, indubbiamente, sottoporranno a persecuzioni i circassi che vivono in questo paese", – ha detto al corrispondente di "Kavkzaskij uzel" Kase Kik.

A suo dire, i circassi della Siria vogliono tornare nella propria patria storica in Russia. "A causa della complessa situazione nel paese molti circassi temono di intervenire con la richiesta di intraprendere misure per il loro trasferimento in Russia, perché in quel caso potrebbero dichiararli traditori e sottoporli a repressioni. Quelle 115 persone che hanno firmato la petizione al presidente russo con la richiesta di tornare in Russia sono dei coraggiosi che "hanno chiuso gli occhi a tutto" e hanno dato voce alla ragione", – ha concluso Kase Kik.

Kušchabiev: i circassi non sono un baluardo del regime di Assad

"Secondo dati non confermati, in territorio siriano vivono in tutti 80-90 mila circassi", – ha riferito al corrispondente di "Kavkazskij uzel" l'autore delle monografie "Circassi in Siria", "La diaspora circassa nei paesi arabi", "Saggio di storia della diaspora circassa all'estero", il dottore in scienze storiche Anzor Kušchabiev.

Secondo lo studioso, il nucleo fondamentale dei circassi dal momento della loro dispersione nell'Impero Ottomano si è occupata per tradizione di svolgere il servizio militare e verso la fine del secolo scorso nelle forze armate del paese c'erano in servizio circa 35 generali circassi.

"Al momento presente i rappresentanti della comunità circassa hanno cessato di occupare vari posti di comando, non li promuovono più al grado di generali. Perciò quando scrivono che i circassi sono il baluardo del regime è falso. La maggior parte dei circassi nelle forze armate siriane sono ufficiali di medio rango. Non prendono decisioni", – ha chiarito l'esperto.

Il presidente del KČROD [3] "Congresso Circasso" è d'accordo con l'opinione dello studioso sul fatto che al momento presente nell'esercito siriano i circassi non rappresentano i generali. "Occupano posizioni defilate nell'esercito e nella polizia. E secondo i nostri dati in queste strutture ci sono moltissimi rappresentanti del popolo circasso", – ha detto.

"Kavkazskij uzel" ha scritto della presentazione del rapporto dell'organizzazione per la difesa dei diritti umani "Human Rights Watch" "Non risparmiare cartucce! Responsabilità individuali e di comando per i crimini contro l'umanità in Siria", che ha avuto luogo il 15 dicembre. Nel rapporto si tratta della situazione creatasi in Siria al momento presente.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "A Mosca gli studiosi esperti del Caucaso hanno discusso la "questione circassa", La "questione circassa" finora non minaccia lo svolgimento delle Olimpiadi di Soči, ritengono gli esperti", "Adal'bi Šchagošev [4]: senza studiosi i problemi del Caucaso del Nord non si risolvono".

Autrice: Asja Kapaeva; fonte: corrispondente del "Kavkazskij uzel"

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/198339/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)


Note

[1] "Consiglio dei Circassi", sorta di "Internazionale Circassa".

[2] I circassi (in conseguenza della politica di Stalin) condividono con i Carachi la repubblica caucasica di Karačaevo-Circassia.

[3] Karačaevo-Čerkesskoe Regional'noe Obščestvennoe Dviženie (Movimento Sociale Regionale della Karačaevo-Circassia).

[4] Adal'bi Ljulevič Šchagošev, deputato di "Russia Unita" di etnia cabarda.

27 dicembre 2011

Haiku? (LI)

C'è nel mio mondo
chi è solo Giulia e chi
nemmeno quello

***********************

Tengo davanti
per non sbattere l'unica
luce nel tunnel

26 dicembre 2011

L'opposizione a Putin rilancia

I partecipanti alla manifestazione nel viale Sacharov a Mosca sono intenzionati a radunarsi di nuovo a febbraio

25dicembre 2011, 23.32

La leadership del paese ha sentito la voce della gente che a dicembre ha manifestato a Mosca contro i risultati ufficiali delle elezioni alla Duma di Stato, ma la reazione delle autorità è stata "debole e poco risoluta", ritengono i partecipanti alle azioni di protesta nella capitale russa.

Come ha riferito "Kavkazskij uzel", sabato 24 dicembre nel viale Sacharov nella capitale russa si è svolta una massiccia manifestazione di protesta di coloro che non sono d'accordo con i risultati delle elezioni parlamentari. Secondo i dati degli organizzatori, alla manifestazione a Mosca in questo giorno sono andate oltre 130 mila persona, secondo i dati della GUVD [1] al massimo 30 mila. La manifestazione si è svolta con un'alta concentrazione di agenti di polizia. Nella piazza Turgenevskaja [2] su entrambi i lati ci sono apparecchiature speciali della polizia, cellulari e anche ambulanze del "Pronto Soccorso". Secondo le osservazioni del corrispondente di "Kavkazskij uzel", alla manifestazione del 10 dicembre in piazza Bolotnaja non ce n'erano così tanti – stavolta i cellulari vanno dalla stazione del metro "Turgenevskaja" al ministero dell'Agricoltura [3].

Nella risoluzione dell'ennesima manifestazione, tenutasi il 24 dicembre nel viale Sacharov, sono comparsi altri due punti: se nel corso del mese di gennaio il potere non darà ascolto alle richieste dei manifestanti, gli organizzatori delle manifestazioni hanno promesso di riportare la gente per le strade della capitale a febbraio.

Il'ja Ponomarëv, deputato della Duma di Stato per il partito "Russia Giusta" [4], uno degli organizzatori della manifestazione nel viale Sacharov, conta sul fatto che le richieste dei partecipanti all'azione del 24 dicembre saranno sentite e accolte.

"Sul fatto che questa azione avrà un risultato non ho dubbi, – dice Ponomarëv. – Testimonianza di ciò è la reazione del presidente Medvedev e del primo ministro Putin alla manifestazione che si è svolta il 10 dicembre in piazza Bolotnaja [5]. E' stata debole e poco risoluta, ma si è visto precisamente che l'azione ha fatto impressione".

"Il potere contava sul fatto che alla manifestazione in piazza Bolotnaja non sarebbe andato nessuno"

Il potere, secondo Il'ja Ponomarëv, contava sul fatto che alla manifestazione in piazza Bolotnaja non sarebbe andato nessuno. "Nel viale Sacharov di gente ce n'era il triplo che in piazza Bolotnaja, – continua il deputato. – Questo ci da il fondamento per contare sul fatto che le semplici e comprensibili richieste di questa manifestazione – la liberazione dei prigionieri politici, un nuovo conteggio dei voti, l'approvazione di una nuova legislazione elettorale e infine nuove elezioni con una nuova composizione dei partecipanti – saranno sentite e accolte dal potere".

La manifestazione di febbraio, secondo uno dei leader dell'opposizione Boris Nemcov, si svolgerà all'insegna dello slogan "Non faremo entrare Putin al Cremlino". "Inoltre verificheremo come a gennaio accoglieranno le richieste dell'attuale manifestazione, – continua il politico. – Se non lo faranno, neanche Čurov [6] aiuterà Putin".

Nemcov sottolinea che, nonostante la presenza alle manifestazioni di gente di varie opinioni politiche, le azioni di protesta si svolgono pacificamente. "Qui sono presenti persone di vario temperamento, non di meno ci teniamo per mano. Anche i poliziotti si tengono per mano", – nota il co-presidente del partito "Solidarietà" [7].

"Qui sono presenti persone di vario temperamento, ma ci teniamo per mano. Anche i poliziotti"

Nemcov ritiene che in Russia ci sia una "legislazione repressiva" riguardante le elezioni presidenziali: "Putin ha ammesso là solo candidati maneggevoli, perciò chiediamo che sia cambiata la legge sulle elezioni perché l'opposizione possa essere ammessa alle elezioni e allora sarà portato avanti un candidato unico".

Michail Kas'janov, co-presidente del partito di libertà popolare "ParNaS" [8] indica il carattere pacifico delle azioni di protesta svoltesi a Mosca. "Non vogliamo la rivoluzione, il caos e le sommosse – vogliamo una trasformazione pacifica: facciamo tornare la situazione del paese nell'alveo costituzionale, – dice Kas'janov. – Il regime inganna tutti: non solo i liberali, ma anche i nazionalisti, la gente di sinistra e quella di destra. Perciò nel viale Sacharov sono giunti cittadini che mai avevano partecipato prima a simili iniziative".

Secondo Kas'janov, il movimento di protesta durerà "finché la ragione non avrà il sopravvento". "Questa è la mia posizione di principio, – sottolinea il co-presidente del partito "ParNaS". – Se Putin non reagirà a ciò che avviene oggi o reagirà minimamente come Medvedev, che ha detto "Vi sentiamo", ciò non andrà bene. Questa è una posizione altezzosa, superba, cinica. Chiediamo un reale dialogo".

"Ancora un passo o due e il potere siederà al tavolo delle trattative"

Michail Kas'janov è convinto che il potere senta le richieste di quelli che non sono d'accordo con i risultati delle elezioni parlamentari, ma non capisca la serietà delle intenzioni dei cittadini. "Ancora un passo o due e il potere siederà al tavolo delle trattative e potremo pacificamente riavere tutti gli strumenti per influenzare il potere", – ritiene.

Kas'janov chiama l'attuale situazione nel paese "crisi di sistema". Perché si risolva, secondo il politico, è indispensabile che nel gennaio 2012 si elabori una nuova legislazione sulle elezioni del presidente e dei deputati della Duma di Stato. "Le elezioni del presidente russo vanno portate dal 4 marzo ad aprile e nel dicembre 2012 vanno tenute le nuove elezioni parlamentari, – dice. – E' necessaria una massiccia riforma politica – in questo caso la crisi di sistema nel paese si risolverà".

L'oppositore inguscio Magomed Chazbiev è giunto apposta dall'Inguscezia a Mosca per prender parte alla manifestazione. "Non è un segreto per nessuno che l'Inguscezia per prima nel paese abbia alzato la voce contro il potere corrotto, – dice Chazbiev. – I miei compagni di lotta – Mušarip Aušev [9], Magomed Evloev [10] – hanno indetto azioni di protesta, hanno condotto gente alle manifestazioni, hanno ottenuto cambiamenti nella leadership".

"Qui per simili azioni possono incarcerare per 15 giorni, ma da noi uccidono"

Quello che ora avviene in tutta la Russia, e tra l'altro in Inguscezia, secondo Chazbiev, dura già da quattro anni. "Solo che qui li chiamano "farabutti e ladri" e da noi "banditi e terroristi", p – ha dichiarato al corrispondente di "Kavkazskij uzel". – Qui per simili azioni possono incarcerare per 15 giorni, ma da noi possono uccidere per questo".

Il noto avvocato russo, membro della Camera Sociale [11] della Federazione Russa, osservatore sociale per lo svolgimento della manifestazione nel viale Sacharov Anatolij Kučerena sottolinea l'alto livello di organizzazione dell'iniziativa. "Non guarderei a questo come a un merito personale, – dice. – Questo è merito comune degli organizzatori, della polizia e degli osservatori sociali".

Il carattere pacifico di svolgimento di simili iniziative, secondo Kučerena, dice che in Russia appare una cultura di svolgimento delle manifestazioni. "Vediamo come avviene in altri paesi e per noi è molto importante che in Russia le persone che non sono d'accordo su qualcosa possano venire ed esprimersi. Nonostante la polarizzazione delle opinioni espresse – anche per questo si svolgono le manifestazioni – tutto va avanti normalmente", – dice.

"L'alto livello di svolgimento dell'azione è un merito comune degli organizzatori, della polizia e degli osservatori sociali"

Insieme a ciò che sottolinea Kučerena bisogna constatare che non tutti hanno ottenuto la possibilità di esprimersi. "Mi si sono avvicinate delle persone e si sono lamentate che non gli ho permesso di esprimersi. In futuro bisognerà elaborare un sistema tale che ognuno che lo desideri possa andare sul palco ed esprimersi", – ha notato.

Le azioni di protesta del 24 dicembre contro i brogli alle elezioni erano state programmate in tutta la Russia, tra cui una serie di città dello JuFO [12] e dello SKFO [13. Nel Sud della Russia le manifestazioni di quelli che non sono d'accordo con i risultati delle elezioni alla Duma di Stato della Federazione Russa si sono svolte senza incidenti. Nelle città dello JuFO il numero dei partecipanti alle manifestazioni era calcolabile in centinaia. Le manifestazioni di protesta nelle regioni dello SKFO sono state poco numerose e in alcune città non hanno avuto luogo.

Ricordiamo anche che le azioni di protesta continuano in tutta la Russia già da tre settimane. Così il 5, 6 e 7 dicembre a Mosca e a San Pietroburgo hanno avuto luogo azioni di massa, i cui partecipanti hanno espresso una protesta contro i risultati ufficiali delle elezioni della Duma che hanno avuto luogo il 4 dicembre. Il 10 dicembre ci sono state a Mosca, a San Pietroburgo e in altre città russe, tra cui Krasnodar, Soči, Rostov sul Don, Volgograd, Astrachan', Pjatigorsk [14], Machačkala [15]. Dopodiché manifestazioni, picchetti e altre azioni di protesta si sono svolte a Mosca, Rostov sul Don, Machačkala, Novorossijsk, Stavropol' [16], Astrachan', Majkop [17], Soči e altre città del paese.

L'11 dicembre il presidente russo Dmitrij Medvedev nella sua pagina nella rete Facebook ha commentato le manifestazioni che si sono svolte. Il presidente ha espresso disaccordo con gli slogan delle azioni di protesta, tuttavia ha notato tra l'altro che ha dato ordine di verificare le notizie di violazioni della legislazione sulle elezioni giunte dai seggi elettorali. I rappresentanti dei partiti di opposizione hanno espresso delusione per la reazione del presidente Medvedev.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "A Rostov sul Don si è svolta la manifestazione di quelli che non sono d'accordo con i risultati delle elezioni parlamentari", "In Daghestan il 21 dicembre si svolgerà una manifestazione di quelli che non sono d'accordo con i risultati delle elezioni organizzata dal KPRF [18] ", "In Daghestan sono cominciati gli interrogatori sui casi di violazioni nel corso delle elezioni alla Duma di Stato", "A Stavropol' alla manifestazione "Per elezioni regolari" sono andate circa 300 persone".

Autore: Elena Chrustaleva; fonte: corrispondente del "Kavkazskij uzel"

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/198286/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)


Note

[1] Glavnoe Upravlenie Vnutrennich Del (Amministrazione Centrale degli Affari Interni), in pratica la polizia.

[2] Piazza del centro di Mosca dedicata allo scrittore Ivan Sergeevič Turgenev in cui sbocca il viale Sacharov.

[3] Come dire da un capo all'altro del lunghissimo viale Sacharov.

[4] Partito di orientamento socialdemocratico.

[5] "Del Pantano" (è in una zona un tempo paludosa presso la Moscova), piazza del centro di Mosca.

[6] Vladimir Evgen'evič Čurov, capo della Commissione Elettorale e "gran garante" dei brogli di Putin.

[7] Partito che si ispira alla Solidarność polacca.

[8] PARtija NAodnoj Svobody (Partito di Libertà popolare), partito di orientamento socialdemocratico. Parnas significa "Parnaso".

[9] Attivista dell'opposizione.

[10] Magomed Jach'jaevič Evloev, avvocato, giornalista e attivista per i diritti umani, arrestato e ucciso "casualmente" nel 2008.

[11] Organismo intermedio tra gli organismi politici e la società, privo di qualsiasi potere reale.

[12] Južnyj Federal'nyj Okrug (Circondario Federale del Sud).

[13] Severo-Kavkazskij Federal'nyj Okrug (Circondario Federale del Caucaso del Nord).

[14] Tutte città della Russia meridionale.

[15] Capitale del Daghestan.

[16] Novorossijsk e Stavropol' sono nella Russia meridionale.

[17] Capitale della Karačaevo-Circassia.

[18] Kommunističeskaja Partija Rossijskoj Federacii (Partito Comunista della Federazione Russa).

I nazionalisti come ultima risorsa di Putin contro il dilagare della protesta?

Tesak e Rogozin vanno in soccorso di Putin

La mobilitazione dei "bruni" contro la crescita degli umori di protesta

25.12.2011 [1]

[1] Giorno lavorativo in Russia, dove le festività civili natalizie vanno dal 1 al 10 gennaio (il Natale ortodosso è il 7 gennaio, poiché la chiesa ortodossa ha mantenuto il calendario giuliano).

[2] Dmitrij Olegovič Rogozin è passato attraverso varie formazioni nazionaliste e adesso aderisce al partito non registrato "Grande Russia".

[3] Via del centro di Mosca.

[4] "Spada da caccia", "daga".

[5] "I Nostri", movimento giovanile putiniano.

[6] Aleksej Anatol'evič Naval'nyj, avvocato e blogger d'opposizione.

[7] Colline della zona sud-ovest di Mosca.

22 dicembre 2011

C'è un'altra Russia, che piange Vaclav Havel e non Kim Jong -il

Proponiamo di ribattezzare piazza Bolotnaja [1] piazza Vaclav Havel

Il silenzio dei leader del nostro stato getta un'ombra su ognuno di noi

22.12.2011

[1] "Del Pantano" (che un tempo si trovava lì), piazza del centro di Mosca.

21 dicembre 2011

Lo zar Vladimir e il suo impero finanziario

Hanno la loro "Rossija" [1]

L'uomo d'affari Sergej KOLESNIKOV su come si è costruito l'impero finanziario di Vladimir Putin

20.12.2011

[1] Rossija significa Russia, ma qui sta per la banca "Rossija", di cui poi nell'articolo.

[2] Nome colloquiale di San Pietroburgo.

[3] Città sul Mar Nero.

[4] Cooperativa che costruisce dacie, uno dei centri di potere putiniani.

[5] "Primo canale" (della televisione di Stato).

[6] Ex TV privata generalista.

[7] "Quinto canale", canale nazionale che trasmette da San Pietroburgo.

[8] "Notizie", un tempo organo informativo ufficiale dell'URSS.

[9] Holding farmaceutica.

[10] "Cantiere navale di Vyborg". Vyborg è una città della Russia settentrionale.

[11] Holding mediatica che controlla, tra l'altro, l'ex TV libera NTV.

[12] La banca della Gazprom.

[13] Il fondo pensionistico della Gazprom.

[14] Vladimir Evgen'evič Čurov, capo della Commissione Elettorale e "gran garante" dei brogli di Putin.

[15] "Mela", partito di orientamento liberale che prende il nome dalle iniziali dei cognomi dei fondatori Grigorij Alekseevič Javlinskij, Jurij Jur'evič Boldyrev e Vladmir Petrovič Lukin.

[16] Kommunističeskaja Partija Rossijskoj Federacii (Partito Comunista della Federazione Russa).

[17] Il popolo delle scimmie del "Libro della Giungla" di Rudyard Kipling.

19 dicembre 2011

Intanto nella Federazione Russa si continua ad uccidere i giornalisti scomodi...

La "Brutta copia" [1] è stata scritta in bella

Venerdì notte a Machačkala [2] è stato ucciso il brillante e coraggioso giornalista Chadžimurad Kamalov

19.12.2011

[1] Černovik (nome del giornale di Chadžimurad Kamalov) significa "brutta copia".

[2] Capitale del Daghestan.

[3] Un miliardo di rubli sono oltre 24 milioni di euro.

[4] Vserossijskaja Gosudarstvennaja Televizionnaja i Radioveščatel'naja Kompanija (Compagnia Radiofonica e Televisiva Statale Panrussa).

[5] Dagestanskij Gosudarstvennyj Universitet (Università Statale del Daghestan).

[6] Severo-Kavkazskij Federal'nyj Okrug (Circondario Federale del Caucaso del Nord).

[7] Associazione nata per difendere la memoria delle vittime delle repressioni sovietiche e tuttora attiva sul fronte dei diritti umani.

[8] "Mela", partito di orientamento liberale che prende il nome dalle iniziali dei cognomi dei fondatori Grigorij Alekseevič Javlinskij, Jurij Jur'evič Boldyrev e Vladimir Petrovič Lukin.

[9] Villaggio del Daghestan meridionale di cui Kamalov era originario.

[10] Liste di nemici del potere da eliminare scoperte in quell'anno. Ovviamente Kamalov era uno di essi.

[11] "Daghestan – territorio di pace e di sviluppo". Sigla DTMP.

[12] Gejdar Džachidovič Džemal', presidente del Comitato Islamico Russo.

[13] Maksim Leonardovič Ševčenko, noto telegiornalista russo.