29 agosto 2010

Gli incendi, gli ingorghi e la Russia di Putin

Se domani scoppiasse…




Incendi e ingorghi in Russia si sono originati in conseguenza dell'inerzia del sistema di potere. Pensate che il sistema di sicurezza nucleare da noi sia stato aggiustato?


…In principio c'erano i comunisti. I comunisti trasferirono la capitale dalla città di San Pietroburgo al villaggio asiatico chiamato Mosca. A San Pietroburgo, costruita su modelli europei alla fin fine derivanti dalla planimetria del castro romano, le vie avevano la massima connessione. A Mosca, cresciuta ad anelli, le vie avevano la minima connessione.

Inoltre Mosca aveva enormi zone industriali formatesi nella prima metà del XX secolo. In tutte le capitali d'Europa, per considerazioni commerciali, queste zone furono ricostruite alla fine del XX secolo. Nella Mosca socialista la terra non aveva un prezzo, non c'erano considerazioni commerciali: i quartieri dormitorio erano costruiti oltre le zone industriali e la logistica dei trasporti del socialismo portava alla creazione di un trasporto pubblico e di highways virtuali nello stile delle repubbliche delle banane: quando la polizia blocca tutte le entrate nella strada principale governativa e la solita via si trasforma in highway per la Čajka [1] della dirigenza.

Ma poi lo stato è caduto a pezzi e lo spazio cittadino è divenuto semplicemente un luogo che si poteva vendere. Cominciò la “ricostruzione di precisione”. Ma cos'è la “ricostruzione di precisione” dal punto di visto dei trasporti? E' quando in uno spazio dove è programmato un carico di trasporto capita un carico molto maggiore.

I parcheggi comunali non furono costruiti: vendere la terra ai costruttori era molto più vantaggioso. Di conseguenza le automobili stettero lungo le vie, trasformando il traffico a quattro file in traffico a due file. Nel centro di Mosca presero a costruire giganteschi complessi commerciali, aumentando così il carico di trasporto e facendosi guidare da un principio che, come notò uno dei maggiori esperti di trasporti, Michail Blinkin, violava perfino il sacro principio della mafia siciliana dei tempi della ricostruzione di Napoli: “Non costruire una casa attraverso una strada”.

Più in breve, ogni idea sul fatto che una città è uno spazio connesso e che il dovere del potere è programmarlo scomparve. Rimase l'idea che tutto ciò che si può vendere, va venduto.

L'infittirsi degli ingorghi è stato aiutato da altri due fattori. In primo luogo, il potere ha preso a risolvere per se il problema degli ingorghi con l'aiuto dei “faretti”. Di conseguenza si può capitare in un ingorgo sulla Jaroslavka [2] perché dall'altra parte della MKAD [3] gli sbirri hanno bloccato l'ingresso alla Rublëvka [4] perché su questa la cagnolina della moglie di Medvedev va al salone di bellezza a farsi tagliare il pelo.

In secondo luogo è comparsa l'OSAGO [5]. In tutto il mondo l'OSAGO svolge la funzione di regolatore del traffico stradale. Con il suo aiuto due macchine che “si sono baciate” possono scambiarsi le carte e dividersi, senza creare ingorghi. A quanto ho osservato personalmente, gli ingorghi sulla MKAD dopo l'introduzione dell'OSAGO sono raddoppiati all'istante: perché ogni scontro adesso significava tre-quattro ore di attesa del GIBDD [6]. Per di più l'OSAGO ha portato guadagni giganteschi all'unione degli assicuratori, il capo della quale è un buon conoscente di Igor' Sečin [7]: questo era proprio lo stesso principio “mordi ovunque si possa mordere”.

Di automobili per persona a Mosca ce ne sono tre volte meno che a New York, ma per la situazione dei trasporti Mosca è la peggiore città del mondo.

Ed eco che a giugno è successo quello che doveva succedere: le autorità di Mosca hanno bloccato il viadotto per l'autostrada di Leningrado [8] ed è risultato impossibile giungere all'aeroporto di Šeremet'evo. L'ultima pagliuzza ruppe la schiena del toro: la quantità si mutò in qualità. Le grida delle vittime giunsero perfino alle orecchie del premier Putin e questi ordinò di ristabilire il traffico.

E il potere risultò del tutto inadeguato. Il vice-premier Sergej Ivanov chiese che si spiegasse perché il ponte era stato bloccato d'estate (come se d'inverno lo si potesse bloccare) e il governatore della regione di Mosca Gromov consigliò al popolo di andare in elicottero.

Da fare, essenzialmente, non c'era nulla. Il problema era umano, ma del tutto insolubile. Lo ha creato non una concreta cattiva premeditazione, ma la piena incomprensione del fatto che il potere è la garanzia del funzionamento delle infrastrutture pubbliche e non lo spreco di 2 miliardi di dollari per uno svincolo sulla Leningradka [9].

Con gli incendi è la stessa cosa. In principio c'erano i comunisti, che prosciugarono le paludi. Le paludi furono prosciugate per trarne la torba e per trasformare le terre prosciugate in campi.

Posso paragonare la grandiosità di questa trasformazione solo alla trasformazione dell'ecologia dell'Afghanistan ad opera dei Mongoli. Nel senso che prima dei Mongoli questo era un paese di fertili valli e città mercantili, che conquistavano tutto e dopo i Mongoli, che distrussero il complesso sistema di agricoltura basato su pozzi con passaggi sotterranei, l'Afghanistan si trasformò in un paese di monti e deserti infertili, che non poteva conquistare nessuno.

Con la sola differenza che i Mongoli annientarono del tutto coscientemente campi e città, che non servivano a una cavalleria nomade. Ma i bolscevichi non sospettavano di distruggere i polmoni della Russia. Per spiegare cosa sono le paludi, dirò solo una cosa: se al mondo non ci fossero paludi, tutte le precipitazioni del pianeta Terra cadrebbero in una fascia costiera larga 300 chilometri.

Più in breve, i comunisti prosciugarono le paludi e nel 1972 la Russia prese fuoco. Ma i comunisti avevano davvero la verticale del potere: non sapevano solo prosciugare le paludi, ma anche spegnere gli incendi. La gigantesca macchina statale entrò in azione all'istante, l'efficacia di spegnimento fu molte volte superiore a quella del 2010 e subito dopo gli incendi il potere fece di tutto perché non si ripetessero. Allora fu anche creato il sistema dei leschoz [10] e la Roslesaviacija [11], che permettevano di estinguere qualsiasi incendio praticamente sul nascere.

E poi venne il potere che sa solo masticare e moltiplicarsi. E nel 2006 approvò il Codice Forestale. Fecero passare il Codice Forestale alla Duma su fortissima pressione dell'amministrazione del presidente Putin e malgrado la resistenza opposta perfino da molti membri di “Russia Unita”, perché tutti gli esperti ammonivano decisamente: bruceremo nella prima estate calda.

Nel Codice Forestale c'era molto: per esempio, in esso viene liquidato il concetto di “taglio illegale di bosco”. Adesso non ci sono tagli illegali. Taglia quanto vuoi. Tra le altre cose sono stati liquidati i leschoz e la preoccupazione per la conservazione dei boschi è passata ai loro utenti. Che nella persona degli sviluppatori e dei grandi CBK [12] hanno anche fatto grande lavoro di lobby per il Codice.

E poi c'è stata l'estate del 2010. E il premier Putin, che andava sulle moto a tre ruote e cantava in coro con le spie “S čego načinaetsja rodina” [13] quando il paese già bruciava. Non gli avevano detto che bruciava per non amareggiarlo, ma senza il suo comando nessuno aveva spento nulla. Poi il premier Putin ha volato personalmente con un aereo e ha spento gli incendi (in generale il premier ama posare sugli aerei militari, solo durante i fatti di Beslan, volando da Soči a Nal'čik [14], girò l'aereo e volò a Mosca) e dopo che Putin ha volato con l'aereo hanno smesso di mostrare gli incendi.

Il ministro-Arbidol Tat'jana Golikova ha rimproverato severamente gli allarmisti, che comunicavano di una raddoppiata mortalità dei moscoviti; il capo di Mari Èl [15] ha dato ordine di ricostruire le case bruciate della compagnia di suo figlio; “Russia Unita” a Voronež [16] ha messo nel proprio sito un fotomontaggio su come i membri di “Russia Unita” spengono un incendio; e, a quanto comunica il giornale “Rjazanskie vesti” [17], là dove Putin ha spento l'incendio gli alberi sono rinverditi e sono cresciuti i fiori. Il prossimo numero sarà probabilmente la guarigione della scrofola per mano di Putin.

Quante persone sono bruciate, quante sono morte per lo smog, come questo minaccia i bambini non ancora nati e quali siano le conseguenze per la salute di decine di milioni di persone che hanno respirato veleno non ce lo dicono. Perfino in una situazione di forza maggiore il sistema ha continuato a fare una cosa sola: rubare e mentire. Di più non sa fare. Non sa lottare con gli incendi. Sa solo glorificare Putin.

Abbiamo vissuto qualcosa di più pericoloso di qualsiasi atto terroristico. Le vittime di questi incendi sono più di quelle dell'11 settembre. Dopo incendi e ingorghi, cosa ci aspetta in seguito al crollo totale dello Stato? Personalmente mi fa paura perfino immaginarlo.

Voglio proporvi un semplice scenario.

In principio c'erano i bolscevichi. Questi crearono la bomba atomica.

Poi l'URSS crollò. Sugli Urali nel complesso Majak costruirono un deposito di sostanze soggette a fissione, in cui ora si trovano 25 tonnellate di plutonio per uso militare e 200 tonnellate di uranio. A differenza di tutti i precedenti a livello mondiale, le sostanze radioattive non sono distribuite e inoltre il deposito non si trova sotto le rocce, è semplicemente coperto di cemento.

Poi… potete facilmente immaginare cosa può esserci in un “poi” putiniano. Incendi e ingorghi in Russia si sono originati in conseguenza dell'inerzia del potere. Se pensate che il sistema di sicurezza nucleare da noi sia aggiustato, allora vi dirò: se fosse aggiustato, nessuno avrebbe costruito mai la più potente “bomba sporca” del mondo a cielo aperto.

Julija Latynina
osservatrice della "Novaja gazeta"

27.08.2010

[1] Sorta di limousine sovietica.

[2] Cioè nell'autostrada di Jaroslavl' (città della Russia centro-settentrionale), nella parte settentrionale di Mosca.

[3] Moskovskaja Kol'cevaja Avtomobil'naja Doroga (Autostrada Anulare di Mosca).

[4] Cioè l'autostrada di Rublëvo (borgata della parte occidentale di Mosca).

[5] Objazatel'noe Strachovanie AvtoGraždanskoj Otvetstvennosti (Assicurazione Obbligatoria per la Responsabilità Civile degli Automobilisti).

[6] Gosudarstvennaja Inspekcija po Bezopasnosti Dorožnogo Dviženija (Ispettorato di Stato per la Sicurezza del Traffico Stradale), in pratica la Stradale.

[7] Igor' Ivanovič Sečin, uno dei vice-premier.

[8] Sic (nella parte centro-settentrionale di Mosca).

[9] L'autostrada di Leningrado.

[10] Sorta di kolchoz boschivi, che sfruttavano, ma anche proteggevano i boschi.

[11] Qualcosa come “Aviazione Boschiva Russa”.

[12] Celljulozno-Bumažnye Kombinaty (Complessi della Cellulosa e della Carta).

[13] “Da cosa comincia la Patria”, canzone sovietica degli anni '60.

[14] Capitale della repubblica autonoma caucasica di Kabardino-Balkaria.

[15] Repubblica autonoma della parte centro-orientale della Russia.

[16] Città della Russia meridionale.

[17] “Notizie di Rjazan'”. Rjazan' è una città della Russia centrale.

28 agosto 2010

Cos'è davvero lo FSB

Da chi è composto lo FSB?




La “Novaja gazeta” ha analizzato le caste di questa struttura chiusa e anche i dettagli delle biografie dei loro rappresentanti


Per dieci anni hanno cercato di convincerci che lo FSB è l'unica struttura che può salvare il paese dal caos e dall'illegalità. Che nello FSB si sono raccolte persone unite dall'idea di un servizio senza riserve alla Patria. Con questa premessa i cekisti [1] hanno occupato i posti chiave nell'apparato statale, nel Ministero degli Interni, nella Narcotici, sono entrati nei consigli di amministrazione delle maggiori banche e corporazioni.

I risultati di un decennio di ottimismo non vengono inculcati: I confini meridionali della Russia ribollono, ci sono regolarmente atti terroristici, la tossicodipendenza è diventata una sciagura nazionale, il cekista Nurgaliev mandato in trasferta al Ministero degli Interni ha completamente distrutto il lavoro del ministero e dopo anni di “cekismo” il paese è alla fine divorato dalla corruzione.

E' giunto il tempo di osservare più attentamente questa fucina di quadri. Alla fin fine, i russi mantengono di tasca loro questo servizio segreto e hanno il diritto di chiedere un resoconto.

Miti e leadership

Come ogni struttura statale, lo FSB rappresenta un meccanismo complesso, dove si sono intrecciati gli interessi di diversi clan, cricche locali e gruppi. Ora al timone ci sono il clan di Piter [2] e le persone vicine all'ex direttore dello FSB Nikolaj Patrušev (ora segretario del Consiglio di Sicurezza). Questi fanno anche il bello e il cattivo tempo alla Lubjanka. Giudicate da soli.

Il direttore dello FSB Aleksandr Bortnikov ha finito l'istituto di ingegneria ferroviaria di Leningrado. Dal 2003 al 2004 è stato capo della direzione dello FSB di San Pietroburgo e della regione di Leningrado [3]. Sotto Patrušev era a capo del Servizio di Sicurezza Economica (SÈB [4]) dello FSB.

Il primo vice Sergej Smirnov ha cominciato il suo servizio nell'amministrazione del KGB della regione di Leningrado. Dal 2001 al 2003 è stato capo della direzione dello FSB di San Pietroburgo e della regione. Nel 2003 è stato trasferito nella capitale.

Il primo vice e direttore del servizio di frontiera Vladimir Proničev nel 1994 fu designato capo della direzione dello FSK [5] della Carelia [6], sostituendo Patrušev in questo posto. Nel 2001 Patrušev si portò Proničev a Mosca. Dopo i tragici eventi della presa e della morte degli ostaggi nel Centro Teatrale di Dubrovka a Mosca nel 2004 con un ordine segreto di Putin gli è stato conferito il titolo di “Eroe della Russia”.

Il vicedirettore Vjačeslav Ušakov nel 1998 era rappresentante plenipotenziario del presidente in Carelia (lavorò contemporaneamente a Patrušev. Dal 2002 fu capo della direzione per la coordinazione delle informazioni operative (UKOI [7]). Nel luglio 2003 fu designato vicedirettore dello FSB. Fanno eccezione solo tre vice di Bortnikov: i moscoviti Jurij Gorbunov e Sergej Buravlëv e anche Vladimir Kulešov, che in precedenza era a capo dell'UFSB [8] della regione di Saratov.

Perfino il presidente del consiglio per i rapporti con il pubblico presso lo FSB Vasilij Titov (vicepresidente della VTB [9]) e il suo vice Aleksandr Afroničev (presidente del consiglio di amministrazione della Spa Nord [10]) sono nativi di Piter. Gli altri membri del consiglio sono in maggioranza commercianti con un passato cekista e poliziotti, ex deputati della Duma di Stato e il parroco della chiesa di Santa Sofia della Divina Sapienza alla Lubjanka e della chiesa del Grande Martire e Taumaturgo Pantaleone presso l'ospedale dello FSB, il protopope Aleksandr (Mironov).

Fra l'altro nel consiglio non c'è un solo noto attivista sociale, un attivista per i diritti umani o un giornalista indipendente.

Nei posti

Tra i generali va un po' meglio, se non vengono dalle rive della Neva, hanno una traiettoria di volo del tutto diversa. Alcuni vagano per le remote province. Altri giungono in qualche modo nella capitale.

Per esempio, l'attuale capo dell'UFSB della regione di Volgograd [11] Sergej Kokorin ha cominciato il servizio nel KGB del Kazakistan. In seguito comandò i cekisti a Orenburg [12] e nella regione di Sachalin [13]. All'età di 52 lo trasferirono a Volgograd. Stando alle informazioni della nostra fonte, hanno pensato di trasferire Kokorin a Mosca due volte, ma all'ultimo momento la decisione fu revocata.

Ora sopra il principale cekista di Volgograd si sono addensate le nubi. In primo luogo, gli hanno fatto “ballare” sotto il naso il ponte strategico sul Volga, per la costruzione del quale la Corte dei Conti ha messo in luce gravissime violazioni finanziarie. E in secondo luogo, l'anno scorso tra le mura della direzione è successo un grande scandalo: dopo aver scritto una lettera aperta al presidente è scomparso senza lasciare traccia il capo della sezione per la lotta al terrorismo e all'estremismo, il colonnello Pëtr Samarskij ( vedi "Novaja gazeta", n. 47 del 5.05.2010 ).

Secondo la versione ufficiale, Samarskij fu arrestato da agenti dell'UFSB all'aeroporto di Domodedovo [14] e fuggì durante il trasporto a Volgograd. Ma i familiari non credono alle autorità e ritengono che il colonnello sia stato ucciso o che l'abbiano sequestrato i suoi colleghi. Qualche giorno fa la madre di Samarskij ha inviato alla redazione un video-appello al presidente Medvedev, in cui questa prega di cercare suo figlio (...).

Ma per altri capi dell'UFSB nessuno scandalo è di ostacolo e si ingegnano di trasferirsi nell'apparato centrale. Per uno strano corso degli eventi i “fortunati” senza stancarsi hanno lottato con il contrabbando e l'industria illegale del pesce e si sono fatti notare nelle storie di ridistribuzione di grandi proprietà.

Per esempio, un passato eroe dei nostri articoli, l'ex capo dell'UFSB del Territorio del Litorale [15], il generale di divisione Jurij Alešin. Questo personaggio si mise in luce nella storia quando alcuni imprenditori e uomini delle strutture armate vicini a loro divisero le azioni del porto di pesca di Nachodka [16]. Tra l'altro nel sito della “Novaja gazeta” abbiamo inserito delle intercettazioni telefoniche ottenute nell'ambito del procedimento penale n. 4802. Uno dei partecipanti alle conversazioni telefoniche con una voce che ricordava quella del generale Alešin consigliava ad un assistente del capo del porto a quale tra gli agenti dello FSB fosse meglio rivolgersi perché non permettesse agli imprenditori di ottenere azioni o come organizzare l'appoggio della polizia e bloccare i fastidi giudiziari (vedi “Novaja gazeta”, nn. 60, 62 del 2002). Inoltre, stando a quanto comunicato dai mezzi di informazione di massa, tra I familiari di Alešin risulta esserci una persona con un burrascoso passato criminale. Il marito della figlia maggiore Kanakbek Kurmangaliev, soprannominato Kan, in precedenza scontò una condanna per lesioni e sequestro di persona. Ora Jurij Nikolaevič occupa un posto di responsabilità nello SÈB dello FSB.

Fra l'altro i nostri esperti hanno elaborato tre versioni sul perché non sono state rese pubbliche le dichiarazioni dei redditi e delle proprietà della leadership dello FSB:

a) perché sul tavolo del presidente sarebbe stata posta una evidente bufala e il Capo dello Stato avrebbe chiesto di presentare un nuovo documento;
b) perché le proprietà indicate nelle dichiarazioni non si collegherebbero a “teste fredde, cuori caldi e mani pulite” [17];
c) le dichiarazioni mostravano l'eccessivo gonfiaggio degli organici dello FSB e al Cremlino hanno preso una pausa.

Intrallazzati

Dietro ai generali di Piter e ai generali fortunati nella gerarchia segreta vengono gli intrallazzati. In altre parole quegli agenti, che hanno parenti generali, alti funzionari o grandi uomini d'affari. Di solito questi “cekisti” dopo cinque-sette anni lasciano il servizio e si trasferiscono in posti al calduccio in grandi banche e compagnie petrolifere – come a seguire le cose d'affari a nome dell'“occhio che non sonnecchia”.

Come esempio più chiaro possono servire i figli dello stesso segretario del Consiglio di Sicurezza Patrušev, Dmitrij e Andrej. Entrambi diplomati all'Accademia dello FSB. Oggi Dmitrij lavora come primo vicepresidente della VTB e risponde del lavoro con le grandi compagnie di Stato. E Andrej nel 2006 è stato designato consigliere del presidente del consiglio di amministrazione della Rosneft' [18].

Un altro esempio è la figlia maggiore del vicedirettore dello FSB Ušakov, Marianna. Finita la scuola, la ragazza è entrata all'Accademia dello FSB. Ora Marianna già non lotta più con i nemici esterni e interni – il suo cognome si può vedere tra I fondatori della casa commerciale Arizo, della Srl “Junika MS” (produzione e vendita di materiali da rifinitura), della Spa “Platon Servis” [19], della Srl Ajgers (affitto di spazi a Šeremet'evo [20]) e del “Centro di divertimento per la gioventù” (ufficio nell'aeroporto centrale).

Tangentisti

Ma non tutti raggiungono il successo grazie alla parentela. La maggior parte dei cekisti sono “self made men”. Principalmente “si sono fatti da soli” con tangenti da cekisti. E' indispensabile dividere i tangentisti in alcune categorie. Alcuni fejsy * [21] vanno realmente a incontri con banditi, sbrogliano situazioni conflittuali con sbirri e funzionari corrotti e proteggono le compagnie dalle verifiche finanziarie. Altri ricevono bustarelle senza uscire dagli uffici. I secondi sono la maggioranza. Di regola i tangentisti sono coinvolti in contrabbando, consegne di droga e flussi finanziari illegali. Gli uomini d'affari pagano alcune tangenti in ogni caso. Ma l'utilità di questa “collaborazione” è minima.

Alcuni anni fa a un noto uomo d'affari moscovita sequestrarono il figlio e chiesero un riscatto plurimilionario. Lo sfortunato padre per avere un aiuto si rivolse al suo collettore di tangenti, un generale dello FSB, a cui ogni mese sganciava 30 mila dollari. Durante una conversazione il generale dichiarò che per le indagini sul crimine erano necessari 100 mila dollari. In seguito chiese altri 25 mila verdoni. Ma il figlio non tornò comunque a casa. (I cognomi di tutti i partecipanti al dramma sono noti alla redazione.)

Alla fin fine il commerciante assunse un detective privato e questi liberò l'ostaggio.

– I soldi li restituì il generale? – mi interessai.

– Disse che i suoi sbirri l'avevano fregato. Anche se so che non mosse un dito, – rispose il commerciante.

Estorsori

Secondo le informazioni della nostra fonte, i tribunali russi sono semplicemente sommersi di procedimenti penali dove in qualità di estorsori figurano agenti dello FSB.

Ora la procura militare esamina il procedimento penale n. 33/03/0111-10. Nel caso figurano tra agenti dello FSB (un agente operativo dell'UFSB della capitale, un agente dello COS [22] dello FSB e un colonnello dell'amministrazione della sicurezza interna), due poliziotti (uno è di servizio nel dipartimento di sicurezza interna del Ministero degli Interni) e un investigatore capo addetto a casi particolarmente importanti dell'UVD [23] dello CAO [24]. Secondo la versione degli inquirenti, inizialmente i cekisti e i loro complici avrebbe cercato di ostacolare l'attività di un commerciante e in seguito avrebbero estorto alla sua coniuge civile un'automobile straniera. La storia ha avuto una forte risonanza grazie al coraggio della moscovita Olesja N.

– Molti mi avevano detto, non ti impicciare con quelli dello FSB e dagli tutto, – ricorda la ragazza. – Ma io mi sono detta: “Perché devo temere questa teppa con le carte?”

La storia è questa. Il marito civile di Olesja, Aleksej V. aveva deciso di occuparsi del business della ristorazione. Presto si trovò un posto adeguato, ma nel corso dell'espletamento delle formalità si chiarì che il padrone precedente era in ritardo con il pagamento dell'affitto. Aleskej per avere un aiuto si rivolse a un suo caro amico, il cekista Andrej Matalin, che aveva agganci nel governo di Mosca. Qualche mese dopo Aleksej si interessò del risultato. In risposta Matalin propose di inserire tra i soci fondatori suo fratello, uomo d'affari. Aleksej si rifiutò e chiese che gli restituisse i documenti del ristorante.

E per Aleksej cominciarono i guai: I poliziotti dell'UVD dello CAO avviarono un procedimento penale nei suoi confronti e lo dichiararono ricercato. Venutolo a sapere, Matalin coinvolse un collega, l'agente 24enne dello COS dello FSB Vladislav Kotjukov. Questi fissarono un incontro con l'uomo d'affari nei pressi della stazione del metrò Novoslobodskaja [25], dove a loro dire avrebbero voluto risolvere i problemi con il ristorante. A dire il vero, del rendez-vous da venire fu comunicato in precedenza agli agenti operativi dell'UVD dello CAO. Appena il fuggitivo comparve, lo arrestarono sul posto.

Leggere le deposizioni di Matalin e Kotjukov è un “piacere”:


Matalin:
“…Io e Kotjukov eravamo guidati dall'aspirazione a fornire collaborazione agli organi di polizia nell'arresto di un criminale. Del supposto incontro informai Krylov e un altro agente della polizia investigativa, che erano insieme a noi. Chiedemmo subito a Krylov che non compisse l'arresto in nostra presenza e non desse informazione del fatto che io e Kotjukov gli avevamo fornito collaborazione. A Krylov dicemmo anche che V. ha sempre con se una pistola traumatica…”

Kotjukov: “…Una volta rimasti in due, io e Matalin, nel caffè dopo l'arresto di V., capimmo che questi avrebbe subito capito che eravamo partecipi, ma non volevamo questo. In seguito, per distogliere da noi i sospetti di partecipazione all'arresto, decidemmo di andare dopo il lavoro dall'investigatore Bykov all'UVD dello CAO della città di Mosca e mostrare a V. che avevamo a cuore il suo destino. Perciò comprammo acqua minerale e sigarette per lui…”

Ma Matalin e Kotjukov decisero di non fermarsi alla beneficenza. Dichiararono alla coniuge civile che per una certa somma avrebbero potuto far liberare Aleksej e in qualità di onorario chiesero la sua automobile Nissan Murano. Olesja fu d'accordo.

Una settimana dopo la ragazza prese a interessarsi del perché il coniuge fosse ancora in arresto. Al che i cekisti dichiararono: la liberazione per ora non si può ottenere, tuttavia si sarebbero messi d'accordo perché mettessero Aleksej in una buona cella, dove i criminali non lo avrebbero “piegato”. Olesja ebbe abbastanza prontezza d'ingegno – registrò tutte le conversazioni con il magnetofono:

– Allora restituirono la Nissan, a dire il vero tutta ammaccata, e presero a pregarmi di fare una dichiarazione. Si mostrarono persone molto carine e gentili, – sorride Olesja.

Nel caso c'è ancora un dettaglio, che mostra eloquentemente come per via dell'impunità I giovani cekisti perdono il senso di autoconservazione elementare. A chi pensate che Kotjukov abbia intestato la Nissan? A un lontano parente, a un conoscente, a un vicino? Niente del genere: alla propria coniuge!

A loro volta gli avvocati dei cekisti intendono dimostrare in tribunale che non c'è stata alcuna estorsione e che Olesja stessa abbia provocato la situazione.

Truffatori

Ai seguenti personaggi d'ufficio la mano pelosa [26] non serve a nulla. Le oscure faccenduole di questi personaggi fioriscono grazie all'antica paura dei russi davanti alla VČK [27]-KGB-FSB, quando è sufficiente far balenare una carta e tutti si mettono sull'attenti. In realtà i truffatori non hanno mai visto una spia in carne ed ossa, in quanto prestano servizio come piccoli agenti operativi o tecnici o esaminano scartoffie. Il loro destino è truffare i tonti. Le operazioni speciali si dividono in alcune tappe:

a) scelta della vittima;
b) сreazione di uno stato di nervosismo;
c) dare gli incubi;
d) conversazione fiduciosa;
e) ricevimento di soldi o altre opzioni.

Ecco come ha descritto la propria situazione l'uomo d'affari dei dintorni di Mosca Roman M. A una festa gli presentarono un qualche curatore del distretto per conto dello FSB, un certo Michail Anatol'evič (in seguito risultò essere un agente della sezione tecnica).

– Ho sentito, ho sentito di lei, – disse Michail Anatol'evič stringendogli la mano. – Ha già risolto I suoi problemi?

– Non ho problemi, – rispose stupito il commerciante.

– Strano, I miei ragazzi lavorano su di lei…

Tutto il mese seguente Roman fu sulle spine. Gli sembrava che lo seguissero e gli ascoltassero le telefonate. Fra l'altro in ufficio gli telefonavano alcune persone e gli chiedevano in quale ufficio del fisco portasse le dichiarazioni. Alla fine Roman non resse e contattò Michail Anatol'evič.

– Allora mi mostrò un qualche documento per il 2003, secondo il quale in qualche modo non avrei pagato completamente le tasse, quindi capii, che mi stavano truffando. Chiesi direttamente cosa gli servisse. In risposta Michail Anatol'evič mi chiese di inserire suo fratello tra i soci.

– E che successe poi? – mi incuriosii.

– Ci incontrammo sul fatto che avrei offerto un pranzo a suo fratello nel caffè vicino.

Sgobboni

Gli sgobboni sono I combattenti dei corpi speciali dello FSB e gli agenti operativi, che spesso vanno in trasferta nei punti caldi e salvano gli ostaggi. Questi fejsy muoiono per primi e sanno molto bene cosa li aspetta, se finiscono prigionieri dei militanti. Di qui l'eccessiva crudeltà durante le operazioni speciali, la “freddezza” e l'attitudine menefreghista verso le vite altrui. E di prospettive di avanzare non ce ne sono. Lasciato il servizio, solo pochi si impiegano come guardie del corpo o come banditi. Gli altri si disseminano per le ČOP [28] e apriranno e chiuderanno porte per tutta la vita.

Si è notato da molto tempo: quando cominci a parlare di corruzione nello FSB, più di tutti si confondono non gli sgobboni, ma I loro capi con le macchine di servizio straniere con le sirene.

*Fejsy: agenti dello FSB (in gergo).

(Segue)

Sergej Kanev
reporter di cronaca nera, sbult@mail.ru

sbult@mail.ru

[1] In origine i membri della ČK (nello spelling russo čè-ka), la prima polizia politica sovietica, poi per estensione tutti gli agenti segreti.


[2] Nome colloquiale di San Pietroburgo.


[3] La regione di Leningrado non ha cambiato nome come la città...


[4] Sigla russa: Služba Èkonomičeskoj Bezopasnosti.


[5] Federal'naja Služba Kontrrazvedki (Servizio Federale di Controspionaggio).


[6] Regione settentrionale ai confini con la Finlandia.


[7] Sigla russa: Upravlenie Koordinacii Operativnoj Informacii.


[8] Upravlenie Federal'noj Služby Bezopasnosti (Direzione del Servizio di Sicurezza Federale).


[9] Bank Vnešnej Torgovli (Banca per il Commercio Estero), grande gruppo bancario.


[10] Compagnia che produce elettrodomestici e robotica domestica.


[11] L'ex Stalingrado.


[12] Città della Russia europea orientale.


[13] Isola del Pacifico.


[14] Uno degli aeroporti di Mosca.


[15] La regione della costa del Pacifico.


[16] Città del Territorio del Litorale.


[17] Definizione propagandistica degli agenti del KGB.


[18] “Petrolio-Russo”, grande compagnia petrolifera.


[19] “Platone-Servizi”, produttore di mobili per uffici ed esercizi commerciali.


[20] Aeroporto principale di Mosca.


[21] Il corsivo è mio.


[22] Centr Obščestvennoj Svjazi (Centro per i Rapporti con il Pubblico).


[23] Upravlenie Vnutrennich Del (Direzione degli Affari Interni), in pratica la sede della polizia.


[24] Central'nyj Administrativnyj Okrug (Circondario Amministrativo Centrale).


[25] Nel centro di Mosca.


[26] Immagine di rapace avidità.


[27] Vserossiijskaja Črezvyčajnaja Komissija po bor'be s kontrrevoljuciej i sabotažem (Commissione Straordinaria Panrussa per la lotta alla controrivoluzione e al sabotaggio), nome completo della prima polizia politica sovietica.


[28] Častnye Ochrannye Predprijatija (Imprese di Sorveglianza Private).

Il Weird Al Yankovic sardo



Nicola Cancedda "La cozza mia"

26 agosto 2010

Una cosa davvero no limits



Queste immagini sono tratte dal documentario Man on Wire - Un uomo tra le Torri sull'impresa del funambolo francese Philippe Petit, che il 7 agosto 1974 camminò per 45 minuti, compiendo otto traversate, inginocchiandosi, sedendosi e sdraiandosi su un cavo posto fra le Torri Gemelle di New York a oltre 400 metri di altezza. Un'impresa illegale (fu anche arrestato) e folle, che lascia senza fiato... Di cui peraltro non esiste un filmato, perché colui che avrebbe dovuto riprendere non lo fece, esausto per i preparativi. Ricordando poi quel che è accaduto alle Torri, Il Parto delle Nuvole Pesanti ha reso questo omaggio a Petit:

24 agosto 2010

Scoppia la pace tra Kadyrov e Jamadaev?

“Sono pronto con tutte le forze e tutte le possibilità a mia disposizione ad essere suo compagno di lotta” – Isa Jamadaev si è rappacificato con Kadyrov


Ingushetia.Org, 23.08.2010 13:44


Il maggiore dei fratelli Jamadaev rimasti in vita Isa si è rappacificato con il presidente della Cecenia Ramzan Kadyrov. Kadyrov e Jamadaev si sono incontrati in Cecenia e “non hanno trovato motivi essenziali” di inimicizia. Jamadaev promette di essere compagno di lotta di Kadyrov e ha già chiuso il proprio sito, dove criticava aspramente le autorità cecene. Kadyrov non commenta la situazione.

Domenica sera si è venuti a sapere della rappacificazione del maggiore dei fratelli Jamadaev rimasti in vita Isa Jamadaev con il presidente della Cecenia Ramzan Kadyrov. Dell'accaduto si sa solo dalla voce di Jamadaev, l'ufficio stampa di Kadyrov ha solo posto nel sito ufficiale il comunicato di Interfax in proposito. Lunedì l'addetto stampa di Kadyrov era irraggiungibile per i commenti.

Jamadaev, dopo aver conversato alla vigilia con i giornalisti in Cecenia, ha raccontato di essere giunto nella repubblica su richiesta degli anziani e dei suoi egregi familiari. Proprio gli anziani, ha detto Jamadaev, hanno chiesto a Kadyrov di incontrarsi con i rappresentanti del clan nemico: “Si sono rivolti al presidente della Cecenia con la richiesta di accoglierci, al che Ramzan Achmatovič in segno di rispetto per gli anziani ha dato il proprio assenso”.

Da quanto ha detto Jamadaev risulta che insieme a lui all'incontro sia andato anche qualcun altro, ma chi fosse non l'ha precisato. Da quanto ha detto Jamadaev risulta anche che in precedenza Kadyrov avrebbe fatto visita alla mamma dei fratelli Jamadaev su richiesta di questa. In precedenza non era stata data comunicazione di questa visita.



Quanto all'incontro con Kadyrov Jamadaev ha comunicato un solo dettaglio: è stato prolungato. Il risultato della valutazione “di alcune questioni” con il presidente ceceno è stato la conclusione sull'assenza “di motivi essenziali che impediscano il raggiungimento di normali rapporti tra noi”, ha detto Jamadaev.

Inoltre i partecipanti al colloquio “si sono convinti che alcuni mezzi di comunicazione di massa tentano di provocare artificiosamente rapporti irrispettosi tra noi”. “Mi hanno condotto in errore quelle forze che sono interessate al fatto che tra noi non ci sia accordo, perché l'accordo tra noi è contrario agli interessi dei nemici del popolo ceceno. E noi non permetteremo a nessuno di manipolarci. Ci siamo convinti entrambi che alcune forze diffondono a bella posta calunnie dell'uno sull'altro e falsità e tutto questo è fatto perché tra noi ci siano rapporti tesi”, – Interfax cita Jamadaev.



Adesso questi è pronto ad impegnarsi per il bene della Cecenia a fianco di Kadyrov.

“Dichiaro prendendomene piena responsabilità che non ho alcuna avversione per Kadyrov e che sono pronto con tutte le forze e con tutte le possibilità a mia disposizione ad essere suo compagno di lotta e che d'ora in poi non permetterò a nessuno di fare a mio nome qualsiasi dichiarazione che riguardi il nome di Ramzan Achmatovič”, – ha promesso Jamadaev.

A “Gazeta.Ru” [1] non è riuscito finora ottenere commenti di Jamadaev sull'accaduto. Tuttavia in precedenza questi aveva già detto a “Gazeta.Ru” che il conflitto tra Jamadaev e Kadyrov era stato provocato da alcune persone dell'entourage di Kadyrov, ex militanti che avevano goduto di un'amnistia. I fratelli Jamadaev avrebbero combattuto fin dall'inizio contro i militanti, un tempo sarebbero stati compagni di lotta dei Kadyrov, tuttavia dopo la morte del primo presidente ceceno Achmat Kadyrov quest'alleanza si sarebbe dissolta. Uno dopo l'altro sono stati uccisi i fratelli maggiori di Isa Jamadaev, Ruslan e Sulim. Peraltro nella primavera del 2009 Kadyrov accusò Sulim Jamadaev di complicità nell'atto terroristico a Groznyj del 9 maggio 2004, in conseguenza del quale morì Achmat Kadyrov. “Ho le prove al 70% che questi è complice dell'omicidio di mio padre, inoltre ha attentato due volte anche alla mia vita, voleva avvelenare il lago nella residenza (la residenza fuori dalla città di Gudermes [2]) il giorno del mio insediamento, ho dei testimoni”, – dichiarò Kadyrov-junior.



Inoltre Kadyrov accusava gli Jamadaev di tossicodipendenza e disturbi psichici. A settembre dello scorso anno in un'intervista al giornale “Zavtra” [3] il presidente ceceno chiamò gli Jamadaev “tossicodipendenti”.

“Mi avete chiesto degli Jamadaev. Era gente inventata. Abbiamo lavorato con loro, ci siamo sforzati di renderli utili. I nostri servizi segreti li hanno analizzati. Ruslan era un alcolizzato e un tossicodipendente completo. Sulim era un tossicodipendente all'ultimo stadio. Suo fratello Musa è un tossicodipendente. Badik è un tossicodipendente assoluto. L'unico che non beve e non fuma è Isa, ma è schizofrenico”, – disse allora Kadyrov.

A questo Isa Jamadaev reagì nel proprio blog: “L'unica cosa che posso aggiungere qui è che nella nostra famiglia nessuno è morto di droga. Mentre, per esempio, il fratello carnale di Ramzan Zalimchan è morto qualche anno fa di overdose. E' evidente che su questa base qualunque santo adesso può sembrare “fatto””.



Neanche Isa restò in debito. Nella primavera del 2009, dopo l'omicidio di Sulim, disse che dietro gli omicidi dei suoi fratelli c'era Kadyrov. “Sulim fu avvertito alcune volte. Gli fu detto di lasciare la Russia e di stare sommerso per qualche tempo. Ci fu detto che gli uomini di Kadyrov avevano mandato un commando di assassini per farla finita con lui”, – dichiarò in un intervista al “Times”. “Non dubito che dietro a tutto questo ci sia Kadyrov. Non si fermerà finché non saremo morti tutti, perché ci teme. I suoi uomini verranno a cercarmi. Che vengano. Io sono pronto. Avranno quello che hanno meritato”, – disse Isa. Nell'autunno del 2008 Kadyrov, dopo un'analoga dichiarazione sul fatto che il presidente ceceno fosse complice dell'omicidio di Ruslan Jamadaev, chiamò Isa Jamadaev criminale. “Isa Jamadaev – fra l'altro, anch'egli un criminale – dichiara che Ramzan Achmatovič Kadyrov è direttamente complice dell'omicidio. Questa è la sua dichiarazione, io penso che qualcuno gli abbia di nuovo suggerito qualcosa. Come dire, per guardare da una parte lo sviluppo ulteriore degli eventi e non andare personalmente in tribunale. Dipingendosi vittime di Kadyrov vogliono salvarsi dal tribunale. Ma se Ramzan Kadyrov avesse fatto questo, non lo nasconderei, ma lo annuncerei a tutto il paese e a tutto il mondo. E perciò di queste parole risponderanno anche legalmente e chiederò di applicare ogni lettera della legge a tutti quelli che mi ascrivono l'omicidio”, – dichiarò.



http://www.ingushetia.org/news/22512.html

[1] Giornale online russo, da cui l'articolo è tratto.

[2] Città della Cecenia centrale.

[3] “Domani”, giornale ultranazionalista.