Svetlana Gomzikova, "Svobodnaja Pressa", http://svpressa.ru/society/article/74187/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
14 settembre 2013
Vladimir Putin Nobel per la Pace?
Svetlana Gomzikova, "Svobodnaja Pressa", http://svpressa.ru/society/article/74187/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
05 agosto 2013
Il caso Snowden contribuirà a marginalizzare la Russia di Putin?
L'agente della CIA che ha rivelato i segreti del suo ufficio ha ottenuto la possibilità di vivere e forse lavorare, ma non in Ecuador, bensì in Russia. Anche le relazioni degli USA sono uscite dalla zona transiti – il caso Snowden significa che l'epoca del reset è finita. L'inizio della fine del reset fu determinato dalla frase detta da Dmitrij Medvedev a Barack Obama e "sfuggita": "Lo trasmetterò a Vladimir". La trasmissione di mano in mano del tasto "reset " di principio ha immobilizzato le relazioni russo-americane.
Il reset è saltato in aria su una mina meschina, ma le schegge voleranno in varie direzioni nel modo più serio. Si potrebbe ricordare come finì la distensione quasi 40 anni fa. E il paragone non sarebbe in favore del reset – la distensione si ruppe per motivi concreti e seri.
03 febbraio 2013
La Russia, gli USA e una strana nuova "guerra fredda"
Una rappresentante ufficiale del Dipartimento di Stato ha dichiarato che gli USA "sono amareggiati dalla decisione [della Russia] di uscire dall'accordo di collaborazione nell'attività delle forze dell'ordine e nella sfera del controllo del traffico di droga e ritengono questa decisione fallimentare".
Qualche tempo fa alla conferenza stampa a Washington il direttore dello FSKN [5] Viktor Ivanov sottolineò che "Russia e USA hanno enormi prospettive di collaborazione nello scambio di informazioni ed esperienza nella lotta alla droga, in quanto gli USA possiedono un corpo ramificato di agenti in Afghanistan e in altri paesi di transito di droga". Allora Ivanov propose di assimilare l'esperienza americana per la creazione di basi militari speciali, per esempio, sul territorio del Kirghizistan – nel distretto di Oš. Proprio da là i flussi di droga scorrono per l'Asia Centrale e poi a Nord – in Russia. Gli USA in Colombia hanno creato sette basi militari anti-droga. Ora ci dicono che a quel tempo (e perfino prima! – nota dell'autore) la Russia voleva rompere la collaborazione con l'America in questa sfera.
"Non c'è modernizzazione senza democratizzazione", "il governo dev'essere trasparente per la società" – tutti questi slogan da anime belle del "reset" scomparvero nell'Estate, come pure la stessa creatura di Michael McFaul. Dopo il "giro di vite" davanti ai membri delle organizzazioni no profit sorse una prospettiva spiacevole: il loro status di "agenti stranieri" agli occhi degli organi competenti e delle ampie masse poteva essere sostituito dalla più abituale etichetta di "spie". Le visite fattesi più frequenti degli agenti dello FSB [8] ai capi delle sezioni russe delle organizzazioni no profit NDI (Istituto Democratico Nazionale) e IRI (Istituto Repubblicano Internazionale) hanno costretto queste due note organizzazioni a prendere la decisione di chiudere i propri uffici e trasferire i collaboratori in Lituania. Gli emendamenti agli articoli del Codice Penale della Federazione Russa sul tradimento e lo spionaggio approvati dalla Duma nell'autunno dello scorso anno fanno rischiare 20 anni di reclusione a una persona "che fornisce un aiuto di consulenza a un'organizzazione straniera", se… sarà dimostrato che questa struttura si è occupata di "attività diretta contro la sicurezza della Federazione Russa". E quanto "ampiamente" sappia trattare le leggi la nostra giustizia, gli americani già lo sanno.
Lo NDI è intervenuto con una dichiarazione ufficiale, in cui si dice: "L'Istituto Democratico Nazionale ha lavorato in Russia a partire dal 1989 (allora in URSS – n.d.a.), aiutando i cittadini russi a partecipare costruttivamente al processo dei mutamenti politici. L'Istituto non fornisce elargizioni finanziarie in Russia, non partecipa al finanziamento di singoli partiti e non persegue determinati risultati politici alle elezioni… Alla luce della recente interruzione del lavoro in Russia dell'USAID (Agenzia federale per lo sviluppo internazionale) lo NDI cerca mezzi più efficaci per la prosecuzione del proprio lavoro. In questo senso i collaboratori si sono temporaneamente trasferiti a Vilnius alla fine di ottobre".
Aleksandr PANOV
Sotto testo
Nikita GIRIN
Hanno strappato la carne con il sangue
Il divieto di importazione dall'America è conveniente per i nostri giocatori, che rappresentano le élites regionali del partito del potere
Aleksej POLUCHIN
La madre di Kuz'ka [16]. Reset
Le relazioni russo-americane hanno raggiunto il grado "quasi zero"
Andrej KOLESNIKOV
"Novaja gazeta", http://www.novayagazeta.ru/politics/56533.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
31 luglio 2011
Una lista che per Putin è morte: la "lista di Cardin"
| Putin è nella “lista di Magnitskij”? |
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E perché il problema nucleare dell'Iran dipende da una funzionaria del fisco
| Negli ultimi tempi Vladimir Putin non ha fortuna sull'arena internazionale. Prima i buyer tedeschi, sotto la pressione di Vaclav Havel, sono stati costretti a privare il grande umanista del premio “Quadriga” [1] (a dire il vero, tra i precedenti vincitori del “Quadriga” ci sono stati il leader afghano Hamid Karzai, quello turco Erdoğan e perfino il 49° imam degli Ismailiti Aga Khan IV, cosicché tra questo mucchio il nostro umanista sarebbe sembrato del tutto in armonia); poi uno psicopatico che in Norvegia ha ucciso a colpi d'arma da fuoco quasi 100 persone si è rivelato un grande estimatore di Putin e dei našisty [2]; e poi anche un'americana si è messa a danneggiarlo: Washington ha introdotto limitazioni ai visti nei confronti dei funzionari della “lista di Cardin” [3] – cioè quelli che sono in qualche modo legati alla morte in prigione del giurista del fondo di investimenti Hermitage Capital Management Sergej Magnitskij. In risposta, come ha notato ironicamente Vladimir Nadein [4], i nostri funzionari hanno minacciato di chiudere la strada ai versamenti del clan Clinton-Obama nella nostra Sberbank [5]. La “lista di Cardin” batte sulla parte più vulnerabile del sistema. L'attuale regime non è dittatoriale, ma ladresco e in questo sta la sua differenza dall'URSS. Questi ragazzi vanno in Europa non su un carro armato, come in una barzelletta di epoca sovietica, ma volano con i propri Bombardier [6]. Comprano immobili a Nizza, mandano i propri figli a Londra, tengono i conti in Svizzera e poi arrivano sul Seliger [7] e la spiegano al gregge che “L'Occidente non ci ama”. Questi intendono sinceramente il rafforzamento della verticale del potere come l'ampliamento della quantità di grana a loro spettante: e perché rubare se poi non si ha accesso a questa? Il Cremlino ha lottato contro la “lista di Cardin” come ha potuto. A Washington i più altolocati senatori hanno sentito con stupore da Vladislav Surkov [8] che se avessero approvato la lista per il “reset” [9] sarebbe stata la fine. (Come dire, dove sono la funzionaria del fisco Ol'ga Stepanova e la villa a Dubai intestata a suo marito e dov'è il programma nucleare dell'Iran?) Temo che queste minacce siano semplicemente un bluff. La Russia di Putin, a differenza dell'Iran o della Corea del Nord, non è un paese reietto, ma un paese teppista. L'algoritmo del comportamento dei teppisti è semplice: davanti a una dimostrazione di debolezza fanno gli sfacciati, davanti a una dimostrazione di forza si intimidiscono. La politica del Cremlino nei confronti dei paesi reietti dipende da due fattori. Il primo è la compagnia Gunvor [10] e per il clan dominante è conveniente un aumento dei prezzi del petrolio conseguente a un innalzamento della tensione internazionale e perciò aiuteranno e inciteranno sempre i reietti, anche se questo significa che l'Iran ottenga le armi nucleari, cosa che va contro gli interessi strategici della Russia. Il secondo fattore è il fatto che il clan dominante non intende andare in proprio aiuto così lontano da trasformarsi da teppisti in reietti, perché ai reietti bloccano i conti. Proprio il carattere ladresco del regime non lo rende pericoloso per nessuno tranne che per i russi stessi e ostacola la trasformazione della Russia in una vera e propria dittatura. Il caso Magnitskij mostra come lo stesso meccanismo che è posto alla base del sistema lo spinga anche allo sfacelo. Infatti da cosa è cominciato tutto? C'era una volta William Browder [11], che faceva strategia di green mail (la green mail è un ricatto corporativo – nota del redattore) verso le compagnie di stato russe, ma non mirava a queste. Lo tormentarono gli agenti delle strutture armate: e se il fisco avesse semplicemente attaccato Browder, accusandolo di evasione fiscale, uso di compagnie-fantoccio [12], ecc., questa sarebbe stata una storia standard, come in qualsiasi dittatura del terzo mondo. Ma avvenne un'altra cosa: i documenti istitutivi delle ditte-fantoccio sequestrati dall'inquirente Karpov e dall'agente Kuznecov finirono nelle mani di criminali, dopo di che i nuovi padroni della compagnia con l'approvazione del capo dell'ispettorato del fisco n. 28 Ol'ga Stepanova sottrassero dal budget statale 5,4 miliardi di rubli [13]. Questo è già un eccesso. Qui non avete davanti le Filippine, questa è roba nostra, russa, irripetibile. E' chiaro che non fu Putin a rubare quegli infelici 5,4 miliardi. Ma quando il caso emerse, allo stato toccò coprire tutti, perché così è organizzato il sistema dominante. Il funzionario ha il diritto di rubare, ma il cittadino non ha diritto di smascherarlo. Se il cittadino smaschera qualcuno, commette un reato. Il principale problema del regime dominante sta nel fatto che la “lista di Cardin” potrebbe essere ampliata. Sia per altri casi, sia per il caso Magnitskij. Così Browder, alla domanda su chi stesse dietro Stepanova&co., ha risposto brevemente: “Un ministro”. Domanda: chi è mai questo ministro, se la sig.ra Stepanova lavorava al ministero per le Tasse e le Imposte quando lo comandava Serdjukov ed è andata alla Rosoboronpostavka [14] dopo che Serdjukov è diventato ministro della Difesa? Julija Latynina 28.07.2011, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2011/082/02.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni) |
[1] Destinato a chi si segnala nel campo dell'innovazione tecnica, economica e politica.
[2] Nome derisorio degli appartenenti ai Naši (Nostri), movimento giovanile pro-Putin con inquietanti analogie con la Hitlerjugend. Il corsivo, qui e altrove, è mio,
[3] In Russia viene chiamata “lista di Magnitskij” (vedi in seguito). Il senatore del Maryland Benjamin Louis “Ben” Cardin è stato quello che ha proposto la prescrizione degli appartenenti alla “lista di Magnitskij”.
[4] Giornalista liberale russo.
[5] SBERegatel'nyj BANK (“Cassa di Risparmio”), la principale banca russa.
[6] Aerei di produzione canadese.
[7] Lago della Russia settentrionale, sulle cui sponde si svolgono i campi estivi dei Naši.
[8] Vladislav Jur'evič Surkov, primo vice-capo dell'amministrazione presidenziale russa, “eminenza grigia” e “ideologo” del regime di Putin.
[9] Cioè il riavvio di buone relazioni con Mosca dopo l'avvento di Obama.
[10] Compagnia petrolifera legata al clan di Putin.
[11] Direttore generale della Hermitage Capital Management.
[12] Letteralmente “scimmia”.
[13] Oltre 136,6 milioni di euro.
[14] Nome non ufficiale della Federal'noe Agentstvo po postavkam vooruženija, voennoj, special'noj techniki i material'nich sredstv (Agenzia Federale per le consegne di armamenti, apparecchiature militari e speciali e mezzi materiali).
13 luglio 2009
Un "do ut des" tra Obama e Medvedev?
| Ci hanno regalato il cielo [1] |
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Il transito per l'Afghanistan, offerto da Mosca a Obama, è il pegno della futura neutralità degli USA sulle discusse attività della Russia nell'ambito post-sovietico?
| Il presidente Barack Obama con l'appoggio della leadership russa ha resettato con successo le relazioni poco tempo fa ancora tese. E' stata preparata e firmata una serie di documenti su questioni strategico-militari, in quanto in quest'ambito è un po' più facile accordarsi – la Russia ha smesso di essere una potenza militare globale e non si contrappone più realmente agli USA. Il fatto è che ai tempi della guerra fredda in Vietnam, in Afghanistan, in Medio Oriente, in Africa e in America Latina URSS e USA di fatto si combattevano in guerre locali. Oggi l'esercito degli USA combatte in Afghanistan e in Iraq, ma la Russia non appoggia e non equipaggia in alcun modo i suoi nemici. E Washington non appoggia le organizzazioni clandestine nel Caucaso del Nord e addirittura rinuncia a installare armamenti difensivi in Georgia per non irritare Mosca. Il capo del ministero degli Esteri Sergej Lavrov e il vice Segretario di Stato William Burns hanno firmato il più essenziale in senso pratico degli accordi moscoviti: sul transito militare verso l'Afghanistan. Il Pentagono potrà utilizzare il nostro spazio aereo per lanciare in Afghanistan attrezzature militari e soldati come già fanno, per esempio, I francesi. Il principale consigliere di Obama sulla Russia, il direttore del Consiglio di sicurezza nazionale (NSC) Michael Mcfaul ha annunciato ai giornalisti americani che questo è “un accordo molto importante e concreto”, che permette fino a 4.500 viaggi l'anno. Secondo le valutazioni dell'apparato dello NSC, il Tesoro americano grazie all'accordo sul transito potrà rispamiare fino a 133 milioni di $ l'anno solo per via del fatto che la Russia ha rinunciato a riscuotere le imposte di navigazione che di solito pagano le compagnie aeree commerciali per l'utilizzo del nostro spazio aereo. Obama e Dmitrij Medvedev hanno creato una ramificata commissione presidenziale comune per l'ulteriore sviluppo della collaborazione, ma non è chiaro se funzionerà realmente o resterà una decorazione burocratica. I presidenti hanno siglato un breve accordo quadro sui parametri del nuovo patto sulle armi strategiche (START). Il vecchio START-1 scadrà il 5 dicembre e secondo il piano per quella data dovrà esserci un accordo sul testo di un nuovo patto, secondo il quale in 10 anni gli ordigni nucleari strategici schierati potranno scendere a 1500-1675 e il numero di missili a 500-1100 unità. L'equilibrio nucleare russo-americano ha perso il passato significato decisivo per il destino e l'ulteriore riduzione dei costosi armamenti è conveniente per tutti, in quanto allo stesso modo nessuno ha in programma di utilizzarli davvero un giorno o l'altro. Non di meno sul numero di missili consentiti e altre questioni concrete le parti non si sono accordate fino in fondo e si prospetta una seria trattativa. Non c'è una chiarezza definitiva sui problemi della difesa antimissile, in particolare sui piani di installazione di intercettori in Polonia e di un radar nella Repubblica Ceca, cosa che irrita particolarmente la leadership russa. Lo Stato Maggiore è stato capace di “convincere” la nostra leadership, che la difesa antimissile in Polonia e nella Repubblica Ceca viene creata con lo scopo segreto di distruggere in modo fedifrago e improvviso il Cremlino insieme ai suoi quadri dirigenti. Considerando la solita paranoia della nostra leadership, non è stato difficile. Obama e i suoi consiglieri hanno considerato queste specifiche “preoccupazioni” e senza far rumore hanno promesso di congelare per il momento lo sviluppo della difesa antimissile strategica, anche in Polonia, tanto più che il sistema non è stato ancora elaborato tecnicamente. Allo scopo di migliorare ancora l'atmosfera Obama si è trattenuto dal fare critiche dirette e dal ricordare pubblicamente i casi concreti di violazione dei diritti e delle libertà dei cittadini russi, di arbitrio giudiziario e altre cose spiacevoli. Al contrario, Obama ha pubblicamente lodato gli sforzi del Cremlino per la creazione da noi di una società civile. Mcfaul ha annunciato ai giornalisti che questo è stato fatto in modo speciale, “in quanto il tono da docente di George Bush non ha comunque fatto avanzare la causa della democrazia”, ma ha solo fatto infuriare la leadership russa. Il capo di Stato Maggiore, il generale Nikolaj Makarov, e il presidente del comitato dei capi delle Forze Armate, l'ammiraglio Mike Mullen, hanno siglato in presenza di Obama e Medvedev un documento quadro sul rinnovamento della collaborazione militare. Gli americani si sono affrettati ad annunciare che già quest'anno si svolgeranno circa 20 esercitazioni comuni. Makarov in verità ha dichiarato che le esercitazioni comuni forse ci saranno, ma non quest'anno: “Alla fine dell'anno siamo intenzionati a fissare la collaborazione per il futuro”. Il precedente piano di collaborazione militare e le misure legate ad esso furono revocati dagli americani come a scopo “punitivo” dopo l'invasione delle truppe russe in Georgia. Oggi, con l'aspirazione a distendere l'atmosfera nelle relazioni, Washington, pare, si sforza di “perdonare Mosca” più di quanto i nostri cerchino tale “perdono”. In una nuova, più amichevole atmosfera, sperano le autorità americane, sarà più semplice risolvere le questioni più importanti per gli USA, legate all'Iran, all'Afghanistan e alla Corea. A Mosca, fra l'altro, si può suppore che la nuova atmosfera aiuterà bene anche noi a risolvere a modo nostro i problemi essenziali dell'ambito post-sovietico, e la neutralità americana è gia stata pagata con il transito per l'Afghanistan. Se è così o no, vedremo. Pavel Fel'gengauèr [2]
13.07.2009 |
[1] Probabile allusione alla canzone Ja stanu tvoim angelom (Diventerò il tuo angelo) del cantante melodico Mark Iosifovič Tišman, che inizia con la frase “Potrei regalarti un cielo di diamanti”.
[2] Pavel Evgen'evič Fel'gengauèr (Felgenhauer), giornalista esperto di questioni militari.

