09 novembre 2009

Io e il Muro

07 novembre 2009

Il calcio non è uno sport per signorine...



Elizabeth Lambert (New Mexico University)

06 novembre 2009

Un'offensiva mediatica georgiana nel Caucaso?

La Georgia si prepara a trasmettere nel Caucaso settentrionale


Ingushetia.org, 06.11.2009 15:46

Cambia la politica delle autorità georgiane nei confronti dell'inquieto Caucaso settentrionale russo. Ancora non molto tempo fa questa era una “benevole neutralità”, ora appaiono sempre più segni di ciò che a Saakašvili è venuto in mente: non vendicarsi per l'Ossezia del Sud e l'Abcasia da qualche parte in Cecenia o in Inguscezia, ma meglio ancora – più vicino a Soči.



UNA TELEVISIONE CON IL MIRINO



Alcuni giorni fa il direttore della “Televisione Pubblica Georgiana” Georgij Čanturija, considerato uno dei più vicini compagni d'armi di Michail Saakašvili ancora dai tempi della “rivoluzione delle rose”, ha dichiarato in un briefing che sulla base della “Televisione Pubblica Georgiana” sarà creato un “canale televisivo pancaucasico che trasmetterà nel Caucaso settentrionale”.

Inizialmente si era pianificato di creare questo canale televisivo sulla base della compagnia televisiva in lingua russa “Alanija” [1], ma questa trasmette solo nella regione di Šida Kartli, vicina all'Ossezia del Sud e non viene ritrasmessa via satellite, mentre la “Televisione Pubblica Georgiana” viene ricevuta nella maggior parte dei paesi dell'Europa e dell'America settentrionale.

Di conseguenza uno dei leader dell'opposizione radicale, Georgij Chaindrava, ha accusato Saakašvili di provocare un nuovo conflitto con la Russia. In un intervista a Slon.ru [2] Chaindrava ha detto che la creazione di un carattere televisivo per trasmettere nel Caucaso settentrionale è “parte di una grande e molto pericolosa avventura”.



UNA VISITA SEGRETA ALLA TOMBA DI UN AMICO



Georgij Chaindrava è sicuro che la Russia prenderà l'inizio delle trasmissioni in lingua russa dal territorio della Georgia nel Caucaso settentrionale come una sorta di atto di guerra. “Quale oggetto stavolta Putin bombarderà a Tbilisi con il suo amato missile “Iskander” [3]? Certamente l'edificio della “Televisione Pubblica Georgiana”, che è in pieno centro di Tbilisi”, – teme il politico.

Peraltro questi è convinto che il tema delle trasmissioni nel Caucaso settentrionale sarà quello principale nel corso della visita segreta in Georgia di Boris Berezovskij. Berezovskij in effetti è giunto in Georgia l'11 sotto il nome di Platon Elenin. Questa informazione è stata confermata dai membri della famiglia di Badri Patarkacišvili. “Al mattino del 12 settembre ci hanno comunicato che Borja era giunto in volo a Tbilisi a tarda notte e che verso le 4 del mattino, subito dopo l'arrivo, è andato alla tomba di Badri”, – ha comunicato a Slon.ru la sorella del defunto uomo d'affari Nana Patarkacišvili. La tomba si trova nel cortile dell'accuratamente sorvegliata ex residenza dell'uomo d'affari nel centro di Tbilisi. “Peraltro nessun membro della famiglia era presso la residenza, ma la scorta sapeva dell'amicizia di Borja per Badri e non poteva non permettergli di andare alla tomba”, – ha raccontato Nana Patarkacišvili.

Va notato, tuttavia, che il giorno dei funerali di Patarkacišvili Boris Berezovskij abbia dichiarato in un'intervista telefonica: “Non potrò andare al funerale di Badrik perché le autorità georgiane non vogliono”. A ben giudicare, da allora i rapporti tra lui e le autorità georgiane sono cambiati in meglio. Cosicchè l'11 settembre, dopo la visita alla tomba di Patarkacišvili, Berezovskij è andato a un incontro con il presidente Saakašvili.

Il contenuto del loro colloquio per ora viene tenuto segreto. Per di più lo stesso fatto dell'incontro non viene ufficialmente confermato da nessuno, ma Georgij Chaindrava è convinto che il punto principale fosse proprio la creazione e il finanziamento di una “televisione pancaucasica”.



L'OMBRA DI DUDAEV



Di dirigere il nuovo mezzo di informazione di massa, secondo l'oppositore, è stato proposto al giornalista russo Oleg Panfilov e alla vedova dell'ex presidente della “Repubblica Cecena di Ičkerija [4]” Alla Dudaeva, che dopo la “guerra dei cinque giorni” [5] è giunta in Georgia con il figlio e ha ottenuto lo status di rifugiato politico. Ha ottenuto lo status di emigrati politici in Georgia anche la famiglia di uno dei più noti comandanti in campo ceceni, il defunto Ruslan Gelaev. Il fatto che la famiglia di Gelaev si sia stabilita in Georgia è stato confermato a Slon.ru dall'ex capo della rappresentanza della Cecenia in Georgia Chizri Aldamov. Fino al 2008 le autorità georgiane hanno cercato in tutti i modi di costringere i familiari di Gelaev e Dudaev a lasciare il paese – hanno rifiutato di concedergli la residenza e hanno espresso insoddisfazione per la loro presenza, ma dopo la guerra d'agosto tutti i problemi sono stati inaspettatamente superati.



Presso la “Televisione Pubblica Georgiana” a Slon.ru hanno comunicato che si tratta dell'inizio delle trasmissioni del “canale pancaucasico” via satellite nel Caucaso settentrionale. Per quel che riguarda l'ideologia della nuova televisione, la si può giudicare almeno dal video che dopo la “guerra dei cinque giorni” gira sul canale del ministero della Difesa georgiano e in cui lo svolgimento dei Giochi Olimpici invernali del 2014 a Soči viene considerato un crimine contro l'umanità, in quanto “le Olimpiadi non devono svolgersi nel luogo in cui si è compiuto il genocidio del popolo circasso” [6].

[1] Alania era detto il regno degli Alani, antenati degli Osseti.

[2] Sito di informazione russo, dov'è anche originariamente apparso questo articolo.

[3] Iskandar è la forma araba del nome Alessandro.

[4] Nome ceceno della Cecenia.

[5] Quella tra Russia e Georgia nell'estate 2008.

[6] In effetti la pulizia etnica che colpì i Circassi, ultimo popolo caucasico a cedere ai Russi, nel 1864 fece oltre un milione di vittime.

Qualcosa si muove nel caso dell'omicidio Markelov-Baburova?

Primi arresti per il caso dell'omicidio di Stanislav Markelov e Anastasija Baburova



Il presidente ha già dichiarato che il lavoro operativo dei servizi segreti nei confronti dei gruppi nazionalisti deve continuare


Il 3 e il 4 novembre sono stati arrestati i primi sospetti del caso dell'omicidio dell'avvocato Stanislav Markelov e della corrispondente della “Novaja gazeta” Anastasija Baburova. La preparazione dell'operazione è stata tenuta nel segreto più stretto e l'arresto è stato preceduto da attive misure operative tanto nell'ambito dei nazionalisti, quanto nel campo dell'informazione pubblica.

Il 5 novembre sono stati resi noti ufficialmente i nomi dei sospetti: Evgenija Chasis, anno di nascita 1985, e Nikita Tichonov, anno di nascita 1980; come ha confermato la Commissione inquirente, nei loro confronti è stata formulata un accusa secondo il comma 2 dell'art. 105 del Codice Penale della Federazione Russa – omicidio, compiuto da un gruppo di persone su previo accordo.

Di fatto la versione principale fin dall'inizio delle indagini si basava sulla presunzione di complicità nell'omicidio dei fascisti, nemici di principio dei quali erano sia Stanislav, sia Anastasija. Markelov portava avanti i procedimenti penali riguardanti gli antifascisti e si occupava del monitoraggio dei crimini dei nazi russi e aveva la possibilità di riferire agli organi giudiziari i fatti di cui era venuto a conoscenze nel corso di questo lavoro. Baburova metteva in luce i procedimenti penali a carico dei fascisti e prendeva parte attivamente al movimento antifascista. Stando alle informazioni in nostro possesso, gli arrestati appartengono a un gruppo fascista.

Per ora è presto dire che il caso è risolto. Resta ancora da dimostrare la colpevolezza degli arrestati e da individuare gli altri complici dell'omicidio. Così come il mandante, se ce n'era uno.

Ieri, 5 novembre, il tribunale del quartiere Basmannyj [1] ha esaudito la richiesta della procura per l'incarcerazione di Tichonov. La richiesta è stata esaminata a porte chiuse; questo è stato richiesto sia dalla procura, sia dall'avvocato del sospetto Evgenij Skripilev. Se il pubblico ministero si rifaceva all'art. 241 (comma 2, punto 1) del Codice di Procedura Penale della Federazione Russa, secondo cui un procedimento inerente a un processo si tiene a porte chiuse nel caso in cui l'esame del caso possa portare alla rivelazioni di segreti di stato o di altri segreti tutelati dalla legge, Skripilev, a suo dire, si è mosso negli interessi del proprio assistito.

Gli inquirenti, in effetti, fanno tutto il possibile per mantenere la massima segretezza. In tribunale il volto del sospetto, mentre veniva portato per il corridoio, è stato coperto con un sacco speciale e i rappresentanti della procura hanno comunicato ai giornalisti presenti solo il suo nome – Tichonov Nikita Aleksandrovič [2]. L'avvocato Skripilev, a sua volta, si è rifiutato di fare commenti e non ha risposto neanche alla domanda se il suo assistito si fosse riconosciuto colpevole.

Anche il volto del secondo imputato condotto in tribunale – Chasis Evgenija Danilovna – è stato accuratamente nascosto. Prima dell'inizio del procedimento il giudice Mušnikova ha chiesto all'imputata se non volesse dichiarare la ricusazione dell'avvocato.

– E cos'è una ricusazione? – ha chiesto precisazioni Chasis.

Quando all'imputata è stata spiegata l'essenza di questa procedura, costei ha dichiarato: “Non voglio fruire dei servizi dell'avvocato assegnatomi. Ho il mio avvocato, con cui ho siglato un accordo. Si chiama Vasil'ev Aleksandr Vital'evič”.

L'avvocato Vasil'ev è noto al pubblico. Questi è stato avvocato difensore in molti processi clamorosi contro i neonazisti. In particolare ha rappresentato gli interessi dell'imputato Maksim Marcinkevič, soprannominato Tesak [3], noto leader del gruppo nazista “Format-18” [4].

Alla fine il tribunale ha sancito anche l'arresto di Evgenija Chasis.

Zinaida Burskaja
Sergej Skolov


05.11.2009, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2009/123/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Quartiere del centro di Mosca, il cui tribunale è tristemente noto per aver emesso molte sentenze contro avversari di Putin.


[2] Cioè Nikita Aleksandrovič Tichonov. In contesti ufficiali i russi sono indicati per cognome, nome e patronimico.


[3] Spada.


[4] Il numero 18 sta per “Adolf Hitler” (nell'alfabeto latino la “a” è la prima lettera, la “h” l'ottava).

05 novembre 2009

Il "meglio" delle chiavi di ricerca di agosto 2009

"cani non si mordono": vedi qui

"chiese il pigna ridendo": vedi qui

"fregare il test psicologico minnesota"
: come si fa?

adil bin ali al naja: e chi è?

aleksander podrabinek: vedi qui

alex baroni cantante evangelico: evangelico?

amici feisbucchiani
: vedi qui

ancien membre de conseil de l'ordre: vedi qui

andy selva e' sposato?
: che ne so...

bobby mcferrin impiccato
: impiccato???

canzone per mangiare neo catecumeni
: addirittura mangiarli?

cerco un coro per adulti a scandicci: cerca pure...

che protezione anticopia ha il cosmo sul comò
: non ne ho idea...

come si chiamano gli attori veneziani che fanno lo spot della kia?
: sguazzo nell'ignoranza...

corpi carbonizzati in auto all'estero: vedi qui

croce per matteo mazzoni
: ognuno ha la sua croce...

detti e indovinelli bisignanesi
: buio pesto...

differenza tra a mollo e ammollo: non ho idea di quale sia...

donna quando lo prende
: ehm...

franco voltaggio,filosofo ,dove ha insegnato?
: vedi qui

gli alieni avvistati in cecenia
: questa mi mancava...

gmg merda
: come, scusa?

i migliori video poro e di sesso di abba broks
: gli erotomani con problemi di ortografia mi amano...

il cristiano di fronte alla morte
: vedi qui

il miracolo del bambino in daghestan
: vedi qui

iop tvoju mat'
: il peggior insulto russo, ma trascritto un po' male...

l'amore è solo sofferenza
: vedi qui

la guerra de cecenia
: de Cecenia?

les photos inédites de sophia loren
: vedi qui

ma dietro ci sono i soliti veterani della vecchia politica:
dietro cosa?

medici massoni famosi
: tanti...

mina e radiosubasio:
vedi qui

museo delle chiavi
: e dov'è?

noicattaro, piazza umberto i priva del suo monumento,rimosso in occasione della prima guerra mondiale
: ?

o umorista costinha
: vedi qui

orario game store in via turri a scandicci
: questo lo ignoro

piedi fredi e umidi
: vedi qui

platon lebedev
: vedi qui

quando tu entri
: vedi qui

racconti col cloroformio:
soporiferi?

salamov rinnegato dalla figlia:
non so di cosa parli

selezione delle chiavi di ricerca
: vedi qui, qui, qui, qui, qui e qui

si costruisce nei letti dei fiumi
: vedi qui

spaghettifica
: vedi qui

stalin deportò 60 milioni di sovietici:
non so se fossero 60 milioni, ma una quantità immane di sicuro...

tariffa dei boney m per chiamarli
: quanto si paga per chiamare i Boney M?

verini da scopare:
forse vergini... Comunque hai sbagliato posto...

zarema sadulaeva
: vedi qui

è un grande atleta
: vedi qui

セックスsovag:
boh...

04 novembre 2009

Considerazioni interessanti per chi come me critica il buonismo (e il "politicamente corretto")

La politologia mette a nudo il conflitto
DIETRO LA METAPOLITICA
IL "RITORNO DEI DURI"


Nel dizionario della seconda repubblica non mancano le innovazioni lessicali, alcune delle quali sono collocate ben oltre il limite dello scurrile. Il termine “buonismo” pare lontano da questo limite ma – come vedremo – anch’esso suscita qualche disagio. Ricorre nella cronaca politica ma nella vita quotidiana non è frequente – e ci sarebbe da meravigliarsi del contrario. Nel linguaggio ordinario infatti non mancano termini, oltretutto più coloriti e sanguigni, per designare chi non è buono ma vuol sembrarlo, oppure chi appare buono solo perché è un inguaribile sprovveduto.

Come mai la politica di questi anni ha sfornato il buonismo? Una risposta ci aiuta a capire quanto profondi siano stati i cambiamenti nella politica italiana rispetto ai tempi del muro di Berlino. Prima di tutto bisogna tener presenti due punti fermi.
1) La parola buonismo viene usata come un’accusa o come epiteto che irride l’avversario.
2) Quest’accusa mira a smascherare un’ambiguità sottile delle proposte dell’avversario, da denunciare come un pericoloso raggiro. L’opinione pubblica deve essere messa in guardia: “attenti! Sotto la bontà proclamata c’è molto di peggio”. Dietro l’impegno disinteressato o la proposta generosa si nascondono esiti rovinosi e perversi, cioè diversi da quelli previsti. In altri termini: il buonismo deve essere svelato con la denuncia veemente, prima che provochi danni per tutti.
Se questo è il significato del termine, perché oggi la politica lo inventa e lo usa? La parola può circolare solo in un quadro politico confuso, in cui hanno perso nitidezza le linee di frattura tra le forze in campo. Non c’è alcun bisogno di lanciare accuse di buonismo agli avversari quando ogni posizione presenta forti tratti di coerenza interna, nonché una ragionevole sintonia con i temi imposti dall’agenda politica: bastano i consolidati repertori del lessico politico per denunciare le posizioni degli avversari, etichettabili alla bisogna come centralisti o localisti, socialisti o fascisti, populisti o giacobini, servi dei padroni o bolscevichi nemici della proprietà privata.
Anche la politica post-moderna ha le sue contrapposizioni: pacifisti contro interventisti, europeisti contro nazionalisti, ambientalisti radicali schierati contro i difensori delle ragioni dei produttori (i padroni e i loro operai), xenofobi contro entusiasti del multiculturalismo, favorevoli o contrari ai diritti degli omosessuali – e si potrebbe continuare.
Con tale abbondanza di alternative appare davvero bizzarro lanciare accuse di buonismo agli avversari. Ma proprio qui sta il punto: il buonismo non chiama in causa un conflitto politico e ideologico. Esso segnala che il conflitto si pone su un piano metapolitico. Le accuse di buonismo lanciate dai “cattivisti” – ovvero da coloro che si proclamano realisti, quelli che hanno capito tutto – indicano che non è in gioco una differenza di posizioni ma di piani. In piena sintonia con il risentimento astioso che permea la politica di oggi, si prescinde dal merito di questioni circoscritte per salire ad un piano più ampio, in cui i cattivisti-realisti si arrogano un preciso compito pedagogico: disvelare agli ingenui, alle “anime belle”, la vera natura del conflitto politico, in cui occorre decisione, durezza, cinismo e virile disponibilità a sostenere i costi conseguenti, quali che siano. Dunque accettare il disordine anarchico che governa il mondo e attrezzare il Paese per sostenere la feroce competizione politica ed economica.
E così le accuse di buonismo lanciate in quest’inizio di secolo richiamano alla mente inquietanti fantasmi del nostro passato: i Crispi, i Mussolini e tutti quelli che hanno preteso di creare la nazione raddrizzando la schiena agli italiani imbelli e litigiosi. Il ritorno dei duri, per quanto felpato, è un’ulteriore conferma che la seconda repubblica ha sdoganato temi e fervori che erano stati accuratamente, e saggiamente, esclusi dal discorso politico dopo il 1945. Non ci hanno portato molta fortuna, i cattivisti, e meno che mai ce ne porterebbero in futuro.

Roberto Cartocci

http://www.piuvoce.net/newsite/articolo_opinionista.php?id=143&idtema=31

03 novembre 2009

Per chi vuole sapere tutto ciò che può fare colui che cambiò l'acqua in carta e i cocomeri in anamnesi

Come sapete, mi incuriosisce molto la capacità del mitico T9 di scambiare le parole. Ho fatto anche un elenco ben lungi dall'essere completo di tali commutazioni. Ma come esplorare tutte le possibilità? Alessandro Scotti ha trovato il modo elaborando un geniale programma per giocare con le parole secondo i principi del T9.

Com'egli spiega (ma qualcuno mi sarà grato per questo riassunto), bisogna andare qui e cliccare su "italia-1a.zip" per ottenere una cartelle zippata una splendida lista di 245.000 parole con cui giocare. Dezipparla e metterla dove si vuole. Poi scaricare dal sito di Alessandro Scotti precedentemente indicato la cartella zippata contenente il programma per la commutazione di parole. Visualizzata l'applicazione "pwef", scrivere nella riga sotto "Word List File" l'indirizzo in cui si è posto l'elenco di parole. Nelle caselle "Word Length Range" va indicata la lunghezza delle parole (mettiamo da 2 a 15 lettere; quindi 2 nel primo spazio to 15 nel secondo). Per "Minimum Word Distance" si intende la quantità minima di lettere da cambiare (per passare da acqua a carta - un classico del t9 - bisogna cambiare 4 lettere).

Chi non ha capito nulla vada a leggere nel sito che ho indicato. Io, da parte mia, contatterò l'autore del programma per e-mail. Ma già qui dico: grazie Alessandro!

02 novembre 2009

A proposito della Russia non adatta alla democrazia e della democrazia da adattare alla Russia

Il frigorifero e la democrazia



Era adatta la Spagna alla democrazia? E la Russia? E la Papua-Nuova Guinea? La questione non sta in questo, ma in chi e in come lo dice


La scorsa settimana sono stata in Spagna per un motivo per me piacevole: ho presentato in spagnolo il mio libro “Nijazbek”. Stare in Spagna per un russo è particolarmente piacevole, perché la Spagna, se qualcuno non lo sa, è un paese inadatto alla democrazia.

Gli spagnoli, se ricordate, cacciarono gli ebrei e i mori e quelli che non cacciarono, li bruciarono, colpirono con la burocrazia tutto il paese, cosicché ancora all'inizio del XX si coprivano brillantemente di vergogna.

Perché appena il governo repubblicano andò al potere, subito in tutta la Spagna, e in particolare in Catalogna e in Andalusia, gli anarchici cominciarono a uccidere i proprietari terrieri e ad aprire le pance ai sacerdoti e questo casino toccò tanto gli spagnoli che molti accolsero Franco con entusiasmo.

Ma quando i repubblicani cominciarono a combattere contro Franco, allora si chiarì che gli anarchici, anche se uccidevano bene i sacerdoti, combattevano male e leader della resistenza divennero gli estremamente poco numerosi comunisti per il rispettabile motivo che erano totalmente di Stalin. In breve, i cittadini repubblicani non ebbero schifo di essere marionette in mano a un despota straniero, che utilizzava il loro paese come un poligono dove colpire Hitler e l'Occidente.

Cioè, a dirla in breve, veri e propri der'-mokraty [1], liberasty [2], ecc.

E allora? Allora niente, in Spagna ora c'è la democrazia e se a qualcuno venisse in mente di ragionare sul fatto che, dice, i der'mokraty si sono coperti di vergogna e che la Spagna non è adatta alla democrazia, lo guarderebbero come un idiota.

Beh, si sono coperti di vergogna. E i francesi si sono coperti di vergogna nel 1792. Succede.

Il discorso secondo cui la Russia non sarebbe adatta alla democrazia e che ha la sua strada per la democrazia è molto popolare a cominciare dalle nostre autorità. La Papua-Nuova Guinea è adatta, ma la Russia no. Perché queste persone odino tanto la Russia da considerare i russi peggiori dei papuasi non lo so, ma lo indovino.

Il fatto è che la tesi sulla “propria strada per la democrazia” è stupefacentemente menzogna o verità non solo a seconda di ciò di cui si parla, ma anche a seconda di chi la esprime.

Cioè, quando la tesi è espressa da Barack Obama è la verità. Anche quando questa tesi è espressa, per esempio, dall'ex immutabile e molto autoritario premier di Singapore Lee Kwan Yew, uno dei più grandi politici del XX secolo, che ha fatto di un paese povero uno degli stati più fiorenti nel corso di una (!) generazione, è la verità. Ma quando la esprime un qualche Surkov [3] è, scusate il termine, una fesseria.

Con la democrazia, ragazzi, è come con l'elettricità. Se portate in Russia un frigorifero e non funziona, non credete all'elettricista che vi racconta che in Russia non è in vigore la legge di Ohm. Ciò significa che il frigorifero è rotto e l'elettricista non lo vuole riparare.

Un'altra domanda è perché in Russia si rompano i frigoriferi.

La risposta a questa domanda, purtroppo, la sapevano tutti i pensatori antichi e medievali da Aristotele a Machiavelli, ma per qualche motivo al tempo dell'ONU, dell'UE e di altre cose non amano ricordare i diritti umani.

Questa risposta è molto semplice: la democrazia non è un metodo di governo stabile nei paesi poveri. Se la maggioranza degli elettori è povera, una democrazia del genere inevitabilmente si muterà in dittatura.

In Bolivia la maggioranza degli elettori è povera e questi votano con entusiasmo per il presidente Evo Morales, che a quasi tutta la popolazione dà circa 200 bolivianos (30 dollari) al mese. In Iran gli elettori sono poveri e la maggior parte del paese nei distretti agrari ha votato con entusiasmo per il presidente Ahmadinejad, che ha risollevato l'Iran caduto in ginocchio e lo ha portato ai confini avanzati delle nanotecnologie, come comunicano loro in televisione.

Avete riflettuto sul perché in Cina nel 1949 ha vinto Mao? Mao era un condottiero senza talento, che perdeva tutte le battaglie in cui era implicato, ma nella Yan'an [4] presa da lui regnava un terrore più orribile che durante le più crudeli purghe di Stalin. Ma quale significato aveva ciò, se dalla sua parte c'erano milioni di contadini cinesi? Dio non voglia che domani in Cina si introduca la democrazia – 700 milioni di contadini poveri voteranno per un nuovo Mao.

Ripeto: la democrazia dei poveri è instabile e finisce in dittatura. In una società composta di poveri il diritto dei proprietari è garantito non da un regime democratico, ma da uno autoritario. Il dispotismo illuminato dei secoli XVII-XVIII, sotto il quale ha avuto luogo lo sviluppo tecnico dell'Europa, era un regime in qualche modo perfino più autoritario di quello cinese attuale. Proprio in questo sta il miracolo del progresso tecnico, nel fatto che abbia permesso tecnicamente ad alcuni paesi di aumentare il numero di elettori benestanti.

Proprio in questo sta anche la differenza tra un cattivo autocrate e uno buono. Un cattivo autocrate utilizza il potere per riempirsi le tasche. Un buon autocrate, come il già ricordato Lee Kwan Yew, utilizzava il proprio potere per difendere il diritto di proprietà.

Dopo l'uscita di scena di un cattivo dittatore nel paese comincia un casino o una nuova dittatura. Una buona dittatura consuma se stessa e finisce in democrazia.

Il generale Augusto Pinochet in Cile ha creato un'economia fiorente e ha indetto elezioni che, sperava, avrebbe vinto. Ha perso ed è stato costretto ad andarsene, poiché davanti a se aveva una scelta: o sacrificare il potere o tradire tutto ciò per cui aveva preso il potere.

Il generale Franco era crudele e molto indulgente con i suoi amici ladri. Ma grazie al fatto che sotto il suo potere i sindacati erano proibiti, la Spagna risultava il paese più conveniente d'Europa dal punto di vista della forza lavoro. E dopo che alla fine degli anni '60 Franco stabilizzò il peso [5], nel paese irruppe un flusso di investimenti stranieri. Per l'Europa di quel tempo la Spagna era la stessa cosa che la Cina per il mondo ora. Allora la richiesta di quadri era tale che per molti spagnoli nacque una stupefacente abitudine, che non aveva nulla di analogo in Europa: lavorare per due o tre compagnie contemporaneamente.

E quando gli investimenti divennero molti, gli stipendi crebbero e quando crebbero sorse la questione di togliere le barriere commerciali per dare redditività alle fabbriche e di entrare nell'UE [6]. Ma entrare nell'UE significava democrazia.

Ogni frigorifero si può collegare alla rete elettrica in modo diverso. Un modo è per mezzo di un trasformatore, un altro – per mezzo di una prolunga. Ma non credete a chi dice che se il frigorifero non funziona, ciò significa che l'elettricità in quel posto va in un modo diverso. E, ahimè, neanche a chi ritiene che sia sufficiente portare un frigorifero in casa perché funzioni.

Julija Latynina
osservatrice della "Novaja gazeta"

02.11.2009, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2009/122/01.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Gioco di parole tra der'mo, “merda” e demokraty, “democratici”. E' uno degli insulti che i sostenitori di Putin rivolgono all'opposizione.

[2] Gioco di parole tra liberaly, “liberali” e pederasty, “pederasti”. Quanto all'uso, vedi sopra.

[3] Vladislav Jur'evič Surkov, principale ideologo del Cremlino.

[4] Città della Cina centro-settentrionale.

[5] Sic. In realtà si trattava della peseta.

[6] In realtà si trattava della CEE.

Tears in Heaven



Eric Clapton "Tears in Heaven"

Un calcio e una Russia di altri tempi in parole e musica di un grande artista




Vladimir Vysockij

DOPO IL CAMPIONATO MONDIALE DI CALCIO - CONVERSAZIONE CON LA MOGLIE (schizzo)

Il commentatore dalla sua cabina
Ci insulta per fare dello spirito.
Ma non per caso il club della Fiorentina
Ha offerto un milione per
Byšovec' (1)

Beh, Pelé è Pelé,
Spiego a Zina io,
Pelé mangia
crème brûlée
Insieme a Jairzinho.

Io sono al verde,
Ho comprato robaccia a mia moglie - e ne sono contento.
Ma Pelé ha una Chevrolet
A Rio de Janeiro.

Di Moore si è occupata la procura (2),
Che gli importa - è pubblicità! - ne è anche contento.
Qui Moore non sarebbe uscito dal MUR (3),
Se fosse stato da noi il campionato.

Beh, Pelé è Pelé,
Spiego a Zina io,
Pelé mangia
crème brûlée
Insieme a Jairzinho.


Io sono al verde,
Ho comprato robaccia a mia moglie - e ne sono contento.
Ma Pelé ha una Chevrolet
A Rio de Janeiro.


Forse non sa contare neanche fino a cento,
Ma posso dire senza troppe parole:
Se avesse avuto il secondo occhio
Tostão (4)
Avrebbe segnato il doppio dei gol.

Ma beh, Pelé è Pelé,
Spiego a Zina io,
Pelé ha sul tavolo
crème brûlée
nel cristallo.
E io sono al verde.

1970


***********************

(1) In realtà i dirigenti della Fiorentina fecero semplicemente grandi apprezzamenti per Anatolij Fedorovyč Byšovec', quando questa affrontò la Dynamo Kiev per cui giocava. Acquistare un calciatore sovietico sarebbe stato impossibile allora, anche offrendo un milione di dollari, cifra enorme per il calciomercato dell'epoca.

(2) Bobby Moore, mentre era in Colombia con l'Inghilterra a prepararsi per i mondiali in Messico del 1970, fu accusato di aver rubato in una gioielleria, ma poi le accuse furono fatte cadere.

(3) Sigla della sezione moscovita della polizia criminale.

(4) Il calciatore brasiliano Tostão aveva subito il distacco della retina di un occhio nel 1969.


(Traduzione e note di Matteo Mazzoni)