09 febbraio 2012

L'opposizione russa e la questione (anche interna) dei prigionieri politici

11 persone della lista degli zeki [1] politici trasmessa al Cremlino hanno preso parte a fatti legati allo SKFO [2] e allo JuFO [3]

8 febbraio 2012, 20.09

Gli organizzatori della manifestazione "Per elezioni regolari" hanno trasmesso al capo del Consiglio presidenziale per i diritti umani Michail Fedotov una lista di 39 persone che ritengono condannate per motivi politici. Le accuse a sei persone della lista sono legate a fatti avvenuti nel Caucaso del Nord e nel Sud della Russia, quelle ad altri cinque ai disordini nella piazza del Maneggio [4] di Mosca nel dicembre 2010.

"Kavkazskij uzel" ha scritto che la risoluzione con la richiesta di liberare i prigionieri politici è stata approvata dai partecipanti all'azione dell'opposizione "Per elezioni regolari", svoltasi a Mosca in piazza Bolotnaja [5] il 4 febbraio.

Nella lista finale di prigionieri politici ci sono 39 cognomi. Due persone della lista sono anche prigionieri di coscienza, secondo l'organizzazione per la difesa dei diritti umani Amnesty International: sono Michail Chodorkovskij e Platon Lebedev [6], riferisce "Ėcho Moskvy" [7]. Nella lista figurano nomi di condannato accusati di crimini legati in un modo o in un altro ai fatti del Sud della Russia e del Caucaso del Nord.

In particolare nella lista figurano: l'ex ufficiale delle truppe interne del ministero degli Interni, combattente in Cecenia Sergej Arakčeev, i condannati per l'accusa di aver fatto saltare in aria il treno Groznyj-Mosca Michail Klevačëv e Vladimir Vlasov, il condannato per l'attacco a Budënnovsk [8] Igor' Sokolov (nato Idobaev), i nativi della Cecenia accusati di terrorismo Zara Murtazalieva e Lors Chamiev e anche persone che figurano nel procedimento penale per i disordini nella piazza del Maneggio – Igor' Berezjuk, Kirill Unčuk, Ruslan Chubaev, Leonid Papin e Aleksandr Kozevin.

Come riferì "Kavkazskij uzel", il tribunale militare del distretto del Caucaso del Nord nel dicembre 2007 condannò gli ufficiali Evgenij Chudjakov e Sergej Arakčeev per l'accusa di omicidio di civili ceceni a 17 e 15 anni di reclusione. In cella fu messo solo Arakčeev. Chudjakov è ancora ricercato, Arakčeev sconta la pena in una colonia a regime duro. Il 15 giugno 2011 questi registrò un video-appello al premier russo Vladimir Putin, in cui dichiarava la propria innocenza e chiedeva al premier di far luce sulle circostanze del suo caso. Il 10 novembre 2011 gli avvocati inviarono un'istanza per un riesame del caso Arakčeev. Nel gennaio 2012 la procura militare ha rifiutato di riesaminare il caso di Sergej Arakčeev.

"Vlasov Vladimir e Michail Klevačëv nel 2007 in un processo a porte chiuse al tribunale regionale di Mosca furono condannati a 18 anni di reclusione in una colonia penale a regime duro per l'accusa di aver fatto saltare in aria il treno Groznyj-Mosca nel 2005 nonostante la mancanza di prove della colpevolezza e le evidenti contraddizioni dell'accusa. Il primo collegio di giurati, che aveva emesso un verdetto assolutorio, fu sciolto. I motivi politici della persecuzione di Vlasov sono legati alle sue convinzioni nazionaliste e alla necessità di "risolvere" a qualsiasi costo il clamoroso caso", – si dice nel documento dato da consegnare a Dmitrij Medvedev.

Nella lista figura anche il nome di Igor' Sokolov, riconosciuto colpevole di attacco a cittadini e ad organizzazioni a Budënnovsk e anche della presa dell'ospedale centrale della città nel giugno 1995, in conseguenza della quale morirono 129 persone. Il 17 luglio 2009 il tribunale condannò Sokolov a 13 anni di reclusione.

"Il tribunale non tenne conto delle prove della sua innocenza, mostrò preconcetti e unilateralità, forse nella persecuzione penale di Sokolov giocò un ruolo la concorrenza tra imprenditori", – si fa notare nell'appello al presidente russo.

La 27enne Zara Murtazalieva si trova in prigione già da sette anni. Il tribunale cittadino di Mosca il 17 gennaio 2005 condannò Murtazalieva a nove anni di reclusione in una colonia penale a regime comune, riconoscendola colpevole di preparazione di atto terroristico, detenzione illegale e acquisizione di sostanze esplosive. Più tardi la Corte Suprema della Federazione Russa le ridusse la pena di sei mesi. Nell'ottobre 2008 il tribunale distrettuale di Zubova Poljana [9] rifiutò alla ragazza la libertà condizionata, appellandosi al fatto che questa non ha amesso la propria colpevolezza.

Lo studente Lors Chamiev il 9 aprile 2009 fu condannato dal tribunale cittadino di Mosca a otto anni di colonia penale a regime duro per la preparazione di un attentato alla vita del capo della Cecenia Ramzan Kadyrov. Inizialmente i fuoriusciti ceceni Umar Batukaev, Ruslan Musaev e Lors Chamiev furono accusati della preparazione di un attentato alla stazione del metrò di Mosca "Profsojuznaja" [10]. Tuttavia nel corso delle indagini divennero sospettati della preparazione di un attentato a Ramzan Kadyrov. Nessuno di essi riconobbe la propria colpevolezza. Nel corso delle indagini il presidente del comitato "Collaborazione Civile" e membro del consiglio del centro per la difesa dei diritti umani "Memorial" Svetlana Gannuškina dichiarò di non credere alla fondatezza delle accuse di preparazione di un attentato nei confronti dei giovani ceceni. Suppose anche che li accusassero di attentato a Kadyrov per privarli del sostegno della Cecenia.

I cinque imputati del caso dei disordini di massa nella piazza del Maneggio – I. Berezjuk, K. Unčuk, R. Chubaev, L. Papin e A. Kozevin nell'ottobre 2011 furono condannati a periodi di reclusione da 2 a 5,5 anni.

"Le accuse di aver fatto appelli a disordini di massa e di violenza nei confronti di rappresentanti del potere di fatto sono state confutate in tribunale e la sentenza accusatoria è stata emessa per motivi politici, in particolare per l'appartenenza dei condannati al partito "L'Altra Russia" [11]", – si dice nella lista degli zeki politici.

Faremo notare che inizialmente gli oppositori dichiaravano che nella loro lista figuravano 40 persone. Il contenuto della lista aveva causato la sfiducia dei nazionalisti e questi avevano formato un loro elenco di 23 persone. Questo documento fu trasmesso al comitato organizzatore della manifestazione "Per elezioni regolari" da uno dei leader del movimento etno-politico "I Russi" Aleeksandr Belov, si dice nel sito del "Movimento Sociale Russo" [12]. Nella lista si trovavano i nomi dei condannati per l'omicidio dell'avvocato Stanislav Markelov Nikita Tichonov e Evgenija Chasis. Tuttavia i loro cognomi non sono entrati nel documento finale.

"Insieme ad Ol'ga Romanova abbiamo tramesso oggi la lista al capo del Consiglio per i diritti umani presso il presidente della Federazione Russa Michail Fedotov. Fedotov ha detto che parte dei cognomi gli è nota e hanno anche dubbi su una serie di cognomi", – ha raccontato il deputato della Duma di Stato del gruppo "Russia Giusta" [13] Gennadij Gudkov. A sua volta il capo del Consiglio per i diritti umani ha riferito che trasmetterà il documento che gli è stato portato al presidente Dmitrij Medvedev, trasmette la RIA "Novosti" [14].

Ricordiamo che il primo ministro e candidato alla presidenza russa Vladimir Putin nel corso di un incontro con i politologi il 6 febbraio ha dichiarato che oggi in Russia non ci sono prigionieri politici. Secondo il capo del governo la promulgazione di un'amnistia a tempi brevi è inopportuna, informa "RBK" [15].

"Kavkazskij uzel" scrisse che il presidente russo Dmitrij Medvedev il 5 novembre 2010 ha firmato i decreti per la grazia a 17 condannati nello SKFO e nello JuFO per diversi articoli del Codice Penale russo a brevi periodi di detenzione (da 1 a 3 anni) per crimini che non hanno implicato danni all'incolumità di altre persone.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "A Rostov sul Don [16] si è svolta la manifestazione di coloro che non sono d'accordo con i risultati delle elezioni parlamentari", "In Daghestan il 21 dicembre si svolgerà la manifestazione di coloro che non sono d'accordo con i risultati delle elezioni organizzata dal KPRF [17]", "In Daghestan sono iniziati gli interrogatori sulle violazioni nel corso delle elezioni della Duma di Stato", "A Stavropol' alla manifestazione "Per elezioni regolari" sono andate circa 300 persone".

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/200787/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

Note
[1] Zek è sinonimo di prigioniero del GULag (il corsivo è mio).

[2] Južnyj Federal'nyj Okrug (Distretto Federale Meridionale).

[3] Severo-Kavkazskij Federal'nyj Okrug (Distretto Federale del Caucaso del Nord).

[4] Piazza adiacente alla Piazza Rossa.

[5] Piazza del centro di Mosca.

[6] Platon Leonidovič Lebedev, socio di Chodorkovskij.

[7] "Eco di Mosca", radio indipendente.

[8] Città della Russia meridionale.

[9] Città della Repubblica Autonoma di Mordovia, nella zona centrale della Russia europea.

[10] "Dei Sindacati", dal nome della via sotto cui si trova, nella periferia sud-occidentale di Mosca.

[11] Partito di orientamento nazional-comunista legato a quello Nazional-Bolscevico.

[12] Movimento nazionalista.

[13] Partito di orientamento socialdemocratico.

[14] Russkoe Informacionnoe Agentstvo (Agenzia di Informazione Russa) "Notizie".

[15] Giornale economico.

[16] Città della Russia meridionale.

[17] Kommunističeskaja Partija Rossijskoj Federacii (Partito Comunista della Federazione Russa).

08 febbraio 2012

Putin va avanti con ogni mezzo

Le buche delle lettere puzzano

L'ennesimo giornale messo di nascosto e pagato non si sa da chi mischia con la merda [1] tutti i candidati alla presidenza, tranne Putin

07.02.2012

Nei giorni festivi e lunedì gli abitanti di Krasnojarsk [2] hanno trovato nelle buche delle lettere il giornale "Graždanin liberal. Za Prochorova" [3], uscito già il 1 febbraio, diffuso, a credere ai dati di edizione, in 200 mila copie e pagato dal fondo elettorale del candidato alla presidenza Michail Prochorov. Tuttavia per credere a questi dati di edizione non c'è fondamento, in quanto in realtà il giornale scredita Prochorov, così come, tra l'altro, tutti gli altri candidati alla presidenza. Tutti, tranne Vladimir Putin.

Il giornale messo di nascosto "per Prochorov" fa propaganda per lui, dando la parola a tre "allergeni" russi – Ksenija Sobčak [4], Ėduard Limonov [5] e Anatolij Čubajs [6]. L'intenzione è semplice e chiara come uno stivale da soldato: una lode dalle loro bocche per la stragrande maggioranza degli elettori è più convincente di qualsiasi ingiurie. A Prochorov cantano ditirambi i cestisti americani (l'uomo d'affari possiede un club della lega cestistica nazionale degli USA), fra l'altro si riferisce, rifacendosi al "Washington Post" che Prochorov intende versare 200 milioni di dollari per la ristrutturazione di scuole dello stato del New Jersey, che ha già sponsorizzato la costruzione di uno stadio per le partite casalinghe della propria squadra a Brooklyn, creando 8 mila posti di lavoro per gli immigrati di colore e le donne. "…Gli oligarchi russi potrebbero farci caso, – scrive il giornale di propaganda. – Mentre molti parlano solo della responsabilità sociale del mondo degli affari, Prochorov mostra questa responsabilità".

Come dal programma di Prochorov sono state messi in risalto i seguenti brani: innalzare nettamente le accise su alcool e tabacco, portare capitale straniero nell'industria della Difesa, dare al capitale privato le ferrovie, gli oleodotti, i gasdotti e gli aeroporti, abolire i libretti di lavoro e costringere tutti i lavoratori a siglare contratti di lavoro a termine, accelerare l'introduzione di una tassa sugli immobili nella misura dell'1% del valore di mercato delle abitazioni, far pagare autonomamente le tasse ai cittadini, spostare il peso del pagamento delle polizze di assicurazione medica volontaria dalle spalle dei datori di lavoro a quelle dei lavoratori, garantire la dipendenza delle pensioni dagli stipendi dei lavoratori: più stipendio – più pensione. Ecc., ecc.

In generale tutto il giornale è composto con un metodo poco astuto che conta sul fatto che gli schiavi ingoino tutto. Che restino terrorizzati. E che fuggano come il diavolo dall'incenso da Prochorov verso Putin. Perché verso di lui? Perché anche gli altri candidati in questo giornale sono ricoperti del fango delle strade. E' interessante che precisamente lo stesso materiale su di loro – Zjuganov, Mironov e Žirinovskij – qualche giorno prima sia stato pubblicato in un numero speciale della "Komsomol'skaja pravda" [7], che faceva propaganda per Putin, stampato dalla tipografia "Ofset" di Krasnojarsk in 600 mila copie e pure gettato in tutte le buche delle lettere. Questa è un'altra dimostrazione del fatto che il giornale "Graždanin liberal. Za Prochorova" è stato edito negli interessi di Putin. (Peraltro, da nessuna parte nei dati di edizione del numero della "Komsomol'skaja pravda" è detto che è stato pagato dal fondo elettorale di Putin).

Il metodo è comune e abituale, usato come arma già a metà degli anni '90. Visto che per Putin – in ogni caso a Krasnojarsk – lavorano gli stessi PR che ruzzavano in tempi per loro favorevoli, bisogna aspettarsi che presto escano giornali dove tutti i candidati, tranne Putin, prometteranno di migliorare la vita degli aborigeni grazie a un appoggio esterno, ceceno ed ebraico e ad una rapida riduzione di malati e pensionati. Nelle campagne oscure personalità terranno a nome di Zjuganov o di Prochorov il conto del bestiame, spiegando ai padroni che il loro capo, ottenuta la vittoria, esproprierà le eccedenze. Nelle strade ci saranno sfilate di bomži [8] con cartelli "Prochorov è il nostro leader esistenziale", a nome di Zjuganov ci annunceranno che Prochorov soffre di omosessualità repressa, a nome di Prochorov informeranno che Zjuganov soffre di enuresi, ecc.

E' curioso che finora non si veda alcuna mossa, né da parte della commissione elettorale, né da parte delle forze dell'ordine per fermare la diffusione e la stampa di materiale falso. All'ufficio per il pubblico di Prochorov a Krasnojarsk hanno confermato di non avere a che fare con il "Graždanin liberal" e che sporgeranno denuncia alla commissione elettorale.

I dati di edizione del falso giornale, evidentemente, sono stampati intenzionalmente con errori di grammatica. E' indicato un indirizzo privato. Trovare l'impresa pubblicitario-editoriale Otkrytie [9] che avrebbe preparato il giornale o qualche sua traccia non mi è riuscito.

E così il giornale "per Prochorov" non è stato pagato dal suo fondo elettorale. E da quello di chi allora? Di Putin, ma a quale scopo propaganderebbe un giornale "per Prochorov"? La legge proibisce di usare in campagna elettorale soldi che non siano presi dal fondo elettorale del candidato alla presidenza. Non di meno, difficilmente bisognerà attendersi il trionfo della legalità. La "Novaja gazeta" nello scorso numero scrisse dell'interrogazione alla CIK [10] della Federazione Russa da parte del deputato del consiglio cittadino di Krasnojarsk Andrej Seleznëv. Questi chiedeva di escludere Putin dalle elezioni e di incriminarlo a livello amministrativo per l'organizzazione della manifestazione-concerto del 4 febbraio.

La manifestazione dei sostenitori di Putin ha avuto luogo nel palasport di Krasnojarsk e si è conclusa con il concerto di Vladimir Kuz'min [11]. Seleznëv, moltiplicando il numero dei posti del palasport per il prezzo medio dei biglietti, suppone che l'organizzazione del concerto sia costata la somma di circa 9 milioni di rubli [12]. Il deputato insiste sul fatto che un concerto del genere in appoggio a Putin sia una forma di corruzione degli elettori e che il denaro speso non venga dal fondo elettorale. Nel frattempo alla sezione regionale dell'ONF [13] ritengono infondate le accuse, affermando che la manifestazione e l'intervento di Kuz'min non avrebbero niente a che fare né con la propaganda, né con Putin. La sera dello stesso giorno, il 4 febbraio, intervenendo su un canale televisivo locale, il PR di Krasnojarsk Sergej Tolmačëv, che lavora per il potere, ha dichiarato che Kuz'min è giunto in volo e ha cantato gratis.

Se il "Graždanin liberal" sia stato preparato o no da Tolmačëv e dalla sua ditta Vertikal' [14] non so e, a dire il vero, ciò non interessa neanche, ci sono pochi uffici e specialisti del genere. Ma con l'organizzazione della manifestazione-concerto questi, con tutta evidenza, ha avuto a che fare, se è andato in onda in televisione a commentarla. Ecco che il leitmotiv di questa manifestazione era lo scongiuro perché il popolo è contro un ritorno agli anni '90. Ma proprio in quegli anni il potere, i piarasty [15] e gli žmejkery [16] immergono ora il popolo. Allora ciò se non sembrava una tragedia, causava angoscia per lo stato psichico della società, ora, certamente, è una farsa, niente di più.

Sullo sfondo degli avvenimenti di Krasnojarsk con la diffusione impunita di giornali pubblicati da non si sa chi sono sintomatici gli avvenimenti della vicina Chakassia, dove giornalisti concreti, ben noti a tutti nella repubblica si sono occupati di politica.

Grigorij Nazarenko ed Ėrik Černyšëv sono andati come candidati indipendenti al consiglio cittadino di Sajanogorsk [17]: le elezioni sono a marzo. Poco prima iniziarono a pubblicare il giornale "Karatoš" (dal nome del monte più altro della repubblica, tradotto dalla lingua del ceppo turco – "pietra nera"). Sono usciti i primi numeri – acuti e precisi. Finora "Karatoš" si diffonde prevalentemente a Sajanogorsk. Nazarenko e Černyšëv, in particolare, lottano anche perché la legislazione elettorale sia rispettata da tutti.

All'improvviso i giornalisti vengono convocati a tarda notte alla sezione di polizia per dare deposizioni. L'ispettore distrettuale riferisce che alla polizia è giunta una denuncia da parte del capo della commissione elettorale cittadina G. Sëmkin: questi chiede che siano prese misure per interrompere l'attività propagandistica illecita di Nazarenko e Černyšëv e far togliere i materiali propagandistici illegali.

Si chiarisce che la commissione elettorale ha tenuto una seduta "su di loro", a cui, contro la legge, non li hanno neanche invitati. Cito l'interrogazione del deputato del Consiglio Supremo della Chakassia Oleg Ivanov alla commissione elettorale della repubblica: "Senza neanche sforzarsi di studiare i materiali propagandistici stampati, pubblicati nel rispetto della legge, pagati dal corrispondente fondo elettorale, presentati il 21.01.12 (prima dell'inizio della diffusione) alla commissione elettorale, quest'ultima, senza prendere la decisione di riconoscere i materiali propagandistici illeciti o falsi, si è rivolta alla sezione di polizia MO [18] del ministero degli Interni di Sajanogorsk con la richiesta di toglierli".

Fatto sta che alla commissione elettorale cittadina è sembrato che un foglio messo in un giornale fosse parte del giornale.

Il Roskomnadzor [19] della Chakassia alla richiesta della commissione elettorale cittadina: "Tale materiale propagandistico non è una pubblicazione del giornale, ma si presenta come un foglio con i corrispondenti dati di edizione. Perciò nelle azioni della redazione del giornale "Karatoš" non vi sono violazioni della legislazione nell'abito dei mezzi di comunicazione di massa". La "Glasnost Defence Foundation" [20]: "Nel giornale si può avvolgere un piccolo tomo di "Guerra e Pace", tuttavia Lev Tolstoj non diverrà automaticamente un corrispondente speciale del "Karatoš"".

Il 6 febbraio la commissione elettorale della repubblica ha abrogato la decisione della commissione elettorale territoriale di Sajanogorsk. Al presidente della commissione elettorale cittadina è stato rifiutato l'avvio di un procedimento nei confronti dei due giornalisti del giornale "Karatoš". Solo che nessuno avanza richieste nei suoi confronti per la cancellazione di due numeri del giornale e dei fogli propagandistici.

E' notevole che anche il "Graždanin liberal" sia comparso nelle buche delle lettere inserito nel giornale di annunci gratuito "Vsëm, vsëm, vsëm" [21], ufficialmente registrato e che esce da un po' di tempo. Tuttavia nessuno alla commissione elettorale cittadina di Krasnojarsk ha espresso alcuna rimostranza verso la redazione di "Vsëm, vsëm, vsëm".

Il doppio standard nell'applicazione della legislazione elettorale è facilmente spiegabile, se si tiene conto del fatto che Nazarenko e Černyšëv sono noti per i loro umori di opposizione, per le clamorose indagini sulla tragedia della centrale idroelettrica Sajano-Šušenskaja, per aver evidenziato l'aggiunta di voti a "Russia Unita" alle scorse elezioni (ora gli organi conducono una verifica di questi dati) e per articoli sulle violazioni della legislazione commesse dalla commissione elettorale già in questa campagna.

Aleksej Tarasov, "Novaja gazeta", http://www.novayagazeta.ru/politics/50905.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Sic.

[2] Città della Siberia centrale.

[3] "Cittadino liberale. Per Prochorov".

[4] Ksenija Anatol'evna Sobčak, figlia di Anatolij Aleksandrovič Sobčak (uno dei politici più importanti dell'epoca della perestrojka), ritenuta una sorta di Paris Hilton russa.

[5] Nome "d'arte" di Ėduard Veniaminovič Savenko, leader del Partito Nazional-Bolscevico (di orientamento nazional-comunista).

[6] Anatolij Borisovič Čubajs, discusso imprenditore e politico (all'epoca di El'cin).

[7] "La verità del Komsomol". Il Komsomol (KOMmunističeskij SOjuz MOLodëži – Unione della Gioventù Comunista) era l'organizzazione giovanile del PCUS, ma il giornale è adesso un quotidiano "popolare".

[8] Bomž è un neologismo basato sulle iniziali della definizione burocratica "Bez Opredelënnogo MestoŽitel'stvo" (Senza Fissa Dimora).

[9] "Apertura".

[10] Central'naja Izbiratel'naja Komissija (Commissione Elettorale Centrale).

[11] Vladimir Borisovič Kuz'min, rockstar russa.

[12] Oltre 228.000 euro.

[13] Obščerossijskij Narodnyj Front (Fronte Popolare Panrusso), l'organizzazione che sostiene Putin.

[14] "Verticale".

[15] Gioco di parole tra piary ("PR") e pederasty ("pederasti").

[16] Dispregiativo per imidžmejkery ("image-makers", "creatori di immagine").

[17] Città della Chakassia occidentale.

[18] Mestnyj Organ (Organo Locale).

[19] Nome non ufficiale della Federal'naja služba po nadzoru v sfere svjazi, informacionnych technologij i massovych kommunikacij (Servizio federale per la sorveglianza nell'ambito delle comunicazioni, delle tecnologie informative e delle comunicazioni di massa).

[20] "Fondazione in Difesa della Glasnost'", fondazione russa che difende la libertà di stampa.

[21] "Di tutto, di tutto, di tutto".

06 febbraio 2012

L'incredibile racconto palindromo della finale del Mundial '82 di Giuseppe Varaldo

opere di Giuseppe Varaldo
 

11 luglio 1982
 
Ai lati, a esordir, dama e re, Pertini trepida, tira lieti moccoli,
dialoga - vocina, pipa... -, ricorre alle battute. È durata!... ne
patì Trap: allena - mèritasi lodi testé - Juvitalia, mai amata.
Il boato n'eruppe su filato, mero atto d'ira: assorga da gai palati,
ingoi l'arena! Si rise, noi: gara azzurra - felicità, reti - e ricca!
Né tacerò pose, ire, rapidi miti; citerò paure... però meritan oro. Ci
sono rari tiri? Sia! ma i latini eroi goderono di rigore - c'è fallo
-; "Fatale far tale rete": lassa prosopopea nei peani dona aìre
facile. Ma "fatale" malessere globi dilata, rene, vene ci necrotizza:
ratto, vago, da finir al còre (l'oblierà? Dall'idea - l'Erinni! -
trepiderà: tic e tac...)... Lapsus saliente (idra! sillabo!): non amai
Cabrini; flusso acre - pus era? sudore? -, bile d'ittero ci assalì:
risa brutali, amaro icore... Fiore italo, cari miei, secca, alidirà
vizzito là, se sol - a foci nuove diretti, fisi - a metà recedete:
l'itala idea di vis (i redivivi, noti, ilari miti!) trapasserà, inerte
e vana, in italianità lisa, banal. Attutite relativa ira, correte:
eterni onori n'avrete!
Sibili - tre "fi" - di arbitro: finita lì metà partita; reca loro
l'animo di lotta, fidata ripresa! mira, birra rida'! attuta ire, bile!
La si disse "eterea", la Catalogna: alla pari terrò cotali favolose
ore... Notte molle, da re!
Poeti m'illusero "Va'!", "Fa'!", "Osa!") colla fusione - esile,
serica, viva -, rime lepide, tra anelito d'età d'oro e rudezze
d'orpello; così cederò all'eros, ai sensi rei; amai -l'amavo... - una
grata città, la gag, la vita; nutro famosa cara sete, relativa a Lalo,
Varese, De Falla, Petrassi, e Ravel, e Adam, e Nono... Sor... bene,
totale opaca arte; né pago fui per attori, dive, divi (lo sarò?)... Là
ogni avuto, mai sopito piacere s'evaporò, leggera falena era: se con
amor, lì, alla cara - cotale! - virile sera - coi gaudi sereni, grevi
da dare angine, beati - lo paragono, decàde a ludo, mollica, vile
cineseria, onere. Sì! Taccola barocca allora rimane, meno mi tange:
solo apatia apporterà, goffa noia...
Paride, Ettore e soci trovarono sì dure sorti - riverberare di pira
desueta! - coi gelosi re dei Dori (trono era d'ira, Era, Muse); a Ilio
nati e no, di elato tono, di rango, là tacitati - re... mogi -, videro
Elleni libare, simil a Titani, su al Pergamo: idem i Renani e noi...
"... caparbi", vaticinò - tono trepido -, ed ora tange là tale
causale trofeo (coppa di rito è la meta della partita), trainer fisso;
mìralo come l'anemone: fisso, raro, da elogi... D'animo nobile, divo
mai, mai tetro, fatale varò la tattica.
Cito Gay, ognor abile devo dir: da Maracanà sono tacco, battuta...
Ai lati issò vela l'ala latina Bruno:  cerca la rete, si batte assai,
opera lì, fora, rimargina... Bergomi, nauta ragazzo, riserra giù sì
care fila: è l'età...
Coi gradi vedo - troppa la soavità... - capitano Dino, razza ladina.
Rete vigila! dilàtati...!: la turba, l'arena, ti venera. Ad ogni rado,
torpido e no, tirabile tiro, trapelò rapidità sua: parò (la tivù, lì,
diè nitidi casi). Di tutto - fiero, mai di fatica, vivace - raccatta:
e, se tarpate, le ali loro - è la verità - paion logore. Zoff (ùtinam
!) è dei.. Parà: para... Piede, mani, tuffo: zero gol, noi a patire.
Vale oro: lì, là... è l'età...
"Pratese, attacca! reca vivacità!", "Fidiamo!", "Rei fottuti
disaciditi!"... Nei diluvi, talora pausati, di parole partorite lì,
baritone o di proto, da ring o da arene ("Vita nera là, brutalità tali
da ligi veterani, da... lazzaroni!", "Dònati! pàcati! va'! osa!:
l'apporto devi dar!", "Giocate leali, feraci!", "Su i garresi!",
"Rozza gara!", "Tu, animo!", "Grèbani! Grami!", "Raro filare!"; poi:
"Assaetta!", "Bis!" e "Ter!"), alacre, con urbanità, l'alalà levossi:
"Italia!", a tutta bocca, tonò.
Sana cara Madrid, ove delibaron Goya... gotica città talora velata:
forte ti amiamo! Vi delibo nomina di goleador a Rossi - fenomenale! -:
mo', colà, rimossi freni artati (tra palle date male o tiri dappoco è
forte la sua celata legnata), rode, o d'ipertono, tonicità, vibra.
Pacione inane, rimediò magre, plausi - nati tali - miserabili nelle
ore di Vigo (meritàti!); Catalogna ridonò totale idoneità - noi lì a
esumare, a ridare onor -, tiro diede, riso; le giocate use - da
ripide, rare, brevi, ritrose, rudi - son ora vorticose e rotte, e
d'ira paion affogare (troppa?). Aìta, Paolo!: segna, timone mena,
mira, rolla, accora, balòccati sereno, aìre - se Nice lì vacillò -
modula e da' (cedono...): gara polita e  benigna - e rada, di vergine
residua... - gioca. Re s'è lì rivelato (Caracalla? Il romano Cesare!):
anela, fa, regge loro, pavese reca...: ipotiposi amo. Tu va' in goal,
ora! Sol, ivi, devi dirottare più foga: penetra a capo elato -
tenebroso non è... -, ma da elevare, issar te, palla, fede, sera
(vola, là) a vitale rete! Sarà caso... Ma Fortuna ti valga galattica
targa, nuova malìa: mai Eris ne sia sorella! Or è deciso; colle
prodezze, dure o rodate doti - lena, arte di Pelé, mira -, vivaci rese
lì sé e noi: su fallo (caso a favore sul limite, opera dell'ometto
nero) è solo, va filato, corre, tira, palla angolata cala... è rete!
Essi di sale, l'Iberia tutta a dir "Arriba!", rimaser. Pirata? Di
fatto li domina... Loro lacerati tra patemi; Latini forti, braidi,
fertili: bis e ter van, ìrono in rete... E terrò cari a vita: le reti;
tutta l'anabasi latina; i Latini, a nave e treni, a ressa partiti
(mìrali!); i toni vivi, derisivi, d'aedi alati; le tede cerate ("Mai
sì fitte" ridevo: unico falò s'esalò, tizzi vari di là accesi); e i
miracolati eroi, feroci...
Oramai la turba si rilassa: i coretti deliberò d'usare. Supercaos
sul finir! Baciamano? No: balli sardi, etnei lassù (spalcate!);
citaredi per tinnire, là, ed il "la" dare; il Bolero, clarini, fado,
gavotta, razzi, torce (Nice n'è venerata) lì. Di bolge, resse, la
melata famelica "feria" anodina è piena, e po' po' sorpassa l'etere la
trafelata folla. Fecero giri d'onore: dogi o re, in Italia, mai si
ritirarono sì coronati. Remore, Perù, aporetici timidi pareri... e
sopore, catenacci reiterati, Cile, far ruzza: a ragione si risanerà lì
ogni itala piaga; da grossa a ridotta, o remota, lì fu, seppure nota,
obliata.
Mai amai la tivù: jet-set, idoli, satire...; ma nella partita -
penata, rude e tutta bella: erro? - ci rapì: panico vago, lai di
locco, mite ilarità di Pertini... tre pere a Madrid, rosea Italia!
 
 
http://www.sironi.tk/11luglio1982.html

Intanto l'emiro Umarov dichiara la cessazione degli atti terroristici contro i civili russi...

Muradov: con l'aiuto della dichiarazione sulla cessazione di atti terroristici contro i civili Umarov cerca di migliorare la sua immagine

05 febbraio 2012, 16.24

Giornalisti e politici interpellati da "Kavkazskij uzel" hanno valutato positivamente il messaggio del leader dell'"Emirato del Caucaso" Dokku Umarov sulla cessazione del terrorismo contro la popolazione civile. Questi sperano che i comandanti in campo nei vari luoghi eseguiranno l'ordine.

Ricordiamo che Umarov ha dichiarato il mutamento di status della popolazione civile della Russia, che in precedenza includeva tra i propri nemici per la mancata resistenza all'indirizzo delle autorità al potere e ha dato ordine ai propri sottoposti di evitare attacchi ai civili. Il leader dell'"Emirato del Caucaso" ha annunciato il nuovo mutamento di tattica in un videomessaggio inserito nei siti che sostengono le organizzazioni armate clandestine del Caucaso del Nord.

Dokku Umarov cerca di migliorare la propria immagine e di farsi ricordare, "in quanto a Mosca hanno preso a dimenticarsi un po' di lui", ritiene il deputato della Duma di Stato Gennadij Gudkov [1]. "La comparsa di questa dichiarazione è un momento positivo. Infatti l'attacco alla popolazione civile è la barbarie più cinica che possa esserci. Evidentemente cerca di dichiarare che i militanti hanno lottato solo con il potere, perciò sono stati così crudeli", – ha detto il deputato.

E' poco credibile che il leader dell'"Emirato del Caucaso" possa mutare rapidamente la propria posizione e rinnegare la tattica del terrore contro la popolazione civile proclamata da lui stesso, ritiene il corrispondente del "Kommersant''" [2] Musa Muradov. Questi ha messo in rilievo alcuni motivi per cui avrebbe potuto esser stata fatta la dichiarazione.

"Uno dei motivi è il tentativo di attrarre l'attenzione. In quanto tutto ciò che ha fatto finora è già venuto a noia. A parte il fatto che qualche anno fa si separò dalla parte cecena delle organizzazioni clandestine, in quanto queste avevano dichiarato che non gli interessa una jihad astratta, ma lo stato nazionale ceceno (il 1 agosto 2010 i siti dei separatisti caucasici diffusero la notizia che Umarov aveva trasmesso i poteri ad Aslambek Vadalov, il 2 agosto 2010 Umarov smentì questa dichiarazione; nel luglio 2011 Umarov si riconciliò con i leader delle organizzazioni clandestine armate della Cecenia – nota di "Kavkazskij uzel"). Forse ha deciso di concretizzare gli scopi della lotta – la lotta contro i militari, in quanto la lotta contro tutti quelli che sono contro di lui non ha trovato sostegno tra le persone di buon senso. Tra l'altro, qualunque cosa abbia causato questa dichiarazione, è comunque un evento di cui rallegrarsi", – ha detto Musa Muradov al corrispondente di "Kavkazskij uzel".

Con l'aiuto del videomessaggio Umarov vuole liquidare la scissione nell'ambito islamista, che è iniziata nel 2009 dopo la proclamazione della decisione di attaccare la popolazione civile, fa notare l'osservatore delle "Izvestija" Orchan Džemal'.

"Moltissimi non approvarono una simile tattica, ciò causò delle liti. Ora Umarov, salvando la faccia, potrebbe mostrare la rinuncia a una pratica che fu accolta in modo non univoco nell'ambito islamico in Russia", – dice Orchan Džemal'.

Tra l'altro gli esperti esprimono il timore che i comandanti in campo nei vari luoghi potrebbero anche non eseguire l'ordine di Umarov.

"Le organizzazioni clandestine, certamente, in qualche modo esistono. Ma non posso dire che hanno una precisa struttura. Anche se alcuni miei colleghi amano parlare delle strutture clandestine come di organizzazioni strutturate e gerarchiche. Ma tutti questi vari gruppetti, che sono autonomi, possono prendere decisioni con indipendenza. Non dichiarerei che proprio Umarov sia un qualche centro decisionale", – fa notare Musa Muradov.

Allo stesso tempo Muradov ha sottolineato che Dokku Umarov conserva formalmente posizioni da leader. "Tuttavia, a giudicare dal tono con cui il capo dell'"Emirato del Caucaso" si è rivolto ai propri formali sottoposti, non ha certezza del fatto che il suo ordine sarà eseguito", – ritiene il giornalista del "Kommersant''".

"I terroristi del Caucaso del Nord non hanno un unico centro direttivo, esistono gruppi discordanti. Tuttavia in questo senso le organizzazioni clandestine possono essere ancor più pericolose che in presenza di un'unica direzione", – dice Gennadij Gudkov.

Orchan Džemal' ha un altro punto di vista – questi ritiene che l'"Emirato del Caucaso" sia un'organizzazione realmente esistente. "La leadership di Dokku Umarov in essa è l'eredità di quel periodo in cui il ruolo decisivo nelle organizzazioni clandestine islamiste apparteneva ai ceceni. I tentativi di cambiamento di questa situazione porterebbero alla scissione, alla "fitna" ("discordia" – nota di "Kavkazskij uzel"), cosa a cui questa gente non è assolutamente interessata. E perciò convergono perché Dokku Umarov resti il leader dell'"Emirato del Caucaso"", – porta il suo punto di vista Džemal'.

Come riferì "Kavkazskij uzel", dopo la proclamazione da parte di Umarov il 7 ottobre 2007 dello stato islamico "Emirato del Caucaso" i suoi sostenitori organizzarono un'intera serie di esplosioni e atti terroristici, anche con la partecipazione di kamikaze. Nel 2009 l'accento nell'ideologia della loro lotta si spostò dall'aspetto politico a quello religioso e nel febbraio 2010 Umarov ampliò il concetto di "nemico", dichiarando che adesso la lotta dei militanti sarebbe stata indirizzata contro la popolazione civile – per la mancata resistenza all'indirizzo delle autorità al potere. Allora il leader dei militanti dichiarò che dal Caucaso la zona delle azioni militari si sarebbe ampliata al territorio di tutta la Russia e che la guerra sarebbe tornata in casa dei russi – "non sarà solo in televisione da qualche parte, lontano, nel Caucaso".

Umarov annunciò l'inclusione della popolazione della Russia tra i propri nemici anche subito dopo l'attentato all'aeroporto moscovita di Domodedovo del 24 gennaio 2011, prendendosene la responsabilità. I membri dell'"Emirato del Caucaso" si sono presi la responsabilità di una serie di altri clamorosi crimini in Russia, in particolare per gli atti terroristici del 29 marzo 2010 alle stazioni della metropolitana di Mosca "Lubjanka" [3] e "Park kul'tury" [4] (morirono 40 persone) e l'esplosione del "Nevskij ėkspress" [5] nel novembre 2009 (morirono 26 persone).

Nota della redazione: vedi anche le notizie "I servizi segreti ritengono i leader dell'"Emirato del Caucaso" i mandanti della non avvenuta esplosione del treno "Sapsan [6]"", "NAK [7]: in Inguscezia è stato ucciso uno dei leader dell'"Emirato del Caucaso", l'erede di "Magas" [8]", "All'aeroporto di Domodedovo è stata onorata la memoria delle vittime dell'atto terroristico del 24 gennaio 2011".

Autore: Semën Čarnyj; fonte: corrispondente di "Kavkazskij uzel"

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/200582/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

Note
[1] Gennadij Vladimirovič Gudkov, deputato del partito di orientamento socialdemocratico "Russia Giusta".

[2] "Commerciante" (scritto nella grafia antica), giornale economico.

[3] Stazione del centro di Mosca, nei pressi dell'omonimo edificio dei servizi segreti.

[4] "Parco della Cultura", stazione del centro di Mosca, nei pressi dell'omonimo parco, noto in Occidente come "Gorky Park".

[5] "Espresso della Neva" (treno Mosca-San Pietroburgo – la Neva è il fiume di San Pietroburgo).

[6] "Falco Pellegrino", treno ad alta velocità in funzione tra Mosca e San Pietroburgo.

[7] Nacional'nyj Antiterrorističeskij Komitet (Comitato Antiterroristico Nazionale).

[8] Soprannome del terrorista Ali Musaevič Taziev, numero 2 dell'"Emirato del Caucaso".

05 febbraio 2012

Haiku? (LI)

Togli il bimbo,
ma tieni l'acqua e butta
solo lo sporco

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Lessi "Ernesto
Che Guevara" e chiesi:
"Che fa Ernesto?"

Putin e le irrinunciabili ricchezze presidenziali

Non è lusso, ma un mezzo di sopravvivenza

Putin e la sua cerchia non difendono un potere astratto, ma il loro stile di vita, che non ha analoghi al mondo

02.02.2012


Alla fine ci si poteva avvicinare al banchetto.

Sollevarono boccali e bicchierini. Nel menu, pensato fin nei dettagli, non c'era lo champagne. Agli uomini comprarono la vodka "Carskaja" [1] e un cognac con il nome giusto, "Rossija" [2], le dame potevano scegliere tra "Santa Maria Morelliono [3] di Scansano" (rosso secco) e "Chablis. Jean-Marc Brocard" (bianco secco). Come antipasto: caviale di salmone siberiano servito sul ghiaccio, roulade naturale di beluga con grani di senape e papavero, mousse al forno di lucioperca con salmone affumicato e spinaci, terrina di salmone con pistacchi verdi. E ancora – carne di cervo fredda con bacche di ginepro, insalata di calamari, specialità affumicate italiane, lingua con gelatina d'ambra, roulade di filetto di pollo con polpa di granchio dell'Estremo Oriente, galantina di fagiano con more di bosco. Abbiamo dimenticato ancora qualcosa, ma per fortuna nessuno ci ha fatto caso.

Tanto più che ci si poteva rifare con i piatti caldi: con il pasticcio di trota abbrustolito, i frutti di mare e la salsa di caviale, con i medaglioni di capriolo con fettine di mele cotte e salsa di bacche…

Perfino il brindisi era maturato: bene che mangeremo così non solo oggi, ma ogni giorno per i prossimi sei o meglio dodici anni!

…Il menu del banchetto per l'insediamento del presidente russo il 7 maggio 2012 non è inventato. La "Novaja gazeta" l'ha scoperto sul sito degli acquisti di Stato già a novembre dello scorso anno, quando la questione sul festeggiato si considerava chiusa. Ora da noi è comparsa una debole speranza che lo scenario possa essere un altro, ma quelli che già si vedono tra i partecipanti al banchetto sono pronti a tutto per ritrovarsi là davvero.

Hanno una motivazione molto forte e questa non sta sul piano dello scontro di ideologemi, questi non difendono valori, ma il proprio stile di vita, che praticamente non ha analoghi a livello mondiale e può essere conservato solo nell'ambito della costruzione politica esistente.

Quali mai "giacche ovattate" contro i "visoni" qui! Per chi costruisce la fortuna sui flussi di finanze pubbliche la stuoia sotto i piedi costa più cara di qualsiasi pelliccia di visone. Non è un'iperbole giornalistica. Abbiamo raccontato della stuoia acquistata a spese del budget di San Pietroburgo al prezzo di 541.080 rubli [4] – e chi l'ha comprata non ha litigato con noi.

Putin in tutti questi anni certamente ha faticato, ma non sulle galere. Più di una volta abbiamo raccontato del misterioso megayacht "Olimpija", che periodicamente getta l'ancora nella zona di Soči (vedi n. 44 del 2005). L'imbarcazione è chiamata lo "yacht di Putin", che sarebbe stato regalato da Roman Abramovič o dal suo partner d'affari Evgenij Švidler. Tra l'altro, come ha appurato la "Novaja gazeta" nel 2005 come proprietarie dell'"Olimpija" figuravano due compagnie offshore delle Isole Vergini Britanniche e come manager dell'imbarcazione appariva una offshore caraibica con radici russe: la "Unicom Management Services" era "figlia" carnale della Sovkomflot [5] statale, il cui consiglio di amministrazione a quel tempo era capeggiato dal vice-premier Igor' Šuvalov.

Peraltro poco tempo fa raccontammo di interessanti affari finanziari, in conseguenza dei quali nelle offshore si trovano milioni di dollari, con cui si possono comprare natanti d'elite. I colleghi della rivista americana "Baron’s" chiarirono che nel 2003 sul conto della "Sevenkey Limited" della Bahamas (il cui beneficiario, secondo le informazioni di quella rivista, era Igor' Šuvalov) giunsero 50 milioni di $ dal conto della "Unicast Technologies Corp." delle Isole Vergini Britanniche e questi sarebbero stati soldi di Evgenij Švidler. Presto questi furono prestati alla compagnia "Galagher Holdings", che apparteneva ad Ališer Usmanov [6]. Il prestito in seguito fu restituito e con un solido profitto di 69 milioni di $. Secondo le informazioni di "Baron’s", dal 2008 la Sevenkey non è già più controllata da Šuvalov, ma dalla sua consorte Ol'ga. Parte dei soldi dei conti della compagnia sono stati spesi per l'acquisto di yacht e immobili d'elite in Europa e a Dubai.

Tra l'altro non sempre agli uomini d'affari vicini allo Stato tocca inventare schemi astuti del genere per possedere cose belle e molto care. Ecco, per esempio, che Roman Abramovič ha venduto del tutto legalmente la Sibneft' [7] alla Gazprom per 13 miliardi di $. E adesso, come ha raccontato la "Novaja gazeta", oltre al famigerato club calcistico Chelsea e a ville nel quartiere omonimo di Londra:

– un aereo Boeing 767 registrato ad Aruba (isola nel Mar dei Caraibi, territorio d'oltremare olandese)

– 3 miliardi 52 milioni 400 mila rubli [8];

– un aereo Boeing 737 Business Jet pure registrato ad Aruba - 1 miliardo 885 milioni 200 mila rubli [9];

– un aereo DC-10, calcolato nell'uso comune per 220 passeggeri;

– elicotteri di varie marche e configurazioni per il costo complessivo pari a 1,5 miliardi di rubli [10];

– lo yacht Sussurro, 50 metri, bandiera delle Isole Cayman - 1 miliardo 438 milioni 150 mila rubli [11];

– il megayacht Ecstasea, 86 metri, porto di registrazione Hamilton, isole Bermuda – 3 miliardi 610 milioni 50 mila rubli [12];

– il megayacht Pelorus, 115 metri, porto di registrazione Hamilton, isole Bermuda - 4 miliardi 109 milioni di rubli [13];

– il megayacht Luna, 115 metri, nuovo acquisto del 2010, porto di registrazione Hamilton, isole Bermuda - 5 miliardi 419 milioni 950 mila rubli [14] (varato e trasmesso al proprietario poco prima della sua entrata in possesso dello yacht Eclipse);

– il megayacht Eclipse, 170 metri, di cui è entrato in possesso nel dicembre 2010 – 17 miliardi 610 milioni di rubli [15];

– sottomarini di produzione americana della lunghezza di 36 e 20 metri, del costo complessivo di 754 milioni 80 mila rubli [16];

– una collezione di automobili di lusso (Bentley, Jaguar, una Rolls-Royce fatta su ordinazione, una Ferrari FXX da corsa e altre) del valore complessivo di oltre 2 miliardi di rubli [17].

Ecco così che ad Abramovič tutto questo appartiene legalmente e nessuno gli toglierà tutti questi giocattoli, anche se in Russia cambiasse il potere. Ma ecco che Putin, che si sposta in vari ambienti su mezzi di trasporto inaccessibili anche agli oligarchi, sarà privato di questa possibilità nel caso che non finisse al Cremlino. Ma là non si tratta di mezzi di spostamento, che, com'è noto, non sono un lusso. Non avrebbe neanche dove vivere come si deve e dove andare in vacanza.

Infatti neanche la persona più ricca dispone di possibilità che gli permettono di costruirsi una residenza nell'angolino di patria che più gli piace e tantomeno di costruire una strada per essa e disporre sul perimetro i collaboratori dello FSO [18]. Nel frattempo abbiamo raccontato della residenza sugli Altai, in cui si sono imbattuti per caso i colleghi di "Avtorevju" [19] (anche questo è un paradosso – il paese è grande, ma da Putin non c'è dove nascondersi).

La residenza stessa è abbastanza modesta. Ma per l'equipaggiamento di uno svincolo di autostrada (secondo i documenti procede come un incrocio prolungato) sono stati spesi 4 miliardi di rubli [20] del budget federale. Anche se per questa strada possono andare solo quelli che oltrepassano la sbarra sorvegliata dallo FSO.

A titolo informativo. L'elenco delle residenze a cui i mezzi di informazione di massa e gli esperti hanno legato il nome di Vladimir Putin:

Le residenze ufficiali del premier confermate dall'amministrazione degli affari presidenziali:

– "Novo-Ogarëvo" nei dintorni di Mosca;

– "Riviera" a Soči.

Luoghi di vacanza delle più alte cariche dello Stato, di cui il premier si può servire per necessità e per scelta:

– dacia di Stato a Barvicha, regione di Mosca;

– residenza "Rus'" [21] nella regione di Tver' [22] (territorio della riserva di caccia di Zavidovo);

– palazzo di Costantino [23] a Strel'na, regione di Leningrado [24];

– "Bočarov Ručej" [25] presso Soči (residenza estiva);

– dacia governativa "Šujskaja Čupa" in Carelia [26];

– residenza "Užin" [27] a 20 km dalla città di Valdaj, regione di Novgorod [28];

– casa di cura "Volžskij utës" [29] sulle rive del bacino di Kujbyšev [30];

– centro turistico "Tantal" [31] sulle rive del Volga a 40 km da Saratov [32];

– residenza "Sosny" [33] sulle rive dello Enisej, non lontano da Krasnojarsk [34];

– residenza "Angarskie chutora" [35] a 47 km da Irkutsk [36];

– residenza nella città termale di Pionerskij, regione di Kaliningrad [37];

– complesso per lo sci alpino a Lunnaja Poljana, Adighezia. Il luogo è sui pendii occidentali del monte Fišt [38];

– sull'isola Russkij (Territorio del Litorale [39], consegna – 2012).

Luoghi illustrati sui mezzi di comunicazione di massa nel contesto del nome del premier:

– palazzo per Vladimir Putin nella zona del villaggio di Praskoveevka presso Gelendžik, costa del Mar Nero.

Tra l'altro Julija Latynina afferma che Putin ha 26 palazzi e nessuno finora ha respinto le sue affermazioni.

Il fatto qui non sta nella quantità, né nella nomenclatura, ma è una questione di principio. Tutte queste residenze sono di Stato o registrate a compagnie statali (in parte, forse, a off-shore). Cioè nessuna di queste sarà accessibile a Putin se non sarà la più alta carica dello Stato (di fatto, comunque si chiami formalmente la carica).

Forse il premier ha anche qualche proprietà off-shore, ma non ci vede milionario in esilio a Londra: uno scenario "berezovskiano" è tanto inaccettabile quanto uno "libico".

E' per noi che la sua uscita è il simbolo del cambiamento in meglio. Ma per lui è la fine. E resisterà fino alla fine.

Aleksej Poluchin, "Novaja gazeta", http://www.novayagazeta.ru/politics/50783.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] "Dello Zar", vodka di altissima qualità.

[2] Russia.

[3] Sic.

[4] Circa 13.600 euro.

[5] SOVremennyj KOMmerčeskij FLOT (Flotta Commerciale Moderna).

[6] Ališer Burchanovič Usmanov, oligarca russo di origine uzbeka.

[7] "Siberia-Petrolio", compagnia petrolifera (sorta di abbreviazione di Sibirskaja Neftjanaja Kompanija "Compagnia Petrolifera Siberiana").

[8] Circa 77 milioni di euro.

[9] Circa 47,5 milioni di euro.

[10] Circa 37,8 milioni di euro.

[11] Circa 36,2 milioni di euro.

[12] Circa 91 milioni di euro.

[13] Circa 103,6 milioni di euro.

[14] Circa 136,6 milioni di euro.

[15] Circa 444 milioni di euro.

[16] Circa 19 milioni di euro.

[17] Circa 50,4 milioni di euro.

[18] Federal'naja Služba Ochrany (Servizio di Protezione Federale), la guardia delle più alte cariche dello stato russo.

[19] Rivista automobilistica.

[20] Circa 100,8 milioni di euro.

[21] Antico nome della Russia (l'attuale Rossija è di influenza greca e compare nel XVIII secolo).

[22] Città della Russia centro-settentrionale.

[23] Palazzo del granduca Konstantin Romanov, fratello degli zar Alessandro I e Nicola I.

[24] La regione di San Pietroburgo è tuttora chiamata "regione di Leningrado".

[25] Qualcosa come "Ruscello del Bottaio".

[26] Regione della Russia settentrionale.

[27] "Cena".

[28] Città della Russia settentrionale.

[29] "Roccia del Volga".

[30] Per meglio dire, il bacino di Samara (città della Russia meridionale intitolata in epoca sovietica al politico Valerian Vladimirovič Kujbyšev).

[31] Tantalo.

[32] Città della Russia meridionale.

[33] "I Pini".

[34] Città della Siberia centrale.

[35] "Cascinali dell'Angara". L'Angara è un fiume siberiano.

[36] Città della Siberia meridionale.

[37] Città della Prussia orientale, a capo di un'enclave russa tra Polonia e Lituania.

[38] Rilievo della parte meridionale dell'Adighezia. Lunnaja Poljana significa "Campo della Luna".

[39] Territorio della riva pacifica della Russia asiatica. Russkij significa "russo" (il termine russo per "isola" è di genere maschile).

01 febbraio 2012

La Russia manda di nuovo i cosacchi contro i manifestanti?

Papacha [1] e mazza

I cosacchi del Kuban' [2] diventano la guardia del potere, che viene schierata contro i dissidenti?

31.01.2012


Alla recente manifestazione del KPRF [3] a Krasnodar in mezzo al solito cordone di polizia sono state notate persone in uniforme cosacca. Per la prima volta nella storia contemporanea i cosacchi del Kuban' si sono messi in azione per tenere sotto controllo un evento politico.

"Ho chiesto alla polizia di allontanare dal luogo dell'evento i rappresentanti di questa organizzazione sociale, in quanto non li avevamo annunciati e non ci eravamo messi d'accordo per la loro partecipazione. Conosciamo la storia e non vogliamo provocare la gente, – ha raccontato l'organizzatore della manifestazione Aleksej Torodenko. – Ma il rappresentante dell'UVD [4] cittadina ha dichiarato che i cosacchi erano necessari, in quanto lì è in corso una ricerca di criminali".

Al dipartimento dell'amministrazione del territorio di Krasnodar per gli affari cosacchi ci hanno consigliato di rivolgersi per un commento all'atamano [5] delle truppe cosacche del Kuban', il vice-governatore del territorio Nikolaj Doluda. Tuttavia nell'anticamera di Doluda ci hanno comunicato che "l'atamano è in trasferta e anche il suo vice". E la rappresentante delle truppe cosacche del Kuban' Irina Gvozdeckaja si è rifiutata del tutto di fare commenti.

Nel frattempo il secondo segretario del comitato territoriale del KPRF Evgenij Raščepkin si è inquietato per l'accaduto: "Per la prima volta hanno messo apertamente i cosacchi a tenere sotto controllo una manifestazione. Penso che le autorità del Kuban' cerchino di far scontrare tra loro vari gruppi sociali. E' un grosso errore".

Negli ultimi tempi la retorica del governatore del Kuban' Tkačëv è diventata veramente dura. Al recente raduno delle truppe cosacche del Kuban' ha dichiarato: "Non tollereremo chi è giunto a casa nostra facendo gesti minacciosi. E questi li colpiremo sulle mani e, se è necessario, anche sul muso" (vedi "Novaja gazeta" del 13.12.2011). Ha impaurito i cosacchi anche parlando di un nuovo 1917, ricordando la quantità di vittime tra i cosacchi. Dopodiché ha messo pure i cosacchi nel cordone alla manifestazione comunista.

Nel frattempo, a quanto riferisce la TV del Kuban' "Devjatyj kanal" [6], Nikolaj Doluda non esclude la creazione di una "polizia municipale cosacca". Inoltre programma di creare corpi di cadetti cosacchi "con insegnanti preparati in modo speciale e manuali diversi dalle scuole normali".

Evgenij Titov, "Novaja gazeta",  http://www.novayagazeta.ru/society/50750.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Copricapo di pelliccia tipico dei cosacchi. Il corsivo è mio.

[2] Fiume della Russia meridionale, che da il nome anche alla regione corrispondente al distretto di Krasnodar.

[3] Kommunističeskaja Partija Rossijskoj Federacii (Partito Comunista della Federazione Russa).

[4] Upravlenie Vnutrennich Del (Direzione degli Affari Interni), in pratica la polizia.

[5] Generale cosacco.

[6] "Nono canale".

Putin torna a sfruttare i lavoratori statali per fare i suoi brogli

I pedagoghi di Soči denunciano di essere costretti a prendere documenti per votare fuori dai seggi

31 gennaio 2012, 06.50

I lavoratori delle organizzazioni statali di Soči denunciano il fatto che i dirigenti delle istituzioni gli facciano prendere i documenti per votare fuori dai seggi alle elezioni del presidente della Federazione Russa. I dirigenti delle organizzazioni e delle commissioni elettorali territoriali negano la partecipazione a pressioni sui lavoratori statali.

Il rilascio di documenti per votare fuori dai seggi nelle quattro TIK (commissioni territoriali [1]) della città di Soči è cominciata il 18 gennaio. Continuerà fino al 12 febbraio. Come hanno riferito alla commissione elettorale cittadina, per tutta la città verranno rilasciati fino a 15 mila documenti per votare fuori dai seggi. Se non basteranno, allora le TIK potranno ordinarne un'ulteriore quantità alla commissione elettorale distrettuale.

Il vice-presidente della TIK "Central'noe" [2] Vasilij Marčenko ha raccontato alla corrispondente di "Kavkazskij uzel" che alla commissione elettorale da parte della commissione elettorale distrettuale sono stati dati 3600 documenti. Ogni TIK di Soči ha ricevuto circa 4000 documenti per votare fuori dai seggi.

A quanto ha riferito la segretaria della TIK "Central'noe" Evgenija Formagina, il 30 gennaio erano già state rilasciati più di mille documenti per votare fuori dai seggi. Per ricevere il documento un cittadino deve scrivere una dichiarazione, presentare il passaporto [3] e indicare il motivo per cui non può votare nel proprio seggio.

"In caso di rifiuto di prendere il documento minacciano di licenziarmi"

Alcuni lavoratori dell'ambito statale di Soči hanno riferito alla corrispondente di "Kavkazskij uzel" che da parte di dirigenti di scuole, asili, ospedali e altre istituzioni municipali dove lavorano gli giungono indicazioni di prendere i documenti per votare fuori dai seggi. Tra l'altro tutti gli interlocutori desideravano restare anonimi.

"In caso di rifiuto di prendere il documento minacciano di licenziarmi", – ha raccontato una donna, che, come si è riusciti a chiarire, lavora nell'asilo n. 45 [4]. Tra l'altro, a suo dire, i dirigenti delle istituzioni pedagogiche chiedono ai propri collaboratori di comunicare i numeri dei documenti per votare fuori dai seggi.

La corrispondente è stata testimone di un episodio al TIK "Central'noe", quando due collaboratici scolastiche si sono indignate perché le "mandano a prendere i "talloncini" per votare fuori dai seggi per fare qualche alchimia elettorale". Ma quando la corrispondente ha preso la videocamera, le donne hanno preso a ripetere che gli "piace Putin e voteranno per lui".

Il presidente del TOS [5] di Psou [6] Natalija Kalinovskaja ritiene che i documenti per votare fuori dai seggi siano usati per le cosiddette "giostre". A queste, secondo Kalinovskaja, partecipano "lavoratori dipendenti dalla dirigenza, ma anche persone poco istruite".

"Ci sono, per esempio, seggi non coperti da osservatori dei partiti. Là portano o mandano con la forza quelli che hanno preso questi documenti per votare fuori dai seggi. Al seggio devono prendere i documenti e dare la scheda. Ma immaginate che al seggio ci sia il "loro" presidente e solo i "loro" membri della commissione. Il documento non viene preso e la persona può votare tante volte quanti sono i seggi non coperti da osservatori", – racconta Kalinovskaja.

"Ci mandano a prendere i talloncini per votare fuori dai seggi per fare qualche alchimia elettorale"
Tra l'altro il flusso dei cittadini che ricevono i documenti non si ferma, fanno notare i membri delle commissioni alle TIK.

Il membro della TIK "Central'noe" Irina Gorbatjuk ha riferito che talvolta le persone dicono direttamente: "Dateci i talloncini per votare fuori dai seggi". Alla domanda del membro della TIK sulle ragioni per ricevere i documenti le persone rispondono che "l'hanno ordinato i capi".

"Quando gli dici che questo non è un motivo, allora precisano un possibile motivo e lo scrivono nella dichiarazione", – ha detto Irina Gorbatjuk.

Il vice-presidente della TIK "Central'noe" Vasilij Marčenko ha respinto categoricamente i sospetti sull'uso dei documenti per votare fuori dai seggi per qualsiasi manipolazione o broglio, dicendo che "è impossibile e non esiste nulla del genere".

Anche i direttori di scuole e asili negano la propria partecipazione a pressioni sui collaboratori, anche per costringerli a prendere documenti per votare fuori dai seggi.

Facciamo notare che allo stato delle cose del 30 gennaio sul sito kartanarusheniy.ru è stata registrata  solo una comunicazione su violazioni nelle regioni dello JuFO [7] e dello SKFO. Un partecipante anonimo al progetto che abita a Soči comunica un rilascio, a suo parere illegale, di documenti per votare fuori dai seggi.

Nota della redazione: vedi anche le notizie "A Soči è in corso una manifestazione contro i brogli alle elezioni", "I membri del movimento sociali degli elettori di Soči hanno tenuto la prima riunione", "Il deputato della Duma cittadina di Krasnodar [9] Igor' Kolomijcev ha proposto di cambiare il sistema di formazione della commissione elettorale", "Bastrykin [10]: dalle regioni dello SKFO e dello JuFO è giunto un gran numero di denunce su violazioni alle elezioni alla Duma di Stato".

Autrice: Svetlana Kravčenko; fonte: corrispondente del "Kavkazskij uzel"

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/200211/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

Note

[1] Commissioni Elettorali Territoriali (Territorial'nye Izbiratel'nye Komissii).

[2] Centrale.

[3] In Russia è l'unico documento di identità.

[4] Le istituzioni scolastiche russe sono semplicemente numerate.

[5] Territorial'noe Obščestvennoe Samoupravlenie (Governo Territoriale Sociale), sorta di autogoverno ufficialmente riconosciuto, privo di potere reale.

[6] "Microquartiere" della zona orientale di Soči più noto con il nome russo Vesëloe (Allegro).

[7] Južnyj Federal'nyj Okrug (Circondario Federale Meridionale).

[8] Severo-Kavkazskij Federal'nyj Okrug (Circondario Federale del Caucaso del Nord).

[9] Città della Russia meridionale.

[10] Aleksandr Ivanovič Bastrykin, capo della Commissione Inquirente.