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21 marzo 2012
Il nuovo corso della politica russa parte dalla città intitolata a Togliatti?
Gli abitanti di Tol'jatti [1] hanno respinto la "stabilità"
Tilt del sistema o nuovo trend politico?
Tilt del sistema o nuovo trend politico?
20.03.2012
Il'ja SUL'DIN,
"Novaja gazeta v Povolž'e" [2],
Samara [3]
Nella maggior monogorod [4] del paese c'è un fatto politico sensazionale: il candidato indipendente senza partito Sergej Andreev è diventato il nuovo sindaco della avtograd [5]. Ha 39 anni, ha quattro figli e non beve.
Le elezioni si sono svolte in due turni. Il principale oppositore di Andreev era il generale di polizia Šachov, sostenuto da "Russia Unita" e, prima del secondo turno, da praticamente tutti gli altri partiti "di sistema". Al primo turno, coinciso con l'elezione di Putin, il protetto di "Russia Unita" ha riportato la vittoria: il 36% dei voti contro il 32% di Andreev. Ma nel secondo, quando le risorse amministrative si sono esaurite, la situazione è radicalmente cambiata: Šachov ha preso in tutto il 39% e il candidato indipendente Andreev quasi il 60.
Tra l'altro, l'"indipendenza" di Andreev è relativa. L'indipendente ancora poco tempo fa occupava il posto di ministro dell'Ecologia nel governo regionale. Poi si è proposto come leader regionale di "Causa di Destra" [6] per la corrente di Prochorov, ma è uscito dal partito insieme al miliardario-"rivoltoso".
Tol'jatti è una città che gode di particolare attenzione da parte delle autorità. Qui sono intrecciati politica, economia, demografia e problemi sociali. Nell'autunno 2011 fu una spiacevole sorpresa per il Cremlino la bassa percentuale ottenuta da "Russia Unita" a Tol'jatti – il 26%, due punti meno dei comunisti e inferiore del 13% alla media di quelli di "Russia Unita" nella regione di Samara.
L'importanza di queste elezioni del sindaco dopo un tale risultato era stata ben capita dalle autorità regionali. Perciò i due candidati principali erano stati scelti inizialmente tra politici leali, ma diversi.
Ad Andreev è riuscito attrarre ai seggi elettorali la gioventù, che è sempre stata considerata apolitica e a Tol'jatti anche capricciosa. Il candidato indipendente è stato fortemente sostenuto dalla TGU [7] e dalla nuova generazione di lavoratori della VAZ [8]. Nonostante le trionfali relazioni sulla crescita degli stipendi, il cui alto livello è garantito dai super-redditi dei top manager, i "ragazzi reali", che lavorano nei reparti della VAZ, guadagnano oggi 15-20 mila rubli [9] al mese. E perciò non sono affatto molto interessati alla stabilità. Tra l'altro, i "top" moscoviti della Rostechnologii [10], che a Tol'jatti sono odiati atrocemente, hanno pure sostenuto Andreev. Moderni, orientati all'Europa, lo ritengono "uno di loro".
La campagna di PR nere, che si è sviluppata a Tol'jatti e dopo il primo turno ha raggiunto l'apogeo, è stata costruita sulla notizia che il candidato è di fede battista. Sono girate accuse di appartenere a sette, rivelazioni nello stile degli spauracchi di NTV [11]: i trjasuny [12], chi sono? E infine la vetta delle porcherie - un cartellone dove una casa di preghiera nera con corvi che vi girano attorno è contrapposta a una chiesa melliflua e splendente.
Tra l'altro, non è andata neanche senza un cucchiaio di pece [13]: il nome di Sergej Andreev è spesso legato allo FPG [14] Volgopromgaz [15], che avrebbe anche pagato la sua campagna elettorale. Questo gruppo finanziario-industriale controlla molti posti di comando nel governatorato di Samara e oltre i suoi confini. ŽKCh [16], energia, settore estrattivo, servizi – gli interessi della VPG si estendono molto. Nel 2010 come esito delle elezioni divenne sindaco della capitale del governatorato l'ex top manager della Voglopromgaz Dmitrij Azarov, membro di "Russia Unita". Adesso è giunto il turno di Tol'jatti. Il vincitore stesso nega categoricamente di far parte della VPG.
"Novaja gazeta", http://www.novayagazeta.ru/society/51740.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
"Novaja gazeta v Povolž'e" [2],
Samara [3]
Nella maggior monogorod [4] del paese c'è un fatto politico sensazionale: il candidato indipendente senza partito Sergej Andreev è diventato il nuovo sindaco della avtograd [5]. Ha 39 anni, ha quattro figli e non beve.
Le elezioni si sono svolte in due turni. Il principale oppositore di Andreev era il generale di polizia Šachov, sostenuto da "Russia Unita" e, prima del secondo turno, da praticamente tutti gli altri partiti "di sistema". Al primo turno, coinciso con l'elezione di Putin, il protetto di "Russia Unita" ha riportato la vittoria: il 36% dei voti contro il 32% di Andreev. Ma nel secondo, quando le risorse amministrative si sono esaurite, la situazione è radicalmente cambiata: Šachov ha preso in tutto il 39% e il candidato indipendente Andreev quasi il 60.
Tra l'altro, l'"indipendenza" di Andreev è relativa. L'indipendente ancora poco tempo fa occupava il posto di ministro dell'Ecologia nel governo regionale. Poi si è proposto come leader regionale di "Causa di Destra" [6] per la corrente di Prochorov, ma è uscito dal partito insieme al miliardario-"rivoltoso".
Tol'jatti è una città che gode di particolare attenzione da parte delle autorità. Qui sono intrecciati politica, economia, demografia e problemi sociali. Nell'autunno 2011 fu una spiacevole sorpresa per il Cremlino la bassa percentuale ottenuta da "Russia Unita" a Tol'jatti – il 26%, due punti meno dei comunisti e inferiore del 13% alla media di quelli di "Russia Unita" nella regione di Samara.
L'importanza di queste elezioni del sindaco dopo un tale risultato era stata ben capita dalle autorità regionali. Perciò i due candidati principali erano stati scelti inizialmente tra politici leali, ma diversi.
Ad Andreev è riuscito attrarre ai seggi elettorali la gioventù, che è sempre stata considerata apolitica e a Tol'jatti anche capricciosa. Il candidato indipendente è stato fortemente sostenuto dalla TGU [7] e dalla nuova generazione di lavoratori della VAZ [8]. Nonostante le trionfali relazioni sulla crescita degli stipendi, il cui alto livello è garantito dai super-redditi dei top manager, i "ragazzi reali", che lavorano nei reparti della VAZ, guadagnano oggi 15-20 mila rubli [9] al mese. E perciò non sono affatto molto interessati alla stabilità. Tra l'altro, i "top" moscoviti della Rostechnologii [10], che a Tol'jatti sono odiati atrocemente, hanno pure sostenuto Andreev. Moderni, orientati all'Europa, lo ritengono "uno di loro".
La campagna di PR nere, che si è sviluppata a Tol'jatti e dopo il primo turno ha raggiunto l'apogeo, è stata costruita sulla notizia che il candidato è di fede battista. Sono girate accuse di appartenere a sette, rivelazioni nello stile degli spauracchi di NTV [11]: i trjasuny [12], chi sono? E infine la vetta delle porcherie - un cartellone dove una casa di preghiera nera con corvi che vi girano attorno è contrapposta a una chiesa melliflua e splendente.
Tra l'altro, non è andata neanche senza un cucchiaio di pece [13]: il nome di Sergej Andreev è spesso legato allo FPG [14] Volgopromgaz [15], che avrebbe anche pagato la sua campagna elettorale. Questo gruppo finanziario-industriale controlla molti posti di comando nel governatorato di Samara e oltre i suoi confini. ŽKCh [16], energia, settore estrattivo, servizi – gli interessi della VPG si estendono molto. Nel 2010 come esito delle elezioni divenne sindaco della capitale del governatorato l'ex top manager della Voglopromgaz Dmitrij Azarov, membro di "Russia Unita". Adesso è giunto il turno di Tol'jatti. Il vincitore stesso nega categoricamente di far parte della VPG.
"Novaja gazeta", http://www.novayagazeta.ru/society/51740.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1] La città russa dedicata a Togliatti – Tol'jatti nella ri-trascrizione dal cirillico - fondata come Stavropol'-na-Volge (Stavropol' sul Volga), definita erroneamente Togliattigrad.
[2] "Novaja gazeta nel Povolž'e", edizione della "Novaja gazeta" stampata nel Povolž'e, cioè nella regione del Volga.
[3] Città della Russia meridionale.
[4] "Monocittà", città creata intorno a un complesso industriale. Negli anni '50 Stavropol' fu ricostruita intorno all'industria automobilistica e la vecchia città fu invasa dalle acque del bacino di Kujbyšev (nome dato a Samara negli anni 1935-1991 in onore del politico sovietico Valerian Vladimirovič Kujbyšev).
[5] "Auto-città" (il suffisso -grad sta per "città", vedi Stalingrad, "Città di Stalin").
[6] Partito di orientamento moderato.
[7] Tol'jattinskij Gosudarstvennyj Universitet (Università Statale di Tol'jatti).
[8] Volžskij Avtomobil'nyj Zavod (Fabbrica di Automobili del Volga), la fabbrica di cui vive Tol'jatti.
[9] Circa 390-520 euro.
[10] Qualcosa come "Tecnologie Russe", impresa statale dedita allo sviluppo dell'alta tecnologia.
[11] Canale televisivo privato finito sotto il controllo di NTV e ultimamente segnalatosi per le campagne denigratorie nei confronti degli avversari di Putin.
[12] Qualcosa come "agitati", nome spregiativo dato ai membri della "Società dei Credenti nel Secondo Avvento" (ramo dei Quaccheri) e per estensione a tutte le sette di origine protestante.
[13] Riferimento al proverbio russo "un cucchiaio di pece guasta un barile di miele".
[14] Finansovo-Promyšlennaja Gruppa (Gruppo Finanziario-Industriale).
[15] Qualcosa come "Volga-Industria-Gas", indicato anche con la sigla VPG.
[16] Žiliščno-Kommunal'noe Chozjajstvo (Servizi per le Abitazioni).
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20 marzo 2012
Il "meglio" delle chiavi di ricerca di febbraio 2012 dell'altro mio blog
effetto brisante: vedi qui
palazzo di putin: vedi qui e qui
6 reclute sgozzate dai ceceni nel 2005: di che si tratta?
abramovici non puo entrare in russia?: Abramovici?
abusano della figura dei russi: chi?
aloperidolo in tribunale: perché in tribunale?
andrej zubov: vedi qui
arsenij roginskij: vedi qui e qui
bogdanov è il capo attuale dei servizi segreti russi?: no
cappello russo di pelliccia detto passera: ???
chiesa di santa sofia della divina sapienza alla lubjanka: vedi qui
con quale proposito nasce l'organizzazione statale russa: con quali propositi nascono le organizzazioni statali?
dati corrispondenti alla rolls royce sovietica: peso, lunghezza ecc.: non capisco di che parli
dove comprare scarpe pacan: boh
elja di murom: vedi qui
fabbrica pulmini russi: e chi li fabbrica?
i russi amano vladimir putin: vedi qui
il comandante del kursk: vedi qui
imbiancature in russia: ci saranno di sicuro...
indagine sulla corruzione in russia: ci sarebbe un bel po' da indagare...
indottrinamento russo: vedi qui, qui e qui
kadyrov stupri: vedi qui
ksenija sobčak,: vedi qui e qui
la uaz usata dall''esercito russo: vedi qui
macha e medved: vedi qui
manichetta armata: la pistola nella manica, come dice Mark Knopfler in una sua canzone?
non e' neanche sorta: cosa?
nonno lenin: vedi qui
oksana čeliševa: vedi qui
perchè la russia difende la siria?: vedi qui
petraševcy: vedi qui
polečudes: vedi qui
prochorov - presidente della russia: vedi qui
puo essere brevettato un manufatto artigianale: perché no?
qual è il messaggio che tutta questa vicenda nasconde? la reputazione della komsomol’skaja pravda: non capisco...
quanti ingegneri russi ci sono in russia: non lo so
quanti operatori mobili russi ci sono: non so rispondere
quanto costano i taxi a san pietroburgo: vedi qui
samara matteo: vedi qui
scosa vuol dire essere una persona esogena: parole in libertà
sentenze della corte suprema russa russa: vedi qui
stemmi che stalin adottò: vedi qui
studente russo che ha inventato un business: uno Zuckenberg russo?
sussurro yacht: vedi qui
timiraliev magarbi: vedi qui
torture al culo: vedi qui
villaggi agricoli nel sud della russia: ce ne sono tanti...
vpo in cecenien: jawohl...
zeffirelli : unte con mussolini: vedi qui
ščekočichin, jurij: vedi qui, qui, qui, qui e qui
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abramovici non puo entrare in russia?: Abramovici?
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19 marzo 2012
La Russia di Putin prova a porre fine agli abusi della polizia?
Per la prima volta nella storia russa e sovietica è stata sciolta una sezione di polizia
Ingushetia.Ru, 18.03.2012 14:40 Il ministero degli Interni ha sciolto tutto l'organico della sezione di polizia dove un arrestato è stato violentato a morte. L'intero organico della sezione di polizia "Dal'nij" [1] nella città di Kazan' [2] è stato sciolto e la maggior parte dei suoi agenti sono stati mandati a casa e coloro che hanno a che fare con l'omicidio sono stati arrestati. Ricordiamo che il 10 marzo l'abitante di Kazan' 52enne Sergej Nazarov fu portato alla sezione di polizia della città di Kazan' con un pretesto. Là fu picchiato con crudeltà e in seguito violentato. Dalla sede della polizia Sergej Nazarov fu portato in rianimazione. Prima della morte, sopraggiunta in rianimazione, era riuscito a raccontare che i poliziotti della sezione di polizia "Dal'nij" lo avevano violentato con una bottiglia di champagne. "Nella sezione di polizia "Dal'nij" non è in corso semplicemente una riqualificazione, tutto l'organico della sezione di polizia viene rimosso. Forse, dopo un'accurata verifica, qualcuno resterà, ma oggi l'organico è stato completamente sciolto, gli agenti sono stati mandati a casa", – hanno riferito all'ufficio stampa del ministero degli Interni del Tatarstan. Alla vigilia una fonte del ministero degli Interni che forse l'unità "Dal'nij" sarà ribattezzata e il suo edificio sarà distrutto fino alle fondamenta e ricostruito. Ieri è giunta comunicazione che il ministero degli Interni russo ha chiesto scusa per i poliziotti di Kazan', che hanno violentato a morte un uomo nella loro sezione. Ma già qualche giorno dopo l'omicidio di Nazarova a Kazan' è giunta notizia che dalla sezione di polizia è stato portato alla rianimazione dell'ospedale della città di Gatčina nella regione di Leningrado [3] un uomo in stato di coma con un trauma cranico aperto. Secondo i dati della polizia, l'uomo caduto in coma era stato arrestato dai poliziotti mercoledì sera in un caffè perché "parlava troppo forte". Dalla sezione l'ambulanza è stata chiamata quando l'uomo si trovava già in stato di coma, allora gli è stato diagnosticato un trauma cranico aperto. Ora è in ospedale in fin di vita, la sua identità finora non è stata stabilita. Ricordiamo che a febbraio a Pietroburgo in una sezione di polizia un adolescente fu picchiato a morte con uno spazzolone. Lo sfortunato ragazzo caduto nelle mani dei policai [4] morì direttamente nella sezione di polizia. Dopo di ciò fu tolto il posto al capo della Direzione Centrale del ministero degli Interni per Pietroburgo e la regione di Leningrado Michail Suchodol'skij. Il suo posto fu preso da Sergej Umnov, sotto cui ora si trova la sezione di polizia di Gatčina da cui è stato portato in ospedale l'arrestato caduto in coma. http://ingushetiyaru.org/news/22793.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni) |
[1] "Lontano".
[2] Città della Russia centro-orientale, capitale della repubblica autonoma del Tatarstan.
[3] La regione di San Pietroburgo è tuttora detta "di Leningrado".
[4] Policaj era il nome dato spregiativamente ai poliziotti nazisti (dal tedesco Polizei, "Polizia").
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L'opposizione russa non demorde
Il 6 maggio la "Marcia dei Milioni"
Il "veče" [1] in piazza Puškinskaja [2] ha scelto il giorno dell'azione di protesta generale
18.03.2012
L'iniziativa non era stata concordata con le autorità: formalmente era un incontro con il deputato Gudkov [3], per un "format" del genere il municipio non richiede un permesso.
Natalija Zotova, "Novaja gazeta", http://www.novayagazeta.ru/politics/51693.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
Ma stavolta in piazza il leader del "Fronte di Sinistra" liberato solo ieri dal centro di raccolta speciale [4] ha proposto di organizzare un veče: "Putin vuole entrare al Cremlino su un cavallo bianco. Bisogna che un milione di persone vada e gli dica che è un usurpatore, che non vogliamo vederlo. E' necessario scegliere il giorno". La maggior parte di quelli che hanno sentito le parole di Udal'cov (e sono stati pochi – nella piazza non è stato montato un impianto di amplificazione), ha votato per il 6 maggio come giorno della "Marcia dei Milioni" – l'azione decisiva alla vigilia dell'insediamento di Putin.
Nonostante la cattiva acustica, la gente ha applaudito anche Ol'ga Romanova [5], il cui marito, Aleksej Kozlov [6], è stato condannato dal tribunale a 5 anni, la quale ha detto qualche parola e Pëtr Verzilov [7], marito di Nadežda Tolokonnikova, che ora si trova nel SIZO [8] per il caso "Pussy Riot" [9].
La gente nella piazza ha circondato i giornalisti di NTV [10] dopo aver visto un microfono verde con il noto emblema. "Ci avete offeso!" – rumoreggiava la gente, insoddisfatta a causa dello scandaloso film "Anatomia della protesta" mostrato qualche giorno fa su NTV, in cui si afferma, in particolare, che i manifestanti siano stati pagati per presenziare alle azioni dell'opposizione. Qualcuno ha perfino cercato di rompere la telecamera alla gente di NTV. "Abbiamo bisogno di intervenire non contro, ma in favore dei giornalisti, – ha dichiarato Dmitrij Gudkov. – Noi siamo per il giornalismo libero e contro chi li costringe a girare quei film". E Boris Nemcov [11] ha proposto semplicemente di boicottare il "quarto pulsante" perché il canale abbia una perdita.
In tutto in piazza sono andate circa 600 persone. L'OMON [12] ha guardato l'accaduto tenendosi da parte, ma sono state arrestate comunque due persone che tenevano cartelli. Udal'cov stavolta non è stato arrestato – ha salutato ed è andato a bere un tè.
Natalija Zotova, "Novaja gazeta", http://www.novayagazeta.ru/politics/51693.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1] Assemblea cittadina russa del X-XV secolo.
[2] Piazza dedicata al poeta nazionale russo Aleksandr Sergeevič Puškin nel centro di Mosca.
[3] Gennadij Vladimirovič Gudkov, deputato del partito di orientamento socialdemocratico "Russia Giusta".
[4] Leggasi "carcere".
[5] Ol'ga Evgen'evna Romanova, giornalista e conduttrice televisiva.
[6] Aleksej Aleksandrovič Kozlov, imprenditore condannato a 8 anni nel 2009 per truffa e riciclaggio di denaro, messo in libertà condizionata nel 2011 e di nuovo condannato.
[7] Membro del gruppo artistico "Vojna" (Guerra), noto per le performance anti-Putin.
[8] Sledstvennyj IZOljator (Carcere di Custodia Cautelare).
[9] "Tumulto della f... (organo genitale femminile)", gruppo punk femminile arrestato in blocco dopo una performance anti-Putin e anticlericale davanti all'altare della chiesa di Cristo Salvatore, la più importante di Mosca.
[10] Canale televisivo un tempo indipendente, ora controllato dalla Gazprom.
[11] Boris Efimovič Nemcov, uno dei leader del movimento "Solidarietà", che si richiama alla Solidarność polacca.
[12] Otrjad Milicii Osobogo Naznačenija (Sezione di Polizia con Compiti Speciali), sorta di Celere russa, nota per la sua durezza.
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18 marzo 2012
La Russia di Putin oltre ai giornalisti colpisce gli avvocati...
I casi di pressione sugli avvocati in Daghestan non vengono indagati, dichiarano i giuristi
14 marzo 2012, 06.10
In Daghestan negli ultimi anni è stata registrata un'intera serie di reati nei confronti degli avvocati che lavorano nella regione, tuttavia gli inquirenti non conducono le dovute indagini su questi incidenti, trascinando o chiudendo i procedimenti penali come nel caso dell'avvocato Sapijat Magomedova, dichiarano gli esperti locali.
Come ha riferito in precedenza "Kavkazskij uzel", il 12 marzo l'avvocato Sapijat Magomedova dichiarò che è stato sospeso il procedimento penale avviato nei confronti degli agenti dell'OVD [1] di Chasavjurt [2] accusati del suo pestaggio. Sono state bloccate anche le indagini sul caso in cui questa è accusata di violenza nei confronti di agenti di polizia.
Ricordiamo che l'incidente che stava alla base dei due procedimenti penali si verificò il 17 giugno 2010. L'inquirente del GOVD [3] di Chasavjurt non permise all'avvocato Magomedova di incontrarsi con la propria assistita, sorse una lite, nel corso della quale Magomedova fu picchiata. Tuttavia gli agenti del GOVD dichiararono che Sapijat stessa li aveva attaccati e l'accusarono di oltraggio.
Magomedova e i suoi avvocati hanno dichiarato più di una volta che la stessa suddivisione del reato in due procedimenti penali è stata fatta artificiosamente. Il fatto verificatosi al GOVD di Chasavjurt ebbe ampia risonanza nella repubblica e oltre i suoi confini, attirò l'attenzione delle strutture internazionali per la difesa dei diritti umani, che intervennero per un'indagine obbiettiva sul pestaggio dell'avvocato e il capo del Daghestan mise questo caso sotto il proprio controllo personale.
"I tribunali non possono dividere un'imputazione e l'inquirente non c'è sul posto"
"Che il mio procedimento era stato sospeso sono venuta a saperlo del tutto casualmente, – ha raccontato al corrispondente di "Kavkazskij uzel" Sapijat Magomedova. - Feci delle richieste agli inquirenti per chiarire a che punto fosse il procedimento, in quanto il tribunale aveva mandato a completare il materiale. Tuttavia non ebbi risposta alla richiesta. E il 12 marzo sono andata al Comitato Inquirente del Daghestan, dove mi hanno riferito che entrambi i procedimenti, sia quello nei miei confronti, sia quello nei confronti degli agenti di polizia che mi picchiarono sono stati sospesi".
Secondo Magomedova, al Comitato Inquirente non le hanno saputo definire i motivi della chiusura dei procedimenti.
"Tutto ciò nonostante che, secondo la legislazione processuale le liti tra tribunali su un'imputazione non siano ammissibili"
In precedenza Sapijat Magomedova si era rivolta al tribunale del quartiere Sovetskij [4] di Machačkala [5] con un'istanza relativa all'articolo 125 del Codice di Procedura Penale della Federazione Russa, in cui protestava contro la delibera dell'inquirente Abdulchalim Chalimov, nella cui competenza si trovava inizialmente il procedimento relativo all'aggressione nei suoi confronti, che era stato chiuso ancor prima del rinvio alla Procura per il completamento da parte del tribunale di Chasavjurt.
"Ma il tribunale del quartiere Sovetskij rifiutò di accogliere l'istanza, rimandando al fatto che questa istanza avrebbe dovuto essere esaminata dal tribunale di Chasavjurt. E sebbene avessi capito che il rifiuto era infondato, mi rivolsi comunque con un'istanza analoga al tribunale di Chasavjurt. Anche là seguì precisamente lo stesso rifiuto, motivato con il fatto che il procedimento avrebbe dovuto essere esaminato dal tribunale del quartiere Sovetskij, – racconta Sapijat Magomedova. – E tutto ciò nonostante che, secondo la legislazione processuale liti tra tribunali su un'imputazione non siano ammissibili".
Inoltre, come dice Sapijat Magomedova, fece anche una richiesta ufficiale perché le dessero la sentenza sulla sospensione di entrambi i procedimenti, ma ricevette un rifiuto motivato con il fatto che l'inquirente era in trasferta e che ci sarebbe stato solo qualche giorno dopo.
La difesa di Magomedova teme una sorpresa
Dei chiarimenti dei motivi della sospensione dei procedimenti si occupò anche l'avvocato di Magomedova Salimat Kadyrova. "Telefonai all'inquirente Chalimov, che aveva indagato il procedimento di due degli agenti di polizia che avevano aggredito Sapijat e questi riferì che entrambi i procedimenti dopo il rinvio di essi da parte del tribunale alla procura per l'eliminazione delle carenze furono affidati all'inquirente Baulov, che inizialmente aveva indagato il procedimento contro Sapijat", – dice questa.
Secondo Kadyrova, si è chiarito che entrambi i procedimenti sono stati effettivamente sospesi. "Ma dopo che il procedimento fu rinviato per il completamento, non si misero a darlo a vari inquirenti, ma lo dettero a uno – a Baulov. Questi ancor prima dell'anno nuovo sospese i procedimenti, cosa che venni a sapere quando gli telefonai per interessarmi della sorte dei procedimenti", – dice l'avvocato.
"L'inquirente disse che i procedimenti erano stati sospesi ancor prima dell'anno nuovo, ma non poté spiegare articolatamente i motivi"
"Chiesi quando e su che basi aveva sospeso i procedimenti e perché non ce ne avevano dato notizia, al che l'inquirente rispose che erano stati sospesi già da tempo, ma non poté spiegare articolatamente i motivi, – dice Kadyrova. – Quanto all'informazione disse che ce ne aveva dato notizia ancor prima dell'anno nuovo. Come basi per la sospensione del procedimento, l'inquirente non definì nulla di concreto, eppure ci sono vari motivi per la sospensione (prescrizione, riconciliazione, pentimento e così via), ma se ci fosse stata assenza di elementi di reato, l'avrebbe detto con piacere. Perciò ci preoccupiamo che là possa esservi qualche sorpresa: i motivi possono essere non riabilitanti".
Tra l'altro Kadyrova ha sottolineato che finora né lei, né la sua assistita hanno ricevuto una copia della delibera sulla sospensione dei procedimenti e perciò finora possono fare solo supposizioni.
Faremo notare che alla procura di Chasavjurt si sono rifiutati di commentare la decisione dell'inquirente.
"Sarà fatto appello contro la sospensione del procedimento contro i poliziotti"
"Dopo essere venuta a sapere i motivi della sospensione intendo certamente fare appello contro la sospensione dei procedimenti nei confronti degli agenti di polizia che mi picchiarono, o – dice Sapijat Magomedova. – Ma per quanto riguarda il secondo procedimento, quello nei miei confronti, secondo cui avrei picchiato i poliziotti, questa azione penale non avrebbe dovuto iniziare per principio, perché non ho commesso alcun reato".
Nel frattempo per quanto riguarda il primo procedimento penale Magomedova si è già rivolta alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, in quanto è convinta che il procedimento nei confronti degli agenti di polizia che la picchiarono "sarà sospeso in ogni caso".
"Con le proprie azioni il Comitato Inquirente ha di fatto confermato gli argomenti sostenuti da me in precedenza nell'istanza alla Corte Europea"
"Il mio appello alla Corte Europea è legato al fatto che gli inquirenti non hanno fatto niente per incriminare le persone che hanno commesso il reato. Nel mio appello ho enunciato tutti gli argomenti in base a cui questo procedimento potrebbe essere sospeso, cosa che in sostanza si è pure confermata adesso, – dice. – Con le proprie azioni il Comitato Inquirente di fatto ha confermato i miei argomenti, che erano quelli chiave".
Secondo Sapijat Magomedova, l'esame di questo caso alla Corte Europea non è stato ancora fissato, ma subito dopo aver ricevuto la delibera sulla sospensione del caso intende chiedere che la sua istanza sia esaminata "in via prioritaria e accelerata".
Come ha fatto notare Magomedova, tale possibilità è sancita dalla regola n. 41 del Regolamento della Corte Europea, dov'è indicato che "la corte esamina le istanza in un ordine di successione che è determinato dalla sua prontezza a esaminare, tuttavia può prendere la decisione di far luce su una concreta istanza in ordine prioritario".
"Nella pratica giudiziaria e investigativa russa succede di tutto"
Il membro della Camera Sociale [6] e presidente della Camera degli Avvocati di Mosca Genri Reznik non ha escluso che sia possibile il riavvio delle indagini legate al procedimento penale nei confronti di Magomedova "per vendetta" in caso di presentazione di un'istanza sulla sospensione del procedimento nei confronti dei poliziotti. "Nella pratica giudiziaria e investigativa russa succede di tutto", – ha detto al corrispondente di "Kavkazskij uzel".
Per trarre conclusioni di pieno valore sulla situazione, secondo l'avvocato, è indispensabile fare conoscenza con i documenti: su che basi sono stati sospesi i procedimenti.
"Nel caso in cui la colpevolezza di Magomedova fosse dimostrata, esistono varie norme a seconda dell'articolo incriminante: o è stato "uso di violenza su un rappresentante del potere nell'esercizio delle proprie funzioni", o, se hanno avuto luogo lesioni corporali, cosa che non è nota, è già un caso di diritto privato", – ha raccontato Reznik.
L'avvocato ha anche ricordato che il caso Magomedova è stato messo sotto il suo controllo. "Avevo contatti con il presidente della Camera degli Avvocati del Daghestan, ma negli ultimi sei mesi non ci è giunta da là alcuna informazione sul procedimento", – ha commentato Reznik.
"La scarsa qualità degli inquirenti è venuta fuori"
Il co-fondatore della Srl "Svoboda slova" [7] e direttore del giornale daghestano "Černovik" [8] Bijakaj Magomedov ha fatto notare che il problema dei pestaggi degli avvocati in Daghestan resta molto serio.
"Sul caso di Sapijat dissi fin dall'inizio che era destinato al fallimento perché dello stesso fatto non ci sono due varianti. Agli inquirenti non era rimasto altro che sospendere il procedimento. In giurisprudenza non dev'essere così: o Sapijat dev'essere imputata o gli agenti di polizia. Qui abbiamo davanti la bassa qualità dei collaboratori dello stesso Comitato Inquirente. Perciò, quando la società ha fatto rumore, ha espresso una protesta contro le azioni degli agenti delle strutture armate, la bassa qualità dei collaboratori è venuta fuori", – afferma Magomedov.
Bijakaj Magomedov vede un problema anche nel fatto che il Comitato Inquirente "non mostra la sua pratica". "Invece di renderla aperta per lo studio, non c'è accesso a queste informazioni. E di fatti come quello di Sapijat là ce ne sono molti. Al giorno d'oggi il Comitato Inquirente del Daghestan è una struttura ben più chiusa di un tribunale e perciò è molto difficile incriminare i collaboratori che violano i diritti delle parti lese", – ritiene il giornalista.
"Il problema qui è che gli inquirenti non rispondono processualmente delle proprie azioni e inazioni"
"I nostri inquirenti eccellono per tale "astuzia" nel trascinare i procedimenti penali, – racconta il noto avvocato Rasul Kadiev. – Più di una volta è già stato indicato che i nostri inquirenti non inviano i documenti processuali alle parti lese. Il problema qui è che gli inquirenti non rispondono processualmente delle proprie azioni e inazioni".
Secondo Kadiev, anche quando la parte lesa ha in mano la delibera, fa appello e il tribunale prende una decisione in suo favore, nessun inquirente risponde delle proprie azioni.
L'avvocato del collegio speciale degli avvocati del Daghestan Džamilja Tagirova fu in una situazione analoga alla storia di Sapijat Magomedova: dopo che espresse il proprio disaccordo con le violazioni processuali degli inquirenti, fu usata la forza nei suoi confronti.
"Quando il mio assistito se ne andò, l'inquirente prese a darmi colpi al volto e al collo, – racconta. – Il procedimento fu avviato, ma sul suo corso riuscii ad avere informazioni. Di conseguenza il procedimento fu sospeso con la formula "per mancanza di elementi di reato nelle azioni dell'inquirente". E ho ricevuto la delibera sulla sospensione del procedimento penale solo poco tempo fa e del tutto casualmente. E' risultato che era stato sospeso già l'11 giugno 2011, cosa di cui nessuno mi informò".
"Il sistema giudiziario è sordo, il ministero degli Interni di più"
Ai danni dell'avvocato daghestano Sergej Kvasov due anni fa, nell'aprile 2010, fu compiuto un attentato, tuttavia questi continua comunque a lavorare come avvocato.
"Su ciò che si verificò con e su chi lo fece, posso solo fare ipotesi, – dice. – Per determinati motivi suppongo che possano essere stati gli agenti delle forze dell'ordine. Inoltre, secondo i materiali delle indagini, anche se allora mi fratturarono il cranio e mi spezzarono gambe e braccia, il procedimento fu avviato non come tentato omicidio, ma come lesioni di media gravità. Ma ecco che questi banditi fuggirono pensando che fossi già morto".
Secondo Kvasov, il suo procedimento fu avviato due volte e due volte archiviato, "ma comunque non trovarono nessuno". "Ora sta fermo e non importa a nessuno", – ha fatto notare.
"L'avvocato ha in mano una penna e il Codice, ma con queste armi non sfondi un muro di cemento"
Ma per quanto riguarda il lavoro degli avvocati oggi, secondo Kvasov, "non ci sono aperte minacce, intimidazioni e ostacoli". "Ma qui si tratta del fatto che le principali recriminazioni erano per fatti legati alle organizzazioni armate clandestine", – chiarisce.
"Quando c'era l'istituto delle giurie, potevamo lottare e dimostrare la loro innocenza sul piano giuridico, ma poi questi casi furono tolti dalla categoria esaminata dalle giurie. Oggi i tribunali sfornano le condanne senza guardare particolarmente, perché, evidentemente, c'è una disposizione tacita dall'alto, – ha detto Kvasov. – L'avvocato qui lavora secondo il principio "il cane abbaia e la carovana passa". L'avvocato ha in mano una penna e il Codice, ma con queste armi non sfondi un muro di cemento. Il sistema giudiziario è sordo a questa questione, il ministero degli Interni ancora di più. Non di meno è necessario lavorare e difendere".
Ricordiamo che nell'ottobre 2010 a Machačkala ebbe luogo la tavola rotonda "I continui atti di violenza sugli avvocati". I rappresentanti della comunità degli avvocati e delle organizzazioni sociali espressero preoccupazione per i sempre più frequenti casi di pestaggi di avvocati e di mancanza di un'adeguata reazione da parte delle autorità e delle forze dell'ordine.
Per attrarre l'attenzione delle autorità sul problema, il 1 novembre di quello stesso anno gli avvocati della città di Kiziljurt [9] e del distretto di Kiziljurt in Daghestan proclamarono l'astensione dal lavoro nei casi, indagati da investigatori e inquirenti dell'OVD "Kiziljurtovskij" e della sezione inquirente interdistrettuale della direzione inquirente della SKP [10] della Federazione Russa in Daghestan con sede a Kiziljurt.
Nota della redazione: vedi anche le notizie "A Machačkala un avvocato riferisce di un pestaggio e di un tentativo di sequestro", "Il tribunale in Daghestan ha confermato il rifiuto da parte della procura dell'istanza dell'avvocato Bammatova [11]", "In Daghestan il tribunale ha rinviato a riesaminare per la quarta volta l'istanza di Sapijat Magomedova, picchiata da alcuni poliziotti".
Autori: Abdulla Alisultanov, Oleg Krasnov ; fonte: corrispondenti di "Kavkzaskij uzel"
Note
[1] Otdelenie Vnutrennich Del (Sezione degli Affari Interni), cioè la sede della polizia.
[2] Città del Daghestan ai confini con la Cecenia.
[3] Gorodskoe Otdelenie Vnutrennich Del (Sezione Cittadina degli Affari Interni).
[4] "Sovietico".
[5] Capitale del Daghestan (il quartiere Sovetskij è nella zona centro-meridionale).
[6] Organo intermedio tra potere e società civile, privo di potere reale.
[7] "Libertà di parola".
[8] "Brutta copia".
[9] Città del Daghestan centrale.
[10] Sledstvennyj Komitet pri Prokurature (Comitato Inquirente presso la Procura).
[11] Gjul'nara Bammatova, avvocato diversamente abile aggredita da un poliziotto nel settembre 2010.
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16 marzo 2012
Una stazione di trasbordo della NATO nella città di Lenin?
Le forze della NATO nella patria di Il'ič [1]
A Ul'janovsk [2] si programma la creazione di una stazione di trasbordo per il transito di carichi non militari dall'Afghanistan in Europa
14.03.2012
La realizzazioni di questo progetto potrebbe non solo portare all'economia russa centinaia di milioni di dollari, ma anche stabilizzare la collaborazione internazionale. Probabilmente per questo i politici nazionali, valutando la possibilità di uno spostamento inverso di carichi della NATO attraverso la Russia, evitano la retorica anti-occidentale che è tanto spesso risuonata alla vigilia delle elezioni presidenziali.
Sergej GOGIN [6] – articolo scritto specialmente per la "Novaja gazeta"
http://www.novayagazeta.ru/politics/51623.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
Ul'janovsk è esaminata come una delle possibili stazioni di trasbordo per via del fatto che qui c'è l'aeroporto internazionale "Vostočnyj" [3], capace di accogliere grandi aerei da trasporto e un ramo ferroviario che si avvicina all'aeroporto. E' comodo: gli aerei da trasporto possono volare fin qui senza fare ulteriori rifornimenti, in seguito scaglioni di container si dirigeranno direttamente nei paesi baltici.
Risulta che le trattative Russia-NATO sull'apertura di una via alternativa per lo spostamento di carichi siano andate avanti per un anno e mezzo, ma sono state rese note solo recentemente. Ancora a metà febbraio il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate della Federazione Russa, il generale di corpo d'armata Nikolaj Makarov dichiarava che il ministero della Difesa non stava portando avanti trattative per l'affitto dell'aeroporto di Ul'janovsk. E secondo il capo della dogana di Ul'janovsk Valerij Gerasëv, "quelli della NATO sono stati qui, sono arrivati, hanno guardato. Pare che il tutto gli sia piaciuto". Gli specialisti della NATO sono stati a Ul'janovsk già in autunno. L'unica lamentela degli americani è stata la mancanza di un terminal di carico, perciò toccherà scaricare e sistemare i container direttamente in aeroporto, "dalle ruote". Secondo Gerasëv, il disegno di disposizione del governo della Federazione Russa sull'apertura di una stazione di trasbordo è pronto, ma la decisione non è stata ancora approvata.
Non è escluso che il generale Makarov avesse a suo modo ragione: come si evince dalla lettera del ministro della Difesa della Federazione Russa Anatolij Serdjukov alla Commissione Difesa della Duma di Stato, a collaborare con la NATO non sarà il suo ente, ma il ministero dei Trasporti russo, in quanto "la stazione di trasbordo a Ul'janovsk non è una base militare". Tra l'altro il rappresentante del ministero dei Trasporti Timur Chikmatov ha già dichiarato che il suo ministero non ha ricevuto alcun ordine al riguardo. Ne deriva che la leadership dell'area è andata ad alto livello internazionale e porta avanti trattative con gli strateghi della NATO? Il governatore della regione di Ul'janovsk Sergej Morozov parla con entusiasmo del progetto e dei suoi vantaggi per l'area.
"Ci occupiamo già da tempo di questo progetto, – ha detto Morozov in un'intervista alla "Komsomol'skaja pravda" [4]. – Riteniamo che questo ci darà qualche migliaio di nuovi posti di lavoro. Questo darà un contraccolpo per lo sviluppo dell'aeroporto. Perché qualche decina di aerei al giorno atterrerà da noi. Inoltre è lavoro per la nostra compagnia aerea "Volga-Dnepr". Ciò significa che uno dei maggiori contribuenti della regione di Ul'janovsk ci pagherà come minimo il doppio di tasse".
Quanto a qualche decina di aerei al giorno Morozov forse si è accalorato, in quanto la compagnia "Volga-Dnepr" ha un proprio parco di dieci grandi aerei da trasporto An-124-100 ("Ruslan") e quattro Il-76. Tra l'altro, se si andrà fino in fondo, a quelli della NATO toccherà utilizzare più di un aero-trasportatore Parlando dei volumi di lavoro dichiarati, il capo della dogana di Ul'janovsk Valerij Gerasëv ha detto che si tratta del carico di 60 piattaforme ferroviarie al mese, moltiplicate per qualche anno di ritiro delle truppe (si programma di compierlo nel 2014 ). Secondo Gerasëv, il trasporto di un container verrà a costare cinque o seimila dollari. Il portale KM.RU rimanda alle stime di alcuni esperti, che parlano dell'indispensabilità del trasporto di 40 mila container Di qui il "prezzo della questione" di 200-250 milioni di dollari, che, evidentemente, riscalda anche l'anima della leadership locale.
Il progetto di una stazione di trasbordo ha messo in guardia comunisti e patrioti. Un attivista sociale di Ul'janovsk, il veterano dei servizi segreti Evgenij Lytjakov ritiene che un paese sovrano non debba permettere la presenza di basi militari straniere e di stranieri armati sul proprio territorio e si chiede chi darà garanzie che gli stupefacenti dall'Afghanistan non capitino in Russia.
Evidentemente questi timori sono stati chiamati in vita dall'ordine di protocollo della Duma di Stato e dalla menzionata lettera del ministro Serdjukov, che ha assicurato i deputati che la creazione di una stazione di trasbordo a Ul'janovsk per i carichi degli USA e della NATO "risponde agli interessi della sicurezza militare della Federazione Russa". Il capo del ministero della Sicurezza ha sottolineato particolarmente che la stazione di trasbordo non sarà una base militare.
Commentando la risposta di Serdjukov, il capo della Commissione Difesa della Duma di Stato Vladimir Komoedov ha ricordato che la Russia garantisce il transito attraverso il proprio territorio ai carichi per le necessità delle forze di pace e di sicurezza internazionali (MSSB [5]). "Il rifiuto di adempiere gli obblighi internazionali assunti dalla Russia sulla base della risoluzione 1386 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU nel 2001 minerebbe la reputazione della Russia come partner affidabile nella sfera della sicurezza", – ha detto Komoedov. Perfino nel periodo del raffreddamento delle relazioni con la NATO nel 2008 dopo il conflitto russo-georgiano il transito dei carichi della NATO in Afghanistan attraverso la Russia non si interruppe, ha sottolineato il deputato.
Sergej GOGIN [6] – articolo scritto specialmente per la "Novaja gazeta"
Ul'janovsk
http://www.novayagazeta.ru/politics/51623.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
[1] Patronimico di Lenin, il cui vero nome era Vladimir Il'ič Ul'janov.
[2] Città della Russia centro-meridionale fondata come Simbirsk e così ribattezzata in onore di Ul'janov-Lenin.
[3] "Orientale".
[4] "La verità del Komsomol", giornale un tempo organo del Komsomol (KOMmunističeskij Sojuz MOLodëži, "Unione della Gioventù Comunista").
[5] Meždunarodnye Sily Sodejstvija Bezopasnosti (Forze Internazionali di Collaborazione per la Sicurezza).
[6] Sergej Vladimirovič Gogin, noto giornalista e poeta russo.
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15 marzo 2012
Il "meglio" delle chiavi di ricerca di febbraio 2012
http://matteobloggato.blogspot.com/: vedi qui, qui, qui, qui e qui
quesionazio pablog: vedi qui
attentato a putin. mandanti, i soliti sospetti: vedi qui
budanov: vedi qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui
5 foto: vedi qui
aitano: vedi qui
alti funzionari dell’entourage di ramzan kadyrov di cui però non viene fatto il nome: di che si tratta?
atti terroristici contro popolazioni: vedi qui
atto unilaterale per il conferimento di auguri: vedi qui
befana bionda: vedi qui
cappello di manu chao: vedi qui
che cos'è sultan bubble: vedi qui
che fine hanno fatto i patelavax: si sono sciolti...
cos'è увд: un distretto di polizia russo
donne.che.chiavano.con.animali: sei nel posto sbagliato
dove posso trovare pecore di razza romanov per comprare: boh
evtusenko per havel: vedi qui
formaggio "rossijskij": vedi qui
foto di sydney fi notte: vedi qui
frank e bono vox: vedi qui
funerali di don giulio facibeni: vedi qui
gare ippiche: vedi qui
i giusti delle nazioni: vedi qui
il divo za: e chi é?
il lavoro e l'ideale: vedi qui
immaginetta di san zanobi: vuoi un santino?
l'atmosfera preme su tutti i corpi ma non li schiaccia: proprio così
l'uomo resterà sempre: vedi qui
la censura della tv russa: vedi qui
le liti di charlie chaplin: non le ho presenti...
lettera al papa' " sono solo dai vicini": vedi qui
marco adamo gabriele: vedi qui
mattia stango: vedi qui
maurizio cheli: vedi qui
monelli davanti al faro: e che ci fanno?
natività di rublev: vedi qui
province italiane settentrionali: quali ti interessano?
qual'è la tavola rorschach della sessualità?: nessuna. O tutte
racconto palindromo finale: vedi qui
richiesta di asilo in georgia: vedi qui
rue du chat qui pêche: vedi qui
russa che piange: vedi qui
sacerdozio: vedi qui
sezione inquirente: vedi qui
slogan contro la chiesa: vedi qui
ultima sentenza e giustizio universale per giovanni maiale da eboli: ???
vadim michajlovič koževnikov: vedi qui
vladimír šamanov: vedi qui
www.cogniomiitaliani.com: sito inesistente
досаев турпал: Dosaev Turpal, questo sconosciuto...
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13 marzo 2012
La Russia di Putin (ora a tutti gli effetti) torna a minacciare la Georgia e non solo...
Aladašvili [1]: il dislocamento di uno stormo di elicotteri a Novorossijsk [2] minaccia la Georgia
12 marzo 2012, 15:58
Gli esperti militari e il ministero degli Esteri georgiano vedono una minaccia nel dislocamento di uno stormo di elicotteri dell'aeronautica militare russa a Novorossijsk.
"Kavkazskij uzel" scrisse che il 29 febbraio dell'intenzione di dislocare uno stormo di elicotteri a Novorossijsk aveva riferito il comandante delle truppe aviotrasportate della Federazione Russa Vladimir Šamanov. Šamanov basava questa decisione sul fatto che la situazione in Abcasia e in Ossezia del Sud spesso si complica, la tensione nelle relazioni con la Georgia cresce. Il 2 marzo il ministero degli Esteri georgiano espresse una protesta contro questa decisione della Russia.
"Questo passo di Mosca rappresenta un'evidente e aperta minaccia indirizzata contro uno stato sovrano e non c'è alcun dubbio contro chi concretamente sia indirizzata questa ennesima azione aggressiva della Federazione Russa. E' evidente che la Russia continua una politica aggressiva indirizzata contro la Georgia, indirizzata alla distruzione dell'entità statale georgiana e allo sterminio dei civili georgiani", – si dice nella dichiarazione del ministero degli Esteri georgiano.
"Il dislocamento di uno stormo di elicotteri a Novorossijsk appare come la preparazione di azioni di guerra"
Secondo l'esperto militare e direttore del giornale "Arsenali" Iraklij Aladašvili, il dislocamento di uno stormo di elicotteri a Novorossijsk va preso come un'evidente e reale minaccia.
"Alla luce del fatto che è in corso un continuo riarmo in Abcasia e in Ossezia del Sud, il dislocamento di uno stormo di elicotteri a Novorossijsk appare come la preparazione di azioni di guerra. E l'angoscia in questo senso deve venire non solo alla Georgia, ma anche alla NATO. In primo luogo la Russia non minaccerà solo la Georgia, ma anche, per esempio, un membro del Patto Atlantico, la Turchia. Se sul territorio del distretto di Gali [3] saranno dislocati i lanciamissili "Točka-U" [4] o "Iskander" [5], nel raggio d'azione dei missili si troveranno sia la Turchia, sia parte dell'Iran e questo sarà uno strumento di ricatto e un tentativo di pressione sui paesi della NATO da parte della Russia durante le trattative su questa o quella questione", – ha sottolineato Aladašvili.
A suo dire, deve causare inquietudine proprio il fatto che a Novorossijsk sarà dislocato uno stormo di elicotteri agli ordini delle truppe aviotrasportate.
"Le truppe aviotrasportate sono quelle più preparate e operative della Russia. Proprio queste entrarono a Cchinval [6] nell'agosto 2008 e sbarcarono anche a Očamčyra [7] (sono i fatti dell'agosto 2008 – nota di "Kavkazskij uzel"). Se avranno in uso gli elicotteri, ciò faciliterà le operazioni di sbarco, comunque mandare i soldati in elicottero è più sicuro e conveniente che lanciarli con i paracadute", – fa notare Aladašvili.
"La grande minaccia per la Georgia è rappresentata dalle truppe russe dislocate in Abcasia e in Ossezia del Sud"
"Il dislocamento di uno stormo di elicotteri a Novorossijsk aumenta l'operatività delle truppe aviotrasportate russe, tuttavia comunque la grande minaccia per la Georgia è rappresentata dalle truppe russe dislocate in Abcasia e in Ossezia del Sud", – ha aggiunto Aladašvili.
"La distanza in linea retta da Novorossijsk alla frontiera georgiana internazionalmente riconosciuta sul fiume Psou è di 230 km, da là alla frontiera sul fiume Inguri è qualcosa di più. Alla velocità di 300 km/h degli elicotteri il tempo di avvicinamento può essere circa un'ora. Tuttavia non si può dimenticare che unità elicotteristiche delle truppe russe si trovano sui territori occupati della Georgia – sia in Abcasia nella base di Gudauta [8], sia in Ossezia del Sud nel distretto di Džava [9]. Queste unità possono volare fino agli oggetti strategici della Georgia ben più rapidamente", – ha indicato pure l'esperto di questioni di sicurezza e membro di "Il Sogno Georgiano è una Georgia Democratica" [10] Iraklij Sesiašvili.
"Esercitare un'influenza sulla decisione della Russia di dislocare un proprio stormo a Novorossijsk è possibile"
Il rappresentante del partito "Democratici liberi", ex ambasciatore della Georgia all'OSCE Viktor Dolidze ritiene che esercitare un'influenza sulla decisione della Russia di dislocare un proprio stormo a Novorossijsk sia possibile.
"La discussione di questa questione oggi è possibile nell'ambito dell'OCSE Secondo il proprio mandato l'Organizzazione per la Sicurezza e Collaborazione in Europa per l'appunto si occupa anche di questioni di armamenti. Proprio l'OCSE pone questioni sul dislocamento di nuovi armamenti tra i propri paesi membri. E io penso che alla Russia sarà posta questa questione. Non il fatto che questa concordi sull'annullamento di questa decisione, ma una discussione sul posizionamento di un nuovo stormo di elicotteri sarà perfettamente regolare all'OSCE", – ha dichiarato in un'intervista al corrispondente di "Kavkazskij uzel" Viktor Dolidze.
In realtà oggi la comunità internazionale non ha alcun meccanismo di influenza sulla Russia per impedire il dislocamento di uno stormo di elicotteri a Novorossijsk, ha constatato Iraklij Aladašvili.
"Nel 2007 la Russia uscì unilateralmente dal patto sulla riduzione delle armi convenzionali, secondo cui questa non avrebbe dislocato armamenti nelle zone contese. Tuttavia dopo la propria uscita dal patto, le limitazioni non si estendono ad essa. Perciò il dislocamento di uno stormo di elicotteri a Novorossijsk è una questione sovrana della stessa Russia. Né la Georgia, né chiunque altro ha ancora il diritto di ostacolare la Russia nel dislocare impianti militari dove le conviene sul proprio territorio. E' tutt'altra cosa quando la Russia disloca le proprie unità militari sui territori occupati – in Abcasia e in Ossezia del Sud. Là la Russia viola già la legislazione internazionale, tuttavia i tentativi di influenzare la sua decisione non danno risultati", – ha notato questi.
Ricordiamo che all'inizio del 2011 in una base militate della Federazione Russa in Ossezia del Sud fu ulteriormente schierata la divisione del complesso missilistico operativo-tattico (OTRK [11]) "Točka-U" con un raggio d'azione fino a 120 chilometri. Inoltre nel dicembre 2010 il ministero della Difesa russo dichiarò che non lontano da Cchinval era schierata una divisione russa di artiglieria a reazione equipaggiata con il sistema "Smerč" [12] (raggio d'azione – da 70 a 90 km). La Georgia allora espresse una protesta contro queste azioni della Russia.
Nota della redazione: vedi anche le notizie "Zviad Koridze [13]: l'uscita delle truppe russe da Perevi [14] è solo l'esecuzione degli accordi del 2008", "WikiLeaks: la Russia installò armamenti in Ossezia del Sud ben prima dell'inizio della guerra", "Nicolas Sarkozy: non intendiamo importare nella NATO i problemi della Georgia", "La NATO propone alla Russia di rivedere il riconoscimento di Ossezia del Sud e Abcasia".
Autore: Beslan Kmuzov; fonte: corrispondente di "Kavkazskij uzel"
Note
[1] Per uniformità trascrivo anche i nomi georgiani con la trascrizione "scientifica" del russo.
[2] Città russa sul Mar Nero.
[3] Città dell'Abcasia meridionale.
[4] "Punto-U", missile balistico.
[5] "Alessandro Magno" in arabo, missile balistico.
[6] Capitale dell'Ossezia del Sud.
[7] Città dell'Abcasia sul Mar Nero.
[8] Città dell'Abcasia sul Mar Nero.
[9] In osseto Dzau, città della parte centrale dell'Ossezia del Sud.
[10] Coalizione delle forze di opposizione georgiane.
[11] Dalla dizione russa Operativno-Taktičeskij Raketnyj Kompleks.
[12] Tùrbine.
[13] Politologo georgiano.
[14] Città della Georgia settentrionale vicino al confine con l'Ossezia del Sud.
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