09 novembre 2009

Medvedev continua a predicare bene e razzolare male...

Le autorità di Mosca sfrattano gli attivisti per i diritti umani


Il “Gruppo di Helsinki” [1] moscovita e il movimento “Per i diritti umani” rendono nota l'intenzione del governo di Mosca di sfrattarli dagli spazi presi da essi in affitto rispettivamente nel 1996 e nel 1997. Il “Gruppo di Helsinki” moscovita lavora all'indirizzo: via secondaria Bol'šoj Golovin [2] 22; l'organizzazione regionale per la difesa dei diritti umani “Linea calda” (organizzazione regionale moscovita dell'OOD [3] “Per i diritti umani”) all'indirizzo: via secondaria Malyj Kislovskij [4] 7.

Il dipartimento per le proprietà statali e municipali di Mosca ha rifiutato di prolungare il contratto di affitto e ha inviato al tribunale di arbitrato un'istanza di sfratto. Gli attivisti per i diritti umani guardano a questo come a un tentativo delle autorità cittadine di sferrare un colpo a due note organizzazioni per la difesa dei diritti umani e paralizzare a lungo la loro attività.

Tutto ciò avviene sullo sfondo di ininterrotte rassicurazioni sull'indispensabilità da parte dello stato di appoggiare e far sviluppare la società civile, sottolineano il movimento “Per i diritti umani” e il “Gruppo di Helsinki” moscovita.

Il direttore esecutivo del movimento “Per I diritti umani” Lev Ponomarëv ha dichiarato a Radio Free Europe: “Ho ricevuto dal dipartimento per le proprietà della città di Mosca una copia dell'istanza al tribunale di arbitrato. L'istanza si intitola “Sulla restituzione di una proprietà data in affitto” e termina così: “Sulla base di quanto espresso sopra, chiedo di sfrattare l'organizzazione regionale per la collaborazione al rispetto dei diritti umani “Linea calda” dallo spazio non abitativo all'indirizzo tale”. Chiarisco che “Linea calda” è la sezione regionale moscovita del movimento panrusso “Per i diritti umani”, il nostro apparato è comune – a “Linea calda” e al movimento nel suo complesso. Cosicché vogliono buttare per strada tutta l'organizzazione.
Questa è la preistoria. Il contratto di affitto scadeva a maggio di quest'anno. Noi, come sempre, abbiamo scritto una richiesta di prolungamento. Fra l'altro ce l'hanno già prolungato: questo, di regola, avviene automaticamente, se non ci sono note nei confronti dell'organizzazione. Ma in questo caso ci hanno risposto che il dipartimento per le proprietà comunali moscovita non lo prolungherà, perché avremmo violato le condizioni del contratto di affitto – avremmo compiuto una ristrutturazione illegale dell'edificio: avremmo costruito una scala tra il primo e il secondo piano. Siamo stati convocati dal capo del dipartimento per le proprietà del distretto centrale della capitale Petrov e abbiamo mostrato e confermato per mezzo di documenti che questa scala già esisteva al momento in cui siamo entrati in quello spazio nel 1998. Cioè l'hanno costruita prima di noi. Sarebbe sembrato che il signor Petrov si fosse convinto di questo. Ma dopo abbiamo ricevuto l'istanza.
Peraltro abbiamo diritto a un prolungamento agevolato del contratto di affitto. Ciò significa che il dipartimento per le proprietà deve inizialmente darci la possibilità di prolungare il contratto di affitto e solo in caso di un nostro rifiuto può mettere lo spazio in vendita. Ma questi vogliono metterlo in vendita il più rapidamente possibile. Sulla base di cosa? Dove andrà il denaro ottenuto? Solo Dio lo sa.
Qui sono possibili due versioni: o è un ordine commerciale o è politico. Ma ci mette in guardia il fatto che ci sfrattino allo stesso tempo del “Gruppo di Helsinki” moscovita...
Noi, certo, ci siamo rivolti al Plenipotenziario per i diritti umani in Russia e anche al plenipotenziario moscovita con la richiesta di appoggiarsi. Ci rivolgeremo alla società per avere appoggio. Spero che ci ascoltino. Abbiamo già telefonato a molti colleghi attivisti per i diritti umani, ai sostenitori del movimento “Per i diritti umani”. Alcuni propongono di fare una manifestazione di massa nel centro di Mosca. Forse ci toccherà agire anche con questi metodi.
Sia il “Gruppo di Helsinki” moscovita, sia il movimento “Per i diritti umani” sono tra le più note e grandi organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Che noi siamo un leucoma sugli occhi delle nostre autorità è più o meno chiaro. Ci sono persone a cui diamo molto fastidio. Ma questi fanno un bel regalo al presidente Medvedev, che poco tempo fa ha presentato al pubblico il proprio programma “Russia, avanti!”, in cui si parla molto di rispetto dei diritti umani, libertà, democrazia, ecc. Ed ecco che la Russia va avanti – togliendo agli attivisti per I diritti umani il tetto sulla testa”.

Prima-News, 6 novembre 2009, http://prima-news.ru/rnews-2036.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Associazione nata per richiamare l'URSS al rispetto degli accordi di Helsinki sui diritti umani.

[2] Via del centro di Mosca.

[3] Obščerossijskoe Obščestvennoe Dviženie (Movimento Sociale Panrusso), cioè movimento a livello nazionale.

[4] Via del centro di Mosca.

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