04 aprile 2011

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In Inghilterra uscirà un libro su torture e sequestri di persona in Cecenia

Apr. 04, 2011, 02:02

Al momento presente in Inghilterra si prepara per l'uscita un libro che narra dei sequestri di persona nella Repubblica Cecena e della vita dei familiari dei sequestrati e dei morti a causa delle torture. L'autore è il regista lituano Manta Kvedaravičius, che ha girato il documentario “Barzakh” [1].

“Io stesso sono un antropologo e scrivo un libro sulle torture, sul loro rapporto con il potere statale e sul rapporto con le emozioni umane, – ha raccontato Manta Kvedaravičius al corrispondente di “
Kavkazskij uzel”. – Questo libro si prepara all'uscita in Inghilterra, all'università di Cambridge. Il suo tema sono le torture. Tutto ciò sarà presentato attraverso il prisma di quel che è accaduto nella Federazione Russa”.

Come ha già comunicato “Kavkazskij uzel”, la pellicola del regista lituano Manta Kvedaravičius “Barzakh”, dedicato alle scomparse e ai sequestri di persona nella Repubblica Cecena, ha aperto il programma dei documentari del Festival Internazionale del Cinema di Berlino (Berlinale). Secondo l'attivista per i diritti umani e coautore della pellicola Achmed Gisaev, il film “Barzakh” è stato scelto come “una delle migliaia delle pellicole proposte per l'apertura, questo significa molto”.

Il film è dedicato alla memoria dell'attivista per i diritti umani Natal'ja Ėstemirova, che nel luglio 2009 fu sequestrata in Cecenia e uccisa. Secondo Gisaev, per ora la pellicola parteciperà ai festival del cinema e poi già diventerà di pubblico dominio. Tuttavia sulla sua comparsa in Russia l'attivista per i diritti umani dubita. “E' una questione difficile, non penso che ora sia possibile”– ha notato.

Il documentario “Barzakh” del regista lituano Manta Kvedaravi
čius, dedicato alle torture e ai sequestri di persona in Cecenia è stato pure mostrato nell'ambito del Festival del Cinema Internazionale Kino Pavasaris (“Primavera del cinema”), che ha luogo dal 17 al 31 marzo a Vilnius.

“Le città cecene vengono ricostruite dopo la guerra, ma le persone spariscono. La vita entra nel binario pacifico, ma le persone che cercano lavoro capitano all'improvviso in un mondo dove ci sono martiri e carnefici, prigioni segrete e laghi mitici
[2] – questo è diventato un fenomeno comune. Barzakh è la terra tra i vivi e i morti”, – si dice nella pubblicità della pellicola.

Nell'intervista al corrispondente di “Kavkazskij uzel” il regista lituano ha raccontato che inizialmente si era occupato solo dello studio del dolore, ma con il tempo, già lavorando sulla pellicola, tra l'altro anche sul territorio della Repubblica Cecena, ha preso a interessarsi di più dello stato delle persone, a cui erano scomparsi dei familiari, “cosicché il loro dolore non è minore, ma con il tempo, mettendo la persona in uno stato particolare, può essere anche più forte del dolore fisico”.

“Dapprima mi sono occupato delle torture e del dolore, come la gente vive con questo. Ma tra l'altro sono riuscito a capire di più la cosa quando ho fatto conoscenza con persone, a cui qualcuno era scomparso senza lasciare traccia e ho preso a capire a poco a poco che questo è un altro dolore, ma questo è come latente. Penetra fino alle radici. E' come un cancro, è dappertutto, non solo nella famiglia, ma anche nell'ambiente sociale dove vivono. E quando una persona scompare, si ha un qualche mutamento. Perché la persona non è morta, né viva. E quando non c'è la morte, già qualche altro strato si apre nell'anima. Non è che si aprano, avviene un qualche mutamento. Ciò va molto, molto in profondità. E allora il senso della vita umana si perde. Non c'è la persona e non c'è la morte. Si forma un vuoto, un buco nero e allora qualcosa accade. Proprio questo volevo mostrare nel film e nel libro”, – ha notato il regista.

“Ora finisco il libro e poi, quando l'avrò finito, sarà chiaro in quale forma sarà meglio proseguire. Per quanto riguarda il film, il film vivrà solo per qualche tempo – un anno o due, finché non farà il suo giro. Ma cosa sarà poi, è troppo presto per dirlo. Se finirò il libro, questo sarà solo un piccolo passo per dire ciò che volevo dire”, – ha detto Kvedaravičius.

Manta Kvedaravičius (1976) ha finito l'università di Vilnius con il baccalaureato in antropologia culturale, in seguito ha ottenuto il diploma magistrale all'università di Oxford. Ora sta finendo gli studi all'università di Cambridge, sta preparando una tesi di dottorato e una monografia sul tema del potere statale e del dolore. Dal 2006 conduce ricerche sul tema delle torture e della scomparsa di persone nel Caucaso del Nord.

Nota della redazione: vedi anche "In Cecenia è stato sequestrato un nativo dell'Inguscezia", "Peter Gabriel ha cantato una canzone in onore dell'attivista per i diritti umani Natal'ja Ėstemirova, uccisa in Cecenia", "Al Centro Sacharov è stato mostrato un film sui profughi della parte montuosa della Cecenia".

Autore: Dmitrij Florin [3]; fonte: corrispondente del “Kavkazskij uzel”


Kavkazskij uzel”, http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/183201/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)


Note

[1] Nome del luogo in cui le anime attendono il giudizio finale secondo l'escatologia islamica.

[2] Non posti di fiaba, ovviamente, ma luoghi dove la gente scompare.

[3] Giornalista e attivista russo.

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