09 dicembre 2011

Anche il presidente dell'Abcasia cerca di porre qualche freno al disastro ecologico delle Olimpiadi di Soči?

Ankvab si è espresso in difesa dei fiumi dell'Abcasia dai costruttori di impianti olimpici

9 dicembre 2011, 07.50

Senza danno per l'ecologia dell'Abcasia la consegna di materiali da costruzione per gli impianti olimpici a Soči è possibile solo dal distretti del fiume Kodor (distretto di Očamčyra [1]), ha dichiarato il presidente dell'Abcasia Aleksandr Ankvab, promettendo di non permettere la consegna di materiali inerti da altri fiumi.

"Kavkazskij uzel" riferì in precedenza che nel 2008 tra Russia e Abcasia furono raggiunti accordi per la fornitura di materiali da costruzione. Il governatore del territorio di Krasnodar [2] Aleksandr Tkačëv chiarì allora che la collaborazione sarebbe stata conveniente per entrambe le parti. Il trasporto di materiali da costruzione per gli impianti olimpici dall'Abcasia a Soči cominciò a metà ottobre di quest'anno.

"Non dobbiamo perdere le nostre spiagge"

All'incontro con i giornalisti il 6 dicembre il presidente Aleksandr Ankvab dichiarò che i costruttori degli impianti olimpici a Soči avrebbero potuto contare su non più di due milioni di metri cubi di materiali inerti provenienti dall'Abcasia.

Rispondendo alla domanda del corrispondente di "Kavkzaskij uzel" se al momento vengano portati dall'Abcasia materiali inerti per la costruzione di impianti olimpici a Soči, Ankvab notò che "appetiti e desideri sono da leoni, ma le capacità si sono rivelate più modeste".

"Possiamo dare materiali inerti senza danno per l'ecologia solo se li si prende nel fiume Kodor (distretto di Očamčyra), che non forma spiagge e per capacità è pari allo Dnepr, – chiarì Ankvab. – Questo porta molte rocce, le accumula in un canyon e va in profondità. Perciò possiamo prendere molto materiale là".

Secondo il capo della repubblica tutti gli altri fiumi dell'Abcasia sono inadatti per la scelta di materiali inerti, il che è confermato dagli ecologi. "E non permetteremo che i fiumi Psou, Bzyb' e Gumista [3] diventino impianti industriali. In caso contrario perderemo le nostre spiagge", – ritiene.

Il presidente dell'Abcasia ha anche riferito che sono sorti problemi con il trasporto dei materiali inerti dall'Abcasia. "Alcuni uomini d'affari propongono di portarli con grandi macchine da carico in autostrada, – ha detto. – Ma ciò è inaccettabile – in questo modo rovineremo tutte le nostre strade. Esistono solo due vie per il trasporto di materiali inerti – marittima e ferroviaria. Per mare è caro, in quanto bisogna costruire muretti di attracco. E resta una sola via d'uscita accettabile – la ferrovia".

"Il contro dei carichi dalla Georgia non viene tenuto"

Per quanto riguarda la ferrovia, per il restauro della quale l'anno scorso fu concesso un credito dell'ordine di due miliardi di rubli [4], la sua riparazione si è trascinata. E il motivo principale, secondo il presidente dell'Abcasia, è la generale disorganizzazione.

"Ci siamo accinti ai lavori senza avere sul tavolo una documentazione pronta con un progetto e un preventivo. Abbiamo una ferrovia speciale con molti tunnel, che negli ultimi 25 anni non abbiamo avuto la possibilità di seguire, – ha detto Ankvab, – Ci sono anche molti ponti problematici e altre strutture artificiali, problemi con le comunicazioni e molto altro. E per il restauro due miliardi non sono sufficienti".

Aleksandr Ankvab afferma che i lavori di riparazione continueranno dopo Capodanno ancora per tre mesi.

Parlando della situazione alla frontiera georgiano-abcasa, Aleksandr Ankvab ha notato l'indispensabilità di legalizzare le merci trasportate dall'Abcasia in Georgia e di stabilire un controllo doganale da parte dell'Abcasia.

Ankvab ha sottolineato di essere sostenitore di un'adeguata formalizzazione dei carichi e dell'imposizione di tariffe doganali sulle merci trasportate nella repubblica. "Non è un segreto che sui banchi dei negozi e dei mercati ci sia molta frutta, verdura e diverse merci di uso comune che ci giungono illegalmente attraverso la frontiera abcaso-georgiana e lo stato non ha alcuna entrata derivante da questo flusso di merci", – ha detto.

Il capo dell'Abcasia ha precisato che "le strutture statali non tengono alcun conto dei carichi portati in Abcasia da parte della Georgia e singoli cittadini traggono guadagni dal contrabbando".

"Un secondo ponte alla frontiera migliorerà la situazione"

Secondo Aleksandr Ankvab, nel gennaio-febbraio 2012 si programma la posa in opera di un secondo ponte alla frontiera russo-abcasa sul fiume Psou.

Ma finora dall'estate di quest'anno alla frontiera opera in tutto un solo ponte sia per le automobili, sia per i pedoni. Ciò creò determinati problemi al passaggio della frontiera nella stagione delle vacanze e anche nella stagione degli agrumi.

Come ha riferito alla conferenza stampa Aleksandr Ankvab, la posa in opera di un secondo ponte migliorerà la situazione alla frontiera. "Saranno create tutte le condizioni per il passaggio dei pedoni e il transito dei carichi e per la prossima estate la situazione migliorerà", – ha promesso il presidente dell'Abcasia.

La Georgia: il trasporto di materiali da costruzione porta a una catastrofe ecologica

Nel frattempo la Georgia ufficiale ritiene come prima il flusso di merci tra Russia e Abcasia illegale e il trasporto di materiali da costruzione dal territorio abcaso a Soči anche ecologicamente pericoloso.

A ottobre il dicastero georgiano per la politica estera ha diffuso una dichiarazione in cui si parlava della ripresa del trasporto di materiali inerti (sabbia e ghiaia) dall'Abcasia per la costruzione di impianti olimpici a Soči.

"Il trasporto illegale di materiali inerti dall'Abcasia, che è condotto nella totale ignoranza delle norme di sicurezza ecologica, infligge un enorme e irreparabile danno alla costa del Mar Nero, in particolare alla natura unica dell'Abcasia, il che equivale a una catastrofe ecologica nel Caucaso", P – l'agenzia "Gruzija-Onlajn" [5] cita la dichiarazione del ministero degli Esteri georgiano.

Notiamo che i XXII Giochi Olimpici invernali si apriranno a Soči il 7 febbraio 2014. Per le Olimpiadi a Soči saranno creati 242 impianti. Il Comitato Olimpico Internazionale è soddisfatto della preparazione della città-luogo di villeggiatura ai Giochi Olimpici, tuttavia contro la massiccia costruzione di impianti olimpici nella stessa Soči intervengono ecologi, attivisti di organizzazioni sociali e molti abitanti della città-luogo di villeggiatura.

Nota della redazione: vedi anche le notizia "La Russia offre all'Abcasia un credito a lungo termine", "Nel budget dell'Abcasia nel 2009 sono entrati 1,12 miliardi di rubli [6] di tasse", "Forum di affari: lo sviluppo dell'economia porterà l'Abcasia sul mercato mondiale".

Autrice: Anžela Kučeberija; fonte: corrispondente del "Kavkazskij uzel"

"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/197297/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)


Note

[1] Città dell'Abcasia meridionale.

[2] Città della Russia meridionale.

[3] Fiumi che attraversano l'Abcasia e sfociano nel Mar Nero nei pressi di Soči.

[4] Oltre 47,5 milioni di euro.

[5] "Georgia-Online".

[6] Oltre 26,6 milioni di euro.

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