02 novembre 2007

Paul Tibbets


Il pilota di Hiroshima (di Gionata-Rossi-Dennis, cantata dai Nomadi)
Fuori nel mondo chissà dove
o su nel cielo fra gli eterni eroi,
ma nel fondo di un profondo eterno
vive un uomo, vive il suo inferno.
La sua bocca più non parla,
le sue notti non le dorme più
sta nascosto dietro il suo pensiero,
muore un uomo, muore senza il vero.

Il pilota di Hiroshima,
un duro alla maniera di John Wayne,
Ray Ban scuri, il lavoro era guerra,
ma negli occhi
quel bimbo sulla terra.

Fuori nel mondo chissà dove,
nel riflesso del cielo nello stagno,
striscia ancora la scia di vapore
del suo aereo e di quelle ore.

Il pilota di Hiroshima,
un duro alla maniera di John Wayne,
Ray Ban scuri, il lavoro era guerra,
ma negli occhi
quel bimbo sulla terra.

Sente battere le ali,
sente il freddo tutto intorno a sé,
vede luci di luce più abbagliante,
di quel sole esploso in un istante.

3 commenti:

Mark ha detto...

Bella canzone...leggendola mi chiedo con che coraggio abbia avuto a sganciare quella bomba..

Cotogna ha detto...

Secondo me neanche si rendeva bene conto di quello che sarebbe successo.

Più che altro mi chiedo come abbia fatto a vivere con quel rimorso.

O anche lui, come altri, avrà fatto tacere la sua coscienza convincendosi che doveva obbedire a degli ordini?

Come si fa ad obbedire a degli ordini che vanno contro i tuoi principi, la tua moralità, la tua dignità di essere umano?

Che razza di uomo è uno così?

Matteo Mazzoni ha detto...

@mark: purtroppo temo che abbia creduto che altrimenti il Giappone avrebbe combattuto fino all'ultimo uomo...

@cotogna: io credo che adesso Paul Tibbets sia davanti a Qualcuno il cui giudizio conta ben più del nostro... C'è che dice che vedendo Hiroshima annientata in un attimo abbia detto "Mio Dio, cos'abbiamo fatto!", però pare che non sia vero... Il fatto è che per crimini contro l'umanità si viene giudicati solo se perdi una guerra...