17 aprile 2008

Arturo

Ero un ragazzino delle superiori, vidi un ragazzo della mia classe che stava tornando a casa da scuola.



Il suo nome era Arturo e sembrava stesse portando tutti i suoi libri.



Dissi tra me e me: perché mai uno dovrebbe portarsi a casa tutti i libri di venerdì? Deve essere un ragazzo strano.



Io avevo il mio week-end pianificato (feste e una partita di pallone con i miei amici), così ho scrollato le spalle e mi sono incamminato.



Mentre stavo camminando vidi un gruppo di ragazzini che correvano incontro ad Arturo...Gli arrivarono addosso facendo cadere tutti i suoi libri e lo spinsero facendolo cadere nel fango. I suoi occhiali volarono via e li vidi cadere nell'erbaun paio di metri più in là.



Lui guardò in su e vidi una terribile tristezza nei suoi occhi. Mi rapì il cuore! Così mi incamminai verso di lui mentre stava cercando i suoi occhiali e vidi una lacrima nei suoi occhi. Raccolsi gli occhiali e glieli diedi dicendogli: 'quei ragazzi sono proprio dei selvaggi, dovrebbero imparare a vivere.'



Arturo mi guardò e disse: 'grazie! 'C'era un grosso sorriso sul suo viso,era uno di quei sorrisi che mostrano vera gratitudine.



Lo aiutai a raccogliere i libri e gli chiesi dove viveva. Scoprii che viveva vicino a me così gli chiesi come mai non lo avessi mai visto prima, lui mi spiegò che prima andava in una scuola privata.



Parlammo per tutta la strada e io lo aiutai a portare alcuni libri. Mi sembrò un ragazzo molto carino ed educato così gli chiesi se gli andava di giocare a calcio con i miei amici e lui disse di si. Rimanemmo in giro tutto il week end e più lo conoscevo più Arturo mi piaceva così come piaceva ai miei amici.



Arrivò il lunedì mattina ed ecco Arturo con tutta la pila dei libri. Lo fermai e gli dissi: 'ragazzo finirà che ti costruirai dei muscoli incredibili Con questa pila di libri ogni giorno! 'Egli rise e mi diede metà dei libri. Nei successivi quattro anni io e Arturo diventammo amici per la pelle.



Una volta adolescenti cominciammo a pensare all'università, Arturo decise per Roma ed io per un altra città. Sapevo che saremmo sempre stati amici e che la distanza non sarebbe stata un problema per noi. Arturo sarebbe diventato un dottore mentre io mi sarei occupato di cause e litigi.



Arturo era il primo della nostra classe e io l'ho sempre preso in giro per essere un secchione. Arturo doveva preparare un discorso per il diploma. Io fui molto felice di non essere al suo posto sul podio a parlare.



Il giorno dei diplomi, vidi Arturo, aveva un ottimo aspetto. Lui era uno di quei ragazzi che aveva veramente trovato se stesso durante le scuole superiori. Era un pò pieno nell'aspetto e stava molto bene con gli occhiali. Aveva qualcosa in più e tutte le ragazze lo amavano.



Ragazzi qualche volta ero un pò geloso! Quello era uno di quei giorni, potevo vedere che era un pò nervoso per il discorso che doveva fare, così gli diedi una pacca sulla spalla e gli dissi:'giovane te la caverai alla grande! Mi guardò con uno di quegli sguardi (quelli pieni di gratitudine), sorrise e mi disse: 'grazie'.



Iniziò il suo discorso schiarendosi la voce: 'nel giorno del diploma si usa ringraziare coloro che ci hanno aiutato a farcela in questi anni duri. I genitori, gli insegnanti, ma più di tutti i tuoi amici. Sono quì per dire a tutti voi che essere amico di qualcuno è il più bel regalo che voi potete fare.



Voglio raccontarvi una storia. Guardai il mio amico Arturo incredulo non appena cominciò a raccontare il giorno del nostro incontro .Lui aveva pianificato di suicidarsi durante il week end. Egli raccontò di come aveva pulito il suo armadietto a scuola, così che la madre non avesse dovuto farlo dopo, e di come si stesse portando a casa tutte le sue cose.



Arturo mi guardò intensamente e fece un piccolo sorriso. 'Ringraziando il cielo fui salvato, il mio amico mi salvò dal fare quel terribile gesto'.



Udii un brusio tra la gente a queste rivelazioni. ll ragazzo più popolare ci aveva appena raccontato il suo momento più debole.



Non sottovalutate mai il potere delle vostre azioni. Con un piccolo gesto potete cambiare la vita di una persona, in meglio o in peggio.



Dio fa incrociare le nostre vite perché ne possiamo beneficiare in qualche modo. Cercate il buono negli altri.



Ora tu hai due scelte, puoi:
1) passare questo messaggio ai tuoi amici
2) cancellarlo e agire come se non ti avesse toccato il cuore.

Come puoi vedere io ho scelto la numero 1.
'Gli amici sono angeli che ci sollevano i piedi quando le nostre ali hanno problemi nel ricordare come si vola.'

Non c'è né inizio né fine. Ieri è storia. Domani è mistero.

...

Pare che il sofista Gorgia abbia detto che la tragedia è un'illusione, in cui chi illude appare più giusto di chi non illude, e l'illuso più saggio di chi illuso non è." (Søren Kierkegaard, Stadi sul Cammino della vita - Considerazioni varie sul matrimonio in risposta a delle obiezioni da parte di un marito)

Visita il sito: http:/alteritaebellezza.blogspot.com/

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Visita il sito: www.lacittadidio.com



Ringrazio A.N. per questo contributo

6 commenti:

"Anna" ha detto...

ciao a tutti.
ho un sondaggio nel mio blog sul nuovo governo

www.noidisabili.blogspot.com

vi aspetto numerosi
grazie

m1979 ha detto...

Proprio una bella e intensa storia!

Matteo Mazzoni ha detto...

@"anna": ho votato, ho commentato il tuo blog e lo linkerò... Complimenti per quello che fai!

@m1979: me l'hanno mandata per mail e mi è piaciuto pubblicarla... E' un messaggio di speranza...

Filo mena ha detto...

Piena di speranza sicuramente ma anche inquietante.

Ogni nostro piccolo gesto può cambiare in positivo o in negativo la vita degli altri.

Una bella responsabilità!

Diciamo che questo fatto, se realmente accaduto, è fortunatamente limite: "uno su un biliardo".

Il sofista mi mancava e il suo discorso mi sembra un attimo assurdo ma può essere che non ho capito.

Certo non mi permetterei mai di criticare un sofista ma:

la tragedia è una commedia e in quanto tale non è realtà: in questo senso è un'illusione.

Chi illude quindi è un attore che all'interno di una commedia è piu "giusto" di chi non rappresenta altri che se stesso.

Chi recita, SEMBRA più saggio di chi vive la verità ma sta solo recitando e quindi non possiamo sapere se è veramente più saggio o no.

Boh? La filosofia stimola il mal di testa.

Matteo Mazzoni ha detto...

@filo mena: "Uno su un biliardo" non è male... Meglio una :-) Comunque, quanto ai mal di testa filosofici, hai ragione...

Antonio Candeliere ha detto...

interessante