16 settembre 2008

Richard Wright


Richard William Wright
(Londra, 28 luglio 194315 settembre 2008) è stato un tastierista britannico, noto per la sua militanza nel gruppo inglese Pink Floyd.

Nato in una famiglia benestante nel quartiere di Hatch End a Londra, appena adolescente entra al London College of Music, e lì ha il suo primo impatto con la musica. Abbandona le lezioni di pianoforte dopo appena due settimane. In seguito si iscrive al politecnico di Regent Street alla facoltà di architettura. Qui conosce Roger Waters e Nick Mason, ma ben presto abbandona gli studi per seguire la sua passione per la musica. Nel 1965 i tre, insieme a Syd Barrett, fondano i Pink Floyd.

Dopo l'uscita di Syd Barrett, Wright diventa il compositore melodico del gruppo. La somiglianza della sua voce con quella del chitarrista subentrato a Barrett, David Gilmour, viene sfruttata per creare in alcune canzoni effetti particolari.

Benché non prolifico quanto i suoi compagni Waters e Gilmour, Wright ha contribuito in modo decisivo ai brani di ampio respiro e di toni epici, quali A Saucerful of Secrets, Echoes, e Shine on You Crazy Diamond. I suoi pezzi di maggior successo commerciale sono due canzoni dell'album Dark Side of the Moon (1973): The Great Gig in the Sky e Us and Them, ma anche Keep talking tratta da The Division bell (1994).

Da ricordare tra le sue composizioni sono certamente anche Sysyphus dell'album Ummagumma (1969) e Summer ‘68 dell'album Atom Heart Mother (1970).

L'album dei Pink Floyd in cui è maggiore il suo contributo è senz'altro Wish you were here. Non c'è praticamente uno spazio in quest'album dove non ci sia, di sottofondo, il tappeto musicale di Wright. Suo è inoltre il brano musicale — in cui ricorre a tre sintetizzatore suonati contemporaneamente — che termina l'album, suonato da solo senza la partecipazione degli altri tre.

In seguito ad alcuni problemi personali legati alla propria vita privata (divorzio), e probabilmente anche a un eccessivo uso di cocaina (peraltro sempre smentiti dall'interessato), Wright viene espulso da Roger Waters durante la registrazione di The Wall (1979). Continua a suonare nei successivi concerti del 1980 e del 1981 che promuovono l'album, ma solo come musicista stipendiato anche se bisogna sottolineare che in ogni caso nei saluti finali era sempre presente assieme agli altri Floyd. Ironicamente, Wright fu l'unico a guadagnare economicamente dai concerti, dato che i costi — così come la sua paga — dovettero essere pagati dagli altri membri del gruppo.

L'album successivo, The Final Cut (1983), è l'unico a cui Rick Wright, ormai definitivamente allontanato dal gruppo, non contribuisce. Nonostante questo, lui e il batterista Nick Mason sono i soli componenti del gruppo ad aver suonato in ogni concerto dei Pink Floyd, posto che The Final Cut non ebbe alcun tour promozionale.

Nel 1984 forma un gruppo con Dave Harris, gli Zee. Dopo aver firmato un contratto con la Atlantic Records, gli Zee pubblicano il loro primo e unico album, Identity.

A seguito del completo insuccesso dell'album, Wright, assente dal gruppo sin dai concerti di The Wall del 1980-81, fu chiamato da Gilmour per dare una mano durante le session conclusive di A momentary lapse of reason (1987) (Waters ha ormai lasciato il gruppo da quattro anni), collaborando in alcuni brani dell'album. È reintegrato a pieno titolo come membro del gruppo con l'album Delicate Sound of Thunder (1988), un doppio che seleziona tra il materiale registrato durante concerti della tournée seguente all'album.

Nell'album successivo, Division Bell (1994), scrive cinque canzoni e canta Wearing the Inside Out, certificando la sua personale rinascita artistica a livelli eccelsi.

Incoraggiato dal decisivo contributo fornito a The Division Bell, nel 1996 Wright pubblica il suo secondo album da solista, Broken China, in cui tra gli ospiti appaiono talenti come Sinead O'Connor, Pino Palladino e Tim Renwick. L'album non ha successo commerciale ma nel tempo è stato davvero rivalutato, tanto che un brano di quest'album è stato inserito nella scaletta dei pochi concerti di Gilmour del 2001-2002.

Nel 2006 Wright ritorna nello studio di registrazione con Gilmour per collaborare al terzo album da solista di quest'ultimo, On an Island suonando in due brani. L'album avrà un successo di critica e commerciale davvero clamoroso e raggiugerà il n.1 in molti paesi come l'Italia ed il Regno Unito. Al successivo tour di David Gilmour, Wright ha partecipato in qualità di membro stabile dando fondo a tutto il suo repertorio tastieristico e contribuendo anche in termini di prestazioni vocali, illuminando con la sua sensibilità la scena. Anche il tour ha avuto un grande successo in tutte le date. Testimone dell'esperienza e della levatura musicale di Wright ne è il DVD del tour pubblicato in italia il 14 settembre 2007.

Da un punto di vista strumentale Richard Wright nel corso della storia dei Pink Floyd ha costruito il "muro sonoro" oltre il quale si stagliavano gli epici assoli di Gilmour. Di estrazione jazzistica, è riuscito ad evolversi sino ad entrare in ambiente psichedelico con naturalezza ed una sensibilità davvero impareggiabili.

I suoi momenti più alti possono essere considerati per intero i primi due album del gruppo, il riff ripetuto all'organo di Atom Heart Mother, i sintetizzatori carichi di effetti di Any colour you like, insieme a quelli quasi ossessivi di Welcome to the machine e di Dogs, l'intro di Sheep, il giro di Hammond in Pigs (Three Different Ones) e la parte tastieristica dell'album The Division Bell. I suoi capolavori indiscussi, anche a livello compositivo, rimangono senz'altro il muro sonoro e l'intro di Echoes, l'intera parte sonora di The Great Gig In The Sky, il piano di Us and Them, i sintetizzatori di Shine On You Crazy Diamond.

Come cantante dei Pink Floyd ha sempre fornito un supporto sporadico ma di spessore, spesso come canto di accordo. Le sue migliori performance canore sicuramente sono ravvisabili nei brani Echoes, Time, Burning Bridges, e Wearing the Inside Out. Notevole anche la sua prestazione vocale nella versione live di Arnold Layne, primo singolo dei Floyd, riproposto nel 2006 da David Gilmour nell'On an island tour.

Richard Wright muore improvvisamente il 15 settembre 2008, dopo una breve lotta contro un cancro.[1]


Fonte: Wikipedia


A livello personale, ricordo le sue grandi performance nei concerti dei Pink Floyd a Modena nel 1994 e di David Gilmour a Firenze nel 2006. Richard Wright, l'anima del leggendario sound dei Pink Floyd, un grande musicista, anche se sempre in ombra. Che tu possa essere nella Pace, Rick.

E infine un contributo visivo e sonoro: "Summer '68" dei Pink Floyd, composta dal solo Richard Wright (non ricorda qualcosa questo pezzo?).

8 commenti:

Gabriele ha detto...

Bravo Matteo!!!

I wish you were here Richard

Matteo Mazzoni ha detto...

@gabriele: un post doveroso... Ma tu hai capito a cosa alludevo parlando di "Summer of '68"?

S.B. ha detto...

Un gruppo come i Pink Floyd davvero manca sulla scena musicale..

Matteo Mazzoni ha detto...

@s.b.: hai ragione... Ma non ricordi una famosa canzone che è "Summer '68" spiccicata (del 1981, preciso, quindi Wright è plagiato, non plagiario)?

y ha detto...

A me non ricorda proprio niente (per evidente ignoranza musicale nei loro confronti ma non è affatto un problema). I Pink Floyd li ascolto quando faccio le pulizie perché altrimenti mi annoierei a morte.

Sono canzoni "da fumo" e infatti facevano parte dell'era psichedelica no?

Tocca a tutti prima o poi.

Purtroppo.

Matteo Mazzoni ha detto...

@y: la canzone di cui parlo è "Fiume Sand Creek" di Fabrizio De André, comparsa undici anni dopo "Summer '68" (che fra l'altro tutto è tranne che una canzone sessantottina)... Mi duole dirlo, ma la somiglianza è inquietante: ascoltare per credere... "Da fumo" secondo me erano forse i pezzi dei primi Pink Floyd, quelli di Syd Barrett, ma poi il loro sound ha assunto dimensioni maestose, quasi sinfoniche (e in questo il merito di Richard Wright è stato grande e non sempre riconosciuto)... Morire tocca a tutti, è chiaro, anche alle leggende della musica... Riposa in pace, Rick...

Gio ha detto...

Complimenti per l'ottimo post.
Senza la sua tastiera non ci potranno essere più i Pink Floyd.
Anch'io l'ho ricordato nel blog di un amico.
Allego il link collegato sul mio nome se vorrai lasciargli un ricordo
Ciao Rich.

Matteo Mazzoni ha detto...

@gio: come avrai visto, anch'io ho scritto qualcosa... E linko anche il blog... A risentirci...