11 novembre 2010

E se in Russia fallisce anche una fabbrica di Kalashnikov...

Tiro al piattello vuoto [1]




Alla vigilia del 91° compleanno di Michail Kalašnikov gli operai della fabbrica di armi di Iževsk [2] che non ricevono soldi hanno dichiarato sciopero


I lavoratori della fabbrica di armi di Iževsk (del gruppo Ižmaš [3]) si sono messi in sciopero. L'azione di protesta legata al grande ritardo degli stipendi va avanti in uno dei reparti per la produzione di armi da fuoco. Come ha chiarito al corrispondente della “Novaja gazeta” il capo dell'ufficio stampa dell'Ižmaš Aleksandr Badica, qualche decina di persona ha informato l'amministrazione della cessazione del lavoro fino al pagamento degli arretrati degli stipendi. Tra l'altro tutti questi si trovano nei propri settori.

L'agenzia di stampa locale “Susanin” ha comunicato che a novembre ai lavoratori della fabbrica di armi è stato dato un anticipo per luglio. I lavoratori operai hanno ricevuto 2-3 mila rubli [4] e lo stipendio medio qui non supera i 7 mila [5]. In questa situazione a molti non bastano i soldi per il cibo e il viaggio fino al posto di lavoro.

A ottobre la fabbrica di armi è passata alla settimana lavorativa di tre giorni – presumibilmente fino a marzo dell'anno prossimo. Questo è stato fatto per riavviare in parte la produzione ed evitare licenziamenti di massa.

– Le commesse statali non arrivano neanche al dieci per cento delle possibilità dell'impresa, – dice Aleksandr Badica. – Tre settimana di lavoro normale ed ecco fatta tutta la commessa.

Quando non c'è possibilità di lavorare per il proprio stato, si rafforza il desiderio di lavorare per un altro – attraverso il “Rosoboronèksport” [6]. Ma qui con i contratti sono sorte alcune difficoltà, perciò non si vedono accordi né soldi.

E' chiaro che in tali condizioni fanno poco gli sforzi dell'Ispettorato Statale del Lavoro della repubblica di Udmurtia, della procura della repubblica e di altre organizzazioni a cui i lavoratori si sono rivolti per il mancato pagamento degli stipendi. Hanno scritto una lettera anche al presidente dell'Udmurtia Aleksandr Volkov e subito è comparso un comunicato: Volkov, valutato lo stato delle cose all'Ižmaš con la dirigenza della corporazione statale Rostechnologii [7] ritiene che l'impresa non possa sfuggire le procedure per il fallimento.

Lo sciopero dei lavoratori della fabbrica di armi – avvenimento di per se unico e che attrae l'attenzione – è casualmente giunto il giorno del compleanno del progettista Michail Timofeevič Kalašnikov, che il 10 novembre compie 91 anni. Kalašnikov lavora come un tempo per l'Ižmaš come progettista principale di armi da fuoco. Non è un segreto che la sua potente autorità in precedenza ha aiutato più di una volta gli uomini dell'Ižmaš a risolvere a Mosca problemi difficili per il gigante del complesso dell'industria bellica. Ma la minaccia del fallimento è un compito più difficile dei precedenti.

E ancora una difficoltà. A differenza delle altre imprese, una fabbrica di armi non può regolare i conti con le proprie maestranze nel noto modo russo – con la propria produzione.

Boris Bronštejn
nostro corrispondente

10.11.2010, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2010/126/08.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Gioco di parole difficile da rendere perché “piattello” e “piatto” si esprimono in russo con la stessa parola.

[2] Capitale della repubblica autonoma di Udmurtia, nella Russia europea centro-orientale.

[3] Iževskoe Mašinostroitel'nyj Zavod (Fabbrica Metalmeccanica di Iževsk), gruppo metalmeccanico che produce automobili, motociclette e armi.

[4] Circa 50-70 euro.

[5] Circa 165 euro.

[6] “Russia-Difesa-Esportazione”, ente preposto all'esportazione di armamenti.

[7] “Tecnologie Russe”, ente statale che presiede alle tecnologie militari.

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