31 ottobre 2006

Una canzone in cui mi rivedo

L’ELEFANTE E LA FARFALLA
Sono l'elefante
e non ci passo,
mi trascino lento
il peso addosso.
Vivo la vergogna
e mangio da solo e non sai
che dolore sognare per chi non può mai.
Sono l'elefante
e mi nascondo,
ma non c'e' rifugio
così profondo.
Io non so scappare,
che pena mostrarmi così
al tuo sguardo che amo e che ride di me.
Una farfalla sei,
leggera e libera su me,
mai,
non ti raggiungerò mai,
mi spezzi il cuore e te ne vai
lassù.
Sono l'elefante,
che posso fare,
inchiodato al suolo
e a questo amore.
Provo ad inseguirti,
ma cado e rimango così,
non puoi neanche aiutarmi, ti prego vai via.
Una farfalla tu sei,
leggera e libera su me,
mai,
non ti raggiungerò mai,
mi spezzi il cuore e te ne vai
da me.
Dentro di me, dentro di me
ho un cuore di farfalla
e non potrai vedere mai
quanto lui ti assomiglia,
dentro di me, dentro di me
ho un cuore di farfalla
e non potrai vedere mai
quanto lui ti assomiglia
Dentro di me, dentro di me
ho un cuore di farfalla.


Ringrazio Vincenzo Incenzo per questo bel testo e Michele Zarrillo per la musica e l'interpretazione.

29 ottobre 2006

Certe spiritosaggini da Internet stanno diventando stucchevoli? Qualcuno gli ha "risposto"...

90 buoni motivi per essere un uomo.

Ma certa gente si rende conto di quello che scrive??? Vediamo di analizzarlo bene... tra parentesi ho messo i miei commenti.

1. Le conversazioni telefoniche durano in media 30 secondi. (Non sono muto....)
2. Le scene di nudo nei film sono praticamente sempre femminili. (Beh, se tu guardi solo i porno...)
3. Sai come funziona un’autovettura. (Anche le donne, suppongo...)
4. Una vacanza di 5 giorni necessita di una valigia sola. (Questo è vero)
5. Il calcio la domenica. (Chissenefrega, ve lo cedo volentieri...)
6. Non devi eseguire dei monitoraggi sulla vita sessuale dei tuoi amici. (Nemmeno le donne lo fanno...)
7. Le file per andare in bagno sono dell’80% più corte. (Dipende, dipende)
8. Riesci ad aprire i vasetti da solo. (Questa è talmente idiota che non la commento)
9. I vecchi amici non ti rompono le palle se aumenti o diminuisci di peso. (Dici?)
10. Lavanderie e parrucchiere non ti spelano vivo. (Da che parrucchiere vai???)
11. Quando cambi canale, non devi fermarti ad ogni scena di qualcuno che piange. (Tu qui stai parlando di donne sadiche!)
12. Il tuo culo non è mai un fattore chiave in un’intervista. (Ma tu che canali guardi???)
13. Tutti i tuoi orgasmi sono veri. (Questa purtroppo non posso commentarla per mancanza di prove)
14. La pancia gonfia dovuta al bere non ti rende invisibile al sesso opposto. (Tu le donne non le conosci, dimmi la verità...)
15. Non hai problemi se il W.C. pubblico è senza la tavoletta per sedersi. (Dipende...)
16. Non devi trascinarti in giro una borsa piena di roba inutile. (Già, la fai trascinare alla tua fidanzata rifilandogli quello che ti da fastidio nelle tasche :D)
17. Puoi andare in bagno senza un gruppo di sostegno. (Anche questo è vero)
18. Il tuo cognome resta uguale. (Non ci sono così affezionato...)
19. Puoi lasciare un letto d’albergo disfatto. (Non tutte le donne lo rifanno...)
20. Quando viene criticato il tuo lavoro non pensi che i tuoi colleghi ti odiano. (No, gli stai semplicemente sui co...)
21. Puoi finire tutto il tuo cibo. (Se ci riesci)
22. Il box auto è tutto tuo. (Ma la ragazza la devi portare in giro ovunque tu.. non so chi ci guadagna)
23. Non ti becchi delle lodi extra per ogni più piccolo atto di intelligenza. (Perché, a me questo capita??? -.-)
24. Nessuno ti domanda se "ingoi". (Questa è una cosa da film porno -.-)
25. Puoi farti la doccia ed essere pronto in 10 minuti. (Verissimo)
26. Il sesso significa non preoccuparsi mai della propria reputazione. (Questa non l'ho capita)
27. I piani del matrimonio si curano da soli. (E poi ti lamenti se il matrimonio lo trovi noioso...)
28. Se qualcuno si dimentica di invitarti, lui o lei può ancora esserti amico. (Cavoli che buon cuore che hai!)
29. Le tue mutande possono costare 5 euro per una confezione da tre. (I boxer di super Mario li ho pagati 9$)
30. Nessuno dei tuoi colleghi ha il potere di farti piangere. (Ma le donne mica frignano in continuazione..)
31. Non devi raderti più in giù del collo. (Sacrosante parole...)
32. Non devi sdraiarti vicino ad un culo peloso ogni notte. (Per fortuna!)
33. Se hai 34 anni e sei "single" nessuno ci fa caso. (Qui secondo me ti stai autogiustificando)
34. Puoi scrivere il tuo nome nella neve. (yuhu.. che bello.. come me ne vanto...)
35. Tutto sul tuo viso resta del suo colore originale. (Beh, alle donne piace truccarsi...)
36. Il cioccolato è solo un altro spuntino. (Zitto, sono a dieta)
37. Puoi diventare presidente della repubblica. (Ah sì? Le donne non possono? Non lo sapevo)
38. Puoi goderti un viaggio in macchina in silenzio sul sedile del passeggero. (Non tutte le donne sono logorroiche come noi due che scriviamo cavolate)
39. I fiori rimediano tutto. (MAGARI)
40. Non devi mai preoccuparti dei sentimenti degli altri. (Non sono un insensibile...)
41. Pensi al sesso il 90% delle tue ore trascorse sveglio. (Non sono un maniaco sessuale...)
42. Puoi indossare una maglietta bianca in un parco acquatico. (Se lo fai sei un cretino)
43. 3 paia di scarpe sono più che sufficienti. (Conosco dei ragazzi che ne hanno molte di più)
44. Puoi mangiarti una banana in un negozio di ferramenta. (Hai appena dimostrato di avere una mente perversa)
45. Puoi dire qualsiasi cosa e non preoccuparti di cosa pensano le persone. (Se sei un eremita senza amici)
46. I preliminari sono optional. (Se fai autoerotismo...)
47. Micheal Bolton non vive nel tuo universo. (.... grazie a te ho scoperto che TUTTE LE DONNE sono fan di Michael Bolton...)
48. Nessuno smette di raccontare una bella barzelletta sporca quando entri nella stanza. (Le donne sì :D Perchè non vogliono farsi sentire dagli uomini mentre raccontano barzellette sporche tra di loro!!!)
49. Puoi strapparti la maglietta in una giornata afosa. (Poi me la ripaghi tu?)
50. Non devi rimettere in ordine l’appartamento se arriva un tecnico per leggere i contatori. (Sì, altrimenti non trova il contatore...)
51. Non ti senti mai obbligato a fermare un amico dal farsi una sana scopata. (Vero, cavoli suoi)
52. I meccanici d’auto ti dicono la verità. (MA QUANDO MAIIIIIIIIII.. cosa sei, un meccanico che si fa pubblicità???)
53. Non te ne frega un cappero se nessuno se ne accorge del tuo nuovo taglio di capelli. (Però ti incazzi quando perdi i capelli)
54. Puoi guardare un programma televisivo con un amico in perfetto silenzio senza pensare "è incazzato con me". (penso che nemmeno le donne siano così complicate)
55. Non interpreti mai male le frasi innocenti che velano il fatto che il tuo amante sta per mollarti. (Dì la verità.. hai scritto tutto questo perché sei stato mollato)
56. Non ti alzi mai di scatto per prendere a sberle le cose. (Ma tu che donne conosci???)
57. La cera calda non arriva mai vicino alla tua zona pubica. (SACROSANTISSIME PAROLE)
58. Hai uno stesso stato d’animo, sempre. (Non sono un robot)
59. Puoi ammirare Clint Eastwood senza morire di fame per avere qualche somiglianza. (Eh???)
60. Non devi mai tirare dritto davanti ad una stazione di servizio perché "fa schifo". (A volte l'ho fatto anch'io...)
61. Conosci almeno venti modi per aprire una bottiglia di birra. (Mi basta l'apribottiglie, e comunque sono astemio)
62. Puoi sederti con le gambe divaricate non importa cosa indossi. (E gli scozzesi?)
63. Stesso lavoro…più soldi. (Vengo a lavorare con te)
64. Capelli bianchi e rughe rendono interessanti. (Questa fa ridere)
65. Non devi lasciare la stanza per fare degli interventi d’urgenza al cavallo. (Le donne lo fanno???)
66. Vestito nuziale 5.000 euro; abito da sposo 500 euro. (Mi dici dove l'hai preso che me lo segno??)
67. Non te ne frega niente se ti parlano alle spalle. (.... complimenti che stoicismo)
68. Con 400 milioni di spermatozoi per colpo, potresti raddoppiare la popolazione terrestre in 15 volte, almeno in teoria. (Lo terrò a mente se dovessi rimanere l'ultimo uomo sulla terra)
69. Non devi guardare voglioso il dessert degli altri. (T'ho detto che sono a dieta)
70. La gente non sbircia il tuo torace mentre ti parla. (Se ci scrivi "sono un pirla" sì)
71. Puoi andare da un amico senza portare un piccolo dono. (La befana è solo una...)
72. Feste d’addio al celibato sotterrano quelle della futura sposa. (Ok, qui hai ragione)
73. Hai una relazione normale e sana con tua madre. (Varia da famiglia a famiglia)
74. Puoi comperare preservativi senza che il negoziante ti immagini nudo. (E se il negoziante è una donna?)
75. Non devi far finta di aver bisogno di darti una "rinfrescata" per andare in bagno. (solitamente è il contrario... vanno in bagno e poi si rifanno il trucco)
76. Se ti dimentichi di telefonare a un amico, quello non andrà in giro a dire che sei cambiato, che sei diverso. (Tu conosci solo paranoici?)
77. Un giorno sarai un vecchio porco. (Lo sono già ora)
78. Puoi rendere razionale qualsiasi comportamento con un utilissimo "vaffanculo". (Complimenti per la logica ferrea)
79. Se un altro ragazzo arriva ad una festa vestito come te, potresti diventare il suo miglior amico. (Questa è una cosa da gay)
80. Un bel rutto. E’ quasi atteso di tanto in tanto. (Che schifo -.-)
81. Non devi mai perdere un’opportunità sessuale perché "non te la senti". (Nemmeno le donne "devono", se non se la sentono vuol dire che non gli ispiri tu :D)
82. Pensi che l’idea di calciare un cagnetto rompiballe sia divertente. (......)
83. Se qualcosa di meccanico non ha funzionato, gli puoi dare una martellata e lanciarlo attraverso la stanza. (Complimenti...)
84. Le scarpe nuove non ti tagliano, non ti fanno venire le vesciche o ti deformano i piedi. (Hai una cattiva idea delle scarpe femminili)
85. I film porno sono stati ideati ragionando come tu ragioni. (Mi offendo -.-)
86. Non devi ricordare i compleanni oppure gli anniversari di tutti. (Questione di memoria)
87. Se una persona non ti piace non vuol dire che non ci puoi fare una bella scopata. (Tu sei un mandrillo)
88. Puoi stare tranquillo che i tuoi amici non ti incastreranno mai con un "noti qualcosa di diverso?". (Eh???)
89. Baywatch. (Non mi piacciono le bambole gonfiabili)
90. C’è sempre una partita trasmessa da qualche parte. (E chissenefrega)
In conclusione... Su 90 quelle valide sono al max 5 o 6.. a momenti fanno meno ridere le domande nella rubrica de "Cioè".....


90 motivi per essere una donna
E vediamo cosa ne viene fuori... tra parentesi sempre i miei commenti.
1. Non sei costretta a tenere conto fin dall'adolescenza delle dimensioni del tue parti intime. (Infatti le adolescenti non sanno nemmeno cos'è il "complesso del seno")
2. Non e' detto che se non ti piace il calcio sei gay. (Non è detto nemmeno se sei uomo...)
3. Ti puoi innamorare senza essere derisa da tutti i conoscenti e non. (No è il contrario, ti pigliano per il... se sei single da una vita)
4. La testa e' un organo ben separato dal pube. (Grazie per il complimento)
5. ...e funziona più di quanto gli uomini vogliano credere. (Mai detto nulla)
6. L'organo sessuale femminile e' uno dei più efficaci strumenti di potere al mondo. (Dopo il petrolio)
7. Se lasci la tavoletta del water abbassata non è solo perché hai fatto cacca. (...)
8. Puoi sempre rimediare agli errori di madre natura con qualche ritocco qua e la. (...Lady Frankenstein)
9. I lavori faticosi non li fai tu. (Vi piacerebbe vero?)
10. Ti puoi permettere di piangere quando ti pare e piace. (Ribadisco che le donne non sono così frignone...)
11. Tua madre non ti fa le piste perché ti devi tagliare i capelli. (Ma te le fa se te li tagli quando ti danno fastidio)
12. Tuo padre non ti fa le piste perché ti devi fare la barba. (Meno male :D)
13. Puoi accavallare le gambe in scioltezza. (Sopravvivo anche senza farlo...)
14. Le conchiglie sono solo dei bei gusci che trovi al mare. (Io non ho mai messo la conchiglia...)
15. Nessuno ti costringe a inventare prodezze in campo sessuale per sentirti "uno della compagnia". (Chi frequenti, Rocco Siffredi e Cicciolina?)
16. Non sei soggetto all'effetto mandria quando sei in compagnia di un numero superiore a due di tuoi consimili. (No? :D Ricordo ancora quando ho accompagnato mia madre agli ultimi saldi della Triumph)
17. Quando cambi canale, non devi fermarti ad ogni scena di nudo femminile. (Neanche noi "dobbiamo"...)
18. Non ti accalappiano le pubblicità con le donne nude (circa il 90% del trash televisivo). [Ueeeee!!! Le parentesi sono mie!!! Ladri!!!]
19. La casa di una donna single si distingue da una cuccia per cani. (Infatti i cani vivono più comodi)
20. Ti puoi esprimere in maniera raffinata e sottile usando svariati mezzi di comunicazione grazie ai quali riesci ad esprimere dettagliatamente pensieri articolati e precise opinioni argomentate molto oltre un "si" o un "no". (Non sono un automa)
21. INDIPENDENTE: sai sempre dove sono i tuoi calzini. (Anch'io... Mammaaaaaaaaaaaa!)
22. ECONOMICA: a parità di lavoro costi meno. (Vantatene :D)
23. VERSATILE : in una giornata svolgi almeno 3 lavori differenti. (Io di più -.-)
24. INTELLIGENTE: non hai bisogno di usare il centimetro, ... (eh?)
25. DINAMICA: non passi la domenica sprofondata sul divano. (Non sono un bradipo)
26. SENSIBILE: sai dire in mille modi diversi la frase "mi fai schifo". (Ora me li elenchi tutti.)
27. ARGUTA: ti basta un cenno per capire quello che gli altri non ti vogliono dire. (Più che altro te lo immagini e credi sia vero)
28. Se sei bassa, sei FUNZIONALE. (-.-)
29. Se lui e' ING. ARCH. DOTT. AMM. ecc., e' sempre lei che comanda a casa. (Questo è vero :D)
30. Se sei figa te la puoi tirare. (Elastico-mode ON)
31. La macchina e' solo un mezzo di trasporto. (e c'e' sempre qualcuno che te la può riparare) [Idem...]
32. Trovi sempre qualcuno che ti paga la cena. (Vero)
33. Sei sempre seduta sulla tua fortuna. (Dipende, non tutte le donne lavorano con quello)
34. In caso di separazioni il figlio e' sempre della mamma. (Cavoli di chi si separa)
35. Hai l'innato l'uso della parola (Io invece l'ho imparato con un corso per corrispondenza)
36. Puoi parlare e pensare a due cose diverse contemporaneamente. (Qui ti invidio)
37. Hai il sacrosanto diritto di sparare stronzate senza che qualcuno te lo faccia notare. (Ti faccio notare che hai sparato una stronzata colossale)
38. Sei un'ARTISTA: riesci a far coincidere lavoro-casa-figli-marito-amante. (Se aggiungi l'amante non sei un'artista ma una zo...)
39. Non hai parti di cervello inutilizzate. (Studia di più...)
40. In te e attorno a te cresce la vita. (In te ok... ma attorno a te? VODAFONE! TUTTO INTORNO A TE!)
41. Non sei obbligata a uscire con la camicia stropicciata quando la mamma e' in vacanza (Esistono le lavasecco)
42. Se ti guardi allo specchio, lo fai per vedere se sei carina, non per controllare se hai l'aria "abbastanza sciupata" (Io mi dico sempre MADONNA CHE FIGO!!! Scherzavo scherzavo...)
43. Puoi entrare in profumeria a spendere una cifra folle senza chiederti se sei lesbica (E questa come ti è venuta in mente?)
44. Se una barzelletta non ti piace, puoi permetterti di non ridere anche se e' sconcia (Lo faccio anch'io se una barzelletta è idiota...)
45. Puoi permetterti di cambiare idea quando ti pare, giustificandoti con la semplice "incoerenza femminile" (...)
46. Puoi avere un amico senza desiderarlo come amante (Non è che vorrei portarmi a letto tutte le mie amiche...)
47. Vivi più a lungo (e più intensamente) [E ce lo rinfacci per tutta la nostra breve vita]
48. Non corri il rischio di fare un figlio a 70 anni (Mentre noi potremmo ripopolare la terra uhuhahahahah)
49. Sei tu a scegliere chi vuoi sposare (e solo se ti vuoi sposare) [E se lui non accetta?]
50. Se una sera non ne hai voglia, non ti viene subito il dubbio di avere "qualcosa che non va". (Non posso commentare per mancanza di prove)
51. Quando sei giovane, te ne puoi sposare uno vecchio e ricco, così quando sei vecchia te ne puoi prendere uno giovane (Furbetta...)
52. Non imposti la tua vita in modo da avere abbastanza tempo per fare 5 ore di palestra al giorno altrimenti non ti crescono abbastanza in fretta i muscoli (Però passi quelle 5 ore dalla parrucchiera, dall'estetista...)
53. Hai hobbies diversi dal guardare lo sport alla tele (Anch'io...)
54. Sai alimentarti in modo sano e variato senza per questo sentirti "in punizione" (Non è vero, ti lamenti pure tu :D)
55. Vedi la vita in rosa (Mi spiace... Ti do il numero del mio ottico?)
56. Non ti devi preoccupare di "fare cilecca". ('Azz, è vero)
57. Non ricevi la solita cravatta in regalo. (Ma ricevi il solito intimo microscopico che inoltre è umiliante...)
58. Puoi indossare collane d'oro massiccio senza sembrare un tamarro. (Non ci tengo ad indossarle :D)
59. Non sei costretta a subire uno sguardo indagatore alle tue parti intime quando fai pipì in un bagno pubblico. (Oh, ma noi uomini mica stiamo a guardarcelo!!!)
60. Con qualche spermatozoo congelato potresti fare sopravvivere il genere umano se anche non rimanesse un uomo sulla terra. (Così soffri senza divertirti)
61. Puoi telefonare ad un amica anche solo per chiederle "come va?" . (No noi invece no... MA VA LAAAA...)
62. Indossare un nuovo capo di biancheria intima rimedia tutto. (E qui i furbi siamo noi..)
63. Non sei costretta a giacca e cravatta ad un matrimonio di Luglio. (Ma al matrimonio ci arrivi in ritardo perché non sai cosa mettere)
64. Non avrai mai il dubbio che "quello sia tuo figlio". (E questo è vero...)
65. Lasci che sia lui a dannarsi su dove portarti al primo appuntamento. (Grazie -.-)
66. Puoi sempre sfuggire a situazioni difficili o noiose per "darti una rinfrescata". (Ah ecco perchè!!!)
67. Anello di fidanzamento 5.000.000; cravatta 100.000 lire. (Se lui è ricco altrimenti ti becchi l'anello delle bancarelle)
68. Non hai dovuto superare quella fase dell'adolescenza in cui gli uomini occupano il bagno l'80% della giornata. (Io non ci sono mai entrato...)
69. Puoi parlare dei tuoi più intimi problemi con una vera amica senza sentirti in imbarazzo. (Questo ve lo invidio)
70. Le vendette delle donne possono essere mooolto più schiaccianti. (Dipende dal quoziente di bastardaggine)
71. Non puzzi come un caprone se salti un giorno la doccia. (No, profumi di rosa...)
72. Conosci almeno venti modi per dare un due di picche e mantenere l'amicizia. (Vero)
73. ...e altri venti modi per dare 2 di picche e farlo sentire una merda. (Anche questo è vero...)
74. Se proprio non hai voglia di lavorare, puoi fare la mantenuta. (Se ci riesci)
75. Aldo Biscardi non e' nel tuo universo. (Nemmeno nel mio...)
76. C'e' sempre un nuovo vestito da indossare da qualche parte. (Invece noi ne abbiamo solo uno)
77. Puoi distrarre l'attenzione della gente dalla conversazione con solo il tuo torace. (E poi te ne lamenti)
78. Puoi nascondere le occhiaie con il trucco (Non solo quelle...)
79. Al ristorante ti servono per prima (Vero.. certo che siete fortunate!!!)
80. Se non sei motorizzata, trovi sempre qualcuno che ti da un passaggio (Se ti fidi a salire...)
81. Riesci a farti togliere la multa dicendo che il semaforo era "rosa" (Anche questa è troppo idiota, non la commento)
82. Comandi sempre tu tranne che nel ballo (E poi ti svegli)
83. Se d'estate vieni in ufficio con i pantaloncini non ti sbattono fuori. (Preferisco i jeans)
84. Puoi cambiare look quando ti pare (No, invece noi nasciamo e moriamo con lo stesso look)
85. Il "gruppo di sostegno" e' bello. (Contenta tu...)
86. Puoi dedicarti ad attività considerate tipiche dell'altro sesso e sarai considerata emancipata e non "frocio". (Vero... non è giusto!!!)
87. Se hai litigato con il rasoio non ne mostrerai i segni sulla faccia la mattina (Però tu litighi con la cera e fa molto più male...)
88. Non ti preoccuperai mai del confronto delle tue parti intime con quelle della sua ex. (Però ti preoccupa il confronto di tutto il resto!)
89. Puoi permetterti di lasciarti credere il "sesso debole" (Ormai non ci crede più nessuno..)
90. Basta un sorriso e uno sguardo dolce per risolvere tutto. (Sigh, è vero)

Un'ultima mia considerazione... BASTA CON QUESTE LEGGENDE METROPOLITANEEEEEEEEE


Fonte:

http://garethbendrake.spaces.live.com/?_c11_blogpart_blogpart=blogview&_c=blogpart&

partqs=cat%3dComputer%2be%2bInternet (Le pazze avventure di Drake)

"Il calcio non esiste. Il calcio esiste solo nella mente di quelli che ci credono." (Claudio Ranieri)

DIETRO DI LORO C’E’ BISOGNO DI GAS SU GAS
I cento milioni di euro versati dalla Gazprom allo Schalke-04, hanno rallegrato solo il suo tifoso Gerhard Schröder

E’ noto a tutti che Vladimir Vladimirovič[1] non ama il calcio. Nel senso che è freddino nei suoi confronti. In una sera freddina dell’ottobre 2001 c’è stata l’unica comparsa del presidente in tribuna: allora lo Spartak cedette al Bayern per 3-1. Una sola volta, l’anno scorso, Putin ha ricevuto dei calciatori. Ma allora il CSKA aveva vinto la coppa UEFA e ignorare lo storico fatto sarebbe stato dannoso per i sondaggi, perciò il presidente fu costretto a palleggiare e a provare la maglia n. 1 del club dell’esercito[2].
La scorsa settimana la quantità di maglie presenti nella collezione presidenziale è raddoppiata: il capo di stato russo ha dedicato la sua attenzione (un’attenzione particolare per un incontro di protocollo) alla firma dell’accordo per la sponsorizzazione tra la Gazprom e il club tedesco Schalke-04.
Putin, che in generale affronta seriamente le formalità, non è stato confuso neanche dal fatto che la sua corrispettiva Angela Merkel nonostante le attese non fosse presente all’incontro e che da parte tedesca presenziasse solo il capo dello Schalke Clemens Tennis – personaggio di grandezza incomparabile a quella di Putin. A questo fatto poi è stata dedicata metà della lunga intervista del presidente al giornale “Süddeutsche Zeitung”[3]. Se la nazionale russa avesse vinto il campionato d’Europa, difficilmente il capo dello stato avrebbe potuto dedicare a questo fatto maggiore attenzione.

E’ tutto logico – Putin non ama il calcio, ma ama il gas e la politica estera. Proprio come a un elemento fondamentale per indirizzare la politica estera – l’appoggio agli sforzi delle industrie estrattive statali di farsi una posizione in Europa – il presidente, evidentemente guarda all’investimento della Gazprom nello Schalke. Ricordiamo che si tratta di un investimento tra i 100 e i 125 milioni di euro in cinque anni, a seconda dei risultati della squadra.
Nella stessa intervista al “Süddeutsche Zeitung” Putin ha cercato di spiegare il senso politico dell’accordo: beh, lo Schalke è la squadra dei lavoratori delle montagne e dei minatori, cioè la compagnia russa fa un dono generoso, il più prossimo e comprensibile al proletario tedesco e per mezzo suo – all’opinione pubblica tedesca. La Gazprom sarà meno temuta e più amata.
In effetti chiunque investa soldi nello Zenit[4], a Piter[5] e nella regione di Leningrado[6] lo noterà. Comprando il Chelsea, Roman Abramovič ha fatto un ottimo regalo al proprio auditorio – l’establishment londinese, gli aristocratici.
Prendiamo per ora come assioma, che i tifosi dello Schalke, gli abitanti di Gelsenkirchen, saranno grati alla Gazprom. Ma nella Ruhr non c’è una sola squadra. Il Borussia di Dortmund non è meno popolare dello Schalke e i suoi fans odiano quelli di Gelsenkirchen di un odio così crudele e stabile nel corso della storia, che i nostri “cavalli”[7] e la nostra “carne”[8] neanche se lo sognano. E’ comprensibile che adesso quelli di Dortmund si metteranno a odiare altrettanto crudelmente l’emblema della Gazprom, che decorerà le maglie dello Schalke. Quelli di Dortmund sono gli stessi lavoratori delle montagne e minatori, sulla benevolenza dei quali conta Putin.
E poi tra i tifosi dello Schalke la reazione alla comparsa del nuovo sponsor potrebbe non essere univoca. Non tanto perché è russo – semplicemente perché non è locale. A questo nella Ruhr si guarda con trepidazione. Non a caso i dirigenti del Borussia hanno già fatto notare malignamente di essere soddisfatti del proprio sponsor RAG[9], perché è una compagnia locale.
Fra l’altro c’è un acceso tifoso dello Schalke che è assolutamente soddisfatto dell’accordo con la Gazprom. E
Gerhard Schröder. Presidente del comitato degli azionari del Gasdotto Nord-Europeo, della compagnia North European Gas Pipeline Company (NEGP), quand’era ancora cancelliere della Germania aveva mostrato un grande interesse per il calcio, fra l’altro anche come business socialmente significativo. Così, durante la campagna elettorale del 2001 aveva guadagnato non pochi punti grazie al proprio piano per la salvezza del club calcistico tedesco dopo la catastrofe finanziaria legata al fallimento dello sponsor principale Kirch Media[10]. Allora si trattava di garanzie statali per il pagamento degli stipendi ai calciatori. E lo Schalke era tra i più danneggiati dalla vicenda.
Il contratto con la Gazprom risolverà i problemi finanziari del club per i prossimi cinque anni. Schröder può essere orgoglioso di aver così astutamente aiutato la squadra preferita a spese altrui.
Ma se poi in questo modo abbia aiutato la Gazprom – è un grosso punto interrogativo. Sulla Merkel quest’azione di pubbliche relazioni, che Schröder voleva volgere a proprio vantaggio, ha funzionato esattamente al contrario – costei, evidentemente, ha visto nei soldi della Gazprom una sorta di elargizione molto offensiva. In un modo o nell’altro, qualche giorno dopo l’accordo costei ha di fatto rifiutato a Putin la revisione della Carta della politica energetica europea, che supponeva un accordo separato tra Russia e Germania, che avrebbero dovuto prendere sotto il loro controllo l’intero mercato continentale del gas. A Putin la Merkel ha preferito Chirac, con cui adesso sta esaminando concretamente i nuovi contorni della politica energetica europea.
In generale la finta con i soldi non ha avuto successo. La Merkel, Chirac e Blair non sono Schröder e Berlusconi. Non li acchiappi con la Champions League. Putin, come uomo lontano dal clacio, poteva anche non sapere questo. Ma invece il tifoso Schröder doveva saperlo. E questo scacco diplomatico pone un grande punto interrogativo sulla sua efficienza come lobbysta dell’espansione del gas russo in Europa.

Aleksej
POLUCHIN


La Russia è unanima generosa

Abbiamo deciso di chiarire quale sia l’ammontare dei contratti di alcuni club europei con i loro sponsor principale. Per fare un paragone sono riportati nel grafico tanto i dati delle “grandi”, quanto di alcuni club di medio valore.

Club

Sponsor principale

Ammontare del contratto (in milioni di dollari l’anno)

Bayern (Germania)

Deutsche Telekom

20

Real Madrid (Spagna)

BenQ Siemens

24

Borussia Dortmund (Germania)

Colosso energetico E.On

15

Wolfsburg (Germania)

Volkswagen

12,6

Chelsea (Inghilterra)

Samsung

12

Arminia (Germania)

Krombacher

1,9

Ne risulta una cosa interessante. La Gazprom è pronta a pagare ai tedeschi dello Schalke-04 circa 25 milioni di dollari l’anno. E questo è perfino più della somma che il “Real” riceve dal proprio sponsor principale BenQ-Siemens! A proposito. Secondo il precedente contratto di sponsorizzazione lo Schalke-04 riceveva dalla compagnia assicurativa Victoria 9-10 milioni di dollari, a seconda delle fonti.

Una mai vista generosità russa o un preciso calcolo tedesco?

Commenti

Konstantin SARSANIJA (direttore sportivo del FC Zenit):
- Tutte le condizioni del contratto, in particolare il suo ammontare, sono coerenti al massimo livello. Qui sono in gioco altri interessi oltre a quelli calcistici.
Per quel che riguarda lo Zenit, abbiamo semplicemente acquisito un partner. Sì, lo Schalke non è il club più forte. Per
ò ha una buona infrastruttura. Lo Zenit ha firmato un contratto di partnership, secondo il quale si organizzeranno partite amichevoli e stage per calciatori e allenatori delle squadre giovanili.

Irina ZELENKOVA, vicedirettore generale della s.p.a. FinEkspertiz, che si occupa di pubblicità e PR:
- Presumiamo che questa decisione della Gazprom non sia affatto ispirata a interessi commerciali nell’ambito dello sport e dell’intrattenimento. La situazione attuale è tale che le compagnie russe, tanto più quelle grandi e statali, pur avendo indiscutibilmente una grande notorietà in Europa, non possono vantarsi di avere un’immagine positiva. In altre parole, esiste la necessità di una correzione sostanziale dell’opinione pubblica occidentale sul nostro gigante del gas, che finora è stato considerato una specie di aggressore, un attentatore all’indipendenza e un violatore degli interessi dei paesi dell’Unione Europea.
In generale la decisione di sponsorizzare il club calcistico tedesco si presente come il primo passo della difficile combinazione affaristica che si può chiamare “fornitura congiunta di risorse naturali russe = sfruttamento congiunto delle vie di diffusione dell’energia in Europa”. Gli ultimi fatti (la frequenza degli incontri di Putin con la Merkel e il tono di questi incontri) permettono di supporre con sufficiente certezza, che l’establishment tedesco è fondamentalmente pronto alla realizzazione del cosiddetto programma di sicurezza energetica, che presuppone non solo l’inserimento “da consumatore” dell’Europa sul mercato delle risorse naturali russe, ma la corrispondente “entrata” dei fornitori russi nel mercato europeo dell’energia. Resta solo da modellare la pubblica opinione in modo che questo progetto sia sanzionato anche da questa.

Un redattore del giornale “Westdeutsche Allgemeine Zeitung[11]
- Nel complesso la gente comune e gli specialisti in Germania come hanno accolto questo accordo?
- Per ora è presto per dire qualcosa. Ma che da parte della maggioranza delle persone non sia stato approvato al cento per cento, posso dirlo con certezza. Perché è la prima volta che una compagnia russa interviene in modo così massiccio sul mercato tedesco. Molti guardano a questo con scetticismo, perché, a dire il vero, temono i soldi russi.
- Lei pensa che qui si tratti solo di calcio?
- Certamente no. E tutti in Germania capiscono che si tratta anche di politica, di energia e di pubbliche relazioni che la vostra Gazprom cerca di costruire.
- Non le sembra una sciocchezza che le compagnie russe spendano soldi per un club tedesco invece di investirli in un proprio club?
- Parrebbe di sì.
- Ne consegue che in Germania siamo considerati degli sciocchi, che danno via così facilmente i soldi dello stato?
- Esattamente. Finora nessuno riesce a capire perché ciò fosse necessario alla Gazprom. Se è solo pubblicità, allora tutti devono essere soddisfatti. Voi avete ottenuto ciò che volevate, e noi – soldi.
- Si dice che le condizioni del contratto siano state siglate al più alto livello, a quello dei capi di Stato.
- Può essere senz’altro, considerando le buone relazioni del vostro presidente col nostro governo e anche la prevista costruzione del gasdotto.

Aleksej MAKARKIN, vicedirettore generale del Centro di Tecnologia Politica:
- Adesso per la Gazprom è strategicamente importante il progetto del Gasdotto Nord-Europeo. Tuttavia l’atteggiamento nei confronti di questo progetto in Europa non è, diciamo, univoco. Alcuni lo ritengono commercialmente vantaggioso. Altri (dal punto di vista politico) lo ritengono un progetto anti-europeo. Questo perché minaccia gli interessi di tutta una serie di partner della Germania all’interno dell’Unione Europea. In effetti esso comprende un accordo separato con il temibile monopolista russo. Per la Gazprom è indispensabile presentarsi davanti al pubblico tedesco non come un mostro, ma come una compagnia, che sponsorizza uno dei più noti club calcistici.

Materiale preparato da Roman ANIN, Ol’ga BULACH e Denis DAVYDOV

“Novaja Gazeta” n. 79
16.10.2006 (originale all’indirizzo http://2006.novayagazeta.ru/nomer/2006/79n/n79n-s06.shtml, traduzione e note di Matteo M.)



[1] Cioè Vladimir Vladimirovič Putin.

[2] CSKA sta per Central’nyj Sportivnyj Klub Armii, “Club Sportivo Centrale dell’Esercito” e tale è, in teoria…

[3] “Giornale Tedesco Meridionale”, in realtà giornale a diffusione nazionale, con sede a Monaco di Baviera e di orientamento moderatamente di sinistra.

[4] La squadra di San Pietroburgo, di cui la Gazprom è sponsor (e di fatto proprietaria) e su cui si dice che operi anche la longa manus di Putin.

[5] Nome popolare di San Pietroburgo.

[6] La regione a cui fa capo San Pietroburgo, ha conservato il vecchio nome…

[7] Quelli del CSKA, per gli avversari.

[8] Lo Spartak, per gli avversari.

[9] Ruhrgebiet AktienGesellschaft, “Società per Azioni del Bacino della Ruhr”, colosso chimico, estrattivo e immobiliare.

[10] Il colosso mediatico di Leo Kirch.

[11] “Giornale Comune della Germania Occidentale”, quotidiano regionale della Ruhr.

27 ottobre 2006

Chi ha programmato il T9?

Se scrivi così, lui scriverà così:

Aba, Abc – Bbc

Abano – bacon

Abbaia – caccia

Abbaiare – cacciare

Abbina – cabina

Abbino – bacino

Abram, cercò – cerco

Acqua – carta

Acque – carte

Acute – batte

Acuto – cauto

Age, Aid, aie – che

Agili – chili

Ago, aio – ciò

Aia, Aic – Cia

Aiuta – città

Aiutan – Bhutan

Alga – clic

Alt – blu

Alva – alta

Aman – ambo

Ambra – amara

Amen – andò

Amma – Anna

Amo, amò, ano – con

Amor – Coop

Anemia – Boemia

Annuo – conto

Annui – conti

Ansa – cosa

Anta – cova

Aosta – costa

Arabica – arcaica

Arabiche – arcaiche

Arabico – arcaico

Argano – ariano

Arene – creme

Argo, Ario – brio

Ariani – argani

Aroma, Arona – Croma

Aste – arte

Asti – arti

Ate, ave – bue

Atri – Bush

Atro – avrò

Avi – cui

Avion – Bugno

Babbeo – Abbado

Babbini – Baccini

Bambi – cambi

Bambin – cambiò

Band – cane

Bang – cani

Barra, bassa – cassa

Barre, barré, basse – casse

Baruc, basta – carta

Bassano – Cassano

Baste – carte

Batta – acuta

Batté – batte

Batti – acuti

Batto – cauto

Bia, Bic – Cia

Bigon – cigno

Bim, bin – ciò

Bisio – Cirio

Bmw, boy – box

Board – amare

Bobo – ambo

Boma, bomb, Bona – Anna

Bon – con

Bonn, Bono, boom – anno

Bonsai – consci

Bora – cosa

Bova – cova

Bove – ante

Brace – arabe

Braci – arabi

Brecce – crebbe

Bresci – cresci

Bud – bue

Bui – cui

Buie – auge

Burundi – custodi

Busi – Bush

Buso – avrò

Busta – curva

Cacao – babbo

Cacca – bacca

Caino – bagno

Cambio – cambiò

Canè – cane

Caparra, Cassarà – Carrara

Cappa, capra, Carrà – cassa

Cappe, capre, carpe, carré – casse

Capta, Capua, casta – carta

Carican – Baricco

Cassata – barrata

Cassate – barrate

Cassati – barrati

Cassato – barrato

Caste – carte

Cauta – acuta

Caute – batte

Cauti – acuti

Cha – Cia

Chan, cibo – ciao

Ché, Cif – che

Cher – Aids

Chine – ahimé

Chini – cigni

Chino – cigno

Choc, cima – Cina

Cin, Cio – ciò

Ciuvasci – aiutarci

Club – alta

Cobra – amara

Cocco – Boban

Coco – ambo

Cocomeri – anamnesi

Coelho – Amelio

Coen – andò

Cognata – animata

Cognate – animate

Cognati – animati

Cognato – animato

Cogne – anime

Com, Cnn – con

Coma – Anna

Como, comò, cono – anno

Compaio – conscio

Compaion – compagno

Comun – conto

Coni – anni

Conio – Congo

Corta – costa

Corto, corvo, costò – costo

Cosà – cosa

Cotta – botta

Cotte – botte

Cotti – botti

Cottimo, Cotugno – bottino

Cotto, Couto – Botto

Cow, Cox – box

Crema – arena

Cresta – aperta

Creste – aperte

Cresti – aperti

Croata - armata

Croate – armate

Croati – armati

Croato – armato

Crue – arte

Cupo, curo, curò – avrò

Curi – Bush

Curtò, curvo – busto

Curverà – austera

Curverò – austero

Darei – ebrei

Darem – ebreo

Demi – Deng

Duma, duna – fuma

Din, Dio – fin

Doglia – Emilia

Doglie – foglie

Drin – ergo

Durò – duro

Ebraismo – fascismo

Ecce – ebbe

Ego, ehm – fin

Emilio – foglio

Eolo – dolo

Ernia – droga

Etna – fuma

Euro – duro

Face – ebbe

Farei – ebrei

Farem – ebreo

Fio – fin

Foglia – Emilia

Fuso – duro

Gamme – icone

Gepi, Geri – ieri

Giambo – Gianco

Gold, gole – golf

Gommata – innocua

Gommate – innocue

Gommati – innocui

Gommato – innocuo

Gong – Hong

Governa – interna

Governati – internati

Governava – governata

Governi – interni

Governo – governò

Gum, gun – Ivo

Hanna – gamma

Homo – inno

Icona – gamma

Inni, ioni – Hong

Internare – governare

Internata – governata

Internate – governate

Internato – governato

Interno, internò, inverno – governò

Inverni – interni

Jane – land

Jonio – Longo

Lame, lane – land

Lepre – lesse

Lepri – lessi

Logo – John

Maa – Mac

Madam – Ocean

Maia – maga

Main, Maio – mago

Manna – mamma

Mari – oasi

Mesti – nervi

Mesto – nervo

Moda – onda

Moore – onore

Muto, mutò – otto

Nadia – mafia

Nanna – mamma

Nba, Nbc – Mac

Nego, negò – odio

Nesta – mesta

Nesti – nervi

Note – nove

Nuti – muti

Oba, Oca – Mac

Oche – naif

Ochetta – obietta

Offa – Meda

Omertà, onesta – onestà

Ovvi – muti

Purché – strage

Padre – paese

Padri – paesi

Paesino – padrino

Paesini – padrini

Pago, pagò – paio

Paia – paga

Paiano – pagano

Panieri – Ranieri

Pansa – sansa

Papa, papà, para, parà – sarà

Patri – scuri

Pausa – paura

Pause – paure

Pd – se

Penso, pensò – senso

Persa – serra

Piave – siate

Pim, Pin, pio – sin

Ping – pini

Pipa, pira – Pisa

Pipe, pire – rise

Podere – soffre

Pomi, pong, poni – smog

Poppa, porrà – possa

Poppe, porse, posse – porre

Porro, porrò – posso

Porri, porsi – rossi

Posta – porta

Pria – spia

Punta, ruota – quota

Puntò – punto

Quoti – punti

Quoto – punto

Rame, rand, rane, sane – pane

Rampa – sansa

Rapa, rasa – sarà

Re – se

Rei – sei

Ressa – serra

Rette – sette

Rho, rio – sin

Rimorsi – rimossi

Ring – pini

Ripa, risa – Pisa

Ripe – rise

Rolling – Pollini

Romi – smog

Rospo, rosso – posso

Rossa – possa

Rossano, soprano – possano

Rosse – porre

Ruanda – Standa

Rudi – quei

Ruga – stia

Ruini – pugni

Ruoto, ruotò – punto

Saga, scia, scià – paga

Saio – paio

Salerno – Palermo

Salgo – palio

Samsa, scopa – sansa

Sara – sarà

Sauri, scuri – scusi

Sauro, scuso, scusò – scuro

Sborra, sborsa, scopra, scorra, scossa – scorsa

Scese – paese

Scesi – paesi

Scope, score – rampe

Scova – santa

Scovi – santi

Scovo – santo

Scura, scusa – paura

Scure, scuse – paure

Sé – se

Serpe, seppe, serre – perse

Sesso – perso

Setta – retta

Setter – Reuter

Sharon – riarmo

Sigma, Signa – Riina

Sing – pini

Sinossi – rimossi

Sio – sin

Sire – rise

Skate – slave

Soffri, soffrì – poderi

Song – smog

Sopra – possa

Sorso – posso

Sorta, sosta – porta

Spina – prima

Spine – prime

Spini – primi

Spino – primo

Stasi, svari – quasi

Stella – quella

Stili, svilì – sugli

Stimi, Sting, suini – pugni

Stimo, suino – pugno

Sto, Sun, suo – può

Stoma, stona, summa – suona

Stones – runner

Storto – quorum

Stovini – puntini

Sudi, sufi – quei

Sunto – punto

Suol – punk

Suoli – ruoli

Suolo – ruolo

Svia – stia

Tam, Tao – van

Temiamo, tengano, teniamo – vengano

Ten, Teo – Ufo

Tenga, tenia – venga

Teologhe – teologie

Teologica – ufologia

Teologiche – ufologiche

Teologici – ufologici

Teologico – ufologico

Testé – teste

Tg, Th, ti – vi

Tim, Tin – Ugo

Togliamo – vogliamo

Tom, ton – uno

Tomo, tono – uomo

Toti – voti

Toto, Totò – voto

Trai – urbi

Trainò – traino

Trasse – trarre

Trina – urina

Tu – tv

Ufologi – teologi

Ufologia – teologia

Ufologhe, ufologie – teologie

Ufologo – teologo

Ugola – viola

Ugole – viole

Umilia – voglia

Umilio – voglio

Umiliano – vogliamo

Unto, uovo – voto

Uom – uno

Urbe – trae

Urbino – traino

USA – tra

Usasse – trasse

Usci, uscì – urbi

Usciamo – uragano

Ut – tv

Vena – tema

Vene – teme

Venia – venga

Veniamo – vengano

Verte, verve, veste – teste

Vim, vin – Ugo

Vogliano – vogliamo

Voliera – volgerà

Voliere – volgere

Von – uno

Vt – tv

Zen – yen



Ringrazio Stefano Bartezzaghi per aver segnalato alcune di queste trovate del T9 nel suo libro "Non ne ho la più squallida idea. Frasi matte da legare", Mondadori, Milano 2006.

La verità di Beslan?

LA VERITA’ SULLE PRIME ESPLOSIONI
I lanciafiamme furono utilizzati mentre c’erano ostaggi in vita

Nel numero di oggi[1] pubblichiamo il rapporto di Jurij SAVEL’EV[2], membro della commissione parlamentare federale[3]. Il rapporto è in sei parti e da una parte si presenta come una perizia professionale (Jurij Savel’ev è dottore e professore in scienze tecniche, è uno scienziato che si è occupato, fra l’altro, dei problemi della fisica degli incendi e delle esplosioni), dall’altra è la “particolare opinione” di un membro della commissione parlamentare federale.
L’accento principale è posto sulle questioni più importanti, che si sono poste agli ostaggi sopravvissuti dopo il blitz nella scuola: le prime esplosioni, l’utilizzo da parte dei corpi speciali del CSN[4] dell’FSB[5] di armi non di precisione (RPO[6], RŠG[7], RPG[8], carri armati) e le conseguenze che queste armi hanno portato – l’incendio della palestra e la morte degli ostaggi nella scuola.
Le ricerche dell’unico esperto di esplosivi della commissione parlamentare non sono entrate nel rapporto di Toršin[9]. Per di più, le conclusione della commissione parlamentare contraddicono in pieno i risultati e le conclusioni del lavoro di Savel’ev.
Non c’è alcun dubbio, che sarà intrapreso un tentativo di screditare la “particolare opinione” del deputato Savel’ev. Anche se far questo sarà incredibilmente difficile: una spassionata analisi scientifica è impossibile da smentire con conclusioni basate su criteri di convenienza politica.

- Jurij Petrovič! Nel suo rapporto, in particolare nella prima parte, ci sono molte formule e calcoli. E’ un’analisi scientifica abbastanza difficile da recepire. Ci spieghi, per favore, la logica della sua analisi.
- Ho già detto che la fonte più importante per tutti quelli che si occupano dello studio dell’atto terroristico di Beslan sono i documenti del processo a Nurpaši Kulaev[10] e le deposizioni degli ex ostaggi e dei testimoni. Non ho mai condiviso l’opinione di chi sostiene che gli ex ostaggi e le persone direttamente colpite da questi fatti – siano persone inadeguate. Al contrario, ritengo che proprio questi abbiano tenuto a mente e ci abbiano riferito tutto quello che è successo in quei tre giorni nella scuola di Beslan. E se davvero si ha il desiderio di far luce sulle cause e sulle conseguenze di questo atto terroristico, se si vuol tentare di trarne una qualche lezione, bisogna volgersi molto seriamente alle deposizioni di queste persone. Per quel che riguarda le prime esplosioni, se studiate tutte le deposizioni degli ostaggi (e queste sono pubblicamente accessibili sul sito www.pravdabeslana.ru – nota del redattore), vedrete una seria divergenza dalle versioni dell’inchiesta. L’inchiesta afferma che le prime esplosioni sono avvenute nella parte occidentale della palestra in conseguenza della detonazione degli ordigni, postivi dai terroristi. Ma la maggior parte degli ostaggi descrive esplosioni, che sarebbero avvenute nella parte opposta (orientale) della palestra: si parla di vetri delle finestre e di porte dell’ingresso principale alla palestra dal lato del cortile della scuola rotti dall’esterno, di un foro nel tetto, di un incendio nel solaio della palestra, iniziato proprio nella parte orientale e così via. Questa è la prima discordanza. Ce n’è una seconda. Se si studiano attentamente le deposizioni, si comprende che dopo le prime esplosioni nella palestra gli ordigni posti dai terroristi non esplosero. (Detonarono molto tempo dopo, in conseguenza dell’incendio nella palestra.)
Ce n’è una terza, che mi è sembrata particolarmente importante – e sono le tracce materiali di un’esplosione: il foro sotto la finestra della palestra più vicina all’edificio principale della scuola dal lato del cortile. Qui – è il dettaglio più importante – sotto la finestra è stato perforato un muro dello spessore di due mattoni, ma nel frattempo la cornice della finestra è integra, e lo è anche la parte inferiore del suo telaio in legno, le misure di ogni sezione del quale sono 1 metro di lunghezza, 15 cm di larghezza e 3,5 cm di spessore. A parte questo, è stato distrutto un muro di mattoni dello spessore di più di mezzo metro, mentre il pavimento in legno vicino al muro distrutto praticamente non è stato deformato da un’esplosione così potente. Spiegare questo fenomeno è stato impossibile per le versioni ufficiali.
- Ma come, non ci sono alcune versioni ufficiali riguardo a questo foro?
- Il fatto è che durante la perizia degli esperti di esplosioni (condotta dall’istituto di criminologia dell’FSB – nota di E.M.) gli esperti giungono alla conclusione che il foro fu la conseguenza dell’esplosione di un SVU (samodel’noe vzryvnoe ustrojstva[11]) posto sotto il davanzale di quella finestra. Secondo la versione degli esperti, questa era una cosiddetta “bottiglia”, cioè una vera bottiglia di plastica, rimpinzata di una quantità di esplosivo e di corpi contundenti (sferette e cuscinetti metallici) equivalente a 1,2 kg di tritolo. Ma questa versione è inconsistente per alcuni motivi: per prima cosa, agli esperti non sono state mostrate le fotografie originali del luogo dell’esplosione. In queste fotografie, per esempio, non c’è la griglia della finestra, rimasta integra, il che è eccezionalmente importante. Seconda di poi, agli esperti sono state date misure sbagliate della finestra. Questi sono partiti da una misurazione di 2x3 metri, ma la misura reale delle finestre della palestra è 3
х3 metri. Anche la profondità della perforazione è stata calcolata in modo sbagliato. In generale, se si calcola tutto nel modo giusto, allora risulta che sul davanzale avrebbe dovuto esserci non una “bottiglia”, ma come minimo quattro SVU del genere, cosa che nessuna versione, comprese quelle ufficiali, conferma. E la cosa più importante: che ci fosse una “bottiglia” o quattro è la stessa cosa. Nell’uno e nell’altro caso avrebbero dovuto essere distrutti la cornice di legno e la parte inferiore del telaio della finestra, che si trovava a un metro di distanza dall’epicentro dell’esplosione. Ma è integra! Ma la forza d’urto conseguente all’esplosione di fosse anche una sola “bottiglia” sul davanzale della finestra sarebbe dell’ordine di decine di tonnellate. Quest’assicella sarebbe andata in pezzi!
Gli esperti di incendi che hanno condotto la perizia (specialisti del ministero della Giustizia della Federazione Russa – nota di
Е.М.) hanno capito che l’esplosione sul davanzale non c’è stata e non avrebbe potuto esserci. Perciò sono stati costretti a fare supposizioni tipo: 1) l’SVU si trovava sotto il davanzale ed era aderente al muro; 2) l’SVU si trovava su una sedia a mezzo metro dal muro. L’esplosione di un SVU sul davanzale non viene contemplata neanche ipoteticamente da questi esperti!
Gli esperi si sono fermati sulla seconda variante: avendo presente la cornice della finestra rimasta integra, sono giunti alla conclusione che sia esploso un SVU che si trovava su una sedia a mezzo metro dal muro e aveva una potenza equivalente a quella di 5,2 kg di tritolo.
Fra l’altro non è stato tenuto conto delle modalità di diffusione della pressione in eccesso, cioè del fatto che in conseguenza dell’esplosione avrebbe dovuto rimanere un foro nel pavimento (foro che non c’è) e che il telaio della finestra avrebbe comunque dovuto essere distrutto a causa dell’enorme pressione.
Di modo che nessuna delle versioni ufficiali è confermata dalla scienza. Queste semplicemente la contraddicono. Neanche le esplosioni nella parte occidentale della palestra
спортзала possono spiegare alcuno dei fenomeni verificatisi nella parte orientale della sala a 18-20 metri di distanza dall’epicentro delle esplosioni e descritti nell’inchiesta: le porte dell’ingresso principale della palestra sfondate verso l’esterno, il rinforzo di ferro del tettuccio sopra questa porta strappato via, la deformazione (curvatura) del supporto anteriore del tettuccio, fatto di due stanghe d’acciaio e infine il foro nel tetto, la deformazione e la distruzione della finestra del muro della palestra, contiguo alla sala per gli allenamenti.
Tutto questo è essenziale per comprendere il luogo e la natura delle prime esplosioni. Ma gli esperti ufficiali semplicemente non prendono nulla di tutto ciò in considerazione.
- Se lo facessero, allora a quali conclusioni dovrebbero giungere?
- Le conclusioni sono queste: 1) nel ritaglio di tempo in cui nella palestra si sono verificate le prime esplosioni - approssimativamente 22 secondi, - non è esploso un solo SVU, posto dai terroristi; 2) la prima esplosione si è verificata nel solaio della palestra nell’angolo nord-orientale tra la porta d’ingresso alla palestra e il muro orientale, che divide la palestra dalla sala per gli allenamenti. Il risultato della prima esplosione è stato: la perforazione del soffitto e un foro del diametro di circa un metro, la distruzione del tetto sopra il foro e il principio d’incendio del solaio della palestra; 3) la seconda esplosione è avvenuta sotto il davanzale della finestra della finestra settentrionale della palestra, contigua al muro occidentale della palestra stessa. Il risultato di questa esplosione è stata la perforazione del muro sotto la finestra.
- E quale arma allora poteva provocare tali danni?
- Ipotizzarlo è possibile, tanto più quando sei a conoscenza delle caratteristiche tattico-tecniche dell’armamentario, utilizzato durante il blitz e consistente, fra l’altro, in quello dei gruppi speciali del CSN[12] dell’FSB della Federazione Russa. A comprendere ciò aiutano anche decine di deposizioni di testimoni, che hanno descritto in parole loro le specifiche conseguenze delle esplosioni. Nella prima parte del mio rapporto è descritto dettagliatamente come giunga alla conclusione, che le distruzioni che hanno avuto luogo nella palestra in conseguenza delle prime esplosioni sono state causate da una granata a reazione, lanciata con l’aiuto del lanciagranate corrispondenze. Riporto anche una tabella TTCh[13] di tutti i lanciagranate e, partendo dalla descrizione delle conseguenze delle esplosioni sugli ostaggi, e anche dalle conseguenze materiali di queste, per esempio la perforazione del muro sotto il davanzale, determino le armi che hanno provocato le prime esplosioni. Secondo le conclusioni tratte da me, la prima esplosione è il risultato dell’utilizzo di un RPO-A[14] che ha sparato dal tetto di una casa (vicolo Škol’nyj[15], 37) verso il tetto della palestra nell’angolo nord-orientale. Per quanto l’FSB della Federazione Russa non abbia dato risposta alla domanda posta dalla commissione parlamentare – quali uomini dei corpi speciali del CSN dell’FSB della Federazione Russa, con quali armi, da dove e a che ora hanno sparato, - illustro anche quali sono gli altri tipi di armi che avrebbero potuto produrre quelle specifiche distruzioni. Nel caso della prima esplosione potrebbe anche trattarsi di una granata TBG[16]-7V (lanciata da un lanciagranate RPG-7V1), di una granata RŠG[17]-2 o di una granata
МПО[18]-А (anche se questo tipo di armi a quel tempo avrebbe potuto non far ancora parte dell’armamentario del CSN dell’FSB della Federazione Russa). La seconda esplosione è il risultato dello sparo di una granata a frammentazione di potenza equivalente a 6,1 kg di tritolo effettuato dal tetto di una casa (vicolo Škol’nyj, 41) con un RŠG-1. Non si può escludere che la formazione di un foro nel muro sia il risultato dell’utilizzo di una granata del tipo TBG-7V o RPG-27.
- Queste granate avrebbero potuto perforare il muro e lasciare intatto il telaio della finestra?
- Sì. Perché tutta l’onda d’urto è andata nel muro. Là perfino adesso si può vedere la caratteristica rottura dell’intelaiatura di mattoni, che è stata causata dalla compressione e dalla successiva decompressione dell’aria. La granata, nel caso più probabile, è finita nel muro sotto il davanzale esterno e sopra la griglia all’interno.
- Jurij Petrovič, nel mese di maggio Lei ha presentato la prima parte del suo rapporto ai membri della commissione parlamentare federale. Ma allora Lei parlò di tre esplosioni, verificatesi nella palestra nel corso dei primi venti-trenta secondi. Dov’è scomparsa la terza esplosione?
- A parte le deposizioni degli ostaggi, andando alla ricerca di prove materiali per determinare i punti in cui si sono verificate le esplosioni, ho osservato praticamente tutti i video e le foto dei fatti avvenuti nella SOŠ[19] n. 1[20] a partire dalle prime esplosioni. E ho fatto attenzione al filmato del canale NTV[21] del 03.09.04, in cui sono inquadrate tre grandi nubi sopra la scuola, formatesi, indubbiamente, in conseguenza di un’esplosione. Ho tratto la conclusione che questo filmato si riferisca proprio ai primi 22-23 secondi di esplosioni nella palestra. Sulla base di questo filmato ho tratto conclusioni che sono confermate dalle deposizioni degli ostaggi sui luoghi in cui si sono verificate le esplosioni. E questo episodio fa parte dell’apparato probatorio che determina il tempo e il luogo delle esplosioni. Tuttavia nella seconda variante del mio rapporto, dedicata alle esplosioni nella palestra, ho tolto quest’episodio. Ciò è avvenuto dopo il mio intervento alla seduta della commissione parlamentare su tale questione.
- E cos’è successo durante la seduta della commissione parlamentare federale? Cosa L’ha spinta a cambiare la prima parte, a togliervi l’analisi del nastro della NTV?
- Alla seduta della commissione è giunto il capo del CSN dell’FSB della Federazione Russa generale Tichonov, che ha guidato il blitz nella scuola il 3 settembre. Fra l’altro è giunto su mia richiesta. Perché è una delle poche persone che, senza bisogno di indagini e perizie, sappia cos’è accaduto in realtà nella palestra alle 13.02-13.03. Ed ecco che, mentre tutti ascoltavano il mio rapporto, egli solo ha fatto delle osservazioni: ha detto che il nastro in cui, come io ritenevo, era inquadrato il fumo causato dalle prime esplosioni, è stato girato in un altro momento e non alle 13.03-13.05. Cioè il filmato sarebbe stato girato più tardi, quando nella scuola era già in corso lo scontro coi terroristi. Dopo le osservazioni del generale Tichonov all’interno della commissione parlamentare è stato creato un gruppo speciale di lavoro per lo studio della prima parte del rapporto. Questa commissione non mi ha chiamato una sola volta, mentre ha convocato i corrispondenti della NTV Gusarov[22] e Fefilov[23], che hanno confermato le parole di Tichonov. Su questa base tutte le mie conclusioni sono state definite menzognere e mi hanno accusato di giochi politici. Ho deciso di non discutere e ho fatto come si è soliti fare nella commissione: ho tolto dal rapporto la parte discussa.
Ma il fatto è che, comunque, tutte le mie conclusioni sul fatto che le prime esplosioni siano state la conseguenza di colpi di lanciafiamme e di lanciagranate non si basano in alcun modo su questo nastro della NTV. Nella ricerca della causa di queste esplosioni, mi sono basato sulla scienza pura e su formule di tecnica delle esplosioni note a tutti. Il nastro della NTV, ripeto, è la prova audio e visiva del fatto che sono stati utilizzati lanciafiamme e lanciagranate. In questo nastro sono inquadrati perfino gli sbuffi di fumo, che compaiono sul tubo di lancio di un lanciagranate dopo il lancio di una granata. La questione del momento in cui è stato girato il filmato da un lato è essenziale, dall’altro non è affatto importante. Mi resta la certezza che questo sia proprio il filmato delle prime esplosioni. Semplicemente è stato mostrato come “in diretta”, cioè come quando insieme a immagini riprese in diretta dal luogo dei fatti vengono trasmesse immagini girate in precedenza.
D’altra parte esiste una, seppur molto piccola, probabilità che il generale Tichonov abbia ragione, perché teoricamente c’è la stessa coincidenza di linee tra il luogo in cui era posta la telecamera e la parte della scuola dove avrebbero potuto essersi verificate le esplosioni e, di conseguenza, avrebbero dovuto essere le nuvole di fumo. E’ l’annesso meridionale della scuola, parallelo alla palestra. Questo è stato colpito ovunque da lanciafiamme e lanciagranate. Ma allora, se il generale Tichonov ha ragione, c’è, essenzialmente, il riconoscimento da parte sua che i corpi speciali del CSN dell’FSB della Federazione Russa hanno sparato con armi non di precisione quando nella scuola si trovavano ostaggi in vita. Lo faccio presente. Dopo le prime esplosioni i militanti hanno spostato circa 300 persone dalla palestra e hanno sparpagliato gli ostaggi per la scuola: nella mensa, nell’aula magna, nelle classi dell’annesso meridionale. Secondo le descrizioni degli ostaggi là era un inferno, perché sparavano tutti contro tutti, senza badare se fossero dei loro o no.
- Jurij Petrovič, io, così come Lei, ho studiato attentamente le circostanze delle prime esplosioni nella palestra. Io non sono un tecnico delle esplosioni, ma la mia professione mi insegna a volgermi con attenzione alle dichiarazioni dei testimoni, tanto più quando forniscono dettagli e particolarità che non è possibile inventare. So anche sotto quale pressione di una rigidissima censura lavoravano i colleghi dei mass-media di Stato a Beslan. Perciò proprio la prima variante del Suo rapporto – quella sulle tre esplosioni – mi pare la più verosimile. A quanto mi è noto, condivide questa opinione anche la commissione dell’Ossezia Settentrionale[24], anche se non ha condotto una perizia sulle prime esplosioni. Mi pare anche nel suo rapporto sia indubbiamente importante la spiegazione dell’origine del foro nel tetto dal lato sud-orientale della palestra. Questo si è formato già dopo le prime esplosioni, ma prima dello sviluppo di un enorme incendio nella palestra, in conseguenza del quale non prima delle 14.20 è detonata una parte delle SVU poste dai terroristi. D’altra parte, dal tetto dei tre stabili a cinque piani del vicolo Škol’nyj non avrebbero potuto essere sparati colpi su questa parte della palestra (questa parte del tetto della palestra si trova semplicemente fuori dal campo visivo). Da dove hanno sparato e con cosa?
- Nella mia analisi delle distruzioni del tetto della scuola ci sono come minimo due punti su cui non sarebbe stato possibile sparare dalle posizioni in cui si trovavano i lanciagranate del CSN dell’FSB della Federazione Russa. Si tratta del foro meridionale nel tetto della palestra, del diametro di quasi un metro e della distruzione del tetto del corpo principale della scuola nella zona sopra il laboratorio di lingua osseta, dove si trovava una delle postazioni dei terroristi-cecchini (ancor prima dell’inizio della solenne linejka[25] la responsabile del corpo docente Ščerbinina notò che in quel punto la copertura del tetto era sollevata in un modo particolare). Suppongo che per queste distruzioni non ci sia altra spiegazione che lo sparo, con ogni probabilità, di una granata TBG-7V compiuto da uno degli elicotteri, che comparvero sopra la scuola già verso le 13.15.
- Se si analizzano attentamente i punti della palestra che sono stati colpiti per primi dai tiratori scelti del CSN dell’FSB della Federazione Russa e li si confronta con le deposizioni degli ostaggi, si può giungere alla conclusione, che i bersagli fossero i terroristi che stavano presso gli inneschi delle bombe presso i muri occidentale e orientale della palestra.
- Non ci sono tali conclusioni nel mio rapporto. Nel rapporto c’è principalmente una ricerca sugli aspetti tecnici dell’origine e della natura delle esplosioni. Ma per me stesso è stata una sorpresa molto grande, che mi ha colpito, che nei primi secondi e minuti delle esplosioni non sia esploso un solo SVU posto dai terroristi. Lo dico in modo diretto: sarei molto felice, se i miei calcoli risultassero sbagliati e la situazione fosse stata tale e quale quella sostenuta dall’inchiesta ufficiale. Spero che dopo la pubblicazione del contenuto delle mie proposte per il rapporto della commissione parlamentare federale tutto il mio materiale sia studiato accuratamente da esperti indipendenti e ne siano tratte le dovute conclusioni. Se le mie conclusioni venissero confermate, su questa base alla Procura generale verrebbe data una valutazione più obbiettiva dei fatti e delle conseguenze dell’atto terroristico nella prima scuola della città di Beslan.

Elena MILAŠINA
28.08.2006 (pubblicato sulla “Novaja Gazeta” – traduzione e note di Matteo M.)



[1] Della Novaja Gazeta (“Giornale Nuovo”), uno dei pochi organi di stampa russi realmente indipendenti, dalle pagine cui sito traggo questo articolo http://2006.novayagazeta.ru/nomer/2006/65n/n65n-s02.shtml.

[2] Rilievo grafico dell’autrice. Si tratta del deputato Jurij Petrovič Savel’ev del partito Rodina (“Patria”), formazione nazionalista moderata che appoggia Putin.

[3] S’intende la commissione che indaga sui fatti di Beslan. Si specifica che si tratta di quella federale perché su questi fatti ha lavorato anche una commissione del parlamento della repubblica dell’Ossezia Settentrionale, giungendo a tutt’altre conclusioni…

[4] Centr Special’nogo Naznačenija, “Centro per le Operazioni Speciali”.

[5] Federal’naja Služba Bezopasnosti, “Servizio di Sicurezza Federale”, l’erede del KGB.

[6] Reaktivnyj Pechotnyj Ognemët, “Lanciafiamme a Reazione da Fanteria”.

[7] Reaktivnyj Šturmovoj Granatomët, “Lanciagranate a Reazione da Assalto”.

[8] Reaktivnyj Pechotnyj Granatomët, “Lanciagranate a Reazione da Fanteria”.

[9] Aleksandr Porfir’evič Toršin, vice presidente del Consiglio della Federazione (la camera alta del parlamento russo) e presidente della commissione parlamentare di indagine sui fatti di Beslan.

[10] Ufficialmente l’unico terrorista sopravvissuto tra quelli che presero la scuola di Beslan. Kulaev è stato condannato all’ergastolo nel giugno 2006.

[11] “Meccanismo Esplosivo Artigianale”.

[12] Centr Special’nogo Naznačenija, “Centro per le Operazioni Speciali”.

[13] Taktiko-Techničeskie Charakteristiki, “Caratteristiche tattico-tecniche”.

[14] Reaktivnyj Pechotnyj Ognemët, “Lanciafiamme a Reazione da Fanteria”.

[15] “Della Scuola”.

[16] TermoBaričeskaja Granata, “Granata TermoBarica”.

[17] Reaktivnaja Šturmovaja Granata, “Granata a Reazione da Assalto”.

[18] MotoPechotnoe Otdelenie, “Divisione Fanteria Motorizzata”.

[19] Srednjaja Obščeobrazovatel’naja Škola, “Scuola Media a Indirizzo Generico”.

[20] Le scuole russe non hanno nomi, sono semplicemente numerate…

[21] Nacional’noe TeleVidenie, “TeleVisione Nazionale”, rete privata che fu ostile a Putin finché non fu “nazionalizzata” e posta in mano a uomini di sua fiducia.

[22] Ruslam Gusarov, direttore della sezione della NTV in Daghestan con un passato di servizio militare nell’allora DDR.

[23] Vadim Fefilov, corrispondente di guerra, se e quanto “embedded” non è dato di sapere...

[24] Cioè la commissione creata dal parlamento dell’Ossezia Settentrionale, il cui rapporto finale è analogo a quello di Savel’ev.

[25] Letteralmente “piccola linea”. Si tratta della festa d’inizio anno scolastico, che prevede lo schieramento in riga degli alunni e che era in corso quando la scuola n. 1 di Beslan fu presa dai terroristi.

24 ottobre 2006

Bambini...


















Inoltre, quando hai figli, scopri cose interessanti come:
1) Un letto ad acqua matrimoniale contiene abbastanza acqua da riempire di sei centimetri d'acqua un appartamento di 100 metri quadrati.
2) La voce di un ragazzino di 3 anni è più alta del brusio prodotto dalla voce di 200 adulti in un ristorante affollato.
3) Se agganci un guinzaglio per cani al ventilatore a pale sul soffitto, il motore non è abbastanza robusto da far ruotare un ragazzino di 20 Kg con il costume da Batman o da Superman, però basta ed avanza per far ruotare un barattolo di vernice e spandere il contenuto sulle quattro pareti di una stanza di 4 metri per 4.
4) Quando senti il rumore dello sciacquone del bagno, e le parole "Oh-Oh!", e' sempre troppo tardi.
5) Il liquido per freni, mischiato con la candeggina produce fumo. Tanto fumo.
6) Un ragazzino di sei anni puo' appicare un incendio con una pietra focaia anche se un adulto di 36 anni riesce a farlo solo nei film.
7) Alcuni pezzi di Lego passano attraverso l'apparato digerente di un bambino di 4 anni.
8) La super colla è per sempre.
9) Guarda sempre all'interno del forno prima di accenderlo. I giocattoli di plastica non gradiscono il forno.
10) I pompieri, a Torino, rispondono in sei minuti.
11) L' 80% delle donne passeranno questo messaggio a tutti i loro amici, con o senza bambini.
12) L' 80% degli uomini che leggono questo messaggio proveranno a mescolare candeggina e liquido per i freni.


Ringrazio F.B. per il contributo

23 ottobre 2006

La risposta russa ai "Chuck Norris Facts"

Vladimir Putin Facts

Quando Putin guidava i caccia ha abbattuto da solo venti violatori dello spazio aereo.

I cucchiai con cui ha mangiato Putin curano la cataratta e il glaucoma.

Con una forchetta con cui ha mangiato Putin si può uccidere un vampiro con un colpo solo.

Se si sovrappongono le impronte digitali di Putin, si ottiene lo stemma ufficiale della Federazione Russa.

Un bambino che Putin aveva baciato ha imparato a volare.

Non si possono utilizzare i capelli di Putin per la magia Voodoo. Tutti i tentativi si sono conclusi con la carcerazione a vita degli stregoni.

Putin non solo accende il microfono con lo sguardo, ma spegne anche Windows Media Player con la voce.

Un tavolo a cui si siede Putin riceve automaticamente il titolo di generale di brigata.

Una penna con cui ha scritto Putin diviene il secondo metodo ufficiale, insieme al sangue, di firmare un contratto per la vendita dell’anima.

Al cinema il ruolo di Putin è sempre interpretato da suo fratello gemello Chuck Norris.

Le camicie indossate da Putin sono il secondo, segreto e più potente strato corazzato dei migliori carri armati russi.

I calzini di Putin vengono gettati dai bombardieri sulla Cecenia.

Al summit del G-8 a Pietroburgo Putin ha firmato la dichiarazione di vittoria delle Forze del Bene, che resterà in vigore per altri cento anni.

Il cane di Putin ha salvato il mondo almeno quattro volte.

Putin e Chuck Norris stanno lavorando su un progetto. Quale progetto sia, è un segreto di Stato.

Con uno sguardo al commento di una persona su un sito qualsiasi Putin può scoprire il suo esatto indirizzo di casa.

I fazzoletti di Putin sono proprietà del Dipartimento di Cartografia e sono coperti dal segreto assoluto.

Putin non vuole esercitare un terzo mandato perché teme che durerà 40 anni come l'altra volta.

La legge sulla tutela dell’onore e della dignità del presidente è solo una misura complementare ai suoi pantaloni blindati segreti, che tutelano l’onore del presidente dietro e la sua dignità davanti.

La questione del risveglio di Cthulhu non preoccupa molto il presidente, perché Cthulhu si sveglia ogni mattina e va a cucirgli le maniche.

La ripetizione del cognome “Putin” moltiplica il bene nel mondo.

Quando Putin era bambino ruppe una tazza e dall’acqua versata si formarono gli oceani e dai frammenti i continenti.

La frase “Cutin Poglione” serve da lasciapassare nei gironi più bassi dell’inferno.

Putin non beve vodka, l’aspira con il naso.

Nell’ultimo campionato del mondo Putin avrebbe potuto essere capocannoniere, ma non avrebbe potuto battere il miglior portiere – se stesso.

"Essere Vladimir Putin". Dramma in due atti e tre quadri di 4 anni ciascuno.

Talvolta Putin salva il mondo mangiando gli eredi neonati del Principe delle Tenebre e ridendo felice mentre lo fa.

Lo sguardo di Putin può attraversare un muro di piombo di cinque metri di spessore e può far bollire una teiera a tre chilometri di distanza in dieci secondi. Per la sicurezza delle persone attorno a lui deve portare speciali lenti a contatto e non toglierle mai. Comunque di quale colore siano gli occhi di Putin è noto solo a lui stesso e a Chuck Norris, poiché persino un suo sguardo di sbieco, riflesso in uno specchio può disintegrare/pietrificare/fare impazzire per sempre (a seconda dell’umore di Putin) qualsiasi persona tranne queste due.

Il discorso di fine anno di Putin fa felici 250,3 malati terminali all’anno.

Quando Putin si arrabbia e batte i piedi per terra, in Indonesia ci sono terremoti.

Šamil’ Basaev si è fatto saltare in aria quando ha saputo il vero nome di Putin.

Quando Putin si siede al volante di un’automobile, la sua potenza aumenta di 1000 cavalli.

Putin ha affogato nel cesso 144913 terroristi e un’Anitra WC (è successo per caso, poi ha pagato un risarcimento ai parenti).

Se si ascolta al contrario il discorso del presidente agli elettori, si sente il “Padre Nostro”.

Putin ha un abito da ninja.

Putin ha nominato procuratore Ponzio Pilato.E lo ha rimosso personalmente dalla carica dopo una vicenda che ha fatto molto rumore.

Ai funzionari colti con le mani nel sacco propongono la scelta tra le dimissioni o un duello con Putin per la presidenza.

In qualsiasi momento Putin può guardare coi vostri occhi e parlare con la vostra bocca.

Se in un giorno nuvoloso vedete un’apertura di forma regolare e da lì esce il sole – vuol dire che Putin è da quelle parti.

Putin ha sottratto di persona l’anello del potere a un Gollum americano e da allora il giovane Sauron è sottomesso al suo volere.

Putin può connettersi a Internet con una calcolatrice.

Putin ha abbattuto con lo sguardo 15 satelliti spia americani, che imprudentemente volavano sopra al Cremlino.

Putin è un agente di Matrix.

Quando Putin ha ispezionato il Muro del Pianto a Gerusalemme, Dio gli ha chiesto un favore sottovoce.

Quando Putin è triste, il numero di suicidi aumenta in tutto il paese.

Putin ha evitato personalmente 1065 Fini del Mondo, tra cui la più terribile e inevitabile Fine del Mondo del 06.06.06 alle 6, 6 minuti e 6 secondi.

Quando Putin sta bene, gli aerei disperdono le nuvole.

Le eclissi di sole avvengono quando Putin casualmente alza lo sguardo.

Per migliorare la situazione demografica attori col volto di Putin sovrapposto al proprio recitano i ruoli principali nei film pornografici.

Putin non mente mai.

Quando Putin fa la sauna in tutta la città viene a mancare l’acqua calda.

Creare cloni di Putin è severissimamente proibito, perché uno studio speciale ha chiarito che il nostro pianeta non è in grado di reggere più di un supereroe di tale potenza. A tal proposito, è per questo che Putin non può risolvere il problema demografico della Russia, anche se vorrebbe molto farlo.

Putin non si serve di letti. Dorme levitando sulla terra ad altezza d’uomo.

Putin con la sola forza di volontà fa aumentare il patriottismo delle trasmissioni televisive.

Nel naso di Putin crescono erbe e fiori in miniatura, fecondati da api in miniatura.

Il noto illusionista D. Copperfield ha ammesso di aver venduto l’anima a Putin.

Per Putin è molto duro amare tutto il popolo russo e vivere solo con una moglie.

Una volta Putin si è svagato un momento dipingendo acquerelli. Ha messo in Internet in incognito un suo dipinto. Questo dipinto conteneva un messaggio in codice per il miglioramento della situazione demografica e per l’innalzamento del livello culturale del paese.

Un commento su Putin fornisce in media 20 punti di difesa, 15 di salute e 1 karma.

Una volta Putin ha dimostrato i suoi poteri magici con l’aiuto di una palla di fuoco di livello 1.000.000. Poi l’hanno chiamata Meteorite di Tunguska.

Verosimilmente sul biglietto da visita di Putin c’è scritto “SIGNORE ASSOLUTO”.

Bush pensa di aver capito l’anima di Putin. Si sbaglia.

Strizzando gli occhi Putin può leggere e scrivere su qualsiasi lettore ottico.

L’icona del computer che piace di più a Putin è la pala.

L’amore di Putin per l’umanità fa aumentare la temperatura media della Terra di 2,35 gradi Celsius all’anno — un effetto noto anche col nome di “riscaldamento globale”.

Quando c’è il plenilunio Putin non ulula alla luna. La luna ulula a Putin.

Per un’ulteriore fioritura economica della Russia, Putin fa entrare regolarmente petrolio e gas dalle proprie riserve.

Lo stomaco di Putin può imitare un subwoofer, generando onde sonore di frequenza fino a 150 Ghz.

Putin conosce a memoria il nome e il numero di telefono ogni abitante della Federazione Russa. Se qualcuno dice “cazzo”, Putin lo chiama la sera per rimproverarlo.

La voce nelle vostre teste è quella di Putin.La sceneggiatura del film Terminator-2 è basata su fatti reali. E’ vero che in realtà il ragazzino ha abbattuto il primo Terminator con un’abile mossa di judo e l’ha fatto a pezzi a mani nude, mentre ha inghiottito e digerito nel proprio stomaco, dopo averci bevuto su 2 litri di vodka casereccia a 80 gradi. Dopodichè ha fatto rivivere i pezzi del primo Terminator nel proprio corpo e ha acquisito una superforza. Il ragazzino si chiamava Volodja.

Indovinello cinese.Perché quando Putin starnutisce in Cina aumentano i prezzi degli immobili?Quando Putin starnutisce — picve. Quando piove — il riso cresce meglio. Quando il riso cresce meglio — i cinesi si moltiplicano. Quando i cinesi si moltiplicano — non hanno dove vivere. Salute, Vladimir Vladimirovič!

Putin è apparso in sogno a Mendeleev e gli ha parlato della struttura del mondo. Al mattino Dmitrij Ivanovič si è ricordato solo la tavola periodica.

Nel sotterraneo di Putin 400 veri monaci tibetani cantano 24 ore su 24 per il bene di tutti gli esseri viventi. Talvolta Putin scende da loro e gli vengono le lacrime agli occhi.

La domanda fondamentale della Vita, dell’Universo e di Tutto è: Who is mister Putin?

Putin ha scritto “Il chiaro di luna” e ha fatto diventare sordo Ludwig van Beethoven, che aveva osato appropriarsi di tutti gli onori.

A Putin quand’era bambino regalarono un vero carro armato. L’astuto Volodja gli piego il cannone a uncino. Per tirarlo meglio con la cordicella.

Putin inspira ossido di carbonio ed espira ossigeno. In tal la vita si conserva in tutto il pianeta.

Putin ha inventato i Beatles e ha ucciso lo sfacciato plagiario Lennon.

Le persone che hanno visto Putin di persona vengono rapite in cielo vive.

La domanda fondamentale della Vita, dell’Universo e di Tutto: quanti figli ha Putin?

Lo stomaco di Putin può scindere gli atomi. Quando la sua futura moglie è venuta a saperlo ha lasciato il terzo anno della scuola culinaria ed è entrata all’istituto per l’energia atomica.

Con la forza del pensiero Putin può mutare il proprio peso da zero a ottanta tonnellate. E’ l’unico uomo al mondo che può andare da solo su un’altalena dove si sta seduti senza toccare terra!

Quando avviene una catastrofe Putin indossa velocemente i pantaloni sopra il kimono e vola ad aiutare la Protezione Civile.

Quando i nostri scienziati muteranno il campo magnetico della Terra Putin salverà i più meritevoli.

Gli studiosi britannici hanno chiarito che pronunciare la parola “Putin” 5 volte al giorno riduce della metà il rischio di malattie cardiocircolatorie e pronunciarla 8 volte quello di malattie oncologiche. Gli studiosi australiani avvertono: pronunciare la parola “Putin” 5000 volte al giorno aumenta di altrettante il rischio della comparsa di un marasma incurabile.

Putin gioca ancora con piacere con la prima PlayStation. Koizumi, sapendolo, solleva regolarmente la questione della restituzione delle isole Kurili.

Putin ha scritto l’Iliade e ha accecato lo sfacciato plagiario Omero.

Putin ha annegato Mumù e ha strappato la lingua a Gerasim, che ha osato appropriarsi di tutti gli onori.

Putin è il garante della Costituzione. E il consulente della Costituzione.

Putin può grattarsi sotto i calcagni senza piegarsi.

Putin ha proibito di dare da mangiare al suo cane. Sta formando il suo carattere.

"Sono Putin, dunque sono" ©

Da qualche parte sotto la giacca Putin ha una porta USB.

Putin non è un uomo di molte parole, ha un wi–fi, apre la sessione e riceve i pensieri dei deputati che passano attraverso il firewall! "Di nuovo silenzio" — pensa ogni volta Putin.

Putin con una mano sola può accendere i fiammiferi sfregandoli contro la scatola!

Putin stende il bilancio della Federazione Russa, calcola il gettito IVA e corregge i costi di produzione nel tempo in cui brucia un fiammifero.

I capelli di Putin hanno il potere magico di esaudire i desideri per il bene del popolo russo. Per questo Putin ne ha così pochi.

Quando il piccolo Putin fu raggiunto dallo spietato robot assassino T1000, Volodja stava finendo di costruire il suo primo apparecchio radio e, come per dispetto, gli venne a mancare il materiale per saldare. Quando Т1000 si avvicinò a distanza di una mano tesa, Putin, distratto, immerse in lui la saldatrice. Senza dimenticarsi di ringraziarlo gentilmente, si capisce!

Putin non ha bisogno di portare un elmetto, perché neanche i più potenti telepati possono leggere i suoi pensieri!

Le persone che cercano difetti in Putin muoiono presto. A causa dell’insuccesso.

Dai capelli di Putin caduti per terra hanno avuto origine tutte le specie di serpenti attualmente esistenti ed estinte.

Quando Putin è ubriaco al volante e viene fermato dalla polizia stradale può ingannare l’alcoolimetro e camminare su una linea senza traballare.

Solo Putin sa battersi una mano sulla testa mentre con l’altra compie un movimento rotatorio attorno all’ombelico!

Se sfreghi la pancia di Putin 300 volte i tuoi desideri vengono esauditi!

Solo la mancanza di commenti veramente divertenti impedisce a Putin di rendere “d’oro” questo post e di aggiungerlo alla colonna a sinistra nello schermo.

I desideri di Putin vengono sempre esauditi…

Putin custodisce nei testicoli tutto il patrimonio genetico della nazione.

Quando l’anima di Putin è serena, sulla carta da parati sbocciano i fiori.

Nelle vene di Putin scorre petrolio “Urals”.

Quando Putin piange gli abitanti di New Orleans cambiano casa.

Con gli occhi bendati Putin può scoprire chi tra i presenti ha fatto fortuna in modo disonesto.

Nel passaporto di Putin ci sono visti senza scadenza per Shambala e per la Mongolia Interna, perché in Russia è proibito avere una doppia cittadinanza.

Putin può vedere l’altro lato di una pagina Web e apporvi il timbro “Approvato”.

Il prossimo progetto nazionale di Putin è l’uso di enormi robot umanoidi da combattimento per la difesa dei confini della Federazione Russa.


Originale alla pagina http://libo-ru.livejournal.com/1183380.html (scelta e traduzione di Matteo M.)

22 ottobre 2006

La matematica è o non è un'opinione?







Ringrazio S.C. per il contributo.

21 ottobre 2006

Il bello di avere un blog che nessuno legge è che uno si sente ancora più libero di scriverci quello che gli pare...


NON ANCORA
C'è una luce in fondo al tunnel,
ma mi servirebbe qui...

Un applauso a Vanessa Ferrari, prima italiana campionessa del mondo di ginnastica artistica. E un commento non banale


La prima ginnasta italiana sul tetto del mondo

Vanessa, la farfalla dei nostri sogni

Gli atleti come lei realizzano nell’esercizio sportivo il nostro umano sogno di leggerezza, di spiritualità fisica, in senso letterale

Roberto Mussapi

Vanessa è il nome di una farfalla, la farfalla è un essere lieve e volante, anzi, un simbolo della levità, della consustanzialità con l'aria: Vanessa è il nome della nuova campionessa del mondo di ginnastica artistica, il cui cognome, Ferrari, come è già stato facilmente, ma inevitabilmente, notato, suona come sinonimo di italico trionfo, velocità, sintonia col motore, energia in controllata ebbrezza. Se nomen est omen, cioè il nome è un destino, o nomina sunt conseguentia rerum, i nomi sono conseguenza delle cose, Vanessa Ferrari parte bene. È la prima donna italiana a vincere i mondiali di quella specialità al confine con la danza, al limite col sogno di volare, al cospetto degli angeli, tra terra e cielo, pur se conflittuale con ciò che agli angeli è per natura sottratto, il duro peso gravitazionale, il pondus, il peso della carne, che è anche però il segno della nostra presenza su questa terra. Gli atleti come lei, sulla scia del grandissimo Yuri Chechi, si confrontano con la legge di gravità, realizzano nell'esercizio sportivo il nostro umano sogno di leggerezza, di spiritualità fisica, in senso letterale.
Naturale che tale sport non susciti passioni di massa, analogamente a quanto accade per la scherma, o per il tuffo, esercizi individuali, di assoluta concentrazione in se stessi. Il contrario degli sport collettivi.Il calciatore, ad esempio, fa parte di una squadra, e ogni squadra discende metaforicamente dalla nave, dalla ciurma, dall'equipaggio: quando vinciamo i mondiali sventola la bandiera tricolore perché la nostra squadra, il nostro equipaggio, la nostra collettività ha vinto. Il ginnasta è solo come lo schermidore, ma più solo: non combatte con un avversario direttamente, colpo su colpo, ma con un'altra rappresentazione di arte nello spazio. È simile al tuffatore, che in realtà compete con se stesso, con un 'idea platonica di perfezione da elaborare e perseguire. Per questo, mentre esplodiamo di gioia al trionfo mondiale dei nostri calciatori, e facciamo benissimo, perché il senso di appartenenza a una comunità (vale per tutti, anche per le comunità di chi abbiamo appena sconfitto) è più forte di ogni scandalo, non dimentichiamo il trionfo solitario dei Di Biasi, delle Trillini e Vezzali, dei Chechi e della volante Vanessa, atleti che manifestano sulla scena dell'agone sportivo l'esercizio individuale fatto disciplina e arte, l'agonismo del silenzio. Vanessa ha combattuto una gara tesa, con un momento di crisi, perdita di equilibrio sull'asse, recuperando nel corpo libero, potente sogno di volo, di altezza. «Corpo libero», la specialità che ha sancito il suo trionfo, la più prossima alla danza, sottolinea nel suo nome l'anelito alla liberazione del corpo dai suoi gravami e limiti, nella piena accettazione umana del peso e dei limiti: la quintessenza originaria di ogni disciplina sportiva, quasi un esercizio in prospettiva di altre sfide e altri voli.

Fonte: Avvenire on line http://www.db.avvenire.it/avvenire/edizione_2006_10_21/articolo_692615.html

Foto: Repubblica on line http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/sport/ginastica-ferrari-doro/ginastica-ferrari-doro/ginastica-ferrari-doro.html

20 ottobre 2006

Trebisonda Valla presente

Il Coni tiene in vita Ondina
Di seguito riportiamo il comunicato che ci è pervenuto in redazione.
"Questa mattina presso il CONI di Bologna il presidente Renato Rizzoli, l'Assessore allo sport Anna Patullo e il presidente dell'Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d'Italia Maurizio Bimbi hanno presentato l'iniziativa "Bologna incontra i suoi Olimpionici".
Saranno ripercorsi ben 70 anni di Olimpiadi attraverso atleti, tecnici, giudici bolognesi dall'edizione di Berlino del 1936 fino all'ultima quella appena vissuta a Torino nell'inverno 2006.
La manifestazione, nata da un'idea del CONI di Bologna, in collaborazione con l'Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d'Italia, si terrà martedì 24 ottobre alle ore 17.00 in Cappella Farnese a Palazzo D'Accursio con l'intento di riunire tutti gli atleti, tecnici e giudici bolognesi che hanno partecipato almeno ad una edizione delle Olimpiadi per testimoniare affetto e riconoscenza a chi, con le proprie gesta sportive, ha onorato Bologna in Italia e nel mondo. L'adesione all'incontro è stata entusiastica e pressoché unanime.
A volte si parla di Bologna come "Capitale dello sport" e il numero degli olimpionici lo prova: sono ben 58 coloro che sono stati invitati alla serata che sarà presentata da Nando Macchiavelli e Sabrina Orlandi: tra questi 50 sono atleti, di cui 6 diversamente abili, 3 giudici, 3 cronometristi e 2 dirigenti.
Ben 18 le discipline rappresentate: guida il basket con 12 esponenti, seguito dall'atletica con 8 e dal ciclismo con 5; tante anche le medaglie conquistate: 13 ori, 10 argenti e 4 bronzo.
All'incontro in Comune parteciperà il Sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, la Presidente della Provincia Beatrice Draghetti, gli Assessori allo sport di Comune e Provincia, Anna Patullo e Marco Strada, il Presidente Provinciale dell'Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d'Italia Maurizio Bimbi e il Presidente del CONI di Bologna Renato Rizzoli.
L'evento è stato voluto nell'anno in cui le Olimpiadi sono finalmente riapprodate in Italia , a Torino, e sempre nell'anno in cui, con ogni probabilità, l'Italia si candiderà ad ospitare nuovamente i Giochi Olimpici estivi nella splendida cornice della sua capitale.
A tutti gli atleti sarà consegnata un'opera grafica , realizzata per la circostanza, dall'artista bolognese Luigi Enzo Mattei, che raffigura alcuni monumenti simbolo di Bologna, Due Torri, Torre di Maratona e San Luca sormontati dai cinque cerchi olimpici opportunamente stilizzati".
Per un inspiegabile errore, come si può leggere sotto, ad aprire la lista degli invitati diramata dagli organizzatori figura Ondina Valla. Che però è morta qualche giorno fa.
Di seguito l'elenco completo degli olimpionici invitati:

Trebisonda Valla - Atletica Leggera
Berlino 1936 80 metri ostacoli Oro e record olimpico
Staffetta 4x100 Italia 4°

Renzo Ranuzzi - Basket
Londra 1948 Italia: 17°Helsinki 1952 Italia: girone eliminatorio

Luigi Rapini - Basket
Londra 1948 Italia: 17°Helsinki 1952 Italia: girone eliminatorio


Fonte: Sportal (http://www.sportal.it/news/news405756.html)

L'idea di bellezza che abbiamo?

All'indirizzo http://www.campaignforrealbeauty.com/home_films_evolution_v2.swf si trova un filmato abbastanza inquietante. Non so ancora come giudicare la campagna che propaganda, ma credo che già di per se faccia riflettere. Il dibattito è aperto?

Ringrazio S.C. per la segnalazione.

19 ottobre 2006

Ancora su Beslan

COS’HA FATTO IL MINISTERO DEGLI INTERNI PRIMA DI BESLAN, DURANTE E DOPO
Dalla corrispondenza di servizio della polizia: l’atto terroristico si poteva prevenire: c’erano 3 ore di tempo

Questi documenti interni del ministero degli Interni della Federazione Russa, che coprono il periodo dal 2 al 23 settembre 2004, ci sono capitati per le mani casualmente. Molte cose in essi contenute hanno puramente un interesse di servizio o sono note a tutti da tempo. Tuttavia una parte delle informazioni, indubbiamente, è di rilevanza sociale. Prima di tutto i dettagli e lo spirito dell’indagine, che possono aiutare la società a rispondere alle domande fondamentali per la nostra vita: quanto è stata intelligente l’indagine sull’atto terroristico nelle prime, determinanti tre settimane? Come furono ricercati favoreggiatori e colpevoli? Quali informazioni operative furono ritenute prioritarie?
Molti di questi documenti di servizio potranno sembrarvi strani, ridicoli, vani, inutili, fuori luogo, stupidi infine. Dopo la lettura sorge solo una domanda: “A che scopo tutto questo, perché leggere questo?”. Per capire: proprio DI QUESTO[1] si è occupato il ministero degli Interni, proprio COSI’[2] ha indagato, “ha seguito le tracce fresche” dell’atto terroristico più mostruoso. Nei due anni trascorsi dopo Beslan singoli parlamentari e giornalisti hanno potuto chiarire più cose di un gigantesco ministero, dotato di super pieni poteri.
Ricordo che nel settembre del 2004 il ministero degli Interni, secondo un decreto del presidente, conduceva l’“operazione antiterroristica nel Caucaso settentrionale”[3].

Restavano tre intere ore!
“…Faccio rapporto, - si dice nel resoconto “Sulle misure per le indagini sull’azione terroristica del 1-3 settembre 2004” (documento n. 2), - che alle 8.00 dell’08.09.2004… che viene condotto un lavoro di verifica delle informazioni sul fatto che il 1 settembre 2004 alle 5 del mattino nella città di Šali[4] sia stato arrestato il cittadino Arsamikov. Nel corso del lavoro lì condotto Arsamikov avrebbe raccontato, che era stata pianificata la presa di una scuola nella città di Beslan…”.
Non è già più una voce che qualcuno aveva avvisato dell’atto terroristico. C’è una conferma documentale, che alle 5 del mattino del 1 settembre al ministero degli Interni (Arsamikov fu interrogato nel ROVD[5] di Šali, Cecenia) sapessero che era stata pianificata la presa di una scuola proprio a Beslan. Cosa
è seguito a questo?
Proprio niente. Nessun rinforzo delle misure di sicurezza nelle scuole di Beslan. Le lezioni non furono rinviate! Non si cominciò a passare al pettine i boschi lungo le strade che portano a Beslan. Quelli che avevano interrogarono Arsamikov andarono tranquillamente a dormire. E non si spararono quando, alzatisi, capirono che Arsamikov non aveva mentito. E in seguito non furono processati. La mancata prevenzione di un atto terroristico che ha avuto pesantissime conseguenze, al ministero degli Esteri non è stata considerata neanche un’infrazione al regolamento interno.

Fra chi furono fatte le ricerche nei primi giorni dopo il blitz?
Tra gli “estremisti”. Una parte significativa dei rapporti è dedicata alla lotta “con gli atteggiamenti estremistici”.
“…Il 07.09.2004 alle 11.00 in piazza Svobody[6] nella città di Vladikavkaz presso l’edificio della sala cinematografica e da concerti “Oktjabr’”[7] ha avuto luogo una riunione non autorizzata, dedicata ai tragici avvenimenti verificatisi il 1-3 settembre nella città di Beslan. Il numero complessivo dei partecipanti ammontava a circa 500 persone. Uno dei partecipanti alla riunione, Tidžiev Zaur Vjačeslavovič
[8], anno di nascita 1975, (…) dalla tribuna incitava a un rivolgimento violento del potere nella repubblica, nel proprio intervento utilizzava lo slogan “Il presidente della Russia è il nazista principale”. Tidžiev Z.V. è stato arrestato, la procura della circoscrizione di Iriston[9] ha aperto un procedimento penale per violazione dell’art. 280 del Codice Penale della Federazione Russa[10]. (…)” (dal documento n. 4).
“…Vengono verificate le informazioni riguardanti Evteev-Komaev Sergej Michajlovič, anno di nascita 1974, (…) russo, originario della città di Mosca… dopo aver terminato la scuola Evteev S.M. ha preso a frequentare la moschea locale e in seguito anche una casa di preghiera, in cui periodicamente si radunavano persone che professano l’islam. In seguito la comunità islamica ha inviato Evteev a studiare in seminario (?! – nota di A.P.)[11] in un paese musulmano. Dopo il suo ritorno la cerchia della comunità era composta da sostenitori del “wahhabismo”[12]. Secondo le informazioni acquisite Evteev ha una doppia cittadinanza, si reca spesso in paesi dell’Occidente e del Medio Oriente[13]… Si pone in atto un complesso di ORM[14] nei confronti di Evteev S.M. e Evteeva-Boradzova F.B. per favoreggiamento di terroristi…” (dal documento n. 4).
“Faccio rapporto, - sta scritto nel dispaccio successivo (documento n. 5), - che i sottoreparti operativi del ministero degli Interni dell’RSO-A[15], l’OG (opergrupp[16] – nota di A.P.) del ministero degli Interni della Russia insieme al ROŠ (regional’ny operativnyj štab[17]. – nota di A.P.) (…) stanno ponendo in atto misure contro le manifestazioni estremistiche e la destabilizzazione dell’ordine sociale e politico nel territorio dell’RSO-A. …L’UBOP[18] del ministero degli Interni dell’RSO-A insieme al gruppo operativo del ministero degli Interni della Federazione Russa pongono in atto nell’RSO-A delle ORM (operativo-rozysknye meroprijatija[19] – nota di A.P.) nei confronti dei leader dei musulmani dell’Ossezia Settentrionale Valgasov R.I. (è un errore, è Volgasov – nota di A.P.), Tegaev E.B., Mamiev S.S. E’ stato accertato quanto segue:
- Valgasov Ruslan Ignatovič, anno di nascita 1976, (…) Presidente del Consiglio Spirituale dei musulmani dal 2002. E’ stato in precedenza membro di un’organizzazione internazionale – la missione “Mezzaluna rossa Saudita” della città di Vladikavkaz. …Per la distribuzione di aiuti umanitari ai profughi della Cecenia.
- Tegaev Ermak Bodzievič, anno di nascita, (…) parla la lingua araba… Secondo i dati dei servizi operativi, Tegaev E.B. è il leader dei wahhabiti della repubblica… Ha contribuito a indirizzare la gioventù istruita al campo di addestramento “Kavkaz”[20] sul territorio della ČR[21]. …Ha organizzato un’organizzazione sociale dal nome Islamskij Kul’turnyj Centr[22] (in seguito – IKC). I membri della comunità musulmana capeggiata da Tegaev E.B. conducono un attivo lavoro di agitazione e propaganda[23] tra la popolazione dell’RSO-A per lo studio dei canoni della religione islamica[24]. …Vice di Tegaev E.B. e segretario del “Centro culturale islamico[25] dell’RSO-A” è Mamiev Sulejman Soslanbekmuratovič, anno di nascita 1977, (…) soprannominato “imam Chatyb[26]”. Costui ha concluso gli studi all’Accademia di Medicina SOGMA[27]. Lavora come chirurgo dell’ospedale ferroviario della città di Vladikavkaz. Secondo informazioni dei servizi operativi, ha svolto l’addestramento nella base “Kavkaz”. Attualmente Mamiev S.S. si è proclamato imam e pronuncia sermoni nella moschea sunnita.
E’ accertato che Tegaev E.B. e Mamiev S.M. sono ferventi sostenitori del “wahhabismo”. Tra Tegaev e Valgasov ci sono discordie e ostilità legate alla lotta per influenzare l’ambiente dei musulmani dell’RSO-
А.
L’UBOP del ministero degli Interni dell’RSO-
А sta ponendo in atto un complesso di misure operative tecniche[28] e di ricerca nei confronti delle persone summenzionate e di quelle a loro legate…».
Ben presto Tegaev è finito in prigione – da lui “è stata trovata” una granata.

Il GAZ[29]-66
I terroristi, com’è noto, andarono a prendere la scuola con un camion GAZ-66, il cui proprietario doveva corrispondere a determinati criteri ideologici.
“…Nel corso delle misure operative di ricerca poste in atto per accertare l’identità del proprietario dell’a/m[30] GAZ-66… è stata ricevuta la seguente informazione. Alla fine di agosto del 2003 Meržoev Salamchan Sultanovič (soprannominato “Bobos’ka”[31]), residente nella provincia di Mozdok[32], villaggio di Churikau… ha comprato dall’abitante del villaggio di Churikau Kortoev Ali l’automobile Moskvič[33] 2140 di colore bianco con g/n[34] А 8130 SЕ[35]. La data а/m era in cattive condizioni dal punto di vista tecnico e perciò la targa fu spostata sull’automobile GAZ-66 di colore verde senza targa. Al volante del GAZ-66 si trovava Meržoev Gerichan Sultanovič, residente nella repubblica di Inguscezia, nel villaggio di Sagopši.
L’automobile GAZ-66 appartiene a Cečoev Musa Isaevič, anno di nascita 1969, residente nella RI[36], nel villaggio di Sagopši (è un sostenitore della corrente religiosa musulmana del “Wahhabismo”), che ha noleggiato la summenzionata automobile a Meržoev G.S., avvertendolo del fatto che l’automobile non aveva documenti e mancava della targa. Meržoev G.S. pose sull’automobile GAZ-66 la targa
А 8130 SЕ, tolta dall’automobile Moskvič 2140, la aggiustò e prese ad occuparsi di trasporto di legname[37]. … Il 28.08.2004 Cečoev M.I. giunse in casa di Meržoev G.S. e senza il suo consenso, visto che quest’ultimo gli doveva dei soldi per il noleggio di essa, prese l’automobile GAZ-66 targata А 8130 SЕ. Legati a Cečoev M.I. risultano (segue un elenco di cognomi e indirizzi – nota di А.P.)… Sono tutti sostenitori del “wahhabismo”. L’informazione preceduta è inserita nel materiale processuale…” (dal documento n. 2).
Alle 8.00 del 09.09.2004. Sono inserite nel materiale processuale le informazioni ricevute sulle circostanze dell’arrivo dei terroristi a bordo dell’automobile GAZ-66. Quando gli sono state mostrate le fotografie Meržoev G.S. ha riconosciuto Cečoev M.I. (uno dei terroristi uccisi – nota di А.P.)…” (documento n. 4).

La ristrutturazione della scuola
Per lunghi mesi dopo l’atto terroristico è andata avanti la campagna calunniosa contro la direttrice della scuola n. 1[38] Lidija Aleksandrovna Calieva, campagna calunniosa con la partecipazione degli inquirenti – questi hanno silenziosamente montato le vittime e i loro parenti contro la direttrice. Ciò a causa del fatto che durante l’estate avrebbe fatto entrare dei dubbi addetti alla ristrutturazione e questi avrebbero nascosto delle armi. Continuando a indirizzare le reazioni delle vittime e dei loro parenti lontano da se, gli inquirenti sapevano già: la cosa non sta affatto così…
“…Si sta verificando la versione riguardante il possibile trasporto preventivo di armi e sostanze esplosive nell’edificio della scuola durante i lavori di ristrutturazione e la partecipazione a questo delle persone che hanno compiuto questi lavori. Dalle spiegazioni fornite da Ščerbinina Ol’ga Viktorovna, anno di nascita 1956, presidente del consiglio dei docenti per le attività didattiche e educative della scuola si è venuti a sapere che, per mancanza di fondi i lavori di ristrutturazione erano stati condotti con le forze e con i mezzi del collettivo pedagogico e dei lavoratori della scuola… Guidò i lavori il rappresentante della giunta comunale della città di Beslan Ambalov e li controllò Artjušenko V.
А., vice presidente della giunta. I lavori principali furono portati avanti dal docente di educazione al lavoro Michajlov Aleksandr con gli operai che furono inviati dalla giunta comunale…” (dal documento n. 2).
“…Vengono poste in atto misure per accertare le fonti di finanziamento e i dettagli dei lavori di ristrutturazione, effettuati nel 2004 nella scuola. E’ accertato che la scuola n. 1 della città di Beslan ricevette un bonifico di 19000 rubli da alcune organizzazioni, tra cui 7000 dalla s.p.a. “Al’fa”[39]. Nell’agosto del 2004 sono stati effettuati lavoro di ristrutturazione parziale del pavimento del 2° piano. L’esecuzione di detti lavori fu affidata all’azienda municipale BRSU[40], che eseguì i lavori senza ricevere anticipo, con forze proprie. Per l’esecuzione di detti lavori furono impiegati dei lavoratori della scuola cioè il docente di educazione al lavoro Michajlov A.I. (defunto[41]) e l’economa Balikoeva S.
А. (di cui non si hanno più notizie[42]). Finora un documento che attesti il termine dei lavori non è stato presentato e il conto non risulta pagato. Il versamento di ulteriori fondi per la ristrutturazione, secondo i dati della contabilità del provveditorato agli studi della provincia Pravoberežnyj[43], non risulta. E’ accertato che l’economa della scuola n. 1 Balikoeva (Aldakova) Svetlana Achmedovna, anno di nascita 1954, è originaria del villaggio di Kantyševo nella RI. L’intero lavoro di ristrutturazione dell’edificio della scuola n. 1 è stato compiuto da costei con la partecipazione dei propri familiari…” (dal documento n. 4).

Il percorso
Ecco come appare nei rapporti il percorso compiuto dai banditi, quello che è stato permesso loro fare, dopo aver gettato nel cestino la testimonianza di Arsamikov.
“…Alle 8.00 del 08.09.2004. Il giudice istruttore della Direzione della Procura generale della Federazione Russa nel Caucaso settentrionale Sobol’ I.V. insieme all’UBOP del ministero degli Interni dell’RSO-A e al Centro “Т[44] ha accertato il percorso compiuto dai militanti… dal villaggio di Churikau della provincia di Mozdok nell’RSO-А i terroristi hanno attraversato il bosco della catena montuosa di Koskem-Choza lungo la strada in disuso Vladikavkaz-Mozdok in direzione del centro abitato di Staryj Batako-Jurt[45] nella provincia Pravoberežnyj nell’RSO-A. A 3-5 km dal centro abitato di Staryj Batako-Jurt hanno svoltato a destra nella strada in terra battuta tra i villaggi. Dopo esser passati vicino a un ripetitore televisivo e aver superato la catena montuosa di Koskem-Choza, sono passati nei pressi di vecchi giardini abbandonati, che si trovavano alla loro destra. Poi sono entrati in una strada asfaltata secondaria, che collega i villaggi di Staryj Batalo-Jurt e di Calyk. Passando attraverso il villaggio di Calyk hanno raggiunto la strada federale Mosca-Baku. Hanno svoltato a sinistra in direzione della città di Beslan. Dopo aver superato un viadotto e un semaforo, hanno svoltato nel vicolo Kooperativnyj[46] e passando accanto alla scuola n. 3 della città di Beslan sono entrati in via Lenin, dove hanno svoltato a sinistra. Presso il vecchio caseificio hanno svoltato a destra e sono giunti al passaggio a livello, dopodichè hanno svoltato a destra senza attraversare i binari. Dopo essersi mossi per un tratto parallelamente alla ferrovia, si sono avvicinati ai cancelli della scuola n. 1 della città di Beslan.
…Il sospetto Kulaev N.A., unico membro del gruppo terroristico ad essere stato arrestato[47], durante l’interrogatorio ha dichiarato quanto segue:
Il 31 agosto 2004 Kulaev N.A. si muoveva a piedi dal villaggio di Psedach al villaggio di Sagopši. Per strada gli venne incontro un gruppo di uomini armati e mascherati (5 persona) a bordo di un’automobile VAZ[48]-2110 color latte, che lo costrinsero a prender posto nella detta automobile e lo portarono in un bosco nelle vicinanze. Dopo qualche tempo condussero là suo fratello – Kulaev Chanpaša.
Nel bosco si unì al gruppo un grande gruppo di persone armate, giunte a bordo di un’automobile UAZ[49] e di un GAZ-66. Complessivamente nelle macchine si trovavano da 20 a 30 persone, tra cui due donne, vestite con camici neri, col volto mascherato. Gli uomini erano vestiti con abiti militari. Comandava il gruppo un uomo di nome Rasul, a lui si rivolgevano chiamandolo “colonnello”. …Nella notte tra il 31 agosto e il 1 settembre 2004 il gruppo si piazzò nel bosco presso il villaggio di Inarki nella Repubblica di Inguscezia e tutti passarono la notte nelle macchine.
A quanto ha detto Kulaev N.A., il gruppo era composto da persone di diverse nazionalità, cosicché il “colonnello” parlava coi presenti tanto in russo quanto in ceceno. A
quanto suppone larrestato, nel gruppo cerano 4-5 ceceni. 2-3 persone del gruppo parlavano solo in russo, per quanto uno di essi fosse un arabo di nome Faruch e l’altro, di nome Abdul-Chakim avesse gli occhi a mandorla come un coreano. Gli altri parlavano in inguscio. Le donne non prendevano parte alle conversazioni, l’interrogato non ha potuto determinarne la nazionalità.
Poco prima dell’alba del 1 settembre il gruppo prese posto nel cassone del GAZ-66, nella cabina si sedettero il “colonnello” e un uomo di cui nessuno ha fatto il nome. Sotto i sedili nel cassone erano poste delle armi, degli zaini con munizioni e dell’esplosivo e tutto questo era coperto di stoffa. …Dopo qualche tempo l’automobile si fermò in un villaggio. I due uomini che stavano nella cabina e parlarono con qualcuno, presumibilmente in osseto. Durante la conversazione risuonò l’ordine “Giù le armi!” e qualche colpo. Il “colonnello” spiegò ai suoi uomini nel cassone che avevano sequestrato un maggiore della polizia, gli avevano preso la pistola e l’automobile. Dal GAZ-66 alcuni uomini, con il “colonnello” in testa, passarono in questa automobile, una VAZ-“2107, e la colonna andò avanti. Stettero ancora a lungo per strada…
A un’altra fermata seguì l’ordine di uscire dalla macchina e l’arrestato vide che si trovavano nel cortile di una scuola, dove c’erano molti bambini e il “colonnello” dette l’ordine di circondare la scuola. Gli assalitori presero a sparare in aria. Sette assalitori corsero nella palestra. Il “colonnello” dette ordine di prendere posizione. Dopo ciò tutti i bambini e i loro genitori furono costretti a entrare nella palestra. (…) Il “colonnello” ordinò ai militanti di rispondere al fuoco fino all’ultimo, in caso di necessità avrebbe raccolto tutti nella palestra e avrebbe fatto esplodere tutti gli ordigni. Lo
stesso colonnellostabilì le posizioni. Aveva un telefono cellulare, con cui lo contattarono per far liberare gli ostaggi, ma questi rifiutò di liberarli. A quanto ha detto l’arrestato, nel corso di una delle telefonate il “colonnello” comunicò, che nel caso che l’esercito si fosse ritirato dalla Cecenia avrebbe trasportato tutti gli ostaggi nella parte montuosa della Cecenia e là li avrebbe lasciati liberi e che nel frattempo ai militanti era stato dato ordine di non dare da mangiare né da bere agli ostaggi di modo che le autorità federali decidessero rapidamente sulla questione del ritiro delle truppe. Quando un militante fu ucciso in un attacco, il “colonnello” ordinò di portare al secondo piano alcuni ostaggi e li uccise personalmente a colpi di arma da fuoco.
Durante il primo giorno tra i militanti sorsero discordie a proposito del fatto di aver preso proprio una scuola. Il “colonnello” disse di aver ricevuto un ordine dell’Emiro[50], ma non precisò di chi si trattasse. Per far cessare i contrasti e spaventare i militanti che non erano d’accordo con lui, questi, premendo un pulsante, fece saltare in aria due donne che portavano le cinture da shahid[51]. A questo scopo uccise a colpi d’arma da fuoco uno dei membri dissenzienti della banda. …L’arrestato Kulaev N.A. ha descritto alcuni membri della banda – in particolare uno dei militanti, ferito alla mano destra, - il militante parlava in una lingua a lui sconosciuta, dall’aspetto aveva 30 anni, era di statura media, dal fisico asciutto, il colore dei capelli era prossimo al castano, era ferito alla mano destra e fasciato…” (dal documento n. 3).

“Interrogatori segreti”
A giudicare dai rapporti l’unica fonte di informazioni sui membri della banda in quei giorni erano persone totalmente prive di libertà. Il primo fra questi, certamente, è Kulaev. Ma si parla anche di detenuti di prigioni e SIZO[52], soprattutto tra quelli incarcerati in precedenza “per wahhabismo” e per l’attacco all’Inguscezia (giugno 2004). Altri metodi di conduzione delle indagini, a parte quelli carcerari, secondo questi documenti, non sono previsti.
«…Alle 8.00 del 07.09.2004. …Vengono condotti interrogatori segreti con le persone arrestate per aver compiuto un DTA (diversionno-terrorističeskij akt[53] – nota di
А.P.) il 22.06.04 nella Repubblica di Inguscezia e detenute nel SIZO dell’UFSB[54] federale dell’RSO-Alania e nel SIZO dell’UIN[55] del ministero della Giustizia dell’RSO-Alania, alla scopo di accertarsi della loro conoscenza delle persone che hanno preso parte al dato atto terroristico…” (dal documento n. 2).
«…Alle 8.00 del 23.09.2004… da parte della sezione dell’UBOP del GUVD[56] del Caucaso settentrionale per la regione KMB (Kavkazskie Mineral’nye Vody[57] – nota di
А.P.) per il riconoscimento della fotografia di una persona, che ha preso parte alla presa della scuola n. 1 della città di Beslan, da parte di Israpilov Ibragim, detenuto in seguito a una condanna nell’SI-2[58] della città di Pjatigorsk[59]. Durante il riconoscimento Israpilov ha spiegato che l’uomo nella fotografia probabilmente è un mercenario arabo ed è stato dato l’ordine di condurre un’indagine segreta. …Nel corso delle misure operative di indagine portate avanti con gli arrestati per l’attacco del 21 giugno 2004 alle forze dell’ordine della RI Ataev Kazbek e Mëdov Zelimchan è stato accertato che l’automobile (il “modello 10”[60] bianco, con il quale i militanti andarono per l’Inguscezia – nota di А.P.) era guidata da due sconosciuti di etnia inguscia. …L’OG del ministero degli Interni della Russia ha elaborato uno schema di otto numeri telefonici, indicati nell’agenda di uno dei terroristi eliminati[61]. …Sono state raccolte informazioni riguardanti 38 abbonati telefonici, su cui si stanno facendo verifiche a proposito della loro partecipazione a un DTA. E’ stato stabilito un contatto con il numero telefonico 928-6273405[62] (indicato nell’agenda telefonica come “Mickey”[63]), e con il numero 928-7292054, appartenente ad Albakov Magomed-Bašir, anno di nascita 1979. Il 22.09.2004 г. l’UBOP del ministero degli Interni dell’RSO-А ha arrestato il fratello di Albakov M.B. – Albakov Mussa Džabrailovič, anno di nascita 1981 per detenzione illegale di sostanza stupefacenti (gli stupefacenti furono messi in giro, per poter condurre un interrogatorio segreto – nota di А.P.)… Nel corso delle misure operative di indagine è stato accertato che Albakov Magomed-Bašir è un sostenitore del “wahhabismo”, nel 2001 si unì a dei militanti, si addestrò nei campi delle NVF[64]. …A quanto ha detto Albakov M., non sapeva di un DTA in preparazione nella città di Beslan, tuttavia non esclude la possibilità che ne fosse a conoscenza suo fratello, che non vede dal mese di agosto. …Nei confronti di Albakov M.B. è stato dato ordine di condurre un’indagine segreta durante la sua detenzione nell’IVS[65]. (…)” (dal documento n. 6).
E’ alto il prezzo delle informazioni, ottenute “segretamente”? Non credo.

In scena gli autori!
Chi erano queste persone, che “hanno seguito” le tracce fresche?
“…Allo scopo di organizzare misure operative di ricerca nell’ambito del procedimento penale avviato, di coordinare l’azione dei sottoreparti di polizia criminale degli organi del ministero degli interni per l’accertamento delle circostanze della preparazione e del compimento dell’azione terroristica… il primo vice ministro degli Interni della Russia, il generale di brigata della polizia Čekalin A.A. ha sottoscritto l’ordine di servizio n. 1/5744 del 05.09.2004 “Sulla creazione di un gruppo operativo del ministero degli Interni della Russia”. Comandante del gruppo è stato nominato il primo vice direttore del GUBOP[66] e capo del centro “
Т” del GUBOP del ministero degli Interni della Federazione Russa Demidov Ju.N., vice comandanti sono stati nominati il vice direttore del GUUR[67] dell’SKM[68] del ministero degli Interni Nesterov V.I. e il vice capo della Direzione Generale del ministero degli Interni della Federazione Russa nello JuFO[69] e capo del centro “Т” Rostegaev V.V. …Gli uomini dell’UBOP, dell’UUR KM[70] del ministero degli Interni della RSO-Alania, dei centri “Т” del GUBOP e della Direzione Generale del ministero degli Interni della Federazione Russa nello JuFO in accordo con il capo della sezione investigativa della Procura Generale della Federazione Russa sono tenuti ad eseguire alla lettera le direttive…” (dal documento n. 2).

P.S. I principi di lavoro delle forze dell’ordine sono cambiati poco dal settembre 2004. Tra gli “antiterroristi” ci sono le stesse persone e si usano gli stessi metodi. Due anni dopo Beslan il sistema è questo e continua a lavorare solo per liquidare i “probabili estremisti”, ma non per difendere la vita dei cittadini. Non per cercare i criminali, ma per “realizzare il numero”[71], per far tornare i conti. Avete letto? Traete le conclusioni.

Anna POLITKOVSKAJA
28.08.2006 (articolo comparso sulla “Novaja Gazeta”, traduzione e note di Matteo M.)



[1] Rilievo grafico dell’autrice.

[2] Rilievo grafico dell’autrice.

[3] Quella che, al di fuori del linguaggio ufficiale, viene definita “la seconda guerra cecena”.

[4] Città della Cecenia, a sud-ovest della capitale Groznyj.

[5] Rajonnyj Otdel Vnutrennich Del, “Sezione Provinciale del Ministero degli Interni”, in pratica il distretto di polizia provinciale.

[6] “Della Libertà”.

[7] “Ottobre”.

[8] Cioè Zaur Vjačeslavovič Tidžiev. I russi declinano le proprie generalità con l’ordine cognome-nome-patronimico.

[9] Altro nome osseto dell’Ossezia.

[10] Che fa riferimento (cito dal sito ukrf.narod.ru) a “pubblica istigazione al mutamento dell’ordine costituzionale della Federazione Russa con l’uso della violenza”.

[11] Fra l’altro è un errore concettuale, prima ancora che terminologico, in quanto l’islam non ha un clero propriamente detto.

[12] Giusto virgolettare, poiché ormai in Russia col termine “wahhabismo” si definisce qualunque tipo di fondamentalismo islamico…

[13] Letteralmente (e coerentemente dal punto di vista russo) “Vicino Oriente”.

[14] Vedi nota 18.

[15] Respublika Severnaja Osetija-Alanija, “Repubblica dell’Ossezia Settentrionale-Alania”. Alania è il nome osseto dell’Ossezia Settentrionale.

[16] Cioè operativnyj grupp, gruppo operativo. Corsivo mio

[17] “Quartier generale Operativo Regionale”. Corsivo mio.

[18] Upravlenie po Bor’be s Organizovannoj Prestupnost’ju, „Dipartimento per la Lotta contro il Crimine Organizzato”.

[19] “Misure operative di ricerca”. Corsivo mio.

[20] “Caucaso”.

[21] Čečenskaja Respublika, “Repubblica Cecena”.

[22] “Centro Culturale Islamico”.

[23] “Agit-prop” islamici? Così pare…

[24] Non si sa con quale successo, poiché gli osseti sono indoeuropei e in maggioranza cristiani ortodossi e menano vanto del proprio status di “mosche bianche” del Caucaso settentrionale.

[25] Incoerenza dell’originale. Il nome dell’“organizzazione sociale” di Tegaev non viene abbreviato.

[26] Traslittero l’originale russo, ma sarebbe più corretto scrivere Khātīb, termine arabo che indica colui che guida la preghiera del venerdì e pronuncia il sermone. Non sempre il ruolo di khātīb è svolto dall’imam.

[27] Severo-Osetinskaja Gosudarstvennaja Medicinskaja Akademija, “Accademia Statale di Medicina dell’Ossezia Settentrionale”.

[28] ?

[29] Gor’kovskij Avtomobil’nyj Zavod, “Fabbrica di Automobili di Gor’kij”. Gor’kij ha ripreso il nome originario Nižnij Novgorod, ma la casa automobilistica non ha cambiato nome…

[30] AvtoMašina, “automobile”.

[31] Nomignolo affettuoso, forse derivato da bob, “fagiolo”.

[32] Si trova nel nord dell’RSO-A.

[33] Moskvič, en passant, significa “moscovita”.

[34] Gosudarstvennyj nomer, “targa”, letteralmente “numero statale”.

[35] La C dell’alfabeto cirillico (visibile a fatica nella targa del camion nella foto) equivale alla S di quello latino.

[36] Respublika Ingušetija, “Repubblica di Inguscezia”.

[37] Come attività di copertura, pare di capire.

[38] Le scuole russe non hanno nomi, ma numeri…

[39] Azienda che produce materiali plastici, con sede a Novosibirsk, in Siberia…

[40] Beslanskoe Remontno-Stroitel’noe Upravlenie, “Direzione dei lavori di Ristrutturazione e Costruzione di Beslan”.

[41] Una delle vittime di Beslan.

[42] Alcuni ostaggi di Beslan sembrano scomparsi nel nulla. C’è che ritiene che l’altissima temperatura del rogo della palestra (si è parlato anche di 4000 – quattromila – gradi centigradi) abbia addirittura polverizzato i corpi di alcuni ostaggi.

[43] “Della riva destra” (del fiume Terek), nome della provincia di cui Beslan è capoluogo.

[44] Che suppongo stia per Terrorizm, “Terrorismo”.

[45] Qualcosa come “Vecchio villaggio di Batako”.

[46] “Della Cooperazione”.

[47] Ufficialmente tutti gli altri terroristi che presero la scuola di Beslan sarebbero stati uccisi.

[48] Volžskij Avtomobil’nyj Zavod, “Fabbrica di Automobili del Volga”.

[49] Ul’janovskij Avtomobil’nyj Zavod, “Fabbrica di Automobili di Ul’janovsk”.

[50] Nel senso etimologico di “comandante” (credo che qui si alluda a Šamil’ Salmanovič Basaev, l’emiro per antonomasia).

[51] “Testimone” in arabo. Così vengono chiamati i terroristi kamikaze.

[52] Sledstvennyj IZOljator, “Carcere per la Detenzione Preventiva”.

[53] “Atto di Sabotaggio e Terrorismo” (corsivo mio – la definizione è stata leggermente modificata per adeguarle alla diversa grammatica dell’italiano).

[54] Upravlenie Federal’noj Služby Bezopasnosti, “Dipartimento del Servizio di Sicurezza Federale”, in pratica l’amministrazione regolare dei servizi segreti.

[55] Upravlenie Ispolnenija Nakazanij, “Direzione per l’Esecuzione delle Pene”.

[56] Glavnoe Upravlenie Vnutrennich Del, “Direzione Principale del Ministero degli Interni”, in pratica il distretto regionale di polizia.

[57] “Acque Minerali del Caucaso”. Nella zona c’è anche la città di Mineral’nye Vody, “Acque Minerali”.

[58] SI è lo stesso che SIZO. L’abuso è regola in questi casi: perché un condannato dovrebbe trovarsi in un luogo di detenzione preventiva?

[59] Città della Russia meridionale, il cui nome significa “Cinque Montagne”.

[60] Le automobili russe, in particolare le Lada, vengono “numerate”…

[61] In questi casi si usa il termine uničtožennyj, letteralmente “annientato”.

[62] In Russia non dev’esserci una legge sulla privacy…

[63] Cioè Mickey Mouse, Topolino…

[64] Nezakonnye Vooružënnye Formacii, “Formazioni Armate Illegali”.

[65] Izoljator Vremennogo Soderžanija, “Carcere di Detenzione Temporanea”.

[66] Gosudarstvennoe Upravlenie po Bor’be s Organizovannoj Prestupnost’ju, „Direzione Generale per la Lotta contro il Crimine Organizzato”.

[67] Glavnoe Upravlenie Ugolovnogo Rozyska, “Direzione Generale Investigativa”.

[68] Služba Kriminal’noj Milicii, “Servizio di Polizia Criminale”.

[69] Južnyj Federal’nyj Okrug, “Distretto Federale Meridionale”. Putin ha diviso la Federazione Russa in sette distretti con a capo plenipotenziari di sua fiducia.

[70] Upravlenie Ugolovnogo Rozyska Kriminal’noj Milicii, “Direzione Investigativa della Polizia Criminale”.

[71] Come la polizia staliniana, che doveva compiere un numero prestabilito di arresti e prendeva gente a caso…

18 ottobre 2006

Ricordate Beslan? Sembra proprio che le cose non siano andate com'è stato detto...

CI SONO PERSONE A CUI TUTTO E’ NOTO
Questa non è una versione, sono fatti, esposti proprio nell’ordine in cui sono avvenuti

Anche dopo due anni le circostanze dell’atto terroristico di Beslan si possono ricostruire con difficoltà. Al cento per cento è chiara solo una cosa: la versione ufficiale, diffusa in fretta e furia letteralmente pochi giorni dopo l’atto terroristico, non trova conferma. Si sono accumulate troppe domande. Ma gli organi ufficiali, in primo luogo la Procura Generale e il tribunale, evitano di dare risposte anche alle domande più scontate.
In tutti questi anni la “Novaja Gazeta[i]” ha considerato necessario non permettere alla questione Beslan di chiudersi. Non seguire l’ordine del giorno informativo diretto dall’alto, da cui Beslan è stata cancellata molto rapidamente. C’è stato un periodo in cui sulla questione principale per gli abitanti di Beslan – se nel blitz fossero state usate armi non selettive[ii], proibite dalla Convenzione di Ginevra, - ha scritto solo la “Novaja Gazeta”.
C’è stato un periodo molto breve, ed è finito, in cui col nostro aiuto i parenti delle vittime hanno potuto consegnare alla procura
прокуратуре gli involucri dei lanciafiamme utilizzati, trovati da loro, e i bossoli dei proiettili sparati dai carri armati. Hanno costretto la procura ad ammettere l’evidenza, ma questa si è messa ad inventare confutazioni: sì, hanno sparato, ma quando nella scuola non restavano più ostaggi in vita. Notate che non si sono messi a giustificarsi i militari che hanno usato i carri armati, né l’FSB[iii] della Federazione Russa, i cui membri dei corpi speciali hanno sparato con armi tipo RPO[iv], RPG[v] e RŠG[vi], ma gli stessi inquirenti della Procura Generale.
Fra l’altro per la Russia, in cui non sono stati indagati a fondo le esplosioni di abitazioni a Mosca e a Volgodonsk[vii], il caso del “Nord-Ost”[viii], il caso del “Kursk” ecc., questo è abituale.
Una sola cosa non è stata come d’abitudine: prima c’è stato un processo pubblico, in cui sono stati letti ufficialmente i risultati delle indagini.
Nonostante il fatto che gli abitanti di Beslan siano stati accusati più di una volta di speculare sul proprio dolore, essi hanno retto con dignità questo processo durato molti mesi, formulando tutte le domande fondamentali alle quali gli inquirenti non avevano voluto rispondere.
Alla Russia sono rimasti impressi i nomi di due donne – Susanna Dudieva e Èlla Kesaeva[ix], che sono state accusate di eccessiva attività e offese nel modo più crudele.
Ma la cosa più importante è che al processo al terrorista N. Kulaev[x], e adesso al processo contro i poliziotti osseti accusati di negligenza, hanno deposto donne, uomini, anziani e bambini. E quelli che in quei tre giorni erano nella scuola o nelle vicinanze. Al processo a N. Kulaev hanno deposto anche uomini del Ministero degli Interni, dell’MČS[xi] e dell’FSB, i militari della 58.a armata, i membri del governo della repubblica dell’Ossezia Settentrionale e l’ex presidente dell’Ossezia Settentrionale Dzasochov. E anche se al processo sono risuonate molte menzogne e le reali circostanze del blitz sono state nascoste, queste bugie non hanno impedito di stabilire la verità. In assoluto tutte le deposizioni si sono rivelate componenti importantissime per comporre il quadro dei tre giorni di settembre che fecero tremare il mondo.
Nella sua inchiesta la “Novaja Gazeta” è partita dal principio che ogni persona che ha preso parte a questi avvenimenti ha diritto ai propri ricordi, alle proprie opinioni e ai propri giudizi sull’accaduto. Abbiamo ascoltato, confrontato e analizzato tutte le fonti a nostra disposizione: i resoconti stenografici dei processi, i rapporti della polizia, i materiali dell’istruttoria, i rapporti di entrambe le commissioni parlamentari[xii], l’opinione particolare di un membro della commissione parlamentare federale, il deputato della Duma di Stato della Federazione Russa Jurij Savel’ev, le deposizioni dei testimoni dell’attacco terroristico e dei partecipanti all’operazione antiterroristica.
Alla fine abbiamo ottenuto il quadro dell’atto terroristico. Questa non è una versione, sono fatti, esposti proprio nell’ordine in cui sono avvenuti.

L’attacco
Alle otto la scuola n. 1 di Beslan[xiii] era già aperta, per primi erano arrivati gli insegnanti e il personale non docente. Alle 9.30 era programmata la linejka[xiv] solenne. Molti l’avevano saputo solo al mattino del 1 settembre (in genere la linejka era alle 10.00). Al figlio di Inga Basaeva-Čedžemova Zelimchan suonò alla porta un compagno di classe e gli disse che bisognava andare a scuola prima. Inga si affrettò con la figlia ed il figlio.
Alle nove gli scolari cominciarono ad avvicinarsi in massa. Molti bambini e adulti si trovavano nella scuola (proprio là li sorprenderanno i terroristi), ma il maggiore affollamento era all’esterno, dove attendevano il segnale d’inizio della linejka.
Alcuni testimoni poi racconteranno che dal lato di via Komintern ben prima della linejka avevano notato persone armate presso i cancelli della scuola. Ma a questi fatti quasi nessuno dette importanza. Pensavano che fosse un corpo di guardia privato. L’ex ostaggio A. Komaev vide due uomini sul tetto già durante la formazione della “riga”.
Passando dall’ingresso, Inga notò due macchine che si muovevano lentamente – un “GAZ[xv]-66” con il cassone coperto da un telone con la targa
А 3012 СЕ e un “modello 7[xvi]” senza targa. Queste macchine furono viste anche da una donna che camminava più avanti, che in seguito confermerà le parole di Inga. Zelimchan disse alla mamma che nella macchina sedevano uomini barbuti. Non era meglio tornare a casa? Inga disse al figlio: “Non inventare storie, non cercare di andartene da scuola, ma in cuor suo, evidentemente, si inquietò. La preoccupazione si affievolì un po’ quando vide una persona in uniforme da poliziotto sul sedile anteriore di una piccola macchina. Ma comunque non perse di vista le due macchine e notò che si erano fermate presso il negozio di articoli per la casa “Bonus” in via Komintern; il guidatore del “modello 7” si avvicinò al guidatore del “GAZ” e gli disse qualcosa. Inga aggirò la macchina, si avvicinò alla scuola e subito incontrò Fatima Dudieva, maggiore del ROVD[xvii] della regione Pravoberežnyj[xviii], che quel giorno era di turno di guardia a scuola. Inga le parlò delle macchine che avevano attratto la sua attenzione; in realtà poteva essersi sbagliata: forse si trattava di militari che andavano a sorvegliare la scuola (il marito di Inga, agente del GIBDD[xix], l’aveva avvertita che in Ossezia avrebbero potuto verificarsi atti terroristici).
Il maggiore Dudieva andò a telefonare al secondo piano. Questa conversazione fu udita da Inga Chazbievna Charebova, che parlerà al riguardo durante le indagini.
Nel frattempo la direttrice capo della scuola Ol’ga Ščerbinina alle 9.20 aveva fatto suonare la campanella per tre volte ed era uscita. La riga si formò, la direttrice della scuola Lidija Aleksandrovna Calieva salutò gli allievi e gli espresse gli auguri per il nuovo anno scolastico. In quel momento, quando la musica cominciò a suonare, in cielo comparve un razzo da segnalazione. All’improvviso risuonarono raffiche di armi automatiche.

La maggior parte degli ostaggi, descrivendo il momento dell’attacco, ripetono gli stessi dettagli: 1) Inizialmente hanno visto 6 persone in tuta mimetica, alcuni mascherati e alcuni no, in particolare attirò la loro attenzione un militante alto, dalla corporatura atletica, con la barba rossa, che stava presso l’ingresso della scuola dal lato di via Komintern, che sparò in aria con un fucile di precisione e gridò: “Questo è un sequestro!”; 2) I militanti riuscirono a circondare scolari e insegnanti in riga e partirono dal cortile della scuola per disporsi presso tutte le uscite (in tutto sono due); 3) La gente, spaventata dagli spari, corse di propria volontà nell’edificio della scuola, ma solo pochi poterono fuggire dalla porta posteriore della scuola che era aperta (!), gli altri ruppero le finestre e saltarono nel corridoio della scuola, corsero al secondo piano e si nascosero nelle classi; 4) Nella scuola c’erano già molti militanti, tra cui il militante con la mano ferita, che molti ostaggi riconoscono nell’identikit n. 20.1
Al momento in cui iniziò l’attacco terroristico si avvicinò alla scuola (secondo alcune versioni era fermo, in attesa del razzo di segnalazione) il “GAZ-66”, da cui saltarono fuori 15 persone in tuta mimetica. Il “
ГАЗ-66” fece scendere i militanti, fece inversione a U e se ne andò.
Alla fine dal lato del vicolo Batagov un altro piccolo gruppo di militanti raggiunse la scuola. Li videro Valerij Dzgoev, che stava innaffiando le patate nel proprio orto, e sua moglie, che istantaneamente comprese la situazione e trascinò il marito in casa (Valerij non aveva capito cosa stava succedendo: sentendo gli spari, li aveva presi per una salva di saluto[xx]).
Già durante le indagini alcuni avevano reso testimonianze simili, cioè di aver visto un “Gazel’[xxi]”, da cui erano saltati fuori militanti armati e inoltre due ostaggi hanno visto una macchina “UAZ con dei militanti a bordo. Il “Gazel’” bianco in effetti è stato fermo per tutti e tre i giorni[xxii] presso l’ingresso centrale della scuola ed è finito perfino nel processo. Poi il “Gazel’” senz’alcuna spiegazione ha smesso di figurare nella versione ufficiale.
Resta aperta anche la questione del secondo “GAZ-66” targato
А 8130 СЕ, che non si capisce quando sia comparso nei pressi della scuola. Secondo le deposizioni dei testimoni, questo sarebbe successo già dopo il sequestro. Mairbek Tuaev vive presso la scuola in una casa del vicolo Škol’nyj[xxiii]. Nelle sue deposizioni nel corso delle indagini Mairbek ha raccontato che uno dei militanti corse una decina di metri fuori dal terreno della scuola e si mise a chiamare qualcuno via radio parlando in ceceno o in inguscio. Dopodichè aggiunse: “E’ tutto già fatto, mandate rinforzi”. (Secondo le deposizioni di una grande quantità di ostaggi, oltre ai telefoni cellulari tutti i militanti avevano delle radio).
E’ possibile che col “GAZ-66” targato
А 8130 СЕ siano giunti alla scuola i “rinforzi”.
C’è solo da dire che, secondo la versione degli inquirenti, proprio con questa macchina, trovata in seguito nei pressi della scuola, sarebbero giunti tutti i terroristi: in tutto trenta uomini e due donne. Fra l’altro dopo la condanna di N. Kulaev il sostituto procuratore generale N. Šepel’ ha inaspettatamente ammesso: “L’inchiesta non ha mai affermato che i banditi fossero trentadue”. E nella corrispondenza con gli ex ostaggi gli uomini della Procura si sono praticamente trovati d’accordo: il “GAZ-66”, a guardare le sue caratteristiche tecniche, non poteva giungere a Beslan con 32 militanti (neanche con 28 – quattro persone erano nella macchina di Guražev[xxiv]) e con tutte le armi, che furono trovate nella scuola dopo il blitz.
Si può supporre molto verosimilmente che all’atto terroristico abbiano partecipato non meno di cinque-sei gruppi di terroristi. Il numero totale di terroristi potrebbe, secondo diversi calcoli, ammontare a 60-70 persone, tra cui c’era un gruppo di militanti russofoni di aspetto europeo, fino a cinque donne2 e un gruppo di 15-16 militanti fanatici altamente professionali, che colpirono gli ostaggi per il loro aspetto (barbe e capelli lunghi e neri, camici neri) e anche per il fatto che leggevano il Corano in momenti inappropriati (durante il blitz)3. Tutti questi capitarono a Beslan per diverse strade, con diversi mezzi di trasporto e in diversi momenti.
Un fatto è significativo: qualche giorno dopo l’atto terroristico Inga Basaeva-Čedžemova, a cui nella scuola era morto il figlio Zelimchan, irruppe dal sostituto procuratore generale Vladimir Kolesnikov (questi conduceva allora il procedimento sull’atto terroristico) e parlò delle strane macchine. Insistette tenacemente sulla propria versione e chiese che fosse fatta una verifica. Kolesnikov ascoltò e chiese a Inga: “Lei ha un cognome molto noto. Basaev
. Non ne ha paura?”.

Il quartier generale
Si usa ritenere, che se nella scuola per tutti e tre i giorni fu un unico orrore, fuori dalla scuola fu un unico casino.
Comunque, secondo le indagini, la confusione che regnava nel quartier generale, non avrebbe influito sulla situazione degli ostaggi.
Già subito dopo il blitz è apparso chiaro che tutti i movimenti del quartier generale antiterroristico influivano e come sulla situazione nella scuola occupata dai terroristi.
In conseguenza del numero “354 ostaggi” fatto risuonare risuonava tenacemente nei notiziari (i terroristi guardavano la televisione) nella palestra fu inasprito il regime (il primo giorno era permesso andare al bagno e veniva data dell’acqua, il secondo la maggior parte degli ostaggi beveva già la propria urina e faceva i propri bisogni nella palestra), ma non di meno non vi furono sparatorie significative4.
Nel processo di divulgazione dei dettagli sulle azioni di questa o quella persona, coinvolta nell’operazione antiterroristica è apparso chiaro che non c’era affatto casino nel quartier generale.
In realtà c’era un disaccordo sul modo di agire, nato in conseguenza dei contrasti esistenti tra i membri del quartier generale, in cui alcuni erano i sostenitori della liberazione degli ostaggi e altri dell’eliminazione dei terroristi.

Fin dаll’inizio il comando delle operazioni contro i terroristi fu preso dal presidente della repubblica[xxv] A.S. Dzasochov, giunto a Beslan alle 10.30 del mattino. Furono prese tutte le prime misure necessarie: dall’immediato accerchiamento della scuola (fu organizzato abbastanza in fretta e prevenne la presa in ostaggio di un gran numero di persone) ai primi tentativi di instaurare trattative coi terroristi.
Per mezzo del mufti Volgasov alle 12.50 i terroristi ricevettero un messaggio via radio, cioè, in sostanza, fu stabilito un primo contatto coi terroristi.
Secondo le indicazioni dell’OŠ (quartier generale operativo[xxvi]) fu usata un’apparecchiatura per la scansione di tutte le conversazioni tra i militanti, e fu stabilito che utilizzavano un segnale codificato.
Alle 11.20 la procura aprì un procedimento sul sequestro di “oltre 600 persone”.
Alle 11.40 Dzasochov parlò per la prima volta al telefono con il presidente della Federazione Russa.
Dei dettagli delle conversazioni (con Putin Dzasochov parlerà ancora alcune volte in quei tre giorni) si sa poco. Non di meno si può molto verosimilmente supporre, che il presidente venga informato di tutti i dettagli, tra cui il presunto numero di ostaggi e le richieste dei terroristi. A sua volta, stando a quanto ha detto Dzasochov, Putin chiede di fare “tutto il possibile per liberare gli ostaggi”. Ma ecco che già nelle prime ore dell’atto terroristico5 si parla di esaudire la richiesta dei terroristi, che risuona per tutti e tre i giorni: che entrino nella scuola il presidente dell’Inguscezia Zjazikov, il presidente dell’Ossezia Settentrionale Dzasochov, il pediatra Rošal’[xxvii] e il consigliere di Putin Aslachanov, aggiunto più tardi alla lista (dopo la sua conversazione telefonica coi terroristi, che aveva avuto luogo il 1 settembre).
E
quale fu la reazione di Mosca? Categoricamente negativa. Giunge l’ordine di fermare Dzasochov con tutti i mezzi (arresto compreso). Neanche Zjazikov comparirà a Beslan in quei tre giorni e in seguito, giustificandosi, rimanderà a un ordine da Mosca. Anche Aslachanov affermerà di essere volato a Beslan, non appena ricevuto l’autorizzazione necessaria (in verità era già troppo tardi – Aslachanov giunse a Beslan verso le 17.00 del 3 settembre, cioè dopo il blitz).
Così si può trarre la conclusione che Mosca impedì un reale svolgimento delle trattative, vietando categoricamente l’arrivo a Beslan di negoziatori di alto rango (ad esclusione di Rošal’, che non è un uomo politico). Il divieto di partecipare alle trattative fu espresso direttamente dall’ufficio di presidenza ad alcuni noti politici, che avevano preso parte alle trattative nel caso del “Nord-Ost”.
E’ necessario constatare anche che reali tentativi di stabilire contatti coi terroristi furono effettuati esclusivamente da Dzasochov e dalle autorità della repubblica[xxviii]. Proprio il presidente dell’Ossezia Settentrionale propose di rilasciare gli ingusci arrestati come sospetti di aver partecipato all’attentato a Nazran’[xxix], che al momento dell’atto terroristico si trovavano nel SIZO[xxx] di Vladikavkaz[xxxi]. Dzasochov invitò i fratelli Guceriev[xxxii] e Ruslan Aušev[xxxiii] a prender parte alle trattative. Dzasochov (per mezzo di Guceriev) propose ai terroristi di scambiare i bambini presi in ostaggio con 800 persone, tra cui funzionari del governo regionale e deputati del parlamento locale. Su richiesta personale di Dzasochov e Mamsurov[xxxiv] le “autorità” criminali di Cecenia e Inguscezia parlano coi militanti con i cellulari. Dzasochov, infine, parla alcune volte con Zakaev[xxxv], esigendo (!) da quest’ultimo che coinvolga Maschadov nelle trattative. Forse Dzasochov ha omesso di fare una sola cosa: non ha tentato di parlare personalmente al telefono coi terroristi.
Ma che fece nel frattempo Mosca e i rappresentanti dell’UFSB[xxxvi] dell’Ossezia Settentrionale, direttamente dipendenti dal capo dell’FSB N. Patrušev?
E’ noto che alle 13.00 del 1 settembre il presidente Putin si riunisce coi siloviki[xxxvii] e poi verso Beslan si dirigono tre vicedirettori dell’FSB: i generali Proničëv, Tichonov, e Anisimov.
Va detto che Proničëv e Tichonov erano divenuti molto noti grazie al blitz con l’impiego di gas nell’edificio sulla Dubrovka nell’ottobre 2002[xxxviii]. Anisimov invece si trovava per la prima volta in una situazione del genere, ma poi la sua presenza a Beslan sarà spiegata dal presidente della commissione parlamentare federale A.P. Toršin e dal comandante del quartier generale Valerij Andreev.6
Il rappresentante dell’ufficio di presidenza della Federazione Russa Dmitrij Peskov si occupa della copertura informativa dell’atto terroristico.7 Di conseguenza per tutti e tre i giorni le informazioni ufficiali sul numero di ostaggi restano bloccate sul numero 354. Il capo del quartier generale, “consultato” [il termine originale è di una goffaggine irriproducibile, è un participio passato passivo solo teoricamente esistente nella lingua russa – n.d.t.] (espressione usata dallo stesso Andreev) dal generale Proničëv, delega a trattare coi terroristi l’agente dell’FSB dell’Ossezia settentrionale Zangionov, che tenta di stabilire un contatto coi terroristi sotto la vigilanza di un negoziatore del CSN [Centr Special’nogo Naznačenija, “Centro per le Operazioni Speciali”] dell’FSB della Federazione Russa.
Interrogato durante il processo a Kulaev, Zangionov parlerà di una situazione unica: essendo il negoziatore ufficiale non sapeva che le trattative coi terroristi venivano condotte dai fratelli Guceriev, non sapeva delle trattative con Zakaev e Maschadov, del ruolo di Ruslan Aušev nella liberazione di 26 ostaggi, non conosceva le richieste politiche dei terroristi, esposte in un messaggio portato da Aušev di ritorno dalla scuola e infine Zangionov non aveva idea che i terroristi avessero permesso agli uomini dell’MČS di portare via i cadaveri degli ostaggi uccisi.
Tuttavia Zangionov confermerà che in tutti quei giorni i terroristi non si stancarono di ripetere la stessa cosa: che avrebbero iniziato le trattative, quando nella scuola fossero giunti Dzasochov, Zjazikov, Rošal’ e Aslachanov.
Quali conclusioni si possono trarre?
1) Nonostante tutta la loro crudeltà senza precedenti e il mancato esaurimento delle loro richieste i terroristi non uccidono gli ostaggi – dalla sera del 1 settembre all’inizio del blitz nella scuola occupata dai terroristi questi non hanno ucciso nessuno.
2) Le proposte realistiche (lo scambio, le trattative, ecc.) sono portate avanti dal governo regionale dell’Ossezia settentrionale (A.S. Dzasochov) e tutte queste azioni sono condotte in accordo coi rappresentanti di Mosca. D’altra parte lo stesso Dzasochov non ha accesso al centro di comando non ufficiale dell’operazione antiterroristica, formato dai vice di Patrušev, dal capo del CSN dell’FSB della Federazione Russa, dai rappresentanti dell’apparato centrale dell’FSB della Federazione Russa, da altri servizi segreti federali e anche da uomini dell’ufficio di presidenza della Federazione Russa.
3) E’ evidente che il summenzionato quartier generale non ufficiale la tirerà per le lunghe per preparare una soluzione di forza. A Beslan giungono le truppe della 58.a armata e i sottoreparti delle VV[xxxix], che con carri armati e BTR[xl] si mettono a disposizione del capo del CSN dell’FSB, generale Tichonov. Già nella notte tra il 1 e il 2 settembre otto gruppi operativi da combattimento (“Al’fa”
[xli] e “Vympel”[xlii]) vengono radunano, vengono divisi fra loro i compiti, coppie di tiratori scelti vengono disposte intorno a tutto il perimetro della scuola, in tre condomini di cinque piani (ai numeri 37, 39 e 41 del vicolo Škol’nyj) viene portata una grande quantità di armi: lanciafiamme, RŠG, RPG, ecc. Viene trovata una scuola simile a quella di Beslan, in cui i sottoreparti speciali elaborano i possibili metodi di assalto. Nel frattempo si studia e si osserva con la massima attenzione la stessa scuola occupata dai terroristi, si analizzano i modelli delle finestre in Lexan[xliii] della palestra, lo schema dei laboratori e delle sale, la disposizione delle uscite dalla scuola; gli ostaggi liberati e fuggiti vengono interrogati minuziosamente sullo schema delle mine piazzate nella scuola, sui covi e sui gruppi di militanti, si determinano le posizioni dei loro tiratori scelti.

Si può supporre che in conseguenza delle informazioni ricevute i siloviki giungano a una conclusione sconfortante: è impossibile penetrare nella scuola senza provocare l’esplosione della palestra e cioè anche la morte della grande maggioranza degli ostaggi. Insomma il blitz porterà in ogni caso a perdite inevitabili, di cui in seguito verrebbero accusati proprio i corpi speciali dell’FSB. E queste perdite saranno enormi, soprattutto se confrontate con il numero di ostaggi precedentemente diffuso. (Nel caso del “Nord-Ost” in generale erano riusciti ad evitare le accuse scaricando la responsabilità per la morte degli ostaggi sull’MČS e i medici. Tra l’altro applicare uno scenario “da Nord-Ost” a Beslan non pareva possibile: i terroristi avevano rotto fin dall’inizio le finestre della palestra, avevano con se le maschere antigas e si erano sparpagliati in tutta la scuola, nella palestra per tutti e tre i giorni si trovavano continuamente da 3 a 10 terroristi).
Ai siloviki si poneva un problema difficile da risolvere, che io formulerei così: non come condurre l’attacco, ma come PROVOCARLO[xlv]. Cioè fare in modo che la responsabilità del blitz venisse scaricata proprio sui terroristi.
Per risolvere questo problema i siloviki non hanno molto tempo. Dzasochov, Aušev e i Guceriev sviluppano la loro azione e in qualche modo stabiliscono un contatto coi terroristi. Hanno già fatto accordi concreti, Aušev porta già via degli ostaggi, dimostrando con questo che le trattative sono efficaci. Inoltre lo stesso Aušev porta dalla scuola un messaggio più che strano.8

E Zakaev e Maschadov cominciano a figurare nelle trattative in modo praticamente ufficiale.
Ritengo che proprio l’assenso di Maschadov a farsi mediatore per la liberazione degli ostaggi abbia provocato il blitz compiuto dai siloviki il 3 settembre 2004.

Il blitz. Cronologia dei fatti del 3 settembre
Al mattino i terroristi minano la palestra appendendo ai muri l’esplosivo che si trovava a terra fino a quel momento.
Alle 11.11 Aušev e Guceriev cercano un accordo coi terroristi per far portar fuori i corpi degli ostaggi uccisi. I terroristi mettono al corrente di ciò l’ostaggio Larisa Mamitova, ordinandole di mettere in moto le trattative con gli uomini dell’MČS.
11.15. Dzasochov in un incontro con gli abitanti di Beslan dichiara: “Nelle trattative sono comparse nuove figure. Non ci sarà un blitz”.
12.00. Zakaev conferma telefonicamente a Dzasochov la dichiarazione di Maschadov, rilasciata alle 22.15 del 02.09.04 all’AFP[xlv] sulla sua disponibilità a cooperare a una pacifica soluzione della crisi “senza porre condizioni”. Zakaev parla a Dzasochov della disponibilità sua e di Maschadov di recarsi a Beslan, se sarà garantito loro di poter raggiungere la scuola senza essere ostacolati [un ostacolo poteva essere costituito dal fatto che entrambi erano ufficialmente ricercati]. Dzasochov chiede due ore di tempo per organizzare la cosa e fa rapporto al generale Proničëv sulla sua conversazione con Zakaev. Dal poligono di Šalchi [nei pressi di Vladikavkaz – n.d.t.] per ordine del comandante della 58.a armata V.I. Sobolev partono i BTR n. 826 e 833 e circa 50-60 militari dell’“Al’fa” “per compiere l’azione concordata”. In aggiunta a questi partì un BTR delle truppe interne (VV) con il suo equipaggio.
12.55. Si avvicinano alla scuola una macchina e quattro collaboratori dell’MČS, che devono portar via i corpi delle persone uccise. Li accompagna il capo del quartier generale Andreev. Guceriev ha dato il proprio telefono ai collaboratori dell’MČS e si è fatto garante della loro sicurezza.
13.03. Risuona una forte esplosione. L’esplosione è causata dallo scoppio di una granata termobarica, sparata da un RPO-А[xlvi] (è altrettanto probabile che si tratti di un RŠG-2 o di una granata TBG[xlvii]-7V sparata da un RPG-7V1)9 nell’intercapedine tra il tetto e il soffitto adiacente alla sala per gli allenamenti. Dopo 22 secondi si sente un’altra esplosione, in conseguenza della quale si forma un foro sotto la finestra della palestra più vicina all’edificio principale della scuola dal lato del cortile. L’esplosione è causata da un colpo sparato da un RŠG-1 dal condominio a cinque piani n. 41 dal lato del vicolo Škol’nyj. Il breve lasso di tempo in cui si sono susseguiti gli spari, a cui sono seguite le esplosioni, e anche il bersaglio – i due militanti “al pedale”[xlviii], che si trovano nella palestra – fanno pensare a un ordine di dare il via a una soluzione di forza inviato ai tiratori scelti del CSN dell’FSB dislocati sul tetto e sugli edifici annessi delle case del vicolo Škol’nyj. In conseguenza degli spari nella palestra entrambi i militanti “al pedale” restano uccisi.10 Le esplosioni sono udite da tutti quelli che guardano i notiziari in quel momento.
Il corrispondente di NTV per la sorpresa si esprime con volgarità, ma con precisione: “P…c!”[xlix]
13.04-13.25. Dalla palestra fuggono gli ostaggi capaci di muoversi autonomamente. Gli ostaggi sopravvissuti precisano che le bombe legate dai terroristi ai canestri, alle sedie e nel centro della sala, non sono esplose. Molti ostaggi (circa 300 persone) che hanno conservato la capacità di muoversi, ma non sono riusciti a fuggire dalla palestra, vengono condotti dai militanti nell’edificio principale della scuola – nell’aula magna, nella mensa e nei laboratori.
13.05. Al quartier generale giunge notizia dell’incendio della parte orientale della palestra e del solaio sopra la palestra per gli allenamenti. (A causa dell’esplosione di una granata termobarica nel soffitto della palestra si è formato un foro delle dimensioni di circa 1
х1 metri. I bordi del foro, il materiale isolante e le travi di legno sono incandescenti).
Di tali notizie sono messi a parte il capo del quartier generale Andreev, il capo dell’operazione militare Tichonov, il capo dell’MČS della RSO-
А Dzgoev e altri. Si chiede che le macchine dei pompieri possano accedere al luogo dell’incendio, ma Tichonov ordina di restare sul posto pronti a intervenire.
13.30. Il quartier generale comunica che i militanti hanno aperto il fuoco sui bambini in fuga. Nella zona della scuola è in corso una furiosa sparatoria. Eimpossibile capire chi spari e dove.
14.20-14.55. Nella palestra, in conseguenza dell’incendio esplode un potente ordigno artigianale. Nel frattempo accorrono alla scuola la popolazione civile, gli uomini dell’OMON[l] locale, gli uomini dei corpi speciali delle VV. Cominciano a operare una caotica evacuazione di ostaggi feriti e uccisi (non ci sono militanti nella palestra) in conseguenza delle esplosioni. I terroristi cecchini fanno fuoco dalle finestre del secondo piano. L’incendio divampa, bruciano le strutture in legno del solaio, il soffitto, l’angolo vicino all’ingresso della palestra dal lato del cortile della scuola, i banchi e gli effetti personali degli ostaggi ammucchiati lì. I corpi speciali del CSN dell’FSB sparano granate a reazione con diversi tipi di armi verso le finestre del secondo piano dell’edificio meridionale della scuola, parallelo alla palestra. In quel momento nell’edificio meridionale potevano trovarsi ostaggi portati fuori dalla palestra dai terroristi e sparpagliati per tutta la scuola. I carri armati n. 325 e 328 si muovono verso le postazioni nei pressi della scuola.
Gli artificieri della 58.a armata Nabiev e Gagloev senza averne ricevuto ordine (volontariamente) procedono allo sminamento della sala per gli allenamenti. La popolazione tenta di spegnere l’incendio con l’aiuto di mezzi antincendio privati della fabbrica “Istok”[li]. Il soffitto della palestra ha iniziato a crollare, una parte della palestra è in fiamme. Il BTR n. 826 torna dal poligono di Šalchi e subito prende parte al blitz – copre i corpi speciali delle VV nel cortile della scuola n. 1. Là si trova un secondo BTR, presumibilmente il n. 519.
14.25. Uno dei carri armati ha fatto fuoco sull’edificio della scuola. Poi entrambi i carri armati manovrano, il carro armato n. 328 prende una nuova posizione tra il centro sportivo e l’edificio del DOSAAF[lii], il carro armato n. 325 prende una nuova posizione tra il DOSAAF e la casa di T. Kokov in via Komintern 128.
14.55. L’incendio si sviluppa con forza, crollano una parte del soffitto e la copertura in cemento e amianto della palestra. Nella sala ci sono ancora ostaggi in vita. I corpi speciali del CSN dell’FSB della Federazione Russa sparano con gli RPO-A (è altrettanto probabile che sparino anche RPG-7V e RPG-7V1) verso il tetto dell’edificio principale della scuola. L’elicottero militare MI[liii]-24, probabilmente, spara una granata TBG-7V sul tetto dell’edificio della scuola attiguo alla palestra (nell’intercapedine tra il tetto e il soffitto del laboratorio di lingua osseta si trovava un militante-cecchino). Si continua a sparare con RPG-26 e RŠG-2 verso l’edificio meridionale della scuola (parallelo alla palestra). Con un RPO-А viene sparato un colpo verso il tetto dell’edificio meridionale, contiguo a un annesso della mensa.
15.00. Entrambi i carri armati hanno sparato più di una volta sulla scuola per mano di ufficiali del CSN dell’FSB della Federazione Russa, che si trovavano tanto sui carri armati quanto nella scuola ed erano dotati di radio. In conseguenza dei colpi sparati dai carri armati le cornici sono strappate via dalle finestre e cadono nei locali della mensa. Alle 16.00 i corpi speciali del CSN dell’FSB della Federazione Russa entrano nella mensa dalle finestre. I
carri armati smettono di sparare.
15.10. Il generale dell’FSB Tichonov da ordine ai sottoreparti “Al’fa” e “Vympel” di entrare nella scuola. Inizia l’immediata ripulitura[liv] della scuola dai militanti. Tichonov da anche ordine al capo dell’MČS dell’RSO-A Dzgoev di spegnere l’incendio della palestra.
15.27. Proprio a quest’ora i pompieri (il PSČ n. 6 dell’MČS dell’RSO-А) comincia a gettare acqua nella palestra. Il pavimento di legno, libero dai corpi degli ostaggi, brucia con forza, cominciano a bruciare le inferriate delle finestre e le cornici interne in legno. Per spegnere l’incendio si uniscono le restanti forze dell’MČS dell’RSO-А.
15.28. Il tetto della palestra è completamente crollato, ad esclusione di una piccola parte, adiacente al muro occidentale. Il pavimento della palestra, nelle parti occidentale, orientale e centrale, brucia con forza.
16.37. Ingresso nella palestra di uomini del MČS con idranti.
17.00. L
incendio è spento.
17.10-18.00. Viene organizzato un rigido cordone di sicurezza intorno alla scuola, tutti i civili, il MČS, i militari, ecc. (a parte i corpi speciali del CSN dell’FSB della Federazione Russa) sono condotti fuori dal territorio della scuola.
17.25. Nel corridoio presso la mensa gli uomini dei corpi speciali del CSN dell’FSB della Federazione Russa fanno un minuto di silenzio in memoria dei compagni rimasti uccisi.
18.05-19.34. Verso il tetto dell’edificio meridionale (parallelo alla palestra) i corpi speciali del CSN dell’FSB della Federazione Russa sparano con RPG-26 e, forse, con RŠG-2. Si
spara dal tetto dellaula magna.
24.00. Si spara con RPO-А verso l’annesso meridionale per distruggere i muri e il soffitto dei laboratori. Il motivo della sparatoria è finora ignoto. Il sotterraneo, nonostante quanto comunicato dal quartier generale ufficiale[lv] (secondo la versione ufficiale, i terroristi sarebbero rimasti proprio lì e avrebbero sparato fino all’ultimo), è assolutamente intatto (questo si può vedere anche oggi, visitando la scuola). Indizi della presenza di terroristi sul posto o tracce di combattimenti non sono stati trovati.

Risultato: Il 4 settembre furono tratti fuori dalla palestra 112-116 corpi carbonizzati di ostaggi. Dai restanti locali della scuola gli uomini del MČS trassero fuori nello stesso giorno 106-110 persone rimaste uccise nell’annesso meridionale della scuola, nella mensa, nell’aula magna e in altri locali. Il numero totale dei corpi trovati nella scuola il 4 settembre (contando anche i 18 ostaggi uccisi dai terroristi) è di 237[lvi]. Furono portati tutti nel cortile della scuola (luogo in cui aveva avuto luogo la linejka[lvii]) e poi trasportati all’obitorio della città di Vladikavkaz.


1)
Era Vladimir Chodov, che faceva parte del gruppo di Ruslan Chučbarov [leader del gruppo dei sequestratori di Beslan – nota del traduttore]. Al momento dell’attacco gli ostaggi videro questo gruppo non nel cortile della scuola, ma immediatamente nell’edificio.

2)
La questione del numero delle donne terroriste è stata studiata da un membro della commissione parlamentare, il deputato della Duma di Stato Jurij Petrovič Savel’ev (nella parte 5 del suo rapporto) [Jurij Savel’ev, rappresentante del partito nazionalista moderato e filogovernativo Rodina (Patria) ha elaborato un rapporto che contraddice radicalmente la versione ufficiale sui fatti di Beslan – n.d.t.]. Questi ha analizzato tutte le deposizioni degli ostaggi ed è giunto alla conclusione che questi abbiano visto quattro cosiddette šachidki [il neologismo russo šachidka è la forma femminile di shahid, “testimone”, termine arabo con cui si definiscono i terroristi-kamikaze – n.d.t.], due delle quali erano vestite di grigio e due di nero. Il 1 settembre si dettero il cambio nella palestra, alla sera due di esse rimasero uccise da un’esplosione. Nella scuola si trovava anche una quinta donna, vestita con una tuta nera, dal viso tondo, con la testa scoperta (alla testa aveva legata una benda verde con scritte in arabo), i capelli castano chiaro legati in una lunga coda di cavallo. Aveva
un fucile di precisione. Fumava. Fra i militanti morti questa donna non c’è.

3)
Nei materiali del processo si dice che durante l’esame del luogo del crimine furono trovati i cadaveri di due militanti vestiti con lunghe camicie nere simili a camici. Vicino a questi cadaveri sono stati trovati il Corano e i libretti “Usi e costumi dei mujaheddin” e “La legislazione secondo la jihad”. Non sono stati registrati altri cadaveri in abiti caratteristici ritrovati nella scuola.

4)
Durante l’attacco i terroristi uccisero 5 persone, oltre dieci persone furono ferite. Il secondo giorno, tuttavia, i terroristi gettarono dal secondo piano 18 cadaveri.
Le circostanze dell’uccisione di 13 uomini già dopo l’attacco nella seconda metà della giornata del 1 settembre sono finora incomprensibili.
Secondo la versione ufficiale, furono uccisi dai terroristi a colpi di arma da fuoco. Ma secondo le deposizioni degli ostaggi sopravvissuti, che per primi furono messi fuori dalla palestra dai militanti a fare scudo alle finestre della scuola, era apparso chiaro che questi uomini erano morti verso le quattro del 1 settembre a causa dell’esplosione di una donna terrorista presso il laboratorio n. 10, che è vicino all’ingresso della palestra. A causa di questa esplosione era morto uno dei militanti ed era rimasta ferita l’ostaggio Mamitova. In seguito i terroristi uccisero a colpi di arma da fuoco gli ostaggi uomini rimasti gravemente feriti a causa di questa esplosione e li gettarono fuori dalla scuola. Chi era rimasto lievemente ferito o semplicemente contuso, fu portato di nuovo nella palestra dagli altri ostaggi.
Un membro della commissione parlamentare federale, il deputato della Duma di Stato della Federazione Russa Ju.P. Savel’ev nella 6.a parte del proprio rapporto analizza la versione riguardante un colpo sparato da un lanciagranate dall’esterno della scuola, dal lato di via Komintern. E’ possibile che proprio una granata lanciata contro una donna terrorista (al riguardo hanno testimoniato gli ostaggi Ju. Ajjalrov, S. Bziev e altri) sia stata la causa dell’esplosione.

5)
Già il primo giorno dalla scuola viene fatto pervenire al quartier generale un messaggio: “8-928-738-33-374 Chiediamo di trattare con il presidente della repubblica Dzasochov, con Zjazikov, presidente dell’Inguscezia, e con Rašajlo [in realtà si chiama Rošal’ – n.d.t.], il pediatra [la parola è scritta male in russo – n.d.t.]. Se uccideranno qualcuno di noi, uccideremo a colpi di arma da fuoco 50 persone. Se feriranno qualcuno di noi, uccideremo 20 persone. Se uccideranno 5 di noi, faremo saltare in aria tutti. Se ci toglieranno la luce o la comunicazione per un minuto uccideremo a colpi di arma da fuoco 10 persone”. Questo messaggio fu portato dall’ostaggio Larisa Mamitova. Secondo le fonti ufficiali, il messaggio fu ricevuto alle 11.05 del 1 settembre. Mamitova al processo a Kulaev affermerà che il messaggio è comparso alle cinque di pomeriggio, dopo la prima esplosione della scuola, in conseguenza della quale erano morti una šachidka e alcuni uomini presi in ostaggio. Mamitova affermerà anche che questa esplosione fu totalmente inattesa per i militanti. Proprio dopo questa esplosione (secondo la versione degli ostaggi, dopo un colpo sparato da un lanciagranate verso la scuola) Chučbarov seguì il consiglio di Mamitova e le dettò il messaggio.

6)
Andreev e Toršin affermano che il vice di Patrušev Anisimov curava la rete degli agenti in tutto il Caucaso settentrionale. Dall’analisi delle biografie dei terroristi uccisi a Beslan si è chiarito che Kamurzoev S.M., Chočubarov M.M., Cečoev M.I., Taršchoev I.K., Chodov V.A., Achmedov Ch.Ch., Iliev A.M., Cečoev B.B., Šebichanov M.S. e Kulaev Ch.A. erano stati incarcerati o arrestati in varie occasioni o erano ricercati.
Per chi conosce il modo di agire delle forze dell’ordine del Caucaso Settentrionale è noto anche che per i detenuti sospettati di attività terroristiche ci sono solo tre vie per uscire dal SIZO: quella per l’altro mondo, quella per il carcere o quella per la libertà in qualità di informatori. Il 7 settembre 2004, mentre a Beslan si svolgevano funerali di massa e l’identità dei terroristi non era ancora stata stabilita ufficialmente stabilita, due giornali – la “Komsomol’skaja Pravda” [“La Verità del Komsomol” un tempo uno degli organi del Komsomol, l’Unione della Gioventù Comunista, ora un giornale di livello non eccelso – n.d.t.] e il “Moskovskij Komsomolec” [“Il membro moscovita del Komsomol”, altro ex organo del Komsomol, adesso un giornale quasi scandalistico – n.d.t.] – sul terrorista Vladimir Chodov, ucciso a Beslan, che era stato arrestato nel 1997 per aver violato l’articolo 132 del codice penale della Federazione Russa [si tratta di violenza sessuale – n.d.t.]. In circostanze non chiarite Chodov si trova in libertà. In seguito, come sospetto autore di almeno due attentati compiuti nel territorio dell’Ossezia Settentrionale, risulta ricercato. Nonostante il fatto che il suo identikit sia stato inviato a tutti i ROVD della repubblica, Chodov, senza nascondersi assolutamente, vive in casa dei propri genitori (suo luogo di residenza anagrafico) nel villaggio di Èlchotovo nell’RSO-A [Respublika Severnaja Ossetija-Alanija, “Repubblica dell’Ossezia Settentrionale-Alanjia; Alanija è il nome osseto della repubblica].
Un anno dopo la pubblicazione di queste notizie su Chodov nel sito “Kavkaz-centr” [“Centro del Caucaso”, sito internet dei guerriglieri indipendentisti ceceni – n.d.t.] comparve una lettera scritta, a quanto pare, da Šamil’ Basaev, dove si esponeva la versione secondo cui Chodov era un “agente” dell’FSB. Per di più in questa lettera si affermava, che Chodov era stato inviato alla banda di Basaev per preparare un attentato a Vladikavkaz, che avrebbe dovuto aver luogo il 6 settembre 2004. Perché Chodov acquistasse credito presso Basaev i servizi segreti dell’Ossezia Settentrionale e dell’Inguscezia crearono una leggenda: in Ossezia si verificarono due attentati [un’esplosione a Vladikavkaz presso la “Gamid-bank” e un attentato a un treno (senza vittime – l’esplosivo è posto dove il treno si muove alla minima velocità e inoltre non tutte le bombe esplodono)].
Nella lettera si afferma inoltre che nella banda di Basaev Chodov avrebbe cambiato padrone e avrebbe aiutato il principale terrorista russo a ingannare i servizi segreti e ad organizzare l’atto terroristico di Beslan (i servizi segreti non solo non avrebbero arrestato i banditi nel loro campo, ma avrebbero anche tolto tutti i posti di blocco dal confine amministrativo perché i militanti arrivassero a Beslan senza trovare ostacoli).
La versione fornita da “
МK” [“Moskovskij Komsomolec” – n.d.t.], “KP” [“Komsomol’skaja Pravda” – n.d.t.] e da Š. Basaev merita indubbiamente attenzione. Ma ci insospettisce il fatto che due giornali pubblichino il fatto CONTEMPORANEAMENTE [rilievo grafico dell’autrice – n.d.t.]. Ciò non svaluta i fatti esposti in quegli articoli, ma fa pensare a una fuga di notizie allo scopo di spodestare Anisimov, che era responsabile del reclutamento degli agenti del Caucaso settentrionale. E’ indispensabile aggiungere che il generale Anisimov è l’unico generale dell’FSB della Federazione Russa ad essere criticato dalla commissione parlamentare di Toršin e l’unico vice del direttore dell’FSB Patrušev ad aver perso il posto a causa dei fatti di Beslan.

7)
Secondo la testimonianza del capo della commissione dell’Ossezia settentrionale, il vicepresidente del parlamento della repubblica Stanislav Kesaev, proprio i rappresentanti del centro federale – il collaboratore dell’ufficio di presidenza e vice addetto stampa del presidente della Federazione Russa Gromov, Dmitrij Peskov, e il collaboratore dell’ufficio moscovita della VGTRK [Vserossijskaja Gosudarstvennaja Televizionnaja i Radioveščatel’naja Kompanija, “Azienda Televisiva e Radiofonica Statale Russa”] Pëtr Vasil’ev – curavano la copertura informativa dell’atto terroristico. Questo fatto originò un conflitto: il 2 settembre il vicepresidente del parlamento dell’Ossezia settentrionale S. Kesaev fu chiamato a rapporto dal quartier generale a causa delle informazioni non autorizzate date alla popolazione sul vero numero di ostaggi nella scuola. I moscoviti si presentarono come uomini della direzione informativa dell’ufficio di presidenza della Federazione Russa e gli chiesero di non diffondere informazioni che contraddicessero quelle ufficiali (cioè di non uscire dal limite dei “354 ostaggi”).

8)
“Dal servo di Allah Šamil’ Basaev al Presidente della Federazione Russa V.V. Putin.
Vladimir Putin, questa guerra non l’hai iniziata tu. Ma tu potrai farla finire, se avrai il coraggio e la decisione di De Gaulle. Ti proponiamo una pace ragionevole su una base vicendevolmente favorevole secondo il principio: “Indipendenza in cambio di sicurezza”.
In caso di uscita delle truppe dal territorio e di riconoscimento della Repubblica Cecena di Ičkerija [nome dato alla Cecenia dagli indipendentisti, in cui in realtà non tutti i ceceni si riconoscono – n.d.t.], noi ci impegniamo a: non stringere con alcuno alcun tipo di alleanza politica, militare o economica contro la Russia, non permettere sul proprio territorio l’installazione di basi militari straniere, neanche in forma temporanea, non appoggiare e non finanziare gruppi o organizzazioni che utilizzano il metodo della lotta armata contro la Federazione Russa, far parte di un’unica area del rublo, entrare a far parte della CSI. Oltre a ciò, potremmo firmare il DKB, anche se preferiremmo lo status di stato neutrale. Possiamo anche garantire la rinuncia di tutti i musulmani di Russia alla lotta armata contro la Federazione Russa per almeno 10-15 anni, a condizione che sia garantita la libertà religiosa, affermata nella Costituzione della Federazione Russa).
Non abbiamo a che fare con l’esplosione delle case a Mosca e a Volgodonsk, ma possiamo, in modo accettabile, prendercene anche la responsabilità.
Il popolo ceceno porta avanti la lotta di liberazione nazionale per la propria Libertà e Indipendenza [in maiuscolo nell’originale – n.d.t.] e per la propria autoconservazione e non per distruggere la Russia o umiliarla. Una volta liberi saremo interessati ad avere un vicino forte. Ti
proponiamo la pace, ma la scelta è tua.
Allah Akbar» Firmato il 30.08.04 Scritto in corsivo
La fotocopia del messaggio si trova nel sito www.pravdabeslana.ru [Pravda Beslana significa “la Verità di Beslan” – n.d.t]. Il messaggio sembra strano, perché testimonia l’indubbia cultura dell’autore e anche la sua conoscenza delle sfumature diplomatiche: DKB (Dogovor Kollektivnoj Bezopasnosti, [“Accordo per la Sicurezza Collettiva”, firmato nel 1992 da Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Russia e Tajikistan – nota e rilievo grafico del traduttore]) è un termine poco noto.

9)
Per due anni dall’FSB della Federazione Russa non sono giunte risposte a domande importanti per lo studio delle circostanze in cui sono avvenute le prime esplosioni: 1) A che ora del 03.09.2004 sono partiti i primi colpi di armi di tipo non selettivo (RPO, RŠG, RPG e altre) verso gli edifici della SOŠ [Srednjaja Obščeobrazovatel’naja Škola, “Scuola Media a Indirizzo Generico” – n.d.t.] n. 1 della città di Beslan? 2) In conseguenza di quali spari, diretti dove e a che ora [anche l’originale è grammaticalmente piuttosto disinvolto qui – n.d.t.] sono comparse tre nubi dovute a esplosioni? (Si veda il filmato di NTV [Nacional’noe TeleVidenie, “TeleVisione Nazionale”, canale privato avverso a Putin, prima che costui lo “nazionalizzasse” affidandolo a persone di sua fiducia] del 03.09.2004); 3) Per quali scopi concreti sono state utilizzate le armi summenzionate nel corso dell’intera giornata del 03.09.2004, a cominciare dalle prime esplosioni? 4) Quanti RPO, RŠG e RPG sono stati utilizzati nel corso dell’operazione antiterroristica nella città di Beslan il 03.09.2004? 5) Quale era il motivo dell’utilizzo di armi di tipo non selettivo per colpire gli edifici della scuola e in particolare le finestre del secondo piano dell’annesso meridionale davanti alle quali, come nella mensa e nell’aula magna si trovavano degli ostaggi, usati come scudi umani dai terroristi dopo le esplosioni nella palestra?
Al riguardo, nel resoconto che fa nella prima parte del suo rapporto, dedicata alle prime esplosioni nella palestra, il membro del collegio [forse si tratta della “commissione” – n.d.t.] parlamentare federale Savel’ev Ju.P. parte dalle caratteristiche tattiche e tecniche delle armi che hanno provocato alla palestra danni accertati. Poiché alcuni tipi di armi a reazione da fanteria hanno caratteristiche simili, Savel’ev Ju.P. esamina tutti i possibili (e facenti parte dell’armamentario del CSN dell’FSB della Federazione Russa) tipi di armi che, se utilizzate, avrebbero potuto produrre tali caratteristici danni e conseguenze.

10)
Nella prima parte del proprio rapporto il membro della commissione federale Savel’ev Ju.P. analizza dettagliatamente le circostante delle prime esplosioni nella palestra, le loro cause e conseguenze. Dopo le prime esplosioni “non sono esplose… nella palestra della SOŠ n. 1 gli ordigni posti dai terroristi in diversi posti:
- sul tabellone del canestro sul lato orientale (il tabellone è posto presso il muro che divide la sala per gli allenamenti dall’aula magna);
- sul tabellone del canestro sul lato occidentale (il tabellone è posto presso il muro che divide la palestra dagli spogliatoi e dalle docce tra la palestra e l’edificio principale della scuola);
- sui tabelloni dei canestri sul lato occidentale e orientale [ripetizione che non comprendo – n.d.t.];
- sul quadrato svedese presso l’entrata nella sala per gli allenamenti;
- gli ordigni artigianali posti su una sedia presso una finestra sul lato settentrionale, adiacente all’entrata nella palestra dal lato del cortile della scuola;
- gli ordigni artigianali appesi al centro della sala”.
Molto più tardi, nell’ordine di 1,5 [sic – n.d.t.] ore, le SVU [Samodel’nye Vzryvnye Ustrojstva, “Apparecchiature Esplosive Artigianali”, da me tradotte altrove come “ordigni artigianali” – n.d.t.] piazzate dai terroristi hanno cominciato a fondersi e ad esplodere. Queste esplosioni sono state causate dal riscaldamento della superficie delle SVU fin oltre 3000-4000 gradi [pare impossibile, ma Savel’ev parla con competenza, essendo dottore e professore in scienze tecniche, e d’altronde ciò spiegherebbe perché, a quanto pare, di alcuni cadaveri non sarebbe rimasta alcuna traccia – n.d.t.] in conseguenza dell’enorme incendio della palestra.
Quindi: “…Nessuno degli ordigni posti dai terroristi nell’angolo nord-occidentale della palestra è esploso nel lasso di tempo in cui nella palestra, a circa 22 secondi una dall’altra si sono verificate due esplosioni.
…La prima esplosione si verificò nel solaio della palestra nell’angolo nord-orientale tra la porta d’ingresso alla palestra dal lato del cortile della scuola e il muretto sul lato orientale, che divide la palestra dalla sala per gli allenamenti. I risultati della prima esplosione furono:
- la perforazione del soffitto con la formazione di un foro del diametro di circa un metro;
- la distruzione del tetto sopra al foro;
- un principio di incendio nel solaio della palestra.
…La seconda esplosione si verificò sotto il davanzale della finestra sul lato settentrionale della palestra, contiguo al muro sul lato occidentale.
Il risultato della seconda esplosione fu la distruzione del muro sul lato settentrionale sotto al davanzale e la formazione di un foro nel muro delle seguenti dimensioni:
- dalla parte interna della palestra il diametro della parte distrutta sotto il davanzale è approssimativamente 1,5 m;
- dal lato esterno (del cortile) il diametro della parte del muro di mattoni distrutta è approssimativamente 2,2 m;
- la profondità della perforazione nello spazio tra il davanzale e il pavimento della palestra è di 80-85 cm, la parte non distrutta del muro tra il pavimento e il limite inferiore della perforazione è di circa 30 cm.
…La prima esplosione nella palestra (nel solaio della palestra) è stata causata dall’esplosione di una granata termobarica in conseguenza di un colpo sparato da un lanciagranate dal tetto del condominio n. 37 del vicolo Škol’nyj verso l’angolo nord-orientale del tetto della palestra : è altrettanto probabile che sia stato utilizzato un lanciagranate RPG-7V1 con una granata TBG-7V o una granata d’assalto a reazione RŠG-2.
…In conseguenza dell’esplosione di una granata termobarica nel solaio approssimativamente sopra l’ingresso della palestra dal lato del cortile della scuola nel soffitto si è formato un foro del diametro di circa un metro, attraverso il quale i detriti dell’esplosione in forma di sfera infuocata sono penetrati nella palestra, nello spazio tra la porta d’ingresso e il tabellone del canestro presso la sala per gli allenamenti.
…In conseguenza dell’alta temperatura nella zona dell’esplosione e dell’interazione tra le particelle di magnesio condensate e riscaldate ad alta temperatura (tra i 2000 e i 3500
С°) e il materiale isolante del soffitto della palestra si è formato un grande focolaio incandescente.
Col passar del tempo, in conseguenza della corrente d’aria, causata dalla formazione di un foro e dall’assenza di vetri nella palestra l’intensità dell’incandescenza dell’isolante è aumentata per mutarsi in alte fiamme in tutto il solaio.
I frammenti roventi di materiale isolante che cadevano attraverso la perforazione del soffitto hanno portato all’incendio della struttura in legno del pavimento della palestra. In tal modo si è formato e diffuso l’incendio della palestra della SOŠ n. 1 della città di Beslan.
…Il terrorista che si trovava presso la porta barricata e che controllava il “pedale-interruttore” del meccanismo d’innesco, è rimasto ucciso da questa esplosione, poiché si trovava immediatamente sotto il foro nel soffitto.
…Mancano testimonianze materiali del fatto che, in conseguenza della morte del terrorista e della pressione sul pedale d’innesco abbiano avuto luogo l’innesco della bomba e la detonazione degli ordigni artigianali, disposti dai terroristi.
…La seconda esplosione – l’esplosione nell’angolo nord-occidentale della palestra si verificò 22 secondi dopo la prima…”

Elena
MILAŠINA
28.08.2006 (traduzione e note di Matteo M.)



[i] “Giornale Nuovo”, uno dei pochi organi di stampa indipendenti rimasti in Russia, dalla cui versione Internet (http://2006.novayagazeta.ru/nomer/2006/65n/n65n-s00.shtml) traggo questo articolo.

[ii] Traduco letteralmente. Si tratta di armi con cui non si possono selezionare gli obbiettivi. In pratica di armi non convenzionali.

[iii] Federal’naja Služba Bezopasnosti (Servizio di Sicurezza Federale), i servizi segreti russi.

[iv] Reaktivnyj Pechotnyj Ognemët, “Lanciafiamme a Reazione da Fanteria”.

[v] Reaktivnyj Protivotankovyj Granatomët, “Lanciagranate Anticarro a Reazione”.

[vi] Reaktivnj Šturmovoj Granatomët, “Lanciagranate a Reazione da Assalto”.

[vii] I terribili attentati del 1999, attribuiti in modo più che dubbio a terroristi ceceni, da cui per reazione prese il via la “seconda guerra cecena”.

[viii] Nel 2002 a Mosca un gruppo di terroristi ceceni prese in ostaggio gli spettatori del musical “Nord-Ost” (Nord-est). La cosa si risolse con un blitz in cui restarono uccisi tutti i terroristi e oltre 100 ostaggi.

[ix] Rispettivamente presidente e insigne rappresentante del “Comitato delle Madri di Beslan”.

[x] Nurpaši Kulaev, secondo la versione ufficiale unico terrorista sopravvissuto del commando di Beslan, condannato all’ergastolo nel giugno 2006.

[xi] Ministerstvo Črezvyčajnych Sytuacij, “Ministero per le Situazioni di Emergenza”, equivalente alla nostra Protezione Civile.

[xii] Cioè della commissione della Duma, la Camera bassa federale, e quella del parlamento della repubblica dell’Ossezia Settentrionale.

[xiii] Le scuole russe non hanno nome, sono semplicemente numerate…

[xiv] Linejka sta per “riga”, ma anche per festa di inizio anno scolastico (durante la quale gli scolari sono posti in riga).

[xv] Casa automobilistica russa. GAZ sta per Gor’kovskij Avtomobil’nyj Zavod, “Fabbrica di Automobili di Gor’kij”.

[xvi] Anche le automobili russe, soprattutto le Lada, hanno numeri e non nomi.

[xvii] Rajonnyj Otdel Vnutrennich Del, “Sezione Provinciale del Ministero degli Interni”. In pratica il distretto di polizia provinciale.

[xviii] “Della Riva Destra” (del fiume Terek), la provincia di cui Beslan è capoluogo.

[xix] Gosudarstvennaja Inspekcija po Bezopasnosti Dorožnogo Dviženija, „Ispettorato di Stato per la Sicurezza del Traffico Stradale”. In pratica la polizia stradale.

[xx] Non è raro che le feste nazionali (e il 1 settembre, giorno di inizio della scuola, è il Giorno della Conoscenza) vengano celebrate così in Russia…

[xxi] Letteralmente “Gazzella”, nome popolare dei camion GAZ.

[xxii] I giorni del sequestro (1-3 settembre 2004).

[xxiii] “Della Scuola”.

[xxiv] Il “modello 7”, sottratto a tal Sultan Guražev.

[xxv] Della repubblica federata dell’Ossezia Settentrionale, s’intende.

[xxvi] In russo Operativnyj Štab.

[xxvii] Leonid Michajlovič Rošal’, famoso pediatra russo, che era intervenuto come mediatore durante il sequestro degli spettatori del musical “Nord-Ost”.

[xxviii] Della repubblica di Ossezia Settentrionale (vedi nota 26).

[xxix] Ex capitale della repubblica federata di Inguscezia, che fino al 1992 formava un’unica entità statale con la Cecenia.

[xxx] Sledstvennyj Izoljator, “Carcere per la detenzione preventiva”.

[xxxi] Capitale dell’Ossezia Settentrionale.

[xxxii] I fratelli Michail Safarbekovič e Sait-Salam Safarbekovič Guceriev sono noti uomini d’affari e politici russi di origine caucasica.

[xxxiii] Ex presidente dell’Inguscezia.

[xxxiv] Tajmuraz Dzambekovič Mamsurov, politico russo, che diverrà nel 2005 successore di Dzasochov alla presidenza.

[xxxv] Achmed Zakaev, ministro degli Esteri del governo indipendentista ceceno, che risiede a Londra.

[xxxvi] Upravlenie Federal’noj Služby Besopasnosti, “Direzione (regionale) del Servizio Federale di Sicurezza”.

[xxxvii] Termine russo difficile da tradurre con cui si designano gli uomini delle istituzioni deputate all’uso della forza (sila in russo), cioè i ministeri degli Interni, della Difesa e delle Situazioni di Emergenza, l’FSB e il controspionaggio.

[xxxviii] Si tratta del caso “Nord-Ost”. Il teatro in cui andava in scena il musical si trova in via Dubrovka. Vedi nota 9

[xxxix] Vnutrennie Vojska, “Truppe Interne”.

[xl] BroneTRansportëry, “mezzi di trasporto corazzati”.

[xli] “Alfa”.

[xlii] “Stendardo”,

[xliii] Policarbonato di produzione americana usato in luogo del vetro.

[xliv] Rilievo grafico dell’autrice.

[xlv] Agence France-Presse

[xlvi] La A caratterizza proprio gli RPO in grado di sparare granate termobariche.

[xlvii] TBG sta per TermoBaričeskaja Granata, “Granata TermoBarica”.

[xlviii] Cioè all’innesco delle bombe.

[xl]Pizdec!” (nel testo mi conformo all’autocensura dell’autrice) è un’esclamazione volgare di disappunto derivata da pizda, nome volgare dell’organo genitale femminile, e difficile da tradurre per la sua concisione. La più articolata frase èto delo pizdec, utilizzabile in contesti analoghi, potrebbe essere tradotta con “la cosa è andata a puttane”.

[l] Otdel Milicii Osobogo Naznačenija, “Reparto di Polizia con Compiti Speciali”, una sorta di Celere russa, nota per la sua durezza.

[li] Istok (“Fonte”) è un’azienda che produce alcolici e derivati del petrolio.

[lii] Il DOSAAF (Dobrovol’noe Obščesctvo Sodejstvija Armii, Aviacii i Flota – Società Volontaria per la Collaborazione tra Esercito, Aviazione e Marina) è un’associazione paramilitare russa.

[liii] Mnogomestnyj Istrebitel’, “Caccia Multiposto”.

[liv] Il termine začistka indicherebbe un lavoro di fino (una limatura, una spolverata, ecc.), ma in Cecenia si usa per le operazioni durante le quali vengono fatti sparire presunti banditi e terroristi. La Cecenia ha migliaia di desaparecidos.

[lv] L’autrice intende dire che ce n’era uno non ufficiale? Credo di sì…

[lvi] Notare che in Italia si parlò e si parla ancora di oltre 300 morti.

[lvii] In queste circostanze i russi paiono mostrare un gusto del macabro agghiacciante: molti cadaveri degli spettatori del “Nord-Ost” furono messi a sedere dentro a degli autobus come se stessero andando in gita e portati via.

Mi son fatto la macchina nuova 2

La Smorsche... Piccola come una Smart, potente come una Porsche...


Ringrazio P.C. per il contributo

16 ottobre 2006

Calciopoli altrui 3. Calcio, show-business e politica

GLI INCASSI CALCISTICI DEGLI OLIGARCHI[1]
Gli imprenditori russi comprano il calcio mondiale e lo trasformano in show-business

La “Novaja Gazeta” continua la serie di articoli su quello che succede dietro le quinte del campo da calcio. Nel n. 66 della “Novaja Gazeta” il maggior esperto del Sovintersport (l’organizzazione che si occupa della compravendita di sportivi) Michail Sacharov ha parlato di chi sono i “piccoli scarabei”[2], di perché è diventato difficile vendere i nostri calciatori all’estero e delle strutture criminali, che sempre più spesso mostrano interesse per lo sport numero uno.
Continuando a parlare di questo tema nel n. 71 abbiamo pubblicato estratti del resoconto dell’indagine condotta dalla sezione per la lotta contro il crimine organizzato della procura dello stato di San Paolo sul riciclaggio di denaro che Kia Jurabchian[3] e Boris Berezovskij[4] sono sospettati di aver compiuto attraverso il club calcistico brasiliano Corinthians. E si è anche chiarito per chi è vantaggioso il contratto firmato dalla Federcalcio argentina con l’uomo d’affari russo Viktor Veksel’berg[5].
Di questo e di molto altro la nostra corrispondente ha deciso di discorrere con il maggiore esperto, il vice direttore del Sovintersport Vladimir ABRAMOV[6].

Un villino nel centro di Mosca. Una decina d’anni fa era difficile trovare uno sportivo che non conoscesse questo posto. Qui si sono compiuti i destini di grandi sportivi e allenatori: Vjačeslav Fetisov[7], Rinat Dasaev[8], Anatolij Byšovec[9], Aleksandr Zavarov[10]… Qui c’erano abbastanza spesso anche Nikolaj Petrovič Starostin[11] e Konstantin Ivanovič Beskov[12]
- Ecco, Lei è seduta nel posto, dove sedeva Beskov, - inizia la conversazione Abramov.
Vladimir Nikolaevič a suo tempo si occupò dei problemi valutari e finanziari dei contratti dei giocatori Fëdor Čerenkov[13] e Sergej Rodionov[14], del leggendario portiere Rinat Dasaev e dei problemi valutari e finanziari legati alle operazioni della Dinamo di Kiev. Perfino i rappresentanti della Federcalcio dell’URSS si consultavano con Abramov su come stilare e comprendere i contratti. Cosicché Vladimir Nikolaevič ha che raccontare.

A
chi dava fastidio il Sovintersport? Gli archivi segreti
- Il calcio è un grasso boccone: si può non far niente e con questo guadagnare molti soldi. Perciò con la caduta dell’Unione Sovietica prima di tutto si è cercato di separare proprio il calcio, capeggiato da Vjačeslav Koloskov[15], a cui il Sovintersport dava fastidio da tempo. In generale poi il Sovintersport dava fastidio a tutti. Perché? Allora tutti volevano arricchirsi. E naturalmente Koloskov non voleva che qualcuno lo controllasse o tanto peggio creasse le condizioni perché venissero i giornalisti e facessero domande non necessarie. Perché se non si fosse conservato il Sovintersport, non ci sarebbe nessuno a cui fare domande su quello che è successo negli anni ‘90.
Se Lei va allo Spartak[16], là all’ufficio contabilità le diranno che quella è la contabilità della LUKOIL[17] e che di quello che c’era prima non si è conservata una sola carta. A chi hanno venduto, per quanto, dove, come – non si sa. Al CSKA[18] – lo stesso. Forse qualcosa si è conservato al Lokomotiv[19]. Là c’è una qualche stabilità. Neanche alla Torpedo[20] c’è più nulla. Io stesso ho collaborato personalmente a ristabilire gli archivi. Perciò il periodo 1990-1996 è semplicemente sparito dagli archivi dei nostri club calcistici.
Cosicché se non ci fosse riuscito tenere a galla il Sovintersport, non ci sarebbe neanche a chi far domande. Un tempo c’era l’Organizzazione per il commercio estero dell’Unione Sovietica. A tutti noi insegnavano solo una cosa: vendere più caro possibile, comprare più conveniente possibile.
- Ma non dimentichi neanche che allora un barile di petrolio costava nove dollari e non c’era valuta nello stato, - nota l’agente della RFS[21] Aleksandr KALJAGIN.
- Perciò il nostro compito era guadagnare soldi e darli allo stato, ricevendo per questo il proprio quattro per cento di commissione, - dice Abramov. – Dovevamo mercanteggiare e vendere cari i nostri sportivi. Abbiamo
sempre tenuto un archivio. Se vuole, adesso le possiamo mostrare dei documenti che nessun giornalista ha mai visto.
E qui Aleksandr Kaljagin porta una cartella rigonfia. E in essa vi sono carte ingiallite dal tempo, su cui Fëdor Čerenkov e Sergej Rodionov firmarono le proprie buste paga. Ed ecco anche l’originale del contratto di Rinat Dasaev con gli spagnoli del Siviglia, in cui sono trascritte tutte le somme, l’elenco dei pagamenti.
- Tutti gli archivi si sono conservati da noi, - continua Vladimir Nikolaevič. – Infatti un tempo, se andavamo a trattare, poi scrivevamo obbligatoriamente un resoconto dettagliatissimo. Le proposte preliminari, tutti i telex, i fax… Si
riempiva un dossier completo. Tutti gli interessati, i club, le federazioni, figuravano nel contratto e si accordavano su cosa, quanto e come dovesse andare a chi. Per ogni questione da noi si conservavano tutti i documenti.

Il “tetto”[22]
- E’ difficile darci contro. Infatti abbiamo un “tetto” molto forte. L’organizzazione per il commercio estero dell’Unione Sovietica aveva di buono che si trovava sotto la protezione del KGB. Non
era una struttura commerciale. E Sergej Viktorovič Čemezov fu a suo tempo il mio capo (Vladimir Nikolaevič indica una parete,a cui è appesa la fotografia del generale del FSB[23] e amico personale di Vladimir Putin, che adesso opera nella sfera della Difesa – nota di O.B.). Ci fu un tempo in cui mi dette contro il presidente del FC Dinamo (Kiev) Grigorij Michajlovič Surkis – il secondo uomo in Ucraina per ricchezza ed influenza. Questi riteneva che in qualche modo lo avessi ingannato, che non gli fosse stato dato tutto quello che gli spettava. Decise di venire a capo di questa situazione. Ed era veramente da temere. Sotto le sue ali si trovavano tutte le più influenti strutture dell’Ucraina. Allora io telefonai subito a Čemezov per chiedere un consiglio. Questo era pronto a incontrarsi con Surkis e valutare tutto. A Grigorij Michajlovič apparve subito chiaro con chi aveva a che fare.
Anche adesso manteniamo rapporti con Čemezov. Qui c’è perfino il suo ufficio.

Come gli sponsor sono diventati proprietari
- Adesso non si può già più dire che il FC Spartak è sponsorizzato dalla LUKOIL. Questa è proprietaria del club. Così come anche la Gazprom[24] è proprietaria dello Zenit[25]. In altre parole lo è Vladimir Putin[26]. Dietro la Gazprom ci sono miliardi e miliardi. E davanti allo Zenit sta il compito di diventare campione. Come peraltro sta davanti a tutti gli altri club. Perciò va avanti una lotta colossale. Viene spesa una grande quantità di denaro. E a tirar le somme tutto questo non rende.
In televisione si può dire tutto quello che si vuole. Come fa il da me stimato presidente del CSKA Evgenij Giner. Questi dice: “l’80 per cento di tutti i suoi soldi il CSKA li guadagna da solo, il 20 per cento sono dati dagli sponsor”. Ma noi sappiamo che il loro contratto con gli sponsor di quest’anno ammonta a 8 milioni di dollari. Proprio quanto ha versato loro la Vneštorgbank[27] per ordine… (E Abramov indica in alto con un dito – nota di O.B.)
Ma ecco che Giner afferma che gli sponsor danno al CSKA solo il 20 per cento. Alla per mezzo di calcoli matematici non cervellotici risulta che il club guadagna con le sue forze 32 milioni di dollari. Con
cosa? Con le maglie? E secondo una statistica, la media di presenze alle partite del CSKA – la più bassa a Mosca – è di 7522 spettatori. Come fa questo a dichiarare a un tratto che il CSKA copre l’80 per cento delle proprie spese? Forse Giner ha fatto un po’ di confusione occupandosi delle questioni commerciali di qualcos’altro? Allora è un’altra faccenda, sono d’accordo con lui che, avendo il CSKA alle spalle, gli sia stato più facile occuparsi dei propri affari. Certo non se la caverebbe, se non avesse anche l’aiuto del ministero della difesa. Così io e Lei passiamo dall’aspetto economico a quello politico. Ed è qui che comincia la parte più interessante – quello che veramente succede nel nostro calcio.

Lo show-business sul campo
- Solo a livello puramente teorico il calcio è uno sport. Ma in un certo momento si è trasformato in un fenomeno sociale e ha smesso di essere calcio in se e per se, trasformandosi in show-business.
- A proposito, uno dei primi a presentirlo è stato Tkačenko*, - aggiunge Kaljagin.
- Proprio così, - Abramov è d’accordo. – Infatti quando parliamo di sport, includiamo la televisione e guardiamo i campionati del mondo del ‘58, del ‘62, del ‘66. Là i calciatori giocano, non gridano, nessuno si toglie la maglia di dosso. Segnavano un gol – si avvicinavano, si davano la mano, si davano pacche sulle spalle e si dividevano pacificamente.
Le leggi dello show-business sono oggettive, non dipendono dalla mia o dalla sua consapevolezza. Possiamo gridare quanto vogliamo che non è piacevole guardare un calcio in cui giocano solo stranieri. E se il calcio non è show-business, ma sport, allora sorge una domanda spontanea: “A chi giova questo? Che razza di sport russo è se in campo ci sono solo legionari[28]?”. Ma la risposta è semplice – non è uno sport, è uno show-business con calciatori stranieri.
E’ sbagliato chiamare il calcio un business. Perché business equivale sempre a profitto. Ma lo show-business – non necessariamente. Là si pongono altri compiti. Strutturalmente lo show-business è legato alla politica. Per esempio, Abramovič si occupava di affari e nessuno lo conosceva. Non appena è entrato nel sistema dello show-business, di lui ha preso a parlare il mondo intero.
- E Berlusconi, poi, non sarebbe mai diventato primo ministro dell’Italia, se nel frattempo non avesse comprato il Milan, - Aleksandr Kaljagin porta un altro esempio.
- Vedete quali colossali risultati si possono raggiungere con l’aiuto dello show-business. Enormi perdite da un alto vengono compensate da enormi profitti dall’altro. Si esce dalle necessarie suddivisioni della vita politica. Così è stato con Giner al CSKA. Cosa pensa, che non abbia ricevuto un ordine?! Questo è il compito di qualunque grande uomo d’affari – emergere e ricevere ordini d’acquisto. E allora non solo si riprendono questi soldi, aggiungendo un senso commerciale al proprio business, ma si trasformano anche in showmen. Tutto
il paese li vede. Li intervistano. Diventano persone riconoscibili. E per una persona riconoscibile è molto più facile prendere molte decisioni. Al mondo degli affari la riconoscibilità non è affatto necessaria. I nostri più grandi uomini d’affari sono sconosciuti alle masse. Guadagnano ogni giorno milioni di dollari e non hanno bisogno che li riconoscano e li vedano. Ma ecco che quando si parla di miliardi di dollari, lì comincia la politica. I milioni sono affari, i miliardi sono politica.
Ma ecco per Lei un esempio bello fresco. La partita amichevole Brasile-Argentina. Avrà notato che nell’angolo basso dello schermo c’è stata per tutto il tempo la scritta “Kompanija “Renova””[29]? Sono certo che milioni di tifosi russi non abbiano capito cosa fosse. E neanche il commentatore ha detto che compagnia fosse e perché mostrassero questa partita in diretta sul Primo canale di domenica sera. Una partita amichevole nel prime time!
- Per questo le nostre squadre sono costrette a giocare alle due o alle quattro di pomeriggio, perché il Primo canale a quest’ora è pronto a mostrare il calcio. Ma la sera preferiscono mandare in onda qualche film, - sviluppa il tema Aleksandr Kaljagin.
- E infatti Vekselberg non è uno stupido. Né lui, né Abramovič, né Berezovskij sono mai stati dei tifosi né tantomeno degli altruisti. Hanno bisogno solo di soldi. Ma qui si diventa anche showmen. Che fa Vekselberg? Firma un contratto con la Federcalcio argentina, secondo cui ha il diritto di scegliere non solo le avversarie delle partite amichevoli della nazionale argentina e il luogo in cui disputarle, ma di fatto determina anche, chi inserire nella formazione e chi no. L’intera Europa è semplicemente scioccata. In tanti anni avevano creato il loro show-business. E noi abbiamo preso e ci siamo intrufolati e abbiamo detto: “Ah, volete decidere questa questione con i soldi? Avete comprato tutti i migliori calciatori? Allora noi li compriamo da voi e facciamo in modo che tutto questo vostro show business lavori per noi!”. Così, guardi, presto verrà il momento in cui le formazioni delle nazionali argentina e brasiliana saranno decise in Russia. Cosa pensa, che i nostri legionari dello Spartak e del CSKA siano finiti in queste squadre così per fare?!
Così per fare non si fa nulla. Di conseguenza tutto il mondo ha visto che tre (!) calciatori del CSKA giocano in una delle più forti nazionali del mondo. E’ un caso? Comunque queste sono le leggi dello show-business. Bisogna disporre tutto di modo che tutto sia nostro. Infatti già adesso siamo pronti a comprare tutti i migliori sportivi del mondo! E l’Europa capisce questo e naturalmente lo teme.
E poi d’un tratto io e Lei veniamo a sapere, che Veksel’berg è volato in Sudafrica. Con chi? Con Vladimir Vladimirovič[30]
- Fra l’altro la Russia non ha niente nella Repubblica Sudafricana. Ma Veksel’berg in persona aveva bisogno di firmare là un accordo riguardante delle miniere di manganese, - precisa Kaljagin.
- Ecco come si decidono le questioni. Le più serie, fra l’altro. Qui non valgono le leggi del business, ma dello show-business, che promettono sempre dividendi diretti e netti.

Le tasche di Abramovič
- Due anni fa il Chelsea pagò 6 milioni al CSKA per il trasferimento di Jarošik[31]. In altre parole, i soldi sono passati da una tasca a un’altra. Solo che le tasche erano negli stessi pantaloni**, - nota Kaljagin.
- E il caso di Sergej Semak[32]? – ricorda Vladimir Nikolaevič. – Ecco che di punto in bianco il capitano del CSKA passa al PSG[33]. Semplicemente era stato dato il compito di togliere di mezzo il calciatore in tal modo, che i tifosi dei “membri dell’Armata”[34] non capissero nulla, ma continuassero a gioire dei gol dei propri legionari. Ecco che risultò che avessero dato via il capitano per molti soldi e per di più in Europa, dove Sergej aveva voluto giocare per tutta la vita. Ma Semak non aveva bisogno di nulla. Qui prendeva di più che in Francia. Ma bisognava toglierlo di mezzo – e lo tolsero di mezzo. Misero in giro voci che fosse stato fatto per una certa somma. Ma in realtà l’avevano dato via assolutamente per nulla! Si può dunque parlare di qualsiasi somma, se su tutto questo c’è un accordo tra i club. Così manipolano l’opinione pubblica. La gente guarda: i calciatori del CSKA sono presi dal PSG e dal Chelsea. E questo influisce anche sulla coscienza dei calciatori stessi. Gli si fa vedere: “Se giocherete bene – andrete al Chelsea”.
Il problema è tutto che siamo in grado di pagare per avere i migliori calciatori, solo che qua non si danno particolarmente da fare. Perci
ò si fa tutto questo. Si cerca di far capire che se tu – brasiliano – sei arrivato qua, per te la strada per la nazionale non è chiusa, ma, al contrario, è proprio aperta.

In Russia gratis!
- Nell’inverno scorso io e Konstantin Sarsanija[35] abbiamo portato in Russia Hyun Yon Min[36]. Solo che allora nessuno scrisse la verità su questo passaggio. Ma la cosa stava così.
In estate io e Kostja arrivammo in Corea. Avevamo bisogno di un centrocampista di fascia destra per lo Zenit. Obbligatoriamente un giocatore da nazionale. Trovammo un calciatore che era pronto ad andare in Russia per 1,5 milioni di dollari. E il club dice: se vi serve adesso (e ci serviva per il periodo del calciomercato estivo), allora dateci tre milioni per lui. Lo
Zenit risponde che è troppo caro. Noi spieghiamo ai coreani: “Tra un anno e mezzo il suo contratto scade e sarà svincolato a parametro zero. Allora non ci guadagnerete proprio nulla!”. E alla Hyunday ci rispondono che non hanno bisogno di guadagnare nulla. E’ una grande compagnia, di soldi ne ha già tanti. Il calciatore stesso ci dice: “Voglio giocare nello Zenit”. Verrò da voi tra un anno e mezzo, quando sarò svincolato a parametro zero”. E così è stato. In inverno è volato a Piter[37]. Lo incontro e andiamo a firmare il contratto con lo Zenit. Gra-tis!
Due settimane dopo la firma del contratto Saša Kaljagin va a Cipro. Là incontra il presidente del FC Seul. Questi è sorpreso dalla strana scelta di Hyun Yon Min. Il fatto è che il calciatore stesso è nato a Seul, ma giocava nel sud del paese. Così dunque il presidente dice: “Per tutta la vita ha sognato di tornare a casa a Seul. Noi, il FC Seul, gli abbiamo proposto un appartamento, una macchina, uno stipendio da 800.000 dollari. E questo va da voi allo Zenit. Quanto
prende là?”. “Mezzo milione”, - risponde Saša. “Com’è possibile? – si stupisce il coreano. – Noi eravamo pronti a pagare 1,5 milioni alla Hyunday per il trasferimento!”.
Il fatto è che in Corea, se un giocatore va in Europa, è svincolato a parametro zero, ma se resta all’interno del paese, per lui bisogna pagare. Oltre a questo Hyun dice: “Voglio provare a giocare in Europa”.
E’ andata a finire che per la prima volta un calciatore coreano è andato di sua volontà in un club che non era nella migliore città della Corea del Sud, il cui livello di vita non si sognano non solo in America Latina, ma nella maggior parte dei paesi europei. Questa sì che è una rottura col passato!

Per chi lavorano i procuratori?
- Adesso in generale tutti i procuratori hanno la licenza. La faccenda è un'altra: la metà di loro non è assolutamente qualificata in campo calcistico. L’età media degli attuali procuratori di calciatori non supera i trent’anni. Ragazzini e ragazzine rappresentano gli interessi delle maggiori compagnie. Per esempio, le stesse Gazprom e LUKOIL mandano a impratichirsi così i loro giovani avvocati. A loro servono uno o due dei loro che possano occuparsi di questioni calcistiche e che abbiano potere di firma. Ma le questioni commerciali verrebbero decise alle loro spalle.

Il
calciatore moderno. Chi è?
- Un tempo era più semplice lavorare con i nostri calciatori. Per prima cosa, ero più giovane. Seconda di poi, i giocatori erano più modesti. Ma adesso molti di loro a 20 anni sono già milionari. Naturalmente non possono reggere questo dal punto di vista puramente psicologico. Chi sono Keržakov[38] o Aršavin[39]? Sono due persone riconoscibili. Hanno case eleganti, ville, le loro famiglie hanno la vita assicurata. Tutti li amano e li rispettano. Eppure la loro psiche è ancora instabile. Ma hanno 23-24 anni[40].
Si ricorda che nel Lokomotiv di Mosca giocava Zaza Džanašija? Negli anni ‘98-‘99 stava semplicemente incollato al telefono cellulare, aveva assunto un autista personale. Era una vera barzelletta. Riceveva uno stipendio di 20.000 dollari al mese!
Ed ecco Marat Izmajlov[41]. Aveva 20 anni quando prese a guadagnare milioni. E non sapeva che fare con quei soldi. Così li dava a mamma e papà. E si spostava in metrò. Marat
pensava solo al calcio. La gente notò questo. Tutti presero a tenerlo d’occhio: non è che questo ragazzetto ha qualche problema psichico? Perché alla sua età i ragazzi si comportano del tutto diversamente. Ma prendiamo anche Dima Syčëv, che ancora non aveva vent’anni e gli avevano regalato una Porsche. Poi ci furono quelle faide tra criminali***. Anche queste cose sono pesanti dal punto di vista psicologico.
Adesso alcuni calciatori hanno vari appartamenti. Ma
bisogna tenerli docchio. Ecco che fa male loro la testa quando pensano a come cambiano i prezzi sul mercato, se hanno investito bene i loro soldi. Ma quali allenamenti! Mogli, mamme, amiche li chiamano per tutto il tempo al cellulare. A qualcuno hanno sfasciato la macchina. Così come starà domani il calciatore?! Gli hanno sfasciato una macchina costosa! E’ di cattivo umore.
Cosicché adesso è molto più difficile lavorare coi calciatori. Gli
dici: “Guadagnerai 25.000”. E questo: “Perché 25 e non 50?”. Anche queste sono le leggi dello show-business.
Ecco che a volte mi chiedo, perché fino ai campionati europei lo stipendio medio dei nostri calciatori era 250.000 dollari e dopo è aumentato due volte. E questo mentre la nostra nazionale non mostrava nulla di buono in quel torneo! Ne risulta che la qualità del gioco è peggiore, ma gli stipendi sono più alti.

*
German Tkačenko, ex presidente del FC Kryl’ja Sovetov [“Ali dei Soviet”, club calcistico di Samara].
**
Il fatto è che il proprietario del Chelsea è Roman Abramovič. Ma in quel momento la sua compagnia Sibneft’ era sponsor ufficiale del CSKA calcistico [il CSKA è una polisportiva].
***
Nel 2002 Dmitrij Syčëv lasciò rumorosamente lo Spartak di Mosca, dopodichè scomparve nel vero senso della parola. Ma dopo qualche tempo riapparve tra i francesi del Marsigila, dove fu in panchina per la maggior parte del tempo. Furono elaborate varie versioni sui legami dell’attaccante con strutture criminali desiderose di trarre profitto da un calciatore giovane e inesperto.

Ольга БУЛАХ
05.10.2006



[1] I potentissimi miliardari russi come Abramovič.

[2] I procuratori che lavorano senza licenza.

[3] Chiacchieratissimo imprenditore iraniano, molto attivo in campo calcistico.

[4] Boris Abramovič Berezovskij, imprenditore russo, sfuggito alla giustizia del suo paese nel Regno Unito dove gode dello status di rifugiato politico (!).

[5] Viktor Feliksovič Veksel’berg, oligarca noto per la passione per gli oggetti d’arte, per cui non bada a spese.

[6] Questo e tutti gli altri rilievi grafici sono dell’autrice.

[7] Vjaceslav Aleksandrovič Fetisov, ex campione di hockey su ghiaccio, poi presidente del comitato olimpico e ministro dello sport.

[8] Rinat Fajzrachmanovič Dasaev, portiere della nazionale sovietica degli anni ’80.

[9] Anatolij Fëdorovič Byšovec, ex calciatore dell’Unione Sovietica, poi allenatore.

[10] Aleksandr Anatol’evič (Oleksandr Anatolijovič in ucraino) Zavarov, calciatore ucraino che fu anche alla Juventus.

[11] Calciatore russo dell’anteguerra, morto nel 1996.

[12] Ex calciatore e allenatore russo (perse la panchina della nazionale sovietica dopo aver perso la finale dell’Europeo 1964 contro la Spagna “franchista”), morto nel 2006.

[13] Fëdor Fëdorovič Čerenkov, centrocampista russo che fece una relativa carriera all’estero.

[14] Sergej Jur’evič Rodionov, attaccante russo che seguì i destini di Čerenkov.

[15] Vjačeslav Ivanovič Koloskov, a lungo presidente della Federcalcio sovietica e poi di quella russa.

[16] Il club calcistico più importante di Mosca.

[17] Colosso petrolifero russo.

[18] Central’nyj Sportivnyj Klub Armii (Club Sportivo Centrale dell’Esercito). I legami di questo club con l’esercito si sono via via allentati.

[19] “Locomotiva”, ex club sportivo dei ferrovieri (qui si parla di quello di Mosca).

[20] Club calcistico moscovita di medio livello.

[21] Rossijskij Futbol’nyj Sojuz, “Unione Calcistica Russa”, la Federcalcio russa.

[22] Cioè la “protezione” (in tutti i sensi della parola).

[23] Federal’naja Služba Bezopasnosti, “Servizio di Sicurezza Federale”, il servizio segreto russo erede del KGB.

[24] GAZovaja PROMyšlennost’, “Industria del gas”, colosso russo dell’energia, tuttora industria di Stato.

[25] Club calcistico di San Pietroburgo, che nella scorsa estate tentò di acquistare Cristian Lucarelli.

[26] Putin, fra l’altro, è pietroburghese…

[27] BANK VNEŠnej TORGovli, “Banca per il Commercio Estero”, uno dei principali istituti di credito russi.

[28] Così vengono chiamati i calciatori stranieri in Russia e, raramente, anche in Italia…

[29] “Compagnia “Renova””, si tratta del colosso multimediale dell’oligarca Veksel’berg.

[30] Vladimir Vladimirovič Putin, s’intende…

[31] Jiří Jarošík, centrocampista ceco che non ha poi avuto molta fortuna ed è stato prestato prima al Birmingham e poi al Chelsea.

[32] Sergej Bogdanovič Semak, centrocampista russo.

[33] Paris Saint Germani, squadra parigina di gran livello.

[34] Così sono chiamati i giocatori del CSKA, in origine club sportivo dell’esercito.

[35] Konstantin Sergeevič Sarsanija, direttore sportivo dello Zenit.

[36] Centrocampista coreano.

[37] Nome popolare di San Pietroburgo.

[38] Aleksandr Anatol’evič Keržakov, attaccante russo dello Zenit.

[39] Andrej Sergeevič Aršavin, attaccante russo dello Zenit.

[40] Aršavin ne ha già 25, ma quel che dice Abramov è sostanzialmente coerente…

[41] Marat Nailevič Izmajlov, centrocampista del Lokomotiv Mosca.

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2 Fare l’assistenza ai menager superiori nella realizzazione della spedizione finanziaria dai clienti:
Questo mi sembra già più complicato..

Ricevere la correspondenza dalla parte di compagnia al Suo indirizzo,
Che sarebbe quando l'azienda per cui lavoro mi scrive? O quando altri scrivono all'azienda e io intercetto abilmente i messaggi e li filtro, tenendo per me quelli che possono tornarmi utili per ricavarne un utile sottobanco e in maniera appena appena illegale?

rispondere la lettera per posta elettronica,
Ochei, questo è facile, solo non capisco perché ogni volta che qualcuno mi scrive io devo rispondere "la lettera". Forse è un codice segreto.

realizzare risposta alle telefonate / aiuto ai clienti.
Realizzare risposta mi sembra una cosa molto più difficile che rispondere e basta. Dovrò allenarmi.

IL VANTAGGIO:
Eh si, ci sono anche dei vantaggi, tutto questo non devo farlo solo per far passare il tempo e complicarmi gratuitamente l'esistenza.

Non c’e bisogno di andare al lavoro,
Si!! Era quello che volevo sentirmi dire. Allora domani dormo.

siccome Lei è independente e lavora diritto dalla casa Sua
Ah ecco, non lavoro proprio a casa, ci sto di fronte, giusto in fondo al rettilineo. Però sono independente.

Il Suo lavoro è assolutamente legale.
Assolutamente, non ci sono cazzi.

Lei può guadagnare da 3000 fino di 4000 euro dipende dal tempo, quale Lei dedica a questo lavoro.
Da 3000 fi