24 settembre 2008

Tutto il mondo è paese...

Abbiamo il parlamento in tasca!

I deputati della Duma di Stato [1] hanno votato uniti per l’aumento dei propri stipendi

I deputati della Duma di Stato sono molto in ansia il problema per la loro situazione materiale e il loro comfort.

Le spese per la gestione del parlamento aumentano ogni anno, superando tra l’altro il tasso di inflazione. Stavolta, come si evince dal progetto di legge finanziaria per il 2009, che i deputati hanno ancora da votare, le spese per entrambi i rami del parlamento saliranno fino a 9 miliardi di rubli [2]. E’ il 20% in più di quest’anno.

In tal modo, ben presto i deputati della Duma di Stato aumenteranno lo stipendio del 19,8% a se stessi e ai propri collaboratori (l’anno scorso era stato proposto per il 2009 un aumento di solo il 15%). Adesso lo stipendio medio di un deputato, contando le indennità, assomma a 110000 rubli [3].

Per l’amministrazione della Duma le spese aumenteranno del 28,6% (ma era stato previsto solo il 12,7%). Peraltro, per esempio, diminuiscono le spese per la collaborazione internazionale. Di conseguenza nel 2010 le spese per il parlamento cresceranno ancora dell’11% e del 10% nel 2011.

Il vice direttore dell’amministrazione della Duma di Stato Jurij Šuvalov ha dichiarato alla stampa che la Duma da molto tempo non aumentava i propri finanziamenti e che adesso il governo, approvati i conti, è andato incontro ai deputati, in quanto il parlamento deve affrontare il passaggio alla tenuta elettronica dei documenti e in generale a un “nuovo livello di amministrazione”. E il direttore dell’amministrazione della Duma di Stato Aleksej Sigutkin ha comunicato ai giornalisti che i fondi saranno spesi anche per le sale di ricevimento dei deputati nelle regioni (per la fornitura di mezzi tecnici e mobilio). Con i soldi forniti ai deputati si cambieranno anche i computer e il mobilio degli appartamenti statali dei deputati, che adesso sono “semplicemente vergognosi”. Aumenterà, a suo dire, anche l’organico dell’amministrazione della Duma – di 50 persone.

La “Novaja gazeta” si è rivolta ai deputati chiedendo cosa manchi loro. Il neoeletto deputato comunista Vadim SOLOV’ËV [4] si è lamentato del fatto, che il deputato medio lavori “a un livello appena sufficiente – l’attrezzatura è vecchiotta”. Il deputato di lunga data di “Russia Unita” [5] Boris REZNIK ha dichiarato di non avere lamentele, ma comunque ha raccontato dettagliatamente “Il mobilio bielorusso nel mio ufficio non viene cambiato da nove anni, tutte le sedie vanno già in pezzi”. E la deputata di “Russia Giusta” [6] Oksana DMITRIEVA si è lagnata di non avere abbastanza collaboratori qualificati. Formalmente ogni parlamentare può avere cinque collaboratori, ma ognuno va pagato circa 15000 rubli [7] al mese. I soldi non bastano e gli tocca cercarne altri per il lavoro di analisi.

Fra l’altro, a quanto dicono i deputati medi, sollevare la questione dell’aumento dei fondi, per esempio per quegli stessi collaboratori non ha senso adesso: “Infatti i fondi vengono distribuiti attraverso l’amministrazione della Duma di Stato e direttamente al deputato può non arrivare niente. Che senso ha sollevare la questione dell’aumento dei finanziamenti, se l’amministrazione della Duma di Stato si mangerà comunque tutto?” – dice la deputata Dmitrieva.

Peraltro nei corridoi della Duma già si valuta il futuro aumento di stipendio. Nel frattempo i deputati indicano altri dirigenti: lo stipendio dei deputati, dicono, aumenta semplicemente perché aumenta lo stipendio dei ministri, infatti per legge il deputato è parificato a un ministro federale. E perciò l’aumento degli stipendi dei parlamentari è nell’ambito dell’indicizzazione degli stipendi dei dipendenti statali.

Nell’amministrazione del comitato della Duma per il budget alla domanda senza cerimonie sui soldi hanno dichiarato quasi con insoddisfazione alla “Novaja gazeta” che “l’aumento delle spese per i deputati segue le stesse normative che riguardano lo stipendio di tutti i dipendenti statali. E perfino per quanto riguarda il mobilio segue le stesse normative che riguardano ogni altro organo federale”.

Su questo, in generale, nessuno discute. E’ un’altra faccenda che al riguardo esistono due sistemi retributivi – uno per i funzionari statali e uno per gli altri dipendenti dello stato, che hanno molti problemi in più con gli aumenti di stipendio. “Questi sistemi si differenziano all’incirca del 100%, se si considerano le entrate lorde. Ma i dipendenti statali hanno molte complicazioni sotto forma di diversi versamenti. E di conseguenza la differenza diventa del в 6-700%!” – dice la deputata Oksana Dmitrieva.

Jana Serova

15.09.2008, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2008/68/16.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Tutte le assemblee legislative russe si chiamano Duma e perciò spesso si specifica “di Stato”.

[2] Oltre 247 milioni di euro.

[3] Oltre 3000 euro (lo stipendio medio russo è di circa 350 euro).

[4] Qui e altrove il rilievo grafico è dell’autrice.

[5] Partito che porta avanti la politica di Putin nelle assemblee legislative.

[6] Altro partito apertamente filo-putiniano.

[7] Oltre 400 euro.

Siete in tempo...

ROMA. MERCOLEDI' 24 SETTEMBRE
PRESENTAZIONE RAPPORTO 2008 DI NTC
ALLA LIBRERIA PONTE MILVIO
Oggii 24 settembre presso la “Libreria Rinascita 2000 Ponte Milvio”, a
Roma, si svolgerà la presentazione del Rapporto 2008 sulla pena di
mortenel mondo di Nessuno tocchi Caino, curato anche quest'anno da
Elisabetta Zamparutti ed edito da Reality Book.

Con inizio alle ore 18.00 e ad ingresso libero, la presentazione vedrà
gli interventi di:

Umberto Croppi, Assessore alla Cultura del Comune di Roma;
Marco Perina, Assessore alle Attività e servizi Culturali del XX
Municipio di Roma;
Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino;
Elisabetta Zamparutti, Tesoriera di Nessuno tocchi Caino.
Introdurrà Urbano Stride, Direttore della Libreria.

La “Libreria Rinascita 2000 Ponte Milvio” è situata al primo piano del
Centro Commerciale Ponte Milvio, in via Riano a Roma.

Siete tutti invitati a partecipare.

Il "meglio" delle chiavi di ricerca di agosto dell'altro mio blog

Stavo per dimenticarmene...


nomi dei boss russi: e chi li sa?

aleksej borisovič miller
: vedi qui

"la suola di beslan":
la scuola... E voglio sperare che sia solo un refuso...

"ospedale burdenko":
vedi qui

"questi ha fatto": vedi qui, qui e qui

attacchi originali per mosin: non sono esperto di queste cose...

bambini russi incendiati: un modo cinico per parlare di Beslan...

calciatore brasiliano che non ha giocato in nazionale: la maggior parte dei calciatori brasiliani non ho giocato in nazionale...

club calcistici del mondo piu' vecchi: sicuramente sono in Inghilterra...

compagnie italiane in russia: vedi qui

cosa puo comprare abramovic con i suoi soldi: praticamente tutto...

detskie doma: vedi qui

detti russi: sono tanti, i russi sono uno dei popoli più "proverbiali" del mondo...

di matteo construction company: sconosciuta

ekaterina charm: e chi è?

eliminare putin: vedi qui

gianni lapis serbo:
ma no, è siciliano...

giocatori che si hanno comprato le squadre del calcio: m'avessero imparato l'italiano...

giudici in russia:
vedi qui, qui, qui, qui, qui e qui

i russi ce l'hanno piu' grosso?
: bella domanda...

il palazzo delle torture in russia:
pare che ce ne sia più di uno...

imprenditori italiani aiutano il riciclaggio di denaro
: non tutti...

ingosstrach:
vedi qui

investire soldi nel gas:
vedi qui e qui

kibbutz e kolchoz:
vedi qui

michail borisovič chodorkovskij è ebreo?:
Sì, e con ciò?

militare russo spara a giornalista:
una scena vista più volte...

museo aeronautico di mosca:
vedi qui

museo della battaglia di borodino a mosca:
vedi qui

obitori ceceni:
sono stati pieni durante la guerra, ma anche ora...

organizzare una compagnia assicurativa:
un'impresa difficile, il mercato è già saturo, temo...

ossezia del sud geografia e foto:
vedi qui

pavel korolev:
vedi qui

per comprare un euro quanti rubli ci vogliono:
almeno 36...

percentuale di pazienti psichiatrici ricoverati in case di cura:
temo che la maggior parte dei pazzi sia in giro...

perche le russe la danno via:
prova a chiederlo a loro e poi non credo che si possa generalizzare...

posso parlare con lei a questo proposito:
a proposito di cosa?

proiettili sparati a kursk:
a Kursk o al "Kursk"?

quali sono i costi di una guardia del corpo:
li ignoro... Sono alti, comunque...

quanti rubli portare in russia:
vedi qui

quanti soldati ha la russia:
svariate migliaia...

relazioni russo-bielorusse:
vedi qui

rottami metallici russi:
vedi qui

se la russia spara un missile:
è un bel guaio...

servizi segreti russi adesso più attivi che mai:
già...

setta esoterica russa:
quale?

situazione sicurezza dei gasdotti in russia:
vedi qui

sorvegliante perforazioni:
vedi qui

struttura dell'fsb russo:
è segreta, credo...

tipico cibo del daghestan:
nel campo culinario caucasico sono piuttosto ignorante...

23 settembre 2008

Monetizzando e non solo...

Qualche tempo fa l'amico Valerio ha aperto un nuovo blog: Monetizzando. Com'è evidente, si rivolge a chi vuole far fruttare economicamente il proprio blog. Però non lesina buoni consigli sulle cognizioni tecniche necessarie ai blogger e in generale su come ottimizzare un blog dal punto di vista organizzativo e formale. Utili quindi anche per chi, come me, sembra perseguire "l'arte per l'arte" e non si prefigge di cambiare il mondo o fare quattrini con il proprio blog, ma solo di far sentire la propria voce. Come dico in questi casi, ci si può dare un'occhiata...

22 settembre 2008

Missili nel granturco

Guarda che granturco

La nostra corrispondente speciale ha replicato il percorso di un missile balistico dal Caucaso del nord alla Transcaucasia e ne ha trovato dei pezzi nel campo di un contadino

In seguito alla guerra di cinque giorni [1] e ad uno sciacallaggio massiccio alcune decine di migliaia di profughi georgiani hanno lasciato il territorio dell’Ossezia del Sud. Di fatto, in Ossezia del Sud hanno permesso di vivere ai georgiani solo nei villaggi lontani da Tskhinvali al confine amministrativo con la Georgia.

6 settembre. Noi – russi e osseti, giornalisti e attivisti per i diritti umani, – siamo partiti da Dzhavi in direzione del confine con la Georgia dell’ovest per cercare i georgiani rimasti.

La strada passava per la catena montuosa di Trialeti, che divide la Georgia dell’Ovest da quella dell’est. Lo spartiacque corre ad un’altitudine di due chilometri: dalla parte orientale della catena montuosa i fiumi scorrono verso il Mar Caspio, da quella occidentale verso il Mar Nero. Per la maggior parte della strada abbiamo osservato lavori di costruzione in piena attività per la posa in opera del gasdotto di un ramo del gasdotto Alagir-Dzuarikau-Tskhinvali [2] della lunghezza di 168 km. La costruzione della tubatura, considerata un oggetto strategico, viene difesa da soldati russi. Non da uomini delle forze di pace.

Per strade abbiamo attraversato una grande quantità di villaggi osseti in abbandono e quasi svuotati. Nel villaggio di Khemulta l’edificio a cinque piani della scuola è stato distrutto dal terribile terremoto del 1991 e si è coperto di erbacce.

Dopo essere scesi per una strada montana tortuosa e danneggiata nella gola di Lesegonskoe e aver attraversato un fiumiciattolo sconosciuto, ci siamo fermati presso un ponticello di blocchi di cemento armato distrutto da non molto tempo. Intorno c’era una distesa di bossoli di armi automatiche. Il giorno 9 [3] le truppe georgiane erano giunte dalla Georgia dell’ovest e avevano attaccato Dzhava [4] da qui. Uomini di milizie irregolari hanno fatto saltare in aria il ponte e i georgiani sono tornati indietro. In seguito un bulldozer ha spianato le rive del fiume e attraverso un guado improvvisato ha potuto passare solo una delle nostre macchine – una Niva. La Volkswagen Golf è rimasta sulla riva.

Come abbiamo trovato il razzo

Dopo aver attraversato il fiumiciattolo, ci siamo addentrati nella gola e ben presto abbiamo visto Emzari Dekanoidze, abitante del villaggio a popolazione mista georgiano-osseta di Sinaguri. L’abbiamo fatto salire in macchina, rallegrandoci molto del primo georgiano incontrato. Ci siamo messi a fargli molte domande su come il suo villaggio ed egli in persona avessero vissuto la guerra di cinque giorni. “Nessuno ha sofferto, – ha risposto. – A parte il mio campo di granturco!” Due settimane fa ha scoperto là un missile enorme.

Emzari allarga le braccia, cercando di mostrare quanto è grande il missile. Al momento ridiamo, ma andiamo a vedere il missile. Il campo di granturco si trova proprio davanti a un posto di blocco delle forze di pace ossete. Ci accolgono: le persone bene, i cani male. Un cane morde ad una gamba il nostro autista.
Ma nel granturco giace davvero un grande missile senza la testata con le alette. Accanto c’è una buca profonda mezzo metro, nella quale – lo spiega Saša Čerkasov di “Memorial” [5] – si vede chiaramente il timone della parte mobile del razzo. Il numero di serie non è visibile, ma a rivoltare un peso del genere non proviamo neanche. L’esperto (ha lavorato molto in diverse guerre) Čerkasov è certo che questo è un missile tattico “terra-terra”. E’ il cosiddetto “Točka-U” [6], l’impiego del quale nel corso della guerra di cinque giorni è stato negato dal vice capo dello Stato Maggiore del Ministero della Difesa della Federazione Russa Anatolij Nogovicyn.

Čerkasov racconta che proprio con razzi del genere il 21 ottobre 1999 furono bombardati obbiettivi civili della città di Groznyj: il mercato centrale, l’unico reparto maternità funzionante in quel momento in città, l’ufficio postale centrale e la moschea della borgata di Kalinin. Allora missili con testate cariche di bombe a grappolo furono lanciati dal poligono “Tarskoe” della 58.a armata, che si trova nei dintorni di Vladikavakaz [7]. Morirono immediatamente 140 persone (tra cui 13 puerpere e 15 lattanti della maternità). Più di 200 persone rimasero ferite.

Cosa sia successo alla parte armata del “nostro” missile, che giace nel campo di granturco di Emzari, non si sa. La cosa più probabile è che sia esplosa sul territorio della Georgia dell’ovest, il cui confine è a solo sette chilometri da Sinaguri.

La cosa interessante è che con molte probabilità si può supporre da dove questo “Točka-U” sia stato lanciato. L’11 agosto, quando degli armamenti sono stati fatti passare attraverso il tunnel di Roki [8] della Transkam [9], Tat’jana Lokšina (Нuman Rights Watch) ha visto una rampa di lancio per missili sotto un’enorme copertura nel posto di blocco di confine di Nižnij Zaramag in Ossezia del Nord. (Attraverso il tunnel sono passati anche i nostri “Uragan” [10] – lanciarazzi, in confronto ai quali i “Grad” [11] sembrano giocattoli.) A un certo punto, in modo del tutto inaspettato da giù, dalla gola, dal lato sinistro della strada un missile si è alzato in una colonna di fiamme. Volava con un fischio prolungato e al contempo con un suono basso e indistinto, che procurava dolore fisico. Il missile si è alzato in alto e ha virato da qualche parte verso sud, oltre la catena montuosa, verso la Georgia. Alla domanda: “Cos’era?” – i soldati, che avevano sistemato la base di lancio rotta dell’“Uragan”, risposero alla Lokšina: “Un Točka-U”…

I militari mi hanno spiegato che proprio così (con un fischio e una vibrazione sonora a bassa frequenza) vola il “Točka-U”. E in generale questi missili sono destinati a colpire con precisione grandi obbiettivi.
Il corpo del nostro “Točka-U” ha colpito con precisione il granturco di un contadino. Dove sia caduta la testata potrà chiarirlo solo la Georgia. Emzari ha raccontato anche che ha subito chiamato in aiuto gli uomini delle forze di pace ossete. Questi hanno chiamato gli artificieri russi, infatti i nostri reparti del genio solcano l’Ossezia del Sud. Gli artificieri sono arrivati, hanno osservato il corpo del missile, hanno detto che i “resti” ferrosi non rappresentano un pericolo e se ne sono andati.

Emzari ci ha chiesto con lamenti di portar via con noi questo aggeggio. Ma portar via centinaia di chili di rottami di missile per una strada del genere è ben difficile senza l’aiuto degli “Ural” [12].

Abbiamo fotografato il missile da tutti gli scorci possibili. Gli uomini delle forze di pace ossete hanno chiesto che li fotografassimo a cavallo del “Točka-U”. Dopo siamo tornati a Dzhava. Emzari ci ha raccontato che i georgiani del posto convivono ottimamente con gli osseti. Certo, era politicamente corretto all’estremo. D’altra parte, in questa gola dalla vegetazione lussureggiante, quasi subtropicale e dagli alti monti della guerra ricordano solo questo missile nel granturco e un ponte distrutto sul fiumiciattolo.

Testualmente

Di impiegare l’apparato missilistico operativo-tattico “Točka-U” nella zona del conflitto georgiano non c’è alcuna necessità, ha dichiarato il vice capo dello Stato Maggiore della Federazione Russa Anatolij Nogovicyn.

“Questo apparato fa parte dell’armamentario delle forze di terra della Federazione Russa, questo apparato non è nuovo, è stato fatto abbastanza proprio dalle nostre forze, viene utilizzato contro grandi obbiettivi e di trasportarlo là (nella zona del conflitto tra Georgia e Ossezia del Sud) non c’è alcuna necessità”, – ha dichiarato A. Nogovicyn durante una conferenza stampa tenuta a Mosca lunedì.

Elena Milašina

10.09.2008, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2008/67/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Si allude alla “guerra dei sei giorni”. Non so se l’espressione è già in voga…

[2] La città di Alagir e il villaggio di Dzuarikau si trovano nell’Ossezia del Nord, nel territorio della Federazione Russa.

[3] Agosto.

[4] Sic. Ed è scritto così anche in seguito…

[5] “Memoriale”, associazione nata per onorare la memoria delle vittime delle repressioni sovietiche e adesso molto attiva nella difesa dei diritti umani.

[6] “Punto-U”.

[7] Capitale dell’Ossezia del Nord.

[8] Tunnel tra l’Ossezia del Nord e l’Ossezia del Sud.

[9] TRANSKavkazskaja AvtoMagistral’ (Autostrada Transcaucasica).

[10] “Uragano”.

[11] “Grandine”, potenti lanciarazzi di fabbricazione sovietica.

[12] “Urali”, marca di camion.

21 settembre 2008

Vedremo davvero qualcosa del genere a Firenze?






Il progetto dei Della Valle per il nuovo stadio con annessi e connessi

Buon monocruico?

Oggi è il giorno di san Matteo Apostolo. E quindi è il mio... monocruico! O almeno così si dice nella lingua dell'universo parallelo del t9. Perché il t9 non solo scambia le parole, ma si inventa una vera e propria lingua, in cui non solo ci si augura "buon monocruico", ma ci si lancia insulti come vadenavlo, coglimod (variante dialettale taffaoc, coglimme)...

20 settembre 2008

"Si vis pacem, para bellum"? Secondo Putin sì...

Il mito delle forze di pace [1]

La lunga storia del ritiro e dell’uscita dell’esercito russo dal territorio georgiano mette in disparte la questione essenziale: qual è in realtà in questo momento lo status delle forze di pace, sul futuro dislocamento delle quali si fanno adesso tante discussioni?

Il presidente russo e il ministro degli Esteri dichiarano che sulla frontiera esterna della zona di sicurezza sarà dispiegato un contingente militare, consistente in tutto in non più di 500 uomini delle forze di pace e che i restanti reparti russi, che saranno inviati nella regione per appoggiare gli uomini delle forze di pace, saranno inviati nell’Ossezia del Sud. Contemporaneamente si dichiara che sul territorio del conflitto non ci saranno uomini delle forze di pace georgiane.

Fra l’altro negli accordi di Soči (o di Dagomys [2]) del 24 giugno 1992, siglati da Boris El’cin ed Eduard Shevardnadze, ai quali i rappresentanti russi rimandano continuamente come base del loro “mandato di pace”, si parla in primo luogo di “smilitarizzazione dell’area del conflitto ed esclusione della possibilità di inserimento delle forze armate della Federazione Russa nel conflitto”. E in seguito della creazione di strutture “aventi lo scopo di garantire il controllo sul cessate il fuoco, sul ritiro delle milizie, lo scioglimento delle forze di autodifesa [3] e il ristabilimento di un regime di sicurezza” da parte di una Commissione di controllo mista formata dalle parti coinvolte nel conflitto (Georgia, Russia, Ossezia del Sud).

Sotto l’egida della Commissione di controllo si dovevano creare forze miste per giungere a un accordo tra le parti, il ristabilimento della pace e la tutela dei diritti. Queste forze (cioè proprio gli uomini delle forze di pace) per decisione della Commissione di controllo mista dovevano essere costituite da militari georgiani, russi e osseti ed essere composte da 500 persone. Il 6 dicembre 1994 la Commissione di controllo mista stabilì la “Disposizione sui principi fondamentali dell’operato dei contingenti e degli osservatori militari addetti alla normalizzazione della situazione nella zona del conflitto georgiano-osseto”. Secondo queste disposizioni le SSPM [4] sarebbero state sottoposte al Comando militare unito, costituito da rappresentanti delle parti russa, georgiana e osseta (il comandante sarebbe stato stabilito dalla parte russa) e “la decisione sull’impiego di contingenti e di osservatori militari in caso di violazione delle condizioni del cessate il fuoco da parte di una delle parti [sarebbe stata] presa dal comandante delle SSPM allo scopo di ristabilire la pace e dopo averne informato il Comitato di controllo misto”. Fra l’altro “la prosecuzione e la conduzione di azioni di guerra contro elementi criminali oltre i confini della zona di conflitto [si sarebbe compiuta] con l’obbligo di informarne gli organi di potere e le forze dell’ordine locali”.

Difficilmente sarà necessario dilungarsi a spiegare che in questo momento con le azioni di entrambe le parti sono stati violati sia gli accordi di Dagomys sia le suindicate disposizioni del Comitato di controllo misto. Né il comando russo né quello georgiano hanno minimamente pensato di “informare” il Comitato di controllo misto dell’inizio delle operazioni militari e hanno utilizzato l’artiglieria proibita da convenzioni reciproche, i carri armati e l’aviazione. E anche dire che i militari russi “hanno informato” le autorità georgiane della loro uscita dai confini della zona di conflitto è del tutto ridicolo. Ebbene, anche il rifiuto della parte russa (e anche delle autorità della non riconosciuta Ossezia del Sud) di far entrare gli uomini delle forze di pace georgiane nelle SSPM cancella del tutto gli accordi di Soči, qualunque cosa dichiari oggi la Russia.

Questa è la prima, ma non l’ultima circostanza che mostra che l’attuale “mandato di pace” dell’esercito russo in Georgia non è nulla più di un mito.

La seconda circostanza consiste nel fatto che sia per il “rafforzamento” del contingente di pace russo in Ossezia del Sud, sia per ciò che il Cremlino ha chiamato “costrizione alla pace” è necessario adempiere le norme della legge federale del 23 giugno 1995 n. 93-FЗ “Sulle regole per la fornitura da parte della Federazione Russa di personale militare e civile per la partecipazione ad azioni per il mantenimento o il ristabilimento della pace e della sicurezza internazionali”.

Secondo questa legge la decisione di inviare formazioni militari russe oltre i confini del territorio della Federazione Russa per prendere parte ad azioni di pace spetta al presidente sulla base delle disposizioni inerenti del Consiglio della Federazione [5] (il che è del tutto logico, visto l’articolo 102 della Costituzione della Federazione Russa, che stabilisce le condizioni per l’impiego dell’esercito russo oltre i confini del paese). Per quanto riguarda la “costrizione alla pace”, simili azione secondo la legge suindicata possono essere condotte solo “sulla base di decisioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, prese in accordo con lo Statuto dell’ONU per la rimozione delle minacce alla pace, la violazione della pace e gli atti di aggressione”.

Ci sono precedenti di applicazione di questa legge nella pratica politica russa – infatti, il 25 giugno 1999 il Consiglio della Federazione dette il suo consenso all’“impiego fino al 10 giugno 2000 di formazioni militari delle forze armate della Federazione Russa per un numero totale di 3616 persone nella forza internazionale di sicurezza nel Kosovo”. Nel caso “georgiano” il fatto non è che non si è adempiuta questa legge – non la si è neanche ricordata. Così come si è fatto con l’articolo 102 della Costituzione.

Certo, è difficile dubitare che il Consiglio della Federazione nel suo aspetto attuale voti in favore di qualsiasi proposta del presidente sull’impiego dell’esercito russo, ma non hanno neanche riunito. Hanno taciuto anche gli stessi membri del Consiglio della Federazione, i deputati della Duma [6] e la Procura generale, obbligata, parrebbe, a badare alla legalità. Ma non si trattava di qualcosa di inoffensivo – si trattava dell’invio in guerra di soldati e ufficiali russi.

Boris Višnevskij [7]
osservatore della “Novaja gazeta”

25.08.2008, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2008/62/08.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Il titolo originale c’è un gioco di parole assolutamente intraducibile. In luogo di mirotvorčeskie sily (“forze di pace”, letteralmente “forze creatrici di pace”) viene usate l’espressione mifotvorčeskie sily (“forze creatrici di miti”).

[2] In genere vengono chiamati “accordi di Dagomys”, dal nome del quartiere di Soči in cui furono siglati.

[3] Cioè delle milizie irregolari costituitesi sul territorio allo scopo di difenderlo.

[4] Smešannye Sily po Podderžaniju Mira (Forze Miste per il Mantenimento della Pace).

[5] La “camera alta” del parlamento russo, formata dai rappresentanti dei principali soggetti della Federazione Russa (governatorati, repubbliche autonome, ecc.).

[6] La “camera bassa” (elettiva) del parlamento russo.

[7] Boris Lazarevič Višnevskij, giornalista e membro del partito “Jabloko” (Mela) di orientamento liberale.

18 settembre 2008

Come risponde Carrefour?

Ecco la risposta di Carrefour alla lettera di Barbara:


Buongiorno.

Il Gruppo Carrefour Italia è profondamente sorpreso e sinceramente dispiaciuto dell’accaduto riferito dalla Signora, fatto che non rientra assolutamente nelle nostre filosofie e nei comportamenti dei nostri collaboratori.

Non possiamo che confermare che il nostro costante impegno è rivolto alla soddisfazione dei nostri Clienti, al totale rispetto delle loro esigenze ed aspettative, dai più piccoli ai più grandi. L’etica è alla base della nostra attività e condizione imprescindibile del comportamento dei nostri collaboratori.

Il tour Disney Cars, realizzato presso il Carrefour di Assago e programmato in altri ipermercati della nostra rete che ne fanno da cornice, rientra pienamente in questo nostro impegno: abbiamo voluto offrire ai bambini ed alle loro famiglie un momento di divertimento.

Affinché i piccoli frequentatori degli ipermercati potessero vivere per un attimo dentro la “favola”, l’organizzazione è stata curata nei minimi dettagli, anche attraverso l’ausilio di società esterne. Tutte le persone coinvolte sono state adeguatamente selezionate ed informate circa la filosofia aziendale ed i comportamenti necessari.

Abbiamo preso contatto con la Signora con la volontà di approfondire l’accaduto affinché ogni responsabilità accertata venga punita con il massimo rigore.

Ci auguriamo peraltro che un singolo sfortunato episodio non pregiudichi il rapporto di fiducia che siamo riusciti a costruire con le migliaia di Clienti che ogni giorno frequentano i nostri punti di vendita e che ci scelgono anche per i valori che contraddistinguono la nostra insegna.

Molti cordiali saluti

Gruppo Carrefour Italia

16 settembre 2008

Richard Wright


Richard William Wright
(Londra, 28 luglio 1943 – 15 settembre 2008) è stato un tastierista britannico, noto per la sua militanza nel gruppo inglese Pink Floyd.

Nato in una famiglia benestante nel quartiere di Hatch End a Londra, appena adolescente entra al London College of Music, e lì ha il suo primo impatto con la musica. Abbandona le lezioni di pianoforte dopo appena due settimane. In seguito si iscrive al politecnico di Regent Street alla facoltà di architettura. Qui conosce Roger Waters e Nick Mason, ma ben presto abbandona gli studi per seguire la sua passione per la musica. Nel 1965 i tre, insieme a Syd Barrett, fondano i Pink Floyd.

Dopo l'uscita di Syd Barrett, Wright diventa il compositore melodico del gruppo. La somiglianza della sua voce con quella del chitarrista subentrato a Barrett, David Gilmour, viene sfruttata per creare in alcune canzoni effetti particolari.

Benché non prolifico quanto i suoi compagni Waters e Gilmour, Wright ha contribuito in modo decisivo ai brani di ampio respiro e di toni epici, quali A Saucerful of Secrets, Echoes, e Shine on You Crazy Diamond. I suoi pezzi di maggior successo commerciale sono due canzoni dell'album Dark Side of the Moon (1973): The Great Gig in the Sky e Us and Them, ma anche Keep talking tratta da The Division bell (1994).

Da ricordare tra le sue composizioni sono certamente anche Sysyphus dell'album Ummagumma (1969) e Summer ‘68 dell'album Atom Heart Mother (1970).

L'album dei Pink Floyd in cui è maggiore il suo contributo è senz'altro Wish you were here. Non c'è praticamente uno spazio in quest'album dove non ci sia, di sottofondo, il tappeto musicale di Wright. Suo è inoltre il brano musicale — in cui ricorre a tre sintetizzatore suonati contemporaneamente — che termina l'album, suonato da solo senza la partecipazione degli altri tre.

In seguito ad alcuni problemi personali legati alla propria vita privata (divorzio), e probabilmente anche a un eccessivo uso di cocaina (peraltro sempre smentiti dall'interessato), Wright viene espulso da Roger Waters durante la registrazione di The Wall (1979). Continua a suonare nei successivi concerti del 1980 e del 1981 che promuovono l'album, ma solo come musicista stipendiato anche se bisogna sottolineare che in ogni caso nei saluti finali era sempre presente assieme agli altri Floyd. Ironicamente, Wright fu l'unico a guadagnare economicamente dai concerti, dato che i costi — così come la sua paga — dovettero essere pagati dagli altri membri del gruppo.

L'album successivo, The Final Cut (1983), è l'unico a cui Rick Wright, ormai definitivamente allontanato dal gruppo, non contribuisce. Nonostante questo, lui e il batterista Nick Mason sono i soli componenti del gruppo ad aver suonato in ogni concerto dei Pink Floyd, posto che The Final Cut non ebbe alcun tour promozionale.

Nel 1984 forma un gruppo con Dave Harris, gli Zee. Dopo aver firmato un contratto con la Atlantic Records, gli Zee pubblicano il loro primo e unico album, Identity.

A seguito del completo insuccesso dell'album, Wright, assente dal gruppo sin dai concerti di The Wall del 1980-81, fu chiamato da Gilmour per dare una mano durante le session conclusive di A momentary lapse of reason (1987) (Waters ha ormai lasciato il gruppo da quattro anni), collaborando in alcuni brani dell'album. È reintegrato a pieno titolo come membro del gruppo con l'album Delicate Sound of Thunder (1988), un doppio che seleziona tra il materiale registrato durante concerti della tournée seguente all'album.

Nell'album successivo, Division Bell (1994), scrive cinque canzoni e canta Wearing the Inside Out, certificando la sua personale rinascita artistica a livelli eccelsi.

Incoraggiato dal decisivo contributo fornito a The Division Bell, nel 1996 Wright pubblica il suo secondo album da solista, Broken China, in cui tra gli ospiti appaiono talenti come Sinead O'Connor, Pino Palladino e Tim Renwick. L'album non ha successo commerciale ma nel tempo è stato davvero rivalutato, tanto che un brano di quest'album è stato inserito nella scaletta dei pochi concerti di Gilmour del 2001-2002.

Nel 2006 Wright ritorna nello studio di registrazione con Gilmour per collaborare al terzo album da solista di quest'ultimo, On an Island suonando in due brani. L'album avrà un successo di critica e commerciale davvero clamoroso e raggiugerà il n.1 in molti paesi come l'Italia ed il Regno Unito. Al successivo tour di David Gilmour, Wright ha partecipato in qualità di membro stabile dando fondo a tutto il suo repertorio tastieristico e contribuendo anche in termini di prestazioni vocali, illuminando con la sua sensibilità la scena. Anche il tour ha avuto un grande successo in tutte le date. Testimone dell'esperienza e della levatura musicale di Wright ne è il DVD del tour pubblicato in italia il 14 settembre 2007.

Da un punto di vista strumentale Richard Wright nel corso della storia dei Pink Floyd ha costruito il "muro sonoro" oltre il quale si stagliavano gli epici assoli di Gilmour. Di estrazione jazzistica, è riuscito ad evolversi sino ad entrare in ambiente psichedelico con naturalezza ed una sensibilità davvero impareggiabili.

I suoi momenti più alti possono essere considerati per intero i primi due album del gruppo, il riff ripetuto all'organo di Atom Heart Mother, i sintetizzatori carichi di effetti di Any colour you like, insieme a quelli quasi ossessivi di Welcome to the machine e di Dogs, l'intro di Sheep, il giro di Hammond in Pigs (Three Different Ones) e la parte tastieristica dell'album The Division Bell. I suoi capolavori indiscussi, anche a livello compositivo, rimangono senz'altro il muro sonoro e l'intro di Echoes, l'intera parte sonora di The Great Gig In The Sky, il piano di Us and Them, i sintetizzatori di Shine On You Crazy Diamond.

Come cantante dei Pink Floyd ha sempre fornito un supporto sporadico ma di spessore, spesso come canto di accordo. Le sue migliori performance canore sicuramente sono ravvisabili nei brani Echoes, Time, Burning Bridges, e Wearing the Inside Out. Notevole anche la sua prestazione vocale nella versione live di Arnold Layne, primo singolo dei Floyd, riproposto nel 2006 da David Gilmour nell'On an island tour.

Richard Wright muore improvvisamente il 15 settembre 2008, dopo una breve lotta contro un cancro.[1]


Fonte: Wikipedia


A livello personale, ricordo le sue grandi performance nei concerti dei Pink Floyd a Modena nel 1994 e di David Gilmour a Firenze nel 2006. Richard Wright, l'anima del leggendario sound dei Pink Floyd, un grande musicista, anche se sempre in ombra. Che tu possa essere nella Pace, Rick.

E infine un contributo visivo e sonoro: "Summer '68" dei Pink Floyd, composta dal solo Richard Wright (non ricorda qualcosa questo pezzo?).