14 maggio 2007

In Russia c'è il servizio di leva e il servizio di esenzione dalla leva. Come dire "o la borsa o la vita"...

Vuoi entrare nell’esercito?

Se non vuoi, allora non fare il tirchio!

Di modi relativamente onesti per sottrarre i cittadini allo stato ce ne sono circa una ventina. I prezzi per scansare il servizio militare variano: da 1000 dollari a 8000 euro.

Il commercio delle chiamate alle armi è il solito mercato nero dei servizi. E come ogni mercato nero tende a legalizzarsi, parallelamente, come un effetto collaterale, autoregolamentandosi.

Nel segmento “non voglio fare il servizio militare” la richiesta è enorme. Il cliente, in pratica, è ogni uomo in età di chiamata alla leva. Una base significativa, che ogni manager commerciale invidierebbe – lo stato stesso obbliga i propri cittadini ad acquistare il servizio! Lo sforzo è minimo.

Questa richiesta generalizzata crea l’offerta. E’ avvenuta pressappoco lo stessa cosa che è avvenuta nel segmento “è necessaria la registrazione[1]”. E’ chiaro che un prezzo standard per i servizi dei distretti militari non esiste. Qualcuno è capace di ungere le ruote del distretto militare anche con cinquecento verdoni, mentre qualcuno non ce la fa neanche con quindicimila. Così come non esiste neanche una gradazione di prezzi per i rinvii, le certificazioni di malattia o l’esenzione totale. Comunque il prezzo medio a Mosca, come abbiamo potuto chiarire è 5000-6000 dollari.

Tuttavia negli ultimi anni si delinea una netta tendenza. I clienti aspirano a legalizzarsi non meno dei venditori. Su questo sfondo si è formata un’ampia rete “aiutanti all’esenzione”, che include avvocati, medici, gli stessi militari e – ecco il know-how! – imprese di intermediazione. Internet ne è piena, basta digitare in un motore di ricerca “come scansare il servizio militare”[2].

Le imprese di intermediazione agiscono pressappoco secondo un unico schema, proponendo non l’esenzione come tale, mа “l’assistenza legale di chi è stato chiamato alle armi”. In questo senso la dritta fondamentale è: noi ti aiutiamo a farti esentare dal servizio militare legalmente. Io so come e posso venderti la mia conoscenza, se non ce l’hai. Chi tra le persone chiamate alle armi è ferrato giuridicamente o anche semplicemente studia legge prima di presentarsi al distretto militare?

Di modi relativamente onesti per sottrarre i cittadini allo stato ne sono emersi circa venti. Tra questi ce ne sono anche di banali, come “ho dimenticato di rispondere alla chiamata a registrarsi nelle liste di leva dopo aver compiuto diciassette anni”, così come di assolutamente strampalati. Ecco i due più interessanti :

Rinuncia alla cittadinanza russa: “Dopo aver compiuto 18 anni portate alla polizia la dichiarazione di rinuncia alla cittadinanza russa e il servizio militare non sarà più una minaccia per voi. Ma bisogna fare questo tassativamente prima di ricevere la chiamata dal distretto militare. Si può ottenere la cittadinanza di qualsiasi altro paese. Tuttavia in questo caso possono chiamarvi a svolgere il servizio militare nella nuova patria. In ogni caso, dopo aver compito 27 anni potete riavere la cittadinanza russa. La procedura non è difficile come può sembrare”.

Servizio militare all’estero: “Si può ottenere l’esenzione dal servizio militare presentando un documento che attesti, che avete svolto il servizio militare nell’esercito di un altro paese. Per esempio, in Israele per i turisti ci sono tour “militari” speciali. Uno strampalato tour del genere è stato proposto a un mio collega. Questi ha prestato servizio simbolicamente per due settimane in una tranquilla caserma non lontano dall’orto di Getsemani[3]. Ha presentato al servizio militare l’attestato ricevuto. Il distretto militare lo ha lasciato andare”.

Credo che gli stessi distretti militari non siano contenti di queste aziende – gli riducono la clientela e fanno calare terribilmente i prezzi sul mercato. Il prezzo minimo – settemila rubli[4] per un servizio che consiste nel far mandare una persona chiamata alle armi a fare un esame in un istituto clinico autorevole. Per “istituti autorevoli” si intendono quelle organizzazioni sanitarie, i cui documenti sono considerati degni di fiducia dai distretti militari. L’esame stesso va dai 600 ai 10000 rubli[5], a seconda di quale malattia il giovane desidera che gli si scopra.

Il prezzo massimo è di circa trentamila dollari. Questo comprende l’avvocato personale, l’esame clinico e l’accompagnamento al distretto militare. L’esenzione dal servizio militare in questo caso è garantita.

Chiamato uno di questi uffici, ho posto il compito – abbiamo: un nipote chiamato alle armi, non abbiamo: voglia di svolgere il servizio militare. Ecco cosa mi hanno risposto: “Passate di qui, bisogna vedere la situazione clinica e il distretto militare. Il prezzo varierà a seconda del distretto militare. Ma risolveremo il vostro problema – i nostri obblighi saranno svolti per mezzo di un certificato di esenzione dal servizio scritto della commissione per la leva o per mezzo di una sentenza. Controlleremo anche se la chiamata alle armi è giunta al momento giusto”.

Fra l’altro al Comitato delle madri dei soldati[6] ritengono che questi siano soldi buttati al vento.
- Posso scommettere una cassa di cognac con voi che adesso non ci sono giovani in età di leva sani –, ha raccontato il presidente del Comitato Valentina Mel’nikova. – Ognuno di loro ha qualche malattia. Perciò non diciamo che nei distretti militari adesso prendono bustarelle. Nei distretti militari fanno ricatti – cioè si esigono soldi per quello che è già previsto dalla legge. Si tratta di diversi articoli del codice penale. Un esempio recente si è avuto, quando un medico della commissione clinica, dopo aver esaminato i documenti, ha detto: “Sì, la malattia c’è, ma la diagnosi va rafforzata, possiamo aiutarvi in questo”. Lo stesso accade quando si fanno gli esami in ospedale. Più chiara è l’inabilità al servizio, più si tenta di strappare soldi. Abbiamo inviato una lettera al presidente in cui proponiamo di organizzare centri medici giovanili, che seguiranno la salute dei giovani, questo aiuterebbe a risolvere il problema.

Gli ultimi casi giudiziari mostrano che i soldi vanno in varie direzioni – dove li prendono gli avvocati, dove i medici, dove gli stessi distretti militari. Fra l’altro, a dire il vero, non so se facciano per davvero qualcosa, perché da noi vengono anche persone che hanno pagato, ma il ragazzo comunque si è trovato nell’esercito.

Molte famiglie sono costrette a fare debiti per pagare le bustarelle al distretto militare.




Costo e particolarità dellesenzione in varie regioni del paese



Samara[7]

Secondo le testimonianze di fonti coinvolte, la chiamata di guerra, in conseguenza della quale vi chiameranno alle armi solo in caso di guerra, costa 40-45000 rubli[8]. Le cifre non variano molto a seconda dei quartieri. Ma a Tol’jatti[9] il prezzo può raggiungere 50000 rubli[10], i soldi vengono presi direttamente al distretto militare.

Omsk[11]

Nel febbraio 2007 la procura regionale ha concluso la gigantesca inchiesta sui distretti militari e le commissioni di leva iniziata un anno prima. Gli inquirenti hanno messo in luce più di 800 violazioni della legislazione sul servizio di leva. In conseguenza dell’inchiesta il presidente della commissione medico-militare della regione di Kalačinsk Aleskej Lukašenko, che per rilasciare documenti falsi prendeva dai giovani chiamati alle armi da 15000 a30000 rubli[12], è stato condannato a due anni e un mese di reclusione. Il comandante del distretto militare delle circoscrizioni Sovetskij e Kirovskij Aleksandr Majer se l’è cavata con una multa di 200000 rubli[13] per aver ordinato a un medico del distretto di falsificare gli esami clinici di un giovane chiamato alle armi. Questo servizio gli era costato 35000 rubli[14].
Secondo dati non ufficiali, che si è venuti a sapere dall’associazione regionale di genitori “Memoria[15]” e dal comitato delle madri dei soldati, il prezzo dell’esenzione dal servizio militare a Omsk è assai più alto: il rinvio di un anno costa 40000 rubli, ma il biglietto bianco[16] “tutto compreso” – non meno di 2000 dollari.

Saratov[17]

Per i giovani di Saratov le tariffe per l’esenzione dall’attuale chiamata alle armi sono saliti fino a 30000-50000 rubli[18].
Secondo i rappresentanti dell’Unione delle madri dei soldati di Saratov, la riforma del servizio militare rafforza solo la corruzione. “Lodando sperticatamente l’abbreviazione del periodo di ferma, i generali non hanno detto che questa automaticamente porta con se l’aumento di arruolamenti di due volte, ma l’hanno scorso sono aumentati tre volte. Ancora prima delle ultime disposizioni i distretti militari raccoglievano tutti quelli che erano capaci di muoversi, anche se le risorse erano esaurite – hanno distrutto la salute della giovane generazione. Se rafforzano questo piano, riconosceranno abili tutti quelli capaci di stare in posizione verticale”, – dice il leader dell’Unione Lidija Sviridova.
C’è il rischio che i prezzi ancora più “neri” crescano nel 2008, quando scadrà il rinvio per i giovani che accudiscono genitori invalidi. Si riesce a sfuggire al servizio militare, se il servizio sanitario rilascia un documento che attesta, che i genitori malati non sono in grado di badare a se stessi. All’Unione si sono già rivolte alcune famiglie, in cui sono invalidi padre e madre: “Con una pensione viviamo, ma mettiamo da parte l’altra – l’anno prossimo avremo bisogno di aver da parte 50000 rubli”, – dicono.

Kostroma[19]

A quanto dice il presidente della sezione regionale di Kostroma dell’organizzazione sociale “Comitato delle madri dei soldati” Nina Terëchovaja, per questa chiamata alle armi “i genitori di un ragazzo hanno racimolato 38000 rubli[20], altri ne hanno racimolati 60000[21] per dare bustarelle agli uomini del distretto militare e ai medici per ottenere l’esenzione dal servizio. Tenendo conto del fatto che lo stipendio medio dalle parti di Kostroma è 8000 rubli[22], in alcuni casi alle famiglie tocca… farsi dare un prestito da una banca per pagare le bustarelle. Naturalmente, tutto questo viene catalogato come “necessità inderogabili” o qualcos’altro…”.

San Pietroburgo

Secondo informazioni non ufficiali di cui dispone l’organizzazione per la difesa dei diritti umani “Madri dei soldati di Pietroburgo”, in città essere esentati dal servizio militare costa da 1500 euro (il minimo) a 8000 euro (il massimo che sia capitato alle “madri” di Pietroburgo). Il costo del servizio dipende dal diritto effettivo del giovane chiamato alle armi al rinvio (stato di salute, situazione familiare, istruzione, ecc.). Di meno, 60000-70000 rubli[23], prendono le imprese specializzate in questo campo per il cosiddetto “lavoro senza garanzie”. Il risultato garantito costa non meno di 100000-120000 rubli[24]. Inoltre viene detto che nel caso che insorga qualche difficoltà per ottenere lesenzione la soluzione di problemi inattesi sarà pagata allimpresa come aggiunta.
A quanto si è osservato, a Pietroburgo i prezzi più cari per l’esenzione dal servizio vengono stabiliti in sette quartieri: Admiral’tejskij, Vyborgskij, Kalininskij, Kirovskij, Krasnogvardejskij, Nevskij e Primorskij.


Sotto testo

L’eroismo del distretto di Balašicha[25]

Nel distretto militare della provincia di Balachta della regione di Krasnojarsk c’è il medaglione “Istituzione di alta cultura e modello di ordine”. Qui non ci sono persone che scansano il servizio militare. Il comandante del distretto Gennadij Bodrov a suo tempo si vantava del fatto che nel mese di novembre del 1999 aveva mandato nel Caucaso settentrionale a combattere per gli interessi della Federazione perfino un ragazzo che non aveva la cittadinanza russa. Vadim Krest’janinov tornò dalla guerra decorato, ma si rifiutarono di concedergli il passaporto russo. Non è permesso – poiché i membri della famiglia Krest’janinov si è trasferita dal Kazakistan, non hanno neanche il permesso di soggiorno. Per la Russia, per cui Vadim ha rischiato la vita, è comodo – senza passaporto russo non riceverà neanche quanto compete ai militari…

Ma adesso questo eccellente comandante di distretto Bodrov, da cui nessuno viene esentato dal servizio militare, si è esentato da solo dal distretto. Il tenente colonnello è andato a pranzo ed è sparito per quasi un mese. Ne è stata denunciata la scomparsa. L’hanno cercato a lungo e con grandi sforzi e l’hanno trovato in un appartamento preso in affitto nel centro di Krasnojarsk. L’hanno portato per chiarimenti alla procura del quartiere Kirovskij, che in precedenza aveva aperto un fascicolo per “omicidio”. Si è dovuto chiudere il caso – segni di violenza sul suo corpo, com’è stato detto dalla procura regionale, non sono stati trovati. Il comandante del distretto aveva preso l’appartamento in affitto da solo. Ma, come ha dichiarato, non ricorda nulla e non capisce cosa gli sia successo nelle ultime settimane. Di quale natura sia questa amnesia, non è stato comunicato né dalla procura, né dal distretto militare regionale, che hanno condotto un’inchiesta. Anche i medici, naturalmente, tacciono sulla diagnosi del comandante del distretto militare di Balachta. Al commissariato militare del SibVO[26] hanno spiegato che il distretto militare regionale potrebbe condannare Bodrov o privarlo dell’ennesima decorazione.

Poiché alla ricerca del comandante del distretto si è dedicata tutta la popolazione della regione, il ritrovamento in vita del tenente colonnello ha procurato oltre che gioia la comparsa di una grande quantità di versioni – dal rapimento di questi da parte degli alieni a una preparazione creativa della gioventù locale alla chiamata primaverile alle armi. Ma, si capisce, la più popolare è “si è sbronzato”. In un sito Internet locale è comparsa la proposta di chiamare un superalcolico “Bodrovka”. E lo slogan è già pronto: “Bodrovka” – per un mese non ti passa!.



Commenti sul tema nel nostro forum “OTKRYTO[27].RU

Meeres

Propongo di introdurre un’assicurazione sul servizio militare. Ti nasce un figlio, lo assicuri e paghi una certa somma ogni mese. Questa somma in futuro andrà destinata alle bustarelle ai distretti militari, ai medici, a tutti quelli a cui vanno date. Per la famiglia non sarebbe tanto pesante, per le compagnie assicurative sarebbe un guadagno, ma sui distretti militari e sui medici stiamo zitti.

Igor

Se si conoscono medici seri, ce la si può fare con loro. Si inghiotte un dado metallico legato a una lenza e si fa una UZI[28] - così si ottiene la fotografia di un’ulcera gastrica (verificato). Si può fare una cucitura cosmetica sul coccige. O sul ventre, per rappresentare un’ulcera operata. Ci sono molte cose del genere... La cosa più importante è che il malanno non venga diagnosticato con un’occhiata dal distretto militare. Beh, più grossa è la storia della malattia, meglio è…


sestra PROSTODOKTORA[29]

Ecco un tema che fa innervosire, anche scriverne FA INNERVOSIRE... Il figliolino amato in quel campo minato perché... Da tre anni – da quando ha compiuto 18 anni – due volte l’anno c’è panico in famiglia... In qualche modo finora sgamiamo”. Quanto ai prezzi in questa regione la cosa sta così – ancora un paio di anni fa, fino alle ultime perturbazioni nel distretto militare, – nel nostro CAO[30] questo costava 2500-3000 in valuta pregiata. Oggi già 6000 per lo stesso. E per tali vie traverse e con tali verifiche ripetute – prendono le bustarelle lo stesso. Di amici di mio figlio a casa ce n’è più che abbastanza – circa 10 persone dai 20 ai 24 – nessuno è stato nell’esercito e non ci vuole andare e il figliolino sui miei giudizi sugli obblighi civili ecc. regolarmente risponde: “Tu vuoi che torni idiota?”. E sono tutti ragazzetti bravi, non stupidi, attivi, che desiderano il progresso non solo per se, ma anche per il nostro paese... Esolo che NESSUNO vuole lattuale schiavitù dell’esercito!

Putešestvennik[31]

Finora si è parlato di una cifra come 2000-3000[32] a Kaluga. Qualcuno ha parlato di 6000 a Mosca. Ci sono altre informazioni?

Igor

Ieri ho parlato con un amico. C’è ancora un altro prezzo. Città di Ufa[33]. 35.000 rubli.



La cappella: da chi non ha fatto il servizio militare a chi non è tornato

Nel punto di raccolta della città di Železnodorožnyj, nei pressi di Mosca, dove accorrono i giovani chiamati alle armi di quasi cinquanta distretti militari di Mosca, c’è una cappella. La costruzione di essa è iniziata alla fine della prima campagna cecena ed è terminata all’inizio della seconda.

Questa cappella è un “dono-ricordo” dei genitori dei ragazzi che non sono stati chiamati alle armi per i giovani chiamati alle armi che sono caduti durante il servizio militare e non sono tornati. Iniziatore e realizzatore della costruzione della cappella è stato uno dei commissari militari della regione di Mosca. Questo commissario da quando è stato promosso tenente a quando è stato promosso generale è stato in servizio esclusivamente a Mosca. Non è mai stato in alcuna Cecenia[34], non è stato in Afghanistan né a Černobyl’. Ma aveva gli attestati di afgano[35] e di uomo di Černobyl’.

Prima di scrivere di questo commissario, gli ho fatto una domanda: “Come ha osato?”. Mi ha risposto con leggerezza che in questi “punti caldi” hanno spedito persone inutili. Ma lui era sempre utile. Per le esenzioni dal servizio di leva prendeva bustarelle, ma le divideva. Con questi fondi si è costruito una dacia e ha aiutato il comando della regione militare di Mosca e i più alti ufficiali del quartier generale a costruirsi dacie.

Per non essere stato in alcun “punto caldo” ha ricevuto tre decorazioni. E per la costruzione di quella stessa cappella ha ricevuto anche una decorazione ecclesiastica dalle autorità ortodosse.

Ho scritto di questo generale qualche anno fa. L’articolo si chiamava: “Il commissario dall’elmo non polveroso[36]”. Dopo di che è avvenuto un fatto raro: il comando della regione militare di Mosca, il ministro della Difesa russo Sergej Ivanov e il comandante supremo Vladimir Putin si sono trovati con la “Novaja Gazeta” dalla stessa parte della barricata. Il commissario militare “dall’elmo non polveroso” è stato rimosso dall’incarico e cacciato dalle forze armate.

Il commissario è stato cacciato, ma il sistema è vivo e vegeto, perché l’esercito di leva da molto tempo non corrisponde alle mutate condizioni socio-economiche della società russa contemporanea e alla situazione socio-politica del mondo.
Col mutare dei tempi muta solo il listino prezzi sotterraneo dei servizi dell’esercito. Che fare? C’è linflazione. E poi adesso è più comodo prendere bustarelle in rubli.

Il nostro esercito è diventato veramente di operai e contadini con un misto di figli degli intellettuali non d’elite che appena sopravvivono: i medici e gli insegnanti. Ma i figli dell’attuale elite moscovita, alla domanda dell’eroe di Griboedov[37], il colonnello Skalozub “In quale reggimento presta servizio?” potrebbero rispondere più o meno così: “Ho l’onore di prestare servizio in una banca commerciale”.

Arkadij Babčenko,
corrispondente speciale della “Novaja Gazeta”, partecipante ad azioni militari in Cecenia;

Nadežda Andreeva,
nostro corrispondente speciale, Saratov;

Georgij Borodjanskij,
nostro corrispondente speciale;

Darja (Marčenko) Grigor’jan,
nostro corrispondente speciale, Samara;

Nikolaj Donskov,
nostro corrispondente speciale, San Pietroburgo;

Anna Skudaeva;
Aleksej Tarasov
nostro corrispondente speciale, Krasnojarsk

Vjačeslav Izmajlov

13.04.2007, “Novaja Gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2007/color23/01.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)



[1] La registrazione che attesta la residenza, che in città come Mosca è indispensabile per non esserne cacciati.

[2] E’ proprio così. L’ho verificato personalmente.

[3] Anche qui posso portare una testimonianza personale. Quando, un anno fa, ho visitato il Getsemani, l’ingresso era presidiato da un militare armato di tutto punto… seduto su una sedia e intento a fumare (a riprova del fatto che il servizio di chi veglia sul luogo dove Gesù sudò sangue non è dei più duri…).

[4] Circa 200 euro.

[5] Dai 17 ai 286 euro circa.

[6] Associazione fondata nel 1989 per difendere i diritti dei soldati russi.

[7] Città della Russia meridionale.

[8] 1145-1290 euro circa.

[9] Nome ufficiale russo di quella che si usa chiamare Togliattigrad.

[10] Circa 1430 rubli.

[11] Città della Siberia sud-occidentale.

[12] Da 230 a 460 euro circa.

[13] Oltre 5700 euro.

[14] Circa 1000 euro.

[15] Associazione omonima di un movimento ultranazionalista.

[16] Il documento di esenzione.

[17] Città della Russia meridionale.

[18] Da 860 a 1430 euro circa.

[19] Città della Russia centrale.

[20] Oltre 1080 euro.

[21] Oltre 1710 euro.

[22] Circa 230 euro.

[23] 1710-2000 euro circa.

[24] 2850-3430 euro circa.

[25] Piccola città nei dintorni di Mosca. Ignoro perché si parli di questa città nel titolo del paragrafo.

[26] SIBirskij Voennyj Okrug (Distretto Militare della Siberia).

[27] “Aperto”.

[28] Ultra-Zvukovoe Issledovanie (Analisi con Ultra-Suoni), cioè ecografia.

[29] “Sorella di Prostodoktor”. Prostodoktor significa qualcosa tipo “semplice dottore”.

[30] Central’nyj Administrativnyj Okrug (Circoscrizione Amministrativa Centrale).

[31] “Viaggiatore”.

[32] Presumibilmente dollari.

[33] Capitale della Repubblica di Baschiria, nella parte centro-orientale della Federazione Russa.

[34] Cioè non ha preso parte né alla prima né alla seconda guerra cecena.

[35] Cioè di militare russo che ha combattuto in Afghanistan.

[36] Riferimento ironico ai “commissari dagli elmi polverosi” di cui parla la canzone Sentimental’nyj marš (Marcia sentimentale) dello scrittore, poeta e cantautore sovietico Bulat Šalvovič Okudžava.

[37] Aleksandr Sergeevič Griboedov, scrittore russo del XIX secolo, noto quasi esclusivamente per la commedia “Che disgrazia l’ingegno!”.

09 maggio 2007

Incredibilmente attuale

Giovanni Verga, "Tutte le novelle"

da "Drammi intimi" (1884)

Tentazione


Ecco come fu. - Vero com'è vero Iddio! Erano in tre: Ambrogio, Carlo e il Pigna, sellaio. Questi che li avevano tirati pei capelli a far baldoria: - Andiamo a Vaprio col tramvai -. E senza condursi dietro uno straccio di donna! Tanto è vero che volevano godersi la festa in santa pace.
Giocarono alle bocce, fecero una bella passeggiata sino al fiume, si regalarono il bicchierino e infine desinarono al Merlo bianco, sotto il pergolato. C'era lì una gran folla, e quel dell'organetto, e quel della chitarra, e ragazze che strillavano sull'altalena, e innamorati che cercavano l'ombrìa; una vera festa.
Tanto che il Pigna s'era messo a far l'asino con una della tavolata accanto, civettuola, con la mano nei capelli, e il gomito sulla tovaglia. E Ambrogio, che era un ragazzo quieto, lo tirava per la giacchetta, dicendogli all'orecchio:
- Andiamo via, se no si attacca lite -.
Dopo, al cellulare, quando ripensava al come era successo quel precipizio, gli pareva d'impazzire.
Per acchiappare il tramvai, verso sera, fecero un bel tratto di strada a piedi. Carlo, che era stato soldato, pretendeva conoscere le scorciatoje, e li aveva fatto prendere per una viottola che tagliava i prati a zig zag. Fu quella la rovina!
Potevano essere le sette, una bella sera d'autunno, coi campi ancora verdi che non ci era anima viva. Andavano cantando, allegri della scampagnata, tutti giovani e senza fastidi pel capo.
Se fossero loro mancati i soldi, pure il lavoro, o avessero avuto altri guai, forse sarebbe stato meglio. E il Pigna andava dicendo che avevano spesi bene i loro quattrini quella domenica.
Come accade, parlavano di donne, e dell'innamorata, ciascuno la sua. E lo stesso Ambrogio, che sembrava una gatta morta, raccontava per filo e per segno quel che succedeva con la Filippina, quando si trovavano ogni sera dietro il muro della fabbrica.
- Sta a vedere - borbottava infine, ché gli dolevano le scarpe. - Sta a vedere che Carlino ci fa sbagliare la strada! -
L'altro, invece, no. Il tramvai era là di certo, dietro quella fila d'olmi scapitozzati, che non si vedeva ancora per la nebbiolina della sera.
«L'è sott'il pont, l'è sott'il pont a fà la legnaaa...» Ambrogio dietro faceva il basso, zoppicando.
Dopo un po' raggiunsero una contadina, con un paniere infilato al braccio, che andava per la stessa via. - Sorte! - esclamò il Pigna. - Ora ci facciamo insegnar la strada -.
Altro! Era un bel tocco di ragazza, di quelle che fan venire la tentazione a incontrarle sole. - Sposa, è questa la strada per andare dove andiamo? - chiese il Pigna ridendo.
L'altra, ragazza onesta, chinò il capo, e affrettò il passo senza dargli retta.
- Che gamba, neh! - borbottò Carlino. - Se va di questo passo a trovar l'innamorato, felice lui!-
La ragazza, vedendo che le si attaccavano alle gonnelle, si fermò su due piedi, col paniere in mano, e si mise a strillare:
- Lasciatemi andare per la mia strada, e badate ai fatti vostri.
- Eh! che non ce la vogliamo mangiare! - rispose il Pigna. - Che diavolo! -
Ella riprese per la sua via, a testa bassa, da contadina cocciuta che era.
Carlo, a fine di rompere il ghiaccio, domandò:
- O dove va, bella ragazza... come si chiama lei?
- Mi chiamo come mi chiamo, e vado dove vado -.
Ambrogio volle intromettersi lui: - Non abbia paura, che non vogliamo farle male. Siamo buoni figliuoli, andiamo al tramvai pei fatti nostri -.
Come egli aveva la faccia d'uomo dabbene la giovane si lasciò persuadere, anche perché annottava, e andava a rischio di perdere la corsa. Ambrogio voleva sapere se quella era la strada giusta pel tramvai.
- M'hanno detto di sì - rispose lei. - Però io non son pratica di queste parti -. E narrò che veniva in città per cercare di allogarsi. Il Pigna, allegro di sua natura, fingeva di credere che cercasse di allogarsi a balia, e se non sapeva dove andare, un posto buono glielo trovava lui la stessa sera, caldo caldo. E come aveva le mani lunghe, ella gli appuntò una gomitata che gli sfondò mezzo le costole.
- Cristo! - borbottò. - Cristo, che pugno! E gli altri sghignazzavano.
- Io non ho paura di voi né di nessuno! - rispose lei. - Né di me? - E neppure di me? - E di tutti e tre insieme? - E se vi pigliassimo per forza? - Allora si guardarono intorno per la campagna, dove non si vedeva anima viva.
- O il suo amoroso - disse il Pigna per mutar discorso - o il suo amoroso come va che l'ha lasciata partire?
- Io non ne ho - rispose lei.
- Davvero? Così bella!
- No, che non son bella.
- Andiamo, via! E il Pigna si mise in galanteria, coi pollici nel giro del panciotto. - Perdio! se era bella! Con quegli occhi, e quella bocca, e con questo, e con quest'altro! - Lasciatemi passare - diceva ella ridendo sottonaso, con gli occhi bassi.
- Un bacio almeno, cos'è un bacio? Un bacio almeno poteva lasciarselo dare, per suggellare l'amicizia. Tanto, cominciava a farsi buio, e nessuno li vedeva. - Ella si schermiva, col gomito alto. - Corpo! che prospettiva - Il Pigna se la mangiava con gli occhi, di sotto il braccio alzato. Allora ella gli si piantò in faccia, minacciandolo di sbattergli il paniere sul muso.
- Fate pure! picchiate sinché volete. Da voi mi farà piacere! - Lasciatemi andare, o chiamo gente! - Egli balbettava, con la faccia accesa: - Lasciatevelo dare, che nessun ci sente -. Gli altri due si scompisciavano dalle risa. Infine la ragazza, come le si stringevano addosso, si mise a picchiare sul sodo, metà seria metà ridendo, su questo e su quello, come cadeva. Poi si diede a correre con le sottane alte.
- Ah! lo vuoi per forza! lo vuoi per forza! - gridava il Pigna ansante, correndole dietro.
E la raggiunse col fiato grosso, cacciandole una manaccia sulla bocca. Così si acciuffarono e andavano sbatacchiandosi qua e là. La ragazza furibonda mordeva, graffiava, sparava calci.
Carlo si trovò preso in mezzo per tentare di dividerli. Ambrogio l'aveva afferrata per le gambe onde non azzoppisse qualcheduno. Infine il Pigna, pallido, ansante, se la cacciò sotto, con un ginocchio sul petto. E allora tutti e tre, l'uno dopo l'altro, al contatto di quelle carni calde, come fossero invasati a un tratto da una pazzia furiosa, ubbriachi di donna... Dio ce ne scampi e liberi!
Ella si rialzò come una bestia feroce, senza dire una parola, ricomponendo gli strappi del vestito e raccattando il paniere. Gli altri si guardavano fra di loro con un risolino strano. Com'ella si muoveva per andarsene, Carlo le si piantò in faccia col viso scuro: - Tu non dirai nulla! - No! non dirò nulla! - promise la ragazza con voce sorda. Il Pigna a quelle parole l'afferrò per la gonnella. Ella si mise a gridare.
- Aiuto!
- Taci!
- Ajuto, all'assassino!
- Sta zitta, ti dico! -
Carlino l'afferrò alla gola.
- Ah! vuoi rovinarci tutti, maledetta! - Ella non poteva più gridare, sotto quella stretta, ma li minacciava sempre con quegli occhi spalancati dove c'erano i carabinieri e la forca. Diventava livida, con la lingua tutta fuori, nera, enorme, una lingua che non poteva capire più nella sua bocca; e a quella vista persero la testa tutti e tre dalla paura. Carlo le stringeva la gola sempre più a misura che la donna rallentava le braccia, e si abbandonava, inerte, con la testa arrovesciata sui sassi, gli occhi che mostravano il bianco. Infine la lasciarono ad uno ad uno, lentamente, atterriti.
Ella rimaneva immobile stesa supina sul ciglione del sentiero, col viso in su e gli occhi spalancati e bianchi. Il Pigna abbrancò per l'omero Ambrogio che non si era mosso, torvo, senza dire una parola, e Carlino balbettò:
- Tutti e tre, veh! Siamo stati tutti e tre!... O sangue della Madonna!... -
Era venuto buio. Quanto tempo era trascorso? Attraverso la viottola bianchiccia si vedeva sempre per terra quella cosa nera, immobile. Per fortuna non passava nessuno di là. Dietro la pezza di granoturco c'era un lungo filare di gelsi. Un cane s'era messo ad abbaiare in lontananza. E ai tre amici pareva di sognare quando si udì il fischio del tramvai, che andavano a raggiungere mezz'ora prima, come se fosse passato un secolo.
Il Pigna disse che bisognava scavare una buca profonda, per nascondere quel ch'era accaduto, e costrinsero Ambrogio per forza a strascinare la morta nel prato, com'erano stati tutti e tre a fare il marrone. Quel cadavere pareva di piombo. Poi nella fossa non c'entrava. Carlino gli recise il capo, col coltelluccio che per caso aveva il Pigna. Poi quand'ebbero calcata la terra pigiandola coi piedi, si sentirono più tranquilli e si avviarono per la stradicciuola. Ambrogio sospettoso teneva d'occhio il Pigna che aveva il coltello in tasca. Morivano dalla sete, ma fecero un lungo giro per evitare un'osteria di campagna che spuntava nell'alba; un gallo che cantava nella mattinata fresca li fece trasalire. Andavano guardinghi e senza dire una parola, ma non volevano lasciarsi, quasi fossero legati insieme.
I carabinieri li arrestarono alla spicciolata dopo alcuni giorni; Ambrogio in una casa di mal affare, dove stava da mattina a sera; Carlo vicino a Bergamo, che gli avevano messo gli occhi addosso al vagabondare che faceva, e il Pigna alla fabbrica, là in mezzo al via vai dei lavoranti e al brontolare della macchina; ma al vedere i carabinieri si fece pallido e gli s'imbrogliò subito la lingua. Alle Assise, nel gabbione, volevano mangiarsi con gli occhi l'un l'altro, che si davano del Giuda. Ma quando ripensavano poi al cellulare com'era stato il guaio, gli pareva d'impazzire, una cosa dopo l'altra, e come si può arrivare ad avere il sangue nelle mani cominciando dallo scherzare.

07 maggio 2007

Ma che DICO?

Nel corridoio dell'anagrafe di Roma, il primo giorno di entrata in vigore della nuova legge.

L'usciere: "Dica".

Signora: "Di.Co.".

"Dica, dica pure!".

"Gliel'ho detto: Dico!".

"Che fa, la spiritosa? Io sto a lavora' Signora... che deve fa'?".

"La Dichiarazione di Convivenza".

"Ah, si, il PACS".

"... DICO".

"Dica...".

"Dico, non Pacs: si chiama DICO!!!".

"Ah, pensa te... Eccole il modulo.".

"E dopo che l'ho compilato che devo fa'?".

"Vediamo un po'... ecco: articolo 3, deve darne comunicazione all'altro convivente".

"E che cosa gli comunico, scusi? Che conviviamo? Credo lo sappia già..."

"Signora mia cara, mica l'ho fatta io la Legge. Qui c'è scritto chiaramente che glielo deve comunicare. Legga: 'mediante raccomandata con avviso di ricevimento'. La legge parla chiaro!".

"Cioè, mi faccia capire bene: io devo andare alla posta e spedire una raccomandata a casa mia?".

"Si, al suo convivente".

"E se lui non c'è, quando viene il postino?".

"Beh, lei è la convivente, no?".

"Certo!".

"E allora può firmare lei la ricevuta".

"Cioè io firmo di ricevere una lettera spedita da me al mio indirizzo. Ma non le pare assurdo?".

"Signora mia bella, quello che pare a me non conta niente...".

"E la ricevuta che ho firmato?".

"Quella se la riprende il postino. Poi gliela rispediscono al suo indirizzo".

"Così io ricevo una ricevuta firmata da me in cui io dichiaro di aver ricevuto una lettera che mi sono spedita io al mio indirizzo... e se non arriva la ricevuta di ritorno?".

"Può fare reclamo dichiarando di non aver mai ricevuto la ricevuta che lei ha firmato per una lettera raccomandata che si è spedita al suo indirizzo... ma intanto compili il modulo che la fila è lunga... Avanti il prossimo! Dica, signore.".

"Dico!".

"Aridaje...."



Ringrazio G.N. per questo contributo

Strano, ma vero

Per rinfrancar lo spirito tra un enigma - della vita - e l'altro (cit. dal celebre trattato filosofico "De sectimana enigmisticae" ), vi invio un 'giochino' da fare a dir poco spassoso e al tempo stesso incredibile !!

Tutto succede su google maps, provare x credere :

1) Vai alla pagina http://maps.google.it/
2) scrivi in alto "milano" e conferma premendo "invio"
3) una finestrina appare al centro, clicca su "Da qui"
4) inserisci questo indirizzo di destinazione "long beach, california" (fai copia e incolla, se vuoi)
5) Ora clicca su "vai"

6) Ora leggi il punto 45 delle indicazioni e ....... fatti forza !!!



Ringrazio P.C. per questo contributo

05 maggio 2007

Le chiavi di ricerca di aprile dell'altro mio blog

Anche qui mi dedico alle chiavi di ricerche "inedite". Eccole:

aslan costruzioni: ?

"enzo lo dato": Enzo Lo Dato è il direttore dell'Ufficio Legalità del Comune di Palermo. Un uomo impegnato contro la mafia di cui parlo qui: http://matteobloggatorussia.blogspot.com/2006/11/proposito-
della-gazprom-iii.html

kravcov gazprombank: Andrej Kravcov è il vice presidente dell'Arosgas, azienda austro-russa del settore del gas e la Gazprombank è una banca legata alla Gazprom. Vedi: http://matteobloggatorussia.blogspot.com/2006/11/proposito-
della-gazprom-ii.html

"aslambek aslachanov": Aslambek Achmetovič Aslachanov è il principale consigliere di Putin. Vedi: http://president.kremlin.ru/eng/subj/53050.shtml

baschiria teatro opera: non so nulla di teatri d'opera in Baschiria...

ossezia+parlamento: il parlamento dell'Ossezia Settentrionale ha svolto un'indagine su Beslan, i cui risultati sono ben diversi dalla versione ufficiale "federale". Si veda: http://matteobloggatorussia.blogspot.com/2006/12/proposito-
di-beslan-ii.html

griboedov "che disgrazia l'ingegno": "Che disgrazia l'ingegno" di A.S. Griboedov...

struktura rovd in russia: di nuovo una chiave mezzo in russo e mezzo in italiano...

politica russia: in Russia non si può fare politica per davvero...

martin shlaff jurimex: Martin Shlaff è un proprietario di casinò in affari con il figlio di Ariel Sharon. Jurimex è un gruppo finanziario svizzero. Vicende poco chiare di cui si parla qui: http://matteobloggatorussia.blogspot.com/2006/11/proposito-
della-gazprom-ii.html

max lazovskij: Maksim Lazovskij era a capo di un'associazione a delinquere con strani legami con uomini dei servizi segreti russi. Vedi: http://matteobloggatorussia.blogspot.com/2007/01/proposito-di
-avvelenamenti-ed.html

martin shlaff: vedi martin shlaff jurimex

russia i diritti umani i detenuti politici: La Russia viola i diritti umani e ha detenuti politici? Sì.

kaširka: In via Kaširka a Mosca nel 1999 ebbe luogo uno di quelli attentati in risposta ai quali iniziò la seconda guerra cecena...

chasmagomed: Chasmagomed Bogatyrëv è un guerrigliero ceceno. Vedi: http://matteobloggatorussia.blogspot.com/2007/04/proposito-
della-giustizia-in-russia-iii.html

zara: Zara Murtazalieva, ragazza cecena condannata ingiustamente per terrorismo, si è trovata ad essere difesa da... Ramzan Kadyrov! Vedi: http://matteobloggatorussia.blogspot.com/2007/02/proposito-di
-ramzan-kadyrov-ii.html

russia violazione diritti umani: vedi russia i diritti umani i detenuti politici

"nazionale argentina" renova: il gruppo multimediale "Renova", di proprietà del miliardario russo Veksel'berg ha di fatto comprato la nazionale di calcio argentina e gli ha fissato una serie di amichevoli insensate. Vedi: http://matteobloggatorussia.blogspot.com/2006/11/proposito-del
-calcio-russo-e-del-fatto_17.html

chajcharoev: Umar Alaudinovič Chajcharoev ha scoperto quanto sono false certe promesse delle autorità russe. Vedi: http://matteobloggatorussia.blogspot.com/2006/12/proposito-dei
-desaparecidos-del.html

spostamenti di massa in russia: in massa si spostano i civili ceceni per sfuggire alla guerra. E non solo loro

transmaš holding: la Transmaš è una fabbrica di materiale ferroviario, una buona fetta della quale appartiene casualmente al vice presidente della Duma. Vedi: http://matteobloggatorussia.blogspot.com/2006/12/proposito-di-putin-iii.html

02 maggio 2007

Comunque la si pensi su di lui, è un grosso personaggio...

Nè ateo nè devoto
Il direttore del Foglio racconta l'ultimo libro di Benedetto XVI. E se stesso, come non ha mai fatto prima

Tratto da TEMPI del 26 aprile 2007

Per gentile concessione di Radio Maria, pubblichiamo ampi stralci dell'intervista del professore e sociologo Paolo Sorbi al direttore del Foglio Giuliano Ferrara, andata in onda giovedì 19 aprile.

Giuliano, raccontaci un po' la tua storia, la tua formazione.
In linea patrilineare c'è un nonno massone, liberale, del gruppo del Mondo, antifascista, avvocato degli antifascisti al tribunale speciale. E una rottura in famiglia, nel senso che mio padre, contro l'attendismo dei liberali, contro il loro rappresentare un vecchio mondo e illuso, ruppe e diventò comunista. Si sposò con mia madre che era una borghese, linea matrilineare, avvocati delle acque in Abruzzo, la nonna materna pianista napoletana, abbastanza agiati, con un piccolo patrimonio, palco all'opera, eccetera. La conquista della borghesia intellettuale romana fu una delle chiavi di sviluppo del Partito comunista di Togliatti. Cioè di quel partito molto particolare che nacque in Italia quando Togliatti, finita la sua esperienza molto truce e dura e "colpevole" di capo - lui sì - della Terza Internazionale a Mosca all'hotel Lux durante le purghe staliniane, tornò in Italia e cercò di fare una cosa sul filo delle riflessioni di Antonio Gramsci. Una cosa concepita così: una doppia verità, una doppia strada. Da un lato mantenere il vecchio apparato comunista con tutte le sue fedeltà. Dall'altro promuovere anche attraverso l'incontro con i giovani borghesi intellettuali di provenienza liberale una sorta di conquista del potere attraverso le idee. Nel mondo della Guerra fredda c'era in Italia la Democrazia cristiana e il Partito comunista che amministrava la sua enorme vigna dell'ideologia con questa doppia verità. Ciò ha prodotto un partito naturalmente pericoloso per la democrazia (che per fortuna è stato fermato da De Gasperi) ma anche particolare. Il Partito comunista italiano custodiva certi valori. Togliatti è un uomo che certamente avrebbe storto il naso di fronte ai Dico.

Ah, questo è sicuro.
Sì. Ed è certamente un uomo che ha fatto alcune riflessioni sulla bomba atomica, sulla pace nel mondo, sull'importanza dei ceti medi, sulla via nazionale al socialismo - così la chiamavano ufficialmente -, riflessioni che hanno fatto del Partito comunista questa cosa un po' particolare in Italia. I miei erano quel tipo di comunisti lì, giornalisti, collaboratori di Togliatti. E io sono nato il 7 gennaio del 1952. In Italia c'era Pio XII, non c'era ancora stato il Concilio Ecumenico Vaticano II, c'era appunto la Guerra fredda, un viaggio in America era una cosa quasi impossibile. Insomma, si era agli inizi del progresso civile, commerciale, economico, politico che è invece il
contesto del nostro contemporaneo. E sono cresciuto per tre anni a Mosca dove ho avuto più che altro esperienze emozionali. Però un certo imprinting, come direbbe uno psicanalista, l'ho naturalmente ricevuto. Poi sono tornato in Italia e vivevo in una grande libertà psicologica perché appunto i comunisti italiani non erano come tanti altri comunisti europei, diciamo bacchettoni ideologicamente, ma piuttosto disinvolti anche nella vita personale. Io, per esempio, che sono stato comunista fino a trent'anni, non sono mai andato come le famose delegatje nei paesi socialisti d'estate, non ho mai frequentato le scuole di partito. Insomma si viveva l'esperienza della politica con grande libertà. Però il segno era quello: il segno era che nel mondo
nel Novecento, sulla scia del profetismo gigantesco di Carlo Marx (che lo stesso Ratzinger ritiene nella linea da Kant, Hegel e prima ancora da Vico, della modernità, uno dei grandi pensatori degli esiti nietzschiani, degli esiti di ragione strumentale del pensiero moderno), io sono diventato comunista con il biberon, sono diventato comunista nell'adolescenza, nella giovinezza. Era un atteggiamento che riguardava i fondamentali dell'esistenza. Questo non implicava e non ha mai
implicato assolutamente - ci tengo a dirlo perché è una delle cose che ho riscoperto poi nella mia maturità e ormai quasi vecchiezza - un conflitto con la Chiesa in quanto tale e con il cristianesimo in quanto tale. Anzi, ha implicato sempre un sofferto, tormentato problema di rapporto, di dialogo. Poi naturalmente c'era Peppone e don Camillo. C'erano questi elementi assolutamente di superficie. I cattolici in Italia, anche grazie a Pio XII, furono un baluardo importante dell'anticomunismo nel senso alto del termine, cioè della critica a un regime materialista e ateo che si fondava su un progetto di radicale scristianizzazione del mondo. Erano quindi considerati come degli avversari. Ma con un rispetto e, se posso dirlo, con una devozione che certamente non avevano mio nonno e il filone della sinistra massonica, liberale, radicale e laica. Questo è un po' il timbro della mia formazione, che è stata anche molto individualistica, molto libera. Poi è venuto il 1968, i movimenti di massa degli studenti eccetera. Ho poi provato l'obbrobrio per la crisi di quelle speranze borghesi degli studenti dei licei e delle università italiane quando si sono
convertiti nel settarismo, nella violenza, nel terrorismo. L'ho provato da comunista italiano, cioè considerando che terrorismo e violenza erano nell'album di famiglia - questo l'ho capito molto presto - ed erano però anche pericolosi concorrenti. Noi credevamo che si dovesse riformare, modificare, cambiare anche strutturalmente l'Italia (con molti equivoci sulla democrazia, sulla tolleranza, sulle libertà, perché ce li avevamo dentro questi equivoci), ma pensavamo che si dovesse fare all'interno del sistema democratico. Perciò questo appello secessionista dell'estrema sinistra e del partito armato degli anni Settanta - anni che per me sono stati molto formativi, ero a Torino allora - io lo combattevo molto, molto fermamente. Poi, a un certo punto, adiuvante (e molto) Giovanni Paolo II, che fu eletto Papa nel 1978 e costituì subito una rottura; adiuvante il movimento di Solidarnosc, il finto strappo di Enrico Berlinguer e una certa mia insofferenza per le regole del centralismo democratico e per alcuni elementi di cedimento verso la predicazione di estrema sinistra e terroristica che erano presenti anche nel mio partito (io ero della frazione amendoliana, nel senso di Giorgio Amendola, un leader Pci che da questo punto di vista è stato molto preveggente); considerando un residuo della storia privo di qualunque forza e di qualunque capacità di persuasione il sistema socialista reale degli Stati socialisti, ho rotto col partito nel 1982 e me ne sono andato prendendo un pretesto morale che mi sembrava giusto. Me ne sono andato e mi sono ritirato, non mi sono messo sul mercato dei dissidenti del Pci che era fiorente a quell'epoca, e sono rientrato nel privato. Ho ricominciato a studiare filosofia e ho dato tutti gli esami tranne la laurea perché con un po' di snobismo ho pensato che era meglio non essere laureati che laureati secondo la lezione di Benedetto Croce. Poi mi sono ricostruito una vita. Che è questa vita di giornalista, di polemista, di persona appassionata alle idee, ai problemi, eccetera. Naturalmente, come era ovvio, essendo uscito su quelle posizioni dal Partito comunista, ho incontrato sulla mia strada Bettino Craxi (che era un leader riformista serio, con tutti i suoi difetti, con tutte le tragedie di quel gruppo dirigente sino alla sua fine) e l'ho sostenuto senza mai più entrare in un partito, né il Psi prima, né Forza Italia dopo, stando sempre fuori e cercando di dire sempre quello che penso. La mia identità attuale la conoscete, sono stato folgorato sulla via di Regensburg. Ma prima di Regensburg.

Aspetta, Giuliano. C'è un passaggio, quando tu hai detto: «Mi ritirai nel privato dopo l'uscita dal partito comunista, dalla federazione di Torino», che interessa anche a noi. Chi non ti stima nel mondo cattolico, e sono molti, non capisce il tuo legame con uno strano filosofo americano di origine ebraica, Leo Strauss. Perché, al contrario dei vari filoni dello storicismo europeo, tu non ti sei mai risciacquato i panni in Arno con i grandi del pensiero classico tedesco e invece vai a rifondarti davanti a uno sconosciuto filosofo americano? Perchè Leo Strauss?
La cosa non è facilissima. Te la racconto molto volentieri. In una nota nella grande monografia su Niccolò Machiavelli di Gennaro Sasso, che era mio professore e che appartiene alla scuola crociana, liberale, storicista, si parlava di questo Leo Strauss e si riferiva anche di un bellissimo saggio di Arnaldo Momigliano su Strauss. La cosa mi incuriosì perché la nota diceva che Strauss dava un'interpretazione di Machiavelli non dico proprio esoterica, ma con un doppio livello di
lettura del suo testo e che questo derivava dal fatto che Strauss lavorava su grandi pensatori arabi ed ebraici che si ponevano il problema del rapporto tra ragione e rivelazione, tra Atene e
Gerusalemme, ed elaborava un doppio livello di lettura dei testi. La cosa mi incuriosì intellettualmente e, come ho detto in un'intervista allo Spiegel, avendo io restituito la tessera del partito comunista, presi la tessera del Goethe Institute per studiare l'opera straussiana. Andai a Berlino e a Friburgo per cercare di capire che cosa ci fosse dietro questo pensiero di doppia lettura dei testi. Che è successo? è successo che mi sono proprio innamorato. Ve lo dico in breve: c'è un Leo Strauss famoso sui giornali che è il pensatore che nella Chicago degli anni Sessanta attrasse un'intera generazione di studiosi, molti dei quali si sono poi ritrovati ad essere i famosi neoconservatori americani. Ma questo è il Leo Strauss più superficiale (...). C'è poi uno Strauss più profondo, più vero, poiché Strauss non era un politico, non era un ideologo, ma era un grande filosofo e un ebreo non osservante che aveva un senso molto forte della religione dei padri. Lo Strauss rabbinico, talmudico nel suo modo di sollecitare i testi. Bene, questo stato più profondo l'ho ritrovato - e adesso ne scriverò - nella stupenda premessa del libro di Ratzinger su Gesù. Il problema è tutto qui: Ratzinger dice che la teologia liberale, quella di Von Harnack, ha stabilito che il Gesù della storia non è il figlio di Dio in comunione con il Padre celeste; che il Gesù dei Vangeli è solo un Gesù della storia che diventa figlio di Dio soltanto dopo, attraverso l'evangelizzazione del cristianesimo primitivo; che Gesù è un santone, un maestro - un po' una visione alla Ermanno Olmi - che predicava l'amore e tutti quei libri si possono buttare via, la cosa importante è questo messaggio di puro amore e di sapienza. Gesù non è la via, la verità e la vita. Ovviamente sto semplificando in modo tragico. Ratzinger dice che il metodo storico critico di lettura dei Vangeli è stato molto importante, che per la Chiesa è fondamentale, perché naturalmente la fede cristiana si radica nell'idea di un avvenimento della storia e quindi è importantissimo sviscerare tutti i termini di questo grande avvenimento secondo un metodo storico critico, non si può fare soltanto fare dell'esegesi mistica o canonica. Ma Ratzinger dice una cosa molto bella: dice che il problema del metodo storico critico è che deve lasciare la parola che rinviene nel passato, non può farla contemporanea, non può sollecitarla e interrogarla secondo il progetto esistenziale dell'uomo di oggi. La deve lasciare nel passato, come ipotesi, perché il passato non si può recuperare integralmente nel presente.

(...) Io penso che o Ratzinger ha letto Strauss o sicuramente Strauss lesse Ratzinger. E comunque i due hanno letto gli stessi testi e si sono formati dentro uno stesso procedimento di ricerca. Questa cosa in Ratzinger l'ho ritrovata fortissima nei primi sei capitoli del libro che ho letto e mi sono fermato lì e non vedo l'ora di riuscire a finirlo. Dunque Strauss mi ha insegnato a leggere i testi con questa idea: e se avessero ragione? Se Platone avesse ragione? Tu devi leggere un testo di filosofia antica, un testo razionalista o un testo idealista, devi leggerlo con l'idea che ti sia contemporaneo e che tu dialoghi con lui, che non è una parte del passato che attraverso la tua filosofia storicistica tu puoi ricomprendere e superare in ogni momento. No, non è così. Tu devi discutere con autori che devi intendere per come essi hanno compreso se stessi, non per come li comprendi tu dall'alto della montagna dello storicismo. Questo è fondamentale, anche nell'esegesi cristiana, nel modo in cui si accede al messaggio evangelico. Gesù ha detto «io sono la via, la verità e la vita» punto e basta. Non è che si può discutere questa affermazione. La
cosa bellissima è che Ratzinger-Benedetto XVI (come lo chiama il cardinal Ruini con grande sapienza mettendo un trattino) insiste su questo punto che per me è straordinario: bisogna evocare la parola antica, ciò che è stato detto nel passato - e questo riguardo al cristianesimo ovviamente solo la Chiesa può farlo in modo adulto, maturo - bisogna evocare la parola passata come se fosse presente e secondo i criteri che quella parola ha significato per sempre (perché
sono i criteri che sono insiti in quella parola), non la si può evocare come un passaggio storico di cui noi oggi possiamo giudicare come meglio preferiamo.

Hai esplicitato un aspetto che ti viene fortemente rovesciato contro. Perché, in quanto "ateo devoto", Giuliano Ferrara sarebbe nient'altro che l'uso strumentale della religione per scopi politici, la reincarnazione dell'Action francaise di Maurras.
Quell'accusa è stato uno sbotto di cattivo umore del filosofo Pietro Scoppola e, ogni tanto, della scuola di Bologna, Alberigo e altri, generata da equivoci che appartengono a chi si mostra così folle da pensare una cosa del genere. Nel senso che, certo, un dualismo dentro di me c'è, come c'è dentro tutti gli uomini un'incapacità di portarsi a sintesi. Un dualismo c'è, ma non quel tipo di doppiezza politica di cui mi si accusa. Anche perché io non ho ambizioni politiche e non coltivo il corridoio del potere. Neanche quello curiale Vaticano. Ho un atteggiamento di amicizia totalmente disinteressata e speculativa, anche d'azione, nel senso che poi se credo in certe cose cerco di favorirle. Ma c'è questo, non altro. Non ho niente da chiedere e niente da dare alla Chiesa. Se la difendo è perché credo profondamente che nella comprensione del mondo in cui vivo la Chiesa è un passo avanti alla cultura secolarista. Sulle cose, sulla vita, sui cosiddetti valori o criteri della vita giusta ho incontrato un pensiero che mi affascina, mi suggestiona, mi importa. Quanto all'ateo devoto voglio sempre ricordare un punto: ateo devoto è un modo sprezzante di giudicare coloro che fanno corridoio curiale e si alleano con la Chiesa come istituzione, ma non hanno una vera fervente fede o anzi sono atei. Questo modo sprezzante di definire questa categoria di persone riguarda una sorta di lotta interna al mondo cattolico ed è stato coniato dal
compianto Beniamino Andreatta, che è un cattolico democratico di Bologna, di quell'ambiente a me particolarmente ostile (ma non tutti, molti dialogano con me in modo intelligente). Andreatta usò questa espressione, io la lessi nel libro di Alberto Melloni "Chiesa madre, Chiesa matrigna". Era il novembre del 2003 quando feci scoppiare il caso Buttiglione, cioè quando io col mio giornale alimentai una grande campagna, scandalizzato del fatto che si potesse escludere un cattolico che aveva parlato di peccato pur nella distinzione tra peccato e reato. E questo rogo della strega cattolica fu consumato nel pieno di una baldante Europa multiculturale e multietica. Allora andai nel Teatro Nuovo di Milano e feci un discorso ai ragazzi che si erano assiepati lì con Luigi Amicone, con lo stesso Buttiglione, e provocatoriamente mi assunsi questo nomignolo. In realtà io ateo non sono, la mia è una posizione teista. Io non ho una fede personale, non ho questo dono, questa grazia soprannaturale e non ho una confessione praticata e osservante. Io non sto dentro l'ortodossia della Chiesa cattolica, perché pur essendo stato battezzato - credo avventurosamente da ragazzo, i miei genitori si sposarono anche in Chiesa, perché quello era il partito di Togliatti, era nazionalpopolare quindi si faceva quello che facevano tutti - io non ho la fede. E pur essendo culturalmente cattolico, non sono parte della Chiesa, del popolo di Dio.

Ma la mia è una posizione teista. Per quello che ho letto, per quello che ho capito, per quello che ho esperito dell'esistenza, attraverso il mio matrimonio, i miei amori, l'amore che ho portato a mio padre e a mia madre, attraverso la lettura che ho fatto della società. Io ho una posizione che praticamente è quella richiamata da Ratzinger parafrasando Ugo Grozio: quella di vivere come se Dio esistesse. Cioè io non penso come essere umano generico di essere signore della terra. Non penso di essermi creato da solo. Non penso, come anche molti conservatori pensano, che si debba mettere al proprio servizio la vita che sopravviene. Ma, anzi, penso che si deve essere al servizio della vita che sopravviene. Quindi penso che la nostra era è caratterizzata da questo immenso scandalo dell'incontro tragico, sbagliato, sbilenco, col problema dell'aborto. Insomma, penso molte cose cattoliche senza essere cattolico. Ma non sono "un ateo devoto". Chi mi conosce sa che
io sono il contrario di un "devoto". Sono una persona disciplinata e razionale, ma "devoto" no. Cosa c'entro io con il nazionalismo cattolico? Cosa c'entro io con Maurras, con l'idea di un uso politico della religione? Assolutamente niente. Osservo tra l'altro che questa accusa mi viene sempre fatta da persone che fanno un uso politico quotidiano della religione. Lo fanno legittimamente, eh!

Hai detto che è un atteggiamento di amicizia quello che ti porta verso il mondo cattolico.
(...) Noi pubblicammo già nel 2000 la direttiva della Congregazione per la dottrina della fede su Gesù, quella che fece molto scandalo. Insomma, ho cominciato abbastanza presto a riflettere su queste cose, ma quello era un interesse puramente intellettuale. A me sembrava suggestivo, importante, da far conoscere, un teologo così intelligente, ma non avevo ancora un giudizio perfettamente formato, che spiegava che esiste un diritto a rivendicare una propria via di salvezza e la sua unicità. Altrimenti la religione non esiste più, la religione cattolica non esiste più, la dottrina non esiste più. Certo, la si può esperire in modi diversi, non è un dogma fondamentalista, diciamo così, però è un dogma. È una cosa di fondo che appartiene alla definizione dell'identità e io sono sempre stato affascinato dal tema dell'identità. Però, appunto, questo era un interesse ancora solo intellettuale. Quando ho visto il caso Buttiglione, la questione
bioetica, una legge assolutamente non barbara, non medievale né violenta contro le donne, ma che cercava di salvaguardare e tutelare con dei piccoli divieti, mi è proprio venuta una rabbia contro una concezione del mondo profondamente intollerante. Cioè il liberalismo, la tolleranza e tutti i grandi miti dell'Illuminismo, che pure sono stati importanti per la Chiesa, che Ratzinger rivendica come un elemento importante di ricostruzione della Chiesa moderna che si è separata dal temporalismo eccetera. Ecco, questa roba qui è diventata invece ideologia intollerante, dogmatismo. Devi vivere in quel modo per forza, devi considerare assolutamente normale fare come a Blacksburg, cioè mettere gli embrioni l'uno in fila all'altro e squartarli e farlo in nome di un desiderio che diventa diritto.

Insomma, studiando questi problemi, entrandoci dentro, ho cercato, facendo questa campagna inventata insieme ad Amicone "Fratello embrione sorella verità", di mettere in contatto questi grandi temi etici con una offensiva o guerra di tipo culturale di fiancheggiamento aperto di una posizione che era la posizione della Chiesa, ma non per questo era meno di una posizione. Era una posizione che avrei preso comunque in rapporto al tempo in cui vivo. Ed è stata un'esperienza straordinaria, perché, naturalmente, ho scoperto un'Italia di cui non conoscevo neanche lontanamente l'esistenza. Un pubblico di minoranza, ma curiosamente molto folto. Tanta gente, sempre. Un pubblico molto attento, molto capace di parlarmi oltre che di ascoltarmi (io non credo solo nell'ascolto universale, tutti stanno zitti e tutti ascoltano, queste sono cose da guru di religioni cosmiche). L'ascolto è importante perché c'è qualcuno che parla e viceversa, il dialogo si fonda sulle identità che si incrociano, non sulla mistica dell'ascolto. E, quindi, io ho trovato proprio una realtà, una forza morale, una psicologia interessante, diversa dal solito. Non i soliti che hanno visto tutti gli stessi film e letto tutti gli stessi libri. Ecco: ho trovato gente fuori dalle mitografie del moderno e invece molto dentro una cosa molto salda e molto affascinante per chiunque come è il cristianesimo.

Noi viviamo in quella realtà italiana - penso a Enzo Bianchi della Comunità di Bose, alle testimonianze delle comunità di base di Firenze dopo la morte di Padre Balducci, a cose anche bolognesi - che pensano il postconcilio in termini di "solidarietà", che poi si trasforma tante volte in statalismo. Come primo punto, dunque, la Chiesa sarebbe la grande organizzatrice della solidarietà dei poveri. Che però è una parola seria, Giuliano, non può essere solo confusa con i cascami del cattolicesimo democratico. Ecco la "questione antropologica". Tu, da amico che dialoga con la questione della ragionevolezza della fede, come l'hai vissuta anche esistenzialmente? Questa rottura, questa polemica che sappiamo tutti esserci anche nel Sacro collegio, c'è nei cardinali, nei vescovi, nelle scuole di teologia, è feconda, ma ci blocca anche come mondo cattolico. Qui bisogna parlare fuori dai denti. Tante volte anche Radio Maria è ostacolata perché difende la centralità culturale e poi anche politica del problema della vita. Vorrei che questo blocco che ruota attorno alla questione antropologica e al tema "vita" sin dal suo concepimento ce lo descrivessi tu, da "esterno-interno".
Cerco di farlo, per quanto posso. Ieri ho presentato alla Lateranense insieme a monsignor Stanislaw Rylko, a monsignor Giampaolo Crepaldi e a monsignor Rino Fisichella il libro di Camillo Ruini che è stato pubblicato adesso dall'editore Cantagalli e che contiene sia una bellissima lezione sul pensiero di Ratzinger tenuta al clero romano dopo il discorso di Ratisbona, sia un saggio portante sulla nuova questione antropologica. Quindi sono preparato.

Ruini cita due bellissime frasi di Karl Lowith , pensatore e filosofo di straordinaria energia, un libro della prima metà degli anni Quaranta che si chiama "Da Hegel a Nietzsche", cioè come si è andati dalla razionalizzazione assoluta del mondo e dalla filosofia dello spirito, al nichilismo nietzsciano. Lowith non è un cattolico, è un ebreo, ha avuto anche rapporti con Leo Strauss, epistolari famosi che sono stati pubblicati, ed è un osservatore molto acuto. Cosa dice? Una cosa molto semplice: guardate che il fatto che siamo tutti esseri umani, tutti uomini, non è naturale, non nasce nel mondo naturale generico, nasce nel mondo cristiano. Questo riconoscimento della universale dignità della persona nasce nel mondo cristiano. E poi aggiunge drammaticamente: con l'affievolirsi della forza del cristianesimo e della sua presa sul mondo, con l'indebolirsi, come dice Ruini, dell'attesa di salvezza, si è indebolita anche questa percezione dell'umano. E' tutta qui la nuova questione antropologica. Il problema non è di rispolverare dalle biblioteche i testi dell'umanesimo, ma è di guardarsi in faccia. Allora, se possiamo selezionare la vita in modo
eugenetico - e questa è una caratteristica che il mondo contemporaneo ha avuto sia nelle social democrazie laiche del nord o protestanti, sia nel mondo anglosassone e in America, diciamo nel mondo liberale, sia nel nazismo, lo sperimentalismo e la concezione dell'uomo come oggetto e il razzismo del Terzo Reich. Quindi, se possiamo fare questo, e lo possiamo fare in modo sempre più certificato e tecnicamente avanzato nei nostri laboratori, se possiamo permetterci un miliardo di aborti negli ultimi trenta anni, se possiamo permetterci una nozione della vita per cui l'uomo è solo corpo, solo i suoi referti clinici, le sue malattie, le sue carotidi otturate, il suo bisogno sessuale oggettivato in matrimoni che falliscono uno dopo l'altro, e questa sua ansia d'amore si disperde nel dualismo tra il suo io sempre più debole e il suo corpo sempre più forte, sempre più possente (e qui segnalo un racconto di Philip Roth che si chiama "Everyman"). Se il cristianesimo si è indebolito, se il primato del corpo insieme ai progressi della tecnoscienza stanno facendo di noi quello che stanno facendo di noi, cioè una civiltà decadente, in profonda e radicale crisi in relazione ai criteri che distinguono il bene dal male. Bè la questione va affrontata, va presa per i capelli e va riproposta a tutti gli uomini di buona volontà e va trattata, discussa, pensata nel fuoco delle grandi battaglie contemporanee che sono anche battaglie sulle leggi, sulla dimensione pubblica dell'esistenza, su ciò che si può e non si può fare. In questo senso, la Chiesa, che non è un agente politico, come ha ben detto Ratzinger a Verona, è però l'unica tribuna dalla quale si può ripensare civilmente e politicamente la condizione del mondo contemporaneo a partire dal fatto che è fortemente offuscata una nozione credibile dell'uomo. Cioè quell'incontro di ragione, libertà e fede, o verità.

Allora non è vero quello che tempo fa Ezio Mauro ha scritto su Repubblica: che Ruini porterebbe Dio a destra.
Ma no, questi sono paradossi, sono boutade giornalistiche. Loro hanno questa grande preoccupazione mondana. Siccome non hanno curiosità vera per la radice ontologica o metafisica dell'esistenza, a loro interessa sapere come si mettono le pedine sullo scacchiere. Vogliono sapere se questa insistenza eroica della Chiesa nel tentativo di rispiegare agli uomini anche ascoltandoli, anche comprendendo i loro scismi, le loro deviazioni, vedendo i segni dei tempi perfino nel male, però tenendo la testa alta sopra il pelo dell'acqua, non cedendo al relativismo assoluto, può favorire i loro avversari politici. Ma sono sciocchezze, cosa vuoi che favoriscano! Qui abbiamo il capo della destra di Alleanza Nazionale che ha votato tre sì e un no al referendum. Berlusconi che
vagola tra la libertà di coscienza. Insomma, sul piano politico è una partita che non si gioca nemmeno. Se c'è una cosa che non mi interessa è il contatto tra queste idee, questi problemi e grandi questioni di cui ci occupiamo e la politichetta politicante di tutti i giorni.

Come vedi una possibilità, non dico di continuare solamente a dialogare, ma di approfondire questo tema della questione antropologica?
Amicizia totale. Io sono assolutamente a disposizione, come lo sono stato nel referendum sulla procreazione assistita. Le idee sono fatte di una sintesi di vita, l'esperienza è maestra anche per pensare il mondo. Con quel riserbo che penso possa servire di più alla battaglia comune. è inutile che io sia una specie di legionario in servizio permanente ed effettivo di una presunta Chiesa militante (tra l'altro la Chiesa deve fare tante cose, i battesimi, le cresime. la Chiesa è una cosa mostruosamente vasta e noi siamo un piccolissimo giornale di 20, 25 mila lettori che ha certamente un radicamento in una cultura di tipo laico). Stare nella battaglia da vero amico con le sue idee, senza presunzione, senza voler insegnare né ai parroci né ai vescovi. Ecco, da questo punto di vista sono più devoto di Alberigo, ho meno la presunzione di insegnare al Papa il suo mestiere. La cosa importante è che ci sia un clima di amicizia.

Quindi il 12 maggio sarai con noi in piazza san Giovanni a Roma?
Ovvio. Su questo non ci sono dubbi!



Ringrazio A.N. per questo contributo

Chiavi di ricerca di aprile

Stavolta pubblico le chiavi di ricerca "inedite". E' un altro elenco lungo e curioso...

citazioni bloggato:
fa piacere essere citato, perché negarlo?

costo rpg-7v: il lanciagranate russo RPG-7V ha un alto costo, soprattutto in vite umane... Vedi: http://matteobloggato.blogspot.com/2006/10/la-verit-di-beslan.
html


dasaev: chissà perché tanti cercano il portiere sovietico Rinat Dasaev qui...

squitieri peculato: il regista Pasquale Squitieri è stato anche impiegato di banca e fu condannato per peculato: http://www.hitparadeitalia.it/voli/articoli/ch810719.htm

posta prioritaria travaglio 26 aprile 07: si tratta di questo: http://matteobloggato.blogspot.com/2007/04/concordo.html

cammino neocatecumenale film: ci sono film sul Cammino Neocatecumenale?

russia estradizione nevzlin: difficilmente la Russia otterrà l'estradizione di Leonid Borisovič Nevzlin, socio di Chodorkovskij divenuto cittadino israeliano...

sblocco codice regionale lettore dvd: non so come si sblocchino certi codici, ma credo che se lo sapessi e lo dicessi, passerei dei guai...

frasi auguri buona pasqua da londra: ?

pesce d'aprile: il mio (http://matteobloggato.blogspot.com/2007/04/voglio-un-pesce-
daprile-cos.html
) non era affatto male...

maledictus xvi: una delle ingiurie rivolte al Papa durante la manifestazione di Roma in favore dei Dico (http://matteobloggato.blogspot.com/2007/03/che-dire-in-
proposito.html
)

quanti soldi guadagno didier drogba: forse voleva scrivere "quanti soldi guadagna Didier Drogba?"... Di certo un bel po'...

kadyrov ramzan "onore": Ramzan Kadyrov non sa che cosa sia l'onore...

islamov russia imprenditore: l'Islamov di cui ho parlato io era un terrorista (http://matteobloggato.blogspot.com/2006/12/non-solo-
litvinenko.html
)

fiorentina.it delega: non ha alcuna delega da "fiorentina.it" e da bravo tifoso gli faccio pubblicità gratuita...

foto terminali: Terminali che sono stati fotografati? O foto dal destino segnato?

cronaca recente sui mass-media riguardante gli animali: non mi occupo di questo tipo di cronaca

david knopfler: il fratello "povero" (ma molto bravo) del grande Mark Knopfler

fatima campionessa danza ventre: non ho il piacere di conoscerla...

avtomobil v israele: mezzo russo, mezzo italiano, mah...

cammino neocatecumenale: ne faccio parte e sono linkato al sito ufficiale

ruslan kortoev: e chi è? Io ho parlato solo di Ali Kortoev (http://matteobloggato.blogspot.com/2006/10/ancora-su-beslan.
html
)

paolo angioni: non mi sono mai occupato di lui (se non quando me lo hanno messo nelle chiavi di ricerca: http://matteobloggato.blogspot.com/2007/04/chiavi-di-ricerca-di-marzo.html)

cognomi melazzini:
credo che Mario Melazzini (http://matteobloggato.blogspot.com/2007/04/chiavi-di-ricerca
-di-marzo.html
) abbia un solo cognome: Melazzini

salviamogiovanni+attivissimo: si tratta della campagna per salvare il piccolo Giovanni Guglielmo (http://matteobloggato.blogspot.com/2007/03/in-rete-ci-sono-
anche-appelli-veri.html
). Non credo che Paolo Attivissimo c'entri qualcosa...

i comportamenti della persona valida: e quali sarebbero?

conversione superotto: non so come si faccia...

frasi di augurio x il diaconato: si può prendere qualcosa dal Vangelo...

neocatecumenale blog: questo non è un blog neocatecumenale, è il blog di un neocatecumenale...

i roman parrucchieri: eccoli qua: http://www.iroman.it/

buona pasqua in peruviano: non esiste una lingua peruviana. In Perù si parla spagnolo (con peculiarità locali) e lingue dei nativi

giocatore di calcio francisco pizarro peruviano: non so nulla di costui...

yuri chechi fuma la pipa: c'è chi lo sostiene qui: http://www.fumarelapipa.com/modules/newbb/viewtopic.php?
topic_id=6907&forum=11


foto mario melazzini: non ne ho...

matteo roma 3 aprile 2007 scout: mi chiamo Matteo, ma non so che abbiano fatto gli scout a Roma il 3 aprile 2007

irina malandina foto: non ho foto della ex signora Abramovič, ma mi dicono che sia una bella donna...

citazioni da liala: mai non sia!

cerca cognomi melazzini: vedi cognomi melazzini

Čedžemova: Inga Basaeva-Čedžemova lanciò un allarme che avrebbe potuto prevenire la strage di Beslan (http://matteobloggato.blogspot.com/2006/10/ricordate-beslan-
sembra-proprio-che-le.html
)

griboedov che disgrazia l'ingegno!: "Che disgrazia l'ingegno!", commedia di Aleksandr Sergeevič Griboedov

neocatecumenali blogspot: sì, blogspot parla di neocatecumenali...

foto gulag: ci vorrebbe qualche foto dei nuovi gulag russi, così tanti cambierebbero idea...

video completo esecuzione animal mastrogiacomo: un po' di rispetto! Che gusto c'è a veder uccidere un innocente? E poi l'interprete di Mastrogiacomo si chiamava Adjmal Nashkabandi...

sirco sanitaria: l'azienda siciliana Sirco, sotto inchiesta per legami con la mafia (http://matteobloggatorussia.blogspot.com/2006/11/proposito-
della-gazprom-iii.html) non opera in campo sanitario...

neocatecumenale 2007: cioè?

irina malandina: vedi irina malandina foto

blog neocatecumenali: non so se ne esistano...

eugenia roccella franco roccella: figlia e padre (http://matteobloggato.blogspot.com/2007/04/una-vicenda-
particolare.html
)

happybirthday tradotto aborto: "happybirthday" si può tradurre "buoncompleanno", ma l'aborto che c'entra?

padrino per il ragazzo e madrina per la ragazza della cresima': della cresima'?

" neocatecumenali" family day: ci saranno certamente neocatecumenali al Family Day...

bertinotti rimuove la tela di lepanto: ne ho parlato qui: http://matteobloggato.blogspot.com/2007/04/cose-che-mi-
lasciano-alquanto-perplesso.html


socci lepanto: vedi bertinotti rimuove la tela di lepanto

lettera e commenti su grave atto terroristico accaduto a beslan 1 settembre: su Beslan ho tradotto moltissimo materiale nel mio blog...

matteo mazzoni: Oui, c'est moi...

koloskov: Vjačeslav Ivanovič Koloskov, il "poltronissimo" del calcio sovietico e russo...

attivissimo "giovanni guglielmo": vedi salviamogiovanni+attivissimo

vocazione imprenditore lascia tutto 2007: non so di chi possa trattarsi...

ultime neocatecumenali blogspot: le ultime sui neocatecumenali si troverebbero nel sito ufficiale a cui sono linkato, se non fosse che non viene aggiornato da oltre un anno...

blog matteo mazzoni: sì, è il mio blog...

"rinat dasaev" foto: ancora Dasaev?!?

andrei malachov: Andrej Nikolaevič Malachov è un conduttore televisivo russo (http://matteobloggatorussia.blogspot.com/2006/11/proposito-
delle-sette-in-russia.html
)

"eugenia roccella" jpg: non ho immagini di Eugenia Roccella, ad essere sinceri non l'ho proprio presente

cammino neocatecumenale blogspot: vedi neocatecumenali blogspot

il gruppo russo renova,: la Renova è il colosso multimediale del miliardario russo Viktor Feliksovič Veksel'berg, che ha fatto un grosso affare con la nazionale argentina (http://matteobloggato.blogspot.com/2006/10/calciopoli-altrui-3-
calcio-show.html
)

blog neocatecumenale: vedi neocatecumenale blog

pjatigorsk "cinque montagne": sì, Pjatigorsk vuol dire più o meno "cinque montagne" (http://matteobloggato.blogspot.com/2006/10/ancora-su-beslan.
html
)

eugenia roccella: vedi eugenia roccella franco roccella

riconoscimento anpana ministero: l'ANPANA è l'Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente, non so quale ministero gli abbia riconosciuto cosa

compiti del responsabile comunita' cammino neocatecumenale: si può dare un'occhiata qui: http://www.camminoneocatecumenale.it/it/Statuto%20del%20
Cammino%20Neocatecumenale.pdf


ultime sui neocatecumenali: vedi ultime neocatecumenali blogspot

www.sitozero.it/indagini/srv_indagine.php: a questo indirizzo non corrisponde alcunché...

bertinotti +lepanto: vedi bertinotti rimuove la tela di lepanto

bertinotti e il tema della sicurezza stradale: non vedo il nesso...

foto immagini del sommergibile kursk: non dispongo di tale materiale

ivanov un ottima persona: semmai un'ottima persona...

zavarov calciatore: sì, Oleksandr Anatolijovič Zavarov faceva il calciatore...

kuban banca: nella regione del Kuban (Caucaso) c'è forse anche più di una banca...

fiabe fiducia nelle persone: le fiabe insegnano a fidarsi?

gazprom schalke: la Gazprom ha siglato un supercontratto di sponsorizzazione con lo Schalke 04 (http://matteobloggato.blogspot.com/2006/10/il-calcio-non-esiste
-il-calcio-esiste_29.html
)

origine di tuaev: Mairbek Tuaev viveva presso la scuola di Beslan in cui è avvenuta la strage (http://matteobloggato.blogspot.com/2006/10/ricordate-beslan-
sembra-proprio-che-le.html
)

savino pezzotta rho aprile 2007: Savino Pezzotta era a Rho nell'aprile 2007? Non lo so...

sesso pescarenet: qual è il collegamento tra il sesso e la pesca?

dies + familiae + 12 + maggio: il dies familiae sarà il 12 maggio, ma si chiamerà Family Day. Adesso la lingua franca è l'inglese...

i robot utilizzati nel film terminator esistono realmente?: non penso proprio...

www sitozero .it: se si digita bene questo indirizzo, si trovano dei test di intelligenza...

matvej blogspot: Matvej è uno dei miei nicknames...

torneo palio di roma futbol club via degli olimpionici, 71: non so nulla di questo torneo...

forum ristoranti dove indossi il kimono per mangiare: va bene che mi occupo anche di cose curiose, però...

conversione digitale filmati superotto: vedi conversione superotto

gazprom compra lo schalke 04: spendere cento milioni di euro per una squadra è come comprarla? Forse sì... Vedi anche gazprom schalke

"giulio meotti": Giulio Meotti ha scritto questo articolo: http://matteobloggato.blogspot.com/2007/04/un-articolo-
provocatorio.html


paolo roman rho: Paolo Roman è un parrucchiere di Rho. Un bravo professionista, credo, ma che c'entro io con lui?

calcio neocatecumenali: ci sono neocatecumenali che giocano a calcio. Alcuni molto bene. Io non sono di quelli :-)

diogene botte autoerotismo: secondo alcuni era questo che faceva Diogene nella botte. Che gente...

paolo roman parrucchiere: vedi paolo roman rho

life expectancy of arminia: chi è Arminia?

smorsche cento: ecco la Smorsche: http://matteobloggato.blogspot.com/2006/10/mi-son-fatto-la-
macchina-nuova-2.html

calciatori anno 1957 del gs sauro: il GS Sauro è qui: http://www.forzasauro.it/

"nazionale argentina" renova: vedi il gruppo russo renova,

dove gioca carlos teves: Carlos Tevez gioca in Inghilterra nel West Ham (Prosciutto dell'Ovest?)

nero 7 non scrive su cd tecnologia azo: sono incompetente in materia, anzi credevo che "azo" fosse un'imprecazione :-)

scuola media matteo ripa "scandalo": non mi sono mai interessato dello scandalo della scuola media "Matteo Ripa" di Eboli (http://www.positanonews.it/menu/default.asp?id=5420)

i gulag russi: ora sono "russi", certo, non più sovietici...

michail zvaneckij: Michail Michajlovič Žvaneckij, comico e scrittore satirico russo (http://matteobloggato.blogspot.com/2007/04/tra-cani-non-si-
mordono-anzi-si.html)

"vagif ismailov ,": un tizio con molti appoggi (http://matteobloggato.blogspot.com/2006/12/alla-corte-dello-zar-
vladimir.html)

marco travaglio: vedi posta prioritaria travaglio 26 aprile 07

doccia vanessa ferrari: va bene che è campionessa mondiale e europea di ginnastica artistica, ma almeno sotto la doccia Vanessa Ferrari va lasciata in pace... E poi ha solo 16 anni...

alfabeto maisculo: maisculo?

calciatore russo juventus: ho già avuto occasione di dire che nella Juventus non hanno giocato russi, solo un ucraino e un bielorusso

matteo mazzoni blog: vedi blog matteo mazzoni

marco travaglio manager stipendi: vedi posta prioritaria travaglio 26 aprile 07

grabovoj viola: Grigorij Petrovič Grabovoj è un orrido personaggio (http://matteobloggatorussia.blogspot.com/2006/11/proposito-
delle-sette-in-russia.html
) che qualcuno vorrebbe fare diventare viola a forza di botte...

travaglio+stipendi manager: vedi posta prioritaria travaglio 26 aprile 07

film sui nazisti in russia: mi viene in mente solo "Stalingrad" (http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=23872)

eugenia roccella blog: non mi risulta che Eugenia Roccella abbia un blog...

eugenia roccella and curriculum: il curriculum di Eugenia Roccella non è certo nel mio blog...

stipendi operai in germania: gli operai tedeschi guadagnano ben più di quelli italiani (http://matteobloggato.blogspot.com/2007/04/concordo.html)

posta prioritaria di marco travaglio annozero: vedi posta prioritaria travaglio 26 aprile 07

"rimosso rane matte": finalmente so di che si tratta: http://antanisgame.blogspot.com/2007/04/rane-matte.html

papa benedetto ingerenza umanitaria: secondo me far del bene non è un'ingerenza...

chajcharoev: Umar Alaudinovič Chajcharoev ha avuto l'ingenuità di credere alle promesse delle autorità russe e ne ha pagato le conseguenze (http://matteobloggato.blogspot.com/2006/12/desaparecidos-del
-caucaso.html)

kadyrov: Ramzan Achmatovič Kadyrov, criminale di guerra che fa il presidente della Cecenia...

eurispes stipendi medi ue: gli stipendi italiani sono più bassi della media UE (http://matteobloggato.blogspot.com/2007/04/concordo.
html)

"rane matte": vedi "rimosso rane matte"

beslan dasaev: Dasaev di nuovo? A Beslan?

Provocazioni forti

Coppia di fatto (comunisti-cattocomunisti)

"Il dialogo tra comunisti e cattolici è diventato possibile da quando i comunisti falsificano Marx e i cattolici Cristo"
(Nicolás Gómez Dávila).



Ringrazio D.N. per questo contributo