16 settembre 2008

Intanto, nella Cecenia "normalizzata" di Ramzan Kadyrov...

Chi ha sparato a Ramzan Kadyrov


Un attentato di cui è proibito parlare

La scorsa settimana le agenzie di stampa “Regnum” [1] e “Kavkazskij uzel” [2] hanno parlato di un attentato a Ramzan Kadyrov. Le autorità cecene hanno subito smentito categoricamente la clamorosa notizia. L’addetto stampa del presidente della Cecenia Lema Gudaev ha dichiarato che quando ci sarebbe stato il presunto attentato Kadyrov era a Jaroslavl’ [3] alla partita del Terek [4]. E lo stesso Ramzan Kadyrov si è espresso ancor più duramente: “Queste fantasie provocatorie sono generate dagli ideologi degli estremisti e dai loro reggicoda”, – il che, tradotto dal ceceno, significa: lasciate perdere, risolviamo la faccenda da soli.

In mancanza di informazioni verificate le voci sull’attentato, come succede di solito in Cecenia, si sono moltiplicate. E Kadyrov non potrà smentire nulla, perché non confermerà nulla. Alcuni hanno detto che a Kadyrov hanno attentato in casa giovedì. Altri che questo è successo allo stadio a Gudermes [5] lunedì. Il sito “Kavkazcentr” [6], si capisce, ha unito le versioni e ha dichiarato che ci sono stati due falliti attentati a Kadyrov. Dopo qualche tempo erano già diventati tre e, evidentemente, in un prossimo futuro sulle pagine di “Kavkazcentr” gli attentati a Kadyrov si compiranno quasi ogni giorno.

“МК” [7] ha deciso di non distaccarsi dal “Kavakazcentr” e ha pubblicato una storia veramente terrificante su come a Kadyrov abbiano portato un messaggio da parte del “capo dei militanti” Doku Umarov [8]. Nel messaggio sarebbe stato scritto che Kadyrov non avrebbe potuto sentirsi al sicuro neanche a casa sua e che avrebbe avuto conferma di questo se fosse andato al bagno, dove avrebbe trovato due proiettili nel posto indicato da Doku. Kadyrov sarebbe andato in bagno, avrebbe trovato i proiettili, sarebbe tornato, avrebbe messo in riga le proprie guardie del corpo e avrebbe preso ad insultarli in modo tale che uno di loro non avrebbe retto e avrebbe fatto fuoco. Questa storia ha tutti gli elementi necessari agli uomini delle forze armate che odiano Kadyrov: essa mostra che Kadyrov non controlla né la Cecenia né se stesso… C’è solo un piccolo difetto: è difficile pensare una “versione” del genere…

Cos’è successo veramente? E’ molto difficile dirlo, perché tutti quelli che sanno la verità tacciono; ma già il loro silenzio testimonia, come Kadyrov controlli bene la Cecenia e quanta più paura ispiri rispetto agli uomini delle forze federali. Tuttavia questa è la Cecenia; in Cecenia la gente non sparisce senza che nessuno lo noti – non succede che in Cecenia uccidano qualcuno e questo non si sappia. Non è Novogireevo [9], sapete.

E’ probabile che quello che è avvenuto non sia comunque un attentato, ma piuttosto una banalità. Bisogna ricordare che in Cecenia ci sono usanze tali che portare una Stečkin [10] in presenza di Kadyrov è un privilegio inalienabile delle persone a lui più vicine. E’ un po’ come era per un cortigiano portare la spada in presenza del re di Francia. Secondo le informazioni più verosimili Kadyrov stava parlando su toni alti con il nipote di un uomo delle forze armate tra i più vicini a lui. Se avesse mandato a quel paese un generale russo, questi sarebbe andato all’indirizzo indicato. Ma Kadyrov ci ha mandato un giovane ceceno ed è cominciata una sparatoria. In questa situazione lo zio ha fatto scudo a Kadyrov con il suo corpo per difenderlo dal nipote.

Alcuni affermano perfino che Kadyrov sia rimasto ferito, si vede, dicono, che zoppica leggermente e che ha una spalla troppo immobile. Allora il viaggio a Jaroslavl’ per la partita del Terek è stata come la comparsa del primo console Bonaparte all’opera di Parigi subito dopo l’esplosione della “macchina infernale” [11]: un’evidente dimostrazione di spavalderia. E’ comprensibile anche perché sulle voci sull’attentato sia stato posto un divieto severissimo – questa storia fa parte in tutto della serie di Druon sui re maledetti [12]. Non solo agli uomini delle forze federali, ma anche a quelli dei villaggi vicini chiedono di non immischiarsi: l’“indagine” è già conclusa, la condanna emessa ed eseguita.

Tuttavia, a ben vedere, la sparatoria è stata utilizzata anche per fare una purga nella cerchia più vicina al presidente Kadyrov. I testimoni affermano che il 20 luglio a Centoroj [13] dalla cosiddetta base Brat [14] al margine occidentale del villaggio si sentivano grida di persone che venivano torturate. A ben vedere, erano figli e parenti di alti funzionari della repubblica. Tra questi si fanno i nomi del figlio di uno dei grandi funzionari agrari, del fratello del capo di uno dei ROVD [15] provinciali con i suoi due figli e di altre persone, i cognomi delle quali sono noti alla redazione, ma fare i quali sarebbe scorretto.

Diverse fonti riportano un numero di giustiziati pari a 6 e oltre, ma qui bisogna considerare che le voci, sia per ignoranza sia per cattiva disposizione sono le più atroci, ma la realtà in Cecenia a volte è più atroce delle voci. In ogni caso pare che non si tratti solo di un giovane ceceno impaziente.

La Cecenia si è scontrata con il problema più terribile – il problema dell’età.

Prendete un ceceno sui 40 anni. Ha combattuto o ha visto la guerra. Ha visto gli uomini delle forze federali legare suo padre a un BTR [16], uccidere e ricattare durante le “operazioni di pulizia” [17], ha visto il cadavere di sua moglie… Tuttavia ha visto anche altro – la totale anarchia come nel ‘97, guardie che ogni cento metri rapinavano i passanti in nome di Allah, teste tagliate in prima serata in televisione, il raid di Basaev in Daghestan [18], che era, essenzialmente, il tradimento del proprio popolo e il tentativo di far tornare la Cecenia in stato di guerra, perché per Basaev la guerra era meglio della pace. Una persona così ha visto troppo per credere a qualcuno. Gli si può spiegare che Kadyrov ha fatto in modo che in Cecenia ci fossero i soldi russi e non i carri armati russi, – ma che vogliono i militanti: che di nuovo scompaiano i soldi e di nuovo tornino i carri armati? E’ difficile che sia contento che Kadyrov abbia tolto la libertà alla Cecenia, ma è costretto, anche se con una stretta al cuore, a riconoscere, che ha ridato alla Cecenia la vita.

Ma prendete un ragazzo sui 15 anni – l’età in cui, secondo l’adat [19] un ragazzo è ritenuto maggiorenne. E’ cresciuto in un tempo in cui non c’era scuola e la risposta alla domanda: “Chi prendere a modello?” era univoca: “Basaev”. Questo ragazzo odia i russi per il sangue e la sporcizia, vuole uccidere il “suo” sbirro e morire per Allah. A 15 anni è impossibile spiegargli, che la strada della canna del fucile automatico non porta in paradiso, che porta ad un mucchio di merda [20] in mezzo a un mare di sangue. E la cosa più terribile è che se si potesse spiegare questo a un ragazzo di 15 anni, questo ragazzo diventerebbe uno straccio e non un uomo.

Uccidere questi adolescenti significa uccidere la futura elite della nazione. Risparmiarli significa aumentare il numero di militanti. E’ un circolo vizioso, che Kadyrov adesso cerca di spezzare con metodi oltremodo duri. Propongono ai genitori di togliere i loro figli dai boschi e introducono il principio della responsabilità collettiva, motivando con il fatto che in Cecenia il padre sa sempre dove fugge il figlio. Da qualche tempo hanno iniziato a bruciare le case.

Non molto tempo fa, durante uno di questi incontri nel ROVD del quartiere Staropromyslovskij [21], i parenti di Aslan Chasbulatov, fuggito tra i monti, sono insorti dicendo che misure profilattiche del genere sono illegali. I poliziotti gli hanno risposto che vivono secondo le regole dell’adat. Questo è il dilemma dell’attuale Cecenia: i militanti vogliono vivere secondo la sharia, nel ROVD del quartiere Staropromyslovskij vivono secondo le regole dell’adat, alla legge russa che si incarna nel tribunale Basmannyj [22] e del capitano Ul’man [23] chiedono di non preoccuparsi.

Julija Latynina [24]
osservatrice della “Novaja gazeta”

07.08.2008, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2008/57/12.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Agenzia di stampa russa.

[2] “Nodo caucasico”, giornale elettronico che fa capo all’associazione Memorial (Memoriale), nata per difendere la memoria delle vittime delle repressioni sovietiche e tuttora attiva nella difesa dei diritti umani nella Russia putiniana.

[3] Città della Russia centro-settentrionale.

[4] Squadra calcistica di Groznyj, di proprietà di Ramzan Kadyrov e da questi sostenuta anche come immagine della “normalizzazione” della Cecenia.

[5] Città della Cecenia nei pressi della capitale Groznyj.

[6] “Caucaso-centro”, sito degli indipendentisti ceceni.

[7] Moskovskij Komsomolec (“Il membro del Komsomol di Mosca”), un tempo organo della sezione moscovita del Komsomol, l’organizzazione giovanile comunista, adesso giornale noto per i suoi toni forti, quasi scandalistici.

[8] Ultimo presidente dell’autoproclamata repubblica indipendente di Cecenia, in seguito rinnegato dall’ala politica del movimento indipendentista per essersi proclamato “emiro del Caucaso”.

[9] Quartiere periferico di Mosca, città in cui Kadyrov regola i propri conti senza alcun problema…

[10] Tipo di pistola russa.

[11] L’ordigno che avrebbe dovuto ucciderlo il 24 dicembre 1800 e che invece uccise molti passanti innocenti.

[12] “I re maledetti” è una saga dello scrittore e politico francese Maurice Druon sugli intrighi alla corte di Francia.

[13] Villaggio natale e quartier generale di Kadyrov.

[14] “Fratello”.

[15] Rajonnyj Otdel Vnutrennich Del (Sezione Provinciale degli Affari Interni), cioè la sede provinciale della polizia.

[16] Mezzo blindato russo.

[17] Le začistki (letteralmente “ripuliture”) sono operazioni di rastrellamento durante le quali moltissime persone sono sparite per sempre e altre hanno dovuto pagare per non essere uccisi o maltrattati.

[18] L’attacco di Basaev con i suoi uomini contro il Daghestan nel 1999 per costituire un grande stato islamico caucasico e che fu uno dei motivi scatenanti della “seconda guerra cecena”.

[19] L’insieme delle consuetudini che regolano la vita dei ceceni (il corsivo è mio).

[20] Sic.

[21] Quartiere di Groznyj.

[22] Il tribunale del quartiere Basmannyj di Mosca, dove sono stati celebrati processi come quello al petroliere Chodorkovskij è diventato l’emblema di una giustizia al servizio del potere politico.

[23] Il capitano Ul’man, responsabile di una strage di civili ceceni, fu scarcerato durante il processo contro di lui e fuggì prima della sentenza.

[24] Importante giornalista e scrittrice russa.

14 settembre 2008

Vergogna!


Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di Assago

Mi chiamo Barbara e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.

Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.
“La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete:

• Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo
• Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco Alimentare per la raccolta di generi alimentari
• Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”

Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.

Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.

Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.

Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.

Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.

Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.

Ho pianto. Dal dolore.

Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:

-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.

Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.

Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale.

Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi.

Firma.



Ringrazio S.B. per questo contributo. Diffondete la notizia.

Incontro con Mario Sodi

Associazione Culturale La Cometa
Libreria “La Cometa” via Turri 70/C – Scandicci (FI)


Martedì 23 Settembre 2008, ore 21:15


Incontro con l’autore:

Mario Sodi



Conduce: Lucia Visconti
Voce recitante: Andrea Armellini
Al clarinetto: Giovanni Riccucci

13 settembre 2008

Intanto in Russia si preparava un altro macello: le Olimpiadi invernali di Soči

Le Olimpiadi non avranno luogo a Soči

In caso contrario saranno un danno per più di cinque milioni di persone innocenti e per centinaia di miliardi di rubli di denaro pubblico


“SOS: Spasti Obrečënnoj Soči [1]”. Il Comitato di controllo cittadino ha presentato un rapporto con questo titolo. “L’idea era chiara, – racconta un membro del comitato, il direttore della “Scuola di economia del mercato terriero” Ivan Starikov. – Si sono riuniti economisti, giuristi, ecologi e hanno creato il Comitato di controllo cittadino, dove sono entrati sia abitanti della città sia persone a cui non è indifferente il futuro del luogo di villeggiatura. Abbiamo condotto l’analisi della situazione della Soči olimpica. Il quadro è risultato triste.
Infatti oggi a Soči la situazione ecologica peggiora catastroficamente, si distruggono parchi e aiole, si tagliano boschi all’inizio del corso dei fiumi, la città è enormemente inquinata dai gas, si costruisce in modo caotico, i letti dei fiumi vengono depredati di ghiaia, il che porta immancabilmente con se la distruzione della striscia di spiaggia e non ci sarà semplicemente dove fare il bagno. E tutto questo viene fatto sotto la copertura delle Olimpiadi.
Le autorità non fanno attenzione a questo. Ho trasmesso una copia del rapporto al sindaco di Soči Vladimir Afanasenkov, ma non ho avuto risposta.
Noi vogliamo salvare Soči. Altrimenti dopo le Olimpiadi non resterà un luogo di villeggiatura balneare unico, ma una cittadina provinciale”.

“Svobodnoe prostranstvo” [2] pubblica estratti del rapporto. (…)
E’ passato già più di un anno dalla decisione del CIO. Qualunque testimone che sia stato a Soči dirà che quest’anno è passato invano, non è stato fatto praticamente niente. Questo è sospetto. Su questo sfondo appaiono inquietanti le notizie dalla vicina Abkhazia, dove le parti si preparano alla guerra [3] e fanno dichiarazioni minacciose. Di fatto l’Abkhazia appare oggi – e in futuro – una comoda “variante di riserva” per bloccare le Olimpiadi, alla quale le autorità russe ufficialmente non prenderanno parte e nella realizzazione della quale una guerra massiccia nel Caucaso eclisserà tutti gli affari sporchi legati alle “costruzioni olimpiche”.
Oggi è noto che i Giochi verranno a costare da tre a sette volte più cari della somma annunciata inizialmente, che ha permesso la vittoria della Federazione Russa al concorso in Guatemala [4]. In tal modo il CIO è stato tratto in inganno. La Corea del Sud, che riponeva grandi speranze nell’assegnazione dei Giochi Olimpici invernali, potrebbe far valere i propri diritti e rivolgersi al tribunale internazionale per far mutare la decisione. Un precedente del genere c’è già stato nel 1976: al posto di Denver le Olimpiadi sono andate a Montreal [5].
L’anno prossimo in Corea del Sud è previsto lo svolgimento di gare di sport invernali che si possono considerare un test dei più importanti impianti sportivi. Ma già in un futuro più prossimo Soči potrebbe trasformarsi in un enorme cantiere, inadatto sia per vacanze di massa sia per la vita normale della gente comune, che non potrà contare su spiagge private. Perciò ci minaccia non solo una vergogna nazionale, ma anche la perdita di un luogo di villeggiatura unico e accessibile a tutti.

L’aspetto finanziario

Il bilancio della preparazione alle Olimpiadi già adesso supera le gigantesche cifre stanziate per tutti i progetti di interesse nazionale.
Stando solo ai dati ufficiali per la preparazione alle Olimpiadi è prevista la spesa di 314 miliardi di rubli [6]. Nel frattempo i rappresentanti delle autorità russe annunciano già apertamente che le Olimpiadi costeranno molte volte più del previsto.
Un controllo pubblico sulle spese di queste cifre è impossibile a causa delle disposizioni del “diritto di Soči” (vedi poi).
Inoltre sorgono continuamente idee di enormi progetti di costruzioni non legati direttamente alla preparazione ai Giochi Olimpici. Tra questi occupa un posto particolare la creazione di isole artificiali nel Mar Nero.
Si prevede di creare l’isola “Federazione”, che riproduce la carta della Russia e su cui si suppone di costruire cottage e moli per gli yacht, ma anche una serie di isole meno grandi, dove si disporranno abitazioni a più piani. E’ evidente che nessuna di queste isole ha a che fare direttamente con il processo di preparazione alle Olimpiadi. E’ stato annunciato che i lavori di costruzione sulle isole saranno finanziati da compagnie private. Ma le spese principali saranno legate alla creazione delle condizioni per fondare le isole, per esempio alla costruzione di un porto di carico per il trasporto di milioni di tonnellate di pietrisco e di terra.
Per costruire l’intera quantità di impianti delle Olimpiadi del 2014, cioè erigere qualcosa come 243 impianti olimpici (per via delle attuali 15 specialità che figurano nei Giochi Olimpici invernali), sarà necessario portare a Soči oltre 100 milioni di tonnellate di materiali da costruzione e macchinari.
L’anno scorso i fondi complessivi forniti alle città della Russia per la costruzione di metropolitane hanno assommato a circa sei miliardi di rubli [7]. Per la costruzione del metrò a Soči si prevede di stanziare 100-150 miliardi di rubli [8] (fra l’altro, secondo gli specialisti, il metrò a Soči non andrà mai a pieno regime).
Considerando l’attuale stato di tutti gli elementi delle infrastrutture dei trasporti (ferrovie, autostrade, trasporti aerei e marittimi) non è possibile movimentare più di 10 milioni di tonnellate l’anno. I tentativi di estrarre pietrisco dai fiumi locali e dal Mar Nero creerà seri problemi all’ecologia e al clima del territorio. Nella zona della baia di Imereti in un area di 21 km2 su un tratto di costa di sette chilometri di lunghezza per tre di larghezza posto tra i fiumi Psou e Mzymta – cioè, essenzialmente, su terreni lasciati liberi dalla bassa marea – si suppone di piazzare tutti i più importanti impianti delle Olimpiadi. Questo non si può fare per motivi geologici: l’erezione di grandi impianti su terreni melmosi e paludosi è praticamente impossibile.
L’enorme sforzo già comincia a mostrarsi. La Russia, nonostante le richieste della leadership del Kazakistan, ha rimandato a dopo il 2014 la decisione sulla costruzione del canale “Eurasia”, che dovrebbe garantire una via d’acqua dal Mar Caspio al Mar Nero.
La costruzione di questo canale potrebbe aiutare il Daghestan, la Calmucchia, la regione di Stavropol’ e altri soggetti del distretto federale meridionale [9] di giungere a un nuovo livello di sviluppo delle infrastrutture di trasporto e agli imprenditori di ridurre le spese logistiche in modo significativo.
Cosa otterrà il nostro paese come risultato di tutti questi incredibili sforzi? Gli impianti olimpici saranno concentrati in una zona dove sarà impossibile un loro ulteriore utilizzo effettivo. Nella regione di Krasnodar [10] e nel sud della Russia nel suo complesso per ragioni pienamente comprensibili non esiste una pratica di massa degli sport invernali. La conduzione di lavori di costruzione, considerando le particolarità territoriali di Soči, esige la creazione di una lunga rete di strade e un’infrastruttura sviluppata, che in seguito non sarebbe mai pienamente utilizzata, anche se per un qualche miracolo Soči conservasse le qualità di luogo di villeggiatura accessibile alle masse. Per esempio i due porti di carico, che si prevede di costruire ai confini con l’Abkhazia, saranno semplicemente abbandonati dopo la conclusione della fase preparatoria.

Il “diritto di Soči”

Il 6 gennaio 2008 è entrata in vigore la legge federale “Sull’organizzazione e lo svolgimento dei XXII Giochi Olimpici invernali, lo sviluppo della città di Soči come luogo di villeggiatura montano e l’introduzione di mutamenti in alcuni atti legislativi della Federazione Russa” [11].
La legge su Soči sospende per quasi per un decennio le principali leggi russe sul territorio di uno dei soggetti della Federazione Russa – la regione di Krasnodar – e introduce senz’alcun fondamento di diritto un regime socio-economico speciale.
Come data finale del “periodo organizzativo dei Giochi Olimpici” è stato annunciato il 31 dicembre 2016. Nonostante il fatto che i Giochi stessi siano stati fissati per il 7-23 febbraio 2014, l’“organizzazione” continua per quasi altri tre anni dopo la conclusione di ciò che “viene organizzato”.
Secondo la legge i Giochi sono organizzati dal Comitato organizzativo “Soči-2014”. La legge non menziona alcun dovere e alcuna responsabilità di questo “organo esecutivo unico”.
L’articolo 10 prevede le “particolarità” legate al mantenimento della sicurezza nel periodo di svolgimento dei Giochi Olimpici. Particolarità vengono chiamate le “misure rafforzate”, che ricordano il regime di operazioni antiterroristiche, stabilite non molto tempo fa dalla legge federale “Sulla lotta contro il terrorismo” [12].
Il fatto è che uno pseudo-statuto speciale può essere indetto solo per tre mesi. In realtà un vero, costituzionale statuto speciale si può indire, secondo la legge federale, solo per due mesi (in caso di applicazione di tale regime in determinate località).
I territori in cui si applicano pienamente o in modo selettivo le misure speciali vengono determinati dal presidente. E’ evidente che questi potrebbe anche non limitarsi a Soči e alla regione di Krasnodar. La legge non impedisce di coprire di cemento anche tutta la costa, anche tutto il Caucaso settentrionale, se lo esigono gli “interessi della sicurezza”.
A dire il vero, a differenza della legge antiterrorismo, gli autori della legge di Soči hanno riflettuto sul fatto che ci sono persone indubbiamente affidabili. La legge prevede che al momento di introdurr misure di sicurezza rafforzate si possono determinare categorie di cittadini a cui tali misure non si applicano. Quali sono queste categorie? Gli sportivi? I membri di “Russia Unita” [13]? Con una selezione del genere, per di più a livello di “diritto sulla base di decreto”, l’uguaglianza di tutti davanti alla legge (articolo 19 della Costituzione della Federazione Russa) sarà difficilmente mantenuta.

Il territorio

Dal 1 gennaio 2008 al 1 gennaio 2014 sul territorio della regione di Krasnodar sono sospese le principali leggi russe che regolano i rapporti riguardanti la terra e le abitazioni. Vengono sospese parzialmente, ma nei punti più sensibili. La legge su Soči prende il posto dei codici. La giurisprudenza civile e di arbitrato è in vigore nelle parti che non ostacolano gli scopi della legge su Soči. La stessa legge su Soči diviene legge processuale. Nella Federazione Russa appare un’altra branca del diritto: quella di Soči. Insieme alla “giustizia di Basmannyj” [14] questa ha la possibilità di entrare nella storia come evidente esempio di arbitrio giuridico.
Le Olimpiadi si svolgeranno a Soči, ma l’intera regione di Krasnodar, comprese Krasnodar, Novorossijsk, Anapa [15], ecc., diverrà il territorio pilota per l’elaborazione di meccanismi per l’abolizione di diritti. I partecipanti all’esperimento saranno i più di cinque milioni di abitanti della regione.
L’espropriazione di appezzamenti di terreno e di immobili posti su di essi avrà luogo, secondo la legge, indiscutibilmente e inappellabilmente “per le necessità dello stato e della municipalità allo scopo di disporre gli impianti olimpici e per le necessità di soggetti della Federazione Russa – la regione di Krasnodar e l’ente municipale Gorod-kurort Soči [16]. Il carattere di queste “necessità” è definito in modo sfuggente: “sviluppo dei territori adiacenti agli impianti olimpici”.
In qualunque forma siano stati attribuiti in precedenza terreni e costruzioni a cittadini e organizzazioni (proprietà privata, usufrutto illimitato, usufrutto limitato gratuito, affitto), se questi sono “predestinati”, l’espropriazione ha luogo senza fronzoli: “con l’estinzione di questi diritti” (citazione dell’articolo 15, pubblicato nella Rossijskaja gazeta [17]).
La Corporazione* e il Comitato organizzativo sono un unico monopolio per l’appropriazione della costa del Mar Nero, delle riserve naturali del parco nazionale, di denaro pubblico e non. A questa compagnia, a causa della speciale importanza per tutti noi di una località di villeggiatura montana, la legge fornisce un regime fiscale agevolato (l’esenzione di tutti gli affari olimpici e montani di questi monopoli, così come per gli organizzatori stranieri delle Olimpiadi da ogni tipo di imposta, dall’obbligo di seguire piani regolatori, di tenere pubbliche audizioni sui piani di sviluppo, ecc.).
La trasformazione dei terreni in riserve e l’espropriazione di appezzamenti di terreno è permessa in assenza di documenti di pianificazione territoriale. Le agevolazioni fiscali e doganali si applicano fino al 1 gennaio 2017.
Per gli abitanti della regione di Krasnodar, scacciati dalle proprie abitazioni, tali concessioni non sono previste. Di un’immediata attribuzione a questi di appezzamenti e abitazioni non si fa menzione nella legge.
Gli addetti alla valutazione degli appezzamenti di terreno e degli immobili espropriati e al calcolo delle perdite causate dall’espropriazione saranno assunti dall’amministrazione della regione di Krasnodar insieme alla Corporazione, che pagherà il loro lavoro.
Si ritiene che le costruzioni epocali che si compiranno a Soči e nei dintorni porteranno agli abitanti una grande quantità di invidiabili posti di lavoro. I fatti non corrispondono del tutto a questo argomento propagandistico: per gli impianti olimpici è stato sottoscritto un accordo con la Turchia e vanno avanti trattative con Cina e Tagikistan per l’afflusso di alcune centinaia di migliaia di lavoratori l’anno.

L’ecologia

Più dell’80% del territorio dei luoghi di villeggiatura di Soči è coperto da boschi, che costituiscono la base della riserva statale per la tutela della biosfera e del parco naturale nazionale. Il 19 febbraio 1979 in forza di una decisione dell’UNESCO alla riserva è stato attribuito lo status di territorio per la tutela della biosfera. La riserva, che occupa 280.335 ettari, fa parte del territorio “Caucaso Occidentale”, incluso nella lista del WWF nel 1999. Si suppone di porre il nuovo centro sciistico “Roza Chutor”, che verrà costruito dalla compagnia “Interros”, nel mezzo del complesso naturale unico al mondo del parco nazionale di Soči (il progetto prevede che il centro occuperà un territorio di 429 ettari).
Al momento dell’elaborazione del progetto non è stata condotta un’analisi ecologica a livello statale e a ben vedere lo si è fatto intenzionalmente, in quanto si poteva supporre con certezza che a seguito di tale analisi la costruzione di tale impianto sarebbe stata considerata impossibile da concedere. La costruzione della strada Soči-Krasnaja Poljana [18] sarà impossibile di principio senza gravi infrazioni ai codici sui boschi e sulle acque, che proibiscono qualsiasi lavoro nelle aree protette e nelle riserve.

Il clima

Per le sue particolarità naturali e la sua posizione Soči è inadatta ad accogliere un grande numero di visitatori nel periodo invernale. I monti impediscono che a Soči penetri aria fredda dal nord. Perciò non si può contare sul fatto che a Soči, nel periodo di svolgimento delle Olimpiadi si abbiano (e si mantengano) temperature inferiori allo zero. A Soči c’è un clima subtropicale umido, a gennaio la temperatura oscilla da -5 до +7 gradi. Temperature inferiori allo zero non si mantengono per periodi di una certa lunghezza.
I mesi invernali a Soči sono legati tradizionalmente legati a situazioni particolari, causate da fenomeni climatici. Così a causa del calo repentino delle temperature si verifica il congelamento dei cavi elettrici, che nel periodo delle nevicate porta all’interruzione della corrente. Con l’umidità, non rara d’inverno, si bagnano le resistenze delle linee elettriche, che causa la loro rottura. In caso di deciso aumento di lunghezza delle linee, che sarà necessario con la costruzione della maggior parte degli impianti olimpici a Soči, i cali di corrente elettrica (inevitabili anche con la modernizzazione delle linee e la costruzione di generatori elettrici supplementari) saranno una triste particolarità di queste Olimpiadi.
Nel periodo invernale a Soči spesso si verificano slavine e per tutto l’anno resta il pericolo di smottamenti. Difendere da tali minacce un gran numero di impianti posti a brevissima distanza gli uni dagli altri, è fisicamente impossibile.
D’inverno nella provincia di Soči si osservano forti venti (oltre 15 m/s) prevalentemente da sud-est. Sulla costa caucasica del Mar Nero spesso si abbattono tempeste e trombe d’aria, che rappresentano un particolare pericolo alla luce dei piani per la costruzione di isole artificiali. Vale la pena di ricordare anche le non ancora del tutto indagate viscere piene di acido solfidrico del Mar Nero (che talvolta ricordano piccole fiaccole subacquee): temerle è assai opportuno. Il processo di costruzione potrebbe scatenare in qualsiasi momento una catastrofe naturale, capace di causare molte vittime tra gli operai edili e i membri degli equipaggi delle imbarcazioni impiegate a rovesciare terra.

Altri problemi

Nei prossimi cinque anni a Soči potrebbero sorgere problemi legati alla carenza di acqua potabile di qualità. Secondo calcoli di epoca sovietica l’infrastruttura cittadina può funzionare normalmente solo nel caso che la popolazione stabile della città non superi 240.000 persone. Da quei tempi lo stato degli impianti dell’infrastruttura in buona sostanza non è migliorato. Perché la città possa accogliere tutti gli ospiti delle Olimpiadi sarà necessario un cambiamento radicale della rete idrica. E’ evidente che non si riuscirà a compierlo insieme a giganteschi lavori di costruzione, alla posa in opera di centinaia di chilometri di nuove strade cittadine e alla costruzione di nuove ferrovie.
Il problema dei rifiuti. Le dimensioni delle discariche cittadine non permettono di accogliere tutti i rifiuti della città. Di conseguenza sorgono discariche clandestine e la grandezza dell’area per i rifiuti ad Adler [19] ha già superato tutti i limiti previsti dalle norme, il che anni fa ha portato ad una frana di rifiuti che ha travolto alcune case. Va notato che l’area di Adler è a solo due chilometri dal mare e ad uno e mezzo dal più vicino luogo di villeggiatura. Con la comparsa a Soči di un numero significativo di lavoratori edili (secondo i piani a nostra disposizione si suppone di portare in città da 180.000 a 200.000 persone), il luogo di villeggiature affogherà semplicemente nei rifiuti ancora prima dell’arrivo delle centinaia di migliaia di ospiti delle Olimpiadi.
Secondo i dati del GAI [20], oggi a Soči ci sono circa 120.000 automobili, per rapporto tra automobili e popolazione la città supera Mosca.
Il traffico sull’autostrada esistente (da cui partono le diramazioni e un raddoppio, pomposamente definito un’altra autostrada federale) è molto complicato, soprattutto nel periodo estivo. La costruzione di un vero e proprio raddoppio autostradale è impossibile per le particolarità territoriali di Soči e anche perché questo toccherebbe il territorio della riserva naturale, in cui la costruzione è proibita dalle norme del diritto russo e internazionale.

C’è una via d’uscita

In tal modo si crea una situazione paradossale. Si pone un compito praticamente impossibile – costruire tutti gli impianti olimpici a Soči. A questo scopo le autorità si preparano ad investire nella preparazione delle Olimpiadi decine di miliardi di dollari, gran parte dei quali andranno ad arricchire i funzionari e le alte sfere delle corporazioni che hanno ricevuto le commesse “olimpiche”. Di conseguenza Soči cesserà di esistere come luogo di villeggiatura accessibile alle masse, sarà violato l’ecosistema di complessi naturali unici al mondo che si trovano sul territorio della città. I suoi abitanti perderanno le attuali fonti di reddito, che, molto probabilmente, non potranno compensare nelle nuove condizioni. Le loro proprietà saranno confiscate. Di conseguenza, anche se la preparazione si compirà positivamente, a Soči resteranno impianti olimpici che non si potranno realmente utilizzare.
In queste condizioni l’unica decisione ragionevole potrebbe essere lo smistamento dei Giochi Olimpici in vari soggetti della Federazione Russa – tanto più questo è possibile secondo le regole del CIO. Così, per esempio, si svolgeranno le Olimpiadi “pechinesi” (là le gare avranno luogo in sei città, tra cui Hong Kong, che si trova a 2000 km da Pechino) [21]. Così si sono svolte anche le Olimpiadi moscovite del 1980.
E’ necessario lasciare a Soči lo status di sede, dove avranno luogo l’apertura e la chiusura delle Olimpiadi e anche le gare di cinque sport legati al territorio montano: sci alpino, salto dal trampolino, bob, skeleton, snowboard. Le gare restanti discipline dovranno svolgersi in vari soggetti della Federazione Russa:
– a Chanty-Mansijsk [22] (dove è stato costruito un bellissimo stadio) le gare di biathlon e sci di fondo;
– a Mosca, Jaroslavl’ [23], San Pietroburgo e Kazan’ [24] il torneo di hockey, le gare di pattinaggio artistico, curling e short track (gli impianti sportivi che si trovano in queste città non necessitano di significative modernizzazioni o ristrutturazioni);
– a Kolomna [25] e Čeljabinsk [26] le gare di pattinaggio di velocità (i complessi sportivi in queste città rispondono a tutti i requisiti, inoltre lo stadio di Čeljabinsk è stato inaugurato solo un anno fa).
Lo smistamento degli impianti olimpici in varie regioni della Russia è l’unica reale possibilità per il nostro paese di mantenere il diritto allo svolgimento dei Giochi Olimpici.

* Corporazione statale per la costruzione degli impianti olimpici e lo sviluppo della città di Soči come luogo di villeggiatura montano.

Materiale preparato da
Irina Gordienko

04.07.2008, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2008/color25/02.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)


[1] “Salvate Soči Minacciata” (il corsivo è mio).
[2] “Spazio libero”, supplemento della “Novaja gazeta” (il corsivo è mio).
[3] Poi l’hanno anche fatta…
[4] Dove sono state presentate le candidature all’organizzazione delle Olimpiadi invernali del 2014.
[5] L’autrice fa un po’ di confusione. A quel tempo i Giochi invernali ed estivi si svolgevano nello stesso anno: a Montreal si svolsero i Giochi estivi, mentre Denver dovette rinunciare all’organizzazione di quelli invernali, ma a vantaggio di Innsbruck…
[6] Oltre 8,6 miliardi di euro.
[7] Oltre 160.000 euro.
[8] Qualcosa come 3-4 miliardi di euro.
[9] Uno dei sette distretti in cui Putin ha diviso la Russia, ponendovi a capo uomini di sua fiducia.
[10] La regione in cui si trova Soči.
[11] Le leggi russe hanno un titolo e non un numero…
[12] Che con la scusa di lottare contro il terrorismo ha dato un’ulteriore stretta ai diritti civili…
[13] Partito che ha il solo scopo di portare avanti la politica di Putin.
[14] Nel tribunale del quartiere Basmannyj, nel centro di Mosca, si sono svolti molti processi a sfondo politico, come quello al petroliere Chodorkovskij. L’espressione “Giudizio” o “giustizia di Basmannyj” è diventata sinonimo di arbitrio giuridico, di giustizia al servizio del potere politico.
[15] Importanti porti sul Mar Nero.
[16] “Città-luogo di villeggiatura Soči” (il corsivo è mio).
[17] “Giornale russo” (sorta di “Gazzetta Ufficiale” – il corsivo è mio).
[18] Luogo in cui dovrebbero aver luogo le competizioni all’aperto.
[19] Città del comprensorio di Soči.
[20] Gosudarstvennaja Avtomobil’naja Inspekcija (Ispettorato Automobilistico Statale), la Stradale russa.
[21] Così scriveva l’autrice a luglio e così è stato in effetti…
[22] Città della Siberia occidentale.
[23] Città della Russia centro-settentrionale.
[24] Città della Russia centro-orientale.
[25] Città della Russia centro-meridionale.
[26] Città della Siberia occidentale.

11 settembre 2008

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Ringrazio S.P. per questo contributo

11/9

"Su ogni monte e su ogni colle elevato, scorreranno canali e torrenti d'acqua nel giorno della grande strage, quando cadranno le torri"

(Isaia 30,25)

10 settembre 2008

Il Caucaso è qui



Ringrazio E.M. per questa segnalazione

08 settembre 2008

Il "meglio" delle chiavi di ricerca di agosto 2008

kanti di kiko: kanti?

pronuncia esatta di kolyma:
kalyma. La "k" è la nostra "c" dura (la "c" di casa), la "l" si pronuncia spingendo il dorso della lingua verso il palato, la "y" è una "i" gutturale.

"sergio endrigo" sophia amato cinema lei vivere amore fantasia tempo "porta via":
parole in libertà?

apertura porta in un muro comune da parte di un condomino per accedere in altra proprietà contigua ed esclusiva dei propri genitori per non uscire dall'ingresso indipendente del condominio:
mi sembra una faccenda piuttosto complessa...

casignano:
vedi qui

cave di diamanti in russia:
ce ne sono tante...

come si scrive cinzia in cirillico:
Чинция

come vestirsi a sydney in agosto:
abbastanza pesante, perché è inverno...

criterio di popov:
vedi qui

digitare ideogrammi:
vedi qui

dove si fanno gli €?:
alla Zecca (quelli veri)...

dove si scaricheranno video di caminetti?:
e chi lo sa?

e permesso portare parmigiano in australia:
sottovuoto forse sì (ma ho visto coi miei occhi come sono rigorosi i controlli australiani)...

finalmente è arrivato il giorno dell'ira dopo i lunghi crepuscoli della paura:
vedi qui

geppe nicotra:
vedi qui

giochi per scarire nel cellulare:
vedi qui

gumilev nikolai diamanto luminoso:
eh?

incontro tra joe lewis e norris:
vedi qui

l'aggressione all'ossezia è giustificata?:
vedi qui

le stelle della mafia russa:
la Hall of Fame dei mafiosi? Ma siamo matti?

le tasse non pagate si ereditano:
vedi qui

nisba torna ad akko:
frase davvero enigmatica...

non sono una mignotta:
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orticaria demografica:
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perchè jury chechi parla russo?:
perché l'ha studiato e lo conosce bene...

pessina bioetica massonica:
esiste una bioetica massonica?

poesie contro abusi sessuali:
non ne conosco...

poesie sulla natura di mastro geppetto:
come dici?

poetando - riflessioni sul diaconato permanente:
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potenza, via ondina valla stradario:
pare che esista una via Ondina Valla a Potenza, ma non la trovo nelle mappe online...

prandelli contro maltrattamento cani:
Prandelli ha fatto anche campagne contro il maltrattamento dei cani?

proprietari dello zenit (calcio):
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puntata di ricomincio da qui ragazza malata di sla:
non so di che si tratti...

può l'associazione anpana sanzionare e svolgere attività di polizia amministrativa:
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ragazze che devano tagliarsi a zero i capelli per lavoro:
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come fa un portiere ad essere in offside?

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è uscito un pò di nero:
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non sono molto informato in merito..