30 giugno 2008

In Cecenia tutto è cambiato adesso? E come no...

Arrestato senza lasciare traccia

In Cecenia gli uomini delle strutture armate [1] sequestrano la gente come prima

Ai primi di maggio il principale difensore dei diritti umani ceceno Nuchadžiev ha comunicato che quest’anno nella Repubblica Cecena non è stato registrato alcun caso di sequestro. Una dichiarazione affrettata. Se non altro perché le circostanze del sequestro a Mosca dell’autorità criminale cecena Movladi Atlangereev sono già diventate di dominio pubblico – in seguito l’hanno visto in Cecenia. E un amico di Atlangereev – Zajndi Šachbiev – è stato sequestrato a febbraio per strada nel villaggio nativo di Šalaži [2]. A ben vedere, il garante della Repubblica Cecena si basa esclusivamente sui dati ufficiali ricevuti dalle forze dell’ordine, i cui agenti, com’è noto, nella maggior parte dei casi risultano anche essere sequestratori.

La “Novaja gazeta” ne ha scritto per molti anni, in particolare del fatto che uno dei posti più terrificanti in cui scompaiono le persone era l’ORB-2 (operativno-rozysknoe bjuro [3]), sottoposto al distretto federale meridionale [4], con sede a Groznyj. Ma a luglio dello scorso anno là è cambiato il capo: il colonnello Achmed Chasanbekov è stato sostituito dal colonnello della polizia Isa Surguev. E la situazione in qualche modo è cambiata.

Ma il 27 maggio di quest’anno è scomparso il ventiseienne Isa Chalitov.

Quel giorno, al mattino, in casa Chalitov (quartiere Oktjabr’skij [5] di Groznyj) sono giunti degli agenti di polizia. Hanno comunicato alla madre di Isa di essere dell’ORB-2 e che erano venuti per via dell’automobile VAZ-21124 che stavano cercando e che appartiene a suo figlio. Da casa Chalitov hanno portato via le chiavi, il libretto di circolazione e la patente di Chalitov.

L’agente operativo della RUBOP [6] Ruslan Ajubov ha telefonato al padre di Isa Leče Chalitov e gli ha chiesto di comparire immediatamente da lui presso l’ORB-2. Leče è arrivato, ha mostrato i propri documenti al KPP [7] e ha detto di essere stato chiamato da Ajubov.

Dopo qualche tempo è comparso un uomo sui quarant’anni, corporatura media, capelli neri, si è presentato come Ruslan Ajubov e ha condotto Chalitov-senior sul territorio dell’ORB-2. Nell’edificio dove si sono recati si trovava un giovane di 25-27 anni, che si è qualificato come il capo del SOBR [8] Timur Sattuev e ha comunicato che con la macchina di Chalitov-junior si erano dati alla fuga dei criminali che avevano sequestrato una ragazza. Un sequestratore era stato arrestato e Isa Chalitov doveva deporre al riguardo e fino al suo arrivo Leče sarebbe rimasto sul territorio dell’ORB-2 sotto sorveglianza. Leče Chalitov ha passato sul territorio dell’ORB-2 12 ore – praticamente in ostaggio. L’hanno rilasciato verso mezzanotte.

Ha cercato di chiamare alcune volte il figlio a Čerkessk [9], dove questi si stava sottoponendo a esami clinici. Allora Leče non sapeva ancora che suo figlio Isa era già stato arrestato da agenti di polizia verso le 22 presso il posto di blocco federale “Terskij chrebet” [10] a circa 50 km da Groznyj. Isa era con degli amici a bordo della loro macchina, gli agenti di polizia hanno preso solo lui e l’hanno portato via su una Niva di colore chiaro. Da allora nessuno ha più visto Isa Chalitov. Gli agenti dell’ORB-2 dichiarano di non aver sequestrato nessuno.

Chalitov-senior, per convincersene, ha tentato di entrare con un avvocato sul territorio dell’ORB-2. Non gliel’hanno permesso. Allora ha scritto una dichiarazione sulla scomparsa del figlio ai difensori dei diritti umani di Memorial [11] e anche alla procura e alla sezione per la sicurezza personale del ministero degli Interni del distretto federale meridionale.

Sia la procura, sia l’USB [12] lavorano su questa dichiarazione. Dal rappresentante del presidente russo nel distretto federale meridionale Vladimir Ustinov è giunta una risposta scritta.

Dalla risposta del capo dell’ORB-2, tuttavia, si evince che Isa Chalitov “non è stato registrato” sul territorio dell’ORB-2. Il colonnello Isa Surguev il 27 maggio si trovava a Rostov [13] a una riunione. Questi dice, che per lui personalmente è molto importante chiarire tutto sulla scomparsa di Isa Chalitov e che se l’USB e la procura si metteranno al lavoro sul caso, scopriranno la verità.

Ma ormai già da un mese Isa Chalitov è considerato scomparso senza lasciare traccia. E la questione della partecipazione alla sua scomparsa di agenti dell’ORB-2 e del SOBR resta per noi attuale.

Vjačeslav Izmajlov
osservatore militare della “Novaja gazeta”

26.06.2008, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2008/45/11.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] In russo siloviki (da sila, “forza) uomini delle strutture autorizzate all’uso della forza – l’esercito, il ministero degli Interni e quello per le Situazioni di Emergenza.

[2] Villaggio della Cecenia centrale.

[3] “Ufficio Operativo di Ricerca di Latitanti”.

[4] Putin ha diviso la Federazione Russa in sette distretti con a capo uomini di sua fiducia dotati di ampi poteri.

[5] “Dell’Ottobre” (non tutto è stato rinominato).

[6] Rajonnoe Upravlenie po Bor’be z Organizovannoj Prestupnost’ju (Direzione Provinciale per la Lotta contro il Crimine Organizzato).

[7] Kontrol’no-Propusknoj Punkt (Punto di Controllo dei Lasciapassare).

[8] Special’nyj Otrjad Bystrogo Reagirovanija (Reparto Speciale a Reazione Rapida), una sorta di Celere del RUBOP…

[9] Capitale della repubblica caucasica di Karačaevo-Circassia.

[10] “Catena montuosa del Terek”. Il Terek è il principale fiume ceceno.

[11] Associazione nata per difendere la memoria delle vittime del regime sovietico, in prima linea nella difesa dei diritti umani nella Russia post-sovietica.

[12] Upravlenie Sobstvennoj Bezopasnosti (Direzione per la Sicurezza Personale).

[13] Città della Russia meridionale.

29 giugno 2008

Euro-2008

Della grande Spagna Campione d'Europa (e dell'Italia tanto discussa eppure unica squadra a non subire gol dai Campioni d'Europa nei tempi regolamentari) si parlerà tanto. Propongo invece la sequenza più simpatica di Euro-2008.

Secondo minuto di recupero di Repubblica Ceca-Turchia. Mentre la Turchia sta vincendo 3-2 dopo un'incredibile rimonta, il portiere turco Volkan viene espulso per un violento spintone al ceco Koller. La Turchia ha esaurito le sostituzioni e in porta va l'attaccante Tuncay. Tuncay ha l'aria di non essere stato in porta neanche da bambino in cortile e una volta indossati maglia e guanti del portiere, si rivolge al Cielo: invocazioni? imprecazioni? semplici grida?





Vedi anche qui e qui

28 giugno 2008

Balliamo sul mondo



Si chiama come me, più o meno... E' Matt Harding, uno sviluppatore di videogiochi americano. Gira il mondo e ovunque va si fa filmare mentre esegue un curioso ballo. Ha un sito in cui parla della sua esperienza di giramondo professionista. A mio parere una delle figure più simpatiche della YouTube generation.



Ringrazio Ligabue per avermi involontariamente suggerito il titolo del post

GMG-2008

Qui Australia

Facciamo la valigia


DA BRISBANE
CINZIA AMICO

Se il biglietto è nel cas­setto, il passaporto è pronto e l'entusia­smo è ormai inconteni­bile, gli ingredienti ci so­no tutti! È giunto quindi il tempo della famosa checklist, ovvero, cosa mettere in valigia. Di si­curo abbigliamento pe­sante. In Australia è arri­vato l'inverno, soprattut­to a Sydney! Per il mo­mento le temperature so­no tra i 10 e i 20 gradi ma è prevista una drastica di­minuzione. Quindi mi raccomando maglioni di lana e scarpe chiuse oltre a una bella giacca a ven­to!
Potete portare qualcosa di più leggero se venite dal­le parti di Brisbane. Nelle ore calde della giornata è anche possibile fare il ba­gno, ricordate di mettere la crema solare e nuotate tra le bandierine gialle e rosse, queste zone infatti sono controllate dai bagnini. Il peso consentito per la valigia è di solito di 20 kg, per es­sere sicuri verificate con la vostra compagnia. In aereo, poco prima di atterrare vi verrà dato un foglio sul quale fare le vostre dichiarazioni doganali. Nel dubbio, dichia­rate! Le medicine si possono portare, dichiaratele. Le chi­tarre anche passano la dogana senza problemi. Armatevi di qualcosa di tipico se volete sorprendere le vostre fami­glie ospitanti: il parmigiano, ad esempio, si può portare, deve però essere sottovuoto e dichiarato all'arrivo. Anche i vostri biscotti preferiti passano la dogana purché siano confezionati. Per salsicce e insaccati invece niente da fare come anche per la frutta: banditi! Però qui si trova dav­vero di tutto. La multiculturalità di questo Paese si ri­specchia anche nel cibo. Ci siamo, abbiamo passato la dogana e ci troviamo in Australia! La moneta in vigore è il dollaro australiano; MasterCard e Visa sono le carte più comuni, se i circui­ti che utilizzate sono Plus, Cirrus e Visa incontrerete molte Automatic teller machines per prelevare. I telefo­nini funzionano, ricordate però di attivare il roaming in­ternazionale. Chiamare costa caro! Meglio mandare Sms o scrivere mail e utilizzare invece le schede internazio­nali per le chiamate, sono molto più economiche, so­prattutto dai telefoni fissi. Attenti a quello che fate, verrete multati se buttate cicche delle sigarette o carte per terra, se attraversate la strada con il rosso o se andate in bicicletta senza elmetto. E ancora, le zone per fumatori sono ridotte, prima di fumare in pub­blico accertatevi che sia una zona autorizzata. Lo status di pellegrini vi darà molte agevolazioni, portate comunque la vostra tessera da studenti, potrebbe infatti essere utile per ulteriori sconti. Questo è quanto! - 'That's it!' come direbbero qui! La valigia è fatta, noi vi aspettiamo.
Una volontaria: «Qui è inverno con temperature in calo. Urge l'abbigliamento pesante. Occhio al bagaglio in aereo, al costo dei telefonini e al rigido rispetto delle regole. Noi vi stiamo aspettando»

(Da "Avvenire")



Ringrazio F.F. per questo contributo

25 giugno 2008

500 (post)

La vita è un insieme di luoghi e di persone che scrivono il tempo. Il nostro tempo.
Noi cresciamo e maturiamo collezionando queste esperienze.
Sono queste che poi vanno a definirci.
Alcune sono più importanti di altre, perché formano il nostro carattere.
Ci insegnano la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
La differenza tra il bene e il male.
Cosa essere e cosa non essere.
Ci insegnano chi vogliamo diventare.
In tutto questo, alcune persone e alcune cose si legano a noi in un modo spontaneo e inestricabile.
Ci sostengono nell'esprimerci e nel realizzarci.
Ci legittimano nell'essere autentici e veri.
E se significano veramente qualcosa, ispirano il modo in cui il mondo cambia e si evolve.
E allora, appartengono a tutti noi e a nessuno...

Il blog di Matteo appartiene a tutti noi?


Prima di andare via (come canta Neffa)

Lultima firma del presidente

Alle otto e mezza della sera del 6 maggio, lasciando il gabinetto presidenziale, Vladimir Putin ha firmato un decreto che può eliminare definitivamente l’indipendenza degli avvocati

Presto, precisamente a luglio, la Duma di Stato [1] dovrà esaminare in prima lettura l’ultima iniziativa legislativa del secondo presidente della Federazione Russa. Ciò deriva dalla decisione del Consiglio della Duma del 13 maggio. Il disegno di legge federale e la nota esplicativa ad esso acclusa sono giunti alla Duma dalla segreteria del presidente alle ora 21 e 17 minuti del 6 maggio 2008 (vedi timbro sul documento). I corrieri a questo livello corrono arditamente, il che significa che Putin nell’ultimo giorno della sua presidenza ha probabilmente firmato il documento alle otto e mezzo della sera.

Noi elettori russi avremmo capito se nelle ultime ore prima di lasciare il Cremlino Putin avesse proposto qualcosa di breve e di epocale allo stesso tempo, per esempio un disegno di legge sulla rimozione del corpo di Lenin dal mausoleo. Ma la sua iniziativa finale è risultata legata al cambiamento dei rapporti tra gli avvocati e gli organi statali di registrazione, cosa che come accordo finale è un po’ opaca – in ogni caso, a prima vista.

La trovata qui è solo per i conoscitori: solo un esperto vedrà dietro gli emendamenti di routine alla FZ [2] “Sull’esercizio dell’avvocatura e l’Ordine degli avvocati” [3] il colpo più duro alla difesa, al diritto costituzionale dei cittadini a un aiuto qualificato in tribunale e insieme a questo all’indipendenza del potere giudiziario in generale. Il senso degli emendamenti, per semplificare, consiste nell’attribuzione agli organi di registrazione del diritto di rivolgersi, per privare gli avvocati del loro status, non solo agli organi di autogoverno degli avvocati, come gli ordini regionali degli avvocati, ma anche, come si vedrà in pratica, direttamente al tribunale, passando sopra le loro teste [4]. Con l’attuale livello di indipendenza dei magistrati (Medvedev ha appena promesso di occuparsi di questo problema, ma crescere giudici indipendenti non è cosa tanto rapida) gli organi di registrazione (strettamente legati al ministero della Giustizia e attraverso questo anche alla Procura Generale e al ministero degli Interni) otterranno un tale mezzo di pressione sugli avvocati che ci si potrà dimenticare di una reale difesa in cause in cui l’interessamento dell’autorità è minimo. Un’altra opzione del disegno di legge propone di eliminare il segreto professionale: ai funzionari degli organi di registrazione sarà attribuito il diritto di ottenere spiegazioni dagli avvocati e di verificare se rappresentano bene gli interessi dei propri assistiti e fiduciari. A questo va aggiunto che il disegno di legge propone di privare gli avvocati, una volta riconosciuti colpevoli, del diritto di essere accolti anche in futuro nel collegio degli avvocati, il che si può definire un divieto di esercitare la professione – in tutto il mondo civile questo è considerato assolutamente inammissibile.

Sul tavolo del presidente della Duma Boris Gryzlov il documento è giunto il giorno dell’insediamento, il 7 maggio (vedi timbro), quando presidente della Federazione Russa non era già più Vladimir Putin, ma Dmitrij Medvedev. Forse prima di trasmetterlo al Consiglio della Duma il 13, Gryzlov avrebbe dovuto precisare al nuovo presidente: come si pone davanti a questa pensata?

Ma queste non sono già più parole, ma fatti e questi fatti minacciano di divergere nettamente dalle parole di Medvedev sul rafforzamento dell’indipendenza dei magistrati. Perché una giustizia senza una difesa indipendente (prima di tutto dallo stato) è un’automobile senza una ruota: anche se le altre tre sono assolutamente perfette, non può già più andare da nessuna parte. L’avvocatura, che pure adesso in Russia, probabilmente, è lontana dalla perfezione, così come la magistratura, va rafforzata e fatta crescere, ma dare da pascolare ai lupi impersonati dai funzionari degli organi regionali di registrazione quelle che pure non sono pecore significa perdere la giustizia in se e per se. A tal proposito è perfino noioso ripetere argomenti, questi sono stati riassunti già da tempo in opere storiche e internazionali, vedi: le disposizioni fondamentali sul ruolo degli avvocati accolte nel 1990 dall’ottavo congresso dell’ONU per la prevenzione del crimine tenuto a New York; il Codice di condotta per i giuristi della Comunità Europea, approvato il 28 ottobre 1988 ecc. Sui principi di autogoverno e indipendenza dallo stato si basa anche la vigente legge federale “Sull’esercizio dell’avvocatura e l’ordine degli avvocati nella Federazione Russa” del 31 maggio 2002, in cui si propone di inserire “emendamenti”.

E’ chiaro che il giurista Dmitrij Medvedev è stato fatto presidente da Vladimir Putin, il quale, evidentemente, ha fatto la propria scelta fra sostenitori della forza e sostenitori del diritto un po’ prima degli elettori, che hanno votato a marzo. Ma com’è allora che alle otto e mezza della sera del 6 maggio dal suo gabinetto è saltato fuori questo?

Davanti a noi si disegna questa immagine (chiedo scusa per il carattere caricaturale, ma non si può dirlo in altro modo): Putin libera il gabinetto al Cremlino, rastrella i fogli dal tavolo, toglie dai muri i riconoscimenti internazionali ricevuti da vari organi in 8 anni di presidenza. Entra di corsa Sečin [5] (Ivanov [6], Patrušev [7]). Il loro comune amico Ustinov [8], che non sopporta gli avvocati come classe, ha minacciato di allontanarli dalla Chiesa Ortodossa Russa, finché non firmeranno presso Putin un documento sulla distruzione degli avvocati come classe… Beh, no, non è possibile, non è un uomo del genere questo Vladimir Vladimirovič…

Non abbiamo una precisa spiegazione per questa contraddizione, ma abbiamo il diritto di elaborare una versione che si basa su fatti a noi noti. Ancora il 30 aprile il presidente ha firmato un decreto che regolamenta i poteri complementari del servizio federale di registrazione, che corrisponderebbero (notare il condizionale) agli emendamenti alla legge sull’avvocatura, se a quel tempo fossero già stati approvati. Putin si è preso qui, certamente, una certa libertà nei confronti del Consiglio Federale [9] della Federazione Russa: è il suo decreto che deve corrispondere alla legge e completarla, ma qui, in ogni caso in senso temporale, è il contrario. Questo decreto di Putin è stato pubblicato ufficialmente il 5 maggio, ma il 6 alle 20 circa, come già sappiamo, è successo qualcosa che lo ha costretto a staccarsi da occupazioni più consone a quella sera, per esempio, provare le cravatte per l’insediamento di Medvedev del giorno dopo. Ma che è successo? Secondo la nostra versione, un fatto assai inaspettato avrebbe potuto essere il rifiuto di Medvedev di firmare il disegno di legge mirato allo sfacelo dell’avvocatura dopo essere diventato presidente a pieno titolo.

Putin è più un sostenitore della forza che un giurista, Medvedev è più un giurista che un sostenitore della forza, ma il potere reale, a dar retta ai politologi, finora resta a Putin. Quale delle sue due mani vincerà sull’altra, quando e a che prezzo? Torneremo, come promette Medvedev, a uno stato di diritto o torneremo di nuovo a una “dittatura della legge”, annunciata all’inizio della presidenza di Putin e più aderente alla “democrazia sovrana” di Surkov [10]? Difficilmente la scelta si compirà in tempi lunghi. A breve si comprenderanno i risultati di una serie di “test”, sulla base dei quali potremo trarre delle conclusioni sulla fondatezza della retorica in tema di diritto di Medvedev – una delle “teste parlanti” dell’aquila bicipite russa [11]. Uno di questi test (insieme alla questione del nuovo mandato del presidente del tribunale cittadino moscovita - vedi “Novaja gazeta” n. 41) sarà il destino degli emendamenti alla legge sull’avvocatura delle otto e mezza della sera del 6 maggio 2008.

Leonid Nikitinskij [12]
osservatore della “Novaja gazeta”

23.06.2008, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2008/44/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Tutte le assemblee legislative russe si chiamano “Duma”.

[2] Federal’nyj Zakon (Legge Federale).

[3] Le leggi russe vengono identificate dal titolo.

[4] L’eloquio contorto è nell’originale....

[5] Igor’ Ivanovič Sečin, vice capo dell’amministrazione presidenziale di Putin.

[6] Sergej Borisovič Ivanov, ex ministro della difesa, ritenuto un tempo il possibile “erede” di Putin.

[7] Nikolaj Platonovič Patrušev, capo dei servizi segreti russi.

[8] Vladimir Vasil’evič Ustinov, ministro della Giustizia sotto Putin.

[9] Sorta di Senato della Federazione Russa, formato dai rappresentanti dei soggetti della Federazione stessa (repubbliche autonome, regioni, ecc.) chiamato in genere “Consiglio della Federazione” – ho usato l’espressione “Consiglio Federale” per evitare un bisticcio.

[10] Vladislav Jur’evič Surkov, principale consigliere di Putin.

[11] L’aquila bicipite è il simbolo della Russia, ma qui è anche il simbolo della diarchia Putin-Medvedev.

[12] Leonid Vasil’evič Nikitinskij, presidente dell’unione dei reporter giudiziari russi.

24 giugno 2008

Da "Toscana Oggi"

TOSCANA OGGI, 22 giugno 2008

Vita apuana
Celebrazione conclusiva al termine dell'annuale percorso catechistico.
Comunità neocatecumenali: una settimana da ricordare

Di Geppe Nicotra

Particolarmente significativo quest'anno, per le comunità neocatecumenali della nostra diocesi, il momento in cui ha avuto luogo il tradizionale appuntamento con mons. Vescovo, al termine dell'anno catechistico.

Perché l'incontro con il Vescovo ha aperto una settimana decisamente da non dimenticare a causa di un altro evento che l'ha conclusa, ossia la consegna del decreto di approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale: si è trattato, in effetti, di due eventi che si sono svolti. giusto nell'arco di sette giorni.

La scorsa settimana, dunque, nel Duomo di Massa ha avuto luogo la celebrazione eucaristica a cui hanno preso parte le comunità della diocesi, da quelle di san Colombano a Pontremoli a quelle di san Domenico a Turano di Massa. In questa occasione, come di consueto, sono state presentate al Vescovo le comunità nate in seguito alle evangelizzazioni degli ultimi mesi.

Non scontate né formali le parole pronunciate da mons. Binini nella sua omelia.

Ha sottolineato Ia novità di un cristianesimo vissuto non individualisticamente per la propria salvezza personale, ma “l'intuizione di essere una comunità evangelizzante”. Ed ha ribadito: “Credo sia importante ed è geniale questa intuizione, arrivata in tempi non sospetti”.

Ha richiamato con forza e con insistenza i segni distintivi che Gesù ha dato come riconoscimento ai cristiani, i segni che interrogano e chiamano alla fede i lontani: “amatevi come io vi ho amato” e “siano perfetti nell'unità”, come sfida profetica nella società odierna ma anche come tesoro da proteggere e difendere, perché così “si realizza la preghiera di Gesù, si realizza la sua invocazione: "Che siano una cosa sola!", e - per fare questo - non c'è neanche bisogno della nostra buona volontà: basta che ci apriamo a lui e ci lasciamo trasformare da lui. Per questo la comunità solo se trova ostacoli non nasce, ma, se nasce nasce perché è Gesù che la fa nascere. Non perché siamo bravi noi. Non perché ci siamo organizzati bene”.

Quindi, riagganciandosi alla visione conciliare della Chiesa sacramento di salvezza, ha aggiunto: “È la comunità cristiàna che è sacramento di Gesù, che ti dà Gesù: lo dona, te lo mette nella testa, te lo mette nel cuore. E non per nulla Gesù dirà: "Dove due o più siete riuniti nel mio nome io sono lì, ci sono anch'io, io sono in mezzo a voi”.

E, concludendo, ha invitato fortemente ad abbandonarsi ai progetti del Signore, come Maria, icona della Chiesa: “Voi, dunque, che siete chiamati, dal progetto che vi guida in questo cammino di conversione, a fare esperienza viva di comunità, accettate di esprimere questa straordinaria forza capace di cambiarli gli uomini, di cambiare le loro istituzioni sociali, di cambiare perfino quella che è la struttura della vita del mondo.

È un progetto, che nel cuore di Dio c'è da sempre e noi dobbiamo saperlo accogliere e metterci a sua disposizione, al suo servizio.

Questa sera, dunque, io ringrazio il Signore di avermi fatto incontrare voi. Vi dico: avete uno strumento straordinario tra le mani!

Usandolo bene, nella nostra Chiesa voi avete una grande missione evangelizzatrice da compiere”.

Proprio le parole conclusive di mons. Binini aiutano a meglio capire l'importanza di quanto è avvenuto il venerdì seguente.

Il 13 giugno, nel giorno di sant'Antonio da Padova, il cui carisma essenziale fu quello della predicazione, presso l'Aula Magna del Pontifìcio Consiglio per i Laici, il Card. Stanislaw Rylko ha consegnato ai responsabili mondiali del Cammino Kiko Arguello, Carmen Hernàndez e padre Mario Pezzi, il decreto di approvazione definitiva degli Statuti del Cammino insieme al testo degli Statuti confermato dalla Santa Sede.

Non è stato un atto meramente burocratico e questo si nota anche dai dettagli. Se Giovanni Paolo II scelse nel 2002, per la firma dell'approvazione ad experimentum degli Statuti, la data del 29 giugno, solennità dei santi Apostoli Pietro e Paolo. Benedetto XVI li ha firmati in data 11 maggio, solennità di Pentecoste, a sottolineare la considerazione del Cammino come un frutto dell'azione dello Spirito Santo, che così diviene patrimonio universale della Chiesa

Una coincidenza singolare: le parole conclusive di mons. Binini trovano corrispondenza nel comunicato diffuso dagli iniziatori del Cammino: “Davanti alle grandi sfide che attendono la Chiesa, siamo lieti di poterci offrire al Santo Padre e ai vescovi per la nuova evangelizzazione e la trasmissione della fede alle nuove generazioni”.



Il Cammino Neocatecumenale. nato nel 1964 a Palomeras Altas, uno dei quartieri più poveri di Madrid, è diffuso in 107 paesi dei cinque continenti, con 19 mila comunità in 5.700 parrocchie di 1200 diocesi. In Italia è attivo dal 1968 e oggi ha oltre 4.500 comunità in duecento diocesi. Sostiene oltre 70 seminari diocesani missionari Redemptoris Mater, che hanno dato alla Chiesa 1260 presbiteri. 0ltre 600 famiglie sono partite per evangelizzare le zone più scristianizzate della terra, andando a vivere sopratutto tra i poveri.


Ringrazio D.N. per questo contributo

Il Giorno della Russia nel Caucaso "pacificato"

La pace è andata via per le festività

Aggravamento della situazione nel Caucaso settentrionale

Nel Giorno della Russia [1] e nelle festività ad esso collegate nelle repubbliche del Caucaso settentrionale hanno avuto luogo atti terroristici.

Così, verso le 6.40 del mattino del 13 giugno proprio nel centro della capitale del Daghestan Machačkala ha avuto luogo un’esplosione. Alcune persone sono rimaste ferite in modo più o meno grave ed una è morta. Sono state colpite soprattutto persone uscite a fare una corsetta mattutina.

Ma già verso mezzogiorno nel villaggio daghestano di Bajramaul nella provincia di Chasavjurt [2] a seguito di un’operazione speciale condotta con mezzi bilndati e armi pesanti è stato ucciso Sajpudin Ibragimov – il più vicino collaboratore del capobanda Aschab Bidaev. Sono morte pure la moglie diciottenne di Bidaev e la sorella di Ibragimov Džamilja. Lo stesso Aschab Bidaev, ricercato da 3 anni, non è stato ritrovato nella casa distrutta.

Nella stessa mattina l’ennesima esplosione è risuonata in Inguscezia a Nazran’ [3]. Quattro persone sono morte, sei sono rimaste ferite. L’esplosione ha distrutto due negozi che si trovavano sotto un unico tetto – uno di vini e liquori e uno di generi alimentari. Inizialmente i poliziotti si sono affrettati a comunicare ai propri superiori che era esplosa una bombola di gas. Ma poi è venuta fuori una versione valida, secondo cui questo era un atto terroristico pianificato.

Nella notte tra il 12 e il 13 giugno nel villaggio di Benoj-Vedeno nella provincia di Nožaj-Jurt in Cecenia ha fatto irruzione un gruppo armato di forse 60 persone sotto il comando di Usman Muncigov e Aslanbek Vadalov. Sono morti il padre e due figli della famiglia Esaev – parenti dell’ex vice ministro degli Interni della Cecenia. Oltre a questo i banditi hanno bruciato cinque case. Una casa appartiene al capo dell’amministrazione del villaggio, due a uomini della polizia. E’ stato sequestrato l’ex capo dell’amministrazione di Benoj-Vedeno, che guidava questo villaggio sotto Maschadov [4].

Il 16 giugno 30 guerriglieri hanno attaccato una colonna di quattro automobili delle truppe di confine dislocate in Cecenia. L’attacco ha avuto luogo alle 11.45 nella zona del centro abitato di Čiški nella provincia di Urus-Martan [5]. Tre uomini delle truppe di confine sono morti (due ufficiali e un sergente a contratto), altri cinque militari hanno subito ferite più o meno gravi.

Nella vicina provincia di Ačchoj-Martan, nel tristemente noto villaggio di Bamut [6], un BTR [7] russo è stato incendiato dai guerriglieri. L’equipaggio è riuscito a salvarsi.

Gli analisti fanno notare che l’attivazione dei guerriglieri nel Caucaso settentrionale è legata ai festeggiamenti del Giorno della Russia. Gli specialisti dei servizi segreti fanno notare che è presto per dichiarare la Cecenia in pace. Circa 200 persone negli ultimi tempi sono andati sulle montagne.

Vjačeslav Izmajlov
osservatore militare della “Novaja gazeta”

19.06.2008, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2008/43/02.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Il 12 giugno, data in cui, nel 1990, il parlamento della Federazione Russa sancì la sovranità di questa sul proprio territorio e l’inizio della fine dell’URSS.

[2] Daghestan centro-occidentale, ai confini con la Cecenia. Chasavjurt è nota perché là fu firmato l’armistizio che nel 1996 pose fine alla “prima guerra cecena”.

[3] Città dell’Inguscezia centrale, fino al 2002 capitale della repubblica.

[4] Aslan Alievič Maschadov, primo presidente della Cecenia liberamente eletto, accusato poi di complicità con i terroristi e ucciso in un conflitto a fuoco nel 2005.

[5] Villaggio della Cecenia centrale.

[6] Luogo di terribili combattimenti nella “prima guerra cecena”.

[7] Mezzo blindato.

23 giugno 2008

La Russia e gli altri

Che differenza c’è tra la Russia e il criceto?

Ricordate la barzelletta: “Che differenza c’è tra il topo e il criceto? Praticamente nessuna, è solo che il topo ha un cattivo PR”. La barzelletta si può applicare totalmente al nostro paese. La Russia è l’eterno “topo” della storia del mondo (o perlomeno d’Europa). Solo per un tempo limitato o in uno spazio limitato lo stato russo – sovietico – di nuovo russo ha suscitato emozioni positive nella comunità mondiale. Adesso ci troviamo di nuovo in un periodo di negatività piuttosto forte. “La nuova guerra fredda” e cose del genere. Lo senti particolarmente forte quando a Santiago – sull’altra parte del globo terrestre – il cameriere di un caffè fa schioccare la lingua : “La Russia? Oh, da voi c’è una tale dittatura!”. E’ estremamente difficile credere che sia giunto ad avere questa opinione attraverso una seria conoscenza di tutte le contraddittorie particolarità dello sviluppo della Russia dopo El’cin. Semplicemente adesso anche i bambini piccoli in tutto il mondo sanno bene che “La Russia è tornata ad un regime autoritario”. Perché hanno concluso così? Beh, ma lo sanno tutti!

Non si può dire che il paese o il governo non siano consapevoli o ignorino questo problema. Infatti già da alcuni anni si annuncia ufficialmente la necessità di “migliorare l’immagine del paese” e si compiono i “necessari” sforzi in questo senso, compresa perfino la creazione di uno speciale canale TV – la nostra asimmetrica risposta alla CNN. Tuttavia i risultati di questi sforzi sono deludenti – non c’è alcun segno che il livello di simpatia per la Russia cresca in qualche modo. Non ci capiscono, non vogliono capirci”. Evero. Ma questo è un problema esclusivamente nostro. Se non capiscono la tua campagna pubblicitaria, la colpa è esclusivamente tua.

Quali sono i motivi di questa cronica incomprensione e come possiamo – se possiamo – lottare con essa? Prima di tutto è necessario esaminare la variante “Lasciare tutto com’è”. In generale la situazione non è così catastrofica da esigere azioni assolutamente improcrastinabili. Commerciano, fanno credito, danno i visti, non si preparano ad attaccarci – di cos’altro abbiamo bisogno? Gradualmente l’atteggiamento “Non ci capiscono, che vadano al diavolo” si comincia a notare nelle stanche dichiarazioni dei rappresentanti ufficiali della Russia. Effettivamente adesso siamo necessari all’“Occidente” ben più di quanto esso sia necessario a noi (qui appare una particolarità molto importante della coscienza russa – noi riteniamo sinceramente che la preoccupazione per l’immagine sia roba da deboli e da mendicanti). Comunque il problema non è nell’“Occidente”, è in noi . Poiché noi stessi vogliamo tanto che ci amino e ci capiscano e di offendiamo quando questo non succede. Per smettere del tutto di preoccuparci dell’immagine, avremmo bisogno prima di tutto di uccidere in noi quest’aspirazione inseparabile da noi all’amore di tutti. A mio giudizio questo è difficilmente possibile. Perché noi stessi amiamo il mondo circostante – Parigi, Londra, New York, Buenos Aires. La maggior parte di noi vuole sentirsi “al suo posto” in queste città. Noi vogliamo che anche da noi vengano intellettuali amanti dell’architettura e del balletto e non tifosi di calcio o cercatori di avventure. Per vivere come l’Iran, ignorando l’opinione di chi ti circonda, bisogna, come l’Iran, ritenere sinceramente che quelli che ti circondano non abbiano nulla che meriti attenzione.

La Russia ben prima di Pietro [1] era abituata a confrontare con invidia il proprio sviluppo con quello dell’Europa. Il Terribile [2] e Kurbskij [3] inviarono oltre frontiera una grande quantità di lettere, buona parte delle quali si può ricondurre alla domanda: “Dobbiamo essere simili agli stati europei?”. A quel tempo la Russia aveva già fatto una scelta importante: era stata rigettata l’unione di Firenze [4], con il risultato che non solo ci circondammo di una “cortina di ferro” religiosa che di divise dall’Europa cattolica, ma complicammo anche i rapporti con una parte degli ortodossi (ricordate gli epiteti utilizzati da Gogol’ contro gli uniati [5]). Tornammo a un’idea di “integrazione europea” sotto Pietro e i suoi eredi [6]. Ma anche in seguito periodi di isolazionismo si alternarono con una certa regolarità a quelli di “internazionalismo”, il che sembra un’ipotesi ragionevole: gli uni e gli altri sono organicamente necessari alla Russia per il suo sviluppo.

Purtroppo le radici dell’autocoscienza nazionale russa finora non sono state studiate a fondo (i liberali evitano accuratamente questo tema e i nazionalisti ritengono che ci sia sempre stata – quest’ultima ipotesi sembra antistorica in modo lampante [7]). Un serio tentativo fu intrapreso all’inizio del ХХ secolo da P. Miljukov [8] nei fondamentali “Saggi di storia della cultura russa” – notevoli come idea, ma non sempre validi come esecuzione. Tuttavia il principale, aprioristico assunto dell’occidentalista Miljukov è il radicale ritardo dello sviluppo della Russia in confronto all’Europa. Personalmente mi sembra che a questo postulato sia data troppa importanza e che sia troppo ardito per considerarlo degno di fede.

Alla storia della Russia si può guardare anche in altro modo: in alcuni importanti aspetti dello sviluppo sociale ci siamo mossi in sincronia con i paesi europei più avanzati e fra l’altro siamo giunti a questo in modo assolutamente indipendente. Questo si può applicare pienamente all’autocoscienza nazionale e all’idea di stato. Nella maggior parte dell’Europa Occidentale questa concezione non si è formata prima del XVIII secolo. Effettivamente: cos’è la Francia fino all’unione con la Bretagna e la Borgogna? Cos’è la Gran Bretagna fino al completamento dell’unione di Inghilterra, Galles e Scozia? Italia e Germania come stati sono un frutto della seconda metà del XIX secolo (fra l’altro la Germania non è mai stata del tutto uno stato nazionale – buona parte della popolazione di lingua tedesca è rimasta in Austria e in Svizzera, mentre fino alla Seconda Guerra Mondiale nella stessa Germania c’erano regioni di popolazione tradizionalmente slava [9]). La Russia ha cominciato ad aver coscienza di se come stato nazionale molto prima: quando la Moscovia conquistò Novgorod [10], liquidando al tempo stesso una potenziale “diarchia” tra i territori di lingua russa. Tra i paesi europei solo la Spagna e il Portogallo all’incirca in quel tempo cominciarono ad aver coscienza della propria identità nazionale. Questi avevano motivi simili – la contrapposizione a un’altra cultura espressa con forza, quella degli arabi (nel nostro caso erano i mongoli). Subito dopo la lunga e complessa reconquista [11] due giovani nazioni europee di sintesi (nella misura in cui avevano assorbito e accolto buona parte degli arabi insieme ad elementi della loro lingua e della loro cultura – cfr. le influenze organiche tatare nella lingua russa, ma anche i numerosi principi tatari al servizio russo [12]) hanno cominciato un processo di espansione coloniale. Di per se i suoi primi stadi – gli avamposti dall’altra parte di Gibilterra – furono la logica prosecuzione delle guerre con il califfato di Granada. All’incirca allo stesso tempo la liberazione dei russi dai mongoli altrettanto logicamente e senza scossoni sfociò nella colonizzazione delle terre uraliche e siberiane. A tal proposito, a mio parere, la precoce espansione coloniale ebbe analoga influenza sulle forme interne della vita politica in Russia e nei paesi iberici: per alcuni secoli per la parte politicamente ed economicamente più attiva dei cittadini fu più semplice e comodo dirigersi verso la periferia che cercare di influenzare la situazione della metropoli. Qua e là il risultato fu il conservatorismo e l’immobilismo del potere centrale, rivelatisi catastrofici per la Spagna dopo la perdita delle colonie all’inizio del XIX secolo.

A quei tempi il resto dell’Europa era troppo lontano dalla percezione della nazione come base dello stato – questa percezione era impedita dalla presenza di un “altro” espresso con forza. In enorme grado la moderna autocoscienza dell’“Occidente” – la stessa idea dell’esistenza di una cultura più o meno comune da qualche parte ad ovest del Danubio e della Vistola – fu formata dalla pressione degli Ottomani e dall’espansione della Russia. Lo stabilimento e il mantenimento di una frontiera con queste grandi potenze era alla base delle prime idee di “mondo occidentale”. Da questo punto di vista non c’è niente di particolarmente stupefacente nel fatto che di distinguiamo dall’“Occidente” – la sua determinazione si è creata proprio per separarsi da noi.

Bisogna considerare che questa costruzione del russo come altro si è avuta in tempi in cui l’attuale idea di multiculturalità sarebbe apparsa una follia. L’“Altro” poteva essere solo “inferiore”, in caso contrario tutta la costruzione avrebbe portato in se avrebbe portato in se un complesso d’inferiorità. Giungendo in paesi come la Cina o l’India, gli europei sapevano a priori di andare verso culture inferiori – sia pure sviluppate “perversamente” (vedi la classificazione dei popoli di Taylor [13]). Per amor di giustizia notiamo che i cinesi rispondevano ricambiando sinceramente, a dire il vero con maggior fondamento – ancora all’inizio del XIX secolo si dava il caso che dalla Cina venisse un terzo della produzione industriale mondiale, mentre dalla Gran Bretagna – il 4,3%! La Russia si trovava sul confine tra questi mondi, ma comunque nel “secondo” (anche dal punto di vista economico, fino all’inizio del XIX secolo eravamo la maggiore potenza industriale d’Europa secondo la ricostruzione di Paul Kennedy [14] nell’“Ascesa e la caduta delle grandi potenze”).

L’idea diffusa della continua e storicamente evidente arretratezza della Russia rispetto all’“Occidente” alla prova dei fatti risultano non più che un’ipotesi, fra l’altro un’ipotesi discutibile. L’unicità della nostra situazione sta nel fatto che, a differenza della Cina, da molto tempo concordiamo con essa, l’abbiamo “interiorizzata” (un po’ come buona parte dei rappresentanti delle minoranze razziali negli USA accetta una posizione subordinata rispetto ai bianchi – nella sociologia americana questo fenomeno viene descritto con il termine “oppressione interiorizzata”).

Questa “interiorizzazione dell’arretratezza” è cominciata senza dubbio sotto Pietro. Fra l’altro, pare, il tratto principale del giovane zar era l’ammirazione per “lo stile di vita occidentale” in grado ben maggiore che l’analisi comparativa oggettiva dei pregi e dei difetti dei sistemi politici e delle tecnologie russi ed europei. I successi militari sugli svedesi furono in gran parte conseguenza dell’idea, applicata per la prima volta, di “guerra totale” – con la mobilitazione globale delle risorse dello stato, delle organizzazioni (la chiesa) e della popolazione – un’idea in quel momento originalmente russa (l’Europa ci giungerà quasi cent’anni dopo, durante la difesa della Rivoluzione Francese dall’intervento straniero). Curiosamente negli anni ’70-‘80- anche l’URSS perse non tanto “la corsa agli armamenti”, quanto “la corsa allo stile di vita”: teoricamente il paese era in grado di reggere la competizione militare con gli USA ancora abbastanza a lungo, tuttavia nessuno voleva continuare questa competizione a questo prezzo – a prezzo di scaffali vuoti, televisori che cadono a pezzi, abiti miseri ecc.

Sotto Pietro per la prima volta la differenza russa nel livello di comfort (in quel momento molto relativa, se si considera la gran massa della popolazione) era spiegata all’interno con l’arretratezza generale del paese. Questa spiegazione si rafforzò nel corso di tutto il XVIII secolo in forza di circostanze ulteriori, cioè il dominio di piccoli stati tedeschi nella politica matrimoniale e dinastica della corte russa. La cultura politica russa moderna fu formata in grandissima misura proprio allora – da principesse europee di secondo piano e dai loro consiglieri. Da questo materiale storico Spengler [15] trasse l’idea della “pseudomorfosi” delle culture – l’inserimento della più forte nelle forme della più debole. In modo particolarmente evidente questo si è mostrato nella politica esterna, strumento chiave per la formazione dell’immagine storica della Russia. La Russia è stata guidata molto spesso – e viene guidata adesso – con una mentalità da piccolo paese. Per cui sono caratteristici: il breve orizzonte temporale, il gonfiare piccole diatribe a dimensioni universali e una facile tendenza alla paranoia.

Questa politica si è sempre trovata in contrasto con il livello oggettivamente evidente di risorse del paese. Di conseguenza la Russia ha spesso profuso tutti i propri enormi sforzi per la soluzione di problemi politici di secondo piano (cfr. la nostra attuale “contrapposizione” nei confronti della Georgia con la probabile leggenda su come Nicola I [16] minacciò un intervento militare contro i francesi dopo essersi offeso per una frivola piece su sua nonna – Caterina II), creando nei politici europei una sensazione di grande inadeguatezza. Trovandosi alla periferia geografica d’Europa ed essendo in grado di risolvere i propri problemi con la forza, la Russia ha formato la propria cultura interna senza tener conto degli interessi degli altri.

Il modo russo di fare alleanze è stato caotico ed incoerente (a differenza della Gran Bretagna : Churchill aveva tutti i motivi per affermare nelle proprie memorie che per 300 anni la politica britannica in Europa si è retta su un’unica concezione – l’alleanza con la seconda potenza politica continentale per arrestare la prima). E’ possibile che, dopo gli insuccessi dell’inizio del XIX secolo, finiti con la sconfitta di Austerlitz, abbiamo deciso che la politica europea era insensatamente complessa, intricata e ipocrita e che era necessario sforzarsi di risolvere tutti i propri problemi in modo totalmente autonomo. Per questo ci punirono con forza nella guerra di Crimea (anche la guerra con la Turchia del 1877-78 e la guerra russo-giapponese le portammo avanti in una situazione di neutralità a noi nemica). Periodicamente cercano di punirci anche adesso, ma sinceramente non capiamo perché. Continuiamo a ritenere che la nostra sopravvivenza e il nostro benessere dipendano solo dalla nostra forza e che non siano in alcun modo legati alla capacità di piacere agli altri e di aiutarli – sia pure con fini pragmatici. Non sentendo di avere un proprio posto nel mondo, la Russia si è trovata priva di una missione positiva in esso. Personalmente questo mi ha particolarmente colpito alla lettura di “Dalla Rus’ [17] alla Russia” di Lev Gumilëv [18]. Spiegando la storia russa, questo non cerca neanche di porsi due domande elementari: “In che modo la Russia è stata necessaria al mondo? Cosa gli ha dato?” (perfino i messicani a suo tempo si sono impegnati a far uscire il bel libro “Cos’ha dato il Messico al mondo ХХ secolo”). Per qualche tempo ci siamo ritenuti i difensori dell’ortodossia (che noi stessi abbiamo pure creato nel suo aspetto attuale), poi i liberatori degli oppressi. Entrambi le missioni hanno polarizzato l’atteggiamento verso di noi nel mondo, ma anche nella nostra ristrettezza ci hanno garantito una certa quantità di amici. Per il russo laico moderno la questione “Perché siamo al mondo?” resta completamente aperta. E’ difficile che tu possa aspettarti amore dagli altri o quanto meno rispetto, se tu stesso non pensi a qualcosa da proporre in cambio.

Questi fattori, che di per se non ci rendono particolarmente simpatici, si assommano alla crisi interna della società occidentale. L’idea del carattere monolitico dei “valori occidentali moderni” è piuttosto un modello da esportazione. Invece gli studiosi seri a volte si trovano in una situazione prossima al panico. “...Io sento che l’uomo dell’Occidente si trova nel pieno di una crisi senza precedenti dei valori del diritto e della riflessione su di esso” – dall’introduzione al notevole lavoro di Harold Berman sulla precedente tradizione occidentale del diritto. Questo autore non è affatto l’unico a percepire cose del genere. Il pensiero occidentale si completamente confuso nell’aspirazione da un lato ad assicurare l’uguaglianza e la felicità generali, dall’altro a mantenere e a moltiplicare i “valori umani”. Il compito, in effetti, appare insolubile – come, per esempio, far convivere l’esigenza di parità dei diritti delle donne con il rispetto delle culture tradizionali? Dire che il dominio esercitato dagli uomini è un relitto storico non si può, in quanto sarebbe una manifestazione di eurocentrismo. Neanche acconsentire alla dominazione si può, in quanto corrobora “tentativi essenzialisti (nuovo insulto alla moda nelle scienze sociali che sta a significare l’ipotesi che le differenze tra le persone possano avere fondamenti oggettivi – n.d.a.) di dare un fondamento al maschilismo”. Non perdiamo molto, restando del tutto al margine di tali discussioni. Immergendosi in esse – tra l’altro – diventerebbe chiaro che per diventare parte del mondo civile, ci tocca aspettare che questo mondo chiarisca finalmente cos’è.

Per quanto riguarda i nostri rapporti con gli USA – particolarmente complessi per recenti motivi storici – la situazione si complica per la presenza negli americani di problemi psicologici interni del tutto speculari ai nostri. Parrà strano, ma anch’essi sentono istericamente una catastrofica caduta del loro significato nel mondo e una perdita del rispetto generale. Negli ultimi vent’anni noi ci siamo già rassegnati alla disgregazione del mondo post-sovietico, essi pure entrano nello stadio doloroso della presa di coscienza della disgregazione di quello post-americano, trovandosi pure ad essere un paese senza una missione positiva. All’improvviso è risultato che avevano acquistato la maggior parte dei propri amici capeggiando l’anticomunismo mondiale, ma dopo la caduta dell’URSS la necessità dell’amicizia con gli USA è diventata tutt’altro che evidente.

Per molti versi perciò l’America sente in modo particolarmente doloroso tutte le deviazioni dei russi da ciò che ritiene la “giusta” via, poiché queste deviazioni mettono a rischio il loro più caro successo in politica estera – “la vittoria nella guerra fredda”. Per noi, d’altra parte, è molto difficile capire perché il Giappone, con la sua economia semichiusa e la sua democrazia poco trasparente (e anche con la storia dei suoi difficili rapporti con il mondo), non è indicato come una minaccia all’opinione pubblica mondiale, mentre con la Russia non passa l’idea di “particolarità”. E’ paradossale, ma il motivo principale è il fatto che negli ultimi 200 anni siamo diventati simili all’“Occidente” in modo irritante. Negli studi sugli scambi multiculturali viene descritto questo fenomeno – l’incomprensione delle culture vicine. Nei confronti degli stessi giapponesi e cinesi gli occidentali spesso dimostrano molta più tolleranza di quanto siano pronti a mostrarne a un rappresentante di uno stato vicino. Nel primo caso partono dalla “presunzione di alterità”, nel secondo ritengono indubbiamente che quella persona debba essere uguale. La Russia in gran parte è ostaggio di questo paradosso. Noi viviamo del tutto secondo le stesse logiche dell’“Occidente”. Se si legge la descrizione di ciò che è ritenuto il modello della mentalità americana, i paralleli con noi sono semplicemente sconvolgenti (è difficile che sia un caso: dimensioni e risorse simili hanno insegnato a pensare e ad agire secondo paradigmi simili). Tanto più irritanti appaiono le differenze. Mi permetto di proporre una metafora: c’è la geometria di Euclide e la geometria di Lobačevskij [19]. Queste sono del tutto equivalenti. Il loro apparato di teoremi è equivalente. Lobačevskij nelle sue costruzioni ha seguito la logica di Euclide se possibile in modo ancor più severo, distinguendosi solo in un assioma fondamentale – ha supposto che le rette parallele si incontrino all’infinito (cercando di dimostrare questo postulato, come teorema, a partire da quello contrario). Di conseguenza, per esempio, la somma degli angoli del triangolo per Lobačevskij non è uguale a 180 gradi ed è garantito che la figura con tale somma di angoli non sia un triangolo. Le nostre differenze rispetto all’“Occidente” sono molto simili alla comparazione delle geometrie: la logica è la stessa, ma una qualche differenza data storicamente muta le conseguenze dell’applicazione di questa logica. Noi ci stupiamo, che i nostri triangoli abbiano una somma di angoli “erronea”, non capendo che proprio questo “errore” li renda triangoli nel nostro spazio.

In tal modo il problema dell’immagine russa consiste in: а) differenze oggettivamente chiare di punti di vista e sistemi e b) incapacità nostra e dell’“Occidente” с «Западом» di agire e comunicare in termini mutuamente comprensibili, senza prediche e offese. Proprio la soluzione della seconda parte del problema è nelle nostre mani. L’ostacolo principale è la mancanza di coscienza del fatto che possiamo essere parte del mondo solo se gli siamo banalmente utili. Sì, alla mentalità russa repelle l’idea di una traduzione dei rapporti “personali” in “commerciali”. Tuttavia da parte del resto del mondo questo pare semplice egoismo. La nostra attuale immagine è utile anche ad alcuni gruppi della società occidentale: ci amano molto avventurieri e politici. Agli uni e agli altri diamo modo di confermare il proprio punto di vista, che si può leggere bene nel giornalismo occidentale che si occupa della Russia: autori abbastanza superficiali si permettono i più stupidi errori quando parlano di fatti, si sentono portatori della più alta conoscenza, irraggiungibile agli “incivili” russi (perfino in confronto al vittoriano Taylor si nota un sostanziale regresso).

Il guaio è che questo “amore” si basa sullo sfruttamento di tutti quei nostri tratti di cui noi stessi preferiremmo liberarci. E buona parte del mondo ci giudica secondo queste descrizioni – vedi sopra la storia del cameriere cileno. Abbiamo bisogno di cercare altri gruppi di sostegno e di capire cosa possiamo dargli. Quasi non sfruttiamo la grande risorsa del business mondiale – e questo non si affretta a farci pubblicità. Questo sembra strano: posso affermare con convinzione che, nonostante le voci diffuse sulla difficoltà di fare affari in Russia, le compagnie internazionali fanno soldi qui, compensando praticamente in toto qualsiasi difficoltà. Del fatto che non vogliano parlare di questo siamo colpevoli noi stessi con la nostra fissazione per l’autosufficienza economica. Il segnale che di fatto mandiamo adesso è: noi vi sopportiamo come male inevitabile, ma non appena la nostra economia si solleverà, ci assicureremo tutto da soli. Una prospettiva del genere difficilmente rallegra qualcuno all’estero. Inoltre è utopica e dannosa per il paese: l’esperienza dell’URSS ha mostrato che un economia può, di principio, produrre tutto – dal chiodo allo Sputnik – ma lo farà con poca qualità e ad alto prezzo.

Ci converrebbe riformulare il messaggio al business mondiale in questo spirito: più forte sarà la Russia, più ci potrà guadagnare il capitale internazionale (e al contempo in modo analogo potrà mutare la propria concezione di se). Allo stesso tempo ci uniremmo per i nostri scopi a un gruppo d’influenza dalle grandi risorse. Forse acquisiremmo una nuova missione. Perché non guardare a noi stessi come una delle locomotive della crescita economica mondiale, capaci di creare posti di lavoro da Città del Capo a Helsinki ? Di fatto questo già accade e accadrà in misura crescente, se potremo mantenere i nostri standard di consumo. Se parleremo o no di questo, praticamente non avrà influenza sui processi reali dell’economia, ma la differenza per l’immagine del paese consiste in questa differenza difficile da cogliere tra il criceto e il topo.

Vladimir Korovkin

06.06.2008, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2008/color21/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Lo zar Pietro il Grande, che regnò agli inizi del XVIII secolo, ritenuto (anche da molti russi) colui che aprì la Russia all’Europa.

[2] Ivan il Terribile (ma sarebbe meglio dire “tonante” o “minaccioso”) regnò sulla Russia nella seconda metà del XVI secolo e si attribuì per primo il titolo di zar.

[3] Andrej Michajlovič Kurbskij, principe russo che fu consigliere di Ivan il Terribile e poi suo oppositore.

[4] L’unione della chiesa ortodossa con quella cattolica siglata a Firenze nel 1445.

[5] Nome dato agli ortodossi che accettarono l’unione con la chiesa cattolica.

[6] Nell’originale l’autore specifica, come non si può fare in italiano, che furono eredi maschi e femmine. Dopo Pietro il Grande per molti anni il trono russo non passò in linea dinastica e regnarono figlie e consorti di zar.

[7] Letteralmente “urlante”.

[8] Pavel Nikolaevič Miljukov, storico e politico liberale, fuggito in Francia dopo la Rivoluzione d’Ottobre.

[9] In realtà in Lusazia (Germania orientale) sono presenti minoranze di Sorabi – o Sorbi –, popolazione slava imparentata con i Serbi.

[10] Città della Russia settentrionale retta da un regime repubblicano oligarchico fino alla conquista da parte del regno moscovita.

[11] Corsivo mio.

[12] Va detto che i russi di stripe tatara (dallo scrittore Ivan Sergeevič Turgenev al portiere di calcio Rinat Fajzrachmanovič Dasaev) sono sempre stati molto fieri delle proprie origini nonostante i Russi abbiano combattuto per secoli per liberarsi dal “giogo tataro”.

[13] Edward Bennett Taylor, antropologo inglese del XIX secolo.

[14] Storico inglese.

[15] Oswald Spengler (1880-1936), storico tedesco.

[16] Zar di Russia dal 1825 al 1855.

[17] Rus’ è il nome antico della Russia, che dall’epoca di Pietro il Grande si chiama invece Rossija.

[18] Lev Nikolaevič Gumilëv, storico russo, figlio dei poeti Nikolaj Stepanovič Gumilëv e Anna Achmatova.

[19] Nikolaj Ivanovič Lobačevskij, matematico russo, uno dei principali rappresentanti della geometria non euclidea.

22 giugno 2008

Ho cavato fuori un diamante?

Ho cavato fuori un diamante
Ho cavato fuori un diamante
Raro e fine
Ho cavato fuori un diamante
In una miniera profonda e oscura
Se solo potessi restare attaccato
Alla mia bella scoperta
Ho cavato fuori un diamante
In una miniera profonda e oscura

La mia gemma è speciale
Inestimabile
Forte come qualsiasi metallo
O pietra sulla terra
Affilata come qualsiasi rasoio
O lama che tu possa comprare
Luminosa come qualsiasi laser
O stella nel cielo

Forse una volta nella vita
Ne terrai una in mano
Una volta nella vita
In questa terra
Dove il viaggio finisce
In un'inutile rivendicazione
Una volta e ancora
Nel gioco minerario

Ho cavato fuori un diamante
Raro e fine
Ho cavato fuori un diamante
In una miniera profonda e oscura
Giù nell'oscurità
Nella sporcizia e nel sudiciume
Ho cavato fuori un diamante
In una miniera profonda e oscura

(traduzione di Matteo Mazzoni)





Mark Knopfler - Emmylou Harris "I dug up a diamond"

20 giugno 2008

Ancora sulle leggende metropolitane

Ma come funzionano le "leggende metropolitane"? Una spiegazione è stata data, con un linguaggio accessibile e in modo spiritoso, dallo psichiatra napoletano Claudio Ciaravolo nella sua introduzione al libro "Leggende Metropolitane" di Franco Serra, pubblicato da Piemme nel 1999 e nel 2001. Un estratto interessante:

(...) Questi racconti allarmistici fanno leva sul nostro senso civico: noi siamo stati avvertiti e ora dobbiamo avvertire gli altri. Perciò ne parliamo con tutti quelli che conosciamo. E lo facciamo con piacere, dal momento che sono storie piacevoli da raccontare.

A volte, a spingerci a parlarne in giro è proprio il fatto che sono storie sorprendenti, fuori dell’ordinario, che spesso raccontano di scherzi divertentissimi, o contengono soluzioni ingegnose: una “furbata” ai danni di qualcuno evoca grande complicità tra narratore e ascoltatore (specialmente in Italia, terra di dritti o presunti tali). Altrettanto irresistibili sono i racconti sul sesso, che possono contare su un bacino d’utenza vasto, ed entusiasta. Insomma, storie che assolvono una importantissima funzione sociale: raccontarne – e ascoltarne – riempie da sempre uno spazio relazionale all’interno del quale si stringono legami e alleanze. E il gruppo si compatta.

L’utilità e la gradevolezza sono dunque qualità sufficienti a rendere una storia molto raccontabile. Ma può chiamarsi “leggenda metropolitana” solo se si verifica un fenomeno ben preciso: chi la racconta sostiene (falsamente) di conoscere molto bene un testimone oculare. O di esserlo stato lui stesso.

Per comportarsi così non è necessario essere bugiardi incalliti: in genere, i ripetitori di una leggenda sono persone normalissime, che non sono abituate a raccontare balle.

Lo fanno solo perché hanno incontrato una bella storia che conferma in pieno la loro visione del mondo.

Ma di fronte a una storia che accredita finalmente ciò che si è sempre pensato prova da sempre desiderata, come si potrebbe rimanere indifferenti?

Di verificarla non se ne parla neppure. Entusiasta, il ripetitore la racconterà subito a quanta più gente possibile: modificandone, se necessario, qualche particolare. Ma soprattutto, per evitare ogni dubbio, sosterrà di avere notizie di prima mano.

Proprio per scongiurare ogni possibile obiezione, il ripetitore si avvicina alla fonte dell’evento: “E’ accaduto a un mio carissimo amico”. Qualche volta arriva a dichiararsi testimone oculare del fatto, fino a spingersi, in casi estremi, a sostenere che è successo proprio a lui. Sa che le opinioni sono opinabili, ma un fatto è un fatto. E allora mette l’ascoltatore davanti al fatto accaduto.

Così facendo, mente. Sapendo di mentire. Non si sente però un bugiardo, e forse non lo è: è un bugiardoide. In buona fede riguardo al contenuto della storia che racconta (lui la ritiene vera), e in malafede solo per quanto riguarda la testimonianza: la sua è (secondo lui) solo una piccola bugia a fin di bene, che serve a dare maggior forza alla verità. Il ripetitore è infatti realmente convinto che quell’evento sia davvero accaduto a chi gliel’ha raccontato. Chi lo ascolta, se condivide a sua volta il sistema di credenze avallato da quella storia, si comporterà nello stesso modo. E’ così che una storia falsa (una leggenda metropolitana) si diffonde come vera.

Dieci anni fa [1], questa era solo un’ipotesi. Che aveva bisogno di essere confermata da una prova sperimentale. Dovevo riuscire a creare dal nulla – a tavolino – una leggenda metropolitana capace di diffondersi come tutte le altre attraverso il passaparola.

Inventai allora – e misi in circolazione con uno stratagemma – una storia divertente che conteneva una “soluzione geniale”: a Napoli sono in vendita delle magliette con una cintura dipinta sopra, per poter guidare senza allacciarsi le scomode cinture di sicurezza e in barba ai vigili. Storia che poteva essere presa per buona (cioè creduta vera) solo da coloro (e sono tanti!) che possiedono un pregiudizio (un sistema di credenze) ben radicato: i napoletani sono simpatici e creativi, ma un po’ imbroglioni.

L’esperimento riuscì. Per anni, in moltissimi hanno raccontato, mentendo, di conoscere delle persone che avevano visto a Napoli decine di automobilisti indossare le “magliette di sicurezza”. O di averne comprate!, personalmente.

Un’ipotesi assurda: bisognerebbe mettersela e togliersela ogni volta che si sale in macchina, sopra i vestiti. E d’inverno, sopra il cappotto. E a parte la scomodità, quale vigile si farebbe ingannare da un guidatore in maglietta, in pieno inverno? In più, considerando il traffico di Napoli, sempre bloccato, i vigili avrebbero tutto il tempo di scoprire i portatori di maglietta di sicurezza. Specialmente dopo essere stati messi in allarme dalla voce circolante. Come dire: una storia che fa acqua da tutte le parti.

Ma al ripetitore la logica non interessa affatto: per lui, la maglietta di sicurezza è solo troppo bella per essere falsa. (…)


Nota
[1] Fine anni ’80 – inizio anni ’90.

19 giugno 2008

I ragazzi di Sipario

Ricevo da S.L. e pubblico ben volentieri:

'Volevo segnalare un nuovo 'particolare' ristorante è aperto da pochi mesi a Firenze 'I ragazzi di Sipario' una trattoria gestita da ragazzi diversamente abili. Si trova in Via dei Serragli 104, all'interno del Circolo MCL ed è aperta dal lunedì al venerdì, a pranzo, dalle 12,00 alle 14,00.

Un pranzo completo costa intorno ai 10 Euro. La trattoria ha 40 coperti e ci lavorano 17 ragazzi coordinati da una cuoca professionista.

A volte anche mangiando si può fare un'opera buona, anche se questo non è più molto di moda. Se potete, fate girare la notizia, a Firenze quasi nessuno ne ha parlato. Certo non si tratta di un nuovo fusion bar, non si mangia sushi e non si preparano cocktail alla moda ma anche queste realtà sono Firenze e penso valga la pena farle conoscere.

Grazie per far circolare la notizia!'

"Don't worry, be happy"???

Spero che tra chi legge non ci sia chi crede ancora alla storiella del suicidio di "Mr. Don't-Worry-Be-Happy" Bobby McFerrin, che, com'è noto, è ancora vivo, vegeto e ottimista. Però su questa "leggenda metropolitana" si può leggere qualcosa di interessante scritta di una notissima "debunker", Barbara Mikkelson di Snopes (la traduzione e le note sono anche stavolta opera mia):

L’inno allo star bene del 1988 “Don't Worry, Be Happy” trasformò un artista di talento in un nome familiare, collezionando premi Grammy come “canzone dell’anno” e “disco dell’anno” e ottenendo il riconoscimento come “miglior voce maschile pop” a Bobby McFerrin. Servì anche a spargere una voce destinata a vivere a lungo: verso il 1992 girava voce che l’uomo che aveva composto e cantato questa canzoncina saltellante aveva mancato di seguire il proprio consiglio e si era invece ucciso.

In genere queste voci non specificavano, asserivano senza dettagli che “si era suicidato”, ma qualche volta veniva fornito il dettaglio aggiuntivo che si era sparato. La storia era soltanto ironica e perciò molto amata: l’uomo che aveva canticchiato “In every life we have some trouble, but when you worry you make it double” [1] alla fine non aveva potuto reggere ciò che aveva rifilato agli altri. Quelli che avevano sentito quel motivo troppo spesso durante periodi difficili delle loro vite trovarono un certo conforto in questo, perché, come chiunque soffra di depressione può dirvi, superarla richiede ben di più della mera adozione di un atteggiamento alla Pollyanna.

Eppure la storia non era vera. Per quanto sia sceso dalle vette musicali che raggiunse nel 1988, Bobby McFerrin è del tutto con noi e si esibisce regolarmente sia come solista sia come direttore d’orchestra. Le voci sul suo suicidio si adattano a un modello stabilito di celebrità che sono divenute icone della cultura tanto per i loro personaggi gentili e allegri quanto per le loro capacità e che hanno nascosto furtivamente odiosi segreti totalmente in contrasto con queste facce sorridenti o sono morte in conseguenza di questi. In questa categoria troviamo Steve di Blue's Clues [2] e il Jared Fogel di quegli interminabili spot di Subway [3], che si sarebbero uccisi in svariati modi, ma anche il cantante John Denver e il presentatore di uno show per bambini Mr. Rogers [4], di cui si dice che siano stati per un tempo tiratori scelti [5]. Ci piace cercare il lato oscuto e godiamo nel trovarlo, fino al punto di aggrapparsi allegramente a voci completamente su persone percepite come Goody Two-Shoes [6].

Comunque la falsa voce sul “suicidio di Bobby McFerrin” ha veramente una corrispondenza nella realtà. Il 10 febbraio 1942 l’uomo che nel 1915 scrisse la musica di “Pack Up Your Troubles in Your Old Kit Bag and Smile, Smile, Smile” [7] si tolse la vita. Indossando l’uniforme della milizia volontaria di Peacehaven [8], l’ex sergente dell’esercito britannico Felix Powell si sparò nel cuore con il proprio fucile.

Barbara “canto del cigno” Mikkelson


Note

[1] “In ogni vita abbiamo problemi, ma se ti preoccupi li raddoppi”.

[2] “Blue’s Clues” (qualcosa come “Le pensate di Blue”) era un programma televisivo per bambini del canale televisivo via cavo americano “Nickelodeon” condotto dall’intrattenitore Steve Burns.

[3] L’uomo immagine della catena di fast food americana Subway era tal Jared Fogle, che sosteneva di essere dimagrito di oltre 100 chili grazie a una dieta a base di panini Subway.

[4] Fred Rogers, che condusse per oltre trent’anni un famoso programma televisivo americano per bambini.

[5] Sottintendendo che dopo il congedo dall’esercito si sarebbero “messi in proprio” facendo i killer.

[6] Goody Two Shoes (qualcosa come “Donna Due Scarpe”) è un personaggio di un racconto popolare americano analogo a “Cenerentola”. L’espressione Goody Two Shoes designa però persone buone in modo affettato e fastidioso e può essere anche sinonimo di “ipocrita”.

[7] “Impacchetta i tuoi guai nella tua vecchia borsa per gli attrezzi e sorridi, sorridi, sorridi”, canzone di tono estremamente ottimista molto popolare al tempo della I Guerra Mondiale.

[8] Piccolo insediamento sulla costa meridionale inglese.

18 giugno 2008

Magdi Cristiano Allam

Associazione Amici della Badia di Settimo

e

Libreria La Cometa


Magdi Cristiano Allam


presenta il suo ultimo libro


grazie gesù

la mia conversione dall'Islam al cattolicesimo



Lunedì 30 giugno 2008

ore 17.30



Abbazia di S. Salvatore a Settimo – Scandicci - Firenze


Ingresso libero - bus 26 da p.za S.Maria Novella – Firenze

16 giugno 2008

Russia: verso una "democrazia" sempre più sovrana?

Parlament light [1]

L’amministrazione presidenziale ha proposto di fare della Duma di Stato [2] un “organo applaudente”

Che lo spostamento di Putin sulla poltrona del premier avesse avviato un processo di spostamento dei poteri verso la Casa Bianca [3] era evidente quantunque Medvedev e Putin assicurassero il contrario e giurassero fedeltà alla costituzione, promettendo di non mutarla.

Ed ecco che il processo si è avviato: il capo dell’amministrazione presidenziale Sergej Naryškin ha invitato senza mezzi termini a mutare la costituzione per rafforzare il ruolo del governo. Finora gli alti funzionari non avevano osato nulla di simile.

Secondo Naryškin è opportuno ridurre il numero di “soggetti di diritto con iniziativa legislativa” – di coloro che hanno il diritto di presentare disegni di legge alla Duma di Stato. Adesso hanno tale diritto, secondo l’articolo 104 della costituzione, il presidente, il governo, il Consiglio della Federazione [4], i singoli membri del Consiglio della Federazione, i deputati della Duma di Stato, i parlamenti regionali e anche la Corte Costituzionale, la Corte Suprema e l’Alta Corte Arbitrale [5] “su questioni di loro competenza” [6]. In tutto, contando 450 deputati della Duma di Stato, 168 membri del Consiglio della Federazione e 84 dei parlamenti regionali, ci sono oltre settecento “soggetti di diritto”. Questo in teoria. In pratica non certo tutti presentano disegni di legge.

Le iniziative delle regioni presentate alla Duma di Stato sono sempre state respinte – con rare eccezioni. Per quanto riguarda le iniziative di deputati e senatori, nei primi mandati della Duma si poteva ancora contare sull’iter di disegni di legge “individuali”, che venivano portati avanti con l’autorità e l’energia personali degli autori. Negli ultimi mandati, quando la maggioranza costituzionale ha cominciato ad appartenere a “Russia Unita” [7], hanno avuto la chance di un iter solo le iniziative concordate in precedenza con il Cremlino.

Comunque i parlamenti regionali e singoli deputati propongono disegni di legge che passano per le commissioni della Duma, vengono dibattuti pubblicamente, provocano risonanza a livello sociale e in caso di insuccesso danno ai loro autori la possibilità di accusare la Duma di Stato di bloccare iniziative utili. Simili rimproveri risuonano perfino in una situazione in cui praticamente tutti gli organi legislativi sono controllati da “Russia Unita” – i “fratelli maggiori” fingono di non vedere i “minori”. Così l’assemblea legislativa di Piter [8] si lamenta regolarmente del fatto che la Duma di Stato respinga i suoi disegni di legge in campo sociale – per esempio quello sulla seconda pensione per i lavoratori delle retrovia e i veterani dell’ultima chiamata alle armi e sul riconoscimento dello status di veterani agli ex prigionieri dei fascisti [9] indipendentemente dalla loro età al momento della liberazione.

Il capo dell’amministrazione presidenziale propone di risolvere questi problemi in modo radicale: tagliando il numero dei “soggetti”. Dice “quando altri soggetti (non il governo) presentano disegni di legge, nella maggior parte dei casi esprimono preferenze locali a scopo elettorale e talvolta altri interessi privati e corporativi, interessi di mantenimento di un’immagine”. Ma invece il governo “dispone di maggiori risorse per attuare il diritto di iniziativa legale con grande efficacia pratica” e “per primo riceve segnali sulla necessità di elaborare disegni di legge”.

L’allusione è estremamente chiara: il diritto di presentare disegni di legge va lasciato solo al governo (sarebbe interessante sapere: e il presidente? O neanch’egli dispone delle risorse necessarie e non riceve i segnali per primo?). Certo, non cambieranno la costituzione proprio adesso, tranquillizza Naryškin (“l’incremento dell’efficienza dell’amministrazione statale e del suo strumento principale – l’iniziativa legale – non è compito di un solo anno”), ma “non bisogna” neanche “rimandare a domani” la soluzione di questo problema…

Fra l’altro la proposta indicata appare dubbia e gli argomenti di Naryškin poco convincenti. Davvero il governo “esprime interessi privati o corporativi” o “interessi di mantenimento di un’immagine” in misura minore dei deputati? No di certo: come valutare allora, tanto per dire, l’ultima decisione del governo prima dell’insediamento di Medvedev di accelerare i ritmi di crescita delle tariffe sui monopoli di risorse naturali? E i “segnali sulla necessità di elaborare disegni di legge” di solito vengono ricevuti per primi dai deputati, che hanno a che fare con gli elettori più spesso dei ministri.

Il governo, se qualcuno non lo ricorda, è il potere esecutivo. Il suo compito è applicare le leggi. Sì, in molti paesi d’Europa è proprio il governo a presentare la maggior parte dei disegni di legge. Ma il governo fra l’altro è formato dal parlamento [10] ed è sotto il suo controllo.

La funzione del governo russo, secondo lo stesso articolo 104 della costituzione, è dare responsi su disegni di legge in campo finanziario ed economico: senza il suo parere è proibito esaminarli (il che è un mezzo efficace per far sì che il governo blocchi disegni di legge inadeguati). Ma farne anche il monopolista della presentazione di disegni di legge? Perché allora il parlamento dovrebbe in generale fungere da “organo applaudente”?

Certo, ora che gli “orsi” [11] hanno la maggioranza costituzionale alla Duma, la proposta di Naryškin cambia poco le cose sul piano pratico: comunque non diventerà legge una sola proposta non approvata da Putin. Ma questo stato di cose non è eterno e prima o poi il nuovo parlamento avrà chiaro che potrà solo aspettare disegni di legge dal governo (come un fax programmato per la ricezione automatica), ma non avrà neanche il diritto di presentarli. E cambiare la costituzione sarà estremamente difficile

Fra l’altro, se si sono prefissi il compito di rafforzare quella branca del potere, alla guida della quale al momento presente si trova il “leader nazionale” [12], il processo andrà avanti. E’ forse invano che il più sicuro indicatore delle intenzioni del Cremlino – l’immutabile guida dei liberal-democratici [13], che per molti anni ha difeso strenuamente la forma presidenziale di governo – abbia preso a parlare di repubblica presidenziale?

Boris Višnevskij [14], osservatore della “Novaja gazeta”

05.06.2008, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2008/40/12.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Gioco di parole. Parlament è “parlamento” in russo, “Parliament Light” un noto tipo di sigarette. Un parlamento light, cioè “leggero” è quello che vorrebbe l’amministrazione presidenziale russa…

[2] “Duma” è il nome dato a tutte le assemblee legislative russe…

[3] La sede del governo russo.

[4] Sorta di Senato russo composto da rappresentanti dei soggetti della Federazione Russa (repubbliche autonome, regioni, ecc.)

[5] Tribunale deputato a dirimere questioni economiche.

[6] Notare che in Russia non esiste l’istituto della legge di iniziativa popolare (perfino i referendum abrogativi sono diventati praticamente impossibili).

[7] Partito che ha il solo scopo di portare avanti la politica di Putin.

[8] Nome colloquiale di San Pietroburgo.

[9] Qualifica generica di Hitler e dei suoi alleati.

[10] O per meglio dire è espressione della maggioranza parlamentare.

[11] Medvedi (orsi) sono detti i sostenitori di Medvedev…

[12] Putin, ovviamente…

[13] Il nazionalista Vladimir Vol’fovič Žirinovskij, leader del cosiddetto Partito Liberal-Democratico.

[14] Boris Lazarevič Višnevskij, esponente del partito di orientamento liberale "Jabloko".

15 giugno 2008

Haiku? (IV)

"Musicali", ironici... Mica faccio sul serio... Però mi piacerebbe anche ispirare qualcuno...


"...Amico mio,
culattone, aspettami"?
Pareidolia!


"People from Ibiza"
o "Pippo fa la pizza"?
Ciao Sandy Marton...


A "In bocca al lupo!"
non si risponde "Grazie",
si dice "Crepi!"


Marco Masini
rifà "Nothing else matters"?
Chi se ne frega!


Se solo sapessi
scriver haiku veri,
li leggerebbero...


Per chi avesse perso le puntate precedenti: Haiku?, Haiku? (II), Haiku? (III)

Il "meglio" delle chiavi di ricerca di maggio del mio blog-CV

afanas'ev: vedi qui

communication is important and situations where teamwork is essential:
vedi qui

curriculum driving licence b:
vedi communication is important and situations where teamwork is essential

cv european 2008:
vedi qui

cv francese competences sociales:
vedi qui

cv italiana:
vedi qui e qui

cv matteo mazzoni:
vedi cv italiana

cv organisational skills and competences:
vedi communication is important and situations where teamwork is essential

degeree classification; cv: vedi communication is important and situations where teamwork is essential

manager personal skills and competences cv:
vedi communication is important and situations where teamwork is essential

matteo mazzoni curriculum:
vedi cv italiana

mazzoni matteo firenze traduttore:
vedi afanas'ev

organisation skills on cv:
vedi qui

principal subjects-occupational skills covered:
vedi communication is important and situations where teamwork is essential

russian language levels: vedi communication is important and situations where teamwork is essential

stage presso la sede rai di mosca:
magari...

14 giugno 2008

Ignazio Jouer

13 giugno 2008

Se proprio non ci si può liberare dallo spam, lo si potrebbe riciclare come umorismo...

Ricordate questo? Nelle caselle di posta elettronica continuano ad arrivare perle notevoli:


Saluti da Virgin Finance
Siamo molto soddisfatti di aver espresso il desiderio di cooperare con noi. Vi offriamo il lavoro del presentante della nostra societa (manager regionale) impegnato in operazioni finanziarie con i clienti. Nella sua responsabilita comprenderanno rapida ricezione dei pagamenti. Con il suo aiuto possiamo dare ai nostri clienti un nuovo tipo di servizi finanziari. Questo lavoro e semplice, non richiede le conoscenze particolari. I nostri esperti vi aiuteranno durante il periodo di prova fino a quando non capire l'essenza del lavoro. La ricezione e l'invio di pagamenti dei nostri clienti vi portera solo 2-3 ore al giorno. Il suo guadagno dipendera interamente da Lei.
Durante il primo mese potra guadagnare circa 1500 euro, e con ogni successivo mese di piu e di piu.

Per iniziare a fare una carriera nella nostra societa, e necessario effettuare la seguente operazione:Inviare una E-mail a questo indirizzo hlt.kelley@gmail.com, indicando il suo nome, cognome, numero di telefono e il tempo del giorno in cui si ottiene facilmente chiamata. I nostri manager si mettera in contatto con Lei e risponderanno alle sue domande.
Distinti saluti,
Kelley Hamilton Senior Managing Director, IT department
Virgin Finance.

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Magari si potrebbe farne una "antologia horror"...

Da Stalin a Medvedev senza soluzione di continuità?

Non resta che accogliere Stalin in “Russia Unita” [1]

Il vicepremier A. Žukov a nome del governo e l’importante membro di “Russia Unita” [2] A. Isaev a nome della Duma di Stato hanno rifiutato di riconoscere la responsabilità morale dello stato nei confronti delle vittime delle repressioni staliniane

Nella legge federale “Sulla riabilitazione delle vittime delle repressioni politiche” sta scritto che il suo scopo è la compensazione dei danni materiali. Indubbiamente lo stato è tenuto a compensare i danni materiali alle vittime delle repressioni politiche, ai membri delle loro famiglie.

Ma oltre agli sgabelli distrutti al momento della perquisizione e dell’arresto, oltre alle stanze nelle kommunalki [3] tolte c’erano anche destini distrutti, vite tolte.

Certo, questo non si può compensare in alcun modo.

Ma lo stato è tenuto a riconoscere non solo il proprio debito materiale, ma anche quello morale, le colpe nei confronti di milioni di propri cittadini. E nella legge devono obbligatoriamente esserci queste parole – proprio sulla compensazione dei danni morali.

Perché non sono semplicemente due parole. E non è semplicemente un sistema di pagamenti e compensazioni.

E’ una questione chiave: è capace il nostro potere politico, il nostro stato di riconoscere in generale la propria ingiustizia – nei confronti della persona, nei confronti del proprio cittadino? Sia pure non la sua, ma quella dei propri predecessori.

O il potere politico ha sempre ragione? E lo stato è al di fuori della responsabilità morale, al di fuori della morale?

Per definizione.

La Russia è erede dell’URSS.

Che significa questa eredità?

Un posto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU e il diritto su proprietà all’estero? O comunque responsabilità?

Ma se lo stato non è capace di riconoscere il debito morale nei confronti dei propri cittadini per le mostruose repressioni politiche del passato, può il nostro stato assumersi responsabilità in futuro?

Ecco così che con un emendamento di tre parole in tutto – sulla compensazione dei danni morali [4] – sono andato alla seduta della commissione per la politica sociale della Duma di Stato.

E questa non era una mia iniziativa personale e neanche solo di “Jabloko” [5]. Era un’iniziativa della Duma di Mosca, che era appoggiata anche dai membri di “Russia Unita” e dai comunisti.

Il governo ha dato al progetto di legge un responso negativo firmato dal vicepresidente del consiglio A. Žukov. Motivazione: tali pagamenti non rientrano nella finanziaria e manca il meccanismo stesso di pagamento.

Faccio notare che nella prima variante dell’emendamento c’era un meccanismo elaborato da noi. Ma è stato bocciato. Per opera dello stesso A. Žukov.

Perciò abbiamo eliminato lo schema dei pagamenti. Lo schema non è la cosa principale. Che il governo stesso stabilisca – abbiamo deciso – l’entità e il meccanismo di questi pagamenti, una tantum o regolari.

Il governo tedesco ha saputo creare nel modo più dettagliato e accurato possibile uno schema per il pagamento degli indennizzi a tutte le vittime del nazismo.

E per quanto riguarda l’aumento di spese non pianificato, allora neanche i 13 trilioni di rubli [6] per la costruzione di strade appena annunciati dal primo ministro V. Putin rientrano nella finanziaria. E ciò non impedisce alla Duma di sancire queste spese.

Certo, la mancanza di strade è una disgrazia della Russia [7], ma la mancanza di un indirizzo morale [8] non è meno pericolosa per il nostro futuro.

Vale la pena di dire che davanti alla bocciatura da parte del governo la commissione per la politica sociale della Duma di Stato, presieduta dal deputato Andrej Isaev non ha raccomandato alla Duma di Stato di accogliere questo emendamento?

Vale la pena di ripetere tutta la lunga e intricata casistica giuridica su cui si è cercato di basare queste parole: non raccomandare?

Perché? Perché se fosse stata data subito un’altra raccomandazione del governo, il suo appoggio sarebbe stato fondato. Per mezzo degli stessi giuristi.

Fra l’altro nella prima stesura della legge, nel 1991, si parlava di danni morali. Ma poi quelle parole sono state tolte. E questa, come ha scritto l’ufficio giuridico della Duma di Stato nella conclusione che ha presentato “è un’innovazione concettuale indicata dalla legge federale”.

Questa è un’innovazione concettuale adesso – la cancellazione delle parole che riguardano il debito morale dello stato nei confronti delle vittime delle repressioni politiche.

“Ma allora sorge anche la questione della responsabilità nei confronti dei cittadini vittime di repressioni non solo della Russia, ma anche dell’Ucraina, della Georgia, dei paesi baltici. Oh, questa vostra iniziativa è improvvida”, – ha detto un deputato della Duma di Stato durante il dibattito.

Per qualche motivo certe iniziative da noi sono sempre improvvide.

Uno stato, se è sano di mente e ha buona memoria, non può rinnegare la responsabilità morale nei confronti dei propri cittadini. Per nessun motivo.

“Chi vuole intervenire?” – ha chiesto il sig. Isaev. Nessuno è intervenuto.

La maggioranza ha votato a favore della bocciatura dell’emendamento. Con due astenuti.

Questo finora. Se non si accolgono tali emendamenti, tra un po’ di tempo tutti saranno “a favore”. A favore di tutto.

Gli astenuti, e tanto più i “contrari”, semplicemente non ci saranno.

In quanto se non c’è la persona, non c’è il problema. Così, se non mi sbaglio, parlava il capo di quello stesso stato, che ha messo in atto il terrore politico contro milioni dei propri cittadini.

E non parlava soltanto.

Per l’ennesima volta lo stato ha rifiutato di riconoscere i propri obblighi morali.

La ragione dello stato – sempre e in tutto – è rimasta un assioma che non necessita dimostrazione. Necessita solo sottomissione.

Non a caso oggi le vittime di repressioni illegali non sono in generale una categoria federale, ma regionale di versamenti. Come se il terrore politico e le repressioni contro i propri cittadini fossero state messe in atto non dal potere politico, non dallo stato, ma dal governatorato di Rjazan’ [9] o dalla regione di Chabarovsk [10].

Che altro si può dire?

Alla Duma di Stato è in corso un giubileo, la millesima seduta.

A Mosca tra riabilitati e vittime delle repressioni politiche oggi sono rimaste in tutto 27 232 persone.

Nella Costituzione della Federazione Russa, su cui ha da poco giurato il garante [11], sta scritto che i diritti delle vittime di crimini e abusi commessi dal potere politico sono tutelati dalla legge e perciò ognuna di esse ha diritto alla compensazione da parte dello stato dei danni causati dall’operato (o dall’inadempienza) illegale degli organi del potere statale.

Nella legge federale “Sulla riabilitazione delle vittime delle repressioni politiche” sta scritto che il suo scopo è la compensazione dei danni materiali. Indubbiamente lo stato è tenuto a compensare i danni materiali alle vittime delle repressioni politiche, ai membri delle loro famiglie.

Ma oltre agli sgabelli distrutti al momento della perquisizione e dell’arresto, oltre alle stanze nelle kommunalki [3] tolte c’erano anche destini distrutti, vite tolte.

Certo, questo non si può compensare in alcun modo.

Ma lo stato è tenuto a riconoscere non solo il proprio debito materiale, ma anche quello morale, le colpe nei confronti di milioni di propri cittadini. E nella legge devono obbligatoriamente esserci queste parole – proprio sulla compensazione dei danni morali.

Perché non sono semplicemente due parole. E non è semplicemente un sistema di pagamenti e compensazioni.

E’ una questione chiave: è capace il nostro potere politico, il nostro stato di riconoscere in generale la propria ingiustizia – nei confronti della persona, nei confronti del proprio cittadino? Sia pure non la sua, ma quella dei propri predecessori.

O il potere politico ha sempre ragione? E lo stato è al di fuori della responsabilità morale, al di fuori della morale?

Per definizione.

La Russia è erede dell’URSS.

Che significa questa eredità?

Un posto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU e il diritto su proprietà all’estero? O comunque responsabilità?

Ma se lo stato non è capace di riconoscere il debito morale nei confronti dei propri cittadini per le mostruose repressioni politiche del passato, può il nostro stato assumersi responsabilità in futuro?

Ecco così che con un emendamento di tre parole in tutto – sulla compensazione dei danni morali [4] – sono andato alla seduta della commissione per la politica sociale della Duma di Stato.

E questa non era una mia iniziativa personale e neanche solo di “Jabloko” [5]. Era un’iniziativa della Duma di Mosca, che era appoggiata anche dai membri di “Russia Unita” e dai comunisti.

Il governo ha dato al progetto di legge un responso negativo firmato dal vicepresidente del consiglio A. Žukov. Motivazione: tali pagamenti non rientrano nella finanziaria e manca il meccanismo stesso di pagamento.

Faccio notare che nella prima variante dell’emendamento c’era un meccanismo elaborato da noi. Ma è stato bocciato. Per opera dello stesso A. Žukov.

Perciò abbiamo eliminato lo schema dei pagamenti. Lo schema non è la cosa principale. Che il governo stesso stabilisca – abbiamo deciso – l’entità e il meccanismo di questi pagamenti, una tantum o regolari.

Il governo tedesco ha saputo creare nel modo più dettagliato e accurato possibile uno schema per il pagamento degli indennizzi a tutte le vittime del nazismo.

E per quanto riguarda l’aumento di spese non pianificato, allora neanche i 13 trilioni di rubli [6] per la costruzione di strade appena annunciati dal primo ministro V. Putin rientrano nella finanziaria. E ciò non impedisce alla Duma di sancire queste spese.

Certo, la mancanza di strade è una disgrazia della Russia [7], ma la mancanza di un indirizzo morale [8] non è meno pericolosa per il nostro futuro.

Vale la pena di dire che davanti alla bocciatura da parte del governo la commissione per la politica sociale della Duma di Stato, presieduta dal deputato Andrej Isaev non ha raccomandato alla Duma di Stato di accogliere questo emendamento?

Vale la pena di ripetere tutta la lunga e intricata casistica giuridica su cui si è cercato di basare queste parole: non raccomandare?

Perché? Perché se fosse stata data subito un’altra raccomandazione del governo, il suo appoggio sarebbe stato fondato. Per mezzo degli stessi giuristi.

Fra l’altro nella prima stesura della legge, nel 1991, si parlava di danni morali. Ma poi quelle parole sono state tolte. E questa, come ha scritto l’ufficio giuridico della Duma di Stato nella conclusione che ha presentato “è un’innovazione concettuale indicata dalla legge federale”.

Questa è un’innovazione concettuale adesso – la cancellazione delle parole che riguardano il debito morale dello stato nei confronti delle vittime delle repressioni politiche.

“Ma allora sorge anche la questione della responsabilità nei confronti dei cittadini vittime di repressioni non solo della Russia, ma anche dell’Ucraina, della Georgia, dei paesi baltici. Oh, questa vostra iniziativa è improvvida”, – ha detto un deputato della Duma di Stato durante il dibattito.

Per qualche motivo certe iniziative da noi sono sempre improvvide.

Uno stato, se è sano di mente e ha buona memoria, non può rinnegare la responsabilità morale nei confronti dei propri cittadini. Per nessun motivo.

“Chi vuole intervenire?” – ha chiesto il sig. Isaev. Nessuno è intervenuto.

La maggioranza ha votato a favore della bocciatura dell’emendamento. Con due astenuti.

Questo finora. Se non si accolgono tali emendamenti, tra un po’ di tempo tutti saranno “a favore”. A favore di tutto.

Gli astenuti, e tanto più i “contrari”, semplicemente non ci saranno.

In quanto se non c’è la persona, non c’è il problema. Così, se non mi sbaglio, parlava il capo di quello stesso stato, che ha messo in atto il terrore politico contro milioni dei propri cittadini.

E non parlava soltanto.

Per l’ennesima volta lo stato ha rifiutato di riconoscere i propri obblighi morali.

La ragione dello stato – sempre e in tutto – è rimasta un assioma che non necessita dimostrazione. Necessita solo sottomissione.

Non a caso oggi le vittime di repressioni illegali non sono in generale una categoria federale, ma regionale di versamenti. Come se il terrore politico e le repressioni contro i propri cittadini fossero state messe in atto non dal potere politico, non dallo stato, ma dal governatorato di Rjazan’ [9] o dalla regione di Chabarovsk [10].

Che altro si può dire?

Alla Duma di Stato è in corso un giubileo, la millesima seduta.

A Mosca tra riabilitati e vittime delle repressioni politiche oggi sono rimaste in tutto 27 232 persone.

Nella Costituzione della Federazione Russa, su cui ha da poco giurato il garante [11], sta scritto che i diritti delle vittime di crimini e abusi commessi dal potere politico sono tutelati dalla legge e perciò ognuna di esse ha diritto alla compensazione da parte dello stato dei danni causati dall’operato (o dall’inadempienza) illegale degli organi del potere statale.

P.S. Fine degli anni ‘80. Andrej Isaev è un “informale”, un noto anarco-sindacalista, in numerose riunioni politiche [12] e tavole rotonde si è espresso sulla priorità dei diritti della persone sui diritti dello stato. L’Andrej Isaev membro del presidium del consiglio generale [13] di “Russia Unita” e presidente di commissione della Duma di Stato ha preso una posizione totalmente opposta: lo stato non è responsabile delle proprie azioni criminali.

La gente cresce…

Evgenij Bunimovič [14]

26.05.2008, “Novaja gazeta”, http://www.novayagazeta.ru/data/2008/37/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] Partito che ha il solo scopo di sostenere la politica di Putin e la maggioranza nella Duma di Stato (precisazione fondamentale, perché tutte le assemblee legislative russe si chiamano Duma).

[2] Nell’originale si usa il neologismo edinoross (qualcosa come “russo unito”), sulla falsariga del desueto termine maloross – “piccolo russo”, cioè ucraino.

[3] Appartamenti in cui vivevano più famiglie, con una stanza per ciascuna e cucina e servizi in comune.

[4] In russo “compensazione dei danni morali” è vozmeščenie moral’nogo vreda – tre parole.

[5] “Mela”, partito di orientamento liberale. Il nome deriva dalle iniziali dei fondatori: Grigorij Alekseevič Javlinskij, Jurij Jur’evič Boldyrëv e Vladimir Petrovič Lukin.

[6] 13 trilioni o 13000 miliardi di rubli equivalgono a oltre 350 miliardi di euro…

[7] L’autore allude al detto popolare secondo cui la Russia ha due disgrazie (che cominciano per “d”): duraki (sciocchi) e dorogi (strade)…

[8] L’autore esprime entrambi i concetti con la parola bezdorož’e (mancanza di strade), indicando la moralità come una strada da percorrere…

[9] Nella Russia europea centro-orientale.

[10] Nella Russia asiatica sud-orientale.

[11] Medvedev, in quanto presidente.

[12] Nell’originale miting (cioè “meeting”), nome dato in genere alle riunioni politiche clandestine di epoca sovietica.

[13] Notare la terminologia decisamente sovietica.

[14] Evgenij Abramovič Bunimovič, matematico, pedagogo, poeta e membro di “Jabloko”.


12 giugno 2008

Statuti

L'agenzia Zenit.it rende noto quanto segue:

ZI08061201 - 12/06/2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-14671?l=italian

Approvazione definitiva degli statuti del Cammino neocatecumenale


CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 12 giugno 2008 (ZENIT.org).- Il 13 giugno, il Cardinal Stanislao Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, consegnerà il decreto di approvazione definitiva degli statuti del Cammino neocatecumenale.

La consegna si svolgerà nel corso di una cerimonia nell'Aula magna del Pontificio Consiglio per i Laici alle ore 11 della mattina.

Gli statuti del Cammino neocatecumenale erano stati inizialmente approvati "ad experimentum" per un periodo di cinque anni da Giovanni Paolo II con un decreto vaticano del 29 giugno 2002.

Per l'occasione saranno presenti anche Kiko Argüello e Carmen Hernández, iniziatori del Cammino neocatecumenale che, insieme con il padre Mario Pezzi, formano l'Equipe internazionale responsabile per il Cammino neocatecumenale.

Questi ultimi si incontreranno successivamente con i giornalisti per una conferenza stampa in cui verrà presentato il decreto e il testo degli Statuti.

La conferenza stampa si svolgerà a Roma nella sede del Centro neocatecumenale diocesano, in via del Mascherino n. 52, alle ore 16 del 13 giugno.

Il Cammino neocatecumenale è "al servizio dei Vescovi diocesani e dei parroci come una modalità di riscoperta del sacramento del Battesimo e di educazione permanente nella fede".

Attualmente è presente in oltre 900 diocesi del mondo, con circa 17.000 comunità in 6.000 parrocchie.



Da parte del Pontificio Consiglio per i Laici

Approvato lo statuto dei neocatecumenali



Roma, 12. Il decreto di approvazione definitiva dello statuto del cammino neocatecumenale viene consegnato ai responsabili del movimento venerdì mattina, 13 giugno, nella sede del Pontificio Consiglio per i Laici.
"L'approvazione definitiva dello statuto - si legge in un comunicato diffuso alla vigilia dal Pontificio consiglio - costituisce, senz'altro, un'importante tappa nella vita di questa realtà ecclesiale, sorta in Spagna nel 1964. Questo atto ha richiesto varie consultazioni a diversi livelli. Durante il periodo di approvazione ad experimentum dello statuto, il Pontificio consiglio ha avuto
modo di constatare i numerosi frutti che il cammino neocatecumenale apporta alla Chiesa in vista della nuova evangelizzazione, mediante una prassi catechetico-liturgica accolta e valorizzata nei suoi ormai quarant'anni di vita. Pertanto in seguito a un'attenta revisione del testo statutario e
all'inserimento di alcune modifiche che si sono ritenute necessarie, il Pontificio Consiglio per i Laici è giunto a concedere l'approvazione definitiva dello statuto".
Nell'udienza accordata ai membri del cammino neocatecumenale il 12 gennaio 2006, il Papa ebbe a dire: "La vostra azione apostolica intende collocarsi nel cuore della Chiesa, in totale sintonia con le sue direttive e in comunione con le Chiese particolari in cui andrete ad operare, valorizzando appieno la ricchezza dei carismi che il Signore ha suscitato attraverso gli iniziatori del Cammino".
Più recentemente, il 17 maggio scorso, in occasione di un seminario di studio per vescovi, organizzato dal Pontificio Consiglio per i Laici, il Papa ha affermato che: "I movimenti ecclesiali e le nuove comunità sono una delle novità più importanti suscitate dallo Spirito Santo nella Chiesa per l'attuazione del Concilio Vaticano ii", e volle ricordare come i servi di Dio Paolo VI e Giovanni Paolo II "seppero accogliere e discernere, incoraggiare e promuovere l'imprevista irruzione delle nuove realtà laicali che, in forme varie e sorprendenti, ridonavano vitalità, fede e speranza tutta la Chiesa".
In questa prospettiva, "è da auspicare - conclude il comunicato del Pontificio Consiglio per i Laici - che lo statuto del cammino neocatecumenale, approvato adesso in forma definitiva, possa essere un valido strumento al servizio di questa realtà ecclesiale, affinché essa continui a contribuire al bene di tutta la Chiesa".


(©L'Osservatore Romano - 13 giugno 2008)



Ringrazio M.B. e D.N. per questi contributi

11 giugno 2008

Test: come ti vedono?

Un test abbastanza di moda nell'attuale blogosfera: come ti vedono gli altri?


1 - In quale momento della giornata ti senti meglio?

a. la mattina
b. durante il giorno fino a inizio serata
c. la sera tardi

2. Hai un ’andatura:
a. piuttosto rapida con lunghe falcate
b. piuttosto rapida con piccoli passi rapidi
c. meno rapida, la testa alta, guardando il mondo negli occhi
d. meno rapida, la testa bassa
e. molto lentamente

3. Quando parli con qualcuno, hai:
a. le braccia incrociate
b. le mani unite
c. una mano o tutte e due sulle anche
d. toccate la persona a cui state parlando.
e. giocate con il vostro orecchio, toccate il vostro mento o vi accarezzate i capelli

4. Quando ti rilassi, sei seduto con:
a. le ginocchia serrate con una gamba di fianco all ’altra
b. le gambe incrociate
c. le gambe distese o rigide
d. una gamba incrociata sotto di voi

5. Quando qualcosa ti diverte veramente, reagisci con:
a. un grande scoppio di risa
b. uno scoppio di risa ma non rumoroso
c. un riso discreto
d. un piccolo sorriso

6. In occasione di una riunione, tu:
a. fai un ’entrata rumorosa in modo che tutti vi notino
b. fai un ’entrata discreta guardandovi attorno per trovare qualcuno che conoscete
c. fai un ’entrata tra le più discrete, cercando di passare inosservato

7. Stai lavorando duramente, sei molto concentrato, e ti si interrompe. Tu...
a. accogli la pausa con piacere
b. sei estremamente irritato
c. sei il tipo: "buon viso a cattivo gioco"

8. Quale di questi colori preferisci?
a. rosso o arancione
b. nero
c. giallo o azzurro
d. verde, blu scuro o violetto
e. rosa o verde pallido
f. bianco
g. marrone o grigio

9. Quando sei a letto la notte, durante gli istanti prima di addormentarti, tu sei...
a. steso sul dorso
b. steso sul ventre
c. sul tuo fianco preferito, leggermente raggomitolati
d. con un braccio sotto la testa
e. con la testa sotto le coperte

10. Tu sogni spesso che:
a. stai cadendo
b. stai picchiando o lottando
c. stai cercando qualcosa o qualcuno
d. stai volando o fluttuando
e. generalmente hai un sonno senza sogni
f. i tuoi sogni sono sempre gradevoli

Punti per risposta:
1. a)2 b)4 c)6
2. a)6 b)4 c)7 d)2 e)1
3. a)4 b)2 c)5 d)7 e)6
4. a)4 b)6 c)2 d)1
5. a)6 b)4 c)3 d)5 e)2
6. a)6 b)4 c)2
7. a)6 b)2 c)4
8. a)6 b)7 c)5 d)4 e)3 f)2 g)1
9. a)7 b)6 c)4 d)2 e)1
10. a)4 b)2 c)3 d)5 e)6 f)1

Risultati:
Più di 60 punti:
Gli altri ti vedono come qualcuno da prendere con le molle. Sei percepito come qualcuno vanitoso, egocentrico ed estremamente autoritario. Gli altri possono ammirarti, sperando di assomigliarti, ma non ti faranno mai confidenze, esitando ad aprirsi troppo con te.

Da 51 a 60 punti:
Gli altri ti percepiscono come qualcuno di motivante, molto volatile, piuttosto impulsivo, un leader naturale, rapido nel prendere le decisioni, anche se non sono sempre quelle giuste. Sei visto come audace e avventuroso, qualcuno che prova tutto almeno una volta, qualcuno che tenta la fortuna e ama l ’avventura. Gli altri apprezzano essere in tua compagnia per l ’interesse che suscitate intorno.

Da 41 a 50 punti:
Gli altri ti percepiscono come pieno di brio, "vivo", affascinante, divertente, pratico e sempre interessato; qualcuno che è costantemente al centro dell ’attenzione, ma sufficientemente equilibrato da non montarsi la testa. Ti vedono ugualmente come qualcuno di gentile, cortese e comprensivo; qualcuno sempre pronto a rialzare loro il morale e ad aiutarli.

Da 31 a 40 punti:
Gli altri ti percepiscono come qualcuno ragionevole, premuroso, sognatore e pratico. Sei visto come una persona intelligente, generosa, dotata, ma modesta... Non qualcuno che si fa degli amici troppo velocemente o facilmente, ma qualcuno estremamente leale verso gli amici che si è fatto e da cui attende la stessa cosa. Coloro che hanno la fortuna di conoscerti veramente si rendono conto che è difficile tradire la fiducia che tu riponi in loro, ma anche che sarà necessario molto tempo per riguadagnarsela.

09 giugno 2008

Il "meglio" delle chiavi di ricerca di maggio 2008 dell'altro mio blog

parafrenica: vedi qui

parco gor'kij russia:
vedi qui

"bruciate vive 11 persone":
vedi qui

"fabbrica carri armati san pietroburgo":
li fanno anche a San Pietroburgo?

"repubblica autonoma degli ebrei":
vedi qui

aloperidolo:
vedi qui

anatol'evič medvedev ricco:
Dmitrij? Di certo è anche ricco...

anna politkovskaya telecamera sicurezza:
vedi qui

arretrati stipendi eredi 60% alla moglie ed il 40% ai figli:
siamo sicuri che vanno divisi così?

campi di concentramento russia:
vedi qui

che ore sono in russo:
который час?

che pensa muratov:
prova a chiederlo a lui...

cin cin in russo:
на здоровье!

codice penale russo art 70:
chissà di che reato si tratta...

come seppellivano i nostri soldati in russia:
in fosse comuni, penso... Una tragedia...

come si dice russia in russo:
Россия

contratti calcistici russi:
vedi qui e qui

coro aleksandrov:
vedi qui

distanza tra mosca e rybinsk:
qualche centinaio di chilometri...

esperimento russo a ginevra:
che fanno i russi a Ginevra?

feste russia asiatica:
che festeggiano di bello nella Russia asiatica?

fet poeta russo amico di tolstoi:
sì, Fet era amico di Tolstoj...

gazprom il figlio:
vedi qui

gazprombank owned 100% centrex:
did it?

i calciatori che non si conoscono:
calciatore, conosci te stesso...

i gulag staliniani per malati di mente:
non credo che sotto Stalin ci fossero campi speciali per i malati di mente...

inno aeronautica sovietica:
ma esiste un inno del genere?

iosif kobzon russo:
vedi qui

ivan kivilidi:
vedi qui

l'esperienza di salamov nei lager è stata più amara e più lunga della mia:
vedi qui

la finestra di beslan:
vedi qui, qui e qui

la prigione russa gioca:
vedi qui

la russia asiatica e i campi di concentramento:
vedi qui

la russiaù:
come dire "volevo premere "Invio", ma ho sbagliato tasto"...

le cose che non si conoscono di mosca:
tante...

novikov vladimir lettonia:
e che fa Vladimir Novikov in Lettonia?

opere di putin:
da mettere accanto a quelle di Marx, Engels e Lenin?

periti nel cosmo:
vedi qui

proprietari di squadre di calcio russi:
vedi qui

russi che:
vedi qui

sicilia rappresentanti prodotti lcn:
forse fai dell'ironia, visto che LCN sta per La Cosa Nostra...

soldato russo picchiato amputate gambe:
vedi qui

tribuna russa:
dov'è questa tribuna?

trofei di guerra a mosca:
vedi qui

tutti i tipi di voucher:
vedi qui

u boot russi:
ci sono pure U-Boot russi?

ufficiali ceceni uccisi nel 2008:
cose difficili da sapere...

valocordin composizione ed effetti:
non so...

vladimir romanov:
vedi qui

Il "meglio" delle chiavi di ricerca di maggio 2008

cl is burning: vedi qui

film su irena sendler:
vedi qui

"manana asłamazjan":
vedi qui

"non so nulla" frase di voltaire:
gli ignoranti credono che questa sia una frase qualsiasi e invece è una frase di Voltaire...

0654832824:
vedi qui

accordi chitarra inno russo:
in effetti una versione per chitarra dell'inno russo potrebbe essere interessante...

attori neocatecumenali:
io e alcuni dei "Soliti Noti", se contiamo anche i dilettanti (professionisti non ne trovo)...

barzellette sui politologi:
se qualcuno ne trova una e me la racconta, gli offro un cappuccino...

berlusconi exomars:
forse qualcuno vorrebbe mettere Berlusconi su una sonda e lanciarlo su Marte...

capoeira empolese:
esiste una variante empolese della Capoeira? Fatemi sapere...

carro armato russo indistruttibile:
vedi qui

coro sommergibilisti russi:
e che canta di bello?

daniele mugnaini:
vedi qui

donne decapitate in arabia:
vedi qui

dott risorto ortopedico morto:
è una barzelletta? Ma mi pare che un dottor Risorto esista veramente...

epatite alemao:
vedi qui

esami di stato 2007/08 - commissione professori liceo classico praia a mare (cs):
come faccio a sapere certe cose?

esiste mano compassionevole nel massaggio:
vedi qui

essere mostruoso in russia:
vedi qui

foto fotomodelle che si chiamano claudia:
Schiffer?

giochi per fare arrabbiare i tuoi amici:
non è meglio cercare dei giochi per farli divertire?

gorbačëv massone:
non credo, ma non c'è da metterci la mano sul fuoco...

haiku tristi:
vedi qui

i guadagni della campionessa vanessa ferrari:
credo che se vedrà in una vita i soldi che Ibrahimovic becca in due mesi, si riterrà molto fortunata...

i seminari redentoris mater a firenze:
vedi qui

il pensiero della morte presso gli egizi:
vedi qui

inventore del t9:
vedi qui

io, giovanni paolo ii, figlio della nazione polacca... io successore di pietro dico a te, vecchia europa, con un grido pieno di amore: ritrova te stessa!":
vedi qui

ira provvisoria:
vedi qui

la creazione del perfetto ariano durante il nazismo:
vedi qui

la finta fucilazione di tolstoj:
non era Tolstoj, era Dostoevskij!!!

le mamme stringono le mani dei loro bambini per un po i loro cuori per sempre frase tratta da:
chissà dove...

le sentenze italiane hanno valore in repubblica dominicana ? :
io credo che le sentenze italiane valgano in Italia, il punto è se ti possono estradare dalla Repubblica Dominicana dopo che sei scappato là...

marco masini ha un telefono?:
certamente, ma non mi ha dato il numero...

matteo mazzoni l'uomo privato:
qualcuno si interessa a me come persona e non solo come blogger? Mi fa piacere...

meteorite ubop:
non credo che ci sia un meteorite con questo nome...

mezzi militari usati in afghanistan:
vedi qui

prevendita biglietti dei pooh ad acqui terme:
i Pooh non mi hanno informato in proposito, mi tengono sempre all'oscuro di tutto...

problemi risolti in modo buffo:
molti problemi non sembrano risolversi neanche in modo serio...

ricevere soldi da isole vergini:
non mi è mai capitato. E poi io ricevo pochi soldi in generale...

ristoranti italiani a omsk:
chi ne conosce, me li segnali... Offro un cappuccino anche a lui/lei...

russai:
vedi qui

standard televisivo mozambico:
vedi qui

struttura interna di un carro armato:
vedi qui

sueddeutsche zeitung e la massoneria tedesca:
immagino che il Süddeutsche Zeitung non ne abbia parlato molto bene...

telefono nunziatura apostolica di varsavia:
non sono in possesso di certe informazioni...

test per misurare la tua onestà:
e come funziona?

zarrillo la preghiera del poliziotto testo:
so che Zarrillo ha cantato "Preghiera del poliziotto", ma il testo non si trova, pare...

è possibile che dopo un orgasmo sessuale femminile possano verificarsi in occhiaia nere:
bella domanda...

chi va messo nella bara bianca:
vedi qui

08 giugno 2008

Parole dolci?

E' SOLO IL MIO CUORE CHE PARLA

Il sogno di chiunque può crollare
La maschera di chiunque può rompersi
Non ho potuto dirti quanto ti volevo
Abbastanza da farti voler restare
Non ho mai detto quelle parole ad alta voce
Credo che non riuscissi a metterle insieme
Baby, dammi un'altra possibilità
Prima di andartene
E' solo, solo, solo il mio cuore che parla
Sì, è solo, solo, solo il mio cuore che parla
Dicendo cose che non avrei mai pensato di dire
Non mi senti bussare
Cercando di scherzare con te, ma non funzionerà
Perché il mio cuore sta parlando, sta parlando
Baby, sta parlando
Parlando a te
Ogni volta che vado fino al limite
Ogni volta che ho tanta paura
Non sai che mi sono consumato gli occhi a piangere, baby
Ogni volta che distogli lo sguardo
Oh, ho quasi fatto cadere una lacrima
Ma l'ho afferrata appena in tempo
Direi le cose che vuoi sentire
Se mi aiutassi, mi aiutassi, mi aiutassi a provare
E' solo, solo, solo il mio cuore che parla
Dicendo cose che non avrei mai pensato di dire
Non mi senti bussare
Cercando di scherzare con te, ma non funzionerà
Perché il mio cuore sta parlando, sta parlando
Baby, sta parlando
Parlando a te

Be', non voglio nascondermi
Nascondermi senza di te, baby
Non andare, non scappare via
Vieni ad aiutarmi, baby
Solo un piccolo aiuto, baby
Oh, mia piccola baby





Alice Cooper "Only my heart talkin'"

Il "meglio" delle chiavi di ricerca di aprile del mio blog-CV

mazzoni matteo firenze: vedi qui e qui

organisational skills and competences european cv:
vedi qui

"matteo mazzoni":
vedi qui

a good cv writing for diploma:
cioè?

cv or "sap basis" or il:
incomprensibile

cv struttura:
vedi qui

cv-europea:
vedi qui

european cv 2003:
vedi organisational skills and competences european cv

european cv hobby:
vedi organisational skills and competences european cv

license type b driving italian:
vedi organisational skills and competences european cv

other skills european cv:
vedi organisational skills and competences european cv

personal skills and competences cv:
vedi organisational skills and competences european cv

principal subjects/occupational:
vedi organisational skills and competences european cv

technical skill c.v.:
vedi organisational skills and competences european cv

title of qualification awarded:
vedi organisational skills and competences european cv

title of qualification awarded in italy:
vedi organisational skills and competences european cv

title qualification:
vedi organisational skills and competences european cv

• principal subjects/occupational:
vedi organisational skills and competences european cv

07 giugno 2008

Il "meglio" delle chiavi di ricerca di aprile 2008 dell'altro mio blog

Per il sollievo di tanti miei lettori (ma anche mio) annuncio che d'ora in poi la rubrica sulle chiavi di ricerca conterrà solo il "meglio" di esse e quindi si ridurrà in modo consistente.

associazione giovanile komsomol: vedi qui

edifici scolastici in russia
: vedi qui e qui

"fuoco alla barba"
: vedi qui

aloperidolo russia:
vedi qui

associazione nazionalsocialista
: vedi qui

casa regnante russa
: vedi qui

che cosa è successo dopo le grandi purghe in russia?:
è morto Stalin, ma la musica è cambiata di poco...

chi ha ratificato la convenzione di ginevra:
molti paesi, ma non pochi si sono guardati bene dal rispettarla...

chi è il proprietario del manchester united
: vedi qui

ciò che la russia non vuole dire:
un sacco di cose...

come mi rivolgo al mio ragazzo in russo:
dicendogli cose carine...

come organizzare un buffet di compleanno con pochi soldi:
vedi qui

come vedere stadi e di che squadra appartengono in fifa 2008:
questo sì che è un problema :-)

dalla a tutti:
vedi qui

democrazia sovrana:
vedi qui e qui

e possibile essere condannati per riciclaggio dei soldi del padre:
certamente...

giornalisti uccisi novaja gazeta:
vedi qui

gulag elenco ufficiale nomi e cognomi deportati:
non c'è un elenco ufficiale, ma si tratta di milioni di persone...

hans vagate:
illustre sconosciuto

i mass media in russia 1998 ad oggi
: dal 1998 a oggi? Sempre meno liberi...

immagini di cosacchi del don (1800 circa) esercito russo:
cose interessanti, ma difficili da trovare...

immobili da vendere ai russi:
vedi qui

informazioni sul materiale in ingresso in russia:
vedi qui

kaltenbrunner cicatrice
: vedi qui

karca città:
Karca non è una città, ma un villaggio ceceno...

legge federale 18 maggio 2005 della russia:
non so che legge hanno fatto quel giorno in Russia, scusami...

leggi paralegali:
ci sono addirittura leggi paralegali? Io conosco solo quelle anticostituzionali...

mi sapete dire una colonna sonora di un film russo
: così su due piedi non mi viene in mente nulla...

monumenti commemorativi dei gulag:
vedi qui

motivazioni inventate:
vedi qui

nella verità non ci sono notizie: vedi motivazioni inventate

opere di fëdor ivanovič tjutčev: vedi qui

patronimico di lenin
: Il'ič

pattuglia acrobatica ceca
: vedi qui

piace temporale all`inizio maggio tjutcev
: vedi qui

piatto da solikamsk
: vedi qui

polizia politica nazionale russa:
l'FSB?

portiere di calcio famoso russo anni '70
: c'è stato qualche portiere russo significativo tra Jašin e Dasaev?

produttori oggettistica esportatori in russia
: mi chiedi cose difficili...

reparti combattenti femminili russi
: cerchi soldatesse russe?

russia cani giganti
: vedi qui

russia il tè nel deserto
: un tè nel deserto... in Russia

schema della battaglia di borodino:
pare che lo si possa desumere da "Guerra e Pace": illustri strateghi militari hanno lodato Tolstoj per la precisione della ricostruzione...

scrittore russo siberia io non pensavo di avere anima:
alludi a Šalamov?

soldato russo gambe amputate
: vedi qui

squadra scozzese con presidente russo
: ma esiste?

tamimi pediatra:
vedi qui

tutti i numeri della russia
: di telefono???

vito ciancimino è stato mai arrestato?
: vedi qui

zajcev la notte prima del processo:
vedi qui

06 giugno 2008

Mosca in Cecenia

A Mosca è in corso la caccia alle “lingue”

Nella capitale vengono inviati dalla Cecenia gruppi speciali. Il loro compito è sequestrare persone in possesso di informazioni su gravi crimini e fare pressione sulle persone sgradite a Ramzan Kadyrov

La sera del 31 gennaio 2008 in via Povarskaja è stato sequestrato il capo criminale Movladi Atlangireev. Per un finora incomprensibile concorso di circostanze стечению non era armato come di solito e non ha potuto fare una particolare resistenza.

I sequestratori si sono avvicinati al ristorante “Karetnyj dvor” [1], dove stava cenando Atlangireev, a bordo di due jeep Mercedes, l’hanno colpito con il calcio di una Stečkin [2] e l’hanno portato via. Tutto si è svolto senza sparatorie. E’ stato avviato un procedimento penale per sequestro di persona, dei risultati delle indagini finora non si sa niente. E abbiamo l’impressione che non ci sarà alcuna notizia ufficiale al riguardo per molto tempo. Le cause della segretezza sono due: la figura dello stesso Atlangireev e la personalità di chi ha ordinato questo crimine.

La “Novaja gazeta” è venuta a conoscenza di alcuni particolari del rapimento di quest’uomo, che interessa al giornale prima di tutto per il suo coinvolgimento nelle indagini sull’omicidio della nostra giornalista [3] Anna Politkovskaja. Perché lo si sappia: su una delle jeep (targata Е 777 НЕ 177), appartenente ai rapitori, ultimamente si era spostato per Mosca Beslan Chakimov (alias Zelimchan Israilov). Al volante dell’altra (targata Р800АС 199) c’era Aslanbek (alias Sup’jan) Bajsarov. Ma lo stesso Atlangireev risultava essere in Cecenia: lo hanno visto sia a Centoroj [4] (dove si trova il quartier generale di Ramzan Kadyrov), sia a Gudermes [5] – e sempre in compagnia di uomini armati.

Alla storia del rapimento di quest’uomo molto influente e informato è stato dato risalto solo in primavera e in un contesto particolare. Prima di dimettersi l’ex capo della GSU [6] della commissione investigativa della procura Dmitrij Dovgij ha reso nota ai giornalisti la propria versione dell’omicidio della giornalista della “Novaja gazeta”. Oltre a Berezovskij [7] ha fatto un altro nome – Chož-Achmed Nuchaev.

Proprio Nuchaev (che adesso vie in Turchia e commercia petrolio con successo attraverso i porti russi), il sequestrato Atlangireev e l’agente dell’FSB [8] Maks Lazovskij (ucciso nel 2000 in circostanze non chiarite) crearono alla fine degli anni ‘80 la banda criminale del “Lazan’ja” [10]. C’era molto sul conto di questo OPG [9]: guerre tra bande criminali, la lotta per i porti di Novorossijsk e Tuapse [11] e i primi attentati a Mosca, compiuti da ufficiali che lavoravano nell’impresa “Lanako” di Lazovskij e Nuchaev (per maggiori dettagli, fra l’altro anche sui legami degli uomini di “Lazan’ja” con i servizi segreti russi, si veda il n. 24 di quest’anno della “Novaja gazeta”). Ma molti erano convinti che i tempi degli uomini del “Lazan’ja” fossero finiti da un pezzo.

Tuttavia nell’agosto 2006 fu arrestato a Mosca un certo Gajtukaev con l’accusa di aver attentato alla vita dell’uomo d’affari ucraino Korban e sospettato dalle forze dell’ordine ucraine e dai mass media di una lunga serie di altri crimini, fra cui la complicità nell’assassinio della giornalista della “Novaja gazeta” Anna Politkovskaja. Si è chiarito che gli uomini del “Lazan’ja” non si sono nascosti da nessuna parte, lavorano attivamente nell’ambito post-sovietico e si stanno specializzando in omicidi su commissione e in spaccio di sostanze stupefacenti.

Di Gajtukaev si sa poco. E’ lo zio dei fratelli Machmudov, arrestati per il caso Politkovskaja, è membro della banda di “Lazan’ja”, buon conoscente di Atlangireev. Resta da aggiungere che, infuriato per la condanna, Gajtukaev ha detto in tribunale di aver lavorato in Ucraina fra l’altro anche per conto dell’FSB della Federazione Russa [12].

Neanche il sequestrato Atlangireev è un estraneo per i servizi segreti russi: durante la prima e la seconda campagna cecena [13] ha collaborato attivamente con essi e ha svolto compiti delicati di vario tipo, era ben noto alla dirigenza dell’FSB (alcuni generali se la spassarono al matrimonio di suoi parenti), gli è stata conferita anche un’arma d’onore. Atlangireev è un uomo ben informato, che più di una volta è stato testimone nel corso di molti procedimenti penali, lo si poteva vedere alla Procura Generale e negli edifici di altre strutture autorizzate all’uso della forza.

Ma nel 2007 gli agenti di Scotland Yard l’hanno visto a Londra e l’hanno espulso: c’erano elementi per affermare che Atlangireev era giunto in Inghilterra per organizzare un attentato contro Boris Berezovskij. Da allora non si è sentito più dir nulla di lui – fino al momento del suo sequestro.

Ma non pochi sanno che non è stato sequestrato solo Atlangireev. Nel febbraio 2008, una settimana dopo il fatto del ristorante “Karetnyj dvor”, a un amico di Atlangireev, Zajndi Šachbiev, legato al mondo degli affari ceceno a Mosca , è stato fissato un incontro [14] presso il centro commerciale “Vremena goda” [15]. Quello che l’aveva chiamato si era presentato come Sulim Geremeev, anch’egli era giunto al luogo dell’incontro su una Mercedes (targata Р 007 ЕТ 177). Dopo la conversazione Šachbiev si è recato in fretta in Cecenia, dove pure è sparito.

Il nome Geremeev è noto alla “Novaja gazeta”. E sempre in riferimento al caso Anna Politkovskaja. Nell’ottobre 2006, qualche giorno dopo l’omicidio della nostra giornalista, giunse in redazione Bislan Gantamirov – ex vice-premier [16] ed ex sindaco di Groznyj. In presenza di ufficiali dell’apparato centrale del ministero degli Interni raccontò che tre gruppi di agenti delle forze dell’ordine della Cecenia si erano diretti a Mosca con un compito particolare: liquidare lo stesso Gantamirov, la Politkovskaja e l’ex uomo delle forze armate ed ex guardia del corpo di Achmat Kadyrov [17] Movladi Bajsarov, che aveva collaborato con l’FSB. Sul perché non ce l’abbia comunicato prima non abbiamo avuto spiegazioni comprensibili. Invece abbiamo ricevuto una lista dei membri di tutti e tre gruppi inviati, l’abbiamo ricevuta e l’abbiamo trasmessa al ministero degli Interni.

Uno di questi gruppi al momento dell’incontro era già stato arrestato – fra l’altro del tutto casualmente. In seguito a una verifica dei documenti al RUVD [18] di Chamovniki nella capitale furono portati tre uomini, nella macchina dei quali era stato trovato un intero armamentario da killer, compreso un fucile di grosso calibro, preparato per sparare su automobili blindate. Gli arrestati avevano con se distintivi di agenti del ministero degli Interni della Cecenia, ma non avevano autorizzazioni per la trasferta o alcun documento, che permettesse di girare per Mosca con un bagagliaio pieno di armi. Per toglierli dalla “gabbia delle scimmie” [19] giunse un agente dell’apparato centrale dell’FSB, il capitano di seconda classe Bažanov. Non gli consegnarono alcuno, al contrario fu aperto un procedimento penale. Bažanov rispose spontaneamente all’interrogatorio, l’FSB come d’abitudine rispose: “questo agente è stato dimesso dal servizio”, cosa che, tuttavia, non gli impediva di andare al lavoro. Come sia finito il procedimento penale nessuno lo dice, si allude solo al fatto che gli arrestati si sono dati da fare più seriamente per trovare dei difensori e alla fine sono stati rilasciati.

Non hanno dato esito neanche le informazioni sugli altri gruppi di cui ha parlato Gantamirov. Il risultato è noto: Bajsarov è stato ucciso nel centro di Mosca in presenza dell’ex autista del terrorista Raduev, poi del vice-premier della Cecenia [20] e adesso deputato della Duma di Stato [21] Delimchanov.

Risultato numero due: il sequestro di Šachbiev. Tutto sta nel fatto che anche il nome del presunto complice di questo crimine – Geremeev – viene rammentato nelle liste consegnate da Gantamirov.

Da tutti questi intrecci si possono trarre alcune conclusioni. Primo: le strutture armate cecene usano a Mosca la stessa tattica di quelle moscovite in Cecenia. L’invio di piccoli gruppi speciali (gli agenti federali li chiamano SSG – svodnye specializirovannye gruppy [22], che fino a poco tempo fa l’FSB e le VV [23] utilizzavano attivamente in Cecenia), mirati all’esecuzione di compiti segreti: sequestri ed esecuzioni extragiudiziali.

Secondo: i sequestrati sono persone informate, capaci di far luce sulle circostanze di una serie di omicidi su commissione e atti terroristici. Al riguardo sorge una domanda: sequestrandoli cancellano le tracce o conducono le loro indagini indipendenti (tra l’altro dalla legge)

Vjačeslav Izmajlov,
osservatore militare della “Novaja gazeta”

Sergej Sokolov

“Novaja gazeta”, 19 maggio 2008, http://www.novayagazeta.ru/data/2008/35/00.html (traduzione e note di Matteo Mazzoni)

[1] “Cortile delle carrozze”.

[2] Pistola di fabbricazione russa.

[3] Letteralmente “osservatrice”.

[4] Villaggio della Cecenia sudorientale.

[5] Città della Cecenia centrale.

[6] Glavnoe Sledstvennoe Uprvalenie (Direzione Investigativa Centrale).

[7] Boris Abramovič Berezovskij, discusso uomo d’affari russo inviso a Putin e residente in Gran Bretagna.

[8] Federal’naja Služba Bezopasnosti (Servizio Federale di Sicurezza), i servizi segreti russi.

[9] Organizovannaja Prestupnaja Gruppirovka (Gruppo Criminale Organizzato) cioè “associazione a delinquere”.

[10] Lazan’ja (Lasagna) è un ristorante moscovita, sorta di sede della banda. Questa e i suoi membri vengono definiti – secondo gli usi linguistici russi – con l’aggettivo lazanskij declinato in genere, numero e caso: qualcosa come “lasagnesco”…

[11] Porti sul Mar Nero.

[12] La precisazione non è ridondante: l’FSB ha strutture regionali, provinciali, cittadine, se non di quartiere. Gajtukaev lavorava dunque per le alte sfere…

[13] Cioè la prima guerra cecena, iniziata del 1994 e conclusa con un armistizio nel 1996, e la seconda iniziata nel 1999 e di fatto non ancora conclusa…

[14] Nell’originale strelka, che nel russo standard sta per “freccetta” o “lancetta”, ma nel mondo criminale sta per “incontro” (per dirimere una questione).

[15] “Stagioni”, letteralmente “tempi dell’anno”.

[16] Dell’autoproclamata repubblica di Cecenia.

[17] Achmat Abdulchamidovič Kadyrov, signore della guerra, eletto presidente della Repubblica Cecena federata con Mosca nel 2003 grazie a brogli giganteschi e ucciso nel 2004, padre dell’attuale presidente Ramzan Achmatovič Kadyrov.

[18] Rajonnoe Upravlenie Vnutrennich Del (Direzione di quartiere del ministero degli Interni), in pratica la stazione di polizia del quartiere di Chamovniki, nel centro di Mosca.

[19] Il carcere per la detenzione preventiva.

[20] Del governo filorusso, in questo caso.

[21] Duma viene chiamata in Russia ogni assemblea legislativa, anche a livello locale.

[22] “Gruppi specializzati assemblati”, cioè formati per compiere una missione e poi sciolti.

[23] Vnutrennie Vojska (Truppe Interne), corpi militari al servizio del ministero degli Interni.

05 giugno 2008

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FESTA a CORNIOLA !!!


Dai il tuo contributo per i restauri degli antichi

affreschi del CHIOSTRO della Chiesa di Corniola

Sei invitato/a alla 6°edizione della MITICA

PIZZA al CHIOSTRO


DOMENICA 8 GIUGNO

Vi aspettiamo al CHIOSTRO della Chiesa

dei Santi Simone e Giuda in Corniola a Empoli

(fino ad esaurimento scorte)

Dalle 17.00 in poi pizze, crostoni, pasta,

focaccie e le famose

PIZZE DOLCI!

02 giugno 2008

Selezione delle chiavi di ricerca di aprile 2008

Continuo a ritardare...


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: qui si può trovare solo il mio curriculum...

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neocatecumenato: vedi tra i miei link

quali sono le repubbliche del caucaso: Adighezia, Karačajevo-Čerkessia, Kabardino-Balkaria, Cecenia e Daghestan...

www.carloacutis.org: vedi acutis

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baci perugina
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blog di masini marco: non mi risulta che Masini abbia un blog...

boris abramovič berezovskij: vedi qui, qui, qui e qui

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canti catecumenali mp3: vedi convivenze neocatecumeni

carron "l'amore umano come cammino di pienezza verso cristo": vedi qui

ci vuole un fiore di endrigo spartito piano: vedi qui

coltelli russi: quelli italiani non vanno bene?

di cosa parla destinazione paradiso: vedi qui

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il monte delle beatitudini: vedi 29 marzo kiko arguello

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vedi qui, qui e qui

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le repubbliche del caucaso
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: chi ha liberato le lepri a Ferrara?

locomotive a vapore youtube
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monte delle beatitudini: vedi 29 marzo kiko arguello

morbo di chuck: si trasmette a calci rotanti?

motivi del conflitto del caucaso: le guerre si fanno più o meno per gli stessi motivi...

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povertà surgut: a Surgut ci sono i poveri, come ovunque...

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: come si fa a dare il 5 per mille alla Protezione Civile?

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"giuseppe migliorino" wikipedia: Giuseppe Migliorino non c'è nella Wiki...

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"whisky il ragnetto": vedi qui

1 contro 300 norris
: Chuck Norris può vincere anche da solo contro 300. Legato. Sott'acqua. Dormendo

2 maggio, tramonti (sa) travaglio
: vedi qui

2008 canti nuovo loreto in mezzo mp3: vedi convivenze neocatecumeni

29 marzo domus galilea: vedi qui

30/07/1957 avvenimenti: di cosa stai parlando?

5 x mille ca bura: si può dare il 5 per mille anche a Ca' Bura?

90 canzoni dei neocatecumeni
: vedi convivenze neocatecumeni

aaron norris biografie si foto:
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: e dove si parla di abiti da sposa ucraini?

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adamo gabriele
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: aforismi sulle dacie russe???

aggloria: vedi qui

agora canto nuovo loreto kiko: vedi convivenze neocatecumeni

aikido evangelico: vedi qui

alberghi cecenia: vedi qui

alfabeto e numerazione del bangladesh: come si scrive in Bangladesh?

allenamenti mourinho: vedi qui

amministrazione della cecenia
: vedi qui

analisi del testo di ciaula scopre la luna: vedi qui

anatolij michajlovic kaspirovskij: vedi qui

andrea mingardi - saludos amigos
: vedi qui

andrei malachov+wikipedia: come?

angelo branduardi
: vedi qui

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anniversari sacerdozio frasi
: vedi frasi per inaugurazione

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anonimo veneziano spartito chitarra: vedi qui

aperitivo a funo di argelato: vedi qui

approvazione 2008 camino neocatecumenale: vedi statuti neocatecumenato

archivio mp3 neocatecumenale: vedi convivenze neocatecumeni

argo brio: vedi qui

argüello kiko anagrafe
: vedi qui

arosgaz: vedi qui

arresti in russia mafia
: non so nulla di mafiosi arrestati in Russia...

articoli giornale concerto mark knopfler a bolzano 17 aprile 2008
: vedi qui

articolo di beppe severgnini su manuela caffi prandelli: vedi qui

ascolta canti dei bambini del cammino neocatecumenale
: vedi convivenze neocatecumeni

associazione culturale paola bernabei:
vedi qui

attentato dasaev cecenia
: un attentato contro Dasaev in Cecenia? Ma che dici?

attivissimo "tutto si basa su un'uso "puntiglioso" della legge:": vedi qui

atto di affidamento propri bambini alla madonna dopo prima comunione:
che posso dirti in proposito?

auguri+dimissioni: vedi frasi per inaugurazione

augurio a suora
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auschwitz spiegato a mia figlia libro riassunto non lungo: quante pretese...

avvelenamento beslan 2004 anna politkovskaja: vedi qui

bagno a ripoli: vedi qui e qui

bambino di scandicci kiko arguello: come, scusa?

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basi dei canti neocatecumenali mp3
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cfr. d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 art.104-par. 5: vedi qui

chattat:
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crimini cattolici
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cv english matteo mazzoni:
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dagestan sport ibragim magomedov video: vedi qui

dall'abitante a bologna
: da quale abitante a Bologna?

david guetta commentatore: vedi qui

decreti definitivi del cammino neocatecumenale
: vedi statuti neocatecumenato

destinazione 5 per mille al cammino neocatecumenale
: al Cammino non si può destinare il 5 per mille, ma lo si può destinare alla fondazione "Famiglia di Nazaret"...

detenuto noskov italia: e dove sarebbe detenuto Noskov in Italia?

detti e proverbi napoletani sui lupi mannari
: esistono cose del genere?

di che religione è kakà: vedi qui

dilla tramonti a tavulia: cioè?

diogene autoerotismo
: vedi qui

diritti violati 2 nella guerra mondiale:
vedi qui
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: credo che neanche il Mulo possa aiutarti...

discorso di un neo pensionato: vedi frasi per inaugurazione

disegno prima comunione da scaricare: vedi frasi per inaugurazione

domus galilaeae 2008: vedi qui

don luigi cassaro
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dostojevskij ,massoneria: Dostoevskij massone? No...

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doveri padrino battesimo:
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dr. house e la massoneria:
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dvd-r illeggibili in pochi anni:
vedi qui

e la pulce d'acqua che nulla ti rubò
: nulla??? L'ombra non è "nulla"...

e' morta madeleine mccann *: vedi qui

ebraismo fascismo t9 scusa paura: vedi qui

elenco agenzie militari private: e chi li ha elenchi del genere?

elevazione baudelaire analisi del testo:
vedi qui

elezioni 2008 i voti bianchi vengono conteggiati: vedi qui

elite spa materassi ministero interno protezione civile: parole in libertà?

emule con il mulino delle ferrari
: ma se le Ferrari vanno al mulino s'infarinano?

enrico biffi epatite c:
vedi qui

enzo bianchi natura ambiente:
vedi qui

eresie nel cammino neocatecumenale di luigi villa: vedi qui

esercizi fraternita cl 26 aprile 2008: vedi qui

esumazione immagini:
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famiglia e beatitudini: vedi qui

fascita plantare: vedi qui

ferrara cantelmi vita: vedi qui

fiamma dannata: vedi qui

figlio di zakaev
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film antico da cercare su emule: il Mulo trova anche film antichi?

filosofia e pornografia
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firenze i giardini dei popoli: Boboli, non popoli...

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francesco voltaggio: vedi qui

franco marini sapienza papa
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francobolli di g. rodari: vedi qui

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funo di argelato forum come raggiungere centergross:
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gazprom dell'utri: vedi qui

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Mulo?

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igor' leonidovic kirillov: vedi qui

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il-grillo-parlante.blogspot.com
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ilja repin biografia:
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imaggini vanessa ferrari: vedi qui

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: vedi qui

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libera informazione in libero stato: vedi grillarsi

libretto anniversario sacerdotale: vedi frasi per inaugurazione

libro dei canti neocatecumenali:
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liste massoniche corriere di livorno: vedi qui

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luce di verita' - spartito:
vedi qui

m.conforti@epac.it: vedi qui e qui

mafija della slava: come dire "mafia slava"?

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massimiliano ferrari odontoiatra centergross bologna: non so che dire in proposito...

massimo ambrosini:
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Francesco De Gregori "Viva l'Italia"

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